martedì 3 marzo 2015

50 anni dalla messa di Paolo VI a Ognissanti. SI HA PAURA DELLE REAZIONI DEI "CONSERVATORI".

(ANSA) - ROMA, 12 FEB - Sabato 7 marzo 2015, alle 18, Papa Francesco celebrerà la Messa nella Parrocchia romana di Ognissanti. Il Pontefice ricorderà in questo modo, nella stessa chiesa e a cinquanta anni esatti di distanza, la Messa che Papa Paolo VI celebrò per la prima volta in italiano, secondo le rinnovate norme liturgiche stabilite dal Concilio Vaticano II. La visita coincide anche con il 75° anno della morte di San Luigi Orione. Lo ricorda il superiore degli Orionini, don Flavio Peloso.
Questa la notizia ufficiale della celebrazione da parte del papa della ricorrenza. Abbiamo ripristinato qui le coordinate precise di quell'evento, ricordando come il Messale del 1965 sia stato soltanto la prima tappa delle successive riforme che sono andate oltre le prescrizioni conciliari.

Siamo costretti a scriverne perché la circostanza non è scevra di risvolti incredibili che non possiamo passare sotto silenzio. E le nostre fonti sono tanto più attendibili quanto più sono dirette, provenendo dalle mura leonine.

Le scarne notizie sull'evento sono concordi nel sottolinearne la sobrietà e la brevità estrema: il tempo della celebrazione seguito da un rapido saluto ai membri della comunità degli Orionini che regge la Parrocchia e una breve sosta nel cortile dell'istituto adiacente. Un tocca e fuggi peraltro organizzato dalla Segreteria di Stato anziché, com'è prassi, dal Prefetto della Casa Pontificia.

Ebbene, lo sapete il perché, ovviamente non espresso nei documenti ufficiali, ma riecheggiante in ogni corridoio degli uffici della Santa Sede e rimbalzante su ogni muro vetusto della Città del Vaticano? SI HA PAURA DELLE REAZIONI DEI "CONSERVATORI". Questo il termine usato1.

Ciò è frutto di malizia e di malevolenza oltre che totalmente senza fondamento. Perché in 50 anni nessun amante della Tradizione - piuttosto che conservatore - ha mai protestato "contro" la Messa nuova, anche se non si è mancato di sottolinearne pecche e diminutio in diversi studi, com'è prassi in ogni contesto che voglia rimanere vivo attraverso il connubio fede-ragione. Semmai abbiamo assistito ed assistiamo al contrario: opposizione ferma senza appello e piena di disprezzo da parte di molti - troppi - vescovi e sacerdoti trascinati dalla corrente oggi divenuta alluvionale.

Tutto ciò avrebbe dell'incredibile se già non avessimo subìto reiteratamente bastonate e disprezzo da parte di chi dovrebbe farci da guida e sostegno, invece di veder accolta la nostra sensibilità spirituale che ci fa privilegiare il Rito Romano Antiquior. Esso non nasce oggi, ma è quello della Chiesa bimillenaria e appartiene a tutta la Chiesa, alla Roma universale e perenne. C'è una Legge universale qual è il Summorum Pontificum ad attestarlo. Ce lo conferma anche nella più recente intervista il cardinale Burke. Non abbiamo mancato di fornire le ragioni, che per noi hanno la vis incandescente del dogma e che tuttavia non riescono a scaldare quei cuori sacerdotali (!?) che possano abbattere i muri frapposti in quasi ogni diocesi, mai come in questo caso ossequienti al pontefice, mentre ignoravano o si opponevano al suo predecessore. E sembra non ci sia alcunché che possa intenerire i campioni della proclamata tenerezza.

