Questo è molto triste.
Oggi, martedì 4 novembre, il Dicastero Vaticano per la Dottrina della Fede ha pubblicato una Nota dottrinale "Mater Populi Fidelis" qui presentata come frutto di un lungo lavoro collegiale: i frutti marci della collegialità [vedi]. Il documento è approvato da Leone XIV e firmato dal cardinale Víctor Manuel "Tucho" Fernández (vedi nota in calce e relativi link), dichiarando erroneamente che il titolo Co-Redemptrix è "inappropriato" e dichiarando anche che "La Nota sottolinea che l’espressione biblica riferita alla mediazione esclusiva di Cristo «è perentoria»". Inoltre "Si richiede speciale attenzione anche per “Mediatrice di tutte le grazie”".
Dove sta andando la Chiesa cattolica? La Chiesa Una Santa è viva e immacolata nel Suo Sposo; ma una parte di quella visibile rischia di subire una 'mutazione genetica' o questa è già avvenuta nostro malgrado e ne stiamo vedendo gli effetti? Ci confrontiamo per "resistere", nella fedeltà.
Peregrinatio Summorum Pontificum 2022
martedì 4 novembre 2025
Colligite Fragmenta / XXI Domenica dopo Pentecoste
Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione settimanale di p. John Zuhlsdorf che, nell'ottava, ci aiuta ad approfondire i doni spirituali della Messa della Domenica precedente qui.
Colligite Fragmenta / XXI Domenica dopo Pentecoste
Colligite Fragmenta / XXI Domenica dopo Pentecoste
Mentre l'anno liturgico volge al termine, la voce della Chiesa assume una gravità autunnale. Le domeniche dopo Pentecoste volgeranno il nostro sguardo verso la mietitura finale, quando il Signore prenderà ogni cosa per sé. La Colletta, l'Epistola e il Vangelo di questa domenica formano un'unica meditazione su misericordia e giudizio, protezione e pericolo, la famiglia divina custodita dalla grazia ma sottoposta alla prova dal fuoco.
La Colletta, già presente nel Liber Sacramentorum Gellonensis, è elegante nella sua semplicità:
Familiam tuam, quaesumus, Domine, continua pietate custodi: ut a cunctis adversitatibus, te protegente, sit libera; et bonis actibus tuo nomini sit devota.
“Custodisci la tua famiglia, ti preghiamo, o Signore, con continua misericordia,
affinché, protetta da te,
sia libera da ogni avversità e dedita al tuo nome nelle buone opere.”
Qui intravediamo già il dramma della fine dell'anno. La familia Dei è circondata dai nemici. Solo la pietas di Dio, la sua incrollabile misericordia, può preservarla. Familia in latino significava non solo genitori e figli, ma l'intera famiglia, servi inclusi. Così, quando il Canone prega Memento Domine famulorum famularumque tuarum, ricorda l'intera famiglia dei fedeli. Siamo dipendenti di Dio, sotto il suo governo paterno.
Il 'Supplices Te rogamus'
Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Minuzie, patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Supplices Te rogamus. Ne approfitto per aggiungere, con una nota in calce, uno stralcio di mie riflessioni che credo integrino bene questo mirabile testo. Qui l'indice degli articoli sulle formule del latino liturgico.
Il 'Supplices Te rogamus'
Dopo la Supra quae propitio [qui], il sacerdote prega:
Súpplices te rogámus, omnípotens Deus, jube hæc(*) perférri per manus sancti Angeli tui in sublíme altáre tuum, in conspéctu divínæ majestátis tuæ: ut quotquot ex hac altáris participatióne sacrosánctum Fílii tui Corpus et Sánguinem sumpsérimus, omni benedictióne cælésti et grátia repleámur. Per eúndem Christum Dóminum nostrum. Amen.Che traduco come:
Supplici ti chiediamo, Dio onnipotente: comanda che queste cose siano portate dalle mani del tuo santo angelo fino al tuo altare innalzato in alto, al cospetto della tua divina Maestà, affinché quanti di noi avranno assunto il sacrosanto Corpo e Sangue del tuo Figlio mediante questa partecipazione all'altare possano essere ricolmi di ogni benedizione e grazia celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.
lunedì 3 novembre 2025
Perché il nostro destino eterno è determinato dal nostro stato al momento della morte?
