martedì 10 marzo 2015

Napoleone vinse tutte le Guerre Puniche

Quando dalla sua cattedra uno storico esordisce dicendo ripetutamente che Napoleone vinse tutte le Guerre Puniche, ci si chiede attoniti quale facezia stia per proporre... oppure, più semplicemente, se sia ubriaco. Lo sbigottimento aumenta nel vederlo pretendere che siano i suoi ascoltatori a farsi carico dell'onere della prova e addirittura del chiarire il significato delle sue stesse parole.

Soggetti del genere dovevano essere ben presenti a Benedetto XVI quando esattamente sei anni fa, il 10 marzo 2009, scrisse:
A volte si ha l’impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi – in questo caso il Papa – perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo.
Nel nostro piccolo abbiamo a volte anche noi l'impressione che certi cattolici - specialmente clero - abbiano urgente bisogno di poter «tranquillamente scagliarsi con odio» contro chiunque sia sospettabile di avvicinamento ai "lefebvriani", tanto più se sprovvisto della necessaria untuosità (scandalizzando così i professionisti del clerically correct, che ancor oggi non hanno digerito le espressioni alquanto poco urbane con cui Nostro Signore lese la buona reputazione dei farisei). Abbiamo l'impressione che quell'odio indicato da papa Ratzinger sia anzitutto il risultato di sottili compromessi fra verità e menzogna, di quel latinorum dei Don Abbondio che hanno appena dialogato coi Bravi.

Un esempio recente che ci suggeriva l'immagine della foga del mostrarsi ottemperanti a qualche Don Rodrigo, è stata l'accusa infondata [¹] di "eresia lefebvriana" e addirittura l'invenzione di sana pianta della bizzarra espressione «aver falsificato la Sacra Tradizione» (incluse le virgolette [²]). Cosa bisogna pensare di chi loda ripetutamente la sgangherata notificazione di mons. Semeraro (fin troppo facilmente ridicolizzabile) suggerendo il castigo divino per chi non ritiene doveroso fare altrettanto?

Quello citato è solo uno dei tanti casi sulla scia di quella sospetta fioritura di tifoserie papiste da un paio d'anni a questa parte, sempre assetate di legittimazione non meno che le tifoserie del Concilio (specializzate nell'invertire i significati di "dogmatico" e "pastorale"), che puntualmente convergono - talvolta perfino involontariamente - in quella forma di bispensiero orwelliano altrimenti nota come clericalismo, come se percepissero l'Autorità non come la custode della verità ma come la fabbricante (col corollario di doversi adeguare alla linea di produzione, nel perenne timore di essere accusati di psicoreato).

Questo spiega le sorprendenti giravolte di tanti autori cattolici di facile fortuna in epoca ratzingeriana. Dopo otto anni di comoda tifoseria papista, l'imbarazzante pontificato di Bergoglio ha forzato costoro verso un fastidioso bivio: o stendere continuamente un velo pietoso o sprezzare il ridicolo tifando con maggior foga di prima (ricordate? "precisa strategia... rischio calcolato..."). Col paradossale risultato che se da un lato sono anche pronti a condannare il modernismo (sintesi di tutte le eresie poiché fondato sul presupposto che verità ed errore abbiano gli stessi diritti), dall'altro si indignano quando vedono utilizzare tale termine (perché tocca argomenti che imbarazzano i tifosi, generalmente propensi a riconoscere un po' di diritti anche all'errore): preferiscono piuttosto sparare sulla Croce Rossa, cioè «scagliarsi tranquillamente con odio» contro la FSSPX, operazione evidentemente più utile di altre per cattivarsi la benevolenza di qualche commissario del Comitato Centrale, etichetta più "giusta" per mostrarsi ligi alla linea del Partito ed esenti da qualunque traccia di criptolefebvrismo. Il che ci lascia sgomenti, data la caratura intellettuale di tali autori, consci - almeno quanto noi - che l'ubbidienza e la docilità ai pastori della Chiesa non consistono nel servilismo (ancorché elegante) e che nonostante tutta l'assistenza dello Spirito anche i pastori della Chiesa - a cominciare dallo stesso Simon Pietro - hanno bisogno di «ravvedersi», ossia possono compiere qualche emerita vaccata.

Piaccia o meno, il vero cardine della devastazione della Chiesa in corso da oltre mezzo secolo [³] è la guerra alla liturgia tradizionale. Il rifugiarsi in una tifoseria e per soprammercato dover difendersi da sottintesi di criptolefebvrismo a suon di affermazioni quantomeno azzardate, prima ancora che miope ingenuità, prima ancora che pigrizia intellettuale e spirituale, è la via maestra per arrendersi ai fabbricanti dei neodogmi di ogni ordine e grado, nonostante tutta la pompa magna salottiera con cui ci si possa presentare come cattolici "senza se e senza ma".



¹) Giovanni Paolo II comminò la scomunica per l'atto «scismatico» (non "eretico"), la cui radice gli era «individuabile in una incompleta e contraddittoria nozione di Tradizione». Ugualmente parla di «situazione globale d’indole scismatica» (non "eretica") la Nota del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi nel 1996.

Dopo vent'anni Benedetto XVI fece rimettere la scomunica, «paternamente sensibile al disagio spirituale» (cioè per motivi "pastorali"? il disagio spirituale dei "lefebvriani" valeva più della stessa condanna per scisma?).

Quando dunque due stimati sacerdoti (stimati anche da questo stesso blog, che ne ha spesso ospitato o segnalato articoli) improvvisamente vedono l'eresia laddove i Sommi Pontefici non l'hanno vista (e lanciano l'accusa senza degnarsi neppure di spiegare quale affermazione di Lefebvre o dei "lefebvriani" sarebbe eretica), cosa bisogna pensare?

²) Tale accusa di "eresia", presentata in esclusiva su una Rivista Telematica di Teologia Ecclesiale e di Aggiornamento Pastorale, indica come fonte una pagina di citazioni di mons. Lefebvre del 1987. Senonché nella pagina indicata l'espressione incriminata («aver falsificato la Sacra Tradizione») non è presente. Da dove l'ha virgolettata l'autore? Avrà sbagliato per un tumultuoso zelo pastorale o per un pizzico di quel «tranquillamente scagliarsi con odio»?

³) Benedetto XVI: «Sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipende in gran parte dal crollo della liturgia» (J. Ratzinger, La mia vita, San Paolo edizioni, pag. 112).

Benedetto XVI: «è lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo l’edizione tipica del Messale Romano promulgato dal B. Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato».

55 commenti:

RIC ha detto...

