venerdì 2 marzo 2018

Considerazioni sulla Lettera del Rev.do don Alfredo Morselli - Cristiano Lugli

Il succo del discorso di Cristiano Lugli, che leggete di seguito, rispecchia quanto diciamo da tempo. La crisi è seria e viene da lontano. E non riguarda solo l'Amoris laetitia che, essendo un documento ufficiale ha offerto lo spunto per riaffermare l'insegnamento costante della Chiesa a fronte delle sue ambiguità e distorsioni. Ma il problema è più ampio e, seppure siano significative e benemerite le prese di posizione e le riaffermazioni della verità, manca una sintesi delle rettifiche da estendere alle allarmanti aperture ai protestanti in ambito Liturgico et alia. Manca soprattutto, in termini di efficacia coram populo, una correzione formale a 360°, e non solo sul'AL, da parte della sanior pars dei pastori la cui autorevolezza dispiegherebbe un autentico giovamento per la salus animarum.

Considerazioni sulla Lettera del Rev.do don Alfredo Morselli

Sta girando molto, sul web in questi giorni, la lettera del Rev.do Don Alfredo Morselli, resa inizialmente pubblica sul sito di Messa in Latino, con il quale il sacerdote collabora, e indirizzata all’Arcivescovo di Bologna, Mons. Matteo Zuppi.
La prolissa lettera ( si veda qui ) è, di fatto, la risposta a ciò che i vescovi dell’Emilia Romagna hanno scritto a proposito del capitolo 8 di Amoris Laetitia. Ed è proprio a loro che don Morselli si rivolge pubblicamente, attraverso il suo vescovo, contestando  l’interpretazione di AL e la sua conseguente applicazione.
Non voglio qui commentare tutta la lettera, né tanto meno voglio entrare nel merito di ogni contenuto che pare essere ispirato da una sana logica tomista, da don Morselli conosciuta e certamente applicata nel ministero sacerdotale.
Piuttosto vorrei però soffermarmi in particolare su due aspetti importanti, esternati dal Reverendo all’interno del suo giuramento di fedeltà alla Chiesa. Prima di fare ciò, però, è doverosa una premessa che metta in chiaro gli intenti, onde evitare fraintendimenti. Innanzitutto va sempre incoraggiato chi, per amore della Chiesa, tenta di barcamenarsi in una situazione burrascosa come l’attuale, dove ogni cosa pare aver perso il fine da perseguire. Nella succosa lettera di don Morselli, si può senza dubbio vedere il tentativo e la sincerità di fare qualcosa, per quello ovviamente che è nelle possibilità di un sacerdote non di primo pelo, e, da quanto so, con una salute abbastanza precaria ma con una criniera ancora da combattente, fruttificata da quel “ad Deum qui laetificat iuventutem meam”, recitato ogni giorno nel Sacrificio della Santa Messa tradizionale. Rimane perciò apprezzabile, e si potrebbe ben dire meglio di niente -  o meglio di chi se ne sta in panciolle a vedere la Barca di Pietro nei giorni tempestosi di questo preciso momento storico – il tentativo di scuotere le coscienze reagendo.

Fatte queste debite considerazioni, bisogna invece ragionare sulla portata e sull’efficacia di questo genere di azioni. E vado dritto al sodo: quanti appelli, quante lettere, quante correzioni abbiamo visto negli ultimi due anni a questa parte, e quante ancora ne dovremo vedere? Ecco perché, dunque, visto gli esiti poco fruttuosi che queste hanno portato, il proseguo di questa “strategia” rientra in un raggio di azione, purtroppo, molto poco efficace e ormai troppo battuto. Di tutti questi appelli, Bergoglio se ne è sempre infischiato non rispondendo mai nel modo in cui avrebbe dovuto rispondere, eppur rispondendo sempre per vie trasversali. 

Ed è qui che possiamo entrare nel merito della questione di questa precisa lettera: Bergoglio ha già spiegato Amoris Laetitia, l’ha già spiegata rivolgendosi ai vescovi dell’Argentina. Lo ha spiegato non spiegandosi mai in modo assoluto perché, d’altronde, il veleno del modernismo è proprio questo: lasciare tutto nelle sabbie mobili dell’ambiguità. Come pretendere allora precisazioni da chi questo modus operandi lo detiene nella genetica e nel modo con cui approcciarsi alla dottrina che, coscientemente, da più di cinquant’anni a questa parte è stata man mano, a piccoli passi, devastata? Non sono i vescovi dell’Emilia Romagna ad aver mal interpretato, ma è lo stesso documento – punta di un iceberg ben più solido e antico – ad aver spalancato le porte a qualsiasi interpretazione, fuorché ad un’interpretazione cattolica sul tema della comunione ai cosiddetti divorziati riaccompagnati o “risposati”. Il Magistero, se tale è, di Bergoglio, è ben chiaro ed è chiaro anche a tutti coloro i quali la pensano come lui. La confusione è piuttosto nell’ambiente conservatore, dove in ogni modo si tenta di ottenere o di strappare qualcosa di diverso da ciò che invece è già stato affermato e confermato, apertamente, miliardi di volte. L’interpretazione dei documenti di Bergoglio alla luce della tradizione, come alcuni tentano di fare, è un tentativo destinato a fallire oltre che a partire da un principio assolutamente paradossale. 

