sabato 28 marzo 2015

Le relazioni della Fraternità S. Pio X con Roma, secondo Mons. Pozzo

Dal mondo della Tradizione:
In occasione della consacrazione di don Jean-Michel Faure da parte di Mons. Richard Williamson, il 19 marzo 2015 al monastero Santa Cruz di Nova Friburgo (Brasile), l’agenzia romana I.Media ha interrogato Mons. Guido Pozzo, segretario della Commissione Ecclesia Dei.

Quest’ultimo ne ha approfittato per fare il punto sullo stato delle relazioni tra la Fraternità S. Pio X e Roma, dichiarando che aldilà delle difficoltà dottrinali che perdurano, i problemi sono «interni alla Fraternità». Secondo il prelato romano citato da I.Media: «Il Papa attende che la Fraternità decida di entrare (nella Chiesa ndr) e noi siamo sempre disponibili con un progetto canonico che è già conosciuto», vale a dire la creazione di una prelatura personale. «È necessario un po’ di tempo affinché le cose si chiariscano all’interno e Mons. Fellay possa ottenere un consenso abbastanza ampio prima di compiere questo gesto». – Siamo noi a evidenziare quest’affermazione.

Alla Casa generalizia della Fraternità S. Pio X, ci si interroga sull’intenzione di Mons. Pozzo nella sua ultima frase che non corrisponde alla realtà: È questa la sua visione della situazione? Un suo personale auspicio? O la volontà d’introdurre una divisione all’interno della Fraternità?

Mons. Fellay ha già risposto alla Commissione Ecclesia Dei, a più riprese, oralmente e per iscritto, che sono essenzialmente le «difficoltà dottrinali» - ossia la richiesta fatta da Roma di accettare il concilio Vaticano II e le riforme che sono seguite in una «ermeneutica di continuità» - che rendono il riconoscimento canonico, sotto la forma di una prelatura personale, impossibile al momento.

I recenti incontri informali tra membri della Fraternità S. Pio X e alcuni vescovi, richiesti dalla Commissione Ecclesia Dei, permettono di far meglio conoscere la Fraternità e le sue opere, ma prima di tutto le sue posizioni dottrinali. Gli interlocutori romani della Fraternità sono obbligati a riconoscere che molte questioni restano «aperte», in altre parole che le difficoltà dottrinali sono lontane dall’essere risolte.

In questo modo il Superiore Generale conferma la necessità di presentare alle autorità romane le posizioni della Fraternità nella loro integralità, e di non cambiare queste posizioni che non sono in fondo che quelle di tutti i Papi prima del Vaticano II.
(...)
« Per cominciare, se dovessimo individuare le varie stupidaggini commesse a Roma in questa lunga vicenda, ciò ci riporterebbe con i piedi per terra. Un breve elenco per Sua Eminenza il Cardinale Müller e per Mons. Pozzo:
  1. diffidare di un ottimismo sciocco pur conservando la speranza soprannaturale delle promesse dell'unità in veritate ;
  2. far marcia indietro da una discussione pasticciata e non badare al tempo: perché non riprendere i colloqui sospesi improvvisamente e in maniera dura da Roma nel 2011? O almeno andare verso un recupero;
  3. la piena comunione si costruisce poco alla volta: invece di una soluzione canonica fatta in fretta e non necessariamente buona - la prelatura personale ha difetti - oggi, risolvere alcuni problemi pratici un po' alla volta mi sembra più realistico... (data) la fragilità del motu proprio Summorum Pontificum dopo l'elezione di Papa Francesco, che, confermandolo, lo ha già gravemente intaccato con i Francescani dell'Immacolata, ed eroso con piccole frasi che possono solo suscitare preoccupazione. »
Riguardo ai "problemi pratici" che potrebbero essere risolti tramite gesti concreti, ricordiamo che durante il pellegrinaggio a Roma delle Domenicane insegnanti di Fanjeaux, svoltosi dal 9 al 14 febbraio scorso, 200 religiose, 950 alunne accompagnate da un centinaio di professori e genitori non hanno potuto beneficiare di una chiesa perché i loro cappellani potessero celebrare la S. Messa tradizionale... perché erano membri della Fraternità San Pio X. Le parole lenitive sono volatili, i fatti concreti sono ben più eloquenti.
Fonte. DICI

32 commenti:

Un prete ha detto...