Cara Mic, quello che tu giustamente definisci l'imbarazzante pontificato di Bergoglio ha dato origine ad un fenomeno forse inatteso: le principali firme del giornalismo cattolico italiano (firme serie, non di azzaccagarbugli di periferia) esprimono ormai senza reticenze le loro perplessita'. Socci, Messori, Tosatti, Magister, persone che provengono da esperienze diverse fra loro si ritrovano unite in una critica puntuale e documentata. Naturalmente vengono subito messi all'indice dai soliti kapo' militanti alla Tornielli. Ma, oggettivamente, contro di loro si puo' far poco tranne, forse, cercare di non far loro troppa pubblicita'.Meglio dunque continuare a scagliarsi contro i tradizionali bersagli della Chiesa post conciliare, quei tradizionalisti responsabili di ogni nefandezza e soprattutto, horribile dictu, potenzialmente filo lefebvriani. Costa poco condannarli e si e' sicuri dell'appoggio delle alte gerarchie, tanto piu' che nell'immaginario collettivo dei cattolici postconciliari si tratta di una setta scismatica, di un gruppuscolo di pazzi reazionari.
Ma perche' con Bergoglio siamo giunto a questo punto? Perche' l'imbarazzante pontificato e' caratterizzato, credo, da due elementi. Il primo e' dato dall'ignoranza e dalla mancanza di preparazione dell'attuale vdr: se non sbaglio l'unico titolo di studio che ha conseguito e' quello di perito chimico. Un po' poco per essere Papa... Il secondo e'dato da una gestione della Chiesa nella quale la tanto sbandierata misericordia viene applicata solamente in una direzione. Conosco sacerdoti non sufficientemente preparati, ma che compensano le proprie lacune con le bonta' d'animo. E non mi sembra essere il caso di Bergoglio..

Anonimo ha detto...

Basta prendere atto che ormai esiste la Chiesa cattolica e la comunità conciliarista (che purtroppo è sempre più invasiva e raduna alti soloni asseritamene cattolici tra cui i tristi cardinali tedeschi).

Viva Benedetto XVI martire cattolico.

Luisa ha detto...

Condivido RIC, solo una precisione, se non vado errata, l`autore di questo post, che ringrazio, è "Esistenzialmente periferico".

mic ha detto...

Benedetto XVI è uno dei responsabili del molto Reno confluito nel Tevere, anche se è stato tanto abile da farlo attraverso rivoli per lo più sotterranei ma non per questo meno invasivi.
Oggi il Tevere è sopraffatto anche dall'alluvione proveniente dal Rio de la Plata, alimentate dalle piogge acide di quelle che l'autore del post, il nostro E.P, chiama "tifoserie papiste"; ma prima o poi le sue acque torneranno a scorrere, depurate da fedeltà custodita nonostante tutto, preghiera e penitenza, nel loro alveo naturale.

mic ha detto...

L'articolo di E.P, è un capolavoro di sottile ironia. Un elegante intelligente colpo di fioretto in una poco seria singolar tenzone lanciata da Lanzichenecchi errabondi.

murmex ha detto...

Sono andata sul blog di quel sacerdote , avrei voluto rispondergli ma non l'ho fatto perchè non avevo voglia di registrarmi . Ho constatato la pochezza dei suoi argomenti in tema di abusi favoriti dal NO :accusa di "romanticismo " a chi li faceva notare , ed esempi di altri abusi che avvenivano col rito antico francamente incomparabili con quelli odierni (e lui sembra invece porli sullo stesso piano )Spassoso questo esempio :i bambini al catechismo accompagnati dalle sole mamme , e nei casi di presenza del papà , costui osava , nella successiva Messa , stare impalato in fondo alla chiesa senza partecipare attivamente . Oppure (horribile dictu )l'abitudine degli uomini , in certi luoghi , di uscire al momento della predica . Questo fatto lo riscontravo anch'io , da bambina , in chiesette di montagna :mi fa in qualche modo tenerezza , mi pare un modo in cui questi rudi contadini e mandriani (peraltro inappuntabili nei loro vestiti della domenica e soprattutto nel contegno durante la parte sacrificale della Messa - non mi risulta che la predica sia invece essenziale )volevano ingenuamente marcare la loro mascolinità . Del resto il saggio e indulgente parroco , non aduso a protagonismi , pareva aver accettato serenamente quest'uso . Secondo il sacerdote,poi , ci sono miriadi di documenti di reprimenda , da parte dei vescovi , verso sacerdoti per esempio "frettolosi " nelle celebrazioni ecc . Ma non si rende conto che anche questo dimostra che allora gli abusi , qualora ci fossero , venivano stigmatizzati , mentre oggi vengono accettati se non addirittura favoriti ? Conclusione :da esimi teologi mi aspetterei argomenti più significativi a sostegno delle loro posizioni , se non li hanno si astengano dal disprezzo verso chi faticosamente cerca di compiere il proprio onesto lavoro di mozzo , mentre il nocchiero e gli ufficiali beatamente sembrano ignorare la tempesta .

Luisa ha detto...



" Benedetto XVI è uno dei responsabili del molto Reno confluito nel Tevere,"

So che questo è un punto sul quale mic ed io divergiamo anche se non totalmente:):)
Non si può negare che Joseph Ratzinger, giovane e brillante teologo, assistente del card. Frings, ha come tale partecipato a quell`alleanza renana che ha infiltrato, influenzato e preso le redini del Vaticano II, che egli sia partito da posizioni "progressiste" che volevano aggiornare la Chiesa (scusate il mio linguaggio che non è quello di una teologa) mi sembra difficilmente negabile MA, e non è un piccolo "ma" che potrebbe anche essere un "E" perchè son certa che Benedetto non rinnega nulla del suo lungo e ricco percorso, le sue posizioni si sono progressivamente ma sicuramente evolute.
Egli si è allontanato dai compagni di prima, delle posizioni dei quali ha visto le derive e gli errori, è stato scelto da Giovanni Paolo II per la sua sicura dottrina, Dottrina di cui è stato un grande difensore come Prefetto della CdF, non ha mai smesso i contatti con la FSSPX, al contrario, e non l`ha mai considerata eretica o scismatica, appena eletto al Soglio Pontificio , in estate, ha invitato a Castel Gandolfo Mons. Fellay, grande era il suo desiderio di ritrovare la totale unione con la Fraternità, purtroppo anche su quel terreno ha trovato degli ostacoli perversi e invalicabili anche per un Papa.

Non mi stancherò mai di dirlo, Benedetto XVI ha voluto dare bellezza e sacralità alla Liturgia riformata, facendolo è stato deriso e ostacolato senza scrupoli, ha dato alla Chiesa il SUMMORUM PONTIFICUM, e qui la ribellione della gerarchia si è rivelata in tutta la sua vergognosa e spesso subdola violenza.
È anche vero, e non lo dimentico, che nel suo ultimo discorso ai parroci romani è sembrato ritornare ai "suoi primi amori", ma un percorso deve essere visto nel suo insieme, anche se c`è chi vorrebbe cancellare gli otto anni del suo pontificato, Benedetto XVI è non solo un uomo di Dio, ma un grande e fedele servitore nella Vigna del Signore, come tale non è stato perfetto, chi può esserlo, ma son convinta che la storia non solo ricorderà la sua grande elevatezza intellettuale e spirituale, ma dirà anche la verità sui pugnaci nemici che ha dovuto affrontare.

Anonimo ha detto...

Nessuna confutazione o risposta potrebbe mai convincere questi interlocutori, perché loro non vogliono cercare la verità, ma imporre il dogma della nuova chiesa fondata sull'infallibile CVII, che avrebbe cancellato il magistero infallibile della Chiesa precedente. Quindi non è a loro che ci si deve rivolgere ma a chi cerca la verità ed é deviato dal terrorirmo psicologico derivante dalle scomuniche minacciate.
Ho trovato interessante l'inesistenza di eresie da parte della FSSPX affermata da mons. Livi (accomiatatosi da quel contesto), sia perché non proclamate sia perché il magistero infallibile precedente non può mai diventare eretico.

