venerdì 22 giugno 2018

«Vecchio e nuovo modernismo», giornata di studio a Roma, 23 giugno

Il quinquennio di pontificato di papa Francesco ha rivelato l’esistenza di una crisi nella Chiesa che non può ridursi a singoli atti o documenti del regnante pontefice, ma ha origini più remote e profonde. La conoscenza di questi errori ed il ritorno, con l’aiuto di Dio, alla Verità cattolica, integrale e vissuta, è la condizione necessaria ed imprescindibile per la rinascita della Chiesa: per questo si svolgerà domani 23 giugno presso l’Hotel Massimo d’Azeglio, a Roma - Via Cavour 18, una qualificata giornata di studio sul tema Vecchio e nuovo Modernismo: radici della crisi nella Chiesa. I lavori inizieranno alle ore 9 e si concluderanno alle 17.30 del pomeriggio.
Un gruppo di teologi, filosofi, storici e studiosi, molti dei quali firmatari della Correctio filialis a papa Francesco, analizzeranno per l’occasione le radici epistemologiche, storiche, filosofiche, teologiche e pastorali della crisi, per meglio capire dove vada la Chiesa, individuare i rimedi e come correggerne la direzione.

Ad aprire i lavori sarà il dott. Joseph Shaw, presidente della Latin Mass Society e segretario della Federazione Internazionale Una Voce. 

Interverrà quindi sul tema «Il modernismo: radici e conseguenze storiche» il prof. Roberto de Mattei, storico, direttore di Corrispondenza Romana e presidente della Fondazione Lepanto, che ha promosso il convegno.

Sul «Modernismo comefilosofia della prassi”» interverrà poi il prof. Giovanni Turco, docente di Filosofia del Diritto Pubblico e di altre materie filosofico-giuridiche presso l’Università degli Studi di Udine, e autore di apprezzate pubblicazioni di carattere filosofico e giuridico.

Il dott. John R. T. Lamont, proporrà poi un intervento sul tema «La Nouvelle Théologie ed il neomodernismo». Il dott. Lamont, filosofo e teologo canadese, ha insegnato in numerose Università e seminari ed è autore di molte opere, come il libro Divine Faith, una difesa ed una descrizione completa dell’interpretazione tomista della rivelazione divina e della virtù teologale della fede.

Alla domanda «Collegialità: una nuova dottrina?» si propone di rispondere padre Albert Kallio, un domenicano, anch’egli canadese, relatore a congressi teologici in Francia e negli Stati Uniti, docente di Filosofia presso il monastero benedettino di Silver City in New Mexico, Stati Uniti.

Nel pomeriggio i lavori riprenderanno con la comunicazione del prof. Enrico Maria Radaelli sul tema «Romano Amerio e il modernismo». Radaelli, docente di Filosofia dell’estetica e direttore del Dipartimento di Estetica dell’Associazione Internazionale «Sensus Communis» di Roma, è discepolo di Romano Amerio e autore di diversi saggi, tra cui La Chiesa ribaltata, Street Theology e Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo.


L’Abbé Claude Barthe parlerà poi sul tema «La riforma liturgica, specchio del progetto conciliare». Sacerdote diocesano in Francia, Barthe collabora con numerose testate, tra le quali L’Homme nouveau. Di lui è stata pubblicata recentemente, presso l’editore Solfanelli, un Storia del Messale Tridentino.

La dott.ssa Maria Guarini farà quindi il punto su «L’applicazione del Summorum Pontificum». Laureata in teologia ed esperta in Comunicazione e nuove tecnologie, la dott.ssa Guarini è autrice di saggi quali, La Chiesa e la sua continuità. Ermeneutica e istanza dogmatica dopo il Vaticano II ; La questione liturgica. Il Rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo al'epoca dei 'due Papi'.

Il prof. don Alberto Strumia svolgerà una relazione sul tema «Oltre il relativismo. Condizioni per un costruttivo rapporto tra scienza e fede». Sacerdote a Bologna, don Strumia è stato professore ordinario di Fisica e Matematica presso le Università statali di Bologna e Bari. Attualmente è docente incaricato di Filosofia della Scienza, di Filosofia della Natura e di Logica presso la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna.