[....]
Fra i ministri di Dio, in verità, non sono molti ad ammettere apertamente il proprio smarrimento per la cattiva qualità del raccolto o per la sua completa assenza: bisogna far comunque buon viso a cattivo gioco, ripetendosi a vicenda che, certo, i frutti pastorali non sono incoraggianti, ma ora tutto sta cambiando e ben presto turbe di gente assetata di misericordia invaderanno di nuovo le nostre parrocchie, ormai liberate dal timore di scontrarsi con clericali ostacoli alla loro ricerca… Appena terminato il “sinodo” che avrà imposto nuovi itinerari di riconciliazione per i fedeli in situazione irregolare, scatterà la sanatoria universale, già indetta in veste di “anno santo” pensato ad hoc. Ma in fin dei conti – come ci hanno insegnato – non dobbiamo cercare i risultati, noi lavoriamo per la gloria (quella di sentirci buoni e riconosciuti perché diamo tutto a tutti, senza mai dire di no a nessuno: le donne di strada, almeno, si fan pagare…). Tu credevi di essere un prete, ma in realtà volevano un assistente sociale – che in più dà pure un po’ di conforto spirituale, quando serve, e ogni tanto esegue qualche rito religioso, che non fa mai male. Basterà questo per non finire nel fuoco?

murmex ha detto...

Ma scusate : da un lato le difficoltà dottrinali permangono , dall'altro il Papa attende il "!rientro" e il Vaticano è sempre disponibile a un progetto canonico gia conosciuto(la prelatura ). Ma allora questa povera dottrina non conta più nulla , può essere strapazzata a piacere . Infatti : o la FSSPX abiura la propria battaglia dottrinale , o il Vat l'accetta così com'è , senza curarsi del dissenso dottrinale , considerato una bazzecola cui si possa passar sopra senza problemi,basta che smettano di dar fastidio .

Anonimo ha detto...

Ma mi domando e dico:
Ma perché Mons. Fellay dice:
NO! Non riconosco il tale ed il tale altro documento Vaticano II e, a maggior ragione tutto ciò che si presenta come attuazione degli stessi le dottrine che presentano.
A quel punto le Autorita'attuali dovrebbero o riconoscere che il Vaticano II,essendo per sua natura pastorale,non dovrebbe essere imposto a nessuno. Oppure ne dovrebbero UFFiCIALMENTE dogmatizzare i punti controversi, ed assumersi la responsabilità di non suggerire l'idea MA affermare CON DOCUMENTI esplicitamente dichiarati come vincolanti, che Dio ha "cambiato idea", e/o che per 1965 anni sono stati tutti così zucconi da non capire ciò che voleva.

mic ha detto...

Quel che esprimo adesso mesi fa non lo vedevo con questa chiarezza. Ma ciò ch'è accaduto negli ultimi due anni docet abbastanza... Ora le polarizzazioni moderniste si sono accentuate senza più maschere né forse illusorie attenuazioni.

E' una mia opinione certo fallibile; ma attendibilmente, nel quadro attuale, se smettessero di "dar fastidio" e il confronto sulle questioni tuttora congelate non fosse consentito, nella migliore delle ipotesi, farebbero
1. la fine delle comunità Ecclesia Dei ingessate nella riserva indiana,
nella peggiore
2. quella dei Francescani dell'Immacolata, ai quali ora dopo averli abbattuti stanno confiscando i beni, che peraltro non sono mai appartenuti all'Ordine fin dalla sua fondazione (1970), in quanto affidati ad Associazioni laicali per vivere in pienezza il carìsma della povertà francescana contenuto nella Regola. E ciò d'intesa, fin da allora, con la Congregazione competente. Alcuni cambiamenti nell'affidamento delle responsabilità attuali derivano da problemi della primitiva gestione e, a quanto ne so, precedono il commissariamento.