Anna

Felice ha detto...

Benedetto era ed è un grandissimo, in tutti i sensi. A mio avviso però, quando affronta il tema del Concilio Vaticano II parte da idee che mi sembrano difficili da sostenere. I guasti li avrebbe procurati, secondo lui, il post-concilio. Gherardini e De Mattei confutano, con fior di argomenti, questa tesi. I danni vengono dal Concilio. Finché non si accetta questa evidenza nessuna distorsione è rimediabile.La ermeneutica della continuità è contro l'evidenza delle cose: basta guardare ad una chiesa costruita negli anni 50 e ad una costruita negli anni 70, oppure basta partecipare ad una Messa vetus ordo (anche alla più scalcagnata) e ad una novus ordo per avvertire che non vi è continuità.

murmex ha detto...

Comunque , questo discorso sugli abusi rimane in certo qual modo esteriore rispetto alla domanda essenziale ,fatta da una lettrice di quel blog , sulla questione cruciale della validità .Leggo nello studio presentato a Paolo VI dai cardinali Ottavini e Bacci , Pastori della Chiesa e non certo gli ultimi come teologi :"Le parole della Consacrazione , quali sono inserite nel contesto del N O ,possono essere valide in virtù dell'intenzione del ministro .Possono non esserlo perchè non lo sono più ex vi verborum o più precisamente in virtù del modus significandi che avevano finora nella Messa." Ecco , mi piacerebbe che quei teologi si impegnssero in una confutazione SERIA di queste parole ,senza partire con le accuse di superbia , eresia e scisma , improprie verso le alte personalità che le hanno pronunciate .

murmex ha detto...

Luisa , la grande elevatezza intellettuale , i ricchi percorsi ..., non sono queste cose che hanno valore di fronte a Dio (vedi Imitazione di Cristo ). Purtroppo Benedetto , anche lui , è venuto meno nel suo compito di confermare i fedeli ,lasciandoli nel guado ...Questo oggettivamente , s'intende , tutte le possibili giustificazioni lasciamole al giudizio divino . E non pare affatto pentito . Lo dico con dispiacere , aveva destato in me grande speranza .

Annarè ha detto...

io rimango sempre del parere che se i cattivi, gli apostati, gli eretici, i modernisti, i massoni, possono fare il buono e cattivo tempo è perchè i "buoni", i "soldati" di Cristo fanno i codardi, si ritirano, lasciano fare. Cosa succederebbe se quelli che hanno compreso il problema e vogliono rimanere cattolici rimanessero fermi nella resistenza e anche a costo di scomuniche, continuassero a fare il loro dovere di pastori di anime, portando la buona dottrina, i buoni sacramenti, la liturgia che onora Dio e nutre le anime? Cosa potrebbero fare gli apostati, gli scismatici (che non sono certo i "lefebvriani"), i modernisti contro chi serve Dio? Nulla. Dunque la colpa non è dei massoni, di padre Volpi, del Papa, dei vescovi tedeschi, di Kasper, la colpa è di chi per paura si nasconde, obbedisce a comandi illeciti e non fa il proprio dovere. L'obbedienza è al servizio della fede, non la fede al servizio dell'obbedienza. Finche ì cattolici non inizieranno a dar battaglia, i nemici gongoleranno e demoliranno tutte le cose buone. Non so cosa debbano ancora aspettare, molto meglio essere definiti lefebvriani che non servire Dio come conviene.

Angheran70 ha detto...

Benedetto XVI è uno dei responsabili del molto Reno confluito nel Tevere, anche se è stato tanto abile da farlo attraverso rivoli per lo più sotterranei ma non per questo meno invasivi.

Mah , considerazioni accettabili solo nei limiti dell'opinionismo corrente. Per lo più quello che cristallizza l'azione di Ratzinger nella veste di perito ai tempi del concilio. Ben presto smentita dall'azione successiva , almeno fino al momento della rinuncia. In effetti gli attacchi dei tradizionalisti al suo magistero assumono forme sempre più imbarazzanti.

Annarè ha detto...

condivido murmex ciò che scrivi, sarebbe anche da aggiungere rispetto alla storia dell'intenzione del ministro di consacrare, ma oggi i nuovi sacerdoti che escono da seminari ormai protestantizzati, quando consacrano che intenzioni hanno? No perchè stravolgendo la dottrina, poi cambiano anche le intenzioni.
Penso che questo sia una cosa di grave importanza. Rispetto Benedetto XVI che ci aveva dato tante speranze, c'è da rimanere con i piedi per terra, il suo pensiero non si discosta da quello dei suoi predecessori e nemmeno da quello di papa Bergoglio, non era forse un distruttore come Papa Francesco, magari desiderava non tener fuori i "tradizionalisti" nel calderone dell'ecumenismo, era senz'altro più dotto e forbito nel parlare, ha fatto anche buone cose, forse abituati a certi eccessi, ci pareva di sognare e di essere finalmente tornati alla normalità, ma mai smentì certi documenti del CVII, mai combattè l'eresia della libertà religiosa. Certo si rese conto di certi eccessi del modernismo, ma non condannò il modernismo in se. Poi diciamolo liberò la Messa antica, lasciando però delle armi in mano ai nemici di questa e oggi vediamo come siamo messi. Diciamo che Benedetto XVI non fu forte e giusto come poteva esserlo un S.Pio V o un S.Pio X, la causa sta nei suoi studi, nelle filosofie moderne nel quale si è formato. Per essere buono bisogna fare cose buone e non cose mezze buone, non bisogna accontentare tutti, ma servire la Verità tutta intera, non solo un pezzo.

mic ha detto...

Per lo più quello che cristallizza l'azione di Ratzinger nella veste di perito ai tempi del concilio. Ben presto smentita dall'azione successiva

Angheran,
purtroppo quel che dici è smentito da tanti 'bachi' e ambiguità presenti dell'azione e nella predicazione successiva: ombre e luci, li ho chiamati e anche individuati con dolorosa sorpresa e descritti per amore della verità, prendendomi sberle da ogni direzione. Ma questo, oggi come oggi, è da mettere sempre più in bilancio.
Mi viene in mente adesso mentre scrivo di come Gesù "induriva il volto" man mano che si avvicinava l'ora della Croce...
Per quanto mi riguarda, punto ad una essenziale assertività, critica quel che serve per agganciarla agli sviamenti da rettificare altrimenti è come sparare a casaccio. Ci sono dei bersagli terrificanti da illuminare con la luce impietosa della verità. Ed è la verità a colpirli e disintegrarli, non la nostra critica, per chi ha occhi per vedere e cuore per accogliere...

mic ha detto...

Per murmex:
questo discorso sugli abusi rimane in certo qual modo esteriore rispetto alla domanda essenziale, fatta da una lettrice di quel blog, sulla questione cruciale della validità. Leggo nello studio presentato a Paolo VI dai cardinali Ottavini e Bacci, Pastori della Chiesa e non certo gli ultimi come teologi...

