lunedì 23 marzo 2015

Patrizia Fermani. Il putsch della misericordia

Ineludibile sintesi che delinea magistralmente ciò che è parte integrante di tutte le nostre riflessioni e denunce. La riprendiamo da Riscossa cristiana [qui] per contribuire a dar voce ad una sana resistenza. Ne parleremo anche noi ulteriormente, ma intanto è bene soffermarsi su questo testo, al quale penso si possa affiancare la sentita requisitoria di Antonio Socci [qui].  

Bergoglio è stato portato sulla loggia delle benedizioni, da quanti hanno pensato che il tempo fosse maturo per affondare definitivamente la barca di Pietro. Al popolo di Dio è bastato lanciare le noccioline della demagogia a costo zero, quella che dopo il sessantotto ha commosso le classi medio alte sedotte dal finto povero. L’amore masochistico dei preti postconciliari per i nemici ufficiali della Chiesa di Cristo poteva finalmente essere ricambiato. Così ogni maitresse à penser di Repubblica e dintorni di punto in bianco ha potuto gridare al mondo che la chiesa è morta e quindi viva la nuova Chiesa per definizione cosa altra rispetto alla precedente : esiliato un Papa si fa una nuova Chiesa.

Ma in cosa consiste la nuova Chiesa non più cattolica romana? Essa è quella che deve conquistare il primato superando anche il protestantesimo per mettersi al servizio e a rimorchio del secolo. Cioè proprio al servizio dell’onda che sta spazzando via una civiltà insieme alla sua religione, dopo l’annientamento della filosofia e della estetica. Solo la  morale era sopravvissuta per un po’ alla filosofia e all’estetica perché legata naturalmente allo spirito di sopravvivenza della società e degli individui. La Chiesa ufficiale, col suo Magistero cercava di tenere in vita la pur indebolita morale cristiana. Benedetto XVI aveva avvertito: Se abbandonate i principi, e li sostituite con la libertà del nulla, e del suo orrore, nessuno si salverà. Ha lanciato l’ultimo allarme prima che la guerra si scatenasse. I principi sono stati aboliti, sostituiti dalla libertà del nulla, per il nulla e per il suo orrore.

Il sinodo della famiglia è stato istituito da Bergoglio ad assemblea costituente con il compito di decretare la fine della Chiesa cattolica, con la sconfessione del suo insegnamento a partire dalla morale famigliare. Il programma di questa morte annunciata è tutto scritto nel paragrafo 9) della Relatio finale del sinodo 2014, che è andata a costituire la base per il sinodo definitivo di ottobre prossimo. Esso merita una lettura attenta. Vi leggiamo che di questo si deve soprattutto tenere conto: “…. i singoli hanno un maggiore bisogno di prendersi cura della propria persona,… di conoscersi interiormente, di vivere meglio in sintonia con le proprie emozioni e i propri sentimenti, di cercare relazioni affettive di qualità” per cui “tale giusta aspirazione può aprire al desiderio di impegnarsi nel costruire relazioni di donazione e reciprocità creative, responsabilizzati e solidali COME QUELLE FAMIGLIARI…”…”..la sfida per la Chiesa è di aiutare le coppie nella maturazione della dimensione emozionale e nello sviluppo affettivo,…….”; e più avanti al paragrafo 10) che per onore di bandiera farà pure menzione dell’amore coniugale, ci si lamenta che “ molti tendono a restare negli stadi primari della vita emozionale e sessuale”.

La portata di questo passo è tale da rappresentare il vero manifesto della nuova chiesa di Bergoglio, che non ha più nulla a che fare con la teologia e con la morale cattolica, cioè è il vero manifesto di una rivoluzione che deve essere ufficializzata. Quella che abolisce l’anima e consacra l’idolo della materia.

Quando Gesù incontra l’adultera, non le chiede quale sia stato il “percorso” psicologico che l’ha portata al tradimento del marito, quali siano state le pulsioni e le emozioni da cui si è lasciata condurre, non fa indagini psicologiche, ma le dice semplicemente, “và e non peccare più”. Le ingiunge di fare appello alla volontà e di orientarla sulla via del bene. Parla del peccato che presuppone la trasgressione del comandamento divino. Parla allo spirito della donna perché l’uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, ha la possibilità di riconoscere il bene ed è in grado di perseguirlo: ha la sapienza donata da Dio e la volontà per renderla fruttuosa. La trasgressione avviene quando per superbia l’uomo pensa di attingere ad una sapienza superiore a quella che gli è stata donata e di orientare la propria volontà in una direzione contraria a quella voluta da Dio creatore e riportata da Gesù alla coscienza del singolo uomo.