Cos'hanno dunque da temere costoro? Le nostre armi sono il Rosario l'Adorazione la fedeltà. Sarebbe bene che temessero il Signore, che prima o poi la Sua Giustizia la ripristina, mai scissa dalla Misericordia, quella vera.
_________________________
1. Più che delle "reazioni" dei "conservatori" hanno paura delle ragioni dei "conservatori".
Il "collaudo" della Messa Novus Ordo avvenne nel 1967, in latino, e raccolse una maggioranza di critiche (il totale dei non placet e dei placet iuxta modum - "piace solo un pochino" - superò quello dei placet). La Messa collaudata nel '67 - e poi entrata in vigore nell'Avvento del 1969 - si discostava infatti alquanto nettamente da quella celebrata nel 1965.
Quello del '65, ad essere onesti, è esattamente il Messale voluto dal Concilio - la liturgia della Parola in italiano e quella Eucaristica in latino, un sacco di spazi per i laici (inclusa l'esecrabile "preghiera dei fedeli"), la semplificazione (alquanto marcata, per la verità) di numerose parti della liturgia, eccetera. È opinione non mia ma di papa Ratzinger, sulle orme dell'ancor più esplicito liturgista oratoriano Klaus Gamber - e a quanto pare la così detta "riforma della riforma" consisteva proprio nell'improbabile tentativo di unificare il Messale del '62 e quello del '69 facendoli entrambi convergere verso quello del '65, scontentando sia i cattolici che i modernisti: ma avviene così ogni volta che si tenta di imporre dall'alto una liturgia o spiritualità creata a tavolino.
Il Messale del '65, pubblicato in fretta e furia allo scopo di "togliere le pietre dalla mano dei pazzi" novatori, sortì purtroppo l'effetto contrario: visto che non era abbastanza rivoluzionario (secondo i gusti protestanti di questi ultimi) fu infatti rapidamente accantonato in favore della brutalizzazione della liturgia per mano del mai sufficientemente deprecato Bugnini.

34 commenti:

Anonimo ha detto...

la coscienza, sotto il peso della colpevolezza, si sente paura dappertutto quando non si sente colpevole davanti Dio e chiedere perdono da Lui..


Per questi motivi, tanti maligni finiscono in pazzia...


Osservatore

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Più che delle "reazioni" dei "conservatori" hanno paura delle ragioni dei "conservatori".

Il "collaudo" della Messa Novus Ordo avvenne nel 1967, in latino, e raccolse una maggioranza di critiche (il totale dei non placet e dei placet iuxta modum - "piace solo un pochino" - superò quello dei placet). La Messa collaudata nel '67 - e poi entrata in vigore nell'Avvento del 1969 - si discostava infatti alquanto nettamente da quella celebrata nel 1965.

Quello del '65, ad essere onesti, è esattamente il Messale voluto dal Concilio - la liturgia della Parola in italiano e quella Eucaristica in latino, un sacco di spazi per i laici (inclusa l'esecrabile "preghiera dei fedeli"), la semplificazione (alquanto marcata, per la verità) di numerose parti della liturgia, eccetera. È opinione non mia ma di papa Ratzinger, sulle orme dell'ancor più esplicito liturgista oratoriano Klaus Gamber - e a quanto pare la così detta "riforma della riforma" consisteva proprio nell'improbabile tentativo di unificare il Messale del '62 e quello del '69 facendoli entrambi convergere verso quello del '65, scontentando sia i cattolici che i modernisti: ma avviene così ogni volta che si tenta di imporre dall'alto una liturgia o spiritualità creata a tavolino (*).

Il Messale del '65, pubblicato in fretta e furia allo scopo di "togliere le pietre dalla mano dei pazzi" novatori, sortì purtroppo l'effetto contrario: visto che non era abbastanza rivoluzionario (secondo i gusti protestanti di questi ultimi) fu infatti rapidamente accantonato in favore della brutalizzazione della liturgia per mano del mai sufficientemente deprecato Bugnini.


(*) Si veda ad esempio l'eclatante insuccesso dei "Misteri della Luce" - e ancor più la "clausola cristologica" che interrompe le singole Ave Maria a metà - fabbricati da un certo vescovo ansioso di far carriera, come se i fedeli fossero dei robot a cui programmare operazioni liturgiche.

Antonio Cozzolino ha detto...

Il primo esperimento della nuova messa massonica di PAOLO VI avvenne nella Cattedrale di FRASCATI con uno degli artefici principali : Bugnini e non sò se vi era anche il conframmassone LERCARO cui a S.PETRONIO fa bella mostra il monumento innalzato dal Gran Maestro della LOGGIA FRASCATI da anni senza vocazioni sacerdotali e religiose !!!!!!

Re ha detto...