“Esistono tre condizioni indispensabili perché essa sia la continuazione del Sacrificio della Croce: l'offerta della vittima, la transustanziazione che la rende presente effettivamente e non simbolicamente, la celebrazione di un prete facente le veci del sacerdote principale che è Nostro Signore, tenuto ad essere consacrato per il suo sacerdozio. Così sì che la Messa può procurare la remissione dei peccati. Un semplice memoriale, un racconto dell'istituzione accompagnato da un pasto è ben lontano dall'essere sufficiente. Tutta la virtù soprannaturale della Messa proviene dalla sua correlazione al Sacrificio della Croce. Se non si crede più a questo, non si crede più a nulla della santa Chiesa. La Chiesa non ha più ragion d'essere, non bisogna più accampare la pretesa di essere cattolici. Lutero aveva capito molto bene che la messa è il cuore, l'anima della Chiesa. Diceva – Distruggiamo la Messa e distruggeremo la Chiesa -. Noi riveliamo che il Novus Ordo Missae, cioè il nuovo schema adottato dopo il Concilio, si allinea alle concezioni protestanti, o per lo meno ci si avvicina pericolosamente”. (Marcel Lefebvre, Lettera ai cristiani perplessi)

Josh ha detto...

Angheran, per es. non ce l'ho con Ratzinger, mi spiace per la rinuncia, sono di fatto per causa di forza maggiore biritualista e non lefebvriano, anche se non trovo nulla di errato nel loro conservare la "fede di prima", cioè quella di sempre...., è un merito e una ricchezza specie nella temperie attuale;

riguardo al tema che citi al link però credo fermamente all'inerranza scritturale e alla divina ispirazione dei sacri testi. Per cui anche per me San Luca non s'è inventato nulla, nessun mito, e Gesù ha mangiato il pesce arrosto dopo risorto, perchè lo dice il Vangelo e non è incarico di un credente, fosse anche sommo teologo, smontare il dono divino della Parola di Dio insinuando dubbi sull'ispirazione dello SS e sulla veridicità. Rifuggo anzi da sempre da qualunque esegesi frutto di dubbio modernista, di limite umano, di bisogno di pedigree scientifico e di prova dimostrabile, perchè non è il piano in cui spesso Dio ha voluto comunicare...

Josh ha detto...

Per il resto complimenti a Esistenzialmente periferico, dotato di acume ed ironia, nel pezzo di oggi.


Luís Luiz ha detto...

Il giovane Ratzinger non è il papa Benedetto XVI.
E la difesa del Concilio si può dedurre da un semplice calcolo di perdite: negare un Conclio Ecumenico regolarmente convocato e concluso è molto peggiore di chiarire o correggere i pochi testi confusi e sbagliati. Correzione e chiarimento che sono i principali doveri del papa e dei concili.

E non si può dimenticare che la negazione del Concilio è un meraviglioso regalo ai nemici della Chiesa, un Concilio legittimo solo per loro...

Luisa ha detto...



" Luisa , la grande elevatezza intellettuale , i ricchi percorsi ..., non sono queste cose che hanno valore di fronte a Dio (vedi Imitazione di Cristo ). "

Ho scritto "grande elevatezza intellettuale e spirituale", spero che almeno questa non gliela la si contesterà.
Mah, non mi sembra che il post di "esistenzialmente periferico" fosse centrato su Benedetto XI, mi scuso se con il mio commento ho rilanciato una disputa.

Quanto alla sedicente eresia di cui sarebbe colpevole la FSSPX, siccome la Fraternità non fa che difendere e insegnare la Dottrina che è stata quella della Chiesa fino al CVII, se ne deduce in tutta logica che tutta la Chiesa fino al "Concilio" è stata eretica.
Se la FSSPX professa dottrine eretiche, vuol dire che la Chiesa lo ha fatto fino al mitico "Concilio".
Siccome questo lo sanno, i valorosi crociati anti-FSSPX sono obbligati a fare dei doppi salti mortali per tentare di giustificare le loro menzogne e credono di cavarsela inventando nuove definizioni di eresia.
Definizioni che non stanno nè in cielo nè in terra, che esistono solo nelle loro menti infestate dal loro odio contro la Fraternità.

Anonimo ha detto...

Scusate se mi intrometto, ma io, come ben sapete, non sono tradizionalista di alcun genere quindi mi chiamo fuori da tutte le polemiche, pur non essendo tale, ho avuto a che fare con solerti zeloti, nemmeno consacrati, ma factotum parrocchiali, solo per aver detto che mettere il tabernacolo in una cappella laterale e non al cento dell'altare ed aver detto che non mi comunico tanto per, perché se non confessati a dovere e pentiti ed in stato di grazia prendere l'ostia è un peccato mortale, mi sono beccato non dico insulti, ma reprimende e ostracismo. Non sono biritualista, cambio spesso chiese, scelgo le messe celebrate con decoro e dignità, non sono affetto da auto vittimismo, ma constato che, mentre prima tutti, specie se consacrati, davano addosso a Ratzinger senza remore e senza vergogna, adesso non si può nemmeno dire che il vdr non piace.....anatema sit! Ciò detto, poiché provengo dalle periferie extragalattiche più lontane ed essendo tornato idegnamente alla CC grazie a Papa Benedetto, per me resta un grandissimo, sempre, e chi ne s-parla tuttora con disprezzo, vedi Kath.net., dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di nominarlo, con la varechina. Come vedete, non sono solo i lefebvriani ad essere il bersaglio, lo sono tutti quelli che si ostinano a vedere il re nudo e a non stendersi a tappetino davanti al Jefe. Lupus et Agnus.

mic ha detto...

E non si può dimenticare che la negazione del Concilio è un meraviglioso regalo ai nemici della Chiesa, un Concilio legittimo solo per loro...

Denunciare alcuni punti controversi del concilio, come avviene da parte della FSSPX e di chi ama la Tradizione, non può assolutamente farsi passare per "negazione del concilio".
Questo lo fanno coloro che assumono il concilio come "evento" da prendersi in blocco, senza considerare che occorre tener conto che esistono documenti e contenuti da vagliare e non da accettare a scatola chiusa, proprio in quanto pastorali e non dogmatici per stessa ammissione dei papi conciliari.

Ho già detto più volte che sono in tanti coloro che, spinti dalla fedeltà al Papa e alla Chiesa, hanno tentato i salti mortali per difendere e giustificare quel che appare indifendibile. Come se fosse minor fedeltà esprimere argomentate perplessità sul magistero non infallibile - e tale è quello ordinario, pastorale, quando non ripropone verità dogmatiche - al quale la Lumen Gentium attribuisce «non proprio un assenso di fede, ma un religioso ossequio dell’intelletto e della volontà». Il che evidentemente significa che si può e si deve accoglierlo e vagliarlo attraverso la ragione illuminata dalla fede, perché l'assenso non può essere puramente esteriore e disciplinare, ma deve collocarsi nella logica e sotto la spinta dell’obbedienza della fede attinta dal Depositum fidei di cui la Chiesa è custode.

Luisa ha detto...