Non si spiega a questo punto la chiosa presente all’interno della lettera di don Morselli, dove viene esternato l’amore e la devozione al Papa, quasi a giustificare lui, criticando forse indirettamente i cattivi interpreti che infangherebbero il volere de Papa. Questo tipo di approccio – oltre che essere poco credibile visto che ( e non mi riferisco a don Morselli nello specifico, che non conosco di persona ), in questo ambiente, su Bergoglio ne vengono dette di ogni genere salvo poi fare pubbliche professioni di amore e devozione – è incoerente con quanto appena detto, dal momento che ogni volontà di creare confusione viene direttamente da lui, dalla sua formazione conciliare e post conciliare; così come la stessa volontà di non rispondere, di deridere i “tradizionalisti con il cuore chiuso”, di isolare tutti i dissidenti, di commissariare gli ordini colmi di vocazioni e via discorrendo. 
Per quanto vada preso atto del buon tentativo di fare qualcosa, va però tenuto in considerazione che tutto questo frammentarsi di iniziative, volte a richiedere chiarezza su qualcosa che, nella sua non-chiarezza è fin troppo chiaro, se pur fatte con sincerità e dedizione rischiano di generare ancora più confusione, scordandosi di chi sia il vero mandante di questa confusione. 

Infine, siccome spesso di tira in ballo l’urgenza del ritorno ad un sano realismo tomista, è bene prendere atto della realtà senza prendersi in giro. La Chiesa, la Dottrina, il Matrimonio, i Sacramenti, e tutto ciò che da essi procede e consegue, non sono entrati in crisi da cinque anni a questa parte, ma sono stati piuttosto minati da un processo molto lungo e che vede coinvolti  – non me ne vogliate – anche tutti i predecessori di Bergoglio dal Concilio fino ad oggi. Pensare che prima era tutto molto meglio, e che nonostante le imperfezioni andasse bene perché la dottrina non era palesemente attaccata, è non rendersi conto che le rivoluzioni di piazza, cioè la manifestazione più palese e concreta di un cambiamento, è soltanto l’ultimo tassello attuato nella società, nelle menti, e nei cuori delle persone. - (Cristiano Lugli)

44 commenti:

irina ha detto...

"...sono stati piuttosto minati da un processo molto lungo e che vede coinvolti – non me ne vogliate – anche tutti i predecessori di Bergoglio dal Concilio fino ad oggi..."

Il processo è iniziato ancor prima, la Pascendi Dominici gregis è del 1907, ma richiami, denunce, su i più diversi argomenti, da parte della Santa Sede furono costantemente mandati a segno. In estrema sintesi direi che ogni buon Papa ha sempre denunciato qualche pericolo e confermato i fratelli nella Fede.La differenza qual'è stata dunque? Sicuramente il concilio e la sua ricezione sempre pilotata, non solo dai mezzi di comunicazione ma, in particolare da chi ha continuato ad insegnare scientemente l'errore seminandolo e riseminandolo in ogni dove. E' stato questo il lavoro dei 'certosini' dell'ambone, dei seminari, degli oratori, delle cattedre di qualsivoglia tipo, della pubblicistica, dei teologi di chiara fama che, tutti insieme, ognuno a modo suo, hanno confermato il gregge nell'errore. Bergoglio ha avocato tutto a sè, alla luce del sole. Nulla è farina del suo sacco, da buon orecchiante pesca nelle contraffazioni di cui è stata fatta oggetto la dottrina cattolica, senza più vederne la dissomiglianza con la Dottrina di sempre ma, solo la somiglianza col mondo a lui contemporaneo ed affine. Questo lui predica, questo lui rende operativo; i sassi diventati pane sono la sua meta, che poi si sia lussuriosi, mentitori, ladri, omicidi, tutto si aggiusta con la sua misericordia ma, la pagnotta no, quella la si darà a tutti a costo di legarli alla catena dell'abbrutimento spirituale e fisico. E lui, con i suoi sostenitori, avrà dato pace alle moltitudini. A parer suo. Bergoglio è il bigino vivente di tutte le eresie ma, stralci di quel bigino sono ormai in moltissime menti ed in moltissimi cuori. Occorre ri-evangelizzare le moltitudini. Ogni generazione deve essere evangelizzata, come ogni essere umano, altrimenti...bastano quattro esaltati per ritrovarsi pagani.

Emanuele ha detto...

Mah...leggendo l'articolo non si capisce cosa l'estensore proponga.
La domanda è: quindi che si fa?
A parte il mettere in luce la solita (vera) constatazione che il problema vien da lontano non si evince una proposta realizzabile.

A mio parere don Morselli così facendo pubblicamente ha dato coraggio a tanti sacerdoti (e se si da coraggio a tanti sacerdoti poi questi lo trasmetto ai fedeli, e posso assicurare che di sacerdoti e fedeli che seguono la corretta via ce ne sono tanti) che si trovano in difficoltà schiacciati nella confusione attuale.

Allungare ombre sugli altri Papi precedenti di cui un beato e un santo non mi sembra corretto invece. Si rischia di sfociare nel sedevacantismo.
Invece basta leggersi i documenti ufficiali da loro fatti per trarre certezza che loro erano sani pur nel vento di contestazione post conciliare che portava tanti sacerdoti ribellandosi al Papa nell'errore.

