sabato 11 febbraio 2017

Paolini, paoline, e ciò che fu la Buona Stampa cattolica - Cristiano Lugli

Di recente mi è capitato di inoltrarmi nei meandri della Libreria Paoline di Reggio-Emilia, non tanto per uno sterile masochismo e perché volessi sottopormi a qualsivoglia penitenza, ma perché mi serviva un libro di Chesterton per mia moglie, che ero certo avessero lì.
Perlomeno questa full-immersion nell'universo mondo dell'editrice Paoline non è stato vano, giacché proprio il libro che cercavo l'ho trovato, forse un po' impolverato ma l'ho trovato.
Prima di entrare mi sono ovviamente soffermato per gettare l'occhio sulla vetrina - cosa che spesso faccio passandovi davanti anche senza entrare - per farmi quattro consuete risate, oppure per scuotere un po' la testa al cospetto di certi libri-scemenza che vedo presentati come bestseller nel primo piano di una gamma libraria che fu cattolica: si possono scorgere libri gioco per bambini "in compagnia di Papa Francesco", o alle volte, sulla stessa lunghezza d'onda, qualche bel libro di Enzo Bianchi al fianco di quelli a firma di Corrado Augias. Insomma, tutti personaggi fermamente cattolici per intenderci.
Comunque sia, una volta trovato il libro, mi sono diretto alla cassa per pagare dove mi attendeva una suorina, della veneranda età di 88 anni, la quale mi annunciava che presto lei e le sue due consorelle avrebbero lasciato la città e la libreria perché richiamate alla Casa madre, causa scarsezza di "personale" risultando perciò impossibile disperdere suore all'interno di librerie. 
Da questa notizia, con i piedi di piombo, ho colto l'occasione per entrare un po' sull'argomento legato alla mancanza di vocazioni, chiedendo all'anziana suora - che vista l'età ha veduto tutto ciò che v'era di buono prima e di cattivo dopo - cosa ne pensasse di questo drastico cambiamento da prima del Concilio a dopo. Ella, bonariamente, tentennava nella risposta ed evidenziava una sorta di incomprensione generale per questo fenomeno che aveva constatato con i suoi stessi occhi, attraverso la sua stessa esperienza, ma infine è arrivata ad ammettermi che qualcosa nella Fede era mutato, pur non sapendo spiegarsi cosa. Non nego che il dialogo mi abbia quasi commosso, digredendo poi anche su altre tematiche come la famiglia, la distruzione di essa, il gender, ecc., eppure riscontrando sì la buona Fede di questa anziana e devota suora, ma nello stesso tempo quella sorta di processo rivoluzionario che sembra non aver davvero lasciato superstiti. Idee buone, salda Fede anche se vogliamo, ma una totale dimenticanza delle basi teologiche in grado di arginare almeno sulla propria formazione la catastrofe di una neo-chiesa primaverile, satura di neologismi mai richiesti e vuota di fondamenti ineluttabili.

Alla fine di questo profondo dialogo ho avuto le conferme di tutto ciò che, nonostante la commozione che soleva suscitarmi questa suora, andavo ormai pensando durante il discorso che mi intratteneva con lei, e che tutto sommato cercavo di non far cadere in una sorta di sentimentalismo fine a se stesso: frattanto che infilava il libro nella bustina bianca e rossa classica delle Paoline, ci avrebbe tenuto a darmi un fogliettino manifesto che puntualmente ho lasciato e rimesso dove aveva preso, il quale invitava nientepopodimeno che "a pregare per l'unità dei cristiani secondo le intenzioni fatte da Papa Francesco". 
Si può capire come nell'innegabile anzianità di queste vecchie generazioni di consacrate, viga solo un flebile e frastornato sentimentalismo, il quale richiama alle volte al problema essenziale ( che è, per riassumere, una "chiesa" senza Fede ) ma nel medesimo tempo asseconda e fa chiudere gli occhi su tutto, oltre che sentendosi in dovere di appoggiare e sostenere ciò che la Chiesa di sempre ha condannato con il Magistero immutabile.

