mercoledì 7 marzo 2018

P. Paolo Siano. Papa, obbedienza, infallibilità. Il caso dei Francescani dell'Immacolata.

Marco Tosatti su Stilum Curiae pubblica un interessante articolo di Padre Paolo Siano, dei Frati Francescani dell’Immacolata, che costituisce un contributo ad alcuni dei temi che verranno dibattuti il 7 aprile prossimo a Roma [vedi]. Qui indice degli articoli sulla vicenda dei FI.

FFI: il golpe antifondatori e gli equivoci su obbedienza e infallibilità

Sabato 7 aprile, ore 15:00, si svolgerà a Roma il convegno “Chiesa Cattolica, dove vai?” [qui] per dibattere sull’attuale crisi nella Chiesa. Si tratterà anche dei limiti dell’autorità pontificia in materia dottrinale. Mentre attendiamo con interesse i lavori del convegno, mi permetto di offrire fuori programma un modesto contributo con il caso del commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata (FFI).

Anzitutto rimandiamo i Lettori ad alcuni recenti articoli sul caso: [qui - qui - qui - qui - qui]. 
Sin dall’inizio del commissariamento è scoppiata anche tra i FFI quella crisi e confusione che già da anni covava strisciante nella Chiesa e che in questi ultimi anni, specialmente con il caso Amoris Laetitia, è divenuta sempre più evidente agli occhi di osservatori onesti e liberi da interessi cortigiani.

Il golpe, la crisi e la confusione tra i FFI, la persecuzione e la damnatio memoriae di fondatori e di loro sostenitori frati, suore, laici, sono divenute realtà, non solo grazie a ecclesiastici ostili da anni alla forma vitae e forma mentis dei FFI, ma anche grazie a equivoci sui concetti di obbedienza e di infallibilità pontificia.

Per quanto riguarda i sofismi sull’obbedienza, le falsità e le ingiustizie subìte sin dagli inizi del commissariamento, quando il programma imposto dall’alto era “sfasciare tutto” e “rifare tutto daccapo”  si veda ad esempio l’articolo [qui - qui - qui]. .

Noi frati che difendiamo sia P. Stefano Manelli, sia la sostanza del governo FFI pre-commissariale (inclusa l’opzione Vetus Ordo) e sia le SFI, siamo accusati sin dall’inizio del commissariamento, in vari modi, di essere disobbedienti, di non stare e di non sentire con la Chiesa, di essere causa di sofferenza con le nostre resistenze, causa di disunione… Si tratta di sofismi depistanti frutto di mala fede o di illusioni.

In verità, nel nome dell’obbedienza non si può obbligare a non difendere fondatori, frati, suore, e ad accettare la loro damnatio memoriae e le accuse le quali molto probabilmente faranno capolino nei verbali del prossimo capitolo generale FFI. L’obbedienza non può obbligare a non difendere la verità, non può dispensare dai Comandamenti 4° (onora i genitori, inclusi fondatori), 5° (non uccidere, non calunniare) e 8° (non dire né avallare menzogne).

Tra i FFI l’equivoco sull’obbedienza sembra intrecciarsi a un altro grande equivoco, forse più fondamentale, ossia il ritenere un Romano Pontefice sempre infallibile in ogni sua parola e azione. Alla diffusione di un tale onniinfallibilismo fideista, può aver contribuito anche la simpatia di alcuni frati antifondatori verso un’associazione cattolica notoria per la difesa dei valori tradizionali cattolici, la quale per non sembrare lefebvriana, difende sempre a oltranza qualunque cosa un Romano Pontefice dica o faccia. Paradossalmente un tale onni-infallibilismo può far scivolare proprio in quel relativismo che si pretende di combattere.

Ecco un esempio di tale onni-infallibilismo almeno implicito.

Un Pontefice ha creato cardinale “in pectore” il teologo Hans Urs Von Balthasar, un altro Pontefice lo ha definito «teologo sicuro»; pertanto tutto ciò viene di fatto inteso come una canonizzazione infallibile di tutta la sua teologia, per cui si cerca di giustificare a tutti i costi anche la teoria vonbalthasariana dell’inferno vuoto secondo cui non c’è nessuna certezza che qualche anima sia dannata ed è possibile sperare che tutti siano salvati, anche Giuda. Vedasi ad esempio (qui).

In realtà le teorie vonbalthasariane dell’inferno vuoto e della discesa di Cristo nell’inferno dei dannati non sono in sintonia con la Teologia cattolica fondata sul dato oggettivo della Divina Rivelazione, sulla Tradizione e sul Magistero della Chiesa.