Un ultima domanda: posto che non è lecito credere (pena eresia) che Nostro Signore abbia abbandonato la Sua Chiesa, non è mai sorto il dubbio a qualcuno che tutto questo sia permesso da Nostro Signore stesso per far emergere il carname che si è annidato dentro Essa per poi farne pulizia separando il grano dalla pula???
In fin dei conti di Papi problematici ne abbiamo avuti alcuni nella bimillenaria storia della Chiesa, allora impariamo dalla storia, rimaniamo fedeli alla Fede di sempre e al Magistero infallibile. E preghiamo anche per l'attuale Papa, primo perché la preghiera come ci ricorda Nostro Signore può tutto, secondo perché proprio con le nostre preghiere e insistenze può essere che alla fine nella persona di Bergoglio venga meno il rude e rinnegatore pescatore Simone e si rafforzi (o rinasca) Pietro il primo vicario di Cristo in terra.

Anonimo ha detto...


Meglio tardi che mai.

Accorgersi solo oggi che la gravissima crisi ormai quasi sessantennale della Chiesa cattolica (in via di sparizione anche fisicamente per l'esaurirsi delle vocazioni) vede coinvolti anche tutti i predecessori di Bergoglio (aggiungo: da Giovanni XXIII in poi) equivale in un certo senso a scoprire l'acqua calda, come si suol dire.
Comunque, meglio tardi che mai. Ce ne compiaciamo vivamente. Speriamo che questa "scoperta" conduca finalmente ad affrontare come si deve il nodo diabolico rappresentato dal Vaticano II. Non solo Bergoglio, ma tutti i suoi predecessori si sono sempre richiamati al Concilio, GPII ne ha fatto addirittura un'esaltazione incredibile. Le critiche pur accennate da Benedetto XVI alla Gaudium et Spes e alla Dichiarazione Nostra Aetate, sono rimaste nel limbo delle buone intenzioni, sepolte dalla formula, sempre di conio ratzingeriano, che imponeva a tutti l'analisi del Concilio come se esso avesse a priori realizzato una "riforma nella continuità", continuità perfetta con la dottrina pre-conciliare.
PP
PP

papista ha detto...

Grazie Cristiano per questa chiara e sintetica risposta alla lettera di Don Alfredo Morselli che non è di condanna ma come hai detto “pare ispirata da una sana logica tomista”. Il nocciolo della questione è che, nel dopo Concilio nonostante i casi di autentico coraggio come i Frati Francescani dell’Immacolata, i primi ad essere calpestati dal “misericordioso”, non vi è stata ancora una risposta coerente a quella di Pietro e degli Apostoli: “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (Atti 5,29). In sostanza bisogna essere disposti al ”martirio” ecco il vero dilemma. Gesù ci chiede di “essere con Lui o contro di Lui”, non esiste la terza via, inventata dal Papa Buono e dai suoi successori, al catto-socialismo. La dimostrazione sono i fatti: chiese vuote che si riempiono solo per pranzare ma senza la veste bianca, mancanza di vocazioni, ecc. in campo cattolico e in campo civile: divorzio, aborto, unioni civili, teoria del gender ecc. Occorre che ognuno dia la risposta chiara all’invito di Gesù: ”Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”. (Mt 16,24)

Anonimo ha detto...

“L’insegnamento essenziale della Chiesa si applica ancora al matrimonio, al sesso, all’onestà e a tutto il resto. Non ci sono “nuovi paradigmi” o rivoluzioni nel pensiero cattolico. L’uso di questo tipo di linguaggio fuorviante non fa che aggiungere confusione ad un’epoca che confonde.”
Mons. Chaput

mic ha detto...

"L'insegnamento della Chiesa si applica....", ma anche no. È questo il problema. Sono state minate l'unità e universalità de La Catholica.

mic ha detto...

Emanuele dice:

Allungare ombre sugli altri Papi precedenti di cui un beato e un santo non mi sembra corretto invece. Si rischia di sfociare nel sedevacantismo.

Ma non è vero! Criticare le derive dapprima meno identificabili e ora esplose serve per ripareggiare la verità non per contestare la legittimità della funzione.

Anonimo ha detto...

Concordo che bisogna essere più incisivi. Comunque, gutta cavat lapidem. Inoltre, Bergoglio se ne fregherà di certo, ma la lettera comunque è pubblica: la leggono dunque anche preti e fedeli, e può servire a mantenerne qualcuno sul sentiero ortodosso.

È anche vero, come diciamo spesso, che bisogna puntare il faro sul processo che ci ha portato a questa crisi. Però non è detto che debbano farlo tutti e subito: è anche una questione di efficacia della comunicazione, in funzione del destinatario del messaggio. Se lettere come quelle di Don Morselli servono a mantenere preti e fedeli sulla retta via, partire in quarta con un attacco al Concilio potrebbe minarne l'efficacia. Insomma, ci dev'essere una comunicazione "tattica" (concentrarsi sugli errori gravi ed imminenti, che mettono gravemente in pericolo le anime) ed una "strategica" (analizzare tutto il percorso degli ultimi decenni).

Non capisco invece perché tutto questo fastidio per le esternazioni di rispetto verso il Santo Padre: cosa doveva scrivere Don Morselli, "Santo Padre la detesto?". Anche qui, per farsi subito attaccare strumentalmente come fanatico, sedevacantista,antipapista, tradiprotestante, eccetera?

Anonimo ha detto...

DISAMINA INECCEPIBILE.
GRAZIE

Giacomo Muraro ha detto...