Sempre più comportamenti Soviet style:
il VdR , o chi per lui, sa che i media non si scalderanno più di tanto per una Messa celebrata in periferia per ricordare un'azione di Paolo VI. Che, ironia della sorte, o etrrogenesi dei fini, è deprecato dai " tradizionalisti" ed obliato dai " progressisti". E non poteva essere altrimenti. Ma non dobbiamo far capire che la cosa è condotta nei milimi termini, perché al VdR ed ai media non gliene frega niente di farla. Ed Allora? Colpa dei borghesi controrivoluzionari, fascisti nemici del Popolo, contro cui la Pravda, l' Izvestia, ecc., pubblicheranno
articoli di fuoco additandoli al disprezzo ed all' odio dei concittadini.
Ma il Vaticano è finito in una macchina del tempo e spazio, ed è stato trasportato sulla Piazza Rossa nel 1950?
Rr

Anonimo ha detto...

@ Rr, beh, fatti una botta di conti, anni '50, tutti coloro che stanno in Vaticano all'epoca erano fior fior di giovanotti.....a nessuno piace invecchiare, tantomeno a dei vanitosi di cotal guisa.....oggi abbiamo anche la categoria dei santi falsi, la lista del vdr si fa sempre più lunga, purtroppo devo notare che la foto sulla Piazza Rossa sbiadisce, ma sempre quelli sono i kompagni......in Italia sembra di tornare al pre-durante '68, stessi slogan, stesse zucche vuote, in questo paese è sempre Halloween tutto l'anno.....hasta la victoria siempre, vamonos companeros, olé. Anonymous.

Anonimo ha detto...

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/sinodo-famiglia-39473/

Luisa ha detto...

O quando la spiegazione fa acqua da tutte le parti, vi sembra plausibile che dei pacchi arrivino in Vaticano senza che l` ufficio postale, italiano o straniero, dal quale sono stati inviati abbia posto il suo timbro?
Che cosa potrà pensare di questa "smentita" Padre Joseph Fessio sj direttore della Ignatius Press, che ha pubblicato l’edizione amricana del libro, che aveva confermato che decine di copie erano state inviate e ricevute dalle Poste Vaticane (gestite dal Governatorato) senza mai raggiungere i destinatari?
PS: Chi altri che Tornielli poteva tendere il microfono a Baldisseri o a chi per lui?

Anonimo ha detto...

ah ....sicchè i fans della riforma-devastazione liturgica '65-'69 hanno paura delle reazioni dei conservatori ?

è risaputo:

1- superior stabat lupus, longeque inferior agnus (da Fedro) ; ......"tu mi inquini l'acqua" così il lupo accusava l'agnello...

2- Chi è in difetto è in sospetto
(proverbio popolare)

mic ha detto...

O quando la spiegazione fa acqua da tutte le parti, vi sembra plausibile che dei pacchi arrivino in Vaticano senza che l` ufficio postale, italiano o straniero, dal quale sono stati inviati abbia posto il suo timbro?

Mi chiedo come facevano a sapere che si trattava di QUEI pacchi, visto che affermano che i contenuti non sono MAI conosciuti?
E' probabile che i pacchi recassero l'indicazione del mittente e dunque era intuibile il contenuto. E cosa poteva interessare alla segreteria se i francobolli fossero timbrati o meno?
Se si è trattato solo di un ritardo di mezza giornata nella consegna, perché l'Editore sostiene la tesi del mancato recapito?

mic ha detto...

E che c'entra che i libri erano presenti in libreria. Quanta grazia! Ci mancava che fossero 'requisiti' pure quelli!

Mazzarino ha detto...

