sabato 23 febbraio 2019

La fratellanza globale basata sul nulla porta alla legge del più forte - Agostino Nobile

Come integrare i musulmani residenti in Europa?
I ricercatori del Pew Research nel futuro europeo prevedono tre possibili scenari. Se l’immigrazione illegale si dovesse fermare oggi, la popolazione musulmana in Europa nel 2050 sarà il 7,4%. Nel secondo caso, se l’immigrazione dovesse scendere ai livelli del 2013/14 si attesterebbe sull’11,2%. Se invece il flusso migratorio dovesse continuare con i ritmi del 2017/18, nel 2050 il numero complessivo dei musulmani raggiungerà il 14%, circa 75milioni.
Lasciando i sondaggi e le previsioni agli specialisti, noi cerchiamo di riflettere facendo alcune valutazioni. La Storia insegna che i popoli migranti che non hanno intenzioni di integrarsi nella cultura ospitante, generalmente tendono a isolarsi. Se poi la massa di immigrati è permeata di cultura islamica, che impone la conquista del mondo con tutti mezzi promettendo il paradiso al pio musulmano, l’immigrazione prende connotati che devono essere valutati in termini espansionistici. Tanto più che, come abbiamo più volte scritto, i flussi migratori sono sostenuti politicamente dall’ONU e dai ricchi paesi musulmani che sovvenzionano, per non dire corrompono, non poche università, politici, storici, giornalisti e intellettuali occidentali. 

In Europa sono nati i primi partiti musulmani. In Olanda abbiamo il partito Denk; in Francia troviamo il Rassemblement des musulmans de France e l’Union des organisations islamiques de France; Partiti islamici radicati li abbiamo in Finlandia e in Bosnia-Erzegovina. In Germania, i turchi tedeschi, ideologicamente vicini a Erdogan, hanno fondato due partiti: l’Alleanza dei tedeschi democratici (Add) e l’Alleanza per l’innovazione e la giustizia (Big). In Svezia, le “no go zones” create dai musulmani sono tali che il capo della polizia ha affermato che la società svedese si trova al punto di non ritorno. In tutta Europa le “no go zones” sono oltre 900. Il nome più comune a Bruxelles è Mohammed; in Gran Bretagna il nome Mohammed è secondo soltanto a Jack. In Francia, Mohammed ha surclassato ben cinque volte il nome François. In Olanda e in Spagna se chiamo il nome Mohammed per strada è molto probabile che qualcuno che riconosce il proprio nome si giri.

Quelli che pensano di saperla lunga dicono che il multiculturalismo è irreversibile, che affermare il contrario è anacronistico, perché non ci si può opporre alle naturali migrazioni che si ripetono nella storia. Ma questa teoria non regge per almeno tre motivi. Come sappiamo l’immigrazione irregolare di centinaia di migliaia di musulmani non è spontanea, ma coatta. Nei paesi musulmani i numeri si muovono nella direzione opposta. I cristiani in medio oriente all’inizio del secolo scorso erano circa il 20% della popolazione, oggi sono il 5%. Se in occidente si parla di multiculuralismo, nel resto del pianeta non ci pensano nemmeno. Per essere più precisi, in Cina e in India, come nel mondo musulmano, le cose stanno peggiorando, le persecuzioni sono in aumento e le barriere culturali più alte che mai. 

La migrazione dei musulmani è capillare, ed è difficile non vederci una regia. Negli ultimi anni il numero degli immigrati è cresciuto in maniera esponenziale in tutto l’occidente, dai paesi scandinavi fino all’Australia, nell’America anglofona e in quella Latina, nelle grandi e piccole isole dell’Atlantico e del Pacifico. A questo si aggiunge la politica interreligiosa stabilita dal CV II che, oltre ad annacquare il messaggio evangelico, si è rivelata un devastante boomerang. Le promesse dei rappresentanti religiosi che s’incontrano ad Assisi, o ultimamente ad Abu Dhabi, fanno parte della diplomazia mondialista-massonica che cerca di accelerare il de profundis del cristianesimo. La fratellanza globale basata sul nulla aprirà le porte alla legge del più forte, e 50milioni di musulmani, ma ne bastano anche meno, avranno gioco facile in un’Europa priva di valori. 