“Ma il problema è più ampio e, seppure siano significative e benemerite le prese di posizione e le riaffermazioni della verità, manca una sintesi delle rettifiche da estendere alle allarmanti aperture ai protestanti in ambito Liturgico et alia. Manca soprattutto, in termini di efficacia coram populo, una correzione formale a 360°, e non solo sul'AL, da parte della sanior pars dei pastori la cui autorevolezza dispiegherebbe un autentico giovamento per la salus animarum”.

Cara Mic,la sintesi delle rettifiche esiste da oltre 50 anni. L’ha fatta mons. Marcel Lefebvre mettendo in evidenza e criticando a fondo tutti gli errori del CV2. Basta leggere i suoi libri. Manca solo “una correzione formale a 360°, e non solo su AL, da parte della sanior pars dei pastori…”. Ma non sembra che il coraggio alberghi presso le alte sfere della gerarchia. Solo un piccolo, minuto, meraviglioso sacerdote ha gli attributi necessari per farlo. E lo sta facendo col massimo della veemenza. Peccato che anche lui sia malato di Concilio V2 che tira in ballo ad ogni piè sospinto.

mauro ha detto...

Invito tutti a leggere Iota Unum e i documenti di Pio XII tipo la Mistici Corporis
.Oggi per restare in linea con Cristo abbiamo Mons Livi e il Prof Radaelli . Grazie Mauro

tralcio ha detto...

C'è un "uomo che vede Dio". Un padre di dodici figli, dei quali il più piccolo è "il sognatore". Il nome di Giuseppe rimanda ad un altro "sognatore" molto ben istruito da Dio sul da farsi. La predilezione per chi si fida dei sogni (cioè per chi accoglie la volontà del Padre in un momento in cui la propria volontà sta dormendo) è indice della purezza del cuore (solo così l'uomo vede Dio) che permette la visione e la piena consonanza delle volontà non informate dal (uniformate al) mondo. Oggi è il primo venerdì del mese, che ci parla del Sacro Cuore di Gesù, cioè di un cuore, umanamente inteso, capace di fare la Volontà del Padre.

Che fanno gli altri figli? Complottano contro Giuseppe per farlo morire.

«Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna!

Nel vangelo odierno è il tipo di ragionamento che riguarda l'Erede.

Invidio, detesto, complotto, tramo per uccidere l'odiato: che bel programma i "fratelli". E non bastasse quello, un bel po' di menzogne per sviare i sospetti. "Una bestia feroce l'ha divorato!".

Ruben pare essere più buono escogitando un'eliminazione incruenta.
Giuda trova anche il modo di guadagnarci qualcosa, una cifra che ricorda un po' quella pagata, secoli dopo, per Gesù.

Insomma, prima della Terra Promessa c'è un bel po' di Egitto.
E dopo l'Egitto un bel po' di zig zag nel deserto.
Prima della Pasqua c'è il Calvario.

Chiediamo la grazia, alla fine, di poter "vedere Dio", cioè di essere uomini dal cuore puro. E intanto di poter sognare Dio, come Giuseppe. Lasciando perdere "i fratelli".

irina ha detto...

http://www.campariedemaistre.com/2018/03/cattolici-chi-votare7-appello-di-un.html

Cattolici chi votare/7. Appello di un sovranista cattolico
ELEZIONI , MUSCILLO , POLITICA NO COMMENTS

Anonimo ha detto...

Concordo sul fatto che l' articolo di don Morselli possa essere,in ogni caso, utile. Non credo, però che si tratti di tattica.
Molti di quelli che criticano Bergoglio o che denunciano la crisi della Chiesa addossano le colpe al post concilio.
Purtroppo non è questione di tattica.
Molti, per carità, in buona fede,hanno il sacro terrore di criticare il concilio. Vedi "isola di Patmos", ovvero Cavalcoli e soci.
Irina è vero che la crisi parte da lontano ma bisogna dire che i grandi papi del novecento si sono battuti come leoni per evitare che ciò accadesse.
Per tanto ritengo corretto considerare il CVII,in un certo senso, il punto
iniziale dell'attuale situazione.
Non ritorno sulle responsabilità dei papi che hanno preceduto Bergoglio perché lo ha già fatto il prof. Pasqualucci.
Condivido in pieno, quindi, le tesi di Lugli, che per altro, nel mio piccolo, ho sempre sostenuto.
Antonio

Anonimo ha detto...

Fuori tema ma non troppo.
Leggo dalla Stampa che quest'anno Bergoglio canonizzerá Montini.
Domanda: se Bergoglio è papa legittimo e la Chiesa è infallibile nelle canonizzazioni dovremo accettare l'ennesimo "santo" postconciliare?
Spero in una risposta da chi può, magari da Mic o dal prof. Pasqualucci.
È un tema che da un po mi inquieta.
Antonio

Anonimo ha detto...

http://www.acistampa.com/story/la-salvezza-cristiana-senza-pelagianesimo-ne-gnosticismo-na-lettera-voluta-dal-papa-8111#.Wpkh2lgATY8.linkedin

Non riesco a leggere questo articolo e voi ?

Placuit Deo . ha detto...

"Il luogo dove riceviamo la salvezza portata da Gesù è la Chiesa, "
https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2018/03/01/0160/00317.html

Chiesa = in Italia indica in genere la Chiesa cattolica

Felice ha detto...