Paura delle reazioni dei conservatori? Proviamo ad ipotizzare che non sia una battuta comica. Se allo stato attuale proviamo a pensare che ciò sia vero, credo proprio che Rr abbia ragione da vendere. Vuol dire che la Chiesa è in mano ad un manipolo di dittatori di sinistra fuori dal tempo e dalla storia. Infatti ogni dittatore al termine dell'obbligatoria adunata di piazza percepisce il proprio isolamento e debolezza e teme ( giustamente) che da un momento all'altro quella piazza ruffiana possa rivoltarsi contro di lui. Il caudillo sentendosi in pericolo, ha paura di tutto, e non può fare a meno della violenza e delle minacce perché ormai teme ogni cosa e persona, anche la più innocua ed inoffensiva. Sono finite le grandi risate, le performances rock star e le Cristoteche di Rio, le pagliacciate ed i tanghi di Roma, i baci e gli abbracci con Pannella, Scalfari, Marino, e i Leoncavallini. Son finite le offese a chi fa del suo meglio in mare per salvar vite umane. Soprattutto è finita nel sangue la buffonata delle preghiere comuni. Il vdr ha voluto giocare alla politica? Ha fatto più danni lui in medio oriente in due anni che cinquantanni di svendita conciliare. Ha pregato verso la Messa un dio comune con l'Islam ?? Si è vestito da Bonzo? Perché non prova ora un replay della preghiera comune con qualche rabbino nei giardini vaticani? Presto la grande stampa lo azzannerà. Sembra Salvador Allende nella sua folle incapacità politica che lo rende pericoloso per tutti. Perfino per chi lo ha lanciato per far fuori la Vera Chiesa. Tema gli Ebrei, tema gli anglicani, i protestanti e i massoni. Cioè tutti gli "amici". Sarebbero felici di compiere il terzo segreto di Fatima dando la colpa "ai conservatori della Messa in latino." Se teme i conservatori cattolici il vdr vuol proprio dire che di politica lui e i suoi segretari non ne capiscono proprio niente. Si ricordi di Salvo Lima, Gheddafi, Mussolini e Ceausescu. Brutto affare per chi ha trasformato il Papato nella presidenza di un partito politico socialista. Corre voce che il vdr non mangerà il panettone perché un nuovo inciucio planetario cercherà di limitarne i danni. Non me ne rallegro, anche perchè non servirà a nulla. Germania da una parte con mezzo budget vaticano. Sudamerica alle fumisterie catto ecocomuniste. Africa, Asia spezzati in due come anche Nordamerica che non potrà più coprire l'altra metà del Budget. Chiesa d'Europa, completamente groggy tutta impegnata a leggere Lutero. E' una mia impressione o pare anche a voi che da qualche mese si vedano in giro meno bianche grasse risate?

Josh ha detto...

In effetti, forse non manca molto che requisiscano anche i libri, specie alcuni.

Del resto, è noto cosa circola nelle librerie "cattoliche" da decenni, e cosa si mostra in vetrina,
e cosa invece non si distribuisce e viene occultato: si trova di tutto di più di idee moderniste, protestanti, ultraliberali, buddhiste, induiste, musulmane ed ebraiche,
"dialoghi" con tutto eccetto che con la propria Tradizione e Deposito.

RAOUL DE GERRX ha detto...

« Si ha paura delle reazioni dei "conservatori" »…

Il est bon que ces bandits aient peur, qu'ils aient peur des réactions possibles.

Contrairement à la légende, les loups sont des animaux sans courage, qui ne s'attaquent qu'aux faibles et qui s'enfuient la queue entre les pattes dès qu'on leur fait face.
Je ne sais pas ce qu'il en est en Italie, mais ici, au Portugal, où je vis, il faut avoir vu des bergers armés de solides bâtons que prolonge une baïonnette d'avant 14 pour s'en convaincre…
Un bon coup dans les fesses, croyez-moi, ça ne s'oublie pas !
Avec ces sales modernistes, c'est même la seule "pastorale" qui vaille, la seule qu'ils comprennent !

Mazzarino ha detto...

Oppps, Errata corrige "verso La Mecca" non "verso la Messa" ovviamente. Devo rileggere prima di inviare !!

Josh ha detto...

in uscita un libro sulla massoneria nel senso più vasto, scritto da un massone professo.

Cita come appartenente a 2 logge (e si prende le responsabilità dei nomi fatti, con tanto di documenti depositati) anche Giovanni XXIII

http://sauraplesio.blogspot.it/2015/03/massoni.html

Anonimo ha detto...

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/sinodo-famiglia-39473/


La cosa strana con questa spiegazione è:

NON è IL compito di Baldisseri di controllare la posta cercando per il timbro giusto!

è evidente una smentita ai farisei

Che ipocrisia!

Cercano sempre una scusa per la loro cattiveria!

Romano

RAOUL DE GERRX ha detto...

Roncalli, maçon…

C'est sans doute pourquoi la maçonnerie mexicaine, connue pour son fanatisme sanguinaire depuis le président Elias Calles, avait tenu à saluer son "passage à l'Orient Éternel" en 1963…

Edição de El Informador, de 4 de Junho de 1963:

“A Grande Loja Ocidental Mexicana dos Livres e Aceites Maçons, por motivo do falecimento do Papa João XXIII, manifesta publicamente o seu pesar pela desaparição deste grande homem que revolucionou as ideias, pensamentos, e formas da liturgia católica romana. As encíclicas “Mãe e Mestra” [Mater et Magistra] e “Paz na terra” [Pacem in terris] revolucionaram os conceitos a favor dos direitos do homem e sua liberdade. A humanidade perdeu um grande homem, e nós maçons, reconhecemos seus elevados princípios, seu humanitarismo, e sua condição de grande liberal.

