mercoledì 9 maggio 2018

Uno scandalo che non lascia spazio a commenti, sintomo di una diocesi oramai senza governo.

Don Cugini, parroco di Regina Pacis a Reggio-Emilia, dopo le polemiche sulla veglia “anti-omotransfobia” ha deciso di rilasciare un’intervista per il sito “Gaynews”
Uno scandalo che non lascia spazio a commenti, sintomo di una diocesi oramai senza governo. 
Riportiamo integralmente l’intervista di don Cugini, curata e integrata all’interno di un articolo di Francesco Lepore [qui
Da notare particolarmente il discorso sulla castità che fa don Cugini, clamorosamente contro il Catechismo e irrisorio verso la vita di tutto il clero.
Una vergogna senza precedenti storici nella diocesi di Reggio-Emilia. (Cristiano Lugli)

Don Paolo, com’è nata l’idea di una veglia per superare l’omofobia e la transfobia?

Organizzata per la prima volta lo scorso anno in occasione della Giornata mondiale contro l’omotransfobia, la veglia è stata voluta quale momento forte di preghiera e condivisione alcuni mesi dopo la costituzione in parrocchia del Gruppo di Cristiani Lgbt. È stata fortemente osteggiata al pari di ogni attività connessa al Gruppo.

Come si è costituito il Gruppo di Cristiani Lgbt?

Il gruppo è stato costituito nel settembre 2016. È nato dalla richiesta di una coppia di genitori che avevano scoperto d’avere un figlio omosessuale. Dopo uno stato iniziale di disperazione si sono rivolti ad Agedo Parma e, rasserenatisi, mi hanno proposto di fare qualcosa a Reggio Emilia a sostegno di persone Lgbti e dei loro familiari. E così da un primo momento conviviale seguito da un incontro di preghiera si è sviluppata progressivamente quella realtà che è appunto il Gruppo di Cristiani Lgbt. Secondo uno stile ben preciso: mettere al centro la persona prima della dottrina. 

Noi accogliamo le persone e le ascoltiamo indistintamente: non c’interessa da dove vengano e che cosa facciano. Lo stile, insomma, indicato da Bergoglio nell’Evangelii gaudium e nell’Amoris laetitia. Siccome tutti provengono da esperienze di discriminazione o di maltrattamento da parte di sacerdoti in Confessionale, abbiamo voluto dar loro l’idea di trovare uno spazio di Chiesa umana. Le persone che bussano alla nostra porta sanno di poter trascorrere delle ore in serenità tra una pizza e momenti di preghiera in comune. Sanno di potersi raccontare in tranquillità.

Che cadenza hanno tali incontri e come sono strutturati?

I nostri sono incontri mensili. Ci ritroviamo un lunedì alle 19:30: si mangia una pizza e poi si prega nella chiesa parrochiale. E arrivano sempre persone nuove: si avvicinano sia genitori di figlie o figli omosessuali – soprattutto mamme – sia coppie di gay e lesbiche. Il nostro gruppo ha due caratteristiche peculiari: la presenza numericamente significativa di donne lesbiche e l’inquadramento dello stesso (un caso quasi unico in Italia) nella pastorale ordinaria. Vengono al riguardo affissi gli avvisi sulle attività del gruppo e se ne dà notizia sul bollettino parrochiale, dove sono pubblicati anche articoli scritti da componenti del Gruppo dei Cristiani Lgbt. Da quest’anno accanto al percorso spirituale abbiamo avviato anche quello formativo: ogni 15 giorni ci si incontra, si leggono testi teologici e si avvia una proficua discussione. Incontri traseversali perché aperti a tutte e tutti i parrocchiani.

Qual è stata la reazione del clero reggiano?

La veglia dello scorso anno, anche se osteggiatissima da gruppi di destra, ha visto la partecipazione di dieci sacerdoti, alcune suore e tantissima gente. Durante l’anno la collaborazione scarseggia anche se agli ultimi incontri mensili hanno preso parte due sacerdoti.

E quella di mons. Camisasca?

Camisasca osserva con attenta cautela. Il vescovo ha partecipato in realtà a due incontri. Dopo una posizione molto rigida in occasione della veglia del 2017, lui ha accettato il mio invito a rendersi conto di persona di quanto avviene nei nostri incontri. La prima volta si è fermato solo per la pizza. La seconda volta, cioè il 16 aprile, ha preso anche parte al momento di preghiera. Ha detto cose molto belle sul mistero della persona, sulla necessità dell’accoglienza.

Che cosa pensa degli attacchi ricevuti dal Gruppo 20 Maggio?

Sono affermazioni che m’intristiscono soprattutto alla luce dei grandi atteggiamenti di apertura messi in campo da Papa Francesco.

E delle affermazioni sull’assoluta castità quale unica via d’uscita per le persone omosessuali alla luce anche di testi magisteriali?

Facciamo fatica noi preti a vivere la castità. Immaginarsi se la si può imporre a vita a persone laiche pur credenti. 

È poi interessante il dato dei testi citati da questi soggetti con riferimento, ad esempio, alla partecipazione della pastora Maggi. Si dichiarano supercattolici e poi sono contro il Vaticano II, contro Papa Francesco. I testi che Corsini cita sono tutti antecedenti ai documenti conciliari. Ci bollano come eretici e poi loro stessi sono contro il Concilio e contro il Papa.