Il prof. de Mattei ritiene che le canonizzazioni non coinvolgano l'infallibilità, in quanto non soddisfano le condizioni richieste dal Concilio Vaticano I.

irina ha detto...

"... bisogna dire che i grandi papi del novecento si sono battuti come leoni per evitare che ciò accadesse..."

Fino al 1958. Poi, più o meno coscienti, hanno cominciato a giocare su due tavoli. Il mio commento voleva mettere in evidenza che il famoso spirito del CVII, in realtà è stato mantenuto in vita da chi, nel CVII, dal Reno si è gettato nel Tevere e dal Reno, nuotando nel Tevere, ha continuato a fare proseliti, a tenere seminari, conferenze, scrivere libri ed articoli, rilasciare interviste, no-stop. Quindi, a mio parere, questo famoso spirito del CVII, non è stato tanto tenuto in vita dai mass-media, da poteri occulti ma, dai maestri che buttarono all'aria la romana preparazione del CVII e questi maestri poi si coltivarono i giovani seminaristi, i sacerdoti novelli, riproducendo il loro pensiero, di stagione in stagione, nelle menti e nei cuori dei giovani. E' stata una cascata che ha investito, in cinquanta anni, non solo la gerarchia ma tutti i fedeli. Ora quello che fa meraviglia non è che ci siano consacrati dallo spirito vaticansecondista ma, che esistano ancora consacrati e fedeli legati alla Tradizione Cattolica. Questo è il vero ed unico miracolo che, malgrado la solerzia dei novatori, certamente appoggiati da tutti coloro che desideravano e desiderano togliersi dai piedi la Chiesa Cattolica,miracolo è dunque che esistano esseri umani, nel mondo globalizzato tecnologico-fluido, che siano e vogliano essere e restare Cattolici Romani. Questo è un miracolo grande. Qui Maria Santissima ha detto: questi, no. Molti tra questi sono rientrati e non sapevano di essere rientrati, spesso loro malgrado, per la battaglia che li aspettava e li aspetta. Per finire, in alto i cuori, fianco a fianco combatteremo la buona battaglia, ai nostri posti, in silenzio, con umiltà. Speriamo. Preghiamo.

Anonimo ha detto...

A me si è aperto, purtroppo. Quando sento parlare di neo pelagianesimo e neognosticismo in riferimento a Bergoglio,sinceramente, mi viene da ridere. Sarà poco rispettoso ma non ci posso far nulla. Non ti sei perso niente.
Antonio

mic ha detto...

per Antonio 15:01

Sulle canonizzazioni e infallibilità può attingere qui:

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/04/paolo-pasqualucci-su-canonizzazioni-e.html
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/02/mons-brunero-gherardini-su.html
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/04/perplessita-e-dubbi-per-le-imminenti.html
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/02/articolo-di-don-gleize-su.html
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/04/canonizzazione-papa-giovanni-paolo-ii.html

Anonimo ha detto...

Grazie Mic
Antonio

Anonimo ha detto...

Le notizie relative al cardinale Maradjaga danno una brutta sensazione: d'impunità per gli amici e di severità per i nemici. Non proprio una bella riforma, per la nostra Chiesa

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2018/03/02/news/ingannati-e-traditi-mi-hanno-rubato-tutto-le-accuse-contro-il-braccio-destro-del-papa-1.319034

Alex da Roma ha detto...

@ giacomo muraro
Ma non sembra che il coraggio alberghi presso le alte sfere della gerarchia. Solo un piccolo, minuto, meraviglioso sacerdote ha gli attributi necessari per farlo. E lo sta facendo col massimo della veemenza. Peccato che....

Concordo con lei...ma non sento dirgli mai cose eretiche...lasciamo il tempo al tempo...già è passato alla Messa Antica e poi ha palesato dei dubbi ... in ogni caso se lei vuole supportarlo possiamo sentirci. Io sono in contatto diretto con lui e sarò al convegno a Roma il 24

Alex da Roma ha detto...

Cara Mic, le posto qui un articolo

https://cronicasdepapafrancisco.com/2018/02/28/attacco-a-don-minutella-un-giornalista-rai-manda-allospedale-una-ragazza/

Come vede almeno loro hanno preso posizione verso un comportamento indecoroso è lesivo della libertà e della persona che si sta avendo verso delle donne.

Ma nessuno dice niente.
Lei è donna. Dove è lei???

Non le chiedo di difendere don Alessandro, ma il silenzio su certe aggressioni ripetute che ormai vanno avanti da mesi, andrebbero denunciate, anche da voi. O avete paura di esporvi??? È facile continuare a parlare di temi teologico dottrinali standovene nel vostro mondo dorato. Vi chiedo di esporvi. A difesa di queste donne. Come ha fatto il sito cronicasdepapafrancisco.
Spero vogliate accogliere L 'invito

mic ha detto...

Non abbiamo paura di esporci. Ma si rende conto dell'impegno che ci costa la moderazione, gli articoli, le numerose traduzioni.... e poi mi pare di aver espresso più di una volta la mia renitenza a parlare di don Minutella. Mi spiace per lui, preghiamo e vedremo.

mic ha detto...

sarò al convegno a Roma il 24

E il 10 marzo potrà essere dei nostri?
Spero domani di dare l'annuncio con i dettagli.
Comunque chi fosse interessato tenga presente Roma 10 marzo ore 16:30

@ Mic ha detto...