Guadalajara, Jal, México, 3 de Junho de 1963

Dr. José Guadalupe Zuno Hernández.”

Anonimo ha detto...

Roncalli non è una novità, Martini nemmeno, non mi aspettavo Tonini, ma dopo aver letto i necrologi dei 'confratelli', non mi stupisco più di nulla, tanti altri ce ne sono che non vogliono farlo sapere ufficialmente....piano piano si comincia a vedere il puzzle e capire il perché della declaratio....sic semper tyrannis!

Paolo Pasqualucci ha detto...

@ Documentazione forse utile alle riflessioni sul tema, da: R. M. Wiltgen S.V.D., "The Rhihe flows into the Tiber", A History of Vatican II, Devon, 1978, libro mai tradotto in italiano, et pour cause. Traduz. di PP.

1. Alla fine di un corposo intervento nella discussione in aula sullo schema sulla liturgia, che a lui piaceva, l'allora card. Montini, disse alla fine, che il latino doveva esser mantenuto "in quelle parti del rito che sono sacramentali e sacerdotali nel vero senso della parola". Bisognava poi rimuovere ogni difficolta' dei fedeli a capire il linguaggio delle rimanenti parti [un modo "montiniano" di dire che dovevano essere in volgare]. Insistette poi con calore sul fatto che "le cerimonie devono esser semplificate [reduced to a more simple form]". La semplificazione, aggiungeva, non avrebbe fatto perdere la bellezza del rito e avrebbe corrisposto meglio al sentire dell'uomo moderno (op. cit., pp. 26-27). Contraddizione patente. E allora: latino ridotto al minimo e massima semplificazione del rito. Niente male, direi, come programma rivoluzionario. Gia'avanzava l'orrida bruttezza del Novus Ordo.

2. Lo schema introduceva, tra le altre cose, il principio rivoluzionario della creativita' liturgica, mantenuto poi dalla Sacrosanctum Concilium, assieme alle aperture al volgare, alle esortazioni alla semplificazione. Lo schema fu demolito in aula da tutti i migliori liturgisti della Curia, della "Scuola romana": mons. Dante, card. Bacci, mons. Parente, mons. Staffa. Il card. Siri propose addirittura di rivedere l'intero schema mediane una commissione ad hoc. Ci fu poi l'intervento appassionato di Ottaviani, gia' mezzo cieco, il quale respinse tutti i cambiamenti proposti, assolutamente inconcepibili, dicendo tra l'altro: "il rito della S. Messa non si dovrebbe trattare come se fosse un pezzo di tessuto da esser aggiustato alla moda secondo il ghiribizzo di ogni generazione [as if it were a piece of cloth to be refashioned according to the whim of each generation]" (op. cit., p. 28). Trascinato dallo slancio parlo' oltre il tempo concesso agli oratori e il cardinale Alfrink, uno dei distruttori del cattolicesimo nei Paesi Bassi, gli interruppe il microfono, tra gli applausi feroci di una parte dell'assemblea.
3. Prima della fine del Concilio, la Commissione per l'Applicazione della Costituzione sulla Sacra Liturgia aveva gia' approvato tre distinti formulari della Messa su base sperimentale, nei quali l'intera Messa, Canone incluso, doveva dirsi ad alta voce, in vernacolo, con il sacerdote rivolto al popolo (op. cit., p. 39).

Anonimo ha detto...

anche il prof. Pasqualucci sta rievocando il "golpe taciuto" a inizio cv2, evento che da noi subisce ancora la congiura del silenzio imposto dal regime....proprio nei risvolti inauditi di una sovversione sfrontata, senza precedenti in 20 secoli di storia. Dunque che cosa ho detto di male nel riferire la notizia circa l'ultimo sopruso del regime ?

Paolo Pasqualucci ha detto...

@ DOCUMENTAZIONE -2.
Grazie Mic. Breve seguito. Lo scomparso Padre Wiltgen era un sacerdote americano che segui' il Concilio con una sua agenzia di stampa, molto seria. In genere era ben informato. Del libro esiste una traduzione francese, credo. Voglio riportare un altro episodio del Concilio, che mi sembra significativo (op. cit., pp. 140-141).