Dunque, dunque, parlavo di eresia e del fatto che chi professa e insegna la Dottrina che è stata quella della Chiesa fino al Vaticano II non può essere condannato eretico, dicevo che taluni fanno salti mortali e spiegano le ali della loro contorta ( ma molto saccente e arrogante) fantasia per dichiarare eretica la FSSPX.
Per mostrare quanto assurde e false siano quelle accuse mi viene in ausilio (anche se in realtà lui alla fine tenta di provare l`esatto contrario) p. Cavalcoli che scrive questo:

"Un termine delicato ma importante del linguaggio cristiano, da usare con prudenza, nelle dovute circostanze e con cognizione di causa, è quello di “eresia”, la quale consiste in generale nella scelta (àiresis, αἵρεσις) di una proposizione falsa nel campo della dottrina della fede o nella soppressione o negazione o dubbio volontari di qualche verità di fede. Ora, siccome la fede è verità, l’eresia è una proposizione falsa contro la dottrina della fede. L’eretico non accoglie con vera fede (fides qua) tutto quanto (fides quae) la Chiesa, a vari livelli di autorità, ci dà a credere come è contenuto nel deposito della divina Rivelazione, le cui fonti sono la Scrittura e la Tradizione."

Di quale " proposizione falsa nel campo della dottrina della fede o nella soppressione o negazione o dubbio volontari di qualche verità di fede" si sarebbe resa colpevole la FSSPX?
Di nessuna.
Quale" proposizione falsa contro la dottrina della fede" avrebbe fatto?
Nessuna.

Aggiunge p. Cavalcoli:

"L’eresia nel senso più forte è la negazione di un dogma solennemente ed esplicitamente definito [dottrina ex cathedra].

Quale dogma la FSSPX avrebbe negato?
Nessuno.

Dunque chiunque accusa la FSSPX di essere eretica mente sapendo di mentire, dice il falso.
A nulla servono arzigogolate circonvoluzioni mentali per tentare di raggirare l`evidenza.

RAOUL DE GERRX ha detto...

Sur Ratzinger, théologien moderniste, et qui l'est toujours resté, malgré quelques apparences "conservatrices" (et d'autant plus trompeuses), très bon article, en espagnol, du padre Alfonso Gálvez Morillas sur le site

http://www.alfonsogalvez.com/es/editoriales/2259-gloriaolivoi

et

http://www.alfonsogalvez.com/es/editoriales/2263-gloriaolivoii

J'en recommande vivement la lecture.

murmex ha detto...

Luisa , io non sono in grado di giudicare la grande elevatezza spirituale , posso solo guardare i fatti concreti . Questi fatti concreti , proprio perchè intessuti di luci ed ombre , che mi pare (e sottolineo questo" mi pare", questa è la mia interpretazione della realtà così come la vedo io ) ci siano stati , mi hanno deluso , non tanto per un motivo sentimentale (delusione della mia personale aspettativa ), quanto perchè la commistione , come autorevolissimamente affermato , è molto pericolosa (anzi,esiziale più della più aperta eresia ).Grazie mic della citazione del Monsignore . Proprio su questa base si poggiano i miei dubbi , destati dalla lettura del breve esame critico , sulla reale pericolosità per così dire "ontologica " del NO .Mi pare chiaro che lì non si neghi apoditticamente la validità del NO , ma si esponga il pericolo che nei fatti essa si possa non avere ,assumendo più rilevanza (data l'oggettiva debolezza del rito in se stesso )l'intenzione del sacerdote di fare ciò che fa la Chiesa cattolica .conoscendo la scarsa preparazione di molti di essi, non è irrealistico pensare (basandosi sul dato oggettivo di loro atteggiamenti ed esternazioni che talvolta abbiano l'intenzione di fare ciò che fa la "chiesa " protestante .) Non essendo teologa , gradirei appunto che quei signori che danno patenti di peccato mortale confutassero nel merito , con argomenti teologici seri , le serissime e credo ponderatissime affermazioni di quei pastori

Josh ha detto...

in aggiunta a quanto ben delineato da tutti, e notevoli ancora le ultime citazioni di Luisa,
mi capacito ancor meno di tanto accanimento contro credenti e praticanti,
in un momento in cui il presente è questo:

http://www.ilgiornale.it/news/politica/follia-dei-giochi-gender-bimbi-travestiti-bimbe-1103363.html

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/gay-e-atei-allattacco-apre-primo-sportello-potersi-1103472.html

i pastori, se si sentono sacerdoti, avrebbero tanto da fare...

murmex ha detto...

D'accordissimo Luisa sulle tue ultime affermazioni . L'accusa di eresia non regge assolutamente . Diversa quella di tendenza scismatica , che potrebbe avere un fondamento nel reale distacco dall'obbedienza perfetta dovuta NORMALMENTE al Sommo Pontefice . Secondo me , però , questa tendenza soggettivamente non c'è , anzi , viene sempre ribadita la sottomissione alla Roma perenne . Mi pare un grande problema , che troverà la sua soluzione solo quando , come afferma il prof Radaelli , finalmente il Papato tornerà a sottomettersi al dogma .

bernardino ha detto...

@ Murmex 8,48:

posso invece dirti di uomini diversi quando era ancora in uso il VO; quegli uomini non uscivano durante l'omelia, ma addirittura il nostro parroco di quell'epoca - e parlo degli anni 50/60 - iniziò a celebrare la S.Messa festiva alle otto, solo per gli uomini - e siccome molti uomini non volevano farsi veder entrare in chiesa, entravano addirittura da un'entrata secondaria. Ma sapete a quella Messa quanti uomini partecipavano (parliamo di un paesino di circa 3000 abitanti) un centinaio.
Parlo di un paesino che era descritto come la piccola Mosca, rosso dalla testa ai piedi, eppure nascondendosi andavano a Messa.
Oggi i rossi stanno nelle prime fila, ma a fare le belle statuine ed ai concerti di Natale ad ascolatare i concerti pop - questa è la chiesa di oggi e la gente di oggi della chiesa 2.0; oggi non esiste più la vergogna o il non voler ascoltare la predica, per quel che valgono le prediche odierne.

Questi avranno anche vinto tutte le battaglie degli ultimi 50 anni, ma staremo a vedere chi vince la guerra.

mic ha detto...

Quel che leggo dai link di Josh è aberrante oltre che allucinante.
Dobbiamo impugnare le nostre armi più potenti (Santa Messa Rosario e preghiera) ma anche intervenire nelle sedi adeguate. E, in questo, dovremmo essere non solo appoggiati ma preceduti dai pastori!

mic ha detto...

Grida vendetta il fatto che si lascino soli e indifesi i genitori di fronte allo scempio dei loro figli. E permettere una terribile inedita "strage degli innocenti" da parte di coloro che stuprano le loro personalitá indidiando, attraverso questo, le loro anime.

O.T. ha detto...

IL 3 marzo è venuto ed è passato.
Sapete poi Volpi cosa ha fatto?

Luisa ha detto...

Dunque, nello stesso articolo di p. Cavalcoli, leggo che i protestanti non sono eretici ma..."fratelli separati", altra invenzione aberrante (ma non di Cavalcoli), si cambia la terminologia, si edulcora la realtà e così sarebbero eretici solo i primi protestanti ma non quelli nati protestanti perchè non avrebbero conosciuto la verità!

E poi, non si è smesso di dirci che il Vaticano II non ha introdotto nessuna nuova dottrina ma poi, per motivare la loro argomentazione e accusare di eresia chi eretico non lo è, si parla delle "nuove dottrine" dello stesso Concilio.
Del resto lo aveva già detto Paolo VI.
Allora bisognerebbe decidersi:
Il CVII ha introdotto nuove dottrine o no?
Se sì, quelle nuove dottrine sono in continuità con il Magistero perenne e immutabile perchè quello di Gesù Cristo?

Anonimo ha detto...