Cara Mic, rispondo al suo delle 00.54

Ho detto che non le sto chiedendo di parlare di don Minutella. Qui siamo in presenza di ragazze libere, come può vedere dai video sul sito radio domina nostra che sono aggredite, seguite, pedinate. Ci sono i video testimonianza dei genitori che denunciano le diffamazioni riguardo le loro figlie, he non sono suore, ne sono forzate a fare nulla.

Ora è successo L altro ieri che una ragazza di queste, malata di leucemia, sia stata braccata da un giornalista e sia svenuta e sia stata ricoverata in ospedale. Un'altra donna incinta all ottavo mese impedita di uscire e ora non sta bene e il bimbo si è girato.

È lecito questo???

Lei è donna . Tace?

Se oggi lei tacerà davNti a queste aggressioni e violazioni della libertà personale, potrà domani chiedere anche ad uno solo di noi di esprimerle solidarietà o difenderla, quando faranno lo stesso al suo blog e/o alla sua persona? Io non penso che le dimostrerei solidarietà se lei, al corrente di ciò che accade, che è una vergogna per la democrazia ed il servizio pubblico di stato, non ritiene di commentare.
Sia Lodato Gesù Cristo
Alex da roma

Alex da roma ha detto...

Cara Mic le allego i video della mamma incinta al nono mese e dei genitori della ragazza malata di leucemia.

https://m.youtube.com/watch?v=4LqHFZzQYdY

Qui invece il video delle testimonianze delle famiglie e delle ragazze. Tutte maggiorenni, libere e perseguitate.

https://m.youtube.com/watch?v=m0TPpTAnUzM

Difendere delle donne non significa difendere o concordare con don Minutella. Sono due cose diverse. Anche io non concordo su tutto con lei, soprattutto su chi sia Bergoglio. Ma se violassero la sua persona e la sua dignità umana la dinfenderei e alzerei la voce.
Il silenzio nostro oggi davanti a evidenti soprusi si ritorcerà contro molto presto domani. È soprattutto non piace a Dio.

Anonimo ha detto...

chiamo discernimento con la preghiera...
https://youtu.be/8GBw-2lEffM

mic ha detto...

Alex,
Intanto qui ha trovato spazio e si è alzata la sua voce.
Quanto alla mia agenda, dopo quello che ho già detto, mi meraviglia la sua insistenza.

Anonimo ha detto...


Non mi sembra il caso di prendersela (a sproposito) con Mic

Le due donne di cui al commento sovraeccitato di cui sopra non sono state "aggredite", come farebbe ritenere il titolo riportato. La supposta invadenza del cronista della RAI avrebbe fatto venir loro un malore. Tutto qui. Cosa dovrebbe fare Mic, una crociata in chiave femminista? E per cosa poi?
X.

Anonimo ha detto...

Sarebbe tempo di riconoscere che la posizione di chi ritiene Bergoglio un eretico è una posizione legittima almeno quanto quella di Don Morselli e che molti fedeli cattolici che non sono mai stati sedevacantisti non riconoscono più Bergoglio come papa. I fatti sono fatti.

E' inutile continuare a censurare chi denuncia che Bergoglio è decaduto per eresia manifesta.

D'altrocanto questa posizione stà ormai facendo breccia supportata dall'evidenza ed anche il numero di chi dice e scrive pubblicamente che Bergoglio non è più papa ed è eretico, sta aumentando esponenzialmente, ormai anche svariati sacerdoti
lo confessano apertamente ai fedeli di cui si fidano.

Continaure a fare finta di niente è solo ipocrisia ed oltre tutto è inutile.

La polemica su base pseudo-femminista è prosaica, la posizione espressa invece da don Minutella stà dilagando fra la gente ed è almeno più coerente di quelli che continuano a dichiararsi fedeli a Beregoglio ma non ne seguono l'insegnamento che ritengono irricevibile e viziato dall'eresia.

Mi pare che sia proprio questo il senso più che condivisibile e lucido dell'articolo di Lugli.

Quelli che dichiarandosi cattolici e fedeli al papato ormai affermano senza indugi che Bergoglio non è cattolico sono diventati un piccolo esercito e censurarli sui blog non fa onore a nessuno.

mic ha detto...

Sarebbe tempo di riconoscere che la posizione di chi ritiene Bergoglio un eretico è una posizione legittima almeno quanto quella di Don Morselli e che molti fedeli cattolici che non sono mai stati sedevacantisti non riconoscono più Bergoglio come papa. I fatti sono fatti.

E' inutile continuare a censurare chi denuncia che Bergoglio è decaduto per eresia manifesta.
... Quelli che dichiarandosi cattolici e fedeli al papato ormai affermano senza indugi che Bergoglio non è cattolico sono diventati un piccolo esercito e censurarli sui blog non fa onore a nessuno.


Ognuno può pensarla come vuole. Ma non vedo per quale motivo questo blog dovrebbe diventare il manifesto degli anatemi, cosa che non mi appartiene.
Passare dalle argomentazioni agli insulti significa non voler riconoscere la posizione altrui e voler imporre la propria. Il rischio, spero nel tuo caso evitabile, è quello di cadere nel fanatismo.

marius ha detto...