Quando fu stabilita la Commissione per l'Applicazione della Riforma Liturgica sotto la presidenza di Lercaro, il segretario era mons. Bugnini. Nella commissione c'era anche mons. Pericle Felici, segretario del Concilio, che era un canonista. Come mai stava li'? Ricostruzione di P. Wiltgen, che mi sembra attendibile. L'ottantenne cardinale Gaetano Cicognani, fratello del piu' celebre Amleto al tempo Segretario di Stato, era il presidente della Commissione Liturgica preparatoria. Non ne voleva sapere di firmare lo schema preparatorio, gia' pieno delle novita' ben note, premuto anche dagli elementi cosiddetti "conservatori". Senza la sua firma lo schema era bloccato. Mons. Felici si concerto' con Giovanni XXIII per superare l'impasse. Costui mando' Amleto Cicognani dal fratello con l'incarico di dirgli che il Papa in persona voleva quella firma da lui. Felici e Bugnini erano fuori della porta dell'ufficio di Gaetano quando il fratello segretario di Stato entro'. Ne usci' poco dopo con la famosa firma. Secondo la testimonianza di un perito della Commissione Liturgica Preparatoria, Gaetano Cicognani era quasi in lacrime, agitava il documento nell'aria e ripeteva: "Vogliono che firmi questa roba ma io non so se lo voglio fare![they want me to sign this, but I don't know if I want to]." Alla fine firmo' e quattro giorni dopo mori'. Lo storico non dice se fosse malato. Per ricompensare Felici dell'aiuto, Bugnini lo avrebbe fatto mettere nella Commissione di cui sopra.
Mio commento, certo viziato dal senno del poi: Gaetano Cicognani avrebbe dovuto rifiutarsi comunque di firmare e dimettersi dalla Commissione. (Anche da cardinale, ma di Billot ce n'e' stato solo uno).
Grazie dell'attenzione.

Anonimo ha detto...

Magari fosse vero che anno paura di noi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! quello vorebbe
dire che siamo forti e tantissimi, magari fosse vero!

Cattolico ha detto...

Dopo aver letto di un possibile coinvolgimento giudiziario dei commentatori di questo blog, ho a lungo riflettuto, stanotte, e ho preso una decisione. Considerati anche i problemi che ho avuto per una grave malattia, che hanno coinvolto anche la mia famiglia, e desiderando tenermi lontano da altri problemi, ho così deciso di ritirarmi da questo blog.
Consapevole di avere un temperamento un poco emotivo ed impulsivo (anche se mosso esclusivamente da amore per la Chiesa ed i fratelli, laici e consacrati), non vorrei con i miei commenti aver urtato la suscettibilità di qualcuno; pertanto, se ciò si fosse verificato, mi scuso pubblicamente. Domando perdono al Santo Padre ed a tutta la gerarchia ecclesiastica, come pur a tutti i religiosi (sacerdoti, suore, frati, ecc.), per i quali prego sempre il Signore e la Santa Vergine.
Concludo ringraziando i responsabili di questo blog per l’ospitalità concessami ed auguro a tutti una Buona e Santa Pasqua nel Signore.

mic ha detto...

Anonimo del fosse vero.
Non credo che abbiano paura di nulla e di nessuno. Agitano il fantasma perché fa loro comodo.

mic ha detto...

E, come giustamente osserva E.P., di 'scomodo' perché vero, ci sono le nostre ragioni più che le nostre reazioni.

Josh ha detto...

@Cattolico, commento ore 7, 19, dici:

"Dopo aver letto di un possibile coinvolgimento giudiziario dei commentatori di questo blog, ho a lungo riflettuto, stanotte, e ho preso una decisione. Considerati anche i problemi che ho avuto per una grave malattia, che hanno coinvolto anche la mia famiglia, e desiderando tenermi lontano da altri problemi..."

Scusa se ti rispondo, ma riflettiamo un momento. A parte che la malattia seria e la famiglia nei guai e non troppe prospettive lavorative e altre fragilità, non vorrei dire, ma....le abbiamo la maggior parte di noi, non pensare eh....

Dici di ritirarti "Dopo aver letto di un possibile coinvolgimento giudiziario dei commentatori di questo blog".

ma quale coinvolgimento giudiziario? uhm

A parte che allora questo vale, per esteso, su ogni commento postato su web ovunque, e per ogni parola che esce dalla bocca d'uomo, nel regime attuale.