Santa Messa, Adorazione, Confessione.

murmex ha detto...

grazie Bernardino della testimonianza . Io parlo invece di un paesino delle Alpi , a 1700 m. da dove deriva parte delle mie radici . Là l'accorto parroco già più 40 anni fa aveva rifiutato di vendere in Chiesa Famiglia cristiana ,la sua ortodossia a tutta prova aveva riscontrato in essa ambiguità (riferitomi da mia zia , sua amica ed estimatrice , io a quei tempi di queste questioni mi interessavo poco). In fondo , pur nella loro diversità , i due atteggiamenti sottintendono un ingenuo pudore , un non volersi far passare per troppo devoti .E questo era stato capito dai rispettivi buoni parroci . Un peccato veniale , direi ,se è pur tale . Appare singolare come i moderni misericordiosi siano invece campioni del moralismo più spinto (ma solo in alcuni settori , neh..., per dirla alla piemontese come il buon parroco di allora ).

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Di qualunque colpa si voglia accusare Benedetto XVI, è innegabile che il Summorum Pontificum sia stato un atto totalmente contrario alle aspettative di tutti i modernisti e di coloro che ancora non si sono accorti di essere tali. Le numerose ombre del suo pontificato - che onestamente non sono tutte imputabili a suoi errori - nulla tolgono al fatto che un giorno verrà ricordato come colui che ebbe il coraggio di dire l'indicibile, dire qualcosa che Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II non ebbero tempo, modo e fegato di ammettere. E cioè che la liturgia tradizionale non è mai stata abolita.

Lo sfascio postconciliare è incomprensibile se non si vuol riconoscere la guerra contro la liturgia tradizionale.

Quanto al mio intervento "Napoleone vinse tutte le Guerre Puniche", fin dal titolo intendevo mettere l'accento sul fatto che anche certi blasonati cattolici tutti ligi alle cose della fede si ritrovano a volte a doverla sparare grossa: infatti il problema non è il dover spiegare l'indimostrabilità di una "eresia lefebvriana" e nemmeno difendere la FSSPX da certe sgangherate "Notificazioni" già ridicolizzate con poco sforzo.

Il problema, invece, è capire il meccanismo per cui dei cattolici intelligenti si ritrovano pressati dall'urgenza di appioppare un'etichetta infamante alla FSSPX, perché evidentemente temono di essere accusati di essere criptolefebvriani (e non si spiega altrimenti come mai non mostrano almeno altrettanto zelo contro realtà tipo Bose, Sant'Egidio, Neocatecumenali, AzioneCattolica). Quella fifa blu per il pur remoto rischio di accusa di criptolefebvrismo è così forte da indurli addirittura a cercare un compromesso tra vero e falso, incuranti della meritata figuraccia che ne consegue.

Perfino il Semeraro, nel "notificare" i suoi parroci, è come se stesse cercando di mettersi in mostra con "Qualcuno": vedete? ben fatto, vero? che ne dice il "Comitato Centrale"? Lo Smersc, la GPU, l'assemblea dei Soviet, il Commissario Politico, vedranno il mio sforzo, giusto? (salvo poi accorgersi che gli è fallito il colpaccio: il suo zelo anti-criptolefebvriano da diocesetta di periferia è stato imitato solo in uno sperduto posto dall'altra parte del mondo: il Partito avrà gradito, ma i risultati non sono esaltanti).

Insisto: uno ha il diritto di essere incoerente con sé stesso e di essere in buona fede perfino convinto che la FSSPX sia "eretica" e che il verde sia giallo, ma se per dimostrarlo ha bisogno di ricorrere a trucchetti da bimbo colto con le dita nella marmellata, si è già messo alla berlina da solo.

Insomma, quel che fa riflettere non è il contenuto delle accuse, ma il metodo con cui vengono lanciate, metodo che getta una preoccupante luce sullo stato di crisi in cui versa la Chiesa: quando gente di notevole caratura intellettuale e spirituale avverte così forte il bisogno di apparire pubblicamente ligia al Partito, significa che si sente già soffocata e con le spalle al muro, significa che il Partito (e i suoi tabù, i suoi informatori, la sua opprimente e sistematica censura, la sua pervasività) è meno immaginario di quanto si creda.

Senza contare il fatto che a furia di incaponirsi a discutere sul pelo dell'elefante, si finisce per sapere tutto di quel pelo ma di non essere in grado di riconoscere l'elefante vero quando lo si ha davanti.

E tutto questo lo può dire anche chi -come me- ha qualche riserva sulla FSSPX.

Rr ha detto...

Ma per restare più terra terra, cercher l' argent, no? Cioè: e se l' FSSPX in Italia stesse cominciando ad accumulare lasciti, elemosine, 5xmille, e che qualche parrocchia e/o diocesi, e qualche pretino di belle speranze, stesse invece cominciando ad avere le tasche vuote?
rr

Josh ha detto...

Luisa

"E poi, non si è smesso di dirci che il Vaticano II non ha introdotto nessuna nuova dottrina ma poi, per motivare la loro argomentazione e accusare di eresia chi eretico non lo è, si parla delle "nuove dottrine" dello stesso Concilio..."

:-)
infatti il Concilio non ha inventato nessuna nuova dottrina.

Però poi non si può prescindere dalle "nuove dottrine", testualmente, inventate dal Concilio....

orsù dunque nel nuovo atteggiamento si è fratelli minori, fratelli maggiori, cugini separati, separati in casa, si dialoga con tutti, si viene a patti con tutti,
potendo anche con l'Isis,
ECCETTO che con la propria Tradizione, cheilcielocenescampipercarità

E' lì il punto

Marco P. ha detto...

Non so se già segnalato:
http://radiospada.org/2015/03/le-erinni-e-i-leviti-di-patmos/

Josh ha detto...

“Lampada ai miei passi è la Tua Parola, luce al mio cammino…” (Sal 118)

a volte nell'umano peregrinare capita di sbagliare direzione; a volte si crede di essere arrivati all'ultima rivelazione, invece si è solo naufragati sulla playa desnuda.

Luisa ha detto...

Grazie per il link a Radio Spada, ho subito pensato che certi commenti fossero costruiti, e non solo quello della coppia, ne ho oggi la conferma.
Bisogna proprio essere prigionieri del proprio odio contro la FSSPX (o dell`obbligo di provare di non essergli vicino) sia per cadere in tranelli di quel tipo, sia per costruirli, e non rendersi conto quanto fosse semplice verificare se quella coppia fosse reale o fasulla.

Anonimo ha detto...

Bah, gazebo uaarini sono sempre in piazza da 'ste parti,quindi.....nihil novi sub sole. Fanno più male le immagini di telecamere in vie di varie città italiote che riprendono giovani sballati, strafatti e bevuti che fanno sesso orale e di tutti i generi incuranti del fatto che sono in strada, praticamente quello che facevano sui gradini della cattedrale di Ferrara denunciato da mons. Negri.....W il '68, sesso libero e selvaggio, sex drug and rock and roll e l'occidente affonda nella me...lma mentre l'Islam avanza ed impone la shaaria dappertutto ed ora anche l'obbligo per chiunque volesse adottare un orfano islamico, di convertirsi all'Islam, non per finta, che chi si converte non può ripensarci, pena taglio testa.....teste vuote di una civiltà forse già morta. Anonymous.

tralcio ha detto...