Tornando ai FFI, dato che Papa Francesco ha voluto commissariarci, ecco che tanti frati ingenui, dietro l’abile regìa di alcuni, hanno creduto che tale commissariamento sia certamente giusto e “infallibile”, perciò credono a tutte le accuse contro P. Manelli e contro di noi suoi difensori, frati e suore. Non sorprende che i frati anti-fondatori abbiano accusato i confratelli di essere contro il Papa.

Per fortuna tra frati e laici un tale onni-infallibilismo ha cominciato a scricchiolare con il caso Amoris Laetitia e i “Dubia” dei 4 Cardinali. Tuttavia ci sono ancora frati che, fraintendendo obbedienza e infallibilità, accettano che la Comunione sia data anche ai divorziati risposati che vogliono vivere “more uxorio”.

Ecco il nodo fondamentale che finalmente arriva al pettine: un Papa, specialmente questo Papa, è sempre infallibile? Chi separa la Fede dalla ragione, dalla teologia e dalla retta comprensione del dogma, risponde “Sì”. Ma è una fede fideista e nominalista, paradossalmente simile a quella di Lutero.

Il dogma promulgato da Pio IX nel 1870 enuncia chiaramente i requisiti e i limiti dell’infallibilità pontificia: il Pontefice, parlando ex cathedra, intende definire una verità di fede o di morale come rivelata da Dio e obbligare i fedeli a ritenerla come tale.

Come non ricordare il caso di Papa Onorio condannato dal Concilio Costantinopolitano III (680-681) per non aver difeso la Fede cattolica contro l’eresia monotelita. Quel Concilio e quell’anatema furono ratificati nel 683 da Papa Leone II (qui) . Un Papa, poi venerato come santo (qui), condanna un suo predecessore! Chi aveva ragione, Onorio o San Leone II ? Leone. Già questo fatto è sufficiente per smontare l’onniinfallibilismo. Bisogna affrontare e sciogliere questo nodo, altrimenti gli onniinfallibilisti torneranno sempre alla carica come solerti neoinquisitori e persecutori.
Circa l’attuale Pontefice chiediamoci se è infallibile quando ad esempio :
  1. dice ai fedeli argentini che non bisogna andare a convincere qualcuno a farsi cattolico (cf. L’Osservatore Romano, 08 agosto 2013, p. 8);
  2. dice a Eugenio Scalfari che ciascuno ha la sua idea di bene e di male ed è sufficiente indurlo a procedere verso quello che lui ritiene bene (cf. Papa Francesco, Interviste e conversazioni con i giornalisti, A cura di Don Giuseppe Costa SDB, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2014, p. 97);
  3. dice ancora a Scalfari che non esiste un Dio cattolico, esiste Dio e basta, e Gesù è la Sua incarnazione (cf. ivi, p. 109);
  4. dice a giovani cristiani e musulmani (Parrocchia S. Cuore, Roma 19 gennaio 2014) che devono condividere (la fede), gli uni con la Bibbia e gli altri con il Corano… che l’importante è andare avanti e che «uno solo è Dio, lo stesso» (qui);
  5. dice (il 06 gennaio 2016) che dinanzi all’«ampia gamma di religioni, vi è una sola certezza per noi: siamo tutti figli di Dio» (qui);
  6. ritiene che le intenzioni di Lutero «non fossero sbagliate», che era un «riformatore» che «ha fatto una “medicina” per la Chiesa» (qui);
  7. dice, a commento di Gv 8,21-30, che Gesù «si è fatto diavolo, serpente per noi» (Omelia, 4 aprile 2017), riesumando così Lutero il quale affermava appunto che Dio si fa diavolo [qui - qui];
  8. dice che dinanzi alla Croce del Figlio la Madonna ricorda le promesse divine ricevute all’Annunciazione ed essendo umana «forse aveva la voglia di dire “Bugie”, “Sono stata ingannata”… Giovanni Paolo II diceva questo parlando della Madonna in quel momento» (qui; cf. l’audio: omelia 20 dicembre 2013, minuti 1:40-1:54. In realtà Giovanni Paolo II non ha mai detto questo. Bergoglio presenta la fede di Maria Immacolata come incerta e dubbiosa ? [qui]
    Ancora. Chiediamoci se Francesco è infallibile:
  9. quando approva, in forma di «magistero autentico» la lettera dei vescovi argentini che permettono la Comunione anche a divorziati risposati che vivono more uxorio (qui ; quiqui - qui)
    Chiediamoci anche se Bergoglio riteneva queste idee già prima della sua elezione a Romano Pontefice.
  10. Il giornalista Sandro Magister, sempre ben informato, ritiene, con fondamento, che Francesco, nel nome della coscienza, approva e approverà anche il progetto di revisione dell’Humanae vitae e la liberalizzazione della contraccezione. Tra i sostenitori del progetto c’è il teologo moralista Don Maurizio Chiodi, rinomato in ambito CEI e membro della nuova Pontificia Accademia per la Vita  [qui - qui - qui]
Anche solo alla luce dei 9 o 10 punti summenzionati e di altri eventuali brani ai limiti dell’eterodossia, non ci sorprende che il Pontefice abbia ricevuto nel periodo 2013-2017 almeno 67 lodi esplicite o implicite da massoni di tutto il mondo (qui sono citate 62 lodi: massoni brasiliani citano con elogio brani di Papa Francesco su umiltà, armonia familiare, pace, solidarietà; la 63a lode; la 64a ; la 65a ; la 66a  «Por falar en familia, Jorge Bergoglio, o Papa Francisco, nos diz…»; la 67a).

