Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 30 ottobre 2026

Distinguere fra Chiesa e uomini-di-Chiesa (a certi prelati fischieranno le orecchie)

L'EQUIVOCO

La Chiesa non può né deve confondersi con gli uomini di Chiesa, com'è certo che questi non sono la Chiesa.

Identificare papi, cardinali, vescovi, parroci e fedeli con la Chiesa, equivale a sopprimere questa, ossia negarne l'origine e la natura, l'autonomia dei suoi poteri, la trascendenza della sua storia e del suo destino. In breve: significa avvilire la Chiesa a livello di ogni società umana.

In effetti, chi pretende di confondere Chiesa e uomini di Chiesa offende la verità, perché induce ad attribuire all'una e agli altri bene e male, indifferentemente; mentre, come il bene spetta tutto e solo alla Chiesa, agli uomini di Chiesa - considerati in se stessi, o dal punto di vista della loro umanità con quanto ad essa è naturalmente possibile - si deve tutto il male.

Ne consegue la necessità di ricostruire la storia, per dare a ciascuno il suo, liberandosi da ogni pregiudizio tipicamente laico, avente la sua remota origine nella concezione immanentistica della realtà e dei valori, che soprattutto dal periodo illuministico ha tentato di eliminare il sacro.

Infatti, se l'Altro non c'è, l'umanità deve ritenersi assolutamente autonoma, nella condizione di poter vivere, organizzarsi e progredire indipendentemente da qualsiasi superiore Potenza creatrice e provvidente...; da ogni evento che trascenda il naturale sviluppo storico della specie umana, essendo questa - nell'ipotesi - esclusiva arbitra del suo destino.

Appunto il presupposto dell'umanesimo ateo che, come ha sempre respinto (e irriso) ogni positiva rivelazione divina, così ha rifiutato costantemente la Chiesa quale concreta e vissuta testimonianza di tale rivelazione.

Insomma, senza Dio, Cristo è soltanto un «Uomo», e la Chiesa resta responsabile di tutto il bene e il male di cui è capace ogni società umana. C'è di più: secondo l'umanesimo ateo, la Chiesa sarebbe la peggiore delle società umane perché, parlando in nome di Dio, avrebbe avuto la presunzione d'imporsi come Autorità suprema, indiscutibile, attribuendosi prerogative e rivendicando privilegi quali nessun potere civile ha mai preteso, senza scatenare tremende quanto legittime reazioni.

In sostanza: chi identifica la Chiesa con i suoi fedeli e i suoi capi, umanizza la Chiesa, attribuendole colpe non sue, ma dei suoi membri. È l'equivoco in cui cadono: non-credenti, che ignorano la vera storia della Chiesa; e credenti, che non ne hanno mai compreso la natura profonda.

[...]

Se la vera Chiesa è essenzialmente santa della santità attiva propria della Sposa di Cristo; e della santità passiva, partecipata in atto da alcuni, e in potenza da altri, è assurdo ed ingiusto attribuire delle colpe alla Madre dei Santi, mentre ad essa spetta tutto il bene che la sua storia ha potuto e potrà registrare.

I peccatori, che esse gesta nel proprio seno, le appartengono soltanto perché - per i soccorsi da lei offerti - si trovano nella privilegiata condizione di potersi ravvedere. Ma, finché si ostinano nel male, essi non riflettono il volto di Cristo, rifiutano il suo amore, si ribellano alle sue leggi, non fanno propria la vita del suo Corpo, rinnegano la Chiesa, la denigrano, provocando il disprezzo e le invettive dei suoi nemici, rendendosi complici della sua tentata demolizione.

In breve: le colpe attribuite alla Chiesa sono esclusivamente proprie degli uomini di Chiesa, laici e chierici, in basso e in alto. Uomini detti «di Chiesa» solo perché appartengono ad essa come tralci secchi e sterili, ancora inseriti nella vite, ma prossimi ad essere recisi e gettati al fuoco.

In realtà, pur non essendo scismatici né eretici, la loro fede è in via di estinzione, sopraffatta dall'impeto di concupiscenze ereditate da una natura corrotta, alimentate nel terreno di coltura di un mondo dominato dal Maligno e per il quale Gesù non ha pregato (Gv 17, 9).

Soprusi, violenze, turpitudini, sacrilegi di cattolici empi e di sacerdoti rinnegati, non sono della Chiesa ma del mondo, che, sotto mentite spoglie, vi si è intruso per eclissare - più o meno coscientemente ed efficacemente - la luce dei suoi dogmi, offuscare la purezza della sua morale, profanare i suoi riti, sopprimere le sue tradizioni, secolarizzarla fino ad eliminare ogni residuo del «sacro».

A loro volta filosofi, storici e letterati, ecc. più si accaniscono a biasimare la Chiesa, più condannano duramente se stessi, perché quel che le rimproverano è precisamente quanto ha la sua esclusiva origine nella società di cui fanno parte, nella cultura da essi creata...

Le accuse mosse alla Chiesa sono la più rivoltante e vergognosa espressione dell'ipocrisia umana.

***

Riepilogando: attribuire alla Chiesa delle colpe è lo stesso che attribuirle a Cristo, perché ogni azione del Corpo spetta al Capo che lo dirige. L'unità soprannaturale che vincola il Corpo al Capo fa della Chiesa una Persona mistica, ossia quel Super-Soggetto che, nel Cristo, risponde di ogni opera meritoria dei fedeli, ossia di tutto il bene da essi compiuto in virtù della luce della sua sapienza, del fervore della sua grazia. Non ha detto forse che non possiamo nulla senza di Lui, come appunto «il tralcio» senza «la vite»? (Gv 15,5).

E le colpe dei fedeli, le carenze, i disordini, i tradimenti, gli scandali del Clero? Se tutto il bene viene solo da Cristo, tutto il male è imputabile soltanto ad essi. Ciò si deve al fatto che, pur essendo membri - più o meno qualificati e responsabili - della Chiesa, non traggono però dalla sua vitalità tutte le energie necessarie per salvare la propria identità di «cristiani».

Costituendo il suo elemento materiale-passivo, non si lasciano guidare interamente dal Cristo, animare e modellare dal suo Spirito, conseguendone perciò una loro appartenenza al suo Corpo soltanto esteriore, imperfetta, menzognera.

Se il «santo» non può affermare di essere la Chiesa, dovendo limitarsi a credere di esserne un elemento materiale-passivo; il peccatore ostinato e impenitente - onestamente - non può ritenersi neppure tale, perché materia ribelle all'azione della Grazia, almeno finché non si converte. Egli è «l'anti-Chiesa».

(p.Enrico Zoffoli,
Chiesa e uomini di Chiesa. Apologetica a rovescio,
ed. Segno, 1994, pp.7-8,25-27) 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Quindi prevost é papa o no?
Se lo é, gli é dovuta obbedienza?

E.P. ha detto...

Sarei curioso anzitutto di conoscere le risposte che il commentatore delle 13:06 dà a quelle due domande che pone.

In ogni caso padre Zoffoli in tempi non sospetti invitava a distinguere tra Chiesa istituzione divina (che in quanto tale che non può contenere errori) e uomini di Chiesa (che invece di errori possono compierne).

Mi permetto di esemplificare: se improvvisamente ti prendo a pedate, non puoi dire che quelle pedate siano "volontà di Dio". Sono volontà mia, magari addirittura con buone intenzioni. Ma ti fanno male. E pur essendo il sottoscritto di religione interista, non puoi accusare la gloriosa Inter, mai stata in serie B, di essere la causa di tali pedate, nemmeno se sei juventino, neppure se la Juve ci avesse appena rubato un rigore.