mercoledì 8 febbraio 2017

Prove tecniche di un nuovo rito ecumenico?

Leggo oggi su Il sismografo che, nel quadro delle celebrazioni per il 50° anniversario del dialogo tra la chiesa cattolica e quella anglicana e della istituzione del Centro anglicano a Roma, il prossimo 13 marzo si terrà la Preghiera corale della sera secondo l'uso anglicano nella Basilica di San Pietro.
Sarà la prima volta nella storia che la funzione, in parte equivalente ai Vespri cattolici, sarà celebrata presso l'altare della Cattedra, di comune intesa tra l'arciprete della Basilica, il cardinale Angelo Comastri, e il direttore del Centro Anglicano di Roma, l'Arcivescovo David Moxon, che presiederà il servizio liturgico. Il predicatore sarà l'Arcivescovo cattolico inglese Arthur Roche(1).
La liturgia sarà animata dal Coro del Merton College di Oxford.
Viene ricordato, nell'occasione, che la ricorrenza è stata rievocata cinque mesi fa dal Papa e dall'Arcivescovo Justin Welby, nella celebrazione dei Vespri nella basilica di San Gregorio al Celio. La data della celebrazione del prossimo 13 marzo (che peraltro è la data di elevazione al Soglio) è stata scelta perché la prima disponibile e più vicina al giorno di San Gregorio Magno, divenuto informalmente il patrono delle relazioni tra le due chiese. Fu lui infatti che portò il cristianesimo in Gran Bretagna con l'evangelizzazione di alcuni monaci benedettini del cenobio romano di Sant'Andrea sul Celio, tra i quali si ricorda Sant'Agostino che divenne poi il primo arcivescovo di Canterbury.
Sono forse le prove generali di un nuovo rito ecumenico. già inaugurato con i Luterani [qui - qui - qui], a cui fa da apripista la preannunciata revisione della Liturgiam authenticam ? [vedi: Un altro serio ‘vulnus’ a La Catholica. Ѐ una analisi che vi invito caldamente ad approfondire].
Sorvolando sul resto, vogliamo dimenticare che i riformati credono nella consustanziazione? Il che significa che, per loro, il pane e il vino conservano la loro essenza e dunque la presenza del Signore sarebbe solo simbolica e spirituale. Per questo Trento parla di "transustanziazione" e di "Presenza reale": delle sacre specie resta solo l'apparenza, ma la sostanza è mutata nel corpo sangue anima e divinità del Signore che si fa realmente e personalmente presente. E definitivamente, finché le ostie consacrate non vengono consumate o ne resta una parte. Per questo Lo adoriamo nel Tabernacolo e Lo si può portare agli ammalati.

Poiché non è più previsto il reditus dei separati ma, secondo il falso ecumenismo oggi in vigore tutti convergono verso una verità da cercare insieme al di fuori da La Catholica, c'è da temere che sia essa ad uniformarsi e non viceversa. E le avvisaglie purtroppo non mancano. Ecco, oltre a tramare l'intercomunione come potete vedere dai link sopra indicati, cosa dice Bergoglio agli Evangelici tedeschi ricevuti il 6 febbraio scorso:
...Al tempo stesso, nella realtà dell’unico Battesimo che ci rende fratelli e sorelle e nel comune ascolto dello Spirito, sappiamo, in una diversità ormai riconciliata, apprezzare i doni spirituali e teologici che dalla Riforma abbiamo ricevuto. A Lund, il 31 ottobre scorso, ho ringraziato il Signore di questo e ho chiesto perdono per il passato; per l’avvenire desidero confermare la nostra chiamata senza ritorno a testimoniare insieme il Vangelo e a proseguire nel cammino verso la piena unità. Facendolo insieme, nasce anche il desiderio di inoltrarsi su percorsi nuovi.
Non trovo parole (in realtà c'è di che essere esausti dopo quanto detto e scritto in tempo reale in questi quattro anni) per commentare quanto c'è di erroneo dalla prima all'ultima parola anche del resto del discorso. E di quanto accade ogni giorno a ritmi sempre più vertiginosi e apparentemente inarrestabili. C'è non solo da inorridire; ma da gridare che chi tace approva... Ovviamente non mi riferisco a noi laici, che non riusciamo a tacere a nostro rischio e pericolo, in un ruolo inusitato che non ci compete. Parlo di chi ha responsabilità più gravi delle nostre e potrebbe parlare con più incisiva autorevolezza. Hai voglia a dire che non è Magistero infallibile! La deformazione ormai precipita e si allarga sempre più la forbice tra chi custodisce la retta fede della lex orandi lex credendi e le nuove generazioni che assimilano la neo-evangelizzazione.
_________________________
1. Arthur Roche, Segretario della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, è stato chiamato a presiedere la commissione per la revisione della Liturgiam authenticam, scavalcando il prefetto della congregazione, il cardinale Robert Sarah. Risulta che di recente si sia già tenuto un incontro di lavoro riservato, a cui avrebbero preso parte oltre a Arthur Roche, il sottosegretario Silvano Maggiani, Andrea Grillo, professore al Pontificio Ateneo Sant'Anselmo, e i vescovi Piero Marini e Domenico Sorrentino. Questi nomi già lasciano presagire la volontà di annichilimento dell'azione di parziale restauro della sacralità del Rito promossa da Benedetto XVI e temere guasti ancor peggiori. A prescindere dalla diminutio comunque costituita dal NO.

78 commenti:

Alessandro Mirabelli ha detto...

questa è l'ora dei laici, di noi laici. La gerarchia in parte è conigliesca in parte è filo protestante. Ho sentito in confessione cose tali da un prete che mi sono chiesto se conosceva i comandamenti. Buna parte del clero ha perso la fede. Di fatto e' protestante, rimane solo l'involucro cattolico. È' la nostra ora. A questo punto siamo noi che abbiamo il dovere di proteggere e di trasmettere il deposito della fede proteggendolo dalle turpi nequizie di una parte, quella più importante, della gerarchia. E che Dio illumini anche la fsspx prima che compia certi passi.

Anonimo ha detto...

Socci ha da poco segnalato questo:

https://anonimidellacroce.wordpress.com/2017/02/06/spifferi-da-santa-marta-sullintercomunione-di-fra-cristoforo/

D'altronde è piuttosto evidente da tempo che nel centro del mirino c'è il Santissimo. La questione dei divorziati è solo strumentale per questo fine. L'abominio della desolazione.

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/02/07/ultime-da-santa-marta-porte-aperte-alle-donne-sacerdote/

mic ha detto...

In fine velocior....

Anonimo ha detto...

Mais vous n'avez pas encore compris que l'Église catholique officielle est morte, et que ce que vous avez devant vous c'est sa putréfaction ?

Qu'est-ce qu'il vous faut de plus ? Des coups de marteau sur la tête ?

Vous ne savez pas encore que Bergoglio est un imposteur au service de la judéo-maçonnerie ?

Lisez le dernier article d'Israel Adam Shamir, juif converti au christianisme, sur son blog "Entre la plume et l'enclume" :

http://plumenclume.org/blog/217-quand-trump-se-fatigue-pour-rien

Vous commencerez peut-être à comprendre…

Anonimo ha detto...

Ne parlano anche qui

http://www.medias-presse.info/qui-facilite-lislamisme-aux-usa-les-grands-medias-la-cia-la-communaute-juive-americaine-stephen-bannon/68923/

Cesare Baronio ha detto...

Altro che dubia: qui sono ormai solo certezze. Abbiamo capito che Bergoglio vuole una chiesa ecumenica con un rito che non sia più quello cattolico, un sacerdozio allargato alle donne (e quindi nullo e invalido) o agli eretici (altrettanto nullo e invalido) e una dottrina ridotta praticamente ad un solidarismo massonico.

A quel punto, non sarà più questione di chiederci "se" egli sia eretico o di correggerlo sui punti equivoci di AL.
Lascia scandalizzati che dinanzi a tali inaudite macchinazioni nessuno nella Gerarchia levi la voce.

Anonimo ha detto...

It also reciprocates the liturgical hospitality of the Archbishop of Canterbury and Dean Robert Willis in welcoming Cardinal George Pell to celebrate Solemn Mass at the High Altar of Canterbury Cathedral on July 7, 2015.

irina ha detto...

Sembravano pensieri azzardati, a chi per la prima vota li pensava. Quei pensieri erano invece l'eco di fatti, proditoriamente nascosti, che ora si presentano, mascherati, perbene.

mic ha detto...

Dal link di Magister:

A giudizio de "La Civiltà Cattolica", quindi, non solo vanno messe in dubbio l'infallibilità e la definitività del "no" di Giovanni Paolo II alle donna sacerdote, ma più di questo "no" valgono "gli sviluppi che nel XXI secolo hanno avuto la presenza e il ruolo della donna nella famiglia e nella società".

Questi sviluppi – prosegue il ragionamento della rivista – rendono ormai incomprensibili le "rationes" di divieti "che, più che espressione di autorità, paiono significare autoritarismo".

In altre parole, il fatto che la Chiesa cattolica non abbia mai avuto donne sacerdote non impedisce che ne abbia in futuro:

"Non si può sempre ricorrere al passato, quasi che solo nel passato vi siano indicazioni dello Spirito. Anche oggi il Signore guida la Chiesa e suggerisce di assumere con coraggio prospettive nuove".

E Francesco per primo "non si limita a ciò che già si conosce, ma vuole addentrarsi in un campo complesso e attuale, perché sia lo Spirito a guidare la Chiesa", conclude "La Civiltà Cattolica", evidentemente con l'imprimatur del papa.

Francesco ha detto...

Mi ricordo molto bene, tuttavia, che nell'ottobre 1991 Giovanni Paolo II presiedette i Vespri insieme ad alcuni vescovi luterani tutti insieme sull'altare della Confessione per celebrare i 600 anni di santa Caterina di Svezia.

irina ha detto...

Qual'è la differenza tra una donna suora e una donna prete?

Alessandro Mirabelli ha detto...

Il delirio dottrinale di Civiltà cattolica che ho potuto leggere sul blog di Magister non è nuovo tra i gesuiti. Ricordo che già venti anni fa e più ad un corso di esercizi spirituali predicati da un gesuita italiano, tale Michele Lavra, costui disse papale papale che ciò che era stato vero per la chiesa per due millenni - divieto di accesso al sacerdozio per donne - poteva non esserlo fra mille. Ora Santa Marta vorrebbe accelerare i tempi.
Qualcuno qui dice che nessuno nella gerarchia protesta. Noi non lo sappiamo. A quei livelli solitamente la guerra là si fa sotto traccia. Noi laici siamo gli ultimi a saperlo.

