mercoledì 20 giugno 2018

Il “congedo” dalla Basilica di Santa Maria in Vado, a Ferrara, della Fraternità Sacerdotale “Familia Christi”

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Domenica scorsa ho partecipato alla Santa Messa, insieme alla mia famiglia, a Ferrara, alla Basilica di Santa Maria in Vado - Santuario del Prodigioso Sangue, retta dai ministri della “Fraternità sacerdotale della Familia Christi”, una Società di Vita Apostolica Clericale di Diritto Diocesano eretta nel mese di settembre del 2016 nell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio da Mons. Luigi Negri. 
L’Opera “Familia Christi” – nata a Tivoli il 17 settembre 1937 – è stata fondata dalla professoressa Tommasina Alfieri, raccogliendo l’ispirazione e la paternità sacerdotale del Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai. Prosegue oggi le sue attività di formazione cristiana ed apostolato cattolico «rivolgendo a quanti desiderano avvicinarsi ad essa una proposta formativa caratterizzata dal servizio di Dio nel culto e nella lode, nella formazione spirituale personale e comunitaria, nelle opere di carità spirituali e materiali che da sempre hanno caratterizzato questa Famiglia nel solco della Tradizione della Chiesa». Nel Santuario del Prodigioso Sangue s’incontra un evento eterno, non superabile, definitivo, escatologico. S'incontra la pienezza dei tempi. Dei tempi di cui abbiamo la certezza che verranno. Quando saremo uniti per sempre a Nostro Signore Gesù Cristo, che l’ha preannunciato ai Suoi amici. Allora, conosceremo la vera pace. Vivremo nella carità, nell’amore vero.

Nel nostro percorso umano, spesso Gesù, che non ci ha mai abbandonati, perché Egli stesso ha detto che sarà con noi fino alla fine dei tempi, ci aiuta a riconoscerLo. Egli lo fa in modo semplice: manifestandosi. Così fece nella città di Ferrara nel XII secolo, forse per aiutare gli uomini e fortificarli contro le mistificazioni e le minacce che venivano perpetrate contro la fede. Scelse un’antichissima Chiesa, eretta nel 457 oppure nel 657 sul passaggio del fiume - per questo prese il nome di Santa Maria del Vado - per accogliere i fedeli che in gran numero veneravano un capitello con un’immagine della Santa Vergine Maria, che si trovava sulle sponde del fiume Ferraruolo. La tradizione vuole che la sacra immagine, detta di San Luca o di Costantinopoli - dove la Santa Vergine Maria è ritratta in atto di sostenere con il braccio sinistro il Bambin Gesù – si trovasse, il 28 marzo 1171, giorno di Pasqua, sull’altare dove celebrava Pietro da Verona, Priore dei Monaci Lateranensi, assistito da altri due padri. Scrive Don Lorenzo Colagiovanni, in un libretto pubblicato nel 1936: «Nel momento della ‘Fractio panis’, spezzando il sacerdote, come prescrive la liturgia, le sacre specie, con sacro terrore del celebrante, e con immensa meraviglia del popolo fedele, che stipava in quell’occasione il sacro tempio, fu visto da tutti sprizzare dall’Ostia Santa un abbondante getto di sangue che il catino sovrastante ne rimase tutto asperso e rosseggiante. Non mancò chi asserì aver veduto la sacra particola essere divenuta in quell’istante del colore di carne, come non mancarono altri, i quali affermarono aver notato nella stessa Ostia, sorridere la figura di un vezzoso bambino». Il sacrificio di Cristo si era compiuto e rinnovato tra le mani del celebrante e sotto gli occhi degli astanti.

La notizia di quanto era avvenuto si propagò di voce in voce, per le vie della città. Alla Chiesa accorsero il Vescovo di Ferrara e l’Arcivescovo di Ravenna, che videro il segno del miracolo - il sangue che vivissimo rosseggiava sulla volta dell’altare – e, prese le informazioni dai testimoni oculari, dichiararono essere quello vero e realissimo sangue miracoloso di Nostro Signore. Innumerevoli sono state, nel corso dei secoli, le testimonianze del miracolo, che venne così descritto da Girardo di Cambrai, nel 1197, solo 27 anni dopo l’avvenimento prodigioso: «a Ferrara, in Italia, in questi nostri tempi, l’ostia nel giorno di Pasqua si trasformò in un piccolo pezzo di carne». Qualche secolo dopo – a partire dal 1494, con i lavori che si conclusero nel 1518 – l’antica Chiesa fu ampliata e consacrata come Basilica, dedicata all’Annunciazione.