Nella nostra traduzione da Substack.com riprendiamo un articolo di Peter Kwasniewski del 2 novembre 2023, ripubblicato in onore della Commemorazione di tutti i fedeli defunti (celebrata oggi nelle comunità di antico rito) e del Mese delle Anime Sante. "Come l'essere nel tempo, la misericordia di Dio e l'opportunità di un dono finale e (finalmente!) totale di sé lavorano insieme."
Perché il nostro destino eterno è determinato
dal nostro stato al momento della morte?
Da mille anni ormai – da quando Sant'Odilone di Cluny (c. 962-1049) introdusse l'usanza della Commemorazione dei Defunti nel grande monastero di Cluny, da dove si diffuse rapidamente – la Chiesa latina ha scelto questo giorno per ricordare e pregare per le anime cristiane che ci hanno "preceduto con il segno della fede", per le quali imploriamo "un luogo di refrigerio, luce e pace" (come dice il Canone Romano). Ricordiamo specificamente i battezzati, cioè i fedeli: per questo preghiamo "che le anime dei fedeli defunti riposino in pace".(1) In altre parole, preghiamo per le Anime Sante del Purgatorio, che sono entrate nella vita eterna – sanno di essere salvate e vedranno Dio faccia a faccia – ma stanno ancora pagando il debito della pena temporale per i loro peccati già perdonati.
2/3 Novembre / Commemorazione dei defunti
Quest'anno la commemorazione dei fedeli defunti cade di Domenica. Tuttavia nel rito antico la Commemorazione dei defunti non prevale sulla domenica ma si trasferisce al giorno seguente. Dunque la meditiamo oggi. Qui trovate l'Ordinario; qui il Proprio della Santa Messa.
La riforma cluniacense, nel 998, (vedi nel testo sant'Odilone) stabilì che le campane dell'abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1º novembre per celebrare i defunti, e il giorno dopo l'eucaristia sarebbe stata offerta pro requie omnium defunctorum; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell'Ordo Romanus del XIV secolo.
La Solennità è collegata alla verità di fede nella comunione dei santi, nella remissione dei peccati e nella resurrezione della carne come affermati sin dai tempi del Credo Apostolico.
2 Novembre
Commemorazione dei Defunti
| Intróitus IV Esdrae 2, 34 et 35 - Réquiem aetérnam done eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis. Ps. 64, 2-3 - Te decet hymnus, Deus, in Sion, et tibi reddétur votum in Ierúsalem: exáudi oratiónem meam, ad te omnes caro véniet. IV Esdrae 2, 34 et 35 - Réquiem aetérnam done eis, Dómine: et lux perpétua lúceat eis. |
Introito IV Esdra 2, 34 e 35 - L’eterno riposo dona loro, o Signore: e splenda ad essi la luce perpetua. Sal. 64, 2-3 - A Te si conviene l’inno in Sion, o Dio, e a Te si scioglie il voto in Gerusalemme: a Te viene ogni carne, esaudisci la mia preghiera. IV Esdra 2, 34 e 35 - L’eterno riposo dona loro, o Signore: e splenda ad essi la luce perpetua |
Non vogliamo, o fratelli, che ignoriate la condizione di quelli che dormono nel Signore, affinché non siate tristi come quelli che non hanno speranza (I Tess. 4, 12). La Chiesa ha oggi lo stesso desiderio che aveva l'Apostolo quando scriveva ai primi cristiani. La verità a riguardo dei morti mette in mirabile luce l'accordo della giustizia e della bontà in Dio, sicché anche i cuori più duri non resistono alla caritatevole pietà che questo accordo ispira, e, nello stesso tempo, offre la più dolce delle consolazioni al lutto di quelli che piangono. Se la fede ci insegna che esiste un purgatorio dove i peccati da espiare costringono i nostri cari, ci insegna anche che noi possiamo essere loro di aiuto (Concilio di Trento, Sess. XXV) ed è teologicamente certo che la loro liberazione, più o meno sollecita, è nelle nostre mani. Ricordiamo qui qualche principio di natura, per chiarire la dottrina.
