giovedì 28 gennaio 2016

Terrificante : il documento post-sinodale in dirittura d'arrivo, scritto da un ultra-liberale, metterà in discussione la legge naturale

Riprendo un testo appena pubblicato da Rorate Caeli

Terrificante: l'Esortazione apostolica post-sinodale - scritta da un amico del Papa, l'ultra-liberale Tucho Fernandez - metterà in discussione la legge morale naturale
Il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia [Arciv. Paglia] ha confermato che il l'Esortazione post-sinodale di Papa Francesco dedicata alla famiglia verrà pubblicata entro la fine di marzo.
“Sono convinto – sono le sue parole – che l’Esortazione sarà un inno all’amore, un amore che desidera prendersi cura del bene dei bambini, che sa essere vicino alle famiglie ferite per dar loro forza, un amore che vuole essere vicino ai figli così come a tutta l’umanità bisognosa”.
Tucho in una posa singolare: languida, direi...
Fonti ben informate hanno dichiarato al National Catholic Register che il documento, che alcuni osservatori ritengono probabilmente sarà promulgato il 19 marzo - festa di San Giuseppe e 3° anniversario della Messa di inaugurazione del Pontificato - è alla sua terza stesura. Dicono anche che l'estensore principale è l'arcivescovo Victor Manuel Fernández[1], Rettore della Pontificia Università Cattolica Argentina a Buenos Aires e uno dei consiglieri più vicini a Papa Francesco. Una fonte affidabile informa che un teologo morale di fama riconosciuta, che ha visto la bozza, si è detto "profondamente turbato" dal testo in quanto esso "mette in discussione la legge morale naturale". [Edward Pentin, sul National Catholic Rgister]
L'Arcivescovo Victor Manuel Fernandez (o semplicemente Tucho, come è meglio conosciuto) aveva notoriamente fatto la seguente dichiarazione sul primo Sinodo del pontificato, nel 2014, anche sulla famiglia:
“C'era solo un gruppo di sei o sette fanatici, un po' aggressivi, che non rappresentano nemmeno il 5% del totale [dei Padri sinodali]." ... se non si apre il “vaso di Pandora”, si finisce per nascondere lo sporco sotto il tappeto, mettere la testa in una fossa come gli struzzi, allontanandoci sempre più dalla sensibilità della nostra gente  ... “Probabilmente abbiamo mancato di dire almeno, con papa Francesco: “Chi sono io per giudicare i gay?”.
Sì, questo promette di essere un magnifico documento! ...
______________________________
Nota mia :
1. Molto amico di papa Francesco, ghost writer della Evangelii Gaudium e già redattore della Relatio finalis con l'intento di passare dalla morale della legge a quella della persona. Ha anche scritto un libro sull'arte di baciare: Saname con tu boca...

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

40 commenti:

Anonimo ha detto...

il Male si velocizza sempre più, sa forse che presto sarà annientato dal Dio degli eserciti?

Anonimo ha detto...

Questo sarà il primo atto di distruzione formale della dottrina.

Fino ad ora solo pagliacciate, gretto populismo, scempiaggini e narcisismo a fiumi.

Chi collaborerà al documento se la vedrà fra qualche anno con il Giudice eterno.


QUESTI SIGNORI NON SONO CATTOLICI: BASTA NORMALIZZAZIONE; SONO ERETICI... IN MALA FEDE E

CRASSAMENTE IGNORANTI

Anonimo ha detto...

Mic, brava e veloce. Ma lo ha etto anche Zenit

http://it.zenit.org/articles/esortazione-post-sinodale-papa-per-mons-paglia-sara-pubblicata-a-marzo/

mic ha detto...

OK che lo ha detto anche Zenit. Anzi guardando sulla rete, dopo aver letto Rorate, ho visto anche altre fonti. Ma altrettanto scarne di Zenit.
Rorate, oltre a darci l'eco extra fines (il nostro orizzonte sempre più internazionale e quindi genuinamente cattolico anche in estensione), riporta - in più - le osservazioni affidabili del National Catholic Register...

mic ha detto...

Per non parlare del panegirico fumoso e parolaio di Avvenire! Il peana, a dir poco dell'ambiguità, o peggio dell'arbitraria innovazione. Con dichiarazioni a dir poco allucinanti, tipo:

«Il nostro sforzo – ha osservato il direttore dell’Ufficio nazionale, don Paolo Gentili – è stato finalizzato a raccordare la Relazione finale del Sinodo con le cinque vie uscite dal convegno ecclesiale di Firenze alla luce dell’Anno della misericordia. Novità di grande rilievo che ci obbligano ad intensificare la riflessione sulla teologia del matrimonio di fronte alle nuove, urgenti domande, legate al moltiplicarsi della situazioni di fragilità, a cui ogni giorno siamo chiamati a dare risposte non scontate e non univoche».
[...]
Il compimento di quella alleanza trova origine nel sacramento del matrimonio ma non esclude situazioni che attendono ancora pieno compimento, come le convivenze, oppure che dovranno trovare evoluzioni adeguate sostenute dalla grazia, come i divorziati risposati.
[...]
Nessuna regolamentazione precettiva ma una pluralità pastorale che, pur nell’unità dottrinale, possa al tempo stesso essere traduzione creativa e fedele di quanto emerso nel “doppio” Sinodo.

