domenica 17 gennaio 2016

Sant'Antonio Abate. Meditiamo dai suoi scritti

Oggi è Sant'Antonio Abate. Attingiamo con gratitudine da uno dei tesori della Chiesa e meditiamo.

Dagli scritti
…L'anima in possesso della sapienza pura e della vita autentica si manifesta nel modo di guardare, di comportarsi, di parlare, di sorridere, di conversare e di agire della parte fisica. Tutto in lei è trasformato e positivamente buono. La sua parte mentale, fertile per l'amore divino, è simile ad un vigilante guardiano che non permette l'ingresso a pensieri di male e di passionalità

… La mente che attraverso l'amore diviene una sola realtà con Dio, è una benedizione invisibile per tutti gli esseri, offerta da Dio stesso per condurre alla vita pura chi ne è degno.

…Sappi che il male fisico è inevitabile al corpo, essendo materiale e corruttibile. In casi di malattia, l'anima che ha raggiunto la conoscenza, invece di lamentarsi con Dio perché ha siffattamente costruito il corpo, mostra graziosamente coraggio e pazienza. Chiunque desidera raggiungere la pienezza della perfezione in Dio, insegni la purità alla sua anima, non soltanto in relazione alle passionalità carnali, ma tenendosi lontano dall'avidità di guadagni, dalle brame di possedere ciò che non gli appartiene, dal l'invidia, dall'amore dei piaceri, dalla vana gloria; sappia rimanere distaccato davanti alle dicerie sul suo conto e imperturbabile nei rischi mortali.

…La mente non è l'anima, ma un dono di Dio che conduce l'anima alla liberazione. Quando la mente è in una comunione di vita con Dio trascina volando l'anima, e le consegna quelle parole che la mantengono intatta da ciò che è corruttibile e pesante nel tempo; facendo fluire in lei l'amore per le realtà non legate all'esistenza, al disfacimento ed alla gravezza della materia, l'introduce nella sfera della santità, dove l'uomo diviene creatura di benedizione. L'anima continuando a vivere nella carne, entra in un rapporto di conoscenza contemplante con le realtà dell'Alto e divine; per questo la mente trasfigurata dall'amore di Dio è un dono di pace e di salvezza alla coscienza umana.

… Dio è la pienezza del bene, immune da passione e da mutamento. Se accettiamo come verità giusta l'immutabilità divina, rimaniamo perplessi di fronte alle raffigurazioni umane di Dio che Lo presentano gioioso del bene compiuto dall'uomo, sdegnoso col malvagio, irritato con i peccatori e misericordioso con chi si pente. La risposta a tali perplessità la troviamo nel pensiero che Dio non gioisce e non si irrita; gioia e ira sono passioni e quindi mutamenti.

...Dio è la pienezza del bene, e le sue opere non sono che bene, non reca male a nessuno ed è sempre se stesso. Quando noi riusciamo ad esser buoni entriamo in comunione con Lui attraverso la somiglianza nel bene; 'quando siamo malvagi, ci separiamo da Lui, perdendo la somiglianza nel bene. Vivendo con purità di vita siamo uniti a Lui, vivendo malvagiamente ci stacchiamo da Lui. Non possiamo dire, in quest'ultimo caso, propriamente che Dio è irritato con noi, ma piuttosto che i nostri peccati non lasciano passare in noi la chiarità luminosa di Dio. Sono i peccati che ci sottomettono alle fustigazioni dei demoni. Quando mediante la preghiera e le azioni pure, otteniamo il perdono, non è Dio che cambia, ma noi. Col pentimento e la purificazione curiamo il male nel nostro essere, e ritroviamo la partecipazione alla bontà perfetta di Dio.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

OT secondo quanto riportato dal Messaggero di ieri, il rabbino capo della comunità romana Disegni, chiederà ufficialmente oggi al vdr in visita alla sinagoga, di cancellare definitivamente la preghiera del venerdì santo per la conversione degli ebrei.

Cristiano Scandali ha detto...

Innanzi tutto mi complimento con la signora Guarini per questo articolo poi, sempre a riguardo di sant'Antonio- o Antonio il grande, come viene venerato in oriente- vorrei citare uno stupendo "Avviso" (per la precisione il n.69) contenuto nel primo volume della Filocalia, opera stupenda che consiglio a tutti di inserire nella propria biblioteca, nel quale sant'Antonio dice:"non bisogna andare in collera con quelli che peccano, anche se il loro operato é da accusare ed è degno di castigo. Dobbiamo convertire chi è caduto per la giustizia stessa e anche punire, se risulti opportuno, sia personalmente che per mezzo di altri: ma andare in collera o infuriarsi non bisogna, perché la collera opera anche la giustizia solo in modo passionale, non secondo discernimento. Allo stesso motivo non dobbiamo tollerare neppure chi fa misericordia senza motivo. Bisogna punire i malvagi per il bene e per la giustizia e non per la propria passione di collera". Chiedo scusa per essermi dilungato trascrivendo tutto "l'Avviso" ma è quanto mai opportuno ricordare che un ritorno ai padri della Chiesa, a quella patristica che, seppur fosse, per così dire, "depurata" dal magistero quasi bi-millenario, non ci consegna nulla di così "primitivo" tanto quanto non sia bruto e archeologico quel pensiero poco cristiano e per nulla cattolico, quindi falso, come quello che circola oggi del cercare di rendere possibile ció che non lo é semplicemente perché è Dio che vuole questo! La gerarchia ecclesiastica deve quindi servire il Vangelo, immutabile sempre, non piegarlo alla mentalità del tempo presente ma come il Signore ci ha chiamato nelle rispettive condizioni, da sposati, celibi o consacrati. Grazie; vi saluto in Christo Rege.

hr ha detto...

A noi la battaglia. A Dio la Vittoria.
manifestazione per la famiglia Roma 30 gennaio 2016
http://blog.messainlatino.it/2016/01/il-momento-e-decisivo-sabato-30-gennaio.html

http://www.rossoporpora.org/rubriche/italia/556-unioni-civili-avvenire-mirabolante-intervento-di-bagnasco.html

hr ha detto...

escono i primi pezzi a commento della visita alla Sinagoga.

Particolare rilievo viene data alla sorprendente franchezza dell'intervento di Ruth Dureghello presidente della Comunità ebraica di Roma.

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/01/17/e-una-donna-di-nome-ruth-a-vivacizzare-la-visita-di-francesco-alla-sinagoga/

http://www.ilfoglio.it/chiesa/2016/01/17/ruth-dureghello-la-pace-non-si-conquista-con-i-coltelli-in-mano-scavando-tunnel-lanciando-missili___1-v-137134-rubriche_c288.htm
Pochi convenevoli da parte di Francesco si legge su
http://www.ilfoglio.it/chiesa/2016/01/17/condanniamo-insieme-lantisemitismo-papa-sinagoga-roma___1-v-137136-rubriche_c684.htm

Anonimo ha detto...

Ok, condanniamo pure l'antisemitismo, manteniamo viva la Memoria, ma come la mettiamo con gli insulti e le cupe minacce scritte in ebraico sui muri e sulle porte della chiesa della Dormizione a Gerusalemme? Chi deve scusarsi, sempre la cc o qualche volta loro parlassero dell'odio contro i cristiani da cui essi stessi non sono esenti?