Così  alla Chiesa è stato affidato il compito di perpetuare la paideia cristiana volta  alla salvezza dell’anima attraverso la ricerca del bene che porta alla virtù e alla felicità duratura, e a dispetto delle tentazioni e della tirannia della materia. La Chiesa a questo si è dedicata per secoli,  al di là delle inadeguatezze e alle cadute dei suoi uomini

Ma ecco che nella visione del programma sinodale non c’è nulla di tutto questo. Non c’è l’indicazione del bene da realizzare e del male da evitare, della direzione da dare alla volontà. Non c’è la preoccupazione per la salvezza delle anime, ma quella per il benessere dei corpi e delle menti. Non c’è un richiamo alla ragione umana conformata al logos divino rivelato da Cristo, ma l’attenzione ossequiosa all’irrazionale che abbandonato a se stesso diventa l’antiragione capace di partorire mostri. La chiesa dovrebbe insegnare quanto i discepoli sanno fare già benissimo da soli: assecondare pulsioni, ricercare emozioni, scambiare il bene col benessere, mettere da parte la ragione e fare spazio appunto all’irrazionale come suggerirono i sofisti prima di Socrate e come predica il relativismo moderno. Del resto anche al di fuori di una visione religiosa, converrebbe ricordare con Jaspers che “ribellandoci al razionale si elude l’elemento dialettico della riflessione e si diventa barbari nel senso greco della parola, cioè di uomini che parlano un linguaggio senza senso. Per questo tipo di irrazionalità valgono le parole di Mefistofele :’ disprezza sapere e ragione, supreme facoltà dell’uomo, lascia che lo spirito di menzogna t’irretisca sempre di più in opere di inganno e di incantesimo, e io ti ho già nelle mie mani’ ”.

Di certo alla barbarie postmoderna non occorrevano gli incoraggiamenti “pastorali”. Per essa lavorano a tempo pieno movimenti omosessisti, pornografia e blasfemia, Marco pannella e Bill Gates, Elton John e l’Oms, l’abortismo di qualunque colore, la cultura della morte. I frutti più recenti sono quelli innominabili del gaio Tizio che attraverso inseminazione artificiale ha potuto produrre la gravidanza di sua madre. Senza avere ancora l’impulso, che sarebbe benefico per entrambi, di accecarsi con le proprie mani come l’incolpevole Edipo.  Eppure , nonostante tutto questo, secondo la visione del mondo propagandata da Bergoglio e altri marziani (nel senso di acquartierati a S. Marta), la Chiesa non deve insegnare ciò che è oggettivamente buono, i comportamenti non devono essere orientati a quello che  è bene per tutti e che da tutti potrebbe essere irradiato , ma devono essere indirizzati alla soddisfazione di tutte le forze che appartengono alla soggettività irrazionale dell’uomo, al mondo delle pulsioni e delle emozioni, l’unica lente con la quale leggere la realtà per adattarla alle proprie esigenze particolari. È evidente che in questo quadro non c’è spazio per alcuna altra norma che guidi le azioni umane e offra anche un criterio obiettivo di giudizio.

Del resto la massa festante affamata delle noccioline  demagogiche, sembra anche totalmente ignara  di quanto sta accadendo e incapace di presagire quanto accadrà, tra  frastuono mediatico e  voci suadenti di quei preti che si sentono anch’essi felicemente liberati.

Ma qualcuno nella Chiesa, come anche  tra i fedeli, ha avvertito il tradimento del Vangelo e della sua Chiesa millenaria e non vuole esserne  partecipe. Alcuni non temono di parlare alto e forte. Sono uomini che non si lasciano intimidire dalle prepotenze padronali né dalla ignavia dei confratelli e tanto meno dalla propaganda di regime clericocomunista. Dunque l’esito del sinodo potrebbe risultare meno scontato di quanto si è cercato di apparecchiare. Ecco allora il colpo di mano . Ecco allora l’idea formidabile di dare veste sacrale al programma politico rivoluzionario. Basta metterlo nella forma solenne del giubileo. Quello che nasconderà anche ai frastornati e agli insipienti o ai confusi, il sovvertimento della missione della Chiesa sotto una carica di patos religioso. La misericordia di Bergoglio, l’amnistia generale con cancellazione retroattiva del peccato, deve avere una veste teologica e sacrale capace di annientare ogni resistenza.