Su «Il papa eretico: tra teologia e prassi giuridica» parlerà Valerio Gigliotti, professore associato di Storia del diritto medioevale e moderno presso l’Università di Torino, dove insegna Storia del Diritto italiano ed europeo, Diritto comune e Storia della Giustizia in Europa. Il prof. Gigliotti è autore di La tiara deposta. La rinuncia al papato nella Storia del diritto e della Chiesa e del prossimo volume L’errore di Pietro. I limiti all’autorità papale tra storia e diritto.

Lo studioso cileno José Antonio Ureta parlerà invece sul tema «Papa Francesco: un cambio di paradigma nella missione della Chiesa?». Ureta è membro fondatore della Fundación Roma, tra le più influenti organizzazioni pro-life e pro-family cilene, ricercatore della Société Française pour la Défense de la Tradition, Famille et Propriété, collaboratore della rivista Catolicismo ed autore del libro, in corso di pubblicazione, Il mutamento di paradigma di papa Francesco: continuità o rottura nella missione della Chiesa? Bilancio quinquennale del suo pontificato.

Una giornata di studi intensa, come si può notare, ma soprattutto destinata a portar frutti di speranza nel dibattito in corso sul futuro della Chiesa. Per iscriversi cliccare qui. Ѐ possibile iscriversi anche per lo streaming. (Emmanuele Barbieri)

14 commenti:

Anonimo ha detto...

CONFERENZA STAMPA DI PAPA FRANCESCO SUL VOLO DI RITORNO DI GINEVRA (21.06.2018):

Sul volo di rientro dal pellegrinaggio a Ginevra, il Papa parla con i giornalisti di immigrazione, dialogo ed ecumenismo. I “diritti umani sono in crisi”, bisogna dare forza al “diritto alla speranza”.

“Dobbiamo togliere dal dizionario la parola ‘proselitismo’”, se c’è l’uno non può esserci l’altro. Francesco chiude la conferenza stampa sul volo che rientra da Ginevra rivelando la “bella parola” su cui i leader del consiglio Ecumenico delle Chiese (Wcc) si sono trovati d’accordo conversando a pranzo con il capo della Chiesa cattolica. Del resto, il proselitismo è, per così dire, sul versante in ombra di ciò che per il Papa rappresenta la luce nel rapporto tra le confessione cristiane, ovvero il dialogo.

La “preoccupazione” dei giovani:
Di una giornata che non nasconde sia stata per lui “pesante” nel senso della stanchezza, Francesco apre la conferenza stampa con la sessantina di giornalisti sul volo insistendo a più riprese sul valore dell’“incontro”. Con tutti, ammette, ha avuto un “incontro umano” al di là dei formalismi. Dal Presidente della Confederazione elvetica ai responsabili delle chiese cristiane, con i quali dice si è parlato, non senza preoccupazione dei “giovani”. Questo, riferisce, è stato “l’argomento che ci ha preso più tempo” e, soggiunge, il pre-Sinodo di marzo – con le migliaia di ragazzi di tutte le religioni e anche i non credenti – “ha suscitato un interesse speciale”.

Matrimoni interconfessionali, avanti adagio:
Poi Francesco passa il microfono ai cronisti che vogliono sondarlo sull’attualità. Temi già dibattuti, sui quali il Papa ritorna per offrire nuovi chiarimenti. Come nella vicenda dei vescovi tedeschi e il loro confronto sull’ammissione all’Eucaristia nei matrimoni dove vi sia un coniuge cattolico e uno protestante. Il Papa riassume i passi compiuti ripetendo che, valutate le varie posizioni, un approfondimento della questione è apparso la migliore soluzione, come scritto peraltro dal prefetto della Dottrina della Fede, il prossimo cardinale Ladaria, in una lettera, afferma Francesco, scritta “col mio permesso”. Il Papa loda il documento con cui i presuli della Germania hanno avviato il loro confronto. Nella sostanza, osserva, bisogna valutare bene la responsabilità di gestire le situazioni di matrimonio interconfessionale - oggi appannaggio del singolo vescovo – rispetto alla portata più “universale” che avrebbe una decisione assunta a livello di Conferenza episcopale. Insomma, chiosa replicando al giornalista, non si è trattato di una “frenata” ma di scegliere il percorso migliore.

Anonimo ha detto...

