domenica 31 gennaio 2016

La «Messa antica» del card. Zen al Congresso eucaristico internazionale, nelle Filippine. La prima volta dal 1970

Al 51° Congresso eucaristico internazionale in corso a Cebu, nelle Filippine, sono state celebrate due Messe secondo la forma straordinaria del Rito antico, cioè la “Messa in latino”. 
Le celebrazioni sono state organizzate dalla Societas Ecclesia Dei Sancti Ioseph-Una Voce Philippines.
La prima è stata celebrata il 25 gennaio, memoria liturgica della conversione di san Paolo, nel santuario di San Pedro Calungsod. La seconda è stata una Messa votiva del Santissimo Sacramento celebrata il 26 gennaio dal cardinal Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong, che celebra regolarmente secondo in rito straordinario. È la prima Messa “antica” celebrata pubblicamente nelle Filippine da quando è stata varata la riforma liturgica nel 1970.
Da Rorate Caeli: Messa tradizionale
scuola di adorazione, forza dei martiri
AsiaNews riferisce un’opinione del blogger cattolico Carlos Antonio Palad, membro della Fondazione Fidei Defensores, secondo il quale «nella mia esperienza i giovani che partecipano alla messa in latino trovano che essa li sfida a scavare più profondamente nella fede cattolica. Al giovane piace essere sfidato dopo tutto!». Palad aggiunge che il latino non frena chi non parla latino poiché «è stato parte della vita dei cattolici filippini per 450 anni. Anche quando la Messa era ancora in latino, i filippini partecipavano assiduamente». Per il blogger, il fedele trova nella messa in latino «una forma di culto nel quale la Chiesa non cerca di andare d'accordo con i tempi». C’è solo «l’adorazione e l'identità cattolica, senza tentativi di renderla più “alla moda” o più accettabile ai gusti moderni, Quando la Summorum Pontificum è stata promulgata nel 2007, c'erano solo tre luoghi nelle Filippine dove si celebrava con il permesso dei vescovi. Oggi ci sono 14 luoghi con la messa ogni domenica, più alcuni altri con messe mensili o nei giorni feriali». I partecipanti sono in gran parte «davvero giovani e entusiasti». [Fonte: Il Timone]

4 commenti:

Storico ha detto...

Forse la prima volta in un contesto ecclesiale (per dir così) "ufficiale". La FSSPX ha un priorato nelle Filippine. Priorato in cui si ritirò a vivere Mons. Salvador Lazo,vescovo emerito di San Fernando(+2000) , dopo la sua adesione formale alla FSSPX.

Anonimo ha detto...

Illustrando la settimana di incontri e riflessioni appena conclusa, il card Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon ha ricordato che “veniamo da molte nazioni, parliamo lingue diverse. Ma come nel giorno di Pentescoste, l’Eucaristia rafforza i nostri rapporti”. Questo è un momento “di Grazia”, impreziosito dall’ospitalità delle Filippine e dei suoi abitanti, che il porporato birmano definisce “apostoli del sorriso”
http://it.radiovaticana.va/news/2016/02/01/card_bo_attacchi_alla_famiglia_pi%c3%b9_pericolosi_dellatomica/1205196.

hr ha detto...

Il card. Bo, nell'articolo citato, " tre grandi preoccupazione negli ultimi tre anni che riguardano il mondo intero: famiglia, ingiustizia ambientale, ingiustizia economica. Ma il più grande pericolo per l’umanità oggi è la distruzione della famiglia. Purtroppo, anche in seno alla Chiesa cattolica si fatica a capire il pericolo terribile che corre la famiglia”.

Nelle Filippine sono SENZA CEI, LOBBY, PARTITI E GIORNALONI

Circolo Liturgico Pio VII ha detto...

Ne avevamo dato notizia anche noi nel ns blog.
Christus vincit!