D'altrocanto questa posizione stà ormai facendo breccia supportata dall'evidenza ed anche il numero di chi dice e scrive pubblicamente che Bergoglio non è più papa ed è eretico, sta aumentando esponenzialmente, ormai anche svariati sacerdoti
lo confessano apertamente ai fedeli di cui si fidano...
Quelli che dichiarandosi cattolici e fedeli al papato ormai affermano senza indugi che Bergoglio non è cattolico sono diventati un piccolo esercito e censurarli sui blog non fa onore a nessuno.


Per definire la verità non conta il numero di quelli che urlano la loro verità, siano laici, preti o vescovi bizantini.
Possono essere anche a maggioranza quelli dichiarano eretico Bergoglio. Mi ci metto anch'io in modo soggettivo. Ma ciò non significa che egli sia ufficialmente eretico e perciò decaduto e che si possa proclamarlo tale.

Vi è un altro aspetto da considerare: forse che i papi del postconcilio sono esenti dalle manchevolezze manifestate da Bergoglio?
Certo che no. La differenza sta solo nella sfrontatezza e nella frequenza degli interventi in tal senso.
La gentilezza degli altri nascondeva ai nostri occhi le loro gravi manchevolezze teologiche. Da questo punto di vista ben venga quindi un Bergoglio che sveglia le animucce candide, e così speriamo che siano indotti a riflettere sui contenuti razionali della fede autenticamente cattolica sicché possano man mano ricuperare l'ortodossia perduta nei documenti ecclesiali a partire del CVII come poi confermato dai pontefici successivi.

Anonimo ha detto...

Per definire la verità non conta il numero di quelli che urlano la loro verità, siano laici, preti o vescovi bizantini.
Possono essere anche a maggioranza quelli dichiarano eretico Bergoglio. Mi ci metto anch'io in modo soggettivo. Ma ciò non significa che egli sia ufficialmente eretico e perciò decaduto e che si possa proclamarlo tale.


È proprio questo il succo della questione. Se infatti bastasse che una maggioranza di persone dichiari eretico un Papa per farlo decadere, questa sarebbe inevitabilmente la sorte del prossimo Papa ortodosso, che certo non godrebbe del sostegno della maggioranza né dei cattolici (anagraficamente tali), né dei poteri del mondo.

Anonimo ha detto...

Mi piacerebbe che si finisse di stracciarsi le vesti a fronte di un’opinione (il sedevacantismo)che è un’ipotesi rispettabile ed anche più plausibile rispetto ad altre: sembra contradditorio infatti riconoscere Bergoglio come papa e ad un tempo continuare a segnalarne errori, eresie e blasfemie (don Curzio è costretto ad arrampicate sugli specchi).
A me sembra che sia più giusto scandalizzarsi per le continue eresie e dissacrazioni dei Modernisti, i quali non sono semplicemente eretici, sono a tutti gli effetti dei non cristiani.
Sedevacantisti e Lefebvriani sono invece entrambe a pieno titolo realtà cattoliche, pur non godendo dell’infallibilità
OS

mic ha detto...

Mi piacerebbe che si finisse di stracciarsi le vesti a fronte di un’opinione (il sedevacantismo)che è un’ipotesi rispettabile ed anche più plausibile rispetto ad altre:

Se il sedevacantismo fosse solo un'opinione, non arruolerebbe tante persone fanatizzate che non accettano le posizioni e le conclusioni altrui.
Quanto ai modernisti e al modernismo mi pare che ci scandalizziamo abbastanza visto che siamo qui a vigilare e rettificare in continuazione.
Dovremmo chiederci certe "opinioni", alla fine, dove ci portano. Vedi appunto don Curzio, che non mi pare si sia arrampicato sugli specchi, ma abbia fornito ragioni per me condivisibili.

marius ha detto...

Sedevacantisti e Lefebvriani sono invece entrambe a pieno titolo realtà cattoliche, pur non godendo dell’infallibilità

Chi mette sullo stesso piano Sedevacantismi e Fraternità S.Pio X o non conosce una delle due realtà o probabilmente ambedue.
E non sa cosa dice quando usa parole come "sono entrambe a pieno titolo realtà cattoliche".
E così intende trasformare la Chiesa hic et nunc nonché a futura memoria in una società anarchica in cui avrebbe ragione chi urla più forte o chi ha i mezzi per ottenere il potere.
Non parliamo poi dell'asserzione ad esse riferita "pur non godendo dell'infallibilità", che è completamente fuori luogo in quanto trattasi di una prerogativa unicamente papale (naturalmente a determinate precise condizioni fissate dal ConcilioVaticanoPrimo).

Anonimo ha detto...


Memento

1. Un Pontefice può esser dichiarato eretico in senso formale solo da un organo competente ad emettere questa dichiarazione. Che quest'organo esista (p.e. il Concistoro dei Cardinali o un Concilio Ecumenico) è questione dibattuta. L'eventuale professione di eresie in senso materiale (nel merito, di errores in fide) da parte di un Papa non è sufficiente a farlo dichiarare eretico in senso formale cioè a dimostrare che egli ha l'animus dell'eretico.
Anche Lutero, non diventò eretico in senso formale solo dopo la condanna ufficiale di molte delle sue tesi, successiva a ripetuti ammonimenti ("correzioni") a lui rivolti`?

2. Dichiarare pertanto vacante la Sede Apostolica in séguito ad errores in fide professati da un Papa regnante, è atteggiamento arbitrario da parte di chi si professa sedevacantista: si appropria di una competenza che non gli spetta.