A cominciare da quell’impegno missionario che chiude in modo significativo il documento e rappresenta allo stesso tempo uno stacco ideale rispetto alla Familiaris consortio – che terminava con le situazioni difficili – oltre a un recupero della ricchezza del Vaticano II. Orizzonti teologicamente più ampi ma anche un’overdose di coraggio pastorale per evitare di riproporre – e imporre – in modo automatico e ripetitivo modelli e schemi in cui la società fatica progressivamente a riconoscersi.

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/Sinodo-a-Pasqua-le-parole-del-Papa-.aspx

E questo è quello che si beve il popolo bue!!!!

Difficile neutralizzare tanti fronti autorevoli. Ma la nostra martellante insistenza raggiungerà chi deve raggiungere...

Anonimo ha detto...

" un gruppo di sei o sette fanatici "
Usano lo stesso vocabolario e la stessa misericordia ?

Anonimo ha detto...

Queste teorie imperversano da anni in ambiente "cattolico". qui sotto un passo dal libro "ci salverà il monachesimo" di fede & cultura con citazione del futuro "cardinale", Enzo Bianchi:

"...Ancora sue opinioni circa il Magistero della Chiesa, qui a proposito di morale sessuale e, in generale, sulla legge naturale:

“L’ultimo documento della Congregazione della fede del 1975: ogni rapporto sessuale fuori del matrimonio è immorale. Ma vedete: questa posizione che vuole il rapporto sessuale solo nella stabilità del matrimonio ratificato da un contratto coniugale garantito dalla società non è più rispettata o sentita come vera! Occorre dirlo. È una posizione inadeguata! …
La Chiesa nel valutare un determinato comportamento sessuale ha sempre dato importanza alla natura oggettiva dell’atto stesso. Specialmente in campo sessuale si è ritenuto che ci fosse un significato intrinseco alla natura degli atti stessi. Un significato immutabile e non influenzabile da circostanze, situazioni... ecco, questo tipo di approccio era fondato sul concetto di legge naturale. E anche fornito dall’ottica cinica, negativa dei moralisti ossessionati dalla visione del peccato”.

Ecco che qui Bianchi persevera nel suo incarico di liquidatore del cattolicesimo archiviando con un verbo al passato il concetto di legge naturale, che invece è dottrina definita viva ed attuale, stando al Catechismo della Chiesa cattolica (n.1954 ss). Se si nega la legge naturale non rimane che la coscienza individuale, autoreferenziata, inclinata verso il basso, senza una Verità cui conformarsi.

RAOUL DE GERRX ha detto...

A propos de l'archevêque Víctor Manuel Fernández (né en 1962), dans l'article de Wikipedia qui lui est consacré :

« Su libro "Teología espiritual encarnada" fue mostrado en un capítulo de la telenovela argentina "Esperanza mía" que narra el amor entre un sacerdote y una monja. El arzobispo tomó la aparición de su libro con sentido del humor, en contraposición a las críticas por parte de algunos sectores católicos conservadores que se manifestaron en contra de dicha emisión televisiva y, posteriormente, de esta actitud de Fernández… »

Lequel, si je me souviens bien, est aussi un spécialiste du "baiser", auquel il a consacré l'un de ses 300 articles publiés… 300, rien que ça !

Sacré Bergie ! Il sait choisir ses collaborateurs !

lister ha detto...

Ormai il popolo bue non ha alcuna remora a definire "Chiesa di Francesco" l'attuale Chiesa 2.
Ed in tale definizione ci si crogiolano, consapevoli o non, di essere integrati nella Chiesa Luterana. Meglio: nella "religione" unica del NWO.

Anonimo ha detto...

Traduco il fumo modernista:
“..ci obbligano ad intensificare la riflessione sulla teologia del matrimonio …” : “siamo obbligati mutare la dottrina cattolica sul matrimonio ..”