Se la maggior parte di cristiani non conosce la dottrina cattolica, i musulmani non hanno idea di cosa sia esattamente l’islam, o credono in un islam particolarmente edulcorato, quasi cristianizzato. Un musulmano di idee espansioniste aprendo il Corano trova quello che cerca. Se invece è uno che vuole la tranquillità e un futuro per i propri figli, leggendolo potrebbe restare basito. In questo caso l’imam, pur sapendo che il Corano dev’essere accolto letteralmente, gli dirà che bisogna interpretarlo, oppure che la traduzione è sbagliata e che si può leggere solo nella lingua originale. E dato che l’arabo viene parlato solo nella penisola araba e nel nord Africa, il musulmano si affida al sentito dire. Tant’è che gli imam, o chi per loro, consapevoli dell’ignoranza dilagante sulla dottrina coranica, hanno escogitato una efficacissima arte della persuasione. Il falso e il vero sono talmente intrecciati che, se non si è sgamati e bene informati, i musulmani e i cristiani vengono bolliti come polli.

Durante la II Guerra Mondiale, tra il 1941 e il 1944, in seguito all’attacco giapponese a Pearl Harbor, il Governo americano internò oltre 200mila americani di origine giapponese. La misura adottata dal presidente Roosevelt può essere criticata – ed è stata criticata – ma in circostanze di guerra dichiarata, il buon senso ci dice che i diritti contemplati nella giustizia democratica ordinaria, quella del tempo di pace, e il buonismo passa in secondo piano. Ricordo questo antefatto per ovvi motivi, con la differenza che l’Europa dovrà affrontare un numero di musulmani molto più elevato dei giapponesi americani. Talmente elevato che l’islam potrebbe imporsi democraticamente, col voto. Non vorrei sembrare troppo pessimista, ma i fatti attuali non lasciano alternative, e per evitare questa poco rassicurante prospettiva è necessario agire, prima che sia troppo tardi, con i migliori mezzi che possiede il cristiano.

Cosa fare?
I musulmani violenti non vanno messi in prigione, dove fanno proseliti ed escono più incattiviti di prima, ma rispediti nei loro paesi d’origine. Costruire nuove moschee con l’idea di controllarle è una pietosa mancanza di realismo. Non nascondiamoci dietro a un dito, diciamola tutta. Non sono gli imam integralisti che fomentano i fedeli, è il Corano. Un testo che rappresenta la costituzione di Allah non ha rivali e può rimettere tutto in discussione in qualsiasi momento. Gli ex paesi laici come l’Iran e la Turchia di Erdogan sono tra gli ultimi esempi. 

La soluzione è la Chiesa, possibilmente sostenuta da una politica che desidera davvero la pace sociale e il bene comune. I preti dovrebbero fare la cosa per cui sono stati ordinati: evangelizzare. Per essere in grado di assolvere la propria missione devono studiare la storia dell’islam e la vita di Maometto, senza mancare di leggere gli scritti sull’islam dei grandi santi e degli apologeti cattolici. 

È la verità che rende liberi, non la diplomazia, né tanto meno la misericordia e la fratellanza mondialista. Milioni di musulmani non vogliono più sentir parlare di sopraffazione e di odio, di sottomissione e guerra santa, di umiliazioni e decapitazioni. Hanno sete di verità. Ma arrivati in Europa sacerdoti insipienti non sanno dare risposte o gli dicono che possono continuare a pregare  Allah. Invece di snobbare la dottrina bimillenaria facendo i buonisti, gli immigrazionisti o i ballerini-cantanti in chiesa, i preti dovrebbero onorare il loro mandato. La gratitudine dei musulmani e dei cristiani confusi sarà inestimabile. Ce ne danno ampia prova i missionari. Non sono amati dalle popolazioni non cristiane perché gli dicono che siamo tutti figli Dio e possono continuare a pregare il loro dio, ma perché insegnano l’autostima, il rispetto per la vita e per il prossimo fondati sull’amore dell’unico Salvatore.
Agostino Nobile - Fonte

11 commenti:

lister ha detto...