Annarè ha detto...

Mi pare che la FSSPX ultimamente sia attaccata si molti fronti: don Levi che si vede che non ha molto da fare in confessionale, i sedevacantisti che fanno comunicati, i modernisti. Forse è un buon segno, forse significa che si sta camminando presso Gesù.

Rr ha detto...

Certo, Annare', che l' attaccano, perché ne hanno paura. Hanno cioè paura che, piano piano, i fedeli le si affollino intorno, aprendo loro la borsa e chiudendola agli altri. A quel punto, questi come campano?
Nonostante tutto, sempre più persone non pagano da noi l' otto X mille, in altri paesi la Kirchenstauer ed in USA le sovvenzioni.
Quindi attaccano e cercano di spaventare chi ogni giorno che passa si sente sempre più vicino all' FSSPX e lontano dalla chiesa 2.0, giubileo o non giubileo.
Rr

Anonimo ha detto...

Mic, ma perche' i FI quelli fedeli non dicono una parola per difendere il loro fondatore e il loro carisma?

RIC ha detto...



Ma siamo poi cosi' sicuri che la FSSPX non faccia indirettamente comodo a Bergoglio? Cosa da fastido al vdr? Tutto cio' che si rifa' anche lontanamente alla Tradizione. E' questo il nemico da combattere non altri. Per cui prima i "pelagiani" si tolgono dalle scatole meglio e'. Dunque che vadano magari ad unirsi alle fila della FSSPX consentendo la nascita della nuova chiesa universale. Bergoglio (e non solo lui e purtroppo, non senza qualche ragione) e' convinto che il numero di coloro che si rifa' alla tradizione e' esiguo e dunque non vale la pena di perderci tempo. Siamo come un moscerino che ogni tanto va in un occhio, che irrita per un po'. Per cui se il moscerino va altrove il problema si risolve da solo.

mic ha detto...

Credo perché hanno deciso di non scendere dalla Croce.

Alessandra Petrucciani ha detto...

Poiché il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia riguarda l'uomo e la donna nella concretezza della loro esistenza quotidiana in determinate situazioni sociali e culturali, la Chiesa, per compiere il suo servizio, deve applicarsi a conoscere le situazioni entro le quali il matrimonio e la famiglia oggi si realizzano (cfr. «Insegnamenti di Giovanni Paolo II», III, 1 [1980] 472-476)La comunione tra Dio e gli uomini trova il suo compimento definitivo in Gesù Cristo, lo Sposo che ama e si dona come Salvatore dell'umanità, unendola a Sé come suo corpo.

Egli rivela la verità originaria del matrimonio, la verità del «principio» (cfr. Gen 2,24; Mt 19,5) e, liberando l'uomo dalla durezza del cuore, lo rende capace di realizzarla interamente.

Questa rivelazione raggiunge la sua pienezza definitiva nel dono d'amore che il Verbo di Dio fa all'umanità assumendo la natura umana, e nel sacrificio che Gesù Cristo fa di se stesso sulla Croce per la sua Sposa, la Chiesa. In questo sacrificio si svela interamente quel disegno che Dio ha impresso nell'umanità dell'uomo e della donna, fin dalla loro creazione (cfr. Ef 5,32s); il matrimonio dei battezzati diviene così il simbolo reale della nuova ed eterna Alleanza, sancita nel sangue di Cristo. Lo Spirito, che il Signore effonde, dona il cuore nuovo e rende l'uomo e la donna capaci di amarsi, come Cristo ci ha amati. L'amore coniugale raggiunge quella pienezza a cui è interiormente ordinato, la carità coniugale, che è il modo proprio e specifico con cui gli sposi partecipano e sono chiamati a vivere la carità stessa di Cristo che si dona sulla Croce.