Anonimo ha detto...

OT
Nella prima serata della 67ma edizione del Festival di Sanremo Fiorella Mannoia si esprime con la sua meravigliosa canzone contro tendenza, una vera e propria esaltazione del dono della nostra vita e della volontà di Dio.
Fiorella Mannoia canta ‘Che sia benedetta’ di Amara – S. Mineo.

Luisa ha detto...

Stiamo assistendo impotenti alla progressiva ma costante e sempre più accelerata devastazione di quel che restava della Chiesa cattolica, Jorge Bergoglio sta imponendo alla Chiesa tutta quel che egli già faceva in Argentins, quando dava la Comunione ai divorziati risposati, quando faceva della sua cattedrale il teatro di incontri inter-religiosi e lasciava danzare il tango davanti all`altare, diverse foto e testimonianze di allora ci hanno mostrato la sua poco cura per la Liturgia.
Dentro quel che può sembrare a taluni (sempre meno) e talvolta un guanto di velluto c`è una mano di ferro che impone la sua volontà senza ammettere critiche e resistenze.

Con parole miellose, astutamente semplici per piacere al popolo ignorante e assicurarsi il suo sostegno e applauso, con le stucchevoli frasi sull`attenzione ai poveri, agli ultimi, alle periferie, alla fragilità delle coppie in situazione irregolare, sull`importanza di rispondere ai segni del tempo... e le corrispondenti picche velenose contro chi non è in estasi davanti alla sua volontà e continua a pensare e credere che la Chiesa È di Cristo e non "di Francesco", grazie al sostegno dei media laicisti che hanno in odio la nostra religione e la Chiesa di Cristo, e purtroppo grazie alla codardia di chi si è lasciato tetanizzare da quella mano di ferro e-o da una mal compresa concezione di obbedienza, Jorge Bergoglio può continaure tranquillamente la sua opera.
Ma, ancora una volta, e mi ripeto, chi ha letto la "sua" Evangelii Gaudium, ancor più chi conosceva le sue idee, le sue prassi, il suo carattere e i suoi metodi di governo in Argentina, non dovrebbe stupirsi ora di quel che sta succedendo.
Jorge Bergoglio non porrà un termine alla realizzazione del suo progetto per la chiesa secondo lui, continuerà fino a quando considererà che nessuno potrà tornare indietro.

marius ha detto...

Intanto che i 4 cardinali attendono a lungo a lungo (fin troppo) scrupolosamente e pazientemente i suoi ----- comodi, egli ne approfitta per premere a tavoletta sull'acceleratore delle riforme dall'intento irreversibile, sulla falsariga del suo riformatore preferito di cui si è assunto il privilegio di festeggiarne il 500mo...

... "ma il Signore aveva altri progetti".

Aiuto ha detto...

Certamente le intenzioni sono buone .
Non riesco . Non riuscirei a partecipare ad una Adorazione Eucaristica così .
E' piu' forte di me .
Mi verrebbe di pensare a tutto tranne al Vivente .
Forse il mio e' un atto di superbia .
Devo correggermi ?
Vi prego , compatitemi .
https://gloria.tv/video/nvettALKb8Ec6qZiqWVwuXAXE

Anonimo ha detto...

Non rispondera' mai , deve completare un programma che non e' iniziato oggi ma che giocava a rimpiattino ed ora ha finalmente campo libero . D'altronde sembra che abbia gia' detto come la pensa , e riparte dal 1978 :
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351301

Anonimo ha detto...


@ "Una dottrina ridotta praticamente ad un solidarismo massonico" - Le sacerdotesse

== Per esser piu' precisi: una dottrina ridotta ad un deismo che ricorda quello della Massoneria e comunque la concezione della religione dei razionalisti di stampo illuminista, come rivissuta dai Modernisti di ieri e di oggi, che l'hanno integrata con il soggettivismo di origine protestante (pietismo): la fede quale prodotto di uno "slancio vitale" del soggetto, riflettente le condizioni e i bisogni storici del momento (p.e. la democrazia), ragion per cui l'entita' razionale che si ritiene essere la divinita' verra' rappresentata secondo il "vissuto" del singolo individuo, secondo il suo modo di esserne cosciente.

== Sulle incombenti "sacerdotesse", bisognerebbe pur dire che l'impossibilita' delle donne di esser sacerdoti di Cristo deriva evidentemente dalla loro natura: non sono adatte all'officio, altrimenti Nostro Signore le avrebbe conscrate lui stesso. Le loro qualita' sono diverse da quelle degli uomini, nella Chiesa si sono fatte valere appunto come suore, monache, in posizione per la forma subordinata, che ha ugualmente prodotto tuttavia grande esempi di santita' nonche'un bene e un vantaggio per le anime che conosceremo appieno solo il Giorno del Giudizio. Ma chi si oppone oggi all'ugualitarismo che si e' imposto nei rapporti tra i sessi, grazie al femminismo e collegati? PP

irina ha detto...

Cosa si fa? Gli mettiamo la camicia di forza? Non la si mette più a nessuno.Fatti salvi preghiera, penitenza, digiuno, abbiamo un'unica arma noi, che non siamo suore, preti, nè del giro stretto o largo che sia, possiamo usare questo strumento,il blog, come stiamo facendo da tempo, parlare con chi chiede qualcosa. Nella speranza che qualcosa cambi. Qualcosa sta cambiando in diversi si stanno esponendo. Le colonne storiche non sono venute meno con il loro lavoro di indagine. Poi i giovani sacerdoti che passano di qui e leggono. A loro penso spesso. In casa c'è sempre stata un'attenzione particolare per il Seminario.I seminaristi, i giovani sacerdoti son la nostra speranza, loro sono futuro della Chiesa. Non certo le donne sacerdote: sono tutte bischerate nate nelle menti bischere dei bischeri.Il loro è un mondo che sta morendo;si proiettano nel futuro che non hanno perchè non hanno vita qui in loro stessi;le anime, che appartengono a questo mondo in agonia, sono quelle che sempre hanno distrutto tutto quello che hanno trovato.La costruzione del mondo migliore, nella mente di queste anime, era ed è sempre stata nel futuro. Troppo orgogliose per accettare il presente, per coltivarlo, per curarlo. Loro si sono dannate, per portare qui il futuro che è più in là, seminando morte e desolazione ovunque. Ed ora, ebbre come sempre furenti, vagano nella Chiesa, farneticando di una chiesa che non c'è, e distruggono, distruggono. La sola conoscenza, conquistata da queste anime ebbre, infine è quella del male, della morte.Il vero bene l'hanno bandito e si servono della sua caricatura per non impazzire. Dell'albero della vita non toccarono nè toccheranno finchè, pentite, in lacrime non chiederemo perdono a NSGC.

Un lettore ha detto...

Carissimi,
ci troviamo davanti ad una situazione ecclesiale che ogni giorno si fa più preoccupante.
Nell’ultimo numero della rivista La Civiltà Cattolica è comparso un articolo di P. Giancarlo Pani sj che «fa tranquillamente a pezzi proprio "l'ultima parola chiara" – cioè il no tondo tondo – che Giovanni Paolo II ha pronunciato contro il sacerdozio delle donne». Per vedere come, non resta che rileggere questo passaggio dell'articolo – propostoci da Sandro Magister - propriamente dedicato alla questione delle donne diacono, ma che da lì prende spunto per auspicare anche delle donne sacerdote.
Come giustamente sottolinea Magister «La Civiltà Cattolica non è una rivista qualsiasi. Per statuto ogni sua riga è stampata con il previo controllo della Santa Sede. Ma in più c'è lo strettissimo rapporto confidenziale che intercorre tra Jorge Mario Bergoglio e il direttore della rivista, il gesuita Antonio Spadaro. Il quale a sua volta ha il suo collaboratore più fidato nel vicedirettore Giancarlo Pani, anche lui gesuita come tutti gli scrittori della rivista».
C’è da augurarsi che il Santo Padre intervenga con chiarezza, ma il nostro cuore teme che purtroppo così non sarà…
Vi auguro una buona giornata… e speriamo che non sia portatrice di altre pessime notizie.

Luisa ha detto...


"C’è da augurarsi che il Santo Padre intervenga con chiarezza, ma il nostro cuore teme che purtroppo così non sarà…"

Credo che siano sopratutto la nostra mente e la nostra ragione che sanno che Jorge Bergoglio non interverrà nè con chiarezza nè per fare chiarezza e perchè lo farebbe dal momento che quella confusione, quel "casino" ( parola da lui usata e dunque non più volgare) è lui a volerli, a provocarli?
Ha già avuto tante occasioni per rispondere a coloro che si sono rivolti DIRETTAMENTE a lui ma egli ignora le suppliche, gli appelli, solo gli importa di continuare e realizzare senza ostacoli e senza perdita di tempo il suo programma.
Siamo lungi dall`aver visto tutto ciò di cui Jorge Bergoglio è "capace".

irina ha detto...

Ipotesi: nei seminari accanto ai seminaristi saranno le seminariste. Quando arriveranno agli ordini saranno, preti, pretesse e pretini.

Luisa ha detto...

Il cattolicesimo secondo Spadaro:


"Un cattolicesimo chiaro ma non tribale. Oggi la tentazione forte è quella di serrare le file e di opporre al caos percepito la risposta di un cattolicesimo intransigente e identitario. "

La Parola di N.S.G.C., il Magistero immutabile che ha attraversato i secoli, i cattolici fedeli che basano la loro vita su quelle certezze, in questa neo-chiesa diventano rigidi, intransigenti, chiusi ai "segni dei tempi" e alle "novità dello spirito" e colpevoli di difendere la loro identità.
Siamo alla frutta!

PS: ma almeno menziona il caos che non è percepito ma REALE, effettivo e devastante.

Anonimo ha detto...

Aiuto delle 9,36, ti capisco certe forma che cercano di lavorare sull'emotività più che sulla fefe nuda, sviscoono l'atto religioso e a lungo andare lo svuotano. Però possono essere utili come approccio iniziale, per gente che si avvicina alla fede. Per proseguire poi nel cammino occorre qualcosa di ben più solido.

tralcio ha detto...