Imparare il latino liturgico, lezione 16
Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis proseguono le lezioni settimanali sul latino liturgico. Clicca qui per l'elenco di tutte le lezioni precedenti.
Imparare il latino liturgico, lezione 16
caeci vident, claudi ambulant, leprosi mundantur, surdi audiunt
Clicca qui per un elenco di tutte le lezioni precedenti.
Coniugazioni del presente
Finora abbiamo studiato le coniugazioni del presente, del modo indicativo e della forma attiva solo per i verbi di prima coniugazione ( -are ). Oggi voglio aggiungere le altre tre coniugazioni alla nostra collezione in continua crescita di conoscenze grammaticali latine. Ecco cosa abbiamo già imparato:
Prima persona Seconda persona Terza persona |
Singolare -o -as -at | Plurale -amus -atis -ant |
Se applichiamo queste desinenze a orare ("pregare"), le forme coniugate appaiono così:
domenica 2 novembre 2025
Un bambino che canta con gli angeli: il funerale non funebre
Una meditazione di John Mac Ghlionn sulla morte di un bambino battezzato, celebrata secondo il rito romano (e sì, intendo proprio "celebrata", per ragioni che diventeranno chiare). Quante ricchezze abbiamo perso e dobbiamo cercare di riconquistarle!
Un bambino che canta con gli angeli:
il funerale non funebre
Peter Kwasniewski 31 ottobre
Oggi, il mio amico e collaboratore Kennedy Hall, con la sua famiglia, dà l'ultimo saluto al corpo di suo figlio Gabriel, nato il 24 ottobre e vissuto solo due ore. Durante quel breve periodo, è stato battezzato, cresimato e accolto dai suoi sei fratelli e dai nonni. Kennedy ha scritto su Substack : "Ora è un santo in Paradiso. Dolce Gabriel, ti prego di intercedere per noi affinché possiamo riunirci tutti in un luogo dove non ci siano più lacrime e dove possiamo lodare Dio per tutta l'eternità".
Kennedy e famiglia, vi promettiamo le nostre preghiere e le nostre condoglianze. Anche sapere che Gabriel è in cielo non rende la morte di un figlio più facile per un mortale, soprattutto per i genitori. Possa la Madonna, che ha saputo cosa significasse perdere un figlio, ottenervi la più profonda consolazione e un rinnovato spirito di speranza nel Signore che non delude mai.
Domenica XXI dopo Pentecoste ('In voluntáte tua')
Quest'anno la Domenica coincide con la commemorazione dei fedeli defunti; tuttavia nel rito antico la Commemorazione dei defunti non prevale sulla domenica ma si trasferisce al giorno seguente. Trovate l'Ordinario della Santa Messa qui. Il Proprio qui.
Domenica XXI
dopo la Pentecoste
| Intróitus Esth. 13, 9 et 10-11 - In voluntáte tua, Dómine, univérsa sunt pósita, et non est qui possit resístere voluntáti tuae: tu enim fecísti ómnia, coelum et terram, et univérsa quae coeli ámbitu continéntur: Dóminus universórum tu es. Ps. 118, 1 - Beáti immaculáti in via: qui ámbulant in lege Dómini. Glória Patri… Esth. 13, 9 et 10-11 - In voluntáte tua, Dómine,… |
Introito Ester 13, 9 e 10-11 - Nel tuo dominio, o Signore, sono tutte le cose, e non vi è chi possa resistere al tuo volere: Tu facesti tutto, il cielo, la terra e tutto quello che è contenuto nel giro dei cieli: Tu sei il Signore di tutte le cose. Sal. 118, 1 - Beati gli uomini di condotta íntegra: che procedono secondo la legge del Signore. Gloria al Padre… Ester 13, 9 e 10-11 - Nel tuo dominio, o Signore,… |
Ufficio.