In una pagina meritatamente famosa, Tertulliano ha ben espresso la grandezza di questa vita coniugale in Cristo e la sua bellezza: «Come sarò capace di esporre la felicità di quel matrimonio che la Chiesa unisce, l'offerta eucaristica conferma, la benedizione suggella, gli angeli annunciano e il Padre ratifica?... Quale giogo quello di due fedeli uniti in un'unica speranza, in un'unica osservanza, in un'unica servitù! Sono tutt'e due fratelli e tutt'e due servono insieme; non vi è nessuna divisione quanto allo spirito e quanto alla carne. Anzi sono veramente due in una sola carne e dove la carne è unica, unico è lo spirito» (Tertulliano «Ad uxorem», II; VIII, 6-8: CCL I, 393)..

mic ha detto...

Bergoglio (e non solo lui e purtroppo, non senza qualche ragione) e' convinto che il numero di coloro che si rifa' alla tradizione e' esiguo e dunque non vale la pena di perderci tempo. Siamo come un moscerino che ogni tanto va in un occhio, che irrita per un po'. Per cui se il moscerino va altrove il problema si risolve da solo.

Ric, noi effettivamente siamo un pusillus grex. Ma quello che dà fastidio e forse è più di un moscerino nell'occhio (forse tale credevano che fosse) è l'aumento di consapevolezza e anche di resistenza che va montando in tutto il mondo tra coloro (non solo Tradizionalisti o semplici amanti della Tradizione perché cattolici e basta come noi). Infatti, la nostra "resistenza", assume molte forme e va diffondendosi anche tra gente normale che non ha perso la capacità di farsi domande e che non può ignorare i macroscopici elementi rivoluzionari messi in campo dal papa attuale. Lo stesso Sinodo sta suscitando, nonostante le pesanti azioni manipolatore e minatorie, le reazioni di parte del clero, cardinali e vescovi. Speriamo che siano più di quanti ci è dato vedere.
Di certo probabilmente non se ne aspettavano reazioni così decise e non del tutto circoscritte.

Alessandra Petrucciani ha detto...


La Fraternità Sacerdotale San Pio X, non ricevendo nessuna sovvenzione da parte dello stato e neppure dalla Chiesa, vive unicamente grazie all’aiuto della Divina Provvidenza che si manifesta tramite i suoi benefattori.

Un modo semplice e che non costa nulla per favorire il nostro apostolato è quello di devolvere il 5 x 1000 delle tasse che comunque si dovrebbe versare allo stato.
Per questo è sufficiente indicare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi il codice fiscale numero 93012970013 che è quello dell’ Associazione San Giuseppe Cafasso, associazione ONLUS a cui sono intestati i beni immobili della Fraternità San Pio X in Italia.

Ringraziando di cuore tutti i nostri benefattori, li assicuriamo delle nostre preghiere, in particolare del S. Rosario, recitato quotidianamente nei Priorati secondo le loro intenzioni.

Il Distretto italiano della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Altri modi per aiutarci

Anonimo ha detto...

Certo che, il trovarsi come presunto capofila dei difensori della morale tradizionale, un Mueller che non ha nascosto che la sua intenzione è quella di sottoporre la FSSPX ad un trattamento stile FFI, è curioso. Per non dire triste.
Ovvero, "Nel paese dei ciechi, chi ha un occhio solo è uno buono". Cioè le gerarchie di oggi sono composte da gente che non ha la fede dei Padri. Secondo voi, ma Pio XII, cosa farebbe di ciò che scrivono quasi tutti i prelati di oggi?

Anonimo ha detto...