Quale è la posta in gioco della strategia della neochiesa smaccatamente antropocentrica e desacralizzante?
Il regno di pertinenza è ancora quello dei Cieli, o più pragmaticamente e prosaicamente solo la terra, ovvero il mondo?

Il vangelo spiega che il mondo ha un suo principe, non stimato da Gesù.
Nel principe di questo mondo Gesù non ha un antagonista al suo livello, mentre l’umanità nel principe del mondo sperimenta un falsario in grado di mescolare le carte con delle ragioni spendibili , “umanitarie”.

Il tentativo di Lucifero di essere come l’Altissimo non è vago o generico: ce l’ha proprio con la seconda persona della Trinità. Ce l’ha con l’Incarnazione del Verbo. Ce l’ha con la Sua Presenza Reale, l’Eucaristia. Il perchè?
Perchè il Padre ha messo tutto nelle sue mani (Gv 3,35).
Tutto è stato posto sotto l’autorità del Figlio (Mt 28,18).

Il principe di questo mondo usa un’intelligenza finissima per tentare l’uomo confondendolo, anche dopo venti secoli di annuncio cristiano, persino dentro la gerarchia religiosa: con noi questa cosa gli riesce benissimo. Più diventa disperata la sua impossibile pretesa e più osa con l’uomo: ora tenta di scalzare il Figlio dal suo ruolo, visto che -per tramite del Figlio- la volontà di Dio si mette al servizio per amore di un’umanità resa schiava del peccato.

La fine dei tempi sancirà il termine del tentativo luciferino di derubare Gesù: incapace di detronizzare Cristo, il suo “anti” cerca di raggiungere lo stesso effetto derubando il trono del suo valore, la regalità sull’umanità. Perciò il principe di questo mondo cerca chi lo adori, attaccando la fede nella Presenza Reale dell’Agnello, tramutandola al più in un’idea umana, gestita secondo le logiche, cangianti, degli uomini.

I regni della terra sono sotto il potere di questo principe e lui può darli a chiunque voglia (Lc 4,5-6). Un puro spirito ribelle si serve di un essere umano di carne a cui darli, altrimenti non potrebbe padroneggiare la terra.
Sgridando il demonio, Gesù-esorcista indicò la via della Croce dove Egli avrebbe conquistato un popolo riscattato dal giogo del nemico.

La Vergine Maria, che ci ha dato il Figlio, è nemica invincibile dell’invidioso che signoreggia il mondo. Mentre la Regina ci soccorre e Cristo è il solo vero Re (unico a salvare!), il principe di questo mondo tesse la tela per “possedere” l’umanità, forte dei suoi falsi profeti che propongono la sua antitesi: l’Anticristo.

Certi "uomini dabbene" idolatrano quel Salomone che, ricevuta da Dio la grazia di una sapienza memorabile, da costruttore del tempio di Dio si trasformò nell’adoratore degli idoli, corrompendo la propria gloria in funzione di quelli e mangiando dell’albero del bene e del male Adamo ci assoggettò al falso re del mondo.

La scelta che l’umanità avrebbe affrontato era già lì nel Giardino, ancora prima del peccato originale. La scelta di volerne uscire, guariti, non può essere elusa. Sebbene sia diventata universale, resta ancora prettamente personale.

Pietro C. ha detto...

L' "Effetto Bergoglio" avviene anche in Turchia.

Vedi: http://traditioliturgica.blogspot.it/2017/02/religione-ecumenica.html

Grazie per l'attenzione.

Anonimo ha detto...

E Socci dopo aver fomentato odio per Bergoglio e divisioni tra cattolici viene a farci il predicozzo, e cambia registro. MA COSA STA SUCCEDENDO???

Anonimo ha detto...

Direi non c'è nessuna reciprocità tra la celebrazione che Pell fece in terra anglicana: perché un rito eretico condotto in una chiesa cattolica è una profanazione, mentre un rito cattolico celebrato in una chiesa anglicana non lo è. Quanto a GPII, ben sapendo che pure quel Papa fece cose improprie in campo ecumenico, nell'episodio citato mi pare che i "vescovi" luterani parteciparono ad un rito cattolico in una chiesa cattolica. Ora stiamo parlando di un rito anglicano in una chiesa cattolica, per di più nel luogo simbolico della Cattedra di Pietro.

--
Fabrizio Giudici

Cesare Baronio ha detto...

Vogliono far sparire la Messa, il Santo Sacrificio, che è l'unico baluardo posto da Dio contro il prevalere delle tenebre.
L'abominazione della desolazione nel tempio: rileggiamo Daniele e quel che dice Nostro Signore a tal proposito nel Vangelo (Dan 12, 11; Mt 24, 15; Mc 13, 14).

Non ci sono altre scuse, non ci sono giustificazioni di alcun genere.
Si avvicina veramente l'ora dell'Anticristo.

Dinanzi a questa deliberata intenzione di vilipendere Dio, demolire la Chiesa e dannare le anime vi è una sola risposta: moltiplicare le preghiere e i sacrifici. E far celebrare Sante Messe contra persecutores Ecclesiae ai sacerdoti che ancora non hanno perso la fede.

Rr ha detto...

Per l'ennesima volta chiedo: ma perche' non si trasferiscono tutti, armi e bagagli, dagli Anglicani ( che hanno le pretesse) o dai Luterani (che hanno le pretesse), dai Pentecostali ( niente pretesse, ma tanto casino) ? Se hanno tanta voglia di femmine imtomo, si spretino, e si sposino, almeno quelli di loro che non sono omosessuali.
Ma non se ne può proprio più ! Ma le biografie degli ultimi arcivescovi di Canterbury le hanno lette ? Figli illegittimi, adulteri, ubriaconi, drogati, bisessuali...un film dell'orrore. Per non parlare di tutta la Chiesa anglicana, bacata ab origine, motivata da lussuria ed avidita', partecipe di ogni nefandezza la Gran Bretagna abbia mai commesso! Abissi di peccato !
Ed usano l'Altare della Cattedra di S.Pietro ! A quando una bell'ammucchiata sull'Altar maggiore, che gli crolli addosso, cosi siamo finalmente liberi ?
Rr

Anonimo ha detto...

"E Socci dopo aver fomentato odio per Bergoglio e divisioni tra cattolici viene a farci il predicozzo, e cambia registro. "

Intanto è falso dire che Socci abbia fomentato "odio" per Bergoglio e "divisioni" tra i cattolici. Ha denunciato le cose storte e le divisioni sono l'inevitabile conseguenza della linea della Santa Sede che "interpreta liberamente" la parola di Cristo.

Non mi pare proprio poi che quella di Socci sia un'inversione a U. La conclusione del suo pezzo (che non ho voglia di copiare a mano, il copia & incolla è disabilitato sul suo sito) invita a compattarsi dietro i quattro cardinali (Caffarra, Burke, etc...) e di sostenere anche il loro stile comunicativo. Mi pare ragionevole: il caos non si combatte con altro caos, ma con l'ordine. Quindi, evitare di andare ognuno per sé.

--
Fabrizio Giudici

Luisa ha detto...

Effettivamente stupefacente l`ultimo articolo di Socci, lui che ha ampiamente e copiosamente contribuito a quella che oggi chiama guerra civile fra cattolici in particolare con le sue espressioni che oggi definisce inaccettabili.
E poi quella violenza verbale che egli stigmatizza, i conati di vomito mediatici, in particolare dopo le "pasquinate", io lo ho visti da parte dei soliti noti contro i "conservatori" non allineati sul pensiero unico, turiferari vari che hanno dato il peggio di sè in articoli di una rara violenza, volgarità e sprezzo.
Mah, Socci non è il primo a tirare i remi in barca, il perchè lo sa solo lui.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Socci? Non e' ma stato dei nostri. Solo quando c'era convenienza. Nei suoi articoli discetta del Vaticano II ma non sembra conoscerne i passi ambigui. Tutto inizia e finisce per lui con CL. Sembra che la chiesa, come anche per chi aderisce ad altri movimenti, inizi e finisca con loro. Ha scritto un libro sull'ultimo conclave, dove FORSE c'è stato un errore procedurale, che è uno psicodramma perché basato sul nulla. La sua ipotesi fantasiosa egli la fa diventare quasi certezza giuridica. Con un solo fine: i legittimi diritti d'autore. Egli odora di politica lontano un miglio, mi ricorda quei democristiani alla disperata ricerca di un voto. Ha tirato i remi in barca? Ce ne faremo una ragione. Noi continuiamo la nostra buona battaglia che non è basata sulle nostre idee e che non è alla ricerca di personali visibilità. La mia impressione è che qualche papavero gli abbia consigliat di smetterla. La guerra civile fra di noi fa avanti ormai da più di tre anni, da quando fu rilasciata la prima intervista a Scalfari. Chi ha dato fuoco alle polveri? Buon cammino, dr. Socci.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Altri vaticanisti non turiferari, italiani e non, hanno uno stile ben più pacato ma molto più efficace di quello di Socci. E in questi quattro anni non sono mai andati soggetti ad improvvisi sbalzi umorali. Teniamoceli ben stretti.

tralcio ha detto...

Gentile Luisa, mi permetto di eccepire.
Trovo molto opportuno il richiamo di Socci: un cristiano non può mai odiare e la carità deve sempre accompagnare la verità.
Amare il proprio nemico ci fa di Cristo e saper rinunciare a una nostra volontà per fare la Sua vale più di uno sguainar di spade quanto mai inopportuno, persino al Getsemani. Tutto questo senza svendere alcunchè, ma anzi rafforzando la testimonianza.

Alessandro Mirabeli ha detto...

Non considero questo Papa nostro nemico. A qualsiasi romano pontefice fa il nostro rispetto ma una cosa è il rispetto, un'altra portare il cervello,e la fede all'ammasso. Sappiamo rinunciare alla nostra volontà ma sappiamo anche come Cristo ha voluto e vuole che sia la Sua Chiesa che rimane Sua, non di un suo qualsiasi Vicario. E i suoi Vicari non possono propalare i propri gusti e la loro voglia di andare dietro a certe mode come se quelle fossero la Volontà di Cristo.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Affermare, ad esempio, che l'adulterio, fosse anche commesso una sola volta, e' un peccato grave e' forse disdicevole alle orecchie di tanta gente? Forse si, ma chissenefrega. Non mi accontento di tanti giri di parole, di tanta vacua verbosita', di tanti vescovi. Mi basta il Vangelo. Ma, per favore, che poi quei vescovi così accondiscendenti verso l'ispieratore del l'adulterio, cioè il demonio, abbiano la decenza di non dire che sono un duro di cuore e che sono rigido.
Preferisco morire come Saint thomas More e Saint John Fisher piuttosto che affermare che il capitolo ottavo di AL e' superiore al Vangelo.

flora ha detto...