Per le religioni primitive l’esaltazione mistica rappresentava anche la sublimazione dell’irrazionale e della carnalità. Il giubileo della misericordia di Bergoglio punta alla sublimazione dei nuovi riti della modernità assunti a riti della nuova Chiesa del terzo millennio ecumenica atea e popolare, e produrrà per forza di cose la loro consacrazione definitiva. Un Vangi qualunque potrà forgiare a suo modo la statua della nuova misericordia da mettere al posto di San Pietro benedicente.

La monarchia papale è già stata sostituita tra l’indifferenza generale, dalla dittatura papale. Una volta sciolta l’assemblea costituente, si vedrà. Bergoglio dice di avere poco tempo. Ma non perché, come pensa qualcuno, è avanti con gli anni. Pensa di avere poco tempo perché la rivoluzione per essere efficace deve giocare sull’effetto sorpresa e forse nell’intento di addomesticare e di abituare a tutto, di sorprese si è un po’ abusato, fino alla noia. C’è poco tempo perché la resistenza, già preparata al peggio, forse si sta organizzando e i frutti della nouvelle vague vaticana cominciano a sembrare pesanti anche agli estimatori della prima ora.

Se si neutralizzano in fretta le resistenze, poi con la misericordia che tutto libera, che spalanca le porte della morale cristiana alla creatività del secolo, tutti si sentiranno inebriati e liberati. Si potrà anche radere al suolo la basilica vaticana come la Bastiglia, anche se da tempo, anche lì, non c’è quasi più nessuno a difenderla. Intanto Il giubileo della misericordia si annuncia come la carta dei diritti dell’89, quelli che oggi sono diventati, sotto mentite spoglie, la carta del suicidio di una civiltà.

19 commenti:

Anonimo ha detto...

http://gloria.tv/?media=618875&language=YiwzPCkSG6u

per capire i tempi ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=rZP_MoWKYAQ

Anonimo ha detto...

E' già diventata chiesa cattolica umana..... a seguire i prossimi passi....

Franco ha detto...

"SE NON ORA, QUANDO?" così affermano anche le teste pensanti del partito modernista. Su "Repubblica" in data 13/3/15 il teologo Vito Mancuso, che propone una "rifondazione del Cristianesimo" tramite riconversione
evangelica con drastiche sforbiciate ai dogmi
del Peccato Originale e dell'Inferno, come pure alle ossessioni sessuofobiche, dannosa zavorra passatista, ha pubblicato un articolo intitolato "Potere e misericordia. La battaglia del Papa".

Dopo aver indicato la necessità di smantellare le strutture del potere ecclesiastico retrogrado e mondano, secondo il binomio sporcizia & affari, nonché legalismo fuori dalla realtà, Mancuso afferma:"ORA QUEL POTERE ASSOLUTO È NELLE MANI DI FRANCESCO e se lui volesse potrebbe utilizzarlo per rimandare alle rispettive parrocchie di origine i prelati che maggiormente si oppongono alla sua azione riformatrice e sceglierne altri più in linea con lo stile evangelico. PERCHE' NON AGIRE COSI', VISTO CHE LA POSTA IN GIOCO È ENORME?".
Secondo Mancuso bisogna cogliere l'occasione propizia; se le riforme di Francesco non riescono, sarà la fine del Cattolicesimo come forza attiva nella vita sociale; affermazione alquanto discutibile, dato il massiccio ridimensionamento proposto da lui
e da altri come Kung.

mic ha detto...

Franco,
Questi sono deliri dei quali prima o poi si potrà dire che hanno fatto il loro tempo.
Non sono le repliche agli articoli su Repubblica che continuerà nel gioco sporco dei 'partiti' in lizza che già conosciamo, la soluzione.
Le nostre armi sono, innanzitutto, la Santa Messa, il Santo Rosario, l'Adorazione. E, naturalmente l'impegno personale nel nostro quotidiano.
Questa comunicazione è per diverse ragioni ancora monca. Ma non finisce qui...

lister ha detto...

Ma cosa ci si può aspettare da un Vito Mancuso che nega dogmi quali l'esistenza dell'Inferno, l'origine dell'Anima come creata da Dio, il Giudizio Universale con la resurrezione della Carne ed il Peccato Originale?
Uno che professa e, cosa gravissima, insegna un Cattolicesimo "fai da te"?

Anonimo ha detto...

http://callmejorgebergoglio.blogspot.it/2015/03/nothing-says-happy-feast-of-st-patrick.html

Perché nessuno ne parla? Forse perché Dolan strizza l'occhiolino al mondo della tradizione?

Franco ha detto...