“… di fronte alle nuove, urgenti domande, legate al moltiplicarsi della situazioni di fragilità” : “ …….. .. a causa del moltiplicarsi e della normalizzazione sociale delle violazioni della legge di Dio e della legge di natura da parte di sedicenti cattolici, in stato di ostinato peccato mortale manifesto pretendono di profanare il SS Sacramento e tutti gli altri sacramenti (confessione senza pentimento) pretendono di salire sui pulpiti vari per partecipare attivamente alla vita della neochiesa come ministranti, catechisti, lettori e fornitori di piedi da lavare il giovedì santo …”

“…. a cui ogni giorno siamo chiamati a dare risposte non scontate e non univoche”: “ ……che dobbiamo accontentare perché la neochiesa ha detronizzato il suo Re per abbracciare il Mondo ed il suo Principe…” .


“….non esclude situazioni che attendono ancora pieno compimento, come le convivenze, oppure che dovranno trovare evoluzioni adeguate sostenute dalla grazia, come i divorziati risposati” : “ non esclude coloro che ostinatamente perseverano nel peccato grave manifesto ….”


“Nessuna regolamentazione precettiva ma una pluralità pastorale che, pur nell’unità dottrinale, possa al tempo stesso essere traduzione creativa e fedele di quanto emerso nel “doppio” Sinodo”: “Nessuna legge di Dio, nessuna disciplina della Santa Chiesa: “tana liberi tutti” (anche i vescovi e i preti più restii saranno “pastoralmente” costretti a “tradurre” i precetti divini nella lingua sciolta e morbida della falsa misericordia)”

“……….Orizzonti teologicamente più ampi …..per evitare di riproporre – e imporre – in modo automatico e ripetitivo modelli e schemi in cui la società fatica progressivamente a riconoscersi.” …. ……….. deroghe su deroghe, interpretazioni estensive ed analogiche, fino alla sostanziale abrogazione della legge di Dio , odiosamente sempre uguale a se stessa, ostinatamente immobile mentre il Mondo gioiosamente si evolve e procede con rapidità verso l’abisso, annoiato da queste gabbie inutili e prive di senso che non sono capaci di rispecchiare il vivace continuo movimento dell’Io insofferente a qualunque regola, a qualunque limite”

Anna *

tralcio ha detto...

Qualcuno cortesemente può sintetizzare in che cosa consisterebbe la messa in discussione della "legge naturale"? Su quali punti in particolare?
Non già perché possegga la capacità di prevedere il futuro, o perchè abbia avuto accesso alle bozze del documento papale, ma per semplice conoscenza delle idee del "Tucho" e degli orientamenti più liberal emersi al Sinodo...
Non è masochismo: sarebbe piuttosto come un vaccino prima dell'epidemia...
Grazie

Anonimo ha detto...

Becchiamoci anche questi... alla Cipolla...
http://www.gruppoemmanuele.it/

Danilo Quinto ha detto...

Non mi meraviglio dell'esito "terrificante" che si profila. Era prevedibile, perchè tutti i "segnali" che si sono avuti portano a questo risultato. Non mi meraviglia neanche il fatto che ci sia qualcuno (o molti, forse) che ha letto la bozza del documento e ne sia rimasto turbato, perchè "mette in discussione la legge morale naturale". Nè mi meraviglia che quel "qualcuno" (insieme ad altri, forse, Vescovi e Cardinali), taccia pubblicamente.
Sono certo che Cristo presto - molto presto - farà intendere che le empietà che ogni giorno vengono commesse riceveranno la loro contropartita. Come quella detta al Comitato Nazionale di Bioetica: "E’ noto a tutti quanto la Chiesa sia sensibile alle tematiche etiche, ma forse non a tutti è altrettanto chiaro che la Chiesa non rivendica alcuno spazio privilegiato in questo campo, anzi, è soddisfatta quando la coscienza civile, ai vari livelli, è in grado di riflettere, di discernere e di operare sulla base della libera e aperta razionalità e dei valori costitutivi della persona e della società. (...). Si tratta, in sostanza, di servire l’uomo, tutto l’uomo, tutti gli uomini e le donne (...)".
Non è necessario - mi rivolgo ad un commentatore di un precedente mio articolo e più in generale ai lettori di questo blog - essere sedevacantista per rilevare queste enormità. Non è necessario - mi rivolgo ad un commentatore di un precedente post e più in generale ai cortesi lettori di questo blog - essere sedevacantista per rilevare queste enormità. E' sufficiente seguire l'esempio di San Paolo nei confronti di San Pietro.

Danilo Quinto ( http://daniloquinto.tumblr.com/)

Japhet ha detto...