Vorrebbe essere una battuta.... o forse no. Siamo sicuri che non si sia presentata la Digos a casa di Socci? Motivazione? Istigazione mediante web all'odio contro Bergoglio! Com'è possibile altrimenti che nel giro di alcune ore ci sia stato un così corto circuito? Avete visto i post da lui pubblicati fino a poche ore prima? Io qualche domanda me la farei.

Luisa ha detto...

Mi dispiace tralcio ma anch`io eccepisco:):) quel che mi fa sorridere è la brusca svolta di Socci che è stato fra i più virulenti contro Bergoglio e che ora sembra mettersi fuori dalla "mischia" come se fosse un osservatore neutro , parla di coloro che si son lamentati...che si sentono bersagliati e offesi dal papa, afferma che così non va bene, ma quando era lui ad usare certe espressioni che ora definisce inaccettabili, andava bene?
Da che parte son venuti attacchi di una rara violenza? Chi ha criminalizzato chi? Devo ricordare i vari Politi, Melloni, de Cicco, Badilla, Spadaro, Franco, ecc. ecc.?
Se poi egli sceglie di adottare un tono più pacato, sull`esempio dei cardinali Burke e Caffarra, a me va benissimo, ma che ci sia permesso di osservare che quello che oggi egli definisce "clima da guerra civile fra cattolici" è in realtà la drammatica divisione provocata da chi ha oggi le redini del potere nella Chiesa, troverei peccato che Socci cessasse di continuare a testimoniare, informare e condividere.

Anonimo ha detto...

Luisa,

"fuori dalla mischia" non vuol dire starsene zitto. L'ha spiegato chiaramente su un commento su FB. Ricordo che anche quando scoppiò il polverone su Cavalcoli qualcuno interpretò un post di Socci come se volesse starsene fuori; anche perché Socci in quella scrisse anche un paio di cose inesatte. Tuttavia successivamente non modificò la sequenza di denunce delle cose sbagliate.

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Fabrizio Giudici

tralcio ha detto...

La posta in gioco è molto alta (vedi mia delle 13.06).
L'ultimo dei miei pensieri è se Socci possa aver cambiato idea (il che non mi pare).
Certi toni, modi, lazzi e lodi eccessivi non fanno bene ne' alla verità, ne' alla carità.
Non prendiamo a modello i Politi o i Melloni per autorizzarci a fare altrettanto!
Si può essere rispettosamente fermi, chiedendo con umiltà al Signore prudenza e sapienza.
E' evidente che sia in atto un progetto ad ampio raggio per stravolgere la Chiesa cattolica.
Di chi è la Chiesa? Di chi siamo noi? Se siamo del mondo, facciamo come il mondo... Se no, no.

Anonimo ha detto...


#"Altri vaticanisti hanno uno stile molto piu' pacato ma molto piu' efficace..."

Ecco, questo, a mio avviso, e' il punto giustamente messo in rilievo: uno stile "molto piu' pacato ma molto piu' efficace". Uno stile che, grazie alla pacatezza dell'argomentare, riesce a delineare il concetto che colpisce e lascia il segno, al contrario dell'intervento becero, molto meno efficace, anche perche' spesso sostituisce al concetto l'insulto o comunque tenta di farlo. Perche' non adottare sempre, anche su questo blog, uno stile "molto piu' pacato"? Se ne avvantaggerebbe la stessa polemica, che ne guadagnerebbe in chiarezza e incisivita'.
Offendere in qualche modo il prossimo non e' poi cosa da farsi, in generale, lo sappiamo. Perche', quando ci si riferisce al presente Pontefice, pur criticandolo come indubbiamente merita, non ci si limita a chiamarlo Papa Bergoglio o Papa Francesco, e si deve sentire il bisogno di prenderlo in giro, dileggiarlo, chiamandolo "il perito chimico", "l'omissisis", etc. arrivando anche ad offenderlo in quanto argentino o sudamericano (!? e noi italiani chi crediamo di essere?) o definendo volgarmente "bergoglionate" certe sue (indubbiamente inaccettabili) uscite?
Forse un esame di coscienza in questo senso non guasterebbe. Il tono inutilmente acceso che si nota troppo spesso nei confronti dell'attuale Papa, oltre ad essere sbagliato in se', nuoce anche alla buona battaglia in difesa della fede, cui siamo costretti dalla nequizia dei tempi e dalla latitanza di troppi chierici.
Un esempio di stile pacato ma assai efficace: L'intervento con il quale il prof. Gotti Tedeschi (senza offendere nessuno, senza cioe' imprecare ai "banchieri strozzini" o alla "lue massonica") demolisce gli argomenti anti-Trump di un premio Nobel per l'economia, dimostrando implacabilmente tutta la vacuita' e la pericolosita' delle tesi dei "globalizzatori" e consorti (blog di Tosatti, Stilum Curiae di oggi). PP

mic ha detto...

E Socci dopo aver fomentato odio per Bergoglio e divisioni tra cattolici

Socci non ha mancato di usare toni 'decisi' e fare discorsi abbastanza contundenti. Ma questo si chiama critica e la critica, giusta, motivata e costruttiva non fomenta odio né divisioni.
Le divisioni ci sono non certo a causa delle critiche, che hanno purtroppo la loro ragion d'essere. In genere si pretenderebbe silenziarle perché infastidiscono proprio col pretesto dell'odio che genererebbero, ma che non riguarda noi cristiani, che piuttosto siamo presi da sgomento e mai mossi da rancori o divisioni preconcette. Le divisioni le subiamo, piuttosto che provocarle.
Può darsi che sia stato colpito dalle reazioni eccessive e scomposte ai recenti manifesti e dai toni minacciosi e poco rassicuranti nei confronti di chi si trova a dissentire, suo malgrado, fornendo le ragioni e gli argomenti del dissenso. Considerate anche come sono stati attaccati persino i cardinali nonostante il loro stile ineccepibile...
Forse Socci è stato indotto a smorzare i toni (cosa che cerco spesso di fare anch'io senza peraltro riuscire a frenare alcune intemperanze, efficaci ma di fatto corrosive di alcuni commenti. Tenendo conto che quelli (e sono numerosi) che affibbiano patenti non li pubblico in assoluto. E non penso che questo costituisca un tirarsi indietro. Comunque è da vedere.
Condivido gli argomenti di PP e penso che la nostra credibilità, già indiscussa, ma anche la nostra efficacia non possano che aumentare se cercheremo di temperare le reazioni di pancia e proseguiremo senza tacere ma con lo stile adeguato all'istituzione e a chi ne riveste il ministero, che le nostre critiche, nel difendere le verità cattoliche fondate sul magistero perenne, intendono difendere non attaccare...
Questa è normale cristiana prudenza nonché dovuto rispetto, non certo vigliaccheria perché, solo parlando, in trincea e sotto tiro ci siamo e come...

irina ha detto...

L'ipotesi di Flora potrebbe essere verosimile.Magari una telefonata di un amico.
Ci son state, in altri, sfumature di cambio tono. Impressioni? Vedremo.
Controllo, quello viene auspicato. In particolare in situazioni così delicate.
Personalmente tendo a perderlo. Molti commenti li cancello, da sola, dopo averli scritti e riletti. Mai mancare di rispetto ad una persona...anche se una persona manca di rispetto a tutte le altre. Mi controllo. Nulla lascio trasparire. Oggi con questa storia del sacerdozio femminile, ho scritto pochino ma, mentalmente, tante sciocchezze mi uscivano come i soffioni di Larderello, mi sono divertita parecchio. Il materiale viene offerto con abbondanza ogni giorno. E' difficile resistere.Scadere è un attimo.

mic ha detto...

Ho appena letto lo scritto di Socci e mi pare che la marcia indietro si nota. E fa riferimento anche a ciò che si trova sui social. Vedo che su Facebook, per quel po' che mi affaccio, si legge di tutto di più anche di molto squilibrato e ciò non giova certo alla causa di chi ama la Tradizione e difende La Catholica, perché quello è il metro con cui ci etichettano coloro che non accettano le nostre puntualizzazioni 'scomode' per il potere egemone che, anziché replicare con altrettanti argomenti, davvero attacca accusa ed etichetta anche in maniera violenta. Il clima è quello che è, ma non sono le critiche equilibrate a crearlo.

Dice bene tralcio Di chi è la Chiesa? Di chi siamo noi? Se siamo del mondo, facciamo come il mondo... Se no, no.

Se poi Socci abbia ricevuto 'avvertimenti' come dice Flora, e a prescindere, non cambia ciò che è stato appena detto sull'attenzione ad uno stile adeguato.

Anonimo ha detto...

Direi che l'ultima posizione di Socci non sia compatibile con quelle sue precedenti messe nero su bianco anche con i suoi libri (...Non è Francesco. Ricordate?) nonostante le improbabili arrampicate sugli specchi. La normalizzazione continua. I normalisti avanzano e trionfano. Certo che un Socci improvvisamente normalista non me lo sarei aspettato. Peccato, lo consideravo un caposaldo. Osservo poi che il fronte conformista-progressista ha una saldezza, una coesione, una univocità e una capacità di attrazione che i sempre più dispersi e sparuti fedeli alla vecchia Chiesa si scordano.
Miles

Anonimo ha detto...

Penso anch'io che Socci abbia ricevuto "avvertimenti" non si spiega altrimenti una svolta cosi' repentina....Teresa

Rr ha detto...

Socci tiene famiglia, tanta e problematica...
E quelli hanno attivato il braccio secolare. E conoscendo la magistratura italiana... Disse una volta M. Veneziani: - Se vengo a sapere che c'è un'indagine su di me, prima scappo in Svizzera, poi comincio a difendermi- .
Giusto oggi 25 anni di Tangentopoli e Mani pulite. E giusto oggi un ex sindaco, inquisito per collusioni mafiose, completamente assolto. Ma intanto carriera politica rovinata, soldi a palate agli avvocati, traumi e stress in famiglia...
Una denuncia per vilipendio di Capo di Stato straniero nonché Capo della Chiesa cattolica, anche se dimostri che non c'è vilipendio, o comunque tu non c'entri nulla, minimo ci vogliono 4 anni, ed intanto il giornale ti licenzia, la casa editrice non ti pubblica più i libri...
E se hai una figlia che necessita di cure...
Rr

irina ha detto...

