sabato 4 febbraio 2017

La Francia abbandona il progetto gender. Hanno vinto le famiglie

Parigi. Dovranno farsene una ragione le fanciulle di Osez le féminisme! e del Collectif éducation contre les LGBTphobies, che giovedì dalle pagine del Monde hanno chiesto al ministro dell’Educazione nazionale, Benoît Hamon, di ufficializzare quanto prima la generalizzazione del movimento “Abcd de l’égalité”. Perché il programma scolastico pro gender – promosso dall’ex ministro Vincent Peillon e dall’attuale ministro per i diritti delle Donne, Najat Vallaud-Belkacem, con il pretesto di decostruire gli stereotipi sessuali e di lottare contro le disuguaglianze tra maschi e femmine – non andrà oltre lo stadio della sperimentazione (attualmente sono 275 le scuole coinvolte). Stando a quanto riportato giovedì dal settimanale Express, a conferma delle indiscrezioni diramate dal Figaro qualche settimana fa, Hamon avrebbe deciso di ritirare il programma, sfiancato dalle crescenti proteste dei movimenti di boicottaggio e alla luce dei problemi economici attuativi emersi dal pre-rapporto ministeriale che doveva valutare lo stato della sperimentazione, mettendo così una pietra tombale sull’ipotesi di estenderlo a tutti gli istituti scolastici in vista della prossima rentrée
La decisione, che sempre secondo l’Express avrebbe trovato d’accordo la stessa Belkacem, sarebbe già stata presa il 27 maggio, in seguito a un faccia a faccia a Matignon tra il ministro dell’Educazione nazionale e il premier Valls. Ieri l’entourage di Hamon ha fatto sapere che il ministro si pronuncerà definitivamente a riguardo nei primi giorni di luglio, ma tutto fa pensare che non ci sarà nessuna marcia indietro last minute. Manca solo l’ufficialità dell’ennesimo cambio di rotta del governo, dopo il rinvio sine die della loi famille e il fallimento della legge sul mariage pour tous, certificato dal numero irrisorio di matrimoni omosessuali celebrati fino a oggi. 

Hanno vinto le famiglie, che da gennaio rispondono compatte all’appello di boicottaggio pacifico lanciato da Farida Belghoul e dal suo movimento antigender Giornate di ritiro dalla scuola (Jre). Da quel 24 gennaio, prima giornata di boicotaggio dell’“Abcd de l’égalité”, le adesioni all’iniziativa della Belghoul non hanno mai smesso di crescere, nonostante i reiterati tentativi di ostruzionismo da parte dell’esecutivo. Indifferente alle critiche piovute dai giornali della gauche, Farida, la storica leader del “movimento beur”, ha continuato a marciare e a lottare, con la stessa determinazione di quando, negli anni Ottanta, sbertucciava a Place de la République gli antirazzisti del Ps e di Sos Racisme. E a nemmeno sei mesi dal lancio dell’iniziativa ha già costretto il governo a fare marcia indietro sul suo progetto di rifondazione della scuola. “Sono felice, è sicuramente una vittoria importante, ma non definitiva. La mobilitazione resta necessaria”, dice al Foglio Farida Belghoul. “‘L’Abcd de l’égalité’ è solo il primo tentativo del governo d’introdurre l’ideologia del gender a scuola. Ne seguiranno altri e saranno ancora più insidiosi e surrettizi”. “L’impatto del movimento è marginale”, diceva un certo Vincent Peillon, prima di ricevere il benservito da Hollande, e la penetrazione della teoria del genere nelle scuole è solo “un folle rumor, inventato e alimentato dai reazionari”. A questo proposito, l’ex ministro farebbe bene a rinfrescarsi le idee, dando un’occhiata a un video pubblicato mercoledì sul sito dell’associazione politica Egalité et réconciliation, dove le relatrici del programma di cui è stato il promotore spiegano quali sono, o meglio quali erano, gli obiettivi concordati. Di seguito una breve selezione delle frasi pronunciate dalle relatrici: “La riproduzione degli stereotipi educativi è una cospirazione della società”, “bisogna evitare che la socializzazione differenziale penetri nelle scuole”, “il lavoro di decostruzione deve iniziare dalla tenera età”, “gli stereotipi sono evidenti fin dalla materna: i bambini indossano i pantaloni, le bambine le gonne”. Vedere per credere.
Fonte. Il Foglio

7 commenti:

RR ha detto...

On a les élections en France, et Paris vaut bien un Messe...

Luisa ha detto...