Le domeniche che seguono sono le ultime del Ciclo annuale, ma la distanza dalla fine di esso varia ogni anno, in relazione allo spostamento della Pasqua. Tale spostamento impedisce la ricerca di un preciso accordo tra la composizione delle loro Messe e le lezioni dell'Ufficio della notte che, come abbiamo detto, dopo il mese di Agosto sono fisse (VII Domen. dopo la Pentecoste). I fedeli devono ricordare che in ottobre si legge il libro dei Maccabei, che ci anima agli ultimi combattimenti, e in novembre quello dei profeti, che annunziano il giudizio di Dio, per poter trarre dalla santa Liturgia un'istruzione completa e capire bene, come è necessario, la preoccupazione della Chiesa in queste ultime settimane.
sabato 1 novembre 2025
Terapia per l'anima: il sacramento della penitenza
Nella nostra traduzione da Substack.com
Terapia per l'anima: il sacramento della penitenza
Come vivere una bella vita senza "psicoterapia"
Nell'immagine: David Wilkie (1785–1841), Il confessionale
La chiamata universale alla penitenza
Terapia per l'anima: il sacramento della penitenza
Come vivere una bella vita senza "psicoterapia"
Nell'immagine: David Wilkie (1785–1841), Il confessionale
La chiamata universale alla penitenza
Il fine ultimo della nostra vita è, senza dubbio, il mondo vero: il Regno dei Cieli. La condizione per l'"ammissione" in questo aldilà è unica: la penitenza . Ecco perché, quando si tratta di esprimere il Vangelo in una sola parola, breve e chiara, non abbiamo dubbi. È la stessa parola che fin dall'inizio è stata associata alla missione dell'araldo del Signore, San Giovanni Battista:
Fate penitenza, perché il regno dei cieli è vicino (Matteo 3:3).
Allo stesso modo, una volta che il nostro Signore Gesù Cristo iniziò il Suo ministero pubblico, incontriamo ripetutamente la stessa chiamata, sottolineata con insistenza. Ad esempio, ai Suoi connazionali, inorriditi dall'uccisione di alcuni Galilei da parte di Pilato, il Salvatore rispose interrogandoli e ammonendoli:
1 Novembre Festa di tutti i Santi
Precedenti : qui - qui - qui - qui - qui. Vedi anche: Litanie dei Santi (Messale Romano Antico) [qui]. Regina Sanctorum omnium, intercede pro nobis!.
1 Novembre
Festa di tutti i Santi
| Intróitus Gaudeámus omnes in Dómino, diem festum celebrántes sub honóre Sanctórum ómnium: de quórum solemnitáte gáudent Ángeli et colláudant Fílium Dei. Ps. 32, 1 - Exsultáte iusti, in Dómino: rectos decet collaudátio. Glória Patri… Gaudeámus omnes in Dómino,… |
Introito Godiamo tutti nel Signore, celebrando questa festa in onore di tutti i Santi, della cui solennità godono gli Angeli e lodano il Figlio di Dio. Sal. 32, 1 - Esultate nel Signore, o giusti: ai retti si addice il lodarLo. Gloria al Padre… Godiamo tutti nel Signore,… |
La festa della Chiesa trionfante.
Vidi una grande moltitudine, che nessuno poteva contare, d'ogni nazione, d'ogni tribù, d'ogni lingua e stavano davanti al trono vestiti di bianco, con la palma in mano e cantavano con voce potente: Gloria al nostro Dio (Apoc. 7, 9-10). Il tempo è cessato e l'umanità si rivela agli occhi del profeta di Pathmos. La vita di battaglia e di sofferenza della terra (Giob. 7, 1) un giorno terminerà e l'umanità, per molto tempo smarrita, andrà ad accrescere i cori degli spiriti celesti, indeboliti già dalla rivolta di Satana, e si unirà nella riconoscenza ai redenti dell'Agnello e gli Angeli grideranno con noi: Ringraziamento, onore, potenza, per sempre al nostro Dio! (Apoc. 7, 11-14).
E sarà la fine, come dice l'Apostolo (I Cor. 15, 24), la fine della morte e della sofferenza, la fine della storia e delle sue rivoluzioni, ormai esaurite. Soltanto l'eterno nemico, respinto nell'abisso con tutti i suoi partigiani, esisterà per confessare la sua eterna sconfitta. Il Figlio dell'uomo, liberatore del mondo, avrà riconsegnato l'impero a Dio, suo Padre e, termine supremo di tutta la creazione e di tutta la redenzione, Dio sarà tutto in tutti (ibid. 24-28).
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