@ Mic. Volevo solo "monitorare" la situazione, non invitare a una replica. Tanto per dare conferma che, almeno nei progetti e divisamenti
di qualcuno, molto ben sostenuto nella agorà mediatica e nel mondo editoriale, anche perchè effettivamente preparato, come è Mancuso, l'idea del rapido colpo di mano è tenuta ben presente, non si tratta di una esagerazione di Patrizia Fermani.

Anonimo ha detto...

Io mi chiedo perché Benedetto - Ratzinger stia zitto. Voi che ne dite?
Massimiliano

Anonimo ha detto...

E' il silenzio di Ratzinger che fa pensare. Probabilmente in questo caso interverrà direttamente Dio con la sua mano... Come, non so.

Luisa ha detto...

Non mi sono interessata al viaggio papale a Napoli, non mi interessa ritrovare le solite manifestazioni isteriche degne di fans dell`ultimo cantante alla moda, ma anche non volendolo quelle manifestazioni arrivano anche a casa mia via media e tivù, l`altro giorno il Tg si estasia davanti allo "spuzza" papale, e pretende che è la prima volta che un papa accusa la mafia, oggi, leggendo il giornale della mia città, vedo pizze che volano verso il papa, suore scalmanate che gli si gettano addosso, altrove ascolto parole di un card. Sepe da farti aver vergogna del livello della gerarchia della tua chiesa, indecente strumentalizzazione anche di un santo finalizzata alla papolatria, alla piaggeria più sfrenata.

Preferisco stendere un velo sul linguaggio stucchevolemnte ripetitivo e "colorito" di papa Bergoglio,, oh mirabile profondità di quello "spuzza" papale che manda in brodo di giuggiole i media.
Ormai l`orizzonte dove porta lo sguardo è molto limitato, al bando le discussioni elevate, derise le domande di chi non può restare insensibile e indifferente a quel che osserva e vive, di chi aspetta altro dal Papa, ormai il vocabolario alla moda, quello che devi assolutamente usare, pena altrimenti di essere messo al bando, si riduce a qualche parola: periferie, lontani, ultimi, uscita, misericordia, con annesse critiche e insulti a chi ha una visione meno riduttiva e una coscienza più esigente del messaggio evangelico.

lister ha detto...

Tra l'altro, Luisa, ha rivolto il suo pensiero "ai giovani che hanno perso il lavoro".
Massì, chissenefrega dei giovani che hanno perso la Fede!!!
Per lui, è più importante il portafoglio che non l'Anima...

Anonimo ha detto...

Ratzinger sta zitto perché non è più papa e non può sconfessare apertamente chi siede più o memo regolarmente sul soglio di Pietro, nel frattempo credo stia raccogliendo i pochi su cui fare affidamento per un'opposizione al sinodo, solo in caso di aperta apostasia ed eresia scriverà, non dirà, perché meglio, scripta manent, verba volant. Io penso sia informatissimo su tutto e che segua attentamente quanto sta accadendo, il suo amore per la Chiesa di Cristo è sempre stato più grande di qualsiasi altra cosa, neanche mi sfiora il pensiero che se ne disinteressi.....aspettiamo.P.S. A parte le scene delle decerebrate fans, sui blog esteri circolano le foto dei vuoti e dei buchi di coloro che non c'erano, infatti le tv serve di partito mai hanno inquadrato bene, insomma non c'erano mln. di fedeli in quel di Napoli,anche in p.zza S.Pietro, mi ha detto un'amica andata all'udienza, che era vuota, e non si riempivano neanche tutti i posti a sedere che sono poche migliaia, che la gente cominci a stufarsi del giocattolo? Anonymous.

mic ha detto...

Non mi scandalizza un papa che si rivolge ai giovani che hanno perso il lavoro e entra anche in tutti gli altri drammi e problemi del tempo. Mi scandalizza quando il suo parlare diventa quasi esclusivamente sociologico.

Luís Luiz ha detto...

In questa settimana della Passione, va ricordato che il cammino verso la Croce è la dialetica tra il coraggio divino e la codardia dei discepoli. Il culto dei Martiri, oggi assolutamente dimenticato, dimostra che il Cristianesimo è la religione del coraggio. Credo personalmentge che alla radice dei problemi della Chiesa c'è una ampia e generale codardia, di cui sono anch'io un esempio eclatante. Oggi vediamo che un uomo può salire sulla catedra di Pietro e negare impunemente e pubblicamente il Cristo e la sua Fede, e la resistenza è nulla. Per tutti noi, è business as usual. Siamo veramente una generazione perduta. Jesu fortitudo Martyrum, miserere nobis.

