Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 19 giugno 2017

Nel solstizio d’estate torna l’affascinante spettacolo di luce all'interno del Pantheon

Nel giorno del solstizio d’estate, il 21 Giugno, torna un nuovo appuntamento con l’affascinante fenomeno astronomico all’interno del Pantheon.
Il Pantheon di Roma è uno dei pochi monumenti romani studiati dal punto di vista dell’Archeoastronomia. [vedi, nel blog]
La differente altezza del Sole durante le stagioni, infatti, fa sì che la cupola all’interno del Pantheon funzioni come una vera e propria meridiana sferica: l’oculo crea un disco di luce che si sposta gradualmente fino a colpire l’ingresso.  i raggi solari solari che vanno puntualmente a colpire punti chiave al suo interno a seconda delle stagioni.
A mezzogiorno locale del 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, il raggio di sole che entra dal grande occhio della cupola proietta un enorme disco luminoso sul pavimento, del diametro di 9 metri, proprio come quello dell’oculo.
Bisogna però aspettare le 13 per vedere completamente l’effetto del sole per via dell’ora legale.

Il Santo Rosario e la sconfitta di Boko Haram

Non solo contro la minaccia del terrorismo islamico, ma anche perché si arresti il flagello dell'invasione musulmana camuffata da emergenza umanitaria, subita e persino incoraggiata da classi dirigenti pavide, incapaci di un atto di coraggio che sia uno, vittime di pessime ideologie e da un clero senza fede e rammollito, resosi nemico della nazione oltre che della propria religione. Il Rosario non opera comunque senza il nostro concorso: a Lepanto c'era una poderosa flotta cristiana pronta a combattere e in Nigeria l'esercito locale e i suoi alleati hanno pur dovuto combattere. Nelle preghiere bisognerebbe pertanto chiedere che l'intercessione della Beata Vergine ci ottenga anche l'apparire degli strumenti validi per combattere, a cominciare da una volontà politica che abbia il coraggio di servirsi dei mezzi, giuridici e non, che pur esistono, per fermare l'invasione.

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha confermato che gli ultimi bastioni del gruppo guerrigliero Boko Haram, che voleva stabilire in Africa un califfato sulle orme del cosiddetto Stato Islamico, sono stati annientati nella foresta di Sambisa, nello stato di Borno, nel nord-est del paese. Centinaia di guerriglieri in fuga hanno varcato i confini e si sono arresi alle autorità del Niger, secondo quanto informa l’agenzia Reuters.
In sette anni di guerra, Boko Haram ha ucciso più di ventimila persone e provocato la fuga di almeno altri due milioni di civili. Al suo apogeo, la guerriglia islamista è giunta a controllare vaste aree del Paese. Adesso, invece, la sua sconfitta appare imminente. Che cosa ha provocato il ribaltamento della situazione in così poco tempo?
Laddove l’esercito nigeriano e la polizia venivano accusati dalla popolazione di debolezza e inefficacia di fronte ai terroristi, una persona manteneva accesa la fiamma della reazione contro i seguaci di Maometto. Si trattava di S.E. mons. Oliver Dashe Doema, vescovo di Maiduguri, epicentro della zona d’azione di Boko Haram.
Mentre la diocesi era sopraffatta dal terrore, mons. Dashe lanciava una crociata di preghiera del Santo Rosario, implorando l’intercessione della Beata Vergine Maria per porre fine alla piaga del terrorismo islamico. Il giovane e coraggioso prelato non ha esitato a scendere in piazza, indossando talare e croce pettorale, per diffondere la recita del Rosario, guadagnandosi perfino il rispetto della popolazione musulmana.

'Ius soli' in Italia? Ecco perché sarebbe una follia

... questa nobile nazione... si fa una di reggimento e d'istituti, come già una la rendono la stirpe, la lingua, la religione le memorie degli strazi sopportati e le speranze dell'intiero riscatto. (Relazione del presidente Consiglio dei ministri, Cavour, 11 marzo 1861)
Teniamoci con orgoglio il nostro “ius sanguinis” che ci garantisce almeno un legame concreto coi nostri avi i quali, anche a costo della vita talvolta, ci hanno regalato questo splendido territorio e questa splendida storia, che costituiscono ora anche per noi un debito che abbiamo verso i nostri figli.
Della legge sullo Ius soli ho già parlato qui, esplicitando le ragioni più alte e più ampie, rispetto a quelle socio-economiche, che inducono a rigettarla. Con l'articolo riportato di seguito diamo spazio ad altre voci per approfondire alcuni dei molteplici aspetti da prendere in considerazione.
Con la nuova legge sono a rischio di dissoluzione i legami profondi e ancestrali della razza e delle nostre radici culturali e spirituali, così che solo tra due generazioni rimarrebbero innumerevoli italiani solo di nome che nulla avrebbero a che fare con la nostra storia e scriverebbero quella di un nuovo “demos”, che non è il nostro: una inaccettabile sostituzione etnica!
Bisogna neutralizzare i mantra del politicamente corretto perché è da ciechi non pensare che la nuova norma, mentre nell'immediato arricchirà il bacino elettorale del PD che ci sta svendendo su tutti i fronti, a breve termine offrirà al costituendo partito islamico - tra l'altro molto vicino ai Fratelli Musulmani - la possibilità di giovarsi di milioni di elettori. Se non è suicidaria sottomissione questa... Senz'alcun odio nei confronti dei musulmani; ma con la realistica consapevolezza della differenza e delle costitutive divergenze che non consentono la loro integrazione. Per lo meno se la Chiesa non avesse abdicato, insieme al Papa, avremmo maggiori speranze di ricostituire l'unità religiosa e offrire una testimonianza credibile dei valori cristiani che non sono quelli illuministi. Il Papa 'regnante' continua ossessivamente a perorare accoglienza ed improbabile integrazione; sullo ius soli la CEI ha appena preso posizione allineandosi alla sinistra globalista (mi ripugna riportare le sofistiche espressioni). Ma noi non smetteremo, nonostante tutto, di riaffermare la nostra identità civile e spirituale. (M.G.) 