"Milioni di musulmani non vogliono più sentir parlare di sopraffazione e di odio, di sottomissione e guerra santa, di umiliazioni e decapitazioni. Hanno sete di verità"

Vero!
Conosco un Paese musulmano, nei Balcani, dove gli abitanti -con le pur presenti eccezioni fondamentaliste, anche darwish- ti dicono che sono musulmani perché così son nati e non gliene importa nulla del Ramadan o dei divieti di mangiar maiale o bere alcolici.
Conseguentemente, le conversioni al Cattolicesimo sono frequentissime grazie all'opera dei Sacerdoti Cattolici lì operanti: questi non dicono loro che "possono continuare a pregare Allah" e, come dice Lei, "insegnano l’autostima, il rispetto per la vita e per il prossimo fondati sull’amore dell’unico Salvatore".
Questo è il Kosovo.

fabrizio giudici ha detto...

Durante la II Guerra Mondiale, tra il 1941 e il 1944, in seguito all’attacco giapponese a Pearl Harbor, il Governo americano internò oltre 200mila americani di origine giapponese. La misura adottata dal presidente Roosevelt può essere criticata – ed è stata criticata – ma in circostanze di guerra dichiarata, il buon senso ci dice che i diritti contemplati nella giustizia democratica ordinaria, quella del tempo di pace, e il buonismo passa in secondo piano.

Anche perché l'essere giapponesi non era solo una questione socio-politica, ma religiosa: l'imperatore era un dio in terra. Noi sappiamo bene che si ubbidisce a Dio prima che a Cesare, e dunque come si fa a conciliare una religione che prevede un dio che ti dichiara formalmente guerra?

Anonimo ha detto...

Lascerei perdere la situazione balcanica, è una polveriera, mia piccola opinione, i mussulmani non sono MAI integrabili,anche se agnostici o atei, l'Islam fa parte del DNA, anche se lontani dalla fede coranica, basta una piccola predica per trasformarli in omicidi suicidi nel nome di Allah il misericordioso, non illudiamoci, sono sempre mussulmani e tali restano.......

Silente ha detto...

Da quando esiste, l'islam è aggressivo e aggressore. Da quando esiste, l'islam non vuole convertire con la ragione e il convincimento, ma dominare. Da quando esiste, ha martirizzato, torturato, schiavizzato, oppresso milioni di cristiani. Eppure, leggiamo e ascoltiamo ancora alcuni che esaltano una "tolleranza" islamica che non è mai esistita, né in Medio Oriente nei primi secoli, né nella Spagna, né nell'impero ottomano, né altrove. Basterebbe leggersi un fondamentale testo di Camille Eid, I martiri cristiani dalle origini dell'islam a oggi, edito da Piemme. Solo nel secolo scorso, abbiamo avuto il genocidio degli armeni e di altri cristiani da parte dei turchi aiutati dai curdi (eh, già), i massacri e la pulizia etnica dei greci in Asia minore e in Tracia, in cui vivevano da millenni, l'invasione di Cipro e la cacciata di migliaia di ellenici con la distruzione di centinaia di chiese, la persecuzione dei cristiani serbi da parte dai musulmani bosniaci e poi dei musulmani albanesi che hanno distrutto centinaia di chiese, conventi, cimiteri, villaggi ortodossi in Kossovo, culla della patria serba da cui centinaia di migliaia di serbi sono stati cacciati con una feroce pulizia etnica, accompagnata da massacri e violenze di cui sono stati complici gli USA e la NATO.
Questo è l'islam. Se lo ficchino in testa gli ecumenisti, i conciliatoristi, i buonisti, i pacifisti, dimentichi che l'irenismo è stato condannato dal Sillabo, che non esiste un islam "moderato" e che al di fuori della Chiesa non vi è salvezza.
Silente

Anonimo ha detto...

http://www.silvanademaricommunity.it/2019/02/21/o-crediamo-o-non-crediamo-se-crediamo-il-vangelo-non-puo-essere-contraddetto/

Marisa ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=YrWp4Ugxd6c

(la massoneria ringrazia sentitamente...)

lister ha detto...