Vi è certo una vera legge, la retta ragione conforme a natura, diffusa tra tutti, costante, eterna, che col suo comando invita al dovere, e col suo divieto distoglie dalla frode […] A questa legge non è lecito apportare modifiche né toglierne alcunché né annullarla in blocco, e non possiamo esserne esonerati né dal senato né dal popolo […];
essa non sarà diversa da Roma ad Atene o dall’oggi al domani, ma come unica, eterna, immutabile legge governerà tutti i popoli ed in ogni tempo, ed un solo dio sarà comune guida e capo di tutti: quegli cioè che ritrovò, elaborò e sanzionò questa legge; e chi non gli obbedirà, fuggirà se stesso e, per aver rinnegato la natura umana, sconterà le più gravi pene, anche se sarà riuscito a sfuggire a quegli altri che solitamente sono considerati supplizi»
Marco Tullio Cicerone (De re publica)

Anonimo ha detto...


Sull'ennesimo tradimento che si annuncia. Vi sara' stavola una reazione pubblica?

--Se e' vero che dal documento si puo' ricavare una negazione della legge naturale (forse c'e' un qualche riconoscimento delle relazioni omosessuali?) vogliamo vedere se (anche) questa volta i cardinali e vescovi (quei pochi) che dovrebbero prendere pubblica posizione contro il documento staranno zitti o se ne usciranno in dichiarazioni timide e circospette che cercheranno comunque di non coinvolgere il Papa. Visti i precedenti, il pessimismo e' comunque d'obbligo, sperando di esser smentiti dai fatti.

--Si ripete in continuazione che la morale cristiana deve cambiare perche' non e' piu' accettata dal mondo, che "non vi si riconosce". Perche', il mondo si riconosceva in questa morale quando era predicata da san Paolo o da san Pietro? Quando san Paolo incitava i primi cristiani ad "astenersi dalla fornicazione", si trattava forse di un comando nel quale il mondo di allora "si riconosceva"? La societa' pagana dell'epoca era in crisi di valori, lo sappiamo bene dalle Istorie, la lussuria allignava, anche se c'erano ancora forze sane nell'impero romano. Ora, la predicazione apostolica converti' persone di tutti i ceti, dall'aristocrazia agli schiavi, rivolgendo a tutti sempre lo stesso messaggio, del tutto o p p o s t o alla decadenza dei valori predominante. E perche' riusci' a convertire, cominciando la costruzione della Chiesa? Grazie all'aiuto dello Spirito Santo, che non sarebbe stato dato se gli Apostoli non avessero predicato la retta dottrina ricevuta da Cristo, senza togliere una sola virgola. parvus

Anonimo ha detto...

Che fanno i Cardinali buoni? come mai possano sopportare più da quest'uomo?

Qui taceat, consentit...


Osservatore

Cesare Baronio ha detto...

Coraggio: il 2017 si avvicina, cent'anni dalle apparizioni di Nostra Signora a Fatima. Non può durare oltre.

hr ha detto...

L’Occidente e la messa fuori legge del cristianesimo
http://www.vanthuanobservatory.org/notizie-dsc/notizia-dsc.php?lang=it&id=2282

Silvano M. ha detto...


Forse è ora che qualcuno in Vaticano e dintorni si domandi" ma io chi ho scelto di servire Dio o Bergoglio..."

Anonimo ha detto...

E tutto questo sta tranquillamente accadendo con la zelante collaborazione del numeroso e potente fronte normalista. Cioè di quelli che sono passati in una serata dalla Chiesa di sempre e dai valori di sempre al progressismo spinto senza nemmeno farsi una domanda (si sono perfino trasformati in fan di Scalfari che fino a un attimo prima detestavano). E infatti ora in occasione del Family Day che peraltro sono stati costretti a fare contro voglia per salvare la faccia, si vedono le patetiche arrampicate sugli specchi per tenere il piede in due staffe con trovate farsesche (se non fossero tragiche) come il "noi non siamo contro ma siamo a favore". Dispiace solo che porteranno in dote la povera gente in piazza a chi vuole esattamente il contrario.
Miles

RAOUL DE GERRX ha detto...

"Cardinali buoni? ?" Ils doivent se compter sur les doigts d'une main… Et encore… A condition qu'elle ait tous ses doigts !

Rr ha detto...

...Messa in discussione della legge naturale...

perché sec. voi uno cosi, mi riferisco a Tucho, ha qualcosa di naturale ?
Avendo rifiutato la propria natura, ora si ostinano a rigettarne il diritto. Poveracci.
Non conoscono l'espressione " vis sanatrix Naturae"...prima o poi, speriamo prima che poi, saranno "sanati".

Ah, pare che nello spogliatotio dell'Inter abbiano ricominciato a fare il bello ed il cattivo tempo i Ssudamericani. Infatti l' Inter va che è una bellezza.
Rr

Luisa ha detto...