Domenica scorsa, a Santa Maria in Vado, i sei sacerdoti di Familia Christi e i sette seminaristi hanno partecipato, dopo la Santa Messa, ad un incontro fraterno di “congedo” organizzato dalla comunità parrocchiale. Si era in tanti, in fraternità e amicizia. Come l'ha giustamente definito mons. Luigi Negri, che ha dedicato ai partecipanti bellissime parole conclusive, un “incontro di ringraziamento” per l'opera che negli ultimi due anni Familia Christi è riuscita a compiere facendo rivivere e coltivando ogni giorno – con l’amore dei suoi membri per Gesù e per Sua Madre Maria Santissima e per i tanti fedeli che rivolgono sentimenti di affetto e gratitudine a questa Fraternità - quel miracolo eucaristico di quasi mille anni fa.

Perchè il “congedo”? Perchè il nuovo Vescovo di Ferrara, mons. Gian Carlo Perego, già direttore generale della Fondazione Migrantes - succeduto a mons. Negri un anno fa - ha deciso che entro il 30 giugno Familia Christi dovrà lasciare Santa Maria in Vado.

Si dovrà tornare presto su questa vicenda. Intanto, domenica prossima, 24 giugno, sarò di nuovo a Santa Maria in Vado. Invito tutti i cattolici che vivono vicino Ferrara a partecipare alla Santa Messa del mattino (si celebra alle 10.30) o a quella della sera (si celebra alle 18.00). Saranno le ultime Sante Messe domenicali celebrate da Familia Christi nella Basilica. Potrete conoscere Don Riccardo Petroni, Superiore Generale della Fraternità, gli altri sacerdoti e i seminaristi. Potrete ammirare e pregare davanti all’altare del miracolo eucaristico. Vi assicuro: sarà un ristoro per la vostra anima.
Danilo Quinto - daniloquinto.tumblr.com

13 commenti:

carlo De Giovanni ha detto...

Saxa ipsa locuuntur!Ma coraggio, don Riccardo, coraggio Opera Familia Christi!Il Signore che affligge non abbandona!

Fernando ha detto...

Per essere mandati dove?

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Mi pare chiaro che essendo arrivato quello dei migranti li ha fatti migrare..

Che esempio ! ha detto...

Uomini senza fede regnano la Chiesa – Vescovo Athanasius Schneider
https://gloria.tv/article/Qrx6qwrnabBc6AW6Q9NpKzdB1

Questo Cardinale ( e se non sbaglio anche il Card.Burke ) prima della S.Messa , prima di rispondere a una intervista , prima....
invocano l'aiuto dello SSanto e della Vergine Maria

Anonimo ha detto...

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Per Fernando 11:39
Questo è ciò che pubblicavamo a marzo scorso:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2018/03/veglia-pasquale-in-rito-romano-antico.html

Sfratto per Fraternità Familia Christi?
Ci giunge notizia da Ferrara che, sui giornali locali di oggi, è apparso che sarebbe stato comunicato, alla comunità guidata da don Riccardo Petroni, il trasferimento dalla Basilica di Santa Maria in Vado e dall'annesso Convento, di Via Borgovado a Ferrara, al piccolissimo Santuario del Santissimo Crocefisso, quasi fuori Ferrara, vicino al Seminario Arcivescovile dell'Annuciazione, da parte del Dr. Gianfranco Perego, Kommissario Bergoglioso di Ferrara-Comacchio. Sarebbe l'ulteriore conferma che Tradizione e Rivoluzione non possono coesistere e la prima, in casa conciliare, è destinata invariabilmente a soccombere. Possa Maria Santissima, l'Immacolata ed Addolorata Corredentrice del Sabato Santo, donarci la Sua Fede e la Sua certa Speranza nella Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, Nostro Redentore e darci la stessa Fede e l'Amore al patire, per la Salvezza delle Anime, dei Tre Pastorelli di Fatima, per abbreviare quest'ora delle tenebre, che sta vivendo la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, ormai governata da Eretici e Modernisti.