Mi pare che gli occhi puntati sulla FSSPX da una parte denotino un fastidio dovuto alla mala coscienza, dall'altra credo che anche nel mondo tradizionalista s ci sia un non so che di fastidio, forse perchè non hanno ancora ceduto, mentre altri per quieto vivere hanno mollato, altri forse un po' per timore, perchè se molla la FSSPX nessuno ha più le spalle coperte, perchè se molla la FSSPX, non ci rimarrà più un isolotto, un'ancora a cui attaccarsi e addio Ecclesia Dei si farà tutti la fine dei FFI. A me pare che la FSSPX tanto criticata faccia comodo anche a molti della tradizione che se si vedessero minacciati possono sempre dire: bene allora passo alla FSSPX. Non resta che pregare.

Pietro C. ha detto...

Una breve ma impietosa analisi sull'attuale "neo-clero"...

http://traditioliturgica.blogspot.it/2015/03/il-neo-clero.html

Grazie per la lettura.

Alessandro Mirabelli ha detto...

In questo momento accettare da parte della FSSPX una prelatura personale sarebbe solo un suicidio per due motivi. Primo perché le controversie dottrinali circa il valore e la portata di alcuni documenti del VAticano II rimangono inalterate rispetto ai colloqui dottrinali voluti da Ratzinger, sia perché la generazione di preti modernisti alla Buoncristiani, vescovo di Siena, e' ancora salda al potere. Bisognerà aspettare che quella generazione incredula di preti modernisti sia finita tutta al cimitero. Cioè altri 15 o 20 anni. Dopodiché la FSSPX rientrerà ufficialmente nella Chiesa - sostanzialmente non ne è mai uscita - perché i preti che oggi sono giovani si ritroveranno a vivere in una Chiesa che sarà solo un deserto.

Alessandro Mirabelli ha detto...

I tradizionalisti sono un piccolo gregge solo se li si paragonano come numero ai preti e ai vescovi e ai cardinali (e mi fermo qui) modernisti. Se il clero non fosse così dottrinalmente corrotto, il pusillus grex non sarebbe più tanto tale. Anche fra quelli che vanno a Messa regolarmente esiste la palude, quella palude che va dove più forte soffia il vento del modernismo. Quella palude che ha seguito i bergogliani all'ultimo tragico conclave.

bernardino ha detto...

La situazione è quella che è!
in ottobre il sinodo, e probabilmente non succederà quello che si erano proposti i Kasper, i Maradiaga i Marx ecc.ecc. che si sentivano strasicuri di tutto - (quasi certo , per non dire certo, dietro tutto c'è Papa Bergoglio che vorrebbe portare alle estreme conseguenze la totalità del concilio vat.II e le riforme postconciliari rimaste a metà o inevase, e completare con tutto quello che dovrebbe portare la distruzione completa della Dottrina Cattolica).
Se le cose non andranno, c'è pronto il giubileo.
Con le chiese svuotate, i seminari deserti, la gente rimbambita dalle loro scelleratezze vede solo i loro giochetti post/sessantottini, ma non vede più la fede.
Han distrutto l'unico baluardo che erano i FFI, ora provano il baluardo FSPX che da una vita provano a metterla in condizioni di fargli fare la fine dei FFI.
Certa è una cosa, la Fraternità ha una esperienza dei modernisti impressionante, ed ha davanti l'esempio di come i postconciliari riescono ad attirarti nella trappola per farti fare la fine del topo - non ci cadono.
Mons. Fellay, ha davanti agli occhi l'esperienza di Mons. Lefebvre,; non tradirebbe mai in nessun caso, cadendo nel tranello che dal dopoconcilio li perseguita, di entrare ad occhi bendati.
La cosa più probabile è proprio quella che il gruppo dirigente lascia che la SPX và per la sua strada, e loro con o senza scisma, se ne vanno con un protestantesimo che di giorno in giorno tra loro è sempre più dilagante.
Quello che conta è che la FSPX resta quello che è sempre stata - forse l'ultimo baluardo di difesa della Chiesa Cattolica Apostolica Romana - chiamiamola pure ""piccolo gregge"".
Ma con Essa la Chiesa resterà sempre la Chiesa di Cristo.
Mi da forza e coraggio il vedere i Cardinali come Kasper o i Vescovi come Oliveri e soprattutto la SPX.

