che riconduce ogni cosa al Cuore di Dio
Stavo parlando con mia madre al telefono, e nella sua voce si percepiva qualcosa che andava oltre le parole: una preoccupazione silenziosa, profonda, per la situazione che stanno vivendo i Paesi vicini alla guerra (come il Pakistan). Non era timore, ma quello sguardo vigile che solo una madre sa avere, capace di portare nel cuore il peso del mondo senza mai perdere la fede.
Prima di chiudere la chiamata, ha fatto ciò che ha sempre fatto: mi ha benedetta. Anche a distanza, quella benedizione è arrivata come un velo di pace, come una protezione posata sulla mia casa. Ha pregato per me e per la mia famiglia, affidandoci a Dio con quella semplicità che nasce da una fede vissuta e provata e io ho pregato per lei, perché l’amore vero non trattiene, ma restituisce sempre a Dio ciò che riceve.
Non c’era bisogno di aggiungere altro. Nel silenzio che è seguito, abbiamo compreso entrambe cosa dovevamo fare. Prima di dormire, avremmo pregato il Rosario.
In tempi come questi, mentre il mondo alza la voce, si divide e si agita, cercando sicurezza nelle parole e nelle strategie degli uomini, anche i cuori rischiano di smarrirsi nell’inquietudine. Eppure, proprio in questo smarrimento, il Signore ci richiama a ciò che è essenziale, a ciò che non passa.
Quasi senza bisogno di dirlo, sappiamo che è lì che dobbiamo tornare. Non per fuggire dalla realtà, ma per rimanerci dentro con fede. Tra quei grani scorre una preghiera umile e potente, capace di raggiungere anche i luoghi che noi non possiamo toccare ed è lì che comprendiamo, con una certezza che non fa rumore, che questa è la nostra arma.
Non l’arma del mondo, che divide e ferisce, ma quella che custodisce e difende; non quella che impone, ma quella che supplica; non quella che distrugge, ma quella che riconduce ogni cosa al Cuore di Dio.
Quante volte, nella storia, proprio nei momenti più oscuri, Dio ha mandato la Vergine Maria per indicarci la strada? Sempre la stessa, semplice e disarmante: convertirsi, pregare, tornare a Dio. Non soluzioni complesse, ma un invito essenziale, che il mondo spesso dimentica ma che resta l’unica vera risposta.
E così, anche questa sera, pregheremo.
Bea ed io continuiamo a pregare per la pace ogni singolo giorno. Nella semplicità della nostra casa, nel ritmo silenzioso delle Ave Maria che scorrono tra le dita, affidiamo a Dio le paure del mondo, le tensioni, le sofferenze nascoste. C’è qualcosa di profondo in questo gesto così piccolo agli occhi del mondo: ogni preghiera, anche la più nascosta, ha un peso eterno.
Forse è proprio questo che ci è chiesto in questi tempi: non lasciarci vincere dall’angoscia, ma rimanere fedeli nelle cose semplici, costanti, invisibili. Stringere il Rosario come si stringe una certezza. Credere, anche ora, che la grazia opera, che Dio non abbandona il Suo popolo, e che attraverso le mani dolci di una Madre continua a guidarci, silenziosamente, verso di Lui.
Zarish Imelda Neno

3 commenti:
Rien n'est beau comme la piété d'une maman.
SAPEVI CHE GESÙ NON PIANGEVA IN UN SEMPLICE GIARDINO BOTANICO? IL MISTERO DEL "GAT-SHMANIM"....
In Matteo 26, ore prima di essere arrestato, Gesù va nel giardino di Getsemani per pregare. L'angoscia che prova è così travolgente che Luca 22:44 descrive un fenomeno medico rarissimo (ematidrosi): "Ed essendo in agonia, pregava più intensamente; ed era il suo sudore come grandi gocce di sangue che cadevano sulla terra".
Immaginiamo Gesù in ginocchio accanto a dei bei fiori o appoggiato su un albero. Ma il luogo esatto che Yeshua ha scelto per vivere la sua notte più buia racchiude una profezia brutale sulla tua stessa sofferenza.
EL CÓDIGO: EL GAT-SHMANIM (גַּת שְׁמָנִים)
La parola Getsemani deriva dall'ebraico Gat-Shmanim, che letteralmente significa "LA STAMPA DELL'OLIO".
Non era un parco, era un impianto industriale dove gli agricoltori portavano le olive per estrarre l'olio. L'antico processo richiedeva che le olive fossero schiacciate da una pietra da mulino gigante di tonnellate.
In Israele, l'oliva era pressata esattamente tre volte:
Il primo pressaggio dava l'olio più puro, usato per illuminare il Tempio.
Il secondo pressaggio dava l'olio usato come medicina per curare le ferite.
Il terzo pressaggio (dove si spremeva fino all'ultima goccia) dava un olio denso usato per fare sapone e pulire.
Gesù ha pregato esattamente tre volte quella notte! È stato messo nella "stampa" del dolore e il peso dei nostri peccati lo ha schiacciato con tanta violenza che il suo sangue è germogliato come olio. Egli è stato triturato affinché noi potessimo avere la luce della Sua verità, la medicina per le nostre ferite e la pulizia totale dei nostri peccati.
MESSAGGIO PER TE
Ci sono stagioni nella tua vita in cui senti che Dio ti ha messo in un Gat Shmanim. Senti il peso dei problemi finanziari, del lutto o del tradimento che ti schiaccia l'anima. Ti chiedi: "Signore, perché mi fai tanta pressione? Sento che mi distruggerai."
Alza la testa! Il Divino Contadino non mette mai un'oliva sotto la pietra per distruggerla per divertimento. La pressione estrema che senti non è la tua fine; è il processo necessario per estrarre il tuo olio migliore. Ciò che sta uscendo da te in mezzo a questo dolore è l'unzione, la compassione e la forza che Dio userà per dare luce alla tua famiglia e guarire agli altri.
https://gloria.tv/post/nBDMYgnPgZQe4mgNrkfkxGDAF
Sia lodato Gesu' Cristo!
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