@tralcio

Se può essere d`aiuto:

http://magisterobenedettoxvi.blogspot.ch/2009/05/il-papa-la-legge-naturale-e-una-guida.html

Leggo:

"La legge naturale è una guida riconoscibile da tutti, sulla base della quale tutti possono reciprocamente comprendersi e amarsi. I diritti umani, quindi, sono definitivamente radicati in una partecipazione di Dio, che ha creato ogni persona umana con intelligenza e libertà. Se si ignora questa solida base etica e politica, i diritti umani restano fragili perché privi del loro saldo fondamento."

E:

https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2007/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20070212_pul.html

Leggo:

"E’ proprio alla luce di queste constatazioni che appare in tutta la sua urgenza la necessità di riflettere sul tema della legge naturale e di ritrovare la sua verità comune a tutti gli uomini.
Tale legge, a cui accenna anche l’apostolo Paolo (cfr Rm 2,14-15), è scritta nel cuore dell’uomo ed è, di conseguenza, anche oggi non semplicemente inaccessibile. Questa legge ha come suo primo e generalissimo principio quello di “fare il bene ed evitare il male”.
E’, questa, una verità la cui evidenza si impone immediatamente a ciascuno. Da essa scaturiscono gli altri principi più particolari, che regolano il giudizio etico sui diritti e sui doveri di ciascuno.
Tale è il principio del rispetto per la vita umana dal suo concepimento fino al suo termine naturale, non essendo questo bene della vita proprietà dell’uomo ma dono gratuito di Dio. Tale è pure il dovere di cercare la verità, presupposto necessario di ogni autentica maturazione della persona. Altra fondamentale istanza del soggetto è la libertà.

La legge naturale è la sorgente da cui scaturiscono, insieme a diritti fondamentali, anche imperativi etici che è doveroso onorare. Nell’attuale etica e filosofia del Diritto, sono largamente diffusi i postulati del positivismo giuridico.
La conseguenza è che la legislazione diventa spesso solo un compromesso tra diversi interessi: si cerca di trasformare in diritti interessi privati o desideri che stridono con i doveri derivanti dalla responsabilità sociale.
In questa situazione è opportuno ricordare che ogni ordinamento giuridico, a livello sia interno che internazionale, trae ultimamente la sua legittimità dal radicamento nella legge naturale, nel messaggio etico iscritto nello stesso essere umano. La legge naturale è, in definitiva, il solo valido baluardo contro l’arbitrio del potere o gli inganni della manipolazione ideologica. La conoscenza di questa legge iscritta nel cuore dell’uomo aumenta con il progredire della coscienza morale. "

Gianni Costanzo su Fb ha detto...


Il 30 gennaio 2016 non si verrà a Roma per una scampagnata turistica o per una veglia di preghiera tipo Piazza San Pietro. Si verrà per sentirsi popolo, per concretizzare la Nuova Resistenza e gridare insieme, senza se e senza ma , che la legge Cirinnà non passerà. E' in atto però un tentativo spregiudicato: quello di mons. Galantino che, oltre ad ‘Avvenire’ degli ultimi giorni, utilizza Gianluigi De Palo, neo-presidente del Forum delle Famiglie e fino a poco fa contrario al ‘Family Day’, per ‘commissariare’ mediaticamente il Comitato promotore, annacquando la manifestazione.

Anonimo ha detto...


@ "Il 2017 si avvicina", coraggio!

E se poi nel 2017 non dovesse succedere niente e tutto dovesse continuare ancora come oggi?
Voi allora, che avete caricato questo anno di un'attesa messianica, che cosa fareste, vi dimettereste da cattolici? La battaglia in difesa del dogma messo sotto i piedi va fatta ogni giorno, senza affidarsi ad attese miracolistiche, alle ricorrenze, ai numeri. La situazione non ha fatto che peggiorare costantemente, nonostante le preghiere dei "devoti". Forse ci si potrebbe chiedere: non sara' che queste preghiere non sono gradite a Nostro Signore? Non gradite, in che senso? Nel senso che pregare perche' nel '17 si aprano i cieli e tutto si risolva, senza invece impegnarsi adesso nella battaglia teologica quotidiana necessaria contro l'errore, e' atteggiamento che non piace a NS perche' nei fatti troppo rinunciatario, passivo. Non siamo penalizzati solo dalla timidezza (chiamiamola cosi') di troppi chierici, lo siamo anche da quella di troppi credenti. parvus

Cesare Baronio ha detto...

Guardate come la televisione di stato si prende gioco delle Sentinelle in piedi:
https://www.facebook.com/Arcigayalanturing/videos/888933811226066/

mic ha detto...

Per tralcio
Il rischio della Esortazione post sinodale, tenendo conto dell'estensore, nonché del tono ambiguo della relatio finalis e delle molteplici dichiarazioni riportate è evidentemente quello di passare dalla morale della legge a quella della persona.