E' pur vero che qui si analizzano temi, si tenta di raccapezzarsi sul presente, ma mi pare ci si tenga ben lontani da qualsiasi offesa ad personam.

Sappiamo già della denuncia capitata a Colafemmina, o di quanto successo al blogger di Rorate. Vogliamo dire che, pur dispiaciuto per i loro casi, può essere che in qualche parola qualcuno abbia ravvisato un giudizio personale? Non lo so.

Anche se sono d'accordo col Card. Burke, quando sostiene, nel momento in cui ci fosse anche un forte dissenso, la S. Scrittura dice che tra cristiani non si ricorre ai tribunali del mondo, ma al confronto nel Signore.
La temperie mondana oggi è forse un'altra.

Ma riguardo a Chiesa e postconcilio perchè mai ci dovrebbe essere un "coinvolgimento giudiziario"?

Quale tesi per quanto scomoda, sarebbe penalmente perseguibile?

Le offese quotidiane a B XVI su ogni mezzo d'informazione invece andavano bene?

Le frequenti offese da parte protestante sono legali?
mah

qui è in gioco lo stesso diritto di critica e di libero pensiero

bernardino ha detto...

@ Cattolico:

quando ci si batte per la buona battaglia, non si molla - Cristo è morto Crocefisso per la Verità.

(faccio un esempio brutto) - ma i giornalisti, per i morti di Charli Hebdò, hanno moltiplicato le tirature del giornalino ed hanno rischiato la vita.

Noi non possiamo accettare chi ci minaccia di tribunali, dopotutto i tribunali sono italiani ed anche noi - poi Cristo non ha detto ""Se trattano così il legno secco, che ne sarà del legno verde"" e non si riferiva proprio a noi che vogliamo lottare per la Verità? I primi Cristiani non dovevano rinchiudersi nele catacombe per non essere uccisi? ed ha forse vinto l'Impero Romano?

Se non ha avuto paura Cristo di passare per la flagellazione e la Croce, perchè mai dobbiamo avere paura noi, per cose giuste?

E tutti i Martiri dove li mettiamo, per cosa son serviti? ma allora non crediamo all'aiuto dello Spirito Santo e della Madonna?

Ora ti dico una cosa diversa: se non ci fossero stati tutti quei morti per unire l'Italia - tutto il risorgimento - oggi avremmo uno stato unitario?

Luisa ha detto...

Uhm, mah, siccome succede che troll prendino in prestito i nick altrui, mi domando se non è successo anche al blogger "cattolico".
Ammettendo che sia lui i motivi per cui si ritira gli appartengono e sono sintomatici del clima di "terrore" che chi non canta con il coro respira in questa chiesa della misericordia.
Se è il blogger "cattolico" la sua reazione impaurita di fronte a minacce contro la libertà d`espressione nella Chiesa, e in particolare contro i blog non allineati, è significativa ed è probabile che non sia e non sarà il solo a scegliere la via del silenzio.

Detto questo, e pur rispettando la scelta di un blogger, non tutti scelgono il silenzio, non tutti si lasciano impaurire.
Ad esempio questo blog difende la Tradizione, la Dottrina, ripresenta il Magistero della Chiesa (che non è cominciato con il CVII), informa e dà voce a chi non ha più voce, è un luogo di condivisione, e sono ormai diventati pochi i luoghi in cui i cattolici che sono disorientati in questo nuovo corso, possono testimoniare, porre domande, esprimersi dubbi e perplessità.

Bisognerebbe far finta di non vedere la crociata anti-Dottrina, pro-pastorale che vanifica la Dottrina, condotta dal vertice della gerarchia fino più giù nei primi gradini?
Bisognerebbe sempre e comunque tacere quando il magistero liquido del papa semina la confusione?
I cattolici che sono da lui "maleamati" dovrebbero accettare di lasciarsi rinchiudere nelle sue etichette offensive ?
E al di là del giudizio sulle persone, quando sono la Tradizione, la Dottrina, la Liturgia, ad essere oggetto di attacchi ormai palesati, bisognerebbe rinunciare a far sentire la propria voce?
Se la risposta dovesse essere "sì", significherebbe che siamo in regime dittatoriale, ma voglio sperare che non lo siamo ancora, non totalmente.

mic ha detto...