Anonimo ha detto...

Chi tocca i fili del CVII muore, come se la Chiesa traesse origine da questo concilio. Ci viene intimato di accecare la nostra ragione, di negare l’evidenza, brandendo la clava di un’obbedienza che nemmeno i militari devono osservare (perché non possono e non devono obbedire all’ordine criminoso), di negare la Parola del Signore, come ci è stata spiegata e chiarita dal magistero infallibile di nostra made Chiesa. Ci viene intimato di credere che nostra madre Chiesa è una schizofrenica che un giorno ci insegna una verità, e il giorno dopo l’opposto e ci insegna ora che la verità è relativa, che dipende dalla madre storia e ci ordina l’ubbidienza a questa non verità che segue i venti altalenanti di un mondo che senza Dio, si muove come una mosca impazzita che sbatte contro tutti i vetri che ha davanti, ora a destra ora sinistra, avvitandosi sempre di più verso l’abisso che ha sotto, incapace di alzare lo sguardo verso il cielo.

Chi ha seminato nella tempesta, ha dato frutto ed è stato sradicato conservi il seme che ha prodotto. In questo momento rischia di marcire quella gran parte del seme piantato lasciato così alle intemperie. Parlo ovviamente dei FFI. Credo che sia necessario un raggio di luce a rischiarare le tenebre che trafiggono chi porta ancora con sé quel seme e comincia a pensare che sia un seme di malerba, di zizzania. Forse non è ancora tempo. Forse è ancora tempo di aspettare il disgelo. Non lo so. Forse era davvero malerba. Non lo so. Penso agli apostoli, in quei giorni prima della domenica santa. Forse c’è bisogno del silenzio. Del buio. Della prova. Non lo so.
Sia fatta sempre la Tua volontà, Signore. Sia lodato Gesù Cristo.

Anna

Anonimo ha detto...

Sentire a M. Pozzo e come sentire il vento, posso asicurarvi che non ce nessuna intenzione di risolvere niente, M Pozzo e un liberale e della Tradizione non le ne importa niente.Sta dove sta perche non gli danno altro.

Gederson Falcometa ha detto...

Sembra che Roma vuole concedere alla FSSPX la misericordia bergogliana O sia non vuole risolvere problemi dottrinali. Tutti gli atti di Roma verso la FSSPX sono atti disciplinare. È vero che hanno avuto conversazione dottrinali, ma sono stati conversazioni informali e che se ha fermato nel punto della diagnose di GPII nel MP Ecclesia Dei.

Me domando se Roma ha una dottrina per insegnare alla FSSPX o se vuole appena l'accetazione del Concilio. Il confronto tra la dottrina conciliare e quella della FSSPX, sarà che almeno questo vedremmo? Dove è la potestà di insegnare della Chiesa?

Anche in questo caso esiste una relazione tra dottrina e disciplina, ma dove sta la parte dottrinale? Siamo davanti una Chiesa che non sa più discutere?

È lo stesso problema della interpretazione del Concilio che abbiamo notato qui: l'aggiornamento delle diagnosi senza risolvere i problemi. GPII già aveva fatto una diagnose dei problemi dottrinali in 1988 e questo si ripette in 2009 nel Ecclesiae Unitatem.

Anonimo ha detto...

Questi fanno progetti a lungo termine ,organizzano rivoluzioni e garantiscono che indietro non si torna ma dimenticano che non sono loro a decidere.Buona S.Messa a tutti.Bobo

Mazzarino ha detto...

Camminare lontani dai Pozzi aperti... LA FSSPX resti dov'è. Anzi, per sicurezza, si allontani ancora un pò dal perforatore Bergoglio. E' esattamente l'opposto di quello che dicevo durante i colloqui dottrinali, di tre anni fa, poi, provvidenzialmente, naufragati. Questi due anni Bergogliani sono stati una "benedizione". Deo Gratias!

Anonimo ha detto...