Sulla legge naturale è utile riprendere San Tommaso:
Esiste una legge eterna (S.Th. I-II, q. 90, a.3,4)
La legge non è che il dettame della ragione pratica esistente nel principe che governa una società, o comunità perfetta. Ora, una volta dimostrato, come abbiamo fatto nella prima parte (q.22 aa.12), che il mondo è retto dalla divina provvidenza, è chiaro che tutta la comunità dell'universo è governata dalla ragione divina. Perciò il piano stesso col quale Dio, come principe dell'universo, governa le cose ha natura di legge. E poiché la mente divina non concepisce niente nel tempo, essendo il suo pensiero eterno, come insegna la Scrittura (Prov. 8,23) questa legge deve essere eterna.

mic ha detto...

E se poi nel 2017 non dovesse succedere niente e tutto dovesse continuare ancora come oggi?
Voi allora, che avete caricato questo anno di un'attesa messianica, che cosa fareste, vi dimettereste da cattolici? La battaglia in difesa del dogma messo sotto i piedi va fatta ogni giorno,


Qui sta sfondando una porta aperta. Siamo ben lontani da qualunque millenarismo e compagnia bella e la nostra battaglia è quella che è, giorno dopo giorno senza traguardi in vista, in piena consapevolezza del passaggio epocale che stiamo vivendo (se finale, chi può saperlo?), col cuore e la mente fissi nel Signore nella Sua Chiesa...
La battuta estemporanea di un commentatore non autorizza alcuna assolutizzazione riguardo al blog.

Anonimo ha detto...


@ iL BLOG non c'entra. Non creiamo malintesi inutili.

Cara Mic, l'osservazione critica si riferiva a quelli che aspettano miracolisticamente il 2017, annus mirabilis, nel quale tutto si risolvera' e fanno capire di pregare in questo senso. Ho forse detto che era la linea del blog? Non mi pare proprio. Mi riferivo a interventi di questo tipo, che sul blog ci sono stati piu' di una volta, se non erro ("Nel 2017, a un secolo da Fatima e ricorrendo altre combinazioni numeriche, ci sara' la soluzione dei problemi della Chiesa"). E' una componente dei "tradizionalisti" che appare continuamente, il blog si limita a registrarla sporadicamente. E fa bene, cosi' ci si puo' render conto dell'aria che tira, da tutte le direzioni. Credo che il "millenarismo" sia abbastanza diffuso fra i "tradizionalisti" cattolici. parvus

Anonimo ha detto...

Perchè, oltre a segnalare gli errori di Bergoglio, non mettiamo anche alla gogna i vari normalisti e lecchini (col permesso di mic e nel rispetto del codice penale) ?
epi

mic ha detto...

Perché non ci interessa mettere alla gogna nessuno. Segnalare gli errori di Bergoglio (e di suoi gerarchi), invece, serve a riaffermare la retta fede e a mettere in guardia chi rischierebbe di rimanere sviato.

mic ha detto...

Caro parvus,
sulla questione di fondo sono perfettamente d'accordo con te. E' che non avevo visto la tua firma altrimenti non avrei equivocato quel che invece potevo aspettarmi da un commentatore Anonimo. Effettivamente ci sono commenti millenaristi di quel tipo, che in genere censuro; ma a volte passano perché parlano anche d'altro e non sempre ho il tempo di aggiustare il tiro.

Anonimo ha detto...


@ Sul millenarismo

Grazie della precisazione. Sul blog non si puo' fare tutto, ovviamente, tuttavia mi piacerebbe che qualcuno un giorno impostasse una critica approfondita di questo "millenarismo"
che a mio avviso produce un sacco di danni.
Provvisoriamente, mi sento di affermare: 1. la prospettiva millenarista e' penetrata nell'insegnamento della Chiesa con Giovanni XXIII, con l'impostazione sbagliata del Concilio come "nuova Pentecoste" che apriva la via alla "Chiesa dello Spirito", la quale avrebbe aperto un "dialogo" del tutto nuovo con il mondo per realizzare la pace che avrebbe inaugurato il nuovo millennio. Temi gioachimiti rimescolati alla filosofia del progresso di marca neoilluministica, S. Agostino e Bossuet gettati alle ortiche e sostituiti con Condorcet e Hegel. 2. Presso i "tradizionalisti" sembra serpeggiare invece un millenarismo di altro tipo, non ottimistico ma pessimistico-ottimistico nel senso che esso attende una catastrofe rigeneratrice, dopo la quale ci sara' la palingenesi rappresentata dal rinnovamento totale della Chiesa e dalla restaurazione di una societa' europea e italiana di tipo "tradizionale" (un nuovo Sacro Romano IMpero, un'Italia come quella preunitaria, etc.). Tale attesa palingenetica si nutre di numerologie di tipo cabalistico (il 2017, come compimento e dissoluzione della serie 1517, 1717, 1917), di simbolismi vari, della lettura delle rivelazioni private. Se questa ricostruzione e' esatta, si tratta allora di un atteggiamento spirituale a mio avviso poco cattolico perche' incline alla passivita' e alla desistenza, nell'attesa miracolistica che il Signore venga a toglierci le castagne dal fuoco, per cosi' dire.
Il giusto atteggiamento e' invece quello che ispira questo blog e qualche altro: battersi umilmente ma tenacemente ogni giorno con i mezzi razionali che Dio ci ha dato per cercare di provocare il risveglio (finalmente) di chi dovrebbe istituzionalmente intervenire. Narrano le cronache che a Lepanto la flotta cristiana era sostenuta dalle preghiere della Cattolicita' e che ad un certo punto il vento, prima favorevole ai maomettani, cambio' improvvisamente direzione, favorendo le galee cristiane. Ma la battaglia non fu vinta dalle sole preghiere, fu necessario appunto combattere, all'arma bianca. Come e' necessario oggi. parvus