Alcune reazioni sono comprensibili. Ognuno ha i suoi limiti e le sue fragilità che solo il Signore conosce.
Credo che si debba fare e anche dire, oltre che intensificare la preghiera, ciò che realisticamente è possibile ognuno nella propria situazione e nel 'posto' in cui la Provvidenza lo ha chiamato. Con semplicità, ma anche con chiarezza d'intenti e in base a ciò che si è e si può.
Ci sono molti modi di essere "sul fronte"... magari lo è maggiormente chi soffre e offre nel nascondimento. Ma c'è un mondo cui annunciare la Verità e difenderla dalle deformazioni e dagli inganni. Abbiamo avuto la grazia di conoscere e attingere dalla Roma perenne alla quale apparteniamo, che per due millenni e ancora oggi (perché è viva nonostante le insidie remote e attuali) ci ha dispensato e ci dispensa i tesori della Gerusalemme celeste. Non possiamo e non dobbiamo nasconderla sotto il moggio, come ben ricorda Pasqualucci.
Concordo con Josh sull'inconsistenza della perseguibilità di fatti o parole nei nostri discorsi e/o proposte. Nessuno dei quali oltretutto è ad personam.

RAOUL DE GERRX ha detto...

La confession-repentance, assez pénible à lire, de l'autodénommé "Cattolico" (?) m'a remis en mémoire — allez savoir pourquoi, mais sans doute par contraste ! — le bel hymne de la Phalange espagnole, "Cara al sol", composé par José Antonio Primo de Rivera, qui n'avait pas peur, lui, de l'ennemi, des épreuves ni de la mort…

En voici les paroles, pour ceux qui ne les connaissent pas :

Cara al sol con la camisa nueva
que tú bordaste en rojo ayer,
me hallará la muerte si me lleva
y no te vuelvo a ver.

Formaré junto a mis compañeros
que hacen guardia sobre los luceros,
impasible el ademán,
y están presentes en nuestro afán.

Si te dicen que caí,
me fui al puesto que tengo allí.

Volverán banderas victoriosas
al paso alegre de la paz
y traerán prendidas cinco rosas
las flechas de mi haz.

Volverá a reír la primavera,
que por cielo, tierra y mar se espera.

¡ Arriba escuadras a vencer,
que en España empieza a amanecer !

Avec la musique de Juan Tellería c'est encore plus beau :

http://www.78-giri.net/en/canti/guerra-spagnola/cara-al-sol

lister ha detto...

Oltre al link postato da Josh e l'articolo di El Informador da Raoul sul "santo" GXXIII:
http://apostatisidiventa.blogspot.it/p/nikita.html
Come dire:
"Ormai il titolo di "santo" non lo si nega più a nessuno"

murmex ha detto...

Suvvia , caro Cattolico , anch'io ho vissuto e sto vivendo vicende simili alle sue , e anche incomprensioni ecc ... E allora ? io non ho mai indirizzato insulti a nessuno , e non per paura , ma perchè non mi sentirei di dileggiare (condannare i suoi atti , sì )nemmeno Hitler , sono profondamente convinta che il dileggio spiace molto a Dio . E neanche lei mi pare l'abbia mai fatto . Altra cosa è la critica seria su atti e detti oggettivi . Coraggio , non esiste il reato di "accusa temeraria di eresia a capo di Stato estero " , e nemmeno di "critica al magistero liquido " , o "lamentela perchè si semina confusione " e altre ipotesi fantasiose ... Capisco la stanchezza , il profondo sconforto ...ma di concreto non possono fare niente .

bernardino ha detto...

@ cattolico:

caro signore, vista la non tenera età, ricordiamoci il detto delle brigate rosse negli anni di piombo:

"""colpirne uno per impaurirne cento"""

è un vecchio slogan, ma sempre attuale e convincente; non aver paura, il Signore ci ha detto: male non fare, paura non avere.
Oltretutto viviamo ancora in una democrazia e la nostra stampa è libera, i nostri tribunali sono italiani ed anche i giudici, e sanno riconoscere i reati dai ciarlatani. Abbi fede in Dio che viene sempre in nostro aiuto, specialmente nei momenti più difficili. Attenzione che il diavolo usa tutti i mezzi, anche quelli che non comprendiamo, ma la giustizia di Dio supera tutti gli scogli.

Anonimo ha detto...

Guarda mic. Lo hanno ripreso da Eponymous flower

http://eponymousflower.blogspot.it/2015/03/50-year-anniversary-of-first-mass-in.html