Postilla. E' bene però che tutti ricordino che il prossimo esercita la pazienza. Esercitare la pazienza vuol dire che se taccio è perchè serro la lingua dietro i denti mentre essa t'avrebbe già tagliato i panni addosso; se parlo è perchè spero, con nuove argomentazioni, che tu capisca quello che sto cercando di farti capire da anni; se ti guardo con la lente di ingrandimento e ridacchio di quello che vedo è perchè mi sforzo di capirti,di conoscerti, riconosco le tue magagne che mi sono familiari e come familiare invvertitamente finisco col trattarti, come quel lontano cugino un po'strano,un po'duro d'orecchio, capa tosta. Ogni volta e per tanti altri motivi, si usa la pazienza. Chi la mette a dura prova, ricordi che il prossimo esercita la pazienza fino allo sfinimento. A questo punto a Roma si dice: m'ha tolto tutti i sentimenti.Ovvero non c'è più niente.

Sacerdos quidam ha detto...

Una volta detto che la Chiesa di Cristo non si identifica più, ma solo sussiste ("subsistit") nella Chiesa Cattolica (v. Unitatis redintegratio) senza più identificarsi tout court con essa, la conseguenza logica è che anche le false sedicenti 'chiese cristiane' diventano legittime 'chiese di Cristo' insieme ai loro riti e alle loro dottrine. Che poi si parli di loro "carenze", nulla cambia in sostanza circa le suddette fatali conseguenze.

Non per nulla, come già ricordato in precedenza, quella di inserire il "substitit in" al posto dell' "est" era stata una richiesta fondamentale ed astuta rivolta dagli osservatori protestanti ai Padri Conciliari e a Paolo VI, e da questi purtroppo prontamente accolta.

Tutto il resto - dalle ammissioni da parte di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI di eretici a riti cattolici, fino ad ammetterli oggi con Papa Bergoglio a celebrare i loro riti in San Pietro - non è che una logica conseguenza di quanto detto sopra.
Secondo i Papi 'conciliari' siamo in pieno "irreversibile cammino ecumenico" e in un cammino ovviamente si tende ad andare sempre più avanti. Perché meravigliarsi tanto?

Allo stesso modo, sempre seguendo l'ottica ereticale di Unitatis redintegratio, si è iniziato con Paolo VI a protestantizzare la S.Messa mediante il Novus Ordo, e si proseguirà inevitabilmente con Papa Bergoglio a protestantizzarla sempre più, fino forse a renderla invalida. Faux oecuménisme oblige (senza alcuna necessità di gomblotti gesuitici).

Carthago - il corpus delle 'novità conciliari'- delenda est.

Anonimo ha detto...

Io mi tengo alla larga da FB, leggendo solo la pagina di Socci e, saltuariamente, poche altre (come Adinolfi).

FB sembra fatto a bella posta per generare reazioni di pancia: basta leggere i commenti. In maggioranza sono frasi brevi e corte, per l'appunto di pancia, che non inducono a nessuna riflessione. Raramente si instaura una discussione, come per esempio qui, riprendendo un commento di un altro, studiando i suoi punti uno per uno e accettandoli o criticandoli individualmente. La maggior parte dei commenti sono una serie di insulti pesanti al proprietario della pagina (vedasi quella di Adinolfi, che li lascia liberi proprio per dimostrare la loro natura), a meno che non vengano bloccati, come fa Socci. Nel qual caso rimane una maggioranza di assensi incondizionati. Nella quota rimanente di critiche quasi mai si legge una motivazione solida. Insomma, è il trionfo del manicheismo.

Come diceva mic, teniamo presente che Socci comunque ha scelto di usare anche quel mezzo e quindi deve tenerlo a bada.

Fatta quindi la premessa secondo cui la pancia è dannosa, esistono molti modi diversi di argomentare ed esprimersi. Non necessariamente certi sono inferiori ad altri, anche tenendo presente che esistono gruppi di lettori diversi per cui può essere più efficace l'uno o l'altro.

Se parliamo del Papa, non posso che essere d'accordo con PP, i toni devono essere rispettosi, comunque e qualunque cosa faccia. In altri casi credo sia legittimo un ventaglio più ampio di toni. Certi toni contundenti possono essere necessari per evitare l'assopimento a cui troppi si sono abituati, inducendoli a pensare che nella Cattolica tutte le opinioni sono valide e hanno pari diritto di cittadinanza.

Per esempio, nell'ultimo pezzo pubblicato da padre Cavalcoli su L'Isola di Patmos ("Liberare l'eretico dal demonio è il più difficile degli esorcismi") il domenicano ha scritto:

"In Gesù troviamo un modello di come si affrontano, si persuadono, si convertono, si confutano, si rimproverano, si svergognano, si minacciano gli eretici".

Dunque c'è una gamma di toni che va dal guanto di velluto al pugno di ferro. E San Francesco di Sales, nella Filotea, dopo aver dedicato qualche pagina sul giudizio temerario e sulla maldicenza, ammonendo a tenersene alla larga, scrive anche:

"Faccio eccezione per i nemici dichiarati di Dio e della Chiesa; quelli vanno screditati il più possibile: ad esempio, le sette eretiche e scismatiche con i loro capi. E’ carità gridare al lupo quando si nasconde tra le pecore, non importa dove."

Molti santi predicatori, come San Bernardino da Siena, erano noti per non avere "peli sulla lingua".

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

L’articolo della “Civiltà cattolica” (di cui ho letto solo l’escerto pubblicato nel sito del Magister; ma basta e avanza!) è ALLUCINANTE. E, ovviamente, rispecchia il pensiero del papa – almeno nella sostanza, almeno in parte.

Alessandro Mirabelli: “Ho sentito in confessione cose tali da un prete che mi sono chiesto se conosceva i comandamenti”. Posso dire anch’io cose simili. Da un gesuita, sempre in confessione, sentii, non molti anni fa nella capitale, cose che ricordan davvicino quelle scritte ora da codesto ineffabile padre Pani. Devo aggiungere, a onor del vero, che quel confessore era senz’altro in buona fede, molto caritatevole e zelante. Era anche o sembrava, a modo suo, assai dòtto. Eppure, non si peritò di dirmi cose che fanno a’ cozzi in modo evidente coll’insegnamento perenne e infallibile della Chiesa. Anzi, siccome tendo sempre a prendere in buona parte quel che mi vien detto, pensai di non aver capito bene, e gli feci delle domande ben precise; e lui (in questo lo lodo, almeno, per la sua sincerità) mi rispose con altrettanta chiarezza, proferendo quelle che a mio parere son eresie bell’e buone, e lasciandomi basito.

Comincio a rendermi conto d’un fatto: che sta uscendo allo scoperto un movimento ereticale che ha covato a lungo sotto la cenere. Non c’è solo la superficialità sbracata e incosciente di tanti; c’è anche l’eresia consapevole di pochi (non dico consapevole d’esser eresia, ma consapevole di certe precise posizioni dottrinali in contrapposizione al magistero). Le analogie col vecchio modernismo sono molte. E un fatto che balza agli occhi è che questo neomodernismo ha il suo appoggio forse principale nella Compagnia di Gesù: direi, nella mentalità, nello spirito stesso dei gesuiti. Del resto, è una vecchia lamentela: “Imminutae sunt veritates a filiis Ignatii”. Dico questo con tutto il rispetto e la venerazione per i molti gesuiti buoni, ortodossi, santi che ho avuto la gioia di conoscere, anche nel confessionale.

Maso

Alfonso ha detto...

La vedo proprio dura. Comunque, che fortuna per me contestatore, sorcino uscito dalle fogne, vivere oggi sotto Bergoglio e non ai tempi di Alessandro VI. Di sicuro non farò la fine del Savonarola, il quale ci rimise la vita per aver criticato la Chiesa dei Borgia.
"A quel tempo la Chiesa Cattolica attraversava un momento di estrema decadenza. Sotto la guida di Alessandro VI, pontefice dal 1492 al 1503, aveva toccato il fondo. Lo spagnolo Alessandro VI, al secolo Rodrigo de Borja (italianizzato in Borgia), dopo essersi comprato il conclave aveva trasformato Roma in una città-bordello che poi Lutero paragonò a Sodoma.
Il critico più aspro di tale degenerazione fu proprio Savonarola, che verso la Chiesa di allora non usava perifrasi: “Nella lussuria ti sei fatta meretrice sfacciata, tu sei peggio che bestia, tu sei mostro abominevole”. "Va precisato che Alessandro VI non si sporcava mai personalmente le mani di sangue: lasciava che lo facessero altri."
Del Savonarola ecco due citazioni: «Non voglio cappelli, non voglio mitrie grandi o piccole, voglio quello che hai dato ai tuoi santi: la morte. Un cappello rosso, ma di sangue, voglio!». "Non vi maravigliate delle persecuzioni nostre, non vi smarrite voi buoni, ché questo è il fine dei profeti: questo è il fine e il guadagno nostro in questo mondo.
La mia sopportazione è al massimo. Sono tentato di cambiare Casa.

Anonimo ha detto...

Direi si e no.
Odiare il nemico tuo personale: no. Odiare chi perseguita Cristo e la sua Chiesa nemmeno (peccato però più lieve): tanta compassione e preghiere per lui si (le più pesanti in assoluto da dire col cuore, S. Pietro con la sua spada docet, ma anche le più motivate, perché maggiore pena non c’è per lui, senza pentimento). Offendere la persona direttamente no. Il politicamente corretto, come stile a prescindere, il “rispetto”, la “tolleranza”: no e poi no. La linea di confine sembra evanescente, ma non lo é. Anzi è decisiva.