Il Kosovo è dei KOSOVARI, altro che "culla della patria serba"!
Ma, invece di pendere dalle labbra di Sergio Romano, l'anti NATO per eccellenza, si informi sulla Storia della Dardania/Kosovo convertita a Cristo da S. Paolo, invasa dagli Slavi/Serbi nel VI secolo d.C., poi dagli Ottomani nel 1389 e difesa, in nome di Cristo, da Giorgio Castriota Skanderber.

Silente ha detto...

Quando, nel 1912, la Serbia si liberò dal feroce dominio musulmano, sostenuto dagli albanesi, la regione del Kosovo venne definita "Vecchia Serbia": si trattava infatti di una delle zone più antiche dell'antico regno di Serbia, disseminata di monasteri e chiese cristiane ora distrutte dagli albanesi musulmani la cui immigrazione, dall'inizio del secolo scorso, rese minoranza i serbi che l'abitavano da sempre. Durante i feroci bombardamenti della NATO, furono ben 200.000 i serbi fuggiti dal Kosovo. Dopo l'occupazione NATO, sono state più di 150 le chiese secolari ortodosse distrutte dagli albanesi musulmani oltre a innumerevoli monasteri e cimiteri cristiani. In compenso, sono state edificate più di 450 moschee, per lo più su terreni espropriati ai Serbi. Il genocidio e la pulizia etnica contro i Serbi rimasti nella loro patria originaria da parte degli albanesi musulmani continua tutt'ora con la complicità della NATO e degli USA. Sono chiusi in enclave spesso attaccate dalle milizie albanesi, dedite anche al contrabbando e al traffico di droga. Non per nulla la criminalità organizzata albanese in Italia è una delle più pericolose.
Consiglio a tutti la lettura di Il martirio del Kosovo di Nikola Mircovic, Novantico Editrice. Descrive bene il martirio dei Serbi cristiani del Kosovo, che lo abitano da sempre, perseguitati, assassinati, cacciati, oppressi dagli albanesi musulmani. Il Kosovo è Serbia, lo è da sempre e, a Dio piacendo, un giorno ritornerà Serba e cristiana.
Silente

Anonimo ha detto...

Quello che i tg a rete unificata non dicono :

Spagna : ogni giorno 10 suicidii, età dai 19 ai 35/40 max maschi

Francia : 5 suicidii al dì, in massima parte contadini/e, operai/e della periferia provincia perché esiste solo Paris e il resto vada in malora, la miseria morde.....

Germania : il 60% dei carcerati è formato da immigrati dall'est Europa, ma anche da mussulmani di vari paesi maghrebini, questi ultimi in aumento, ogni giorno centinaia di reati, dallo stupro ai furti-scippi, ma anche lì la tv di regime tace

Nordeuropa scandinava : ogni giorno stupri da parte di 'minorenni' immigrati, che a quanto pare non fanno differenze, le donne violate vanno dai 15 ai 70 e passa anni, furti e rapine non contano.....W IL MULTICULTURAL, INTEGRAZIONE AL 100%, pregasi tutti di svegliarsi, della chiesa non parlo, toglietele solo tutti i soldi.....

lister ha detto...

“... i Serbi rimasti nella loro patria originaria..." :D :D :D

"Non c'è più sordo di chi non vuol sentire"
"A tentar di lavare la testa all'asino, si spreca tempo e sapone"
"Esiste un solo bene: la conoscenza e un solo male: l'ignoranza"
"La felicità consiste nell'ignoranza del vero"

Beata ignoranza!

lister ha detto...

"Kosovo è Serbia, lo è da sempre e, a Dio piacendo, un giorno ritornerà Serba e cristiana"

II, non nominare il nome di Dio invano.

"Durante i feroci bombardamenti della NATO, furono ben 200.000 i serbi fuggiti dal Kosovo..."

https://www.walkabout-ph.com/balkans_balcani_oltre_il_confine_paolo_siccardi-r9197
https://www.walkabout-ph.com/kosovo_ethnic_cleansing_paolo_siccardi-r10635

Ecco contro chi si è verificata la reazione kosovara. Prove, non fesserie scritte da uno scribacchino serbo.
"... il martirio dei Serbi..." (!!!)