Anonimo ha detto...

vorrei fare due domande:
1 è possibile in qualche modo opporsi a queste o simili decisioni dei Vescovi?
2 se, per il momento in via del tutto teorica, ci fosse la possibilità che la Chiesa tornasse al Rito Romano Antico e il Novus Ordo fosse abrogato, come potrebbe essere gestita la transizione dal momento che molti preti e la maggioranza dei fedeli non conosce la lingua latina?

Anonimo ha detto...

Non ci si capisce nulla! c'erano notizie che sarebbero passati al santuario del Crocifisso, vicino al seminario (che grazie alla perdita delle fede, presto chiuderà), poi si è detto che invece li manderebbero a dire messa a Santa Chiara, dividendola con cielini e ortodossi. Staremo a vedere, intanto pare da voci, che sia diventata cosa disdicevole dire il Santo Rosario dentro al seminario e sia stato soppresso, da chi è venuto a rimettere ordine tra i seminaristi retrogradi e ribelli al nuovo corso. Pare inoltre diano fastidio altri ordini religiosi in città, perciò se Dio non li ferma, avremo altri flagelli su Ferrara, ma almeno ci consoliamo che riempiranno Santa Maria in Vado e rispettivi alloggi di migrantes: San Salvini pensaci tu!

E.P. ha detto...

Il vescovo Negri li aveva accolti (riconoscendoli come Associazione Pubblica Clericale) ma senza vincolare i propri successori sull'uso di quella chiesa.

I sacerdoti già incardinati a Ferrara semplicemente si vedranno dare qualche incarico in altre parrocchie; gli altri (se ce ne sono) dovranno rientrare nelle diocesi in cui erano precedentemente incardinati contestualmente all'ordinazione sacerdotale. I seminaristi invece dovranno scegliere se proseguire la propria formazione seguendo le indicazioni del nuovo vescovo (in vista di un'incardinazione a Ferrara) o cercarsi un altro vescovo che li accolga.

In sintesi: nessuna persecuzione. Per quanto possa suonare sgradevole (poiché è un trattamento che raramente viene riservato ai preti pasticcioni e combinaguai), il vescovo ha tutto il diritto di toglier loro la chiesa.

mic ha detto...

Santa Maria in Vado, custode di un miracolo eucaristico ai migrantes? I ferraresi con un briciolo di dignità, se non di fede, dovrebbero ribellarsi!

bedwere ha detto...

Come sempre, la lezione è che, senza essere in una botte di ferro dal punto di vista del diritto canonico, si viene impallinati.

fabrizio giudici ha detto...

Sul punto 1 hanno risposto sopra. Sul 2:

2 se, per il momento in via del tutto teorica, ci fosse la possibilità che la Chiesa tornasse al Rito Romano Antico e il Novus Ordo fosse abrogato, come potrebbe essere gestita la transizione dal momento che molti preti e la maggioranza dei fedeli non conosce la lingua latina?

Ci penserà lo Spirito Santo, così come pensò al dono delle lingue a Pentecoste. Mi riferisco ai preti, perché per i fedeli non è certo un problema seguire sui libretti o sui messali con traduzione a fronte. Ne ha scritto recentemente Steve Skojek di OnePeterFive: lui da anni va alla Messa VO e ancora non capisce un gran che di latino, ma non è un problema.

bedwere ha detto...

Faccio notare che l'Anglicanorum coetibus per gli anglicani convertiti da la facolta` di celebrare la Messa tridentina nella traduzione inglese.
Se si concedesse la facolta` di celebrare la s. Messa romana antica in italiano, come e` gia` possibile per la Divina liturgia di s. Giovanni Crisostomo, fermo restando il diritto di celebrare in lingua originale, nessuno subirebbe danni.