Anonimo ha detto...

Magari qualcuno potrà dare una scorsa all'Episolario di Padre Pio da Pietrelcina - il II e il III volume specialmente - laddove c'è tutto un carteggio tra il Frate e i suoi figli spirituali. Vedo tanta voglia di combattere all'arma bianca o di altro colore, ma pochissimi disposti ad offrire le proprie esistenze come "vittime di riparazione". E per "vittime" intendo mica necessariamente l'immolazione usque ad sanguinis effusionem, ma semplicemente offrire - chi più, chi meno - le proprie sofferenze per il bene degli altri membri del Corpo Mistico. Per quanto riguarda Fatima, se ne scrive di solito per vendere libri o per fare clamore. Fatima è una storia serissima: parlatene con rispetto. Se il 2017 sarà un anno cruciale lo sa solo Dio, l'Immacolata e - forse - Qualcun altro ...

Anonimo ha detto...


@ Chi e' che non parla con rispetto di Fatima?

Quelli che la inseriscono nella lotteria dei numeri 17. Infatti, la serie dei 17 storici dovrebbe esser bisecolare (1517 Lutero, 1717 nascita della massoneria, 1917 rivoluzione russa) ma il centenario di Fatima (1917-2017)la renderebbe secolare. Questo, si crede di capire dai riferimenti al 2017 come annus mirabilis, apocalittico e palingenetico, anche perche' centenario delle Apparizioni. E' tutta una subcultura che si ammanta di "devozionismo", a mio modesto avviso. (Nel 2017 puo' succedere di tutto ma anche prima o dopo o puo' non succeder nulla di importante, per quanto ne sappiamo).

DEvozionismo perche' disprezza qualsiasi forma di azione pubblica, di tipo prevalentemente culturale o anche politico, fatta mettendoci la faccia, al fine di far emergere nella Gerarchia quell'opposizione alla deriva dominante che pure c'e', anche se ancora timida. Del resto, da quello che si vede, la Chiesa non puo' risorgere senza passare per gravi contrapposizioni interne ma pubbliche e motivate, conflitti anche seri tra i fedeli al dogma e i neomodernisti. Deve rompersi la crosta di conformismo, di falsa unanimita' che impedisce al tumore di spaccarsi e venire in superficie. Ora, perche' dobbiamo aspettare passivamente sino al 2017, limitandoci alle preghiere e a offrirci in incognito come "vittime spirituali", per contribuire a che questo avvenga? E' un'attesa priva di senso. E non scordiamoci della parabola dei talenti.

Per meta' marzo si annuncia la presa di posizione ufficiale del Papa in relazione alle conclusioni dei Sinodi sulla famiglia. Di essa sono filtrate sinistre anticipazioni. Questo mese e mezzo potrebbe esser decisivo, per i futuri sviluppi della crisi. Il "2017" e' adesso, non domani. PARVUS

Anonimo ha detto...

"per quanto ne sappiamo"...

Ecco, questo è il punto: sapete poco, anzi pochissimo ... Lei - parvus - che vuole combattere all'arma bianca, lei che dimostra questo spirito guerriero - e va benissimo - lei è disposto a salire il Monte, a farsi vittima? E' disposto a essere sconfitto, a "perdere" seondo i valori di questo mondo, come Nostro Signore, come un malfattore? Per vincere questa "battaglia" è necessario "perdere": essere umiliati, derisi, perseguitati, farsi vittime fino in fondo. Ma mica per uno spirito masochistico! Semplicemente perché la Chiesa deve "salire il Monte"m "salire il Calvario" come l'Innocente, come la Vittima. Questa è la sua vittoria. Questa è l'essenza di Fatima: fatto serissimo.

mic ha detto...