Il lavaggio del cervello pare non avere risparmiato nessuno, appunto, specie coloro che hanno accettato senza colpo ferire la ventata di rinnovamento che ha danneggiato come mai nella storia prima la Chiesa. Hanno visto, hanno toccato con mano lo splendore, eppure si sono adattati allo sterminio di massa ( e di Messa ) venuto dopo. Si accorgono di questo, sentono e percepiscono la siderale distanza che separa la Chiesa con la quale hanno professato i loro voti e quella attuale, che di voti professati non ne vede più. La suora stessa mi raccontava quasi con i lucciconi agli occhi dei prosperosi conventi in cui ha passato i primi anni, le ondate di vocazioni che ogni stagione sopraggiungevano senza lasciare nemmeno il tempo di assorbire e collocare nelle camere quelle precedenti; e poi di colpo il vuoto, il nulla quasi assoluto del rinnovamento conciliare. Tutto questo a queste vecchie generazioni rimaste è chiaro, e si badi bene che sono le ultime testimoni in grado di raccontare la storia come veramente si è fatta, se pure poi, incredibilmente, non siano in grado di imputare le colpe a chi e a che cosa di dovere.
Infine però propagano, coscientemente o meno questo non ci è dato saperlo, ciò che questa neo-chiesa ha utilizzato per distruggere la Chiesa di sempre, ovvero l'ecumenismo e il sincretismo dilagante.
Interpretano pertanto ed in maniera ineccepibile il monito ovidiano-paolino ( a proposito ) del "video meliora proboque, deteriora sequor".

Da qui tutte le crepe di un ordine che ora si ritrova a corto di suore e con pochissimi preti, contraendo i generali e comuni ultimi spasmi di un'idea di sacerdozio e di vocazione in senso lato incapace di adempiere al proprio fine primario, presupponendo di arricchire la propria esperienza nelle opere sociali e poco altro. 
I frutti ahinoi si intravedono pure in quella che fu l'opera principale di don Giacomo Alberione, fondatore delle Paoline, conosciuta come la stampa cattolica per eccellenza da lui coniata attraverso questo lavoro di editoria, che in passato diede alla luce strepitose opere e collane cattoliche. Oggi la distinzione con l'altra stampa di mondo è pressoché inesistente, quando il confronto non è addirittura peggiore visto che la prima, con appresso il nome "Edizioni San Paolo", dovrebbe occuparsi di Cattolicesimo contrastando le scemenze, le oscenità, che fanno da padrone alla stampa laicista e per le quali lo stesso don Alberione invocava riparazioni di questo tipo:
"Signore io vi offro in unione con tutti i sacerdoti che oggi celebrano la Santa Messa, la Vittima Divina, Gesù Ostia e me stesso, piccola vittima: In riparazione delle innumerevoli bestemmie, errori ed oscenità che si stampano in tante tipografie da cui ogni giorno esce un fiume di carta, che allaga il mondo come torrente putrido."
Ma c'è di peggio, perché quando si abbandona la semplice volontà tomistica del voler conoscere il vero per vivere bene e realizzare il fine ultimo che è la Salvezza e la Gloria di Dio, hic et nunc si finisce pure per vivere male prestando servizio al male stesso, verità semplice quanto se vogliamo banale e raggiungibile a tutti. È notizia recente, infatti, che a marzo uscirà proprio con le edizioni San Paolo un libro per bambini quanto mai sfacciato, dal titolo "Storie per bambine e bambini" e che nella scheda illustrativa viene presentato con queste parole a cui apponiamo qualche opportuna sottolineatura:
"Una raccolta di storie pensate per offrire alle piccole lettrici e ai piccoli lettori un insieme variegato di personaggi e situazioni in grado di offrire un immaginario sul femminile e sul maschile libero da stereotipi e pregiudizi. C'è la sirena Ornella, protagonista de "La sirena e il bambino", che non ama cantare, non cura molto il suo aspetto fisico e ha una grande passione - studiare le stelle - che insegue con forza e tenacia. Ci sono poi Viola e Margherita, "Due gemelle per la pelle", che rappresentano due modi completamente differenti di essere bambine, e poi ancora, la piccola Alice che grazie all'aiuto di una simpatica babysitter riesce a vedere con occhi diversi i suoi genitori: non solo come "il suo papà e la sua mamma" ma come una bellissima coppia. E poi c'è Andrea che da grande sogna di guidare il taxi, proprio come la sua mamma. Età di lettura: da 4 anni."
Come è facile dedurre il serpente non tiene fermi i sonagli ed è ben riconoscibile in ciò che è la classica rivoluzione del linguaggio, oramai rimbombante come un disco rotto eppur rintracciabile da chi si è fatto il palato e l'occhio vispo su queste rivoltanti tematiche. 
"Stereotipi, pregiudizi, genere": tutte facce della medesima medaglia proposte insieme a tante altre cose, non per forza da considerarsi brutte, epperò in grado di fare da mellifluo contorno a ciò che si vuole propinare a bambini di quattro anni. Senza dimenticare che a farlo è una casa editrice "cattolica", la quale ha dato spazio all'autrice di questa operetta per fanciulli, tale Irene Biemmi. La signora in questione è presidente di "Rosaceleste", nient'altro che un'associazione dedicata alla promozione della parità tra i generi e alla lotta agli stereotipi e alla violenza, per tornare ai termini menzionati poc'anzi. Pedagogista di genere e grande lottatrice contro la c.d. "educazione sessista", ha condotto con la sua associazione numerosi convegni aventi il fine comune a Rosaceleste stessa di  "destrutturare gli stereotipi di genere: per una cultura dell'eguaglianza tra i sessi nell'educazione e nel lavoro”.