3. I sedevacantisti diffondono un nuovo errore: quello dell'infallibilismo pontificio.

4. Bisogna poi distinguere tra gli errori presenti nei documenti ufficiali e quelli risultanti da dichiarazioni del Papa come dottore privato. La scandalo di AL (documento ufficiale) consiste proprio nel fatto che il presente Pontefice ha dichiarato come unica valida l'interpretazione della sua famosa ambigua nota che consente la Comunione a chi vive in peccato mortale di concubinaggio e adulterio. Ma, anche qui, bisogna prima "correggere dottrinalmente" il Papa, affinché si ravveda, cosa che chi di dovere ancora non ha avuto il coraggio di fare. Correggerlo, invitandolo a ritrattare e a fornire un'interpretazione coerente con il Magistero di sempre. Anche gli errori professati come "dottore privato" vanno comunque denunciati pubblicamente.

5. Diamoci da fare in questa direzione, con la controversia ragionata e razionale, con la mobilitazione dei devoti, invece di correr dietro ai mulini a vento del sedevacantismo.
PP

Anonimo ha detto...

http://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=31755

PUBLICA UN LIBRO SOBRE LA EXHORTACIÓN APOSTÓLICA

El cardenal Kasper dice que el Papa no incurre en herejía en Amoris Laetitia

Dario Maria Minotta su Fb ha detto...

La Chiesa è fatta di santi e peccatori. Nulla salus extra ecclesia!!! Questa è tradizione pura. Per Don Minutella si prega, si intercede e si offrono sacrifici ma più che seguirlo, bisognerebbe aiutarlo a rientrare. Vedete, Catechismo e Codice di Diritto Canonico alla mano, a tutti è doverosamente lecito intervenire anche sulle più alte gerarchie se e solo se per il bene della Chiesa. Non solo la sana e SANTA Dottrina specifica che l'intervento deve essere rispettoso e per gradi di autorevolezza... SOPRATTUTTO PRESERVANDO L'UNITÀ DELLA CHIESA. I sacramenti sono validi non per la fede del sacerdote ma della Chiesa e segno della comunione della Chiesa. Guarda Signore alla fede della tua Chiesa... ricordate queste parole della Messa? Ricordate come proseguono? Volere davvero bene a don Minutella significa pure farlo rientrare nella Chiesa. La nostra Tradizione è antica, è Sacra, custodisce la fede... è azione dello Spirito Santo nostro Dio e Signore. Viene dalle parole di Gesù...per favore... andiamo oltre... noi siamo intimi... condividiamo lo stesso Corpo e lo stesso Sangue!!! Un conto è dire la verità, altro sono i modi che si usano. Ovvero io posso dire la verità ma se non preservo-propongo-custodisco l'unità per fede cattolica sono in errore. Queste cose il don le sa bene. Quando ha giustificato recentemente una costruzione abusiva piccolissima affermando che in Sicilia tutto è così... mi spiace non regge. Anzi, non mi è di esempio, mi scandalizza che proprio un sacerdote abbia fatto pure lui questo. Siamo cristiani? Sì? Significa allora che pure la nostra testimonianza deve essere credibile. Ripeto ancora una volta... affermare che papa Francesco sia eretico è grave. Per sana e SANTA dottrina lo può fare SOLO un Sinodo di Vescovi. Cerchiamo si esserne coscienti... questi non sono interpretazioni o punti di vista ma leggi. Nessuno è obbligato a essere cattolico. Come il grande Frassati, io mi auguro di morire cattolico nella Chiesa Cattolica. Nella Chiesa ci sono tante sporcizie, da sempre... eppure... questo è segno e sigillo. Si dice la verità ma stando caparbiamente nella Chiesa. Se ora pensate a S. Atanasio vi invito ad approfondire che con la vicenda don Minuttella non si può nemmeno lontanamente fare un parallelo. Approfondite, cercate, studiate. Ne vale la pena se si avessero dubbi. Io ci soffro molto per questa situazione. Don Minutella dice diverse cose giuste, ma è in errore e gli auguro tanto di aprire gli occhi e rendersene conto e auguro a chi lo segue serenamente e con pace di capirlo. Un vescovo può essere peccatore, ma se io sono sacerdote e sono in una situazione di osservazione, devo essere prudente e avere prima cuore la mia vocazione a la mia missione. Se il vescovo mi chiede silenzio, in silenzio devo stare! Non vado certo in giro a tenere incontri e conferenze per poi dire "ho ubbidito"!!! Nulla salus extra ecclesia. PUNTO. Questa è la nostra fede. Poi possiamo avere esperienze differenti... ma questa è la fede cattolica. Se con una sospensione il don celebra sacramenti, predica commette illeciti gravi. Questo non è giudizio di Lorefice, il cattivo Francesco o altro.... questa è SANA E SANTA DOTTRINA. SANTA CHE SANTIFICA... Non basta quella sana.

marius ha detto...

questa è SANA E SANTA DOTTRINA. SANTA CHE SANTIFICA... Non basta quella sana.

Beh...
Se è sana è pure santa.
Se è santa è pure sana.
Quindi...
basta che sia sana e sarà pure santa;
basta che sia santa e sarà pure sana.

tramviere-cattolico ha detto...

Sono d'accordinsito con Cristiano ma non sono d'accordo sul mettere tutti i papi nel medesimo calderone. Quando assaggi delle pietanze non sono mai tutte uguali e se lasciano a desiderare qualcuna meglio dell'altra c'è di sicuro