Anonimo 14:07

parvus non vuol combattere all'arma bianca, ma spendendo i talenti che il Signore gli ha dato da spendere e non da seppellire.
Ogni cristiano in qualche modo è chiamato ad essere (non a farsi) vittima. Dico così perché credo che l'offerta della propria vita riguardi ogni cristiano che la vive nella sua situazione; ma le cosiddette "anime vittime", quelle chiamate a seguire più da vicino il Signore sul Calvario, sono anime particolari, e non credo che il Signore le scelga tra noi peccatori che, se mai, siamo chiamati a espiare innanzitutto i nostri peccati e, oltre a questo, solo il Signore e la Santa Vergine sanno in che misura contribuiamo alla salvezza delle anime.
Che poi la "passio ecclesiae" si configuri come la salita al Calvario, non significa che il nostro Calvario sia quello degli imbelli.
In ogni caso noi, parvus compreso, non combattiamo per vincere di fronte agli uomini, ma per vincere il peccato, in Cristo, innanzitutto a partire da noi stessi e, poi, difendendo la verità che conosciamo nei modi in cui ci è dato farlo. E questo mi pare chiaro da tempo. Dunque che cosa significa il suo fervorino sull'essere disposti ad essere sconfitti e tutto il resto?

Anonimo ha detto...


@ "Farsi vittima", come esattamente?

Ringrazio Mic per il suo intervento chiarificatore. Vediamo se riesco ad esprimermi anch'io in modo chiaro. Giustamente dice Mic bisogna precisare bene cosa si intende con il farsi vittima. In generale lo sappiamo tutti: farsi vittima come Nostro Signore si e' fatto vittima, salendo sul Calvario. Detto in altro modo: portando la propria Croce. E' la stessa cosa? Forse no, nel senso che il "farsi vittima" per il mondo al modo di NS non e' concesso a tutti dalla divina Misericordia. Sembra in verita' concesso ad anime elette, predestinate alla Gloria, come certi Santi o anche persone umilissme, di santita' sconosciuta, di cui non conosciamo l'esistenza, nota pero' a Dio. Con l'aiuto della Grazia, delle devozioni quotidiane, dei Sacramenti possiamo pero' esser tutti capaci di portare la Croce nostra quotidiana. Cio' comporta sofferenze di vario tipo, lo sappiamo. Ora, queste inevitabili sofferenze non vengono offerte per la salvezza delle anime, del mondo, della Chiesa etc.? Cosi' intendo l'offerta giornaliera al Signore, un "farsi vittima" alla portata di noi uomini e donne comuni. Parlo per me, ovviamente.
Non mi sembra che questo sia lo spirito delle richieste di Fatima. Correggetemi se sbaglio. Il fatto grandioso della conversione della Russia al cattolicesimo, la richiesta divina lo faceva dipendere da una semplice consacrazione, da una cerimonia pubblica che il Papa avrebbe dovuto fare in un certo modo. E non lo ha fatto ancora oggi. tutto qui. Niente salite di Calvario etc. Erano richieste alla portata di normali sacrifici, cioe' contro il conformismo, la paura del mondo etc.
Ora la "salita al Calvario" se accettata e' un farsi vittima per la Gloria di Dio. Come evento, e' un fatto esteriore, e' la persecuzione che molto probabilmente ci attende, tutti noi che ci stiamo mettendo la faccia nella lotta per la difesa della fede. E che a me fa paura eccome pero' mi rimetto allo Spirito Santo per quel momento tremendo. Se poi, quel momento, il Signore mi concedesse di viverlo colpendo all'arma bianca, di punta e di taglio, sotto la guida di frati guerrieri come quelli di una volta, tanto meglio. E' questione di temperamento ("si muero, muero matando y con el mazo dando). parvus

marius ha detto...

"E per "vittime" intendo mica necessariamente l'immolazione usque ad sanguinis effusionem, ma semplicemente offrire - chi più, chi meno - le proprie sofferenze per il bene degli altri membri del Corpo Mistico."

Una cosa è certa: non sarà mai vittima chi si tira in disparte fuori dalla mischia pensando di far meglio tramite un atteggiamento pseudomisticheggiante.
Forse che i combattenti non offrono le loro sofferenze per il bene del Corpo Mistico?
I combattenti hanno di certo molte più sofferenze e ferite da offrire di chi sta al riparo nell'anonimato a stigmatizzare coloro che offrono la loro vita per il Corpo Mistico a cominciare dal fatto che si espongono con nome e cognome: chapeau!

Anonimo ha detto...

Quanti discorsi inutili...il Vangelo dell'adultera perdonata e amata profondamente da Gesù dovrebbe farci molto pensare sui nostri giudizi affrettati...