Poco meno di un anno fa è stata ospite del tribunale di Firenze, dove è andata in scena la conferenza-spettacolo tutta improntata sulle differenze di genere da abbattere, presentata così:

In tribunale "di scena" l'educazione di genere
„"Sul palco gli interventi della ricercatrice pedagogica Irene Biemmi si alternano a quelli dell'attrice Daniela Morozzi, con le sottolineature musicali di Samuele Bucelli. Si nasce femmine e maschi, e si diventa donne e uomini, tramite un lungo e faticoso processo di socializzazione che conduce ad assimilare le caratteristiche, i ruoli, i comportamenti che la società si aspetta. Questa divaricazione dei destini maschili e femminili si struttura fin dalla primissima infanzia quando in famiglia inizia un percorso differente per maschi e femmine: corredino rosa per la neonata e azzurro per il neonato è un semplice atto di routine, così come acquistare una bambola per la bambina e una macchinina per il bambino, fino a essere chiamato "femminuccia" se piangi e chiamata "maschiaccio" se giochi a pallone. Il linguaggio è spia di un immaginario sociale discriminante nei confronti delle donne e allo stesso tempo causa di una reiterazione di stereotipi sessisti e di modelli di genere spesso già superati nella realtà. La ricerca di Irene Biemmi sugli stereotipi di genere nei libri di testo delle elementari - nel volume Educazione sessista. Stereotipi di genere nei libri delle elementari (Rosenberg & Sellier, Torino 2010) - dimostra come la scuola non faccia altro che reiterare una visione sessista della società. Nei libri di lettura viene rappresentato un mondo popolato da valorosi cavalieri, dotti scienziati, padri severi, madri dolci e affettuose, casalinghe felici, streghe e principesse che nutre l'immaginario di bambine e bambini, che strutturano le rispettive identità di genere sulla base dei modelli proposti. Scopo della conferenza spettacolo Rosaceleste, che da questa ricerca prende spunto, è decostruire, disarticolare, smontare l'assunto di una "naturalità" delle differenze tra maschi e femmine, svelando alcuni dei meccanismi culturali che stanno a fondamento di un preciso addestramento sociale ai ruoli di genere, attivato sia a scuola che in famiglia."
Il virgolettato è molto lungo oltre che già nauseabondo, ma fondamentale per comprendere a chi la San Paolo ha dato spazio, chi si è ( probabilmente volutamente ) messa in casa. Così ora parecchi catechisti o i pretuncoli annessi alle periferie esistenziali sapranno quale altro gingillò procurarsi per far fronte alle direttive in perfetta linea con Santa Marta, e con l'Amoris lætitia che già portava i propri frutti con gli adolescenti l'estate scorsa (vedi qui) e ora li porta anche con i più deboli ed indifesi esseri di questa immonda società. Ma di questo che direbbe la suora ultra-ottuagenaria? 

Sembrerà paradossale forse, ma non ci resta altro da fare se non invocare anche per questa casa editrice un atto di riparazione che lo stesso fondatore di essa formulò per la stampa laica di allora:
"Signore io vi offro in unione con tutti i sacerdoti che oggi celebrano la Santa Messa, la Vittima Divina, Gesù Ostia e me stesso, piccola vittima: per la conversione di tanti scrittori e stampatori, ciechi ministri di Satana, falsi maestri che hanno alzato cattedra contro il Divin Maestro, avvelenando ogni insegnamento, il pensiero umano e le sorgenti dell'umana attività".