Per gli onni-infallibilisti, Francesco è sempre infallibile e va assecondato, sempre.

Qualcuno ha scritto che alla luce di Amoris laetitia e di altri casi, c’è «un dualismo forse senza precedenti: l’uomo-Jorge-Bergoglio (Simone) non è in armonia con il Papa-Francesco (Pietro). Inoltre, con discernimento deviato, usa l’Autorità per zittire cattolici “restaurazionisti” ma lascia fare a progressisti dentro e fuori la Chiesa (istruttivi gli articoli di CR, Socci, Tosatti, Magister)».

Insomma, alla luce dei 10 punti sopra elencati e di questi 4 anni e mezzo di commissariamento, che tipo di retto discernimento si può ancora sperare dal Pontefice (ad esempio, vedi pure qui) per i FFI e SFI? Ha consegnato Fondatori, frati e suore, nelle mani di frati ed ecclesiastici ostili. Un po’ come sembra stia accadendo in Cina: i fedeli cattolici in Cina saranno di fatto consegnati dal Vaticano di Francesco alla Chiesa nazionalista e al Partito Comunista [Sulla vicenda Cinese:[ qui e precedenti]
Per dirla in altri termini: “Abele” deve restare sottomesso a “Caino”, il perseguitato al persecutore, come tra i FFI così in Cina e altrove?

Per dirla in altri termini: “Abele” deve restare sottomesso a “Caino”, il perseguitato al persecutore, come tra i FFI così in Cina e altrove?

20 commenti:

Anonimo ha detto...

Accadde oggi: 7 marzo 1965, Paolo VI celebra per la prima volta su di un tavolo la Messa riformata, in italiano, a Roma nella Parrocchia di Ognissanti, consegnando la Chiesa allo sfacelo che sta durando ancora oggi centuplicato. Per questo la Chiesa dello sfacelo a brevissimo lo proclamerà Santo.

[...] perciò, affinché tutti e dovunque adottino e osservino le tradizioni della santa Chiesa Romana, Madre e Maestra delle altre Chiese, ordiniamo che nelle chiese di tutte le Provincie dell'orbe Cristiano: - nelle Patriarcali, Cattedrali, Collegiate e Parrocchiali del clero secolare, come in quelle dei Regolari di qualsiasi Ordine e Monastero, maschile e femminile, nonché in quelle degli Ordini militari, o nelle private Cappelle - dove a norma di diritto o per consuetudine si celebra secondo il rito della Chiesa Romana, in avvenire e senza limiti di tempo, la Messa, sia quella Conventuale cantata presente il coro, sia quella semplicemente letta a bassa voce, non potrà essere cantata o recitata in altro modo da quello prescritto dall'ordinamento del Messale da Noi pubblicato.

In virtú dell'Autorità Apostolica, Noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l'Indulto perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo veruno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui dunque avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente: cosí che Prelati, Amministratori, Canonici, Cappellani e tutti gli altri Sacerdoti secolari, qualunque sia il loro grado, o i Regolari, a qualunque Ordine appartengano, non siano tenuti a celebrare la Messa in maniera differente da quella che Noi abbiamo prescritta, né, d'altra parte, possano venir costretti e spinti da alcuno a cambiare questo Messale.

