venerdì 2 marzo 2018

Ritorno a Dio (riferito a Benedetto XVI) - card. Christoph Schönborn

Un modo direi macabro per ricordare un drammatico anniversario. Ѐ una mia impressione o le reiterate sottolineature sono espresse con inquietante premura?

Il cardinale Christoph Schönborn, sul quotidiano Heute, venerdì 2 marzo 2018

"Lentamente le mie forze fisiche scompaiono, interiormente sono in pellegrinaggio verso casa". Queste righe sono state scritte la scorsa settimana dal Papa merito Benedetto XVI al quotidiano italiano "Corriere della Sera" [vedi]. Molti lettori chiedevano con ansia come stesse il Papa e se stesse morendo. Ha risposto personalmente. È molto toccato dal fatto che molti lettori vogliano sapere "come trascorro l'ultima fase della mia vita".
Questa settimana ricorrono cinque anni da che Benedetto XVI si è volontariamente dimesso dalla carica il 28 febbraio 2013. "È una grande grazia per me essere circondato da un amore e una gentilezza che non avrei potuto immaginare in questo ultimo tratto di strada, a tratti un po' faticoso". In questo senso sente "la domanda dei suoi lettori come accompagnamento per un tratto. Posso solo ringraziare per questo, nell'assicurare a voi tutti da parte mia le mie preghiere".
Il novantenne Papa Benedetto secondo le sue parole si sta preparando alla morte. Egli ci dà un esempio meraviglioso, un atteggiamento profondamente umano e cristiano di fronte alla propria morte: è un ritorno a Dio, a Dio Padre. - [Fonte]

15 commenti:

Hermann Sta ha detto...

inquietante premura, così come ancora a distanza di cinque anni, e di fronte a quel che è accaduto e accade nella Chiesa, si magnifica ancora "l'umiltà di BXV"I nel farsi da parte per il "bene della Chiesa", della sua lungimiranza e della sua obbedienza e abnegazione a papa Francesco, di cui per la verità non abbiamo mai avuto in questi anni segni univoci e definitivi. anzi.

tralcio ha detto...

Benedetto XVI è vivo. E' vestito di bianco. E' anche, in qualche modo, ancora il papa.
E' il papa della denuncia della sporcizia nella Chiesa e della dittatura del relativismo.
E' il papa della denuncia della chiesa modern(ist)a e del ritorno al decoro liturgico.
E' il papa della Dominus Iesus e della storicità dei vangeli, contro le esegesi liberal.
E' il papa che ha detto chiaro, conoscendolo, che il terzo segreto di Fatima è in atto.
Il papa ignorato sul "pro multis" e nel legare il sacerdozio al Santo Curato d'Ars.
Benedetto XVI è vivo. E' vestito di bianco. E' anche, in qualche modo, ancora il papa.
Preghiamo per lui nel mese di San Giuseppe, del quale porta il nome glorioso.
Fa sorridere che molti 80enni sottolineino premurosi a un 90enne che la morte è prossima...
La forza della verità è di dare fastidio anche solo con l'eco, mentre chi ne parlò tace.
Evidentemente c'è tutto un popolo di infastiditi, di illividiti, bramosi di dare il peggio.

Anonimo ha detto...


Le pape Benoît XVI est mort le 28 février 2013, jour de son abdication. Lui survit — péniblement à ce qu'il paraît — le cardinal Joseph Aloisius Ratzinger, qui s'obstine à se vêtir de blanc parce qu'il n'a rien d'autre à se mettre, nous ont expliqué, sans rire, ses proches. Personne n'en croit rien, évidemment. Mais que et qui croit-on encore dans l'église post-conciliaire ?

Marcella ha detto...

Esatto! Il Cardinale Schōnborn, Arcivescovo di Vienna, ha solo postato la traduzione in tedesco della lettera scritta da Benedetto XVI e pubblicata su Corsera

Anonimo ha detto...

Ok. Ma sembra che quasi quasi se lo aspetta (e forse augura) presto. E meno male che non è lui a decidere....

irina ha detto...

L'altro ieri è morto Gillo Dorfles, anni 107.

viandante ha detto...

Ogni buon cristiano (dal papa fino all'ultimo peccatore, senza nemmeno dimenticare nessun cardinale...) si deve preparare alla morte e questo indipendentemente dall'età. Di conseguenza non ha senso commuoversi vedendo un papa "emerito" novantenne che si prepara al trapasso se non ci si prepara personalmente. E se ci si prepara personalmente alla morte, dovrebbe iniziare anche la nostra conversione.

Anonimo ha detto...


E' stato un importante critico d'arte, anche se di tendenze "moderniste". Non credo condividesse le ultime, aberranti tendenze dell'arte moderna.

fabriziogiudici ha detto...

Mia zia ne ha novantotto. Sì, penso anch'io che con Ratzinger stanno gufando.

Anonimo ha detto...