Qui entra in gioco il “non giudicare”, il suo significato e i suoi confini. Non giudicare non significa non valutare, pesare, un fatto, una situazione, e persino una persona. Significa non giudicare l’anima di quella persona. Cioè non sostituirsi all’unico giudice che è Dio, per quel che riguarda la libertà e coscienza nel peccato , l’intimo estremo, quello che nella SS viene chiamato “le reni” o qualcosa di simile (mi perdonino i dotti) , quello che determinerà la salvezza o la perdizione. Che conosce solo Dio, mentre per noi sarà spesso una sorpresa. Come il buon ladrone ed altri (tranne, per quello che ho capito, Giuda, la cui dannazione è detta certa dalla Chiesa, preconciliare, s’intende).
Il non giudicare non significa affatto che (citazione Marco Travaglio) che non puoi decidere di licenziare la collaboratrice domestica che esce da casa tua con l’argenteria dentro la borsa. Non hai bisogno di una sentenza passata in giudicato, e nemmeno ti sostituisci a Dio, se non la fai entrare più nella tua casa. Così non ti avvicini allo sterminatore seriale di vecchiette, se sei donna e hai una certa età.
Allora un giudizio ci è consentito e ci è consentito anche esprimerlo. Anzi , vigliaccheria e tiepidezza a parte, abbiamo il dovere di esprimerlo. Anche sulle persone (salvo le loro profondità). La carità, sì. Ma nella verità. E la carità non comporta affatto uno stile sempre garbato e pacato. Dipende. Dipende da quello che c’è in gioco. Dipende dalla necessità o meno di usare modi “politicamente scorretti”. Dipende dalla proporzione, nella carità.
Nostro Signore Gesù Cristo esempi ce ne ha dati, più d’uno (che mi hanno, dico la verità, persino scandalizzato, nella mia ignoranza e politicamente correttezza di allora). Perché la carità non è sinonimo di dolcezza, né di pacatezza. E’ sinonimo di amore, nella verità. E se, in una data situazione, è assolutamente necessaria la “brutalità” verbale (quella di Gesù, tipo “figli del diavolo, sepolcri imbiancati ecc. è esemplare”), allora va usata. Molti santi, dopo Gesù, sono stati costretti, dalla necessità (vera carità nella misericordiosa verità) ad usarla. Noi stessi, nella nostra esperienza di genitori, ma anche d mariti, mogli o amici, sappiamo che a volte siamo stati costretti ad usare parole brucianti.

(continua)

Anna

Anonimo ha detto...

Il punto allora non è cosa, ma è perché. Quello che è ricorrente in questo periodo di durissima prova è la paura, il senso del tradimento, la confusione, che , nella frenesia di trovare con urgenza la via di fuga, porta spesso a vedere nemici e traditori in chiunque pensa di intravedere una via di uscita da un’altra parte. Questo però, è fronteggiabile semplicemente parlando delle cose, nel merito, argomentando, senza partire per la dritta contro le supposte intenzioni dell’interlocutore, quando non si hanno ragioni consistenti per farsi un’idea di quelle intenzioni . Ma quando queste ragioni ci sono, non basta più argomentare nel merito. Non basta per niente argomentare in modo politicamente corretto e rispettoso. Non basta più quando sono in gioco beni molto più grandi che la nostra misera persona. In questo caso, altro che, gridare al ladro, al ladro !
E’ vero quello che si denuncia (cioè la tendenza a farsi prendere dal panico o dalla rabia e a perdere il giudizio e comunque ad esprimere in modo offensivo ciò che si potrebbe benissimo esprimere n forme più pacatamente argomentate e quindi efficaci, magari per i dotti, però è anche vero che esiste la santa ira e che esistono anime semplici che non sanno “discernerne” alcunchè nell’ambito di discorsi dotti e ben argomentati.
In sintesi, penso che la temuta “guerra civile” tra cattolici sia una grande iattura, se tra cattolici veri e in buona fede (siano essi sedevacantisti o serenamente appresso alla nuova chiesa, inconsapevoli) . Penso anche che la “guerra “ tra sedicenti cattolici faccia parte della cattolicità, da quando è nata. Gesù è segno di contraddizione. Anche all’interno della “chiesa”. Da sempre. Falsi profeti docet. Andiamo avanti con Maria.

Anna

Alfonso ha detto...

Per la cara Mic: in attesa di calmarmi per andare a dormire senza far uso di ipnotici, dico che se sono sul tuo blog mi viene naturale esprimermi signorilmente, cercando di non sfigurare nei ragionamenti. Se commento su fb mi viene naturale di usare un linguaggio più colorito. In concreto, quando sono su fb mi sembra di essere l'Alfonso giovane che gioca una partita di pallone, mentre quando dialogo con tutti gli amici del blog mi sento come di essere ancora nella classe del Liceo Classico di Nocera Inferiore ove fra noi studenti nascevano dispute argomentate senza mai usare una sola parola scortese, perché avevamo il professore di latino e greco che ci guidava, controllava e insegnava ad esprimerci liberamente nel rispetto della libertà di tutti. La metafora spero sia chiara! Permettimi di dire ancora una volta che ci sono tempi e luoghi per ogni cosa, e qualsiasi controversia o battaglia che abbiamo da affrontare, e si decide di combatterla, richiede in primis et ante omnia di sapere chi dobbiamo affrontare e poi si decide il come, quando etc . E soprattutto mentre si è sul campo di battaglia, mentre si incrociano le spade, non è ammesso alcun "scusate" "mi dispiace" o smancerie varie, pena la disfatta. Allora, se siamo sul campo di battaglia ed ancora non siamo in ritirata, Socci, che su questo campo ci si era messo volontariamente, non ha giustificazioni. Se finora abbiamo scherzato o già ci sentiamo sconfitti e ci arrendiamo alla "rivoluzione" , tutto questo discutere su bon ton è proprio tempo perso.

mic ha detto...

Caro Alfonso,
Sono d'accordo che c'è un tempo e luogo per tutto. Qui comunque c'è posto anche per le battute e per qualche goliardata :)
In ogni caso, per quanto mi riguarda, non mi riconosco in un'apologetica alla Savonarola. Anche se ci sono momenti in cui l'enormità di ciò che accade accende un linguaggio meno soft. Ma pur sempre senza epiteti e accuse e anatemi. Basato sui fatti e la loro lettura meditata alla luce del magistero.
Sarà interessante capire cosa ha mosso il giro di boa di Socci, che mi ricorda quello di Colafemmina, messo poi a tacere da querele e minacce...
Non è gradevole trovarsi sotto il tiro incrociato di certi strali in un clima sempre più ostile.
Ma non ci scoraggiamo perché siamo affidati alla Madre del Signore e nostra per continuare a resistere....

Luisa ha detto...

Non sono su facebook, non posso dunque che credere chi dice che i toni vi sono più vivi che in un blog o in commenti sui media, ancorchè.
Detto questo non mi sembra esagerare o mentire, ma mi scuso presso chi penserà che cado in quei psicologismi da bazar che ci sono serviti da quasi quattro anni, se dico che in questa neo-chiesa effettivamente lacerata e divisa,
ci sono delle VITTIME che si chiamano Tradizione, Dottrina, Magistero, Liturgia, e chi a loro è fedele, chi non pensa di essere libero di inventare, modificare, trasformare e aggiornare secondo i gusti e le voglie del mondo, quel che il Signore stesso ci ha lasciato come un tesoro da custodire e trasmettere,
e ci sono dei PERSECUTORI che pensano che tutto può e deve essere trasformato e riformato per rispondere ai segni del tempo, compreso il Vangelo che (Bergoglio dixit) deve essere letto alla luce della cultura contemporanea(!), quest`ultimi sicuri della loro vittoria, e anche per lecchinismo oramai cronico, sono sempre più arroganti e aggressivi.

Mi sembra dunque un pò troppo semplicistico mettere sullo stesso piano chi subisce impotente quella violenza e a diversi livelli e chi di quell`aggressione continua è l`autore, chi comprensibilmente non ne può più e ogni tanto esprime il suo malessere in modo scorretto, e chi nei loro confronti usa toni sempre più sprezzanti.

Il SALVATORE di questa situazione caotica sappiamo CHI è, ma non sappiamo, non so quale è il Suo Disegno, non so perchè e fino a quando Egli accetterà che gli uomini facciano un così pessimo uso del loro libero arbitrio.

Anonimo ha detto...

Intanto anche la commissione ecclesia dei si adatta al nuovo corso e comincia a dare ragione ai vescovi che vietano il VO. Accaduto recentemente due volte, una in forma più soft a Torino, dove il vescovo ha decretato che tutte le celebrazioni devono essere previamente concordate con lui, una a Ivrea, dove il vescovo ha puramente vietato per iscritto e con molta durezza a un parroco di ospitare messe vo. In entrambi i casi la ecclesia dei ha scritto che non Vi e stata alcuna violazione del motu proprio... e almeno al culto divino per cambiare rotta si cambiano i membri !!!

Anonimo ha detto...

"Penso anche che la “guerra “ tra sedicenti cattolici faccia parte della cattolicità, da quando è nata. Gesù è segno di contraddizione."
. . . . .
Lo penso anch'io e lo ripeto da anni sui blog, spesso subendo censura per questa intramontabile affermazione di Anna. Gesù ha detto: "Sono venuto a portare una spada" e intendeva la Verità eterna che discerne vero da falso, fedeli seguaci nei fatti da nemici e/o falsi amici e profeti. Questo cupo odierno momento è un passaggio cruciale di discriminazione-discernimento, obbligante poer tutti, questione di vita o di morte per l'anima, un dramma epocale e personale con conseguenze eterne, non una bazzecola mondana di poco rilievo, come la scelta di un vestito o di un menù al ristorante....
Di fronte a Gesù che dice: "O con me o contro di me" molti stanno scegliendo di piegare la testa al Potere. Nei primi secoli costoro erano i lapsi: triste svendita della Fede per paura di perdere beni e affetti terreni, se la prova della persecuzione non la reggiamo (= forse il Paradiso può attendere.... pensiamo a campare...)

irina ha detto...

Postilla II In realtà non tutto deve e/o può finire con la stanchezza e questa stanchezza può/deve non essere il capolinea di una corsa. La stanchezza è uno stato temporaneo e ritornante, nel mezzo, tra la fermata e la ripartita della corsa, c'è NSGC con la Sua Madre, San Giuseppe, il nostro Angelo Custode e tutta la Comunione dei Santi. Ogni ripresa della corsa e ogni nuova corsa è sempre meno opera nostra e sempre più di NSGC. Qui si comincia ad operare per amor di Dio, si comincia a sentire la Verità di: "Non io ma Cristo in me". Rimbambito per l'età, stanco, non sperando più nelle proprie parole già tutte spese, si va. Scherzando, per far ridere, si dice di un nessuno pieno di niente quello "speraindio". Invece è la Verità. E' il famoso vuoto orientale. Ma noi, man mano che ci svuotiamo, veramente, dell'io, ci riempiamo: Non io ma Cristo in me. Il vera-mente, deve essere preso molto sul serio. Scadere nell'efficientismo e mascherarlo per-bene, è tentazione nella quale non cadere.

