sabato 17 marzo 2018

Il don: «È il nostro San Giuseppe. Se l’era preso l’alluvione»

Un episodio che rincuora e pare una pagina di Guareschi, tenendo conto anche dei luoghi. Il parroco di Lentigione riconosce la statua riemersa dal Po: se l'era portata via la piena dell'Enza. Travolta nell'imminenza del Natale, la statua di San Giuseppe è stata ritrovata nel tempo della novena nel mese a lui dedicato. Non a caso, per chi crede...

Il San Giuseppe riemerso dalle acque del Po nei pressi di Motteggiana e recuperato da due allevatori del posto potrebbe presto tornare a casa. A rivendicarne la proprietà è don Evandro Ghirardi, parroco di Lentigione, Comune del Reggiano colpito da un’alluvione nel dicembre scorso.
È proprio quella calamità è all’origine della sparizione della statua. «Non ho nessuna prova certa - dice il sacerdote - ma dalle foto sembra proprio il nostro San Giuseppe. Certo, la coincidenza è molto strana». Tutto è iniziato ai primi dicembre quando la piena dell’Enza ha sommerso il paese. «Avevamo appena fatto il presepe davanti alla chiesa - racconta don Evandro - quando l’acqua ha spazzato via tutto. Siamo riusciti a recuperare Maria, il bue e l’asinello e la capanna completamente distrutta. Fortunatamente, Gesù bambino non lo avevamo ancora messo perché aspettavamo la notte di Natale. Di San Giuseppe, invece, abbiamo perso le tracce».
Il "miracolo" si è compiuto. La statua del santo in vetroresina o in plastica alta mezzo metro, cappa marrone sopra la veste violacea e l’immancabile bastone tra le mani, è riapparsa. Ha passato le sue; scaricata con l’acqua dell’alluvione nei canali di scolo, è arrivata sino al Po e poi è stata trasportata dalla corrente fino a Motteggiana dove mani pietose ed emozionate l’hanno recuperata. Quasi un novello Mosè salvato dalle acque. «Non so se è la nostra - ripete don Evandro - ma saprei riconoscerla».
L’unico modo per risolvere ogni dubbio è quello di contattare i due agricoltori, Simone Minelli e Angelo Bonini, che hanno già dichiarato di voler donare la statua al vescovo di Mantova Marco Busca in vista dell’ormai prossima ricorrenza del 19 marzo. «Prima di farlo aspettate un attimo» è l’appello del sacerdote, pronto a venire nel Mantovano per identificare il San Giuseppe riemerso. [Fonte]

4 commenti:

Antimo ha detto...

Amen.

tralcio ha detto...

Stiamo vivendo un momento storico molto particolare.
Personalmente non escludo che sia come quando San Giuseppe seppe da Maria che era in dolce attesa di un bimbo, che poi Giuseppe chiamò Gesù, umanamente custodendolo, educandolo e soprattutto amandolo vivendo con lui trent'anni.
Un'epoca, breve ma del tutto speciale, che ha cambiato volto alla storia dell'uomo.
San Giuseppe è un "dimenticato", a volte persino da una parte dei devoti mariani.
Forse questo suo nascondimento gli viene dal significato del nome, intrinsecamente umile, uno che "viene dopo" il resto (significa "Dio aggiunga", o anche "aggiunto in famiglia").
Il fatto è che l'aggiunta la fa Dio! Quanta e quale santità in questa aggiunta!
Pio IX lo dichiarò il patrono della Chiesa universale.
In questo mese a lui dedicato, preghiamo Dio, preghiamo Gesù, preghiamo Maria, che il santo custode della Sacra Famiglia diventi per noi familiare, aggiungendo alla nostra vita la sua umile santità e la sua disponibilità alla volontà di Dio.
A mio avviso non è affatto un caso che sia balzato anche agli onori delle cronache proprio oggi, portato dalla piena del fiume, dopo aver percorso i canali scolmatori, periferici, collettori anche del peggio che dai campi viene dilavato dalla pioggia copiosa.
Tra due giorni è la sua festa. Spero in un suo intervento del tutto straordinario, a beneficio della Chiesa, efficace come quando si occupò della Sacra Famiglia, finchè, fattosi da parte, presente Maria, della "faccenda" si n'è occupato personalmente Gesù.
Si dice che in Cielo Gesù ancora oggi non sappia dire di no al suo papà terreno.
Ragione in più per rivolgerci fiduciosi a chiedere grazie per tramite di San Giuseppe.
Ragione in più per non trascurare l'imminente 19 marzo, ringraziando di questa storia di fiume che "per caso" s'è fatta largo nell'indifferenza per scuoterci dall'inerzia...

Anonimo ha detto...

A proposito di un altro Giuseppe, certamente ispirato dal suo santo patrono, vorrei rimarcare -a beneficio di tutti coloro che, lamentandosene, lo hanno dipinto come troppo "sognatore", doppiopesista, colpevole di essere uscito di scena (come se pregare per la Chiesa lo fosse) e altro ancora, una breve frase che era stata tenuta nascosta dalla pravda vaticana:

"Sono certo che avrà comprensione per mio diniego..."

La certezza nella comprensione altrui non evita un sonoro e risoluto "nein".
Tutto il resto viene da qualcun altro.
In attesa della "proposta indecente", che a questo punto uscirà a fare giustizia di troppe cattiverie finite addosso "all'umile lavoratore della vigna", degno emulo del santo patrono.

Aloisius ha detto...

Ricordiamoci della testimonianza della grande Santa Teresa d'Avila
"San Giuseppe non mi ha mai rifiutato alcunché nel giorno della sua festa»

Affidiamoci dunque, oggi, a San Giuseppe, chiediamogli tutte le grazie necessarie, non ultima quella di sconfiggere il fumo maligno dell'eresia modernista che appesta la Chiesa Santa e che tenta di piegarla al mondo.

E le grazie necessarie a tutti i papà cattolici, soprattutto di questo blog, perche sappiamo trasmettere ai figli il dono di una Fede forte, fortissima, per resistere alle persecuzioni che arriveranno

E confortiamoci anche con tutti gli altri santi e comuni fedeli graziati per la sua umile e potente intercessione di uomo santo e giusto a cui Dio Padre ha affidato il Suo Figlio e Signore nostro Gesù.

Un utile promemoria su questo sito
http://www.sanpiox.it/articoli/spiritualita/900-le-apparizioni-di-san-giuseppe-nella-storia-della-chiesa