venerdì 22 febbraio 2019

Venerdì 22 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dal «Commento sui Proverbi» di
san Procopio di Gaza, vescovo
(Cap. 9; PG 87, I, 1299-1303)
La Sapienza di Dio ci ha imbandito la tavola

«La sapienza si è costruita una casa» (Pro 9, 1). La potenza di Dio e Padre, per se stessa sussistente, si è preparata, come propria dimora, l'universo intero, nel quale abita con la sua forza creatrice. Questo universo, che è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, consta di natura visibile e invisibile. «Ha intagliato le sue sette colonne» (Pro 9, 1). 
L'uomo fu formato dopo la creazione a somiglianza di Cristo, perché crescesse in lui e osservasse i suoi comandamenti. A lui Dio ha dato i sette carismi dello Spirito Santo. Essi mediante la scienza suscitano la fortezza e, viceversa, mediante la fortezza manifestano la scienza. 
Questi carismi perfezionano l'uomo spirituale, lo confermano nella fede e lo portano alla completa partecipazione delle realtà trascendenti. Lo splendore naturale dello spirito viene esaltato dai vari doni. 
La fortezza dispone a ricercare con fervore e a desiderare di compiere sempre e in tutte le cose, a seconda delle loro finalità, i divini voleri, conforme ai quali tutti gli esseri sono stati creati. 
Il consiglio discerne i santissimi voleri increati e immortali, capaci di essere pensati, rivelati e realizzati. 
La prudenza fa acconsentire e prestar fede a questi voleri e non agli altri. Ha versato il suo vino nella coppa e imbandito la sua tavola (cfr. Pro 9, 2). 
Nell'uomo in cui viene fusa, come in una coppa, la natura spirituale e quella corporale, Dio infonde la scienza delle cose create e di se stesso, autore di tutto. 
L'intelletto fa sì che l'uomo sia inebriato, come per il vino, di tutto ciò che riguarda Dio. 
Egli, pane celeste, nutrendo di se stesso nella fortezza le anime, e arricchendole e dilettandole con la dottrina, dispone tutte queste cose come vivande per il convito spirituale di quanti desiderano parteciparvi. 
Mandò i suoi servi ad invitare a gran voce e con insistenza al banchetto (cfr. Mt 22, 3). 
Mandò gli apostoli a servire la sua divina volontà con la proclamazione evangelica. Essa deriva dallo Spirito, sta al di sopra della legge scritta e di quella naturale, e chiama tutti a Cristo. 
Con l'incarnazione si è realizzata in lui senza confusione l'unione ipostatica della mirabile natura divina e di quella umana. Per mezzo degli apostoli grida: Chi non ha la sapienza venga a me (cfr. Pro 9, 4). Cioè chi è stolto, e pensa quindi in cuor suo che Dio non esista, abbandoni l'empietà, si rivolga a me per mezzo della fede e riconosca che io sono il creatore e il Signore di tutte le cose. 
A coloro che abbisognano di sapienza dice: Venite, mangiate con me il pane e bevete il vino che ho versato per voi (cfr. Pro 9, 5). A coloro che sono privi delle opere della fede, anche se ricchi di dottrine elevate, dice: Venite, mangiate il mio corpo, pane che vi nutre nella fortezza, bevete il mio sangue, vino che vi rallegra nella scienza e vi fa diventare Dio. Ho infatti unito il sangue alla divinità per la vostra salvezza.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

SAN LUIGI MARIA G. DA MONFORT: "Il segno più infallibile e più indubitabile per distinguere un eretico, un uomo di cattiva dottrina, un reprobo, da un predestinato, è che l'eretico e il reprobo non hanno che disprezzo o indifferenza per la santissima Vergine, cercando, con le loro parole ed esempi, di sminuirne il culto e l'amore, apertamente o di nascosto, talvolta sotto speciosi pretesti".

La devozione alla Santa Vergine e' necessaria per la salvezza , il non avere stima e amore per la Vergine santa, e' un segno infallibile di incredulita' , mentre al contrario e' una prova sicura di autenticita' nella fede, l'essere veramente e interamente a Lei consacrati o devoti .

Anonimo ha detto...

Inghilterra, mancano i sacerdoti . La messa domenicale può saltare .
https://www.corriere.it/esteri/19_febbraio_22/inghilterra-mancano-sacerdoti-071feba8-36e2-11e9-a77e-854ef271b7f8.shtml

Domande ignoranti :
1)In fondo se l'impegno/intento non e' piu' convertire a Cristo ma un lavoro come un altro , se la S.p.A. non rende tanto vale tagliare i servizi;
2)Se gli anglicani non sono validamente ordinati per quale ragione si "mascherano" con gli stessi paramenti dei preti della CC ?

Un momento di consolazione . ha detto...

E' bello vedere una famiglia pregare in chiesa tutta insieme .
Oggi susciterebbe stupore ( ma anche qualche inversione di tendenza) , eppure noi che abbiamo superato gli anta non ci troviamo nulla di eccezionale perche' fummo abituati a pregare così e non abbiamo subito traumi di sorta .
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10217710408822402&set=gm.1836925343078449&type=3&theater&ifg=1

Anonimo ha detto...

24 FEBBRAIO.
Chi non medita può fare come colui che non si specchia mai, e che quindi non si cura di uscire ordinato, poiché può essere imbrattato senza saperlo.
La persona che medita e rivolge il suo pensiero a Dio, che è lo specchio dell'anima, cerca di conoscere i suoi difetti, tenta di correggerli, si modera negli impulsi, e rimette la sua coscienza a posto (san Pio da Pietralcina).