...segue

L’immigrazione va gestita tra i governi:
Non manca la consueta domanda sull’immigrazione, con gli spunti che offre una cronaca caldissima su entrambi i lati dell’Atlantico. Per me, riafferma il Papa, con chi fugge “da fame e guerre” si devono adottare i criteri condensati in quattro verbi: “accogliere, accompagnare, sistemare, integrare”, secondo le possibilità di ogni Paese. Francesco si dice inorridito dalle notizie che arrivano da quelle che chiama “le carceri dei trafficanti” – crudeltà inenarrabili che mietono vittime soprattutto fra donne e bambini che neanche durante il secondo conflitto mondiale. Ma insiste sul fatto che i governi debbano “mettersi d’accordo” anzitutto per gestire “l’emergenza” sul breve periodo e quindi pianificare politiche sul medio periodo per risolvere alla radice il fenomeno migratorio. L’idea del Papa è nota: creare istruzione e lavoro nei Paesi più in difficoltà, che siano africani o latinoamericani, per mettere fine al problema del “traffico dei migranti”. “Il problema delle guerre è difficile da risolvere” e lo è anche “quello delle persecuzioni dei cristiani” eppure, sostiene Francesco, “il problema della fame si può risolvere” a patto che la comunità internazionale agisca di concerto. All’Italia e alla Grecia riserva l’aggettivo “generosissimi” nell’aiuto ai migranti e anche la Turchia, Libano e Spagna ricevono apprezzamenti. Sul dramma dell’immigrazione negli Stati Uniti ripete con fermezza: “Mi schiero con i vescovi di quel Paese”.

Col dialogo non come Caino:
Una giornalista sollecita il Papa sulla dottrina della “guerra giusta” e sul fatto che la Chiesa cattolica dovrebbe in qualche modo allinearsi sulle posizioni di alcune comunità protestanti, cosiddette “Chiese della pace”. Francesco risponde rintracciando la causa delle guerre che oggi insanguinano a pezzi il mondo nella “crisi dei diritti umani”. Tutto è “relativo”, riconosce, e il tema dei diritti ha perso smalto, non c’è più, rileva, “l’entusiasmo di 70 anni fa” ma neanche di “20”. Cita la celebre massima di Einstein per cui una quarta guerra mondiale sarà combattuta “con i bastoni” e critica ancora i troppi “soldi che si spendono per gli armamenti” e esorta a “risolvere tutti i conflitti”, non “come Caino” ma “con il negoziato, con il dialogo, con le mediazioni”. E contro i “fondamentalisti”, ovvero le fazioni estremiste che annidano nelle religioni, cattolici compresi, bisogna riaffermare, dice ripetendo le parole di un pastore protestante, “il primo diritto umano”, “il diritto alla speranza”.

L’ultima volta di mons. Becciu:
Il sipario finale, a sorpresa, Francesco lo riserva al Sostituto e prossimo cardinale Angelo Becciu, all’ultimo viaggio al fianco del Papa prima del suo nuovo incarico come prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Una torta sarda come le origini del presule compare nel corridoio dell’aereo accolta dalla gratitudine di mons. Becciu: è stata “un’esperienza magnifica – afferma – vedere il Santo Padre con coraggio diffondere la Parola di Dio. Il mio servizio – conclude – è stato solo questo”, di averla aiutata in questa missione.

Anonimo ha detto...

Nota : I lavori inizieranno alle ore 9 e si concluderanno alle 17.30 del pomeriggio.

irina ha detto...

"... si devono adottare i criteri condensati in quattro verbi: “accogliere, accompagnare, sistemare, integrare”..."

1)accogliere, tranne in caso di soccorso, dipende dalle forze a disposizione del paese di accoglienza;
2/3/4) molti e molti degli accolti non vogliono essere accompagnati, non vogliono essere sistemati, non vogliono essere integrati secondo la cultura del paese Italia, cioè la nostra. Quando loro non vogliono, anche noi, a maggior ragione, non vogliamo.
Formare delle sacche culturali tanto diverse dalla nostra, sul territorio nazionale è suicidio nazionale, goccia a goccia.
Chi non lo capisce provi ad immaginare un grande appartamento, con molte stanze, di cui il proprietario comincia a cederne una, poi un'altra, un'altra ancora, e così via, alla fine non solo il proprietario non sarà più padrone in casa sua ma, probabilmente, sarà costretto ad uscire dalla casa che era sua ed emigrare. Anche Francesco può fare questo esercizio di immaginazione: Provi partendo da Santa Marta e alla fine, dell'esercizio, si ritroverà a Buenos Aires.