Similmente decretiamo e dichiariamo che le presenti Lettere in nessun tempo potranno venir revocate o diminuite, ma sempre stabili e valide dovranno perseverare nel loro vigore. E ciò, non ostanti: precedenti costituzioni e decreti Apostolici; costituzioni e decreti, tanto generali che particolari, pubblicati in Concilii sia Provinciali che Sinodali; qualunque statuto e consuetudine in contrario, nonché l'uso delle predette Chiese, fosse pur sostenuto da prescrizione lunghissima e immemorabile.

Inoltre, vogliamo e, con la medesima Autorità, decretiamo che, avvenuta la promulgazione della presente Costituzione, e seguita l'edizione di questo Messale, tutti siano tenuti a conformarvisi nella celebrazione della Messa cantata e letta: i Sacerdoti della Curia Romana, dopo un mese; quelli che sono di qua dei monti, dopo tre mesi; quelli che sono di là dei monti, dopo sei mesi [...]

(San PIO V, dalla Costituzione Apostolica Quo Primum Tempore, 19 luglio 1570)

Anonimo ha detto...

Mi colpisce,in particolare, il punto 9, dove padre Siano dice:chiediamoci ( a proposito della Comunione ai divorziati), se Bergoglio riteneva queste idee già prima della sua elezione a Romano Pontefice.
P. Siano, praticamente, si sta e ci sta interrogando sulla legittimità della sua elezione a Romano Pontefice, giacché non sarebbe tale se prima della elezione avesse sostenuto esplicitamente una eresia, se non erro.
Forse quelli che accusano tanti,a destra e a manca, di essere sedevacantisti, dovrebbero riflettere seriamente su questo legittimo interrogativo posto da P.Siano.
Quando in passato, per pura logica, ho sostenuto la tesi, secondo la quale,se nel corso della storia,nella Chiesa, ci sono stati tanti antipapi, evidentemente ci saranno stati pure dei momenti in cui la sede di Pietro era vacante, sono stato attaccato con dei sottili sofismi.
Non ritengo affatto, lo dico a scanso di equivoci, che dal CVII in poi la sede di Pietro sia vacante, ma non sarei sorpreso se,in qualche caso, ciò sarebbe possibile.
È questo il caso? Ai posteri...
Antonio

Anonimo ha detto...

Great post. I was checking continuously this weblog and I'm impressed!
Very useful information specially the last phase :) I care for such info much.
I was looking for this certain information for a long time.

Thank you and best of luck.

irina ha detto...

Non si sa cosa aggiungere. Si può solo sottolineare che la volontà, dal CVII, è quella di distruggere la Chiesa, non certo di conservarla e vivificarla. Abbiamo più volte ribadito che l'attuale pontefice non è che l'impresario funebre che sta rinchiudendo la Chiesa ancora viva nella bara.
Mi sembra possibile e lecito e buono formare dei gruppi cattolici,anche minuscoli per il momento ma, sotto la guida di un sacerdote CATTOLICO FEDELE. Altro non vedo: fedeltà alla Dottrina di sempre, con sincerità di cuore e ferma volontà.

Anonimo ha detto...

DIAGNOSI THIBONIANE

"Un corpo malato è asservito alle esigenze del meno sano dei suoi organi; una nazione malata è governata dalla feccia dei suoi abitanti."
G. Thibon, Ritorno al reale

Non vale solo per le nazioni...

Anonimo ha detto...

Provo ad interpretare il commento ore 10:01

Uhm !
Mumble , mumble direbbe zio Paperone...perche' monitora questo blog ?
Perche' le sono utili le ultime informazioni ?
Per ulteriori mosse contro gli ultimi FFI fedeli
al carisma dei PP.Fondatori ?
Per caso lei e' quel "carissimo fratello "americano ?

I think so !

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Se vogliono far Santo un Papa che oltre ad aver nazionalizzato l’universale liturgia della Chiesa facciano pure, io Roncalli continuo a chiamarlo g23 e Montini p6..l’unico che in tempi moderni ha salito il Calvario è Wojtyla, che si è ampiamente meritato la canonizzazione.
Non conosco personalmente padre Siano purtroppo ma apprezzo sicuramente l’evangelica franchezza con cui parla.

Sacerdos quidam ha detto...