Occorre innanzitutto chiedersi da cosa deriva questa improvvisa accelerazione verso una scelta, più politica che sociale, per portare il diritto automatico alla cittadinanza italiana tramite la legislazione detta dello “ius-soli”. In Italia però attualmente non vige questa legge, esiste invece lo “ius sanguinis”, che riconosce la cittadinanza per diritto di discendenza da genitori (uno o entrambi) o avi di accertata nazionalità italiana.

domenica 18 giugno 2017

Orbán accusa il governo italiano: “Vogliono trasformare l'Europa in Eurabia”

Mentre il Papa continua ossessivamente a favorire l'invasione ci vuole un laico per dire la verità: il premier ungherese Viktor Orbán accusa i governi di Italia e altri paesi Ue di voler creare creare una “Eurabia” nel Vecchio Continente, unendo “i resti” della cultura cristiana con quella musulmana:
“I paesi che si stanno rendendo responsabili della realizzazione di questa Eurabia” dovranno accettare il fatto che gli ungheresi non vogliono far parte di un tale “esperimento”. Orbán lo ha affermato parlando in diretta alla radio pubblica Kossuth. Secondo il premier magiaro, in alcuni Paesi dell’Ue è in corso “un esperimento per cancellare tradizioni millenarie combinandole con un’altra cultura, un’altra religione e un’altra visione” e, naturalmente, farebbe parte di questo piano favorire l’invasione di immigrati dentro la Comunità europea.

La S. Scrittura e la collegialità episcopale - d. Curzio Nitoglia

È un tema già trattato [vedi - qui - qui] ma è sempre utile approfondire. Interessanti le riflessioni circa l'autorità episcopale affidata ad un unicum, cioè ad un soggetto uno e indistinto, piuttosto che ai soggetti distinti che compongono l'episcopato universale.

La dottrina cattolica

Secondo la dottrina cattolica tradizionale Gesù scelse Dodici Apostoli tra i quali elesse Pietro come loro Capo e conferì solo a lui l’autorità somma di pastore di tutto il gregge, di fondamento, di clavigero (padrone delle chiavi) della Chiesa universale e di sostenitore della fede degli Apostoli (cfr. L. Carli, La Chiesa a Concilio, Milano, Àncora, 1964).[1]

L’errore collegialista

Invece secondo i collegialisti[2] Cristo conferì l’autorità a tutti e Dodici gli Apostoli assieme, ossia collegialmente e non come soggetti distinti e a titolo individuale, bensì come ad un gruppo o ad un collegio in quanto tale in modo che esso possedesse necessariamente e costantemente diritti e doveri comuni distinti da quelli dei singoli membri e da esercitarsi sempre assieme in maniera collegiale.[3]

sabato 17 giugno 2017

La 'Riparazione' a Varese

Deo gratias anche per Varese. Ottimo seguito! I dettagli verranno. Intanto ecco alcune immagini.

don Elia. Noi non vogliamo il loro “spirito”