C'è una virtù paradossale: l'umiltà.
Essa NON è più grande della carità, ma è la virtù più importante, perchè senza di essa non può esserci la vera carità.
L'umiltà è fatta di grazia e di consapevolezza: come ogni virtù è dono di Dio (se mi vantassi umile non sarei umile), ma è pure un "giudicare" le cose secondo Gesù Cristo: perciò ci si scopre servi inutili, creature bisognose di salvezza, fragili come fili d'erba nel campo, peccatori bisognosi di misericordia... Abbandonata ogni pretesa, rinunciando ad ogni merito, domata ogni superbia, eccoci ricolmi dello Spirito di Dio, scoprendoci amati, perdonati, contati uno ad uno, pensati da Dio come "dei", "deificabili" da Lui, non certo autodeificati da capacità e intraprendenza...
Cristo è Dio, umiliato al punto da farsi uomo e consegnarsi vittima, per redimere l'umanità dal peccato.
Maria è un essere umano, umiltà consegnatasi al Signore, in cui il suo "niente" è pieno della grazia di Dio, esente dal peccato, compreso quello originale.
Noi siamo dei nulla, con in più il peccato, che è anche di superbia.
In questo panorama di distanza dall'umiltà si gioca la possibilità di vivere la carità.

L'imbarazzo per la Chiesa postconciliare nasce dalla centratura orizzontale e umana del suo pensarsi in relazione al mondo.
L'imbarazzo per certi "uomini di chiesa" deriva dalla loro palese incapacità di parlare di umiltà non solo dicendosi peccatori, ma sentendosi profondamente bisognosi di una salvezza che non dipende dalle "relazioni orizzontali", ma dall'irrompere della grazia divina.
Allora si immergerebbero nella Parola di Dio come spugne, senza interpretarla. Nemmeno uno iota.
Allora raccomanderebbero e amministrerebbero i sacramenti, senza farne motivo di dibattito, ma occasione di grazia.
Allora celebrerebbero la Messa non accapigliandosi su questioni esteriori e psicologiche, riportando tutto al sacrificio salvifico di Cristo e al nostro unirci a lui non a banchettare tra cin cin e battimani, ma portando la croce, come Lui, con Lui.
Allora non si farebbe più di un Concilio "pastorale" una bandiera, un partito e (per l'eterogenesi dei fini) un dogma, ma si avrebbe rispetto della tradizione e dei dogmi, preoccupandosi soprattutto della traditio fidei e non del "tradere" che consegna al principe del mondo una fede tradita, una verità (Cristo) in svendita.
Allora la storia sarebbe letta alla luce del vangelo e non viceversa, pretendendo logico che si possa esistere una pastorale differente dalla dottrina.
Allora si ragionerebbe da cristiani e non secondo categorie umane, idealistiche, forse filantropiche, più o meno velatamente massoniche...

Anonimo ha detto...

@ EP, con cui mi congratulo per i contenuti e per lo stile del contributo di oggi, breve ed efficacissimo.

Tu dici “Benedetto XVI… verrà ricordato come colui che ebbe il coraggio di dire …che la liturgia tradizionale non è mai stata abolita. Lo sfascio postconciliare è incomprensibile se non si vuol riconoscere la guerra contro la liturgia tradizionale” ed è vero.

Ma è anche vero che alla guerra contro la liturgia tradizionale, esattamente contro il Sacrificio che è la Messa, nella sua essenza, corrisponde la guerra teologica contro la Tradizione, che è lo scrigno vivente in cui è contenuta e trasmessa integra e via via chiarificata in continuità e coerenza assoluta la Rivelazione non contenuta nelle Sacre Scritture. Entrambe sono espressione e strumento della guerra in atto contro la Chiesa, operando dal suo interno, attuata attraverso il tentativo di eliminazione dalla fede la redenzione-riscatto-espiazione (giustizia e misericordia) e il peccato originale, che ne è la premessa, e la correlativa eliminazione del Sacrificio (e quindi della Vittima, del Sacerdote e della Presenza reale di Cristo nell’Eucarestia) dalla liturgia, cioè l’eliminazione della Messa. E vanno affrontate insieme, perché la questione liturgica, sganciata da quella teologica, rischia di diventare una questione puramente estetica e sentimentale.

Lo sfascio postconciliare non può poi essere compreso pienamente se non si guarda alle brecce che il CVII e il seguente magistero attuativo della Chiesa hanno prodotto nel sacro deposito, introducendo nuove dottrine in contrasto con la Tradizione (non sempre appianabile con l’ermeneutica) e utilizzando un linguaggio ambiguo, aperto, sfuggente.

Questo contrasto è negato, non ad esito di un confronto tra Tradizione e CVII e la constatazione della coerenza tra i termini del confronto, ma sulla base di un preconcetto rifiuto della stessa possibilità che il contrasto possa esservi, scambiando così l’essere ed il dover essere, e blindando l’intero CVII dietro le mura fortificate di una asserita ed indimostrata infallibilità di tale magistero. Come a dire che non ci sono errori perché non ci devono, e quindi possono, essere errori. Così, se quegli errori invece ci sono, invece che essere eliminati o resi inoffensivi, vengono protetti da qualsiasi attacco a tutela del depositum fidei.

E, con giro di parole degno di un abile prestigiatore, si dice che la Tradizione non può essere stata violata dal magistero successivo, perché la Tradizione è vivente e quindi coincide, esaurendosi in esso, con il magistero successivo del papa, solo o insieme ai vescovi riuniti in concilio (falso concetto di Tradizione vivente), praticamente eliminando uno dei due termini del confronto ed eliminando, cosa più grave, tutta la Tradizione che il magistero successivo dovesse contraddire o non ribadire.

Anna (continua)

Anonimo ha detto...

La questione della fallibilità del CVII è quindi negata in astratto e sulla base della falsa premessa dell’infallibilità, di cui non è dotato, sia perché i papi lo vollero pastorale, esclusero di volere enunciare nuove dottrine, sia perché l’infallibilità è assicurata al papa solo quando intenda svolgere il suo ministero di papa, cioè conservare e proteggere il depositum fidei, e non quando intenda raggiungere altri fini (anche pastorali) o enunciare nuove dottrine che non siano finalizzate alla custodia del deposito, ma ad altro (ad esempio al fine di “aggiornare” la dottrina della Chiesa) e meno che mai quando vengano enunciate dottrine contrastanti con ciò che va custodito (per adattare la dottrina della Chiesa al “mondo”: è il mondo che va convertito, non è la Chiesa che deve perdere la sua missione ed anche la sua fede) .

Allora, a prescindere dalla pastoralità o meno del CVII, quest’ultimo mai potrebbe essere ritenuto infallibile se vi fosse davvero contrasto di esso o di alcune parti di esso con la Tradizione cioè, se di fatto, abbia fallito.

E il fatto che nessuno abbia voluto procedere a questa verifica depone nel senso che tale contrasto ci sia (altrimenti si sarebbe proceduto al confronto, si sarebbe dimostrata la continuità e tutte le questioni si sarebbe all’istante sciolte come la neve al sole), che quindi il CVII (poiché contiene delle falle) non è infallibile (che bello doveva essere quando due più due faceva quattro per i cattolici, e il digiuno voleva significare digiuno, e i comandamenti erano considerati comandamenti ecc….. !) .