Quelle denunciate dal p. Siano sono la stessa falsa obbedienza e la stessa falsa idea di infallibilità' che, qualche decennio fa, furono adoperate come scuse per tentar di silenziare Mons. Marcel Lefebvre; e nello stesso tempo, per intimorire quei membri del clero e quei fedeli che avessero avuto intenzione di reagire al neomodernismo ufficialmente promosso ed imposto dai Papi 'conciliari'.
Niente di nuovo sotto il sole, i sofismi sono sempre gli stessi, ma purtroppo sono sempre molti a cadere in questo tranello.


Anonimo ha detto...

Direi che il post delle 10:01 è spam... Sono frasi generiche che compaiono come spam un po' ovunque - provate a cercare con Google: "Great post. I was checking continuously this weblog and I'm impressed!" e troverete alcune varianti in giro per la rete. Generalmente il senso è quello di piazzare un collegamento-esca, ma in questo caso il tentativo è fallito.

Gederson Falcometa ha detto...

"Come non ricordare il caso di Papa Onorio condannato dal Concilio Costantinopolitano III (680-681) per non aver difeso la Fede cattolica contro l’eresia monotelita. Quel Concilio e quell’anatema furono ratificati nel 683 da Papa Leone II (qui) . Un Papa, poi venerato come santo (qui), condanna un suo predecessore! Chi aveva ragione, Onorio o San Leone II ? Leone. Già questo fatto è sufficiente per smontare l’onniinfallibilismo"

Non è giusto dire che è stata condannata la Pastorale di Onorio?

Anonimo ha detto...

Ottenebrati , folli , automi !
Risuona il "non serviam" degli Angeli ribelli...una prece per questi poveretti .
http://www.ardmediathek.de/tv/Lokalzeit-aus-Aachen/N%C3%A4rrische-Messe-mit-geistlichem-Dreigest/WDR-Fernsehen/Video?bcastId=7293556&documentId=49797186

Anonimo ha detto...

Gederson,non credo sia così, Onorio era sceso a compromessi,con gli ariani, sulla dottrina. Da qui l' espressione semiarianesimo. Non era,dunque, un problema di pastorale.
Riguardo a GPII sarà anche stata giusta la sua canonizzazione ma passare un colpo di spugna sui suoi insegnamenti no. Lui, come del resto il suo successore, ha difeso strenuamente la dottrina, solo sui punti non toccati dal CVII. Su tutti gli altri si. Non facciamolo diventate un difensore della Tradizione perché non corrisponde al vero. Poi se vogliamo continuare ad insistere su considerazioni soggettive, magari basate sulle personali simpatie va bene, facciamo pure.
Antonio

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Come dar torto a quanto disse Sacerdos quidam alle 21.51 ieri?
Montini ha nazionalizzato (come ho scritto malamente sopra) la universale liturgia della Chiesa e ha fatto altri bei casini (in primis "pensionando" i preti a 75 anni, poi per le tendenze non etero che qualcuno, tipo don Villa, sostiene avesse). Se vogliamo trovare un motivo per farlo Santo il motivo mi permetto di fornirlo già ora io: quella Humanae Vitae che prima o poi, da uno o l'altro tra gli uomini che vestiranno di bianco, verrà rimaneggiata..
Ma io non intendo chiamare Santo uno che tale non ritengo (anche perché non so con quale cura vengano oggi istruite le beatificazioni e canonizzazioni).

Michele MAcIK Durighello ha detto...

@Antonio, 10.54 oggi.
Ammetto senza problemi la mia partigianeria per Wojtyla, sotto il cui pontificato son nato e che sento vicino perché anche lui ha portato la croce, sul fatto che sia un Papa conciliare non c'è dubbio..

Annarita ha detto...

Se questo Papa è sempre infallibile significa che non lo erano tutti i Papi da S.Pietro a Pio XII, visto che afferma il contrario di quello che insegnavano questi.

Anonimo ha detto...

Monsignore si oppose e mori scomunicato perche' non si piego alla deriva modernista, preferendo obbedire a Cristo piu che ai suoi vicari deviati. Manelli invece non si e' opposto ed ha consegnato i suoi figli spirituali all'impostura modernista. Fa ancora in tempo a provare a rimediare, perche' davanti a Dio io preferirei essere al posto di Monsignore e non certo al posto degli obbedienti a Bergoglio e seguaci misericordisti.

Forse Siano dovrebbe scrivere queste cose a Manelli e non ai suoi frati dal suddetto abbandonati senza guida e senza difese.

Quando si ha la responsabilita di altri a queste cose bisogna avere cura, Manelli non e' Padre Pio, perche' ha sotto di se un intero ordine cge ha mandato al macello in nome di una falsa obbedienza.

Anonimo ha detto...