15 commenti:

Silvano M. ha detto...

Qua l'Epifania è passata da più di un mese , ma all'orizzonte non si intravede ancora il polverone dei cavalli di "arrivano i nostri!!

irina ha detto...

Il successo delle librerie cattoliche, ora, insieme ai libri al passo dei tempi,lo mostra la vendita di tea, magliette, ceramiche e merce similare.
Migliorare la scelta dei libri è passatista. Ci sono centinaia di libri ottimi fuori edizione, centinaia di libri da tradurre che vengono lasciati non tradotti, per poter riversare negli scaffali questo getto continuo di bolo tiepido.

Anonimo ha detto...

Per non parlare della totale assenza di libri, fondamentali, che hanno l'unico difetto di appartenere al periodo pre-conciliare.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Ecco, io vorrei riflettere un momentino sugli autoeletti candidi verginelli ingenui che nel caso dei manifesti che ironizzavano sulla "misericordia" elencando dei fatti, hanno recitato la parte della tifoseria piccata e offesa: “Nooo, non bisogna mai offendere il Papa, nooo, non oso nemmeno ripubblicarle sul mio blog visto che sono offensive, nooo, il Papa va solo circondato di preghiere e Digos Ovra Cia Fbi Cekà Ghepeù Mossad fanno bene a cercare il colpevole!...”

Ora, nel caso della pagina dell'Osservatore Romano si stracceranno le vesti (già ripetutamente e istericamente stracciate) ripetendo gli stessi slogan da "curva B", fingendo di non notare che le espressioni citate con tanto di data papa Bergoglio le ha pronunziate davvero e davvero rispondono ai Dubia così come indicato nella pagina.

Rifugiarsi nella Curva B dei Candidi Verginelli Ingenui e Imbelli (CVII) tifosi ultrà del Papa, significa chiudere occhi e orecchie alla realtà per rintanarsi in una "realtà virtuale" (o piuttosto, una sorta di onanismo del piano spirituale) nella quale autocompiacersi di definirsi cattolici mentre capitan Jorge Maria Schettino tenta di affondare la barca di Pietro (non ci riuscirà ma ha comunque fatto danni incalcolabili).

La pagina dell'Osservatore Romano risulterà offensiva e irriverente solo a coloro che temono più l'ironia che il perdere la propria anima, allergici alla nuda e cruda realtà. Gli autori di quella pagina non hanno fatto nulla di diverso da chiunque altro abbia preso sul serio il Bergoglio col suo «magistero liquido» e tratto le logiche e naturali conseguenze.

Bah ! ha detto...

Credo che sopprimendo l' Index librorum prohibitorum , specie su tematiche riguardanti la morale o la fede , si sia voluto dare fiducia al cattolico adulto . Il cattolico era ormai così forte nella fede da non avere piu' bisogno di una guida ? Quantomeno per non sbagliare direzione ?.

Cesare Baronio ha detto...

Alcuni anni or sono, in una loro libreria, le Paoline vendevano il dvd "Memorie di una geisha" con accluso rossetto e belletto.
Quando glielo feci notare, mi dissero che questo film (indecente) era stato approvato dalla San Paolo Holding...

Un paio d'anni fa, esse avevano uno stand alla Festa dell'Unità, aperto di domenica: alla faccia del riposo festivo.
Oggi vendono favole che accolgono l'ideologia gender.

Ovviamente la Pia Società San Paolo non è commissariata.
Le sue suore, senza velo, coi capelli permanentati e un velo di trucco, sono ridotte come certe bottegaie calviniste: brutte, rancide, incattivite da questi cinquant'anni di ribellione ed infedeltà al carisma voluto dal loro Fondatore. Venditrici di porcherie, di eresie, di libelli che in altri tempi sarebbero finiti al macero o tra le fiamme.

Sarà contento il loro caro Bergoglio: costoro non rischiano certo di avere vocazioni, come altri istituti di cui il Satrapo diffida, e sui quali si abbatte inesorabile la scure dei commissari del popolo.

Luisa ha detto...