Franco ha detto...

@ Luis Luiz. Il coraggio è un cocktail, ovvero liquore composito: intuizione amorosa della fede, buona volontà, timor di Dio, chiarezza delle idee e convinzione del loro ancoraggio alla realtà. In ciascuno varia la proporzione dei componenti, perchè non siamo fatti con lo stampino.

Esemplare la testimonianza di santa Perpetua, che si fece martirizzare benché avesse un bambino piccolissimo; su un altro versante quella di San Tommaso Moro, richiamata dal card. Burke, che era sostenuta da solide ragioni, scodellate con frasi di umorismo aforistico all'inglese, quello stesso di
Chesterton, battutista e studioso di san Tommaso.

Luisa ha detto...

Non vorrei far pubblicità al sito di una certa isola, l`indifferenza e un silenzio pietoso (nel senso che si ha pietà per chi sembra aver perso il controllo), un silenzio che li ignora è probabilmente la sola reazione che certuni meritano, è la via che con intelligenza ha scelto mic, se dunque mic lo ritiene opportuno può cancellare subito questo mio commento, se ne parlo oggi è perchè vi ho letto un articolo strabiliante.
Quel sito sembra ormai avere come solo apparente obiettivo e contenuto quello di dare addosso -alla FSSPX (è eretica dice uno, no, non la si può veramente definire tale dice l`altro),
-a chi non la detesta (la loro povera anima è a rischio delle fiamme dell`inferno),
-ai cattolici tradizionali, ai queli vengono riservate bastonate copia incolla di quelle papali.
Se dunque ne parlo oggi è perchè leggo a proposito di quei cattolici un articolo che spero non offendere l`autore se lo definisco stupefacente e esilarante.
Se il padre preferisce il termine tradizionalisti faccia pure, ma il come lo giustifica , come motiva il suo rifiuto che quei cattolici si definiscano "tradizionali" è un esercizio di "haute voltige" da capogiro tanto è vertiginoso.
Ma come si può scrivere quel che ha scritto, come si può essere a quel punto nel "déni", nel diniego della realtà, o nel suo travestimento, come si può dire che la la vera messa tradizionale è quella del postconcilio ( sì, sì, ma mai dire che la costituzione conciliare sulla liturgia non ha voluto qualla messa uscita dal Consilium), che i veri cattolici tradizionali sono anche i progressisti, e poi si continua a parlare come se fosse un fatto acquisito di nuove dottrine del Concilio, ma non ci è stato detto che il Concilio non aveva introdotto nessuna nuova dottrina?
Îl metodo Coué può andar bene e aiutare taluni, tutto va bene nel migliore dei mondi e ogni giorno sempre meglio, ma è sconcertante osservare gli espedienti che vanno a trovare per negare o ignorare la realtà dello scempio dottrinale e liturgico, della crisi della fede che, come fu detto dal l`allora cardinale Ratzinger, ha origine nella crisi liturgica, come possono arzigolare con vertiginose circonvoluzioni cerebrali per giustificare l`ingiustifcabile, e rendere delle lettere di nobiltà a chi mai le ha avute e, en passant, disprezzare chi difende la Tradizione e la sacralità della Liturga.
Ma come si può?
Scusami mic, e cancellami senza problemi!

mic ha detto...

Ho letto, cara Luisa.
Purtroppo devo constatare che il padre che si è sempre manifestato cerchiobottista sta superando se stesso.
E' inutile intervenire lì o altrove perché sono anni che ripete i suoi mantra, ora rafforzati da una tanto naufraga quanto squilibrata presenza, dato che è impossibile confrontarsi con chi non ascolta e parte per la tangente.
Non ti cancello, anche se avrei evitato persino accennarvi per non offrire nuove esche. Ma tanto ogni misura è stracolma. Peccato per chi ci casca. Ma non resta che andare avanti per la nostra strada ignorandoli finché è possibile.

Piuttosto il blog segnalato: La scure di Elia, di un sacerdote, tra l'altro neppure tradizionale ma di quelli che hanno aperto gli occhi, mi ha rincuorata. Non siamo soli...

Luisa ha detto...

Mi scuso ancora mic, ma è effettivamente pensando a chi ci casca che ho reagito ignorando altri contributi che si qualificano e squalificano da soli tanto son sprovvisti di equilibrio, decisamente vuol dire che non sono a capo delle mie sorprese e scoperte di quel che si può andare ad inventare per tentare di trovare la quadratura del cerchio.
Ma in futuro seguirò il tuo esempio!