Sono ormai 10 anni che pronosticano la sua morte, tumori allo stomaco, paralisi o malattie paralizzanti ed altre carinerie come quelle di un tal cardinale che lo dava morto entro 2 mesi molto prima dell'abdicazione, a volte gufare non paga. Per me resta un punto imprescindibile, non faccio disquisizioni sull'emerito, se è ancora tra noi si vede che Dio ha altri progetti su di lui e Dio sa perché se ne è andato il fatidico 28 febbraio 2013, lasciando perdere la pre-visione di Jacques de Molay, credo che in Fatima e nel suo svolgimento ci sia la chiave per comprendere. Schoenborn, 'si tacuisset cardinalis mansisset', amen. Grazie a Tralcio, come sempre profondo ed esauriente. Lupus et Agnus.

tralcio ha detto...

D'accordo con Viandante.
La morte (che nella sua fisicità e spiritualità è conseguenza del peccato) è un passaggio obbligato e tra l'altro non rappresenta l'ultima parola sulla nostra vita.
Solo gli psichismi e gli interessi di chi è ormai largamente accomodato al mondo possono ridurre la preparazione di un credente a questo passaggio a qualcosa di meno di quel che emerge dal vangelo di Luca letto il primo marzo (Luca 16,19-31).
E certi incontri possono capitare a qualsiasi età, trovandoci più o meno purificati, convertiti, affidati a Dio. Una volta era normale dire "ricordati che devi morire". Oggi invece se qualcuno te lo ricorda è fatto oggetto di sarcasmo e scaramanzie...
Benedetto XVI ha dato l'ennesimo consiglio e messaggio ad una Chiesa ormai convinta che l'inferno non c'è e se c'è è vuoto.


A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima sposa. Per, quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all'Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Amen

Anonimo ha detto...

J. M. J. T.

14 ottobre 1890

Gesù

Mia cara Celina,
Non voglio spedire la lettera di Maria senza aggiungervi due righe per te. La nostra cara Madre mi permette di venire a fare la mia orazione con te. Non è forse ciò che facciamo sempre insieme?…
Celina cara, è sempre la stessa cosa che ho da dirti: ah! preghiamo per i sacerdoti… ogni giorno ci si accorge quanto siano rari gli amici di Gesù. Mi sembra che sia questo ciò che lo ferisce più profondamente… l’ingratitudine, soprattutto il vedere anime a lui consacrate dare ad altri quel cuore che gli appartiene in maniera assoluta. (1)
Celina, facciamo del nostro cuore una piccola aiuola di delizie dove Gesù venga a riposarsi. Non coltiviamo altro che gigli nel nostro giardino, sì, solo gigli, e non tolleriamo altri fiori che possono essere coltivati anche da altri… ma i gigli, che soltanto le vergini possono offrire a Gesù.
«La verginità è un silenzio profondo di tutte le cure terrene», non solamente di quelle inutili, ma di tutte le cure… Per essere vergini bisogna non pensare ad altro che allo Sposo, il quale non sopporta nulla intorno a sé che non sia vergine, «poiché ha voluto nascere da una Madre vergine, avere un precursore vergine, un tutore vergine, un discepolo prediletto vergine e infine una tomba vergine». Egli vuole anche una piccola sposa vergine, la sua Celina! …È stato detto ancora che «ognuno ama naturalmente la sua terra natale, e poiché la terra natale di Gesù è la Vergine delle vergini, e Gesù è nato, per sua volontà, da un Giglio, trova le sue delizie vivendo in cuori vergini».
E il tuo viaggio? Sembra che l’abbia dimenticato.. no, il mio cuore ti segue laggiù… (2) Capisco ciò che provi… capisco tutto! …Tutto passa: il viaggio di Roma con i suoi strazi è passato… la nostra vita d’un tempo è passata. La morte stessa passerà, e allora gioiremo della vita non per secoli, ma milioni di anni passeranno per noi come un giorno… e poi altri milioni seguiranno ai primi, pieni di riposo e di felicità… Celina…
Prega molto il Sacro Cuore. Tu sai come la penso. Io non vedo il Sacro Cuore come lo vede la gente. Penso che il cuore del mio Sposo sia tutto mio, allo stesso modo che il mio è tutto suo, e gli parlo allora nella solitudine di questo delizioso cuore a cuore, in attesa di contemplarlo un giorno faccia a faccia.
Non dimenticare la tua Teresa, mormora soltanto il suo nome e Gesù capirà. Tante grazie sono pronte laggiù soprattutto per un cuore che soffre… Vorrei scrivere a Leonia, ma è impossibile. Non ho neanche il tempo di rileggere la lettera. Dille che penso tanto a lei… Sono sicura che il Sacro Cuore le accorderà molte grazie… Dille tutto, tu capisci.

La tua Teresa del Bambino Gesù del Volto Santo.
rel. carm. ind.

NOTE

(1) Erano stati raccomandati alle preghiere delle Carmelitane di Lisieux diversi sacerdoti pericolanti.
(2) A Paray-le-Monial ove si commemorava il secondo centenario della morte di santa Margherita Maria, allora semplicemente beata.

Anonimo ha detto...

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Manifesto_di_Lunghezza

irina ha detto...

Ho l'impressione che siano tutti messaggi cifrati.

Anonimo ha detto...

Sono totalmente d'accordo con tralcio ... La verità scomoda delle fede da' sempre fastidio!
Neri