Segnalo:

VIDEO: Non confondiamo l'ideologia dell'accoglienza con il cristianesimo

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-video-non-confondiamo-l-ideologiadell-accoglienza-con-il-cristianesimo-18909.htm

E, se leggete il francese,segnalo il libro di Laurent Dandrieu:

" Eglise et immigration.
Le grand malaise"

http://www.plon.fr/ouvrage/a-glise-et-immigration-le-grand-malaise/9782750913618

Da leggere, l`autore fra l`altro osserva che la trasformazione del cattolicesimo in un`utopia multiculturalistica non era iscritta nel suo ADN, si domanda in che misura il cattolicesimo è capace di di pensare le grandi migrazioni al di là di un discorso moralizzatore e desincarnato( io aggioungo colpevolizzantze) sull`apertura che ci è generalmente amministrato e del quale il paa psembra essersi fatto una specialità mediatica, non teme di affrontare i rappori con l`islam con il discorso dominante che ci spinge a credere che tutte le religioni sono intecambiabili, un libro veramente serio e documentato.

irina ha detto...

Quello del cattolico adulto è stato ed è un abbaglio.Ogni generazione va educata dalle fondamenta; non solo per le età diverse della vita che si attraversano, ogni età con le sue caratteristiche e i suoi compiti e le sue debolezze ma, anche dal punto di vista della fede.Bisogna portare ogni generazione dall'animismo alla Fede Cattolica passando attraverso i fuochi incrociati di eretici, apostati,scismatici, infedeli, idolatri, filosofi atei, antichi, moderni e contemporanei fino al momento in cui la Fede non ha messo salde radici nella pratica di pietà e nella conoscenza.
In modo particolare con questo metodo gell/soft/ameba di cui si è fato portabandiera il Papa, usando sempre il "ni" occorrerà un sacerdote a vita per ogni fedele, dalla culla alla bara.Ora portando la nostra esperienza, quando molti erano i sacerdoti ci fu data l'ossatura della nostra Fede: l'impalcatura. L'ossatura era vitale, il midollo osseo in grado di nutrire il sangue. Siamo andati senza tante storie.Si parlava poco. Abbiamo fatto i matti ma, quelle ossa hanno retto e ognuno di noi vi ha avvolto intorno la sua muscolatura, le sua pelle, il suo grasso. E quando siamo tornati, eravamo contenti di sederci sulla seggiola ad ascoltare per imparare. Finchè non abbiamo capito che quello che ci veniva detto era rimasticazione di quello che avevamo sentito fuori. Concludendo le chiese si sono svuotate, gli altri se la ridono, convertiti genuini non si vedono e chi è tornato si sgola per far capire che la strada è quella sbagliata. Non facendo da Madre e da Maestra ma, da compagna la chiesa non ha motivo di esistere. Perchè il Corpo Mistico di Cristo è lacerato se Gesù Cristo diventa l'innominato,se l'Eucarestia diventa un pranzo in piedi, se entra la qualunque, senza un minimo di regole igieniche, i figli si ammalano, si contagiano e, se possono scappano, altrimenti muoiono. Proprio in un ospedale da campo non si fanno tante storie; se c'è da incidere, si incide; se c'è da amputare, si amputa. E' con i casi gravi che si vede la volontà di vivere del paziente e la responsabilità del medico di prendere decisioni salutari ed immediate.
In guerra vige una legge speciale, detta marziale. I nostri figli e nipoti stanno morendo.Non permettiamo a nessuno di far loro l'eutanasia.

Anonimo ha detto...

mente la "Pia" Società San Paolo non è commissariata.
LA "Pia" Società San Paolo non esiste più dagli anni '80. In quel periodo cambiò nome diventando "San Paolo S. p. A.".

Anonimo ha detto...

Il preciso ritratto da incubo sulla dura realtà in cui siamo stati precipitati non certo casualmente. E' sempre più evidente che tutto sembra partire o prendere slancio inarrestabile da CVII o almeno dalla sua volontaria manipolazione ad opera di gente che ha piani a lungo termine. E' altrettanto evidente ora che Bergoglio ha quasi completato la dissoluzione che il Potere del Mondo non avrebbe mai potuto procedere alla seduzione e conquista del pianeta senza preventivamente distruggere la Chiesa Cattolica sia dal punto di vista spirituale che pratico.
Ho il fortissimo sospetto che cerchino di ammaliare anche la FSSPX sapendo che attorno ad essa potrebbe catalizzarsi l'ultimo frammento del cattolicesimo dei millenni cosa che probabilmente non si possono permettere per procedere con la vittoria finale che è veramente a un passo o anche meno.
Miles

Anonimo ha detto...

Santificatevi e siate luce e sale della terra !
Se siamo a questo punto e' anche per causa mia che non mi sono santificata . Sarei capace di questa preghiera come Santa Bernadette ?