Angheran70 ha detto...

"Socci non ha mancato di usare toni 'decisi' e fare discorsi abbastanza contundenti. Ma questo si chiama critica e la critica, giusta, motivata e costruttiva non fomenta odio né divisioni".

Già , ma provate a far osservare educatamente che certi cavalli di battaglia sono ronzini sfiatati (come la tesi della rinuncia invalida) e verrete messi istantaneamente in black list.

Socci è arrivato a citare Calasso contro Bergoglio per tenere su la crociata anti Islam..




Angheran70 ha detto...

Magari c'è in ballo il famoso verdetto definitivo su Medjugorje che potrebbe essere positivo
(preghiamo di no) nonostante la storia del "capufficio delle poste" e la sensibilità pseudotradizionale dei medjugorjani.

E allora poi come si fa a dir male di chi realizza i tuoi sogni?

S. Eutizio ha detto...

Premesso che ognuno è libero di cambiare idea quando e come vuole purché non rinneghi,ad Antonio Socci, di casa nella mia città e nella parrocchia Regina della Pace dove nessuno lo ha mai rinnegato prima né lo farà adesso, voglio solo dire che tutte le sue affermazioni come le varie conclusioni non gliele ha mai chieste nessuno. Provo un unico fastidio: quel mal celato tono di rimprovero col quale richiama all'unità ed alla carità il mondo cattolico. Leggo una autocritica mal digerita nei confronti di se stesso e di tutto ciò che Cl ha rappresentato per lui e la sua vita. Ho sposato le sue posizioni e le sue tesi perché di quelle ero già convinto, prima che le manifestasse pubblicamente. Ciò non toglie che non poche volte sono rimasto perplesso sia per la critica stizzosa, sia per l'ambigua posizione spesso mediana ed attendista. Spero che ora accetti il consueto invito del parroco che mai lo ha rinnegato (anzi), saro felice di porgli le domande alle quali in passato non si è mai rifiutato di rispondere. Ho solo un grande dispiacere:conoscendolo sono convinto che abbia subito un grande ricatto.

Anonimo ha detto...

Un altro ricattato prima di essere silenziato......annamo bbene.....una piccola chiosa, Savonarola non predicava solo contro la chiesa, ma anche e soprattutto sulla corruzione della città di Firenze, che lo consegnò alla S.Inquisizione che però lo rinviò al mittente, da ultimi documenti scoperti, pare che papa Borgia lo avesse perdonato e non condannato,lo fecero i suoi concittadini per vari motivi, un punto a favore dell'innominabile Alessandro VI, ma erano altri tempi. Leggendo in qua e in là noto una certa felpata cura nel moderare i toni e se non sono proprio inversioni a U, sono motori al minimo e un filo di gas, chi ha orecchie ....FB è una cloaca dove scorrono liquami in abundantia, peggio ancora twitter e instagram, quindi non formalizziamoci; letta l'ultima (prima della prossima) intervista del vdr sul Corsera riportata in toto, per i medjugoriani non c'è trippa per gatti e pure per altri gruppi, intelligenti pauca. Ultimissime dalla mia città, il nostro vescovo sarà rimosso d'ufficio per debiti e mala gestione finanziaria della diocesi, faccio presente che lui arrivò 10 anni fa, e i debiti furono fatti prima del 2000, per celebrare il giubileo, quindi la diocesi verrà commissariata, si attende Der Kommissar inviato dal vdr personalmente, e così fanno 3 vescovi partiti prima del tempo e lo zampino dei nostri cattocompreti è sempre presente, devono tremare i tradi che avevano ottenuto una chiesa per la messa domenicale e anche il priorato mai troppo ben visto da 'ste parti, mons. Lambiasi è sempre stato tollerante e ben disposto, temo cose brutte assai.Rosa lascia perdere i 5 inglesi, che Mic sta già in acque tempestose......chiedo scusa per il lungo.Lupus et Agnus.

Alex ha detto...

Un atto pubblico di preghiera acattolica NON PUO' esser celebrato in una chiesa cattolica. Qui siamo ai rudimenti del diritto canonico. Se un anglicano vuole pregare personalmente, nessuno glielo impedisce; celebrare in San Pietro un rito liturgico proprio di una setta eretica con dei ministri dei quali l'ordinazione è invalida e nulla è invece un atto che comporta la perdita della consacrazione della chiesa.
Tratto dal sito opportune importune

Alex ha detto...

Dal sito opportuneimportune

In punta di diritto, la celebrazione della Messa è proibita nelle chiese esecrate, profanate o interdette.

L'esecrazione è la perdita della consacrazione a seguito di un incendio o di un crollo che la devasti interamente. In questo caso, dopo la ricostruzione, dev'esser nuovamente consacrata.

La profanazione è la perdita della consacrazione a seguito di un grave crimine violento, o di un atto indecente, o della sepoltura di uno scomunicato, di un pagano o di un infedele, o di un atto gravemente contrario alla destinazione del luogo, quale appunto la celebrazione di un rito non cattolico.

Ovviamente il fedele che si reca in una chiesa profanata a pregare non compie alcun peccato; ma come ho scritto qui sopra la gravità dell'atto - soprattutto se autorizzato o addirittura incoraggiato dall'Autorità Ecclesiastica - rimane ad offesa di Dio e a scandalo dei fedeli.

Provate ad immaginare cosa direbbero i giudei se si celebrasse una Messa in una sinagoga, o come reagirebbero i maomettani se si pretendesse di cantare i Vesperi in una moschea!

Anonimo ha detto...

Dagli ultimi post su FB di Socci sembrerebbe che la presunta inversione & normalizzazione non sia avvenuta. Se cedono anche questi capisaldi siamo fritti più di quanto lo siamo già. Con cautela: meno male.
Miles
PS: bellissimo commento di Maria.

irina ha detto...

@ Lupus
...sono motori al minimo e un filo di gas...

Sì.Non mi sembra sia codardia. E' attesa. Operosa.

Anonimo ha detto...

Di notte, quando la notte è così greve che persino le telecamere stentano a tenere aperti gli occhi...
(foto su https://letturine.blogspot.it/2017/02/ultimora-la-digos-ha-scoperto-il.html )

Sacerdos quidam ha detto...

Non mi resta che constatare come la propaganda illuminista e massonica contro i Gesuiti sia stata efficacissima persino tra i cosiddetti cattolici tradizionalisti. Calunniate, calunniate, qualcosa resterà, diceva un bel tipo qualche secolo fa. Evidentemente lui ed i suoi 'amici' hanno lavorato bene...

Grazie a Dio però i Papi non la pensavano così. E forse in materia erano un po' più esperti degli improvvisati teologi e storici della Chiesa che proliferano su internet.

Tanto per fare un esempio, ecco alcuni estratti dalla Lettera Apostolica in forma di Breve ‘Dolemus inter’ di Papa Leone XIII, del 13 luglio 1886, sulla Compagnia di Gesù:

" ... Cogliamo premurosamente quest’occasione per testimoniare il Nostro affetto alla Compagnia di Gesù, che tanto bene ha meritato della Chiesa e della società...
La Nostra presente Lettera sia una testimonianza dell’amore che Noi portiamo e che sempre abbiamo portato all’illustre Compagnia di Gesù, così devota ai Nostri Predecessori ed a Noi stessi, feconda formatrice di uomini eminenti per santità, per gloria e per sapienza, sorgente di solida e sana dottrina: essa, nonostante le violente persecuzioni sopportate per la giustizia, non cessa mai di lavorare nella vigna del Signore con animo pronto e invincibile. La benemerita Compagnia di Gesù, raccomandata dallo stesso Concilio di Trento, ricolma di elogi da parte dei Nostri Predecessori, continui dunque, in mezzo a tanta perversità umana scatenata contro la Chiesa di Gesù, a perseguire il proprio fine istituzionale a maggior gloria di Dio e per l’eterna salvezza delle anime.
Continui la sua missione di condurre e richiamare con sante spedizioni gl’infedeli e gli eretici alla luce della verità; continui a formare i giovani alle virtù cristiane ed alle belle lettere; a insegnare la filosofia e la teologia secondo lo spirito del Dottore Angelico.

Intanto, abbracciando con vivo affetto la Compagnia di Gesù, a Noi carissima, impartiamo al Superiore Generale, al suo Vicario, e a tutti i figli della Compagnia la Benedizione Apostolica.

Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il 13 luglio 1886, anno nono del Nostro Pontificato. "

Il testo completo è qui:
http://digilander.iol.it/magistero/l13dolem.htm

Spero che basti.
A chi poi non comprende le ragioni di questa mia difesa ad oltranza della Compagnia di Gesù (che ovviamente non riguarda i neomodernisti che l'hanno infiltrata massicciamente negli ultimi 60 anni) ribatto che sono le stesse che muovono oggi, tanto per capirci, alla difesa dei Francescani dell'Immacolata e di P. Manelli.

Alfonso ha detto...

Ma possibile che bisogna essere laconici per evitare incomprensioni. Il riferimento al Savonarola è stato il primo che mi è venuto in mente per dire sic et simpliciter che non dobbiamo mica avere il terrore di essere impiccati o decapitati se osiamo criticare il Bergoglio (o, scusate, dovevo dire Papa Francesco?). E che diamine!

Anonimo ha detto...

Per “Sacerdos quidam”:

Io l’avevo scritto chiaramente: “Dico questo con tutto il rispetto e la venerazione per i molti gesuiti buoni, ortodossi, santi che ho avuto la gioia di conoscere, anche nel confessionale”. Nulla da spartire dunque coll’antigesuitismo volgare, di matrice anticlericale oppure protestante.

Resta il fatto però che certe deviazioni recenti hanno radici antiche. Studiando le dispute dottrinali accesissime, sebbene oggi dimenticate, del Sei-Settecento, si notano delle analogie e dei precorrimenti che fanno impressione.