Io credo che non tutta la gente di notevole caratura intellettuale e spirituale che si sbraccia tanto a difesa del dogma CVIIista lo faccia per apparire pubblicamente ligia al Partito. Io credo che alcuni (pochi o molti non so) non si rendano conto (non vogliano rendersi conto) della gravità della situazione della Chiesa oppure se ne rendano conto e ritengano che la cosa meno dannosa per la Chiesa sia mettere toppe, senza capire che a volte la toppa è peggio del buco e che sul sacro deposito della fede non può essere tollerato alcun buco, perché la Verità è tale solo se integra e perché non può essere cambiato nulla. Neppure uno iota.

P.S. E’ un caso che nel sito del vaticano non si riescono a reperire (non so se si reperiscano altri documenti preconciliari) le costituzioni del CVI, tra cui Pastor Aeternus, che ha proclamato il dogma dell’infallibilità del papa ? (se qualcuno ci riesce me lo faccia sapere)

Anna (fine)

Rr ha detto...

OT: sec. un articolo appena letto, la Chiesa cattolica in Germania nel 2014 ha incassato dalla nota tassa 5,6 MILIARDI di euro(oltre il 4% in più dell' anno precedente) nonostante il numero dei fedeli diminuisca ogni anno sensibilmente e nonostante la crisi economica che anche in Germania si fa sentire.
Ma non era arrivata la Chiesa povera per i poveri?
Sarebbe interessante conoscere le cifre di 50 anni fa e confrontarle, facendo gli opportuni correttivi.
Credo infatti che come succede con i governi socialisti, ci sia un giro di soldi molto maggiore ora che ài tempi
della Chiesa preCVII.
Rr

RAOUL DE GERRX ha detto...

OT. Je recommande vivement, à ceux qui lisent l'espagnol, la lecture de deux articles très éclairants que le padre Alfonso Gálvez a consacrés, sous le titre "DE LA GLORIA DEL OLIVO", au pontificat de Benoît XVI sur son blog :

http://www.alfonsogalvez.com/es/editoriales/2259-gloriaolivoi

Le père Alfonso Gálvez est un vieux prêtre de Murcie, théologien et juriste, fondateur et animateur d'une association sacerdotale traditionnelle, la Sociedad de Jesucristo Sacerdote, approuvée en 1980. Il est très courageux et n'a rien d'un sédévacantiste. Il collabore par ailleurs régulièrement à l'excellent site "Adelante la Fe" dont le ton non-conformiste est assez insolite dans l'Espagne actuelle.

perplesso ha detto...

Ringrazio anch`io per il link a Radio Spada.
Se il commento della "coppia" è sempre presente, il sacerdote ha avuto l`intelligenza di sopprimere un suo commento che poteva seriamente far dubitare del suo equilibrio in quel momento.

Angheran70 ha detto...

Josh ha detto:

"riguardo al tema che citi al link però credo fermamente all'inerranza scritturale e alla divina ispirazione dei sacri testi. Per cui anche per me San Luca non s'è inventato nulla, nessun mito, e Gesù ha mangiato il pesce arrosto dopo risorto, perchè lo dice il Vangelo e non è incarico di un credente, fosse anche sommo teologo, smontare il dono divino della Parola di Dio insinuando dubbi sull'ispirazione dello SS e sulla veridicità".


Caro Josh , se si scorre tutto l'articolo compresi i commenti , si comprende che la tesi affibbiata a Ratzinger è del tutto gratuita.
Questo purtroppo accade spesso in ambito tradizionalista , praticamente sempre nella versione sedevacantista.

Anche per me suona stonata l'etichetta di eresia data alla FSSPX, ma - come per il caso di Socci - non è con meccanismi "do ut des" che si può costruire qualcosa , se il prezzo è una lettura forzata della realtà. E non voglio pensare che questo avvenga , perchè sarebbe offensivo per tutti.

Stefano78 ha detto...

Io concordo con Luisa

mic ha detto...

Caro Josh , se si scorre tutto l'articolo compresi i commenti , si comprende che la tesi affibbiata a Ratzinger è del tutto gratuita.
Questo purtroppo accade spesso in ambito tradizionalista , praticamente sempre nella versione sedevacantista.


Angheran,
questa osservazione, che peraltro riguarda un testo non nostro, conclude col riferimento al sedevacantismo che non è la cifra né del tradizionalismo tout court né tanto meno la nostra.
E qui si parlava di 'bachi' ben precisi, individuati ed evidenziati in rapporto al Magistero perenne, in molti articoli del blog. Si tratta, peraltro, di questioni per nulla banali e neppure marginali, spesso molto sottili e non innocue, soprattutto in relazione agli esiti attuali che esse hanno di fatto consentito, nonostante una veste -nell'insieme e direi più nelle forme che nella sostanza - più tradizionale...

(((†))) - Radio Vobiscum - [Podcast] ha detto...

'

Laudetur Iesus Christus ! Semper laudetur !

Carissimi Ascoltatori, carissimi Amici,

:::: Va ora in onda:

INTERVISTA (1/2) Prof. Roberto de Mattei - CorrispondenzaRomana.it - La crisi del matrimonio cattolico nel post-concilio Vaticano II fino al Sinodo dei Vescovi del 2014 - Dall’errore conciliare fondante questa crisi fino alle “aperture”, o meglio ai cedimenti, del Sinodo per la famiglia - A cura di don Stefano - 03 03 2015.

Buon ascolto a tutti !

(((†))) - Radio Vobiscum - [Podcast]

« Una voce cattolica nella tua vita »

RadioVobiscum.Org

« A mani giunte ! Preghiamo l’Immacolata »

@RadioVobiscum
radiovobiscum(chiocciola)bluewin.ch

« Tradidi quod et accepi »

(((†)))

Anonimo ha detto...

@ Rr cara, ma lo sai che in Germania sta per uscire in 250.000 copie Mein Papst? Si vede che in Italia non sbanca poi tanto, un po' come La croce, entrambi, per motivi diversi, illeggibili......ma come, l'anno passato se ne sono andati in 130.000 dalla chiesa cattolica e i soldini delle tasse aumentano? Non sono bravo in matematica, ma qualcosa non mi torna. Anonymous.

Josh ha detto...

la novella dello stento.....

http://www.riscossacristiana.it/la-novella-dello-stento-ovvero-la-disputa-sullinterpretazione-del-vaticano-ii-di-mons-brunero-gherardini/

Anonimo ha detto...

Grazie della segnalazione Josh.

Anna

mic ha detto...

Quel testo di don Brunero Gherardini lo avevamo già pubblicato nel 2012 qui

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/02/brunero-gherardini-la-novella-dello.html

Molto abbiamo dibattuto sia sul blog che altrove. Ormai abbiamo individuato sia i motivi dell'assoluta chiusura di certi contesti all'ascolto e al dibattito ragionevole cui si aggiungono dinamiche di diverso tipo.
A questo punto vorrà dire che se loro continueranno a martellare da una parte noi lo faremo dall'altra. Di fatto sembrerebbe senza costrutto, se non fosse per chi è seriamente interessato ad approfondire temi che, quando non sono incorsi nella damnatio memoriae, vengono esposti senza alcuna obiettività; il che genera informazione distorta e giudizio sommario.