Testamento spirituale di Santa Bernadette a Nevers

"Per l’indigenza di mamma e papà per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza, per le pecore rognose: grazie, mio Dio! Bocca di troppo da sfamare che ero; per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie!
Grazie o mio Dio, per il Procuratore, per il Commissario, per i Gendarmi, per le dure parole di Peyremale. Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non siete venuta, non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso. Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per coloro che mi hanno presa per pazza, per coloro che mi hanno presa per bugiarda, per coloro che mi hanno presa per interessata. GRAZIE, MADONNA !
Per l’ortografia che non ho mai saputa, per la memoria che non ho mai avuta, per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie! Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra una bambina più stupida di me, avreste scelto quella! Per la mia madre morta lontano, per la pena che ebbi quando mio padre, invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette, mi chiamò Suor Maria Bernarde: grazie, Gesù! Grazie per aver abbeverato di amarezza questo cuore troppo tenero che mi avete dato. Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata: "Buona a nulla". GRAZIE!
Per i sarcasmi della madre Maestra, la sua voce dura, le sue ingiustizie, le sue ironie, e per il pane della umiliazione, grazie! Grazie per essere stata quella cui la Madre Teresa Poteva dire :"Non me ne combinate mai abbastanza". Grazie per essere stata quella privilegiata dai rimproveri, di cui le mie sorelle dicevano: "Che fortuna non essere come Bernadette. Grazie di essere stata Bernadette, minacciata di prigione perché vi avevo vista, Vergine Santa ! Guardata dalla gente come bestia rara; quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva: "Non è che questa?!". Per questo corpo miserando che mi avete dato, per questa malattia di fuoco e di fumo, per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, GRAZIE MIO DIO!
Per quest’anima che mi avete data, per il deserto della aridità interiore, per la vostra notte e per i vostri baleni, per i vostri silenzi e i vostri fulmini; per tutto, per Voi assente e presente, grazie! Grazie o Gesù!"
http://www.iltimone.org/35707,News.html

Anonimo ha detto...

Mi ha fatto ridere. Ma che buono! Sic et non. E il Cardinale Pio Vito Pinto sparito con i dubia. Che buono!

Catholicus ha detto...

@ Miles "la vittoria finale (che) è veramente a un passo o anche meno" : quando leggo queste amare conclusioni non posso far a meno di ricordare le parole della nostra Madre Celeste rivolte a suor Lucia di Fatima "quando tutto sembrerà perduto, allora Io sarò con voi...alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà". L'aiuto arriverà, non bisogna disperare, anche contro ogni evidenza contraria. Il Signore ci chiede questa prova di fede, di fiducia in Lui e nella Sua SS.ma Madre, e, per grazia Sua anche Madre nostra,a la Beata Sempre Vergine Maria. Avanti con coraggio, quindi, con la mente edil cuore rivolti ai Sacri Cuori di Gesù e Maria.

Anonimo ha detto...

Caro Catholicus, grazie per l'incoraggiamento. Il termine "finale" che ho usato forse è improprio; intendevo dire "finale" in termini temporali umani e materiali, relativi alla nostra epoca. In questo senso per quanto riguarda il nostro periodo non credo arrivi di sorpresa la Cavalleria a sbaragliare i cattivi all'ultimo istante. Con la serena consapevolezza che comunque vadano le cose c'è un Altrove più rassicurante che ci attende e che la buona battaglia va combattuta qui indipendentemente dall'esito umano.
Poi, almeno per me, sarebbe molto interessante dibattere sul significato di quel "...alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà".
Miles

Anonimo ha detto...

L'anziana suora è la prova del metodo utilizzato per scardinare la SS Chiesa di NSGC.
L'obbedienza è connaturata al consacrato e la "disobbedienza per obbedire" non è da tutti.
Poco tempo fa, in confessionale, l'anziano Sacerdote sui novant'anni, sicuramente santo, devoto e mansueto, che in questi ultimi quasi quattro anni ha subito, secondo me, un'ibridazione di pensiero, incidentalmente ha definito il cattolicesimo una proposta di fede accanto ad altre...
Non ho detto nulla: tempo fa a proposito della comunione ai divorziati c.d. risposati, sommessamente gli ho chiesto come potevano accedervi, se la loro intimità dovesse essere considerata fornicazione e l'avevo visto andare in un blocco da corto circuito, proprio perchè in cuor suo è in buona fede.