Anonimo ha detto...

Ma Bergoglio che vuole anche un piano Marshall per l'Africa, aiuti in Africa, oltre a trasferire milioni di africani in Europa, dovrebbe considerare:
- si controlli le mutande, se non gliele cuciono alcune pie suore, è facile siano Made in Tunisia;
- un piano Marshall fatto tipo dai francesi, che già pilotano molti governi africani, = neocolonialismo;
- l'Africa è già in mano ai cinesi;
- il problema principale dell'Africa sono i governi corrotti e il tribalismo. Oltre all'islam.

Anonimo ha detto...

La Spagna ha comunicato che a Valencja non è sbarcato nessun profugo di guerra.

Seefuchs ha attraccato a Malta.
Nessun immigrato a bordo.

Un numero imprecisato di immigrati aiutati dai gommoni della ong Lifeline sarebbero saliti a bordo della nave commerciale Alexander Maersk.

Se venissero trasferiti su una nostra unità militare dalla Alexander Maersk le ONG avrebbero trovato il modo per aggirare il blocco imposto dalle autorità italiane.
Ma spero bene che Salvini e Toninelli non abbocchino.

Anonimo ha detto...

Le Unità Militari Italiane dovrebbero solo sorvegliare le nostre acque territoriali, soccorrendo chi in esse sia in difficoltà ed impedendo sbarchi non autorizzati. Chi decide di rischiare in mare la propria vita per tentare di entrare con la forza e da clandestino in un Paese sovrano,se ne assume le responsabilità. Chi decide (le ONG), di "soccorrerli" sulle coste del Nord-Africa, li sbarchi in casa propria.

Anonimo ha detto...

Riprendo :
" il problema principale dell'Africa sono i governi corrotti e il tribalismo. Oltre all'islam. "

Ecco la necessita' del proselitismo , del cambio di vedute del cristianesimo .

Sacerdos quidam ha detto...

"Il Papa loda il documento [sulla Comunione ai protestanti] con cui i presuli della Germania hanno avviato il loro confronto. Nella sostanza, osserva, bisogna valutare bene la responsabilità di gestire le situazioni di matrimonio interconfessionale .... Insomma, chiosa replicando al giornalista, non si è trattato di una “frenata” ma di scegliere il percorso migliore."

Esattamente come avevo detto, e come volevasi dimostrare...

Alessandro Mirabelli ha detto...

Il mio auspicio è che convegni del genere possano tenersi anche in due altre grandi città del nord e sud Italia. Per il nord Milano sarebbe l'ideale.

Anonimo ha detto...

Troika vaticana ?
Chi governa chi ?
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/06/22/german-arana-seconda-puntata-i-futuri-nunzi-li-sceglie-lui/

fabrizio giudici ha detto...

Esattamente come avevo detto, e come volevasi dimostrare...

Esatto. D'altronde anche l'altra questione, quella del sacerdozio femminile, pare orientata allo stesso modo: il card. Schönborn - che sul sacerdozio femminile aveva detto che sarebbe questione che un singolo Papa non può affrontare e va decisa da un Concilio (di fatto pronunziando tre eresie in una frase sola) si è velocemente riallineato alla linea della Santa Sede che ora mette l'enfasi sul diaconato femminile. Ma non ha mica detto "mi sono sbagliato". Non lo dicono mai: eppure questi, che sarebbero anche "grandi teologi" fanno riposizionamenti "degni" del miglior politico: dunque sono mosse tattiche. E la stampa cattolica statunitense ieri ricordava il caso degli anglicani, che usarono il diaconato femminile per poi sdoganare poco dopo il sacerdozio femminile.

Non ci si può fidare di questa gente, neanche quando dicono una cosa (apparentemente) giusta: c'è sempre il trucco.

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Nel passare dal telefono al computer il mio link al convegno non riesce più a mantenere la diretta, mi dispiace perchè i relatori sentiti finora sono stati davvero apprezzabili.

Anonimo ha detto...

Ne se ne puo' piu'....
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2018/06/22/news/profughi_la_veglia_del_vescovo_di_bologna_sono_morti_perche_i_porti_erano_chiusi_-199681952/