L`articolo del foglio è del giugno 2014, leggendo il post si potrebbe pensare che si riferisce ad un`attualità, in realtà Benoît Hamon è oggi candidato alla presidenza della Francia, è stato nel 2014 ministro dell`educazione nazionale durante 147 giorni e effettivamente nel giugno 2014 ha deciso la non applicazione dell`ABCD dell`uguaglianza.
L`attuale ministro dell`educazione, la socialista Najat Vallaud-Belkacem, continua imperterrita il suo programmma per una sedicente non discriminazione e l`introduzione della teoria del genere è tutto salvo abbandonata nelle scuole francesi.

Anonimo ha detto...

Questo governo e questa ideologia presto saranno spazzati via dal voto. Anche in Francia, nella laica Francia, le persone si sono rotte di ascoltare baggianate spacciate per nuovi indispensabili dogmi di civiltà.

Anonimo ha detto...

In compenso la notizia recente è che la propaganda gender ora la portano avanti le Edizioni San Paolo:

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-libri-gender-perbimbi-paolinerompono-il-tabu-18841.htm

--
Fabrizio Giudici

Luisa ha detto...

In Francia il candidato della destra che sembrava aver una autostrada davanti a lui si è messo una terribile buccia di banana sotto i piedi e la sua candidatura ha i giorni contati...la sinistra rialza la testa e riprende speranza e Marine Le Pen osserva e aspetta sicura come è di essere al secondo turno delle elezioni presidenziali.

Anonimo ha detto...

Immigrazione, cattolici, identità. In Francia un dibattito utile anche da noi
di Aldo Maria Valli

Laurent Dandrieu non si nasconde. Decisamente anticonciliare, schierato contro un dialogo interreligioso da lui ritenuto ingenuo e buonista e contro chi si ostina a vedere nell’Islam una «religione di pace», il giornalista è convinto che la Chiesa stia collaborando attivamente alla propria distruzione e ritiene che continuando su questa strada, cioè rinnegando la propria storia e la resistenza sempre opposta all’Islam, finirà con l’annullare se stessa e favorire l’abdicazione dell’Occidente con tutti i suoi valori cristiani. Da Paolo VI in poi, scrive Dandrieu, il cedimento è stato continuo, fino al papa attuale, Francesco, accusato di non voler vedere il problema che l’Islam ha con la violenza e di chiedere una politica scriteriata di apertura all’immigrazione. Di qui il malessere, scrive Dandrieu, di tanti cattolici perplessi, un «malaise» sempre più diffuso tra i figli della Chiesa, che da un lato vorrebbero restare fedeli a Roma ma dall’altro non possono nascondere di vedere a rischio la propria identità religiosa e culturale.

La domanda di Dandrieu è radicale: la Chiesa è proprio costretta a predicare l’apertura a ogni costo? Possibile che questa sia l’unica opzione, anche se tanti sintomi dicono che per l’Europa c’è il rischio di cadere in un caos che per gli stessi migranti annullerebbe ogni beneficio e li esporrebbe a grandissimi rischi? Perché la Chiesa non percorre un’altra strada? Perché non cerca soluzioni per non tradire il Vangelo della carità e, nello stesso tempo, tutelare la civiltà europea?

http://www.aldomariavalli.it/2017/02/02/immigrazione-cattolici-identita-in-francia-un-dibattito-utile-anche-da-noi/

Luigi Rmv ha detto...

"Perché la Chiesa non percorre un’altra strada? Perché non cerca soluzioni per non tradire il Vangelo della carità e, nello stesso tempo, tutelare la civiltà europea?"

Ma perché questo papa ha scelto la nuova "legge basilare della vita",

Il Vangelo? La Bibbia?

Macche'! Non avete capito niente del cristianesimo! La legge basilare della vita è

la "IL RECIPROCO SOCCORSO" !!!

Wow! Molto più frendly, più trendy, piu'politically correct, piu'radical chic, piu' laica, più ecumenica, piu' in uscita, più nel mondo', piu' acchiappa-audience, acchiappa-amici, acchiappa-spazi televisivi, acchiappa-consensi, acchiappa-applausi, acchiappa-soldi...

Ha detto infatti Francesco che chi evade letale, non commette un peccato mortale perché infrange il Comandamento, ma perché

"Oggi abbiamo inventato altri modi per curare, sfamare, istruire i poveri, e alcuni dei semi della Bibbia sono fioriti in istituzioni più efficaci di quelle antiche. La ragione delle tasse sta anche in questa solidarietà, che viene negata dall’evasione ed elusione fiscale, che, prima di essere atti illegali sono atti che negano la legge basilare della vita: il reciproco soccorso”.
(discorso di oggi sui difetti del capitalismo http://it.radiovaticana.va/news/2017/02/04/papa_capitalismo_scarta_i_deboli,_no_a_evasione_e_azzardo/1290396)