@ Anonimo 22:57 : parole sante, caro amico, viene un senso di ribellione e di impotenza a sentir continuamente sproloquiare d obbedienza, di sottomissione, di sola preghiera;quanti hanno tradito Mons. Léfèbvre, nell'attuale FSSPX! basta andare sul loro sito internet e si vede che vi campeggiano due immagini : Fellay e Bergoglio ! alla faccia della testimonianza della verità, dell'ammonimento ai falsi pastori ! è proprio "il colpo da maestro i satana" che blocca questi pastori, come Padre Manelli, un vero peccato, perché di fronte a tanta spudoratezza e malizia di Bergoglio Parolin (rieducare gli italiani all'accoglienza delle orde musulmane !), Kasper (liberi tutti! comunione a cani e porci,sena pentimento alcuno !); e poi parlano di teologia del formalismo, delle ginocchia (per giustificare quello che rifiuta di inginocchiarsi dinanzi a Cristo Eucarista), razza di vipere !

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Che p.Manelli non sia padre Pio è ben chiaro a tutti, almeno perché uno è vivo e l'altro no.
Credo che dalla vicenda di Monsignore si possano trarre degli insegnamenti validi anche per oggi su come tener la schiena dritta, senza tuttavia volerlo mitizzare 1.perché non è certamente stato contento di venir scomunicato dalla Chiesa che ha sempre fedelmente amato e servito 2.perché la mitizzazione è la canonizzazione popolare e lui come tutti gli umili e bravi servi che sono sempre servi fedeli sarebbe a disagio a venir (ufficialmente o ufficiosamente) canonizzato.
Non c'è da vantarsi di esser sedevacantisti (è talvolta una necessità, non deve mai essere null'altro) invece certi sedevacantisti (e anche certi filo-sedevacantisti basati ad Econe) sono direi quasi orgogliosi della loro posizione.
Per quanto mi riguarda io resto sub Petro e ritengo che con tutti i suoi limiti l'ultimo Pietro degno di tale nome sia stato Wojtyla, il più tradizionalista dei Papi moderni.

Gederson Falcometa ha detto...

"Gederson,non credo sia così, Onorio era sceso a compromessi,con gli ariani, sulla dottrina. Da qui l' espressione semiarianesimo. Non era,dunque, un problema di pastorale".

Caro Antonio,

Il problema è stato Pastorale, vede ciò che ha detto la rivista La Civilta Cattolica a rispetto di Onorio:

"Papa Onorio fu colpito di anatema insieme coi maestri del monotelismo da un Concilio ecumenico. — È vero: ma se egli fu condannato all'anatema insieme con essi, non fu condannato per la medesima colpa. Giacchè in quelli fu eresia, in lui no. La sua colpa fu di non aver condannato l'errore, come portava il suo uffizio di giudice supremo del domma; fu di avere seguitato mollemente il consiglio dell'eretico Sergio, imponendo il silenzio tanto a chi insegnava l'errore, quanto a chi insegnava la verità pel motivo addotto da Sergio, caritatevole in apparenza, di non mettere con una definizione ostacolo alla conversione degli eretici, e per non occasionare defezioni nei già convertiti. Esaminiamo i documenti, e prima quelli della sentenza di condanna".La Civiltà Cattolica anno XXI, serie VII, vol. IX (fasc. 478, 8 Febbraro 1870) Roma 1870, pag. 431-458.
R.P. Valentino Steccanella S.J., ONORIO I, E IL P. GRATRY - http://progettobarruel.hostfree.pw/novita/10/Papa_Onorio_I.html

Vede che "La sua colpa fu di non aver condannato l'errore, come portava il suo uffizio di giudice supremo del domma; fu di avere seguitato mollemente il consiglio dell'eretico Sergio, imponendo il silenzio tanto a chi insegnava l'errore, quanto a chi insegnava la verità pel motivo addotto da Sergio, caritatevole in apparenza, di non mettere con una definizione ostacolo alla conversione degli eretici, e per non occasionare defezioni nei già convertiti". È molto símile a ciò che accade oggi.

Anonimo ha detto...

nell'attuale FSSPX! basta andare sul loro sito internet e si vede che vi campeggiano due immagini : Fellay e Bergoglio

E quale sarebbe il problema? Bergoglio è un pessimo Papa, ma è il Papa. Chi dovrebbero avere ritratto nel loro sito?

il problema è semmai chi si ostina ripetutamente a non saper distinguere l'ufficio petrino dall'uomo che lo ricopre.