Sotto il pontificato di Giovanni Paolo II ci sembrava che le cose fossero tornate in qualche modo “a posto” per un certo tempo, per lo meno in alcuni ambiti […]. Questa situazione è continuata sotto Benedetto XVI […]. Ora, nei pochi anni del pontificato di papa Francesco, lo spirito ammuffito e stantio degli anni Settanta è risorto, portando con sé altri sette demòni […]. Il fatto che quello spirito estraneo sembri aver alla fine ingoiato il Soglio di Pietro, trascinando coorti sempre più estese di una compiacente gerarchia ecclesiastica all’interno della sua rete, è l’aspetto più inquietante e veramente scioccante per molti di noi, fedeli cattolici laici. Osservo un gran numero di alti prelati, vescovi e teologi e non riesco a riscontrare in loro – ve lo giuro – la benché minima presenza del sensus fidelium: e questi sarebbero i latori dell’ufficio di insegnamento della Chiesa? Chi rischierebbe la propria anima immortale affidandosi al loro giudizio morale nella confessione? (Anna Silvas, docente alla University of New England, Australia – Roma, 22 aprile 2017).
Benedetti i laici (incluse le laiche, ovviamente) che hanno una fede viva per vedere chiaro nella situazione attuale e il coraggio evangelico di denunciarla senza mezzi termini. Essi sono esenti dalla manipolazione mentale perpetrata nelle facoltà teologiche e liberi dai contorsionismi clericali di chi cerca di salvare capra e cavoli. Perciò guardano la realtà così com’è e dicono senza complessi ciò che osservano. Questo sano senso del reale, che dovrebbe essere normale per ogni cattolico, oggi è merce rarissima, specie fra i chierici, i quali sono stati “formati” a considerare tutto attraverso il prisma dell’ideologia inculcata in seminari e conventi: una cosa non è semplicemente quello che è, ma quel che “deve” essere per poter stare in un quadro precostituito; ciò che non rientra nel quadro va ignorato, rimosso o riformulato. Alla nuova “visione”, poi, bisogna esser pronti a sacrificare qualunque valore: la verità, la giustizia, la ragionevolezza… e le persone stesse.

venerdì 16 giugno 2017

Venerdì 16 giugno. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Sabato 17 giugno, alle ore 15.00, a Varese [qui] - come già a Pavia e a Reggio Emilia - siamo invitati a partecipare alla recita del S. Rosario in riparazione dello scandalo dei “gay-pride” che si terrà in quella città. Chi fosse impossibilitato, può fruttuosamente unirsi con la preghiera a questo atto di riparazione alle offese al Sacro Cuore di Gesù. Chi fosse impossibilitato, può fruttuosamente unirsi con la preghiera a questi atti di riparazione alle offese al Sacro Cuore di Gesù. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proponiamo una lettura di Gilbert K. Chesterton. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

P. Enrico Zoffoli: la transustanziazione

Padre Enrico Zoffoli, passionista, salì al cielo carico di meriti ventuno anni fa, il 16 giugno 1996. dopo una vita spesa a santificare sé stesso e il prossimo sia col ministero sacerdotale, sia nel sostenere vocazioni, sia nell'insegnamento presso la Pontificia Facoltà san Tommaso d'Aquino, sia negli scritti di agiografia, apologetica, spiritualità, teologia. Per introdurlo proponiamo alcuni suoi brevi brani sul mistero della transustanziazione.

Altare del Calvario, nell'omonima Cappella
della Basilica del Santo Sepolcro
a Gerusalemme
Il rito eucaristico «mette il Calvario sul nostro altare» [...]

Non sarebbe possibile nulla di tutto ciò che il rito è in sé e comporta - dato lo scopo per il quale è stato istituito - senza il prodigio della transustanziazione. Gesù ha voluto rendere presente il Sacrificio della croce quanto al suo profondo nucleo di Mistero della salvezza, velando gli elementi empirici della propria natura umana dolorante. Elementi che poterono verificarsi una sola volta, quando costituirono il sacramento del Sacrificio per i testimoni della Passione.

Ora, perché il MISTERO fosse presente ai futuri credenti di tutti i luoghi e i tempi, era indispensabile un diverso sacramento, reperibile ovunque e sempre: quello degli accidenti del pane e del vino interamente trasformati nella sostanza del Corpo e del Sangue della Vittima.

Per conseguenza, senza questo prodigio - massimo di tutti i possibili -, non avremmo potuto avere la Messa quale SACRAMENTO DEL SACRIFICIO. Avremmo avuto il SACRIFICIO IN SÉ, raggiunto dalla fede alla luce della Rivelazione; non però il SACRIFICIO CELEBRATO sensibilmente come supremo atto pubblico di culto, comprendente la consumazione della Vittima offerta, quale parte integrante del rito eucaristico, simbolo più sublime dell'unità dei fedeli, membri del Corpo Mistico.

L'epoca dei "senza" - Cristiano Lugli

Verrebbe da chiedersi quale sia la chiave per capire il livello di una società che possa definirsi quantomeno tale e che, senza tentennamenti, non rispecchia di certo la nostra.

Certamente ogni angolatura è buona per rendersi conto, almeno con un pizzico di onestà razionale, che il baratro in cui la modernità in senso generale ha fatto sprofondare l'uomo attuale è senza precedenti storici, con ripercussioni spirituali, morali e finanche civili senza eguali nel tempo.
Ma tutto questo appunto è noto. Forse ciò che lo è meno si determina dalle confutazioni con la vita quotidiana delle persone e il modello ideologico imperante, nonché la degenerescenza spirituale verso cui ogni giorno ci si deve imbattere.