Sì. Questi dimenticano che - come ha sostenuto persino Benedetto XVI - anche se pare che il Signore dorma mentre la barca lentamente affonda, appena si leva in piedi fulmineamente rimetterà le cose a posto. E la barca raggiungerà il porto sicuro. Che non sarà quello fantasticato dagli apostati. Nonostante le loro umane macchinazioni. La differenza tra gli eretici e i veri cattolici è questa: i primi credono di doversi adeguare al mondo e di risolvere i problemi con le categorie umane e gli umani mezzi. I secondi hanno fede, credono in Cristo e in quanto la Santa Chiesa ha predicato per duemila anni. L'attività dei primi è spiritualmente sterile, come dimostrano abbondantemente le chiese vuote, i seminari deserti, i conventi svuotati, i sacramenti disertati, quando non profanati. Quella dei secondi dà e darà frutto secondo la volontà di Dio, come dimostra - ad esempio - che nonostante le persecuzioni i giovani continuino ad amare la tradizione. Giorgio

Luís Luiz ha detto...

Vogliono dividere la fraternità, perchè hanno paura. Sanno che queste sono ore pericolose, che possono risvegliare i cattolici e radunarli intorno alla Fede. Anche con questo vergognoso silenzio circa le eresie palesi del peronismo vaticano, questo è un tempo di speranza. Agli antipodi dell'"ottimismo sciocco" dei padri e papi concilari.

Anonimo ha detto...

Io credo che la FSSPX sia come una piccola azienda agricola costruita al riparo da quel vento impetuoso, in cui qualcuno ha trasportato una manciata di quei semi e li ha conservati in parte e in parte li ha piantati nella sua serra e quei semi piantati hanno dato frutto e da quei frutti sono stati tratti ancora semi da conservare e da piantare. E potrà gettarlo sulla terra libera resa ancor più fertile dal limo del fiume, quando le acque si ritireranno. Certo ci sono tanti semi conservati e anche piantati là dove regna la bufera. Ma spesso appena germogliano e soprattutto quando fruttificano con abbondanza, il vento sradica le piante con furia. E’ importante che dove regna la bufera ci sia chi armato di stivaloni e di ombrelli continui a seminare e chi comunque continui a conservare, nel silenzio, nell’intimo della sua cantina, i semi che ha ricevuto. Ma è anche importante che ci sia un posto, da qualche parte, che la tempesta non possa raggiungere e dove potere andare a spargere il seme sulla terra riparata dalla serra e annaffiare e concimare. Nell’attesa che le acque si ritirino e la tempesta si plachi.

Anna (continua)

Anonimo ha detto...

Chi tocca i fili del CVII muore, come se la Chiesa traesse origine da questo concilio. Ci viene intimato di accecare la nostra ragione, di negare l’evidenza, brandendo la clava di un’obbedienza che nemmeno i militari devono osservare (perché non possono e non devono obbedire all’ordine criminoso), di negare la Parola del Signore, come ci è stata spiegata e chiarita dal magistero infallibile di nostra made Chiesa. Ci viene intimato di credere che nostra madre Chiesa è una schizofrenica che un giorno ci insegna una verità, e il giorno dopo l’opposto e ci insegna ora che la verità è relativa, che dipende dalla madre storia e ci ordina l’ubbidienza a questa non verità che segue i venti altalenanti di un mondo che senza Dio, si muove come una mosca impazzita che sbatte contro tutti i vetri che ha davanti, ora a destra ora sinistra, avvitandosi sempre di più verso l’abisso che ha sotto, incapace di alzare lo sguardo verso il cielo.

Chi ha seminato nella tempesta, ha dato frutto ed è stato sradicato conservi il seme che ha prodotto. In questo momento rischia di marcire quella gran parte del seme piantato lasciato così alle intemperie. Parlo ovviamente dei FFI. Credo che sia necessario un raggio di luce a rischiarare le tenebre che trafiggono chi porta ancora con sé quel seme e comincia a pensare che sia un seme di malerba, di zizzania. Forse non è ancora tempo. Forse è ancora tempo di aspettare il disgelo. Non lo so. Forse era davvero malerba. Non lo so. Penso agli apostoli, in quei giorni prima della domenica santa. Forse c’è bisogno del silenzio. Del buio. Della prova. Non lo so.
Sia fatta sempre la Tua volontà, Signore. Sia lodato Gesù Cristo.