Le fo un esempio solo (ma il discorso sarebbe lungo). La predestinazione appartiene alle verità fondamentali della nostra fede cattolica. Sennonché, è oggi diffusissima tra i cattolici, anche pii, cólti, intenzionalmente ortodossi e ossequenti al magistero, l’idea che la nozione stessa di predestinazione sia estranea al cattolicesimo (la verità è invece che i calvinisti sono eretici non perché ammettono la predestinazione, ma per come l’intendono: come necessitante e distruttrice della libertà umana). La parola stessa “predestinazione” è stata pressoché obliterata nel discorso cattolico. A me bambino, per esempio, fu insegnato dalla mia mamma, e a me ragazzo dal mio parroco, che in Dio c’è sì prescienza, ma non predestinazione. Quando son cresciuto, ho letto un po’ di sant’Agostino e di san Tommaso (ma non solo loro), e con un certo stupore mi sono accorto che le cose stanno molto diversamente. Ora, badi bene che qui non servirebbe a nulla dar la colpa all’ultimo concilio, perché questa pratica obliterazione generale d’una verità di fede qual è la predestinazione risale a MOLTO prima di esso. (Questa stessa osservazione faceva il compianto Romano Amerio, l’autore di “Iota unum”.)
Ora, chiediamoci: di chi è la colpa?
Anzitutto, di Calvino, Lutero e compagni: giacché l’eresia, oltre a essere un male in sé stessa, è causa generalmente – la storia della Chiesa ce l’insegna – anche d’un altro male indiretto, gravissimo: la tendenza, in chi è rimasto fedele e vuol combattere l’eresia, a cadere nell’errore opposto (qui semplifico un po’ le cose).
Mappoi, è colpa della corrente gesuitica della teologia postridentina. Su questo punto, per esempio, furono dei gesuiti a inventare l’assurdo filosofico e (a mio parere) l’empietà teologica della predestinazione “post praevisa merita”: ch’è un modo un po’ contorto, ma praticamente efficace, di negare praticamente quel che si séguita a ammettere solo verbalmente, cioè appunto la predestinazione (giacché, prescindendo dalle sottigliezze o diciamo meglio dai sofismi, se è “post” come può essere “pre-”?) La tèsi fece scandalo, a suo tempo, e suscitò l’indignazione non solo dei protestanti e dei giansenisti, ma anche dei migliori cattolici, e anzitutto dei domenicani, fedeli (allora) a san Tommaso. (Mi permetto di rinviare al bellissimo articolo “Prédestination” nel “Dictionnaire de théologie catholique”, opera del grande padre Reginaldo Garrigou-Lagrange o. p.: per me è stato di grande aiuto, non solo sul piano intellettuale ma su quello anche spirituale e esistenziale profondo.)

(Segue.)

Maso

Wiseman ha detto...

(Séguito del mio intervento precedente.)

Questo, ripeto, è solo un esempio. Ma più in generale, secondo me, si può dire (di nuovo semplificando un po’) che gli antenati dei modernisti di ieri e dei neomodernisti d’oggi siano i molinisti e i casisti probabilisti (o lassisti) di ieri: i quali, guarda caso, eran perlopiù gesuiti. C’è un filo rosso che attraversa la storia della Compagnia di Gesù, fin dalle sue origini: c’è un certo spirito che ha aspetti buoni, ma può facilmente portare a conseguenze pericolose.

Questo non toglie, sia ben chiaro, che quando passo per Roma io vada spesso e volentieri, se ho un po’ di tempo, a venerare, al Gesù, il corpo di sant’Ignazio e il braccio di san Francesco Saverio, o in Sant’Ignazio san Luigi Gonzaga e le reliquie d’altri di quei tanti santi che sono la gloria di quell’illustre ordine; che spesso e volentieri io mi confessi da gesuiti (pur con qualche delusione, com’ho raccontato); che, quando voglio riposare un po’ la mente e insieme alimentare la mia devozione, legga per esempio a volte le belle prediche del padre Ségneri; che ammiri insomma la disciplina intellettuale, lo zelo, la prudenza, la fortezza, la carità di questi strenui soldati di Cristo.

Dico solo che, fin dalla fondazione della Compagnia, c’è nella Chiesa una corrente teologica che ha avuto enorme influenza, e che quell’influenza può essere stata anche assai negativa. E ne vediamo oggi le conseguenze.

Il discorso sarebbe complesso. Ma non sono il primo a farlo.

Maso

Alfonso ha detto...

Gesuiti: pro e contro. Ne abbiamo già discusso non molto tempo fa e sembra che i partigiani pro e quelli contro non abbiano abbandonato un millimetro delle proprie posizioni. A quel tempo chiesi che qualcono fra i frequentatori amici di questo blog, meritevole della fiducia generale, ci chiarisse la questione storica. La mia opinione personalissima è che storicamente i gesuiti sono stati sempre il prezzemolo che ha condito qualsiasi avvenimento storico di una certa importanza: la loro politica era inculturarsi nel tempo e nello spazio ed esserne protagonisti!
Ma, se anche al momento sospendessimo il giudizio sul passato, come giudichiamo i gesuiti oggi, tempo storico questo che vede un loro rappresentante sul soglio pontificio e gli altri gesuiti schierati come giannizzeri, sue vere e proprie guardie del corpo?

Anche se le citazioni estrapolate e scorrette sono a me massimamente odiose perchè rientrano nella prassi "gesuticamente gesuitica", mi permetto di riportare alcune considerazioni di un osservatore qualificato, riprese da una intervista:
"Ma queste contraddizioni qualcuno comincia a definirle «gesuitismo», nel senso di un pensiero cangiante.
In questi termini è una qualifica dispregiativa e non accettabile, anche se è vero che la spiritualità dei gesuiti HA MOSTRATO STORICAMENTE DI SAPERSI ADATTARE ALLE SITUAZIONI PIÙ DIVERSE E, A VOLTE, IN CONTRASTO FRA LORO."
Sulla popolarità di Francesco che è enorme. "A dispetto di questo consenso, però, non aumenta la pratica religiosa e, anzi, cresce l’avversione, anche pubblica, al cattolicesimo. Bergoglio sì, il resto no.
Anche la popolarità dei predecessori, non dimentichiamolo, è stata fortissima. Giovanni Paolo II ha conosciuto un successo mondiale e non solo negli anni dell’affronto della malattia. E anche Benedetto XVI, tra il 2007 e il 2008, raggiunse i vertici nei sondaggi, anche se lo si dimentica. Il suo viaggio negli Usa fu il culmine, con una grande e positiva accoglienza anche da parte dell’opinone pubblica laica.
E dunque qual è la differenza?
Che i predecessori erano popolari soprattutto dentro la Chiesa, anche se contestati aspramente da punte robuste della pubblica opinione non cristiana. Mentre la popolarità più appariscente di Francesco è fuori, anche se non provoca ondate di convertiti. Anzi, con lui c’è un certo compiacimento nella cultura estranea o ostile al cristianesimo.
In che senso?
Nel vedere che il capo della Chiesa si sposta verso le loro posizioni, che sembra di comprendere e persino accettare. La vicenda dei ripetuti colloqui con Eugenio Scalfari è esemplificativa: il papa accetta che il fondatore di Repubblica, una volte il più duro contestatore del pontefice, pubblichi di questi colloqui tutto quello che vuole. http://formiche.net/2014/12/08/perche-fan-sfegatato-papa-francesco-parla-magister/

Questa invece è una considerazione di Papa Benedetto XVI: "E dopo aver chiesto obbedienza, il papa chiede ai gesuiti anche una esplicita riaffermazione della loro fedeltà dottrinale: "Per offrire all'intera Compagnia di Gesù un chiaro orientamento che sia sostegno per una generosa e fedele dedizione apostolica, potrebbe risultare quanto mai utile che la Congregazione Generale riaffermi, nello spirito di sant'Ignazio, la propria totale adesione alla dottrina cattolica, in particolare su punti nevralgici oggi fortemente attaccati dalla cultura secolare, come, ad esempio, il rapporto fra Cristo e le religioni, taluni aspetti della teologia della liberazione e vari punti della morale sessuale, soprattutto per quel che riguarda l'indissolubilità del matrimonio e la pastorale delle persone omosessuali". http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/18/al-conclave-dei-gesuiti-anche-benedetto-xvi-vota-cosi/
Giudicate voi.

Anonimo ha detto...


# Il riferimento al Savonarola

E' venuto per caso, nel discorso, eppero' non del tutto a torto, dati i tempi. A mio giudizio, ci vorrebbe, di tra il clero, qualcuno che oggi le cantasse chiare come faceva il grande Savonarola. E motivo ce ne sarebbe sicuramente, mi sembra.
Un piccolo florilegio da una predica sua famosa, tenuta a Firenze in Duomo il primo nov. 1494, mentre l'invasore francese, l'infausto Carlo VIII di Valois, era ai confini di Toscana con un forte esercito, chiedendo il passo verso il Regno di Napoli che voleva prendersi, "e il popolo fiorentino ne sbigottiva".
" O sacerdoti, udite le mie parole; o preti, o prelati della Chiesa di Cristo, lasciate i benefici, i quali non potete tenere; lasciate le vostre pompe e i vostri conviti e desinari, i quali fate tanto splendidamente; lasciate, dico, le vostre concubine ed i cinedi [giovinetti che si prostituivano], ch'egli e' tempo, dico, da far penitenza, che' ne vengano le gran tribolazioni per le quali Dio vuol racconciar la sua Chiesa. Dite le vostre Messe con devozione; altrimenti, se non vorrete intendere quel che vuole Dio, voi perderete alfine i benefici e la vita...". La predica fustigava i costumi corrotti di tutti, chierici e laici, uomini e donne. Sui sacerdoti ritornava: "O sacerdoti, bisogna che io ritorni a voi; lo dico dei cattivi, con riverenza sempre dei buoni. Lasciate, dico, quel vizio indicibile, lasciate quel maledetto vizio che tanto ha provocato l'ira di Dio sopra di voi; che' guai, guai a voi! O lussuriosi, vestitevi di cilizio e fate penitenza, che vi bisogna...".
Infine: "Vox dicentis: clama, una voce che dice 'chiama'. O Italia, propter peccata tua venient tibi adversa, o tutte le citta' d'Italia, egli e' venuto il tempo di punire i vostri peccati!...". Oggi, quanto a peccati che gridano vendetta di fronte a Dio, siamo noi italiani in buona compagnia poiche' e' tutto l'Occidente che si e' degradato e non da ieri.
Mancano pero' i veri predicatori, quei frati di una volta, mossi da una fede granitica. E come potrebbero esserci, nel clero di oggi? PP

Giulio Di Nardo ha detto...

I Gesuiti per natura non sono mai chiari. La loro caratteristica è l'ambiguità. Sant'Ignazio li fermi e li converta.