Anna

Luís Luiz ha detto...

Hanno finalmente scoperto il loro volto orribile. Per questo hanno tanto bisogno del maquillage dei mass media.

Anonimo ha detto...

Don Camillo spalancò le braccia (rivolto al crocifisso) “Signore, cos’è questo vento di pazzia? Signore … cosa possiamo fare noi?”.
Il Cristo sorrise: “Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede. Don Camillo, bisogna aiutare chi possiede ancora la fede e mantenerla intatta. Il deserto spirituale si estende ogni giorno di più, ogni giorno nuove anime inaridiscono perché abbandonate dalla fede. Ogni giorno di più uomini di molte parole e di nessuna fede distruggono il patrimonio spirituale e la fede degli altri…”.

Io credo che quel vento di pazzia si sia inserito nella Chiesa attraverso le “fessure” del CVII, che quelle “fessure” nella “pastorale” siano divenute, spinte da quel vento diventato tornado, voragini che stanno inghiottendo sempre più velocemente, come un buco nero, quella parte della Chiesa che, dimentica e imprudente, sedotta da lupi travestiti da agnelli, non dà ascolto al suo Sposo che le dice : «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. 2 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3 Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. 4 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. ..10 Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. .. 14 Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. 15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. ..18 Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20 Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21 Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. 22 Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato….26 Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; 27 e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.”

Io credo che la FSSPX sia come una piccola azienda agricola costruita al riparo da quel vento impetuoso, in cui qualcuno ha trasportato una manciata di quei semi e li ha conservati in parte e in parte li ha piantati nella sua serra e quei semi piantati hanno dato frutto e da quei frutti sono stati tratti ancora semi da conservare e da piantare. E potrà gettarlo sulla terra libera resa ancor più fertile dal limo del fiume, quando le acque si ritireranno. Certo ci sono tanti semi conservati e anche piantati là dove regna la bufera. Ma spesso appena germogliano e soprattutto quando fruttificano con abbondanza, il vento sradica le piante con furia. E’ importante che dove regna la bufera ci sia chi armato di stivaloni e di ombrelli continui a seminare e chi comunque continui a conservare, nel silenzio, nell’intimo della sua cantina, i semi che ha ricevuto. Ma è anche importante che ci sia un posto, da qualche parte, che la tempesta non possa raggiungere e dove potere andare a spargere il seme sulla terra riparata dalla serra e annaffiare e concimare. Nell’attesa che le acque si ritirino e la tempesta si plachi.

Anna

Anonimo ha detto...

Machissenefrega della ffspx! Continuando a esaltarla ci avete spediti tutti nelle catacombe!

Anonimo ha detto...

anonimo delle 18,36 Lei è contro le catacombe? Preferisce forse i palazzi del potere? Se ha di questi gusti si accodi pure a Bergoglio e buona fortuna.

Marius ha detto...

"Machissenefrega della ffspx! Continuando a esaltarla ci avete spediti tutti nelle catacombe!"

Nelle catacombe sono loro che ci stanno, e da ben mezzo secolo!
E se noi oggi abbiamo la Messa Tridentina lo dobbiamo solo alla loro determinazione e perseveranza.

Siamo noi nelle catacombe? Scherziamo? Anonimo sta esagerando: siamo messi male, sì, diciamo che non ne siamo lontani, ma per ora a Messa noi ci andiamo in chiesa, mentre loro stanno davvero nelle catacombe, quelle odierne, ossia garages, capannoni e anonimi saloni che poi trasformano in modo encomiabile in luoghi sacri.
Dobbiamo solo dire "chapeau" e seguire il buon esempio del loro coraggio e fedeltà.