15 commenti:

fabriziogiudici ha detto...

Facciamo fatica noi preti a vivere la castità.

Questo spiega tutto meglio di un discorso di un'ora.

Felice ha detto...

Infatti. Cicero pro domo sua....

Anonimo ha detto...

“Il futuro della Chiesa può risiedere e risiederà in coloro le cui radici sono profonde e che vivono nella pienezza pura della loro fede. Non risiederà in coloro che non fanno altro che adattarsi al momento presente o in quelli che si limitano a criticare gli altri e assumono di essere metri di giudizio infallibili, né in coloro che prendono la strada più semplice, che eludono la passione della fede, dichiarandola falsa e obsoleta, tirannica e legalistica, tutto ciò che esige qualcosa dagli uomini, li ferisce e li obbliga a sacrificarsi.
(Joseph Ratzinger, alla Radio tedesca nel 1969)

Anonimo ha detto...

Ma ve l'ho detto: Queste persone sono ridotte a pensare come vivono, invece di vivere come pensano. L' etica prêt à porter....,

Anonimo ha detto...

Questa falsa chiesa nella Chiesa di Cristo, col suo approccio psicologico, fa delle debolezze umane e dei disordini morali un muro insormontabile per lo Spirito Santo che viene ritenuto incapace di operare ciò che comanda...

Questo è il peccato contro lo Spirito Santo!

La psicologia, non dimentichiamolo in ultima istanza giustifica ogni effetto con una causa che è a noi esterna e antecedente, eliminando così di fatto il libero arbitrio, e negando l'antropologia teologica dell'umano.

Come disse Caffarra: "una Chiesa senza dottrina non è una Chiesa più povera, ma una povera Chiesa"!

Anonimo ha detto...

Don Cugini

sa che anche il Vangelo è antecedente al Concilio Vaticano II e pure ad Amoris Laetitia?

Cosa dice, è valido lo stesso?

Marisa ha detto...

Detto con rispetto:
Un altro che non vede l'ora di uscire dall'armadio.

Rr ha detto...

Oportet ut scandala eveniant.

Angheran70 ha detto...

1) Il fatto che un vescovo presenzi a determinati incontri non significa automaticamente che li approvi. I motivi per cui può accettare un invito sono a suo insindacabile giudizio , poichè - salvo dichiarazioni pubbliche - nessuno può conoscere i suoi intendimenti pastorali nei confronti dei sacerdoti e dei laici della diocesi di cui è responsabile.
A maggior ragione quando tali dichiarazioni pubbliche esistono da anni e vanno in direzione diametralmente opposta a quanto vorrebbero far credere i cosiddetti comitati.

2) La pastorale della Chiesa Cattolica nei confronti delle persone omosessuali è nota e fa riferimento a quanto espresso nel Catechismo della Chiesa Cattolica.
Catechismo che nell'accoglienza della persona mai e poi mai discrimina in base alle tendenze sessuali.

3) Come altre volte evidenziato i comitati a titolo personale o come associazione riconoscono tale catechismo? La risposta pare di capire è NO, in quanto modernista , conciliare ecc. ecc.

4) Alla luce di tale mancata accettazione del CCC , posto che ognuno è libero di impegnare il tempo come crede, per quale motivo si ripete ogni anno l'ormai trita chiamata in causa della diocesi, visto che la sua autorità docente al pari di quella dell'intera chiesa "conciliare" è palesemente misconosciuta?

5) Non sfuggirà che tale evento intende produrre un'attenzione mediatica tutto sommato spropositata rispetto alla causa "scatenante" che è bene ricordarlo è relativa a un solo sacerdote che porta avanti una quanto si voglia discutibile iniziativa in maniera del tutto autonoma. Attenzione mediatica che va a discapito di eventi di portata internazionale indetti per il giorno precedente ai quali magari ci si presenta per avere la firma dal prelato (altre volte ridicolizzato per il suo abbigliamento) a sostegno del comitato..

(to be censored)

Emanuele ha detto...

Ringrazio chi sta facendo questa battaglia per riaffermare la Verità.
Vorrei segnalare un errore, a mio avviso.
L'aver citato solo encicliche e Catechismo San Pio X, quindi pre Concilio Vaticano II, ha offerto la possibilità di un "contrattacco".
Basta citare i tre articoli, 2357-2358-2359, del Catechismo edizione 1993, la lettera "Persona Humana" della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1975, la lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede "Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali" del 1994...e si mette questo sacerdote di fronte alle sue responsabilità. E anche il Vescovo se non prende provvedimenti.

Anonimo ha detto...

Concordo con Marisa. In molti casi si intravede un conflitto d'interessi. E non potendo o volendo cambiare loro, pretendono di cambiare il sistema. Palese poi lo stato comatoso delle gerarchie. Se chiunque di noi nell'ambito della propria professione dovesse rendere pubbliche affermazioni di analogo tenore, il datore di lavoro o l'ordine professionale avrebbero qualcosa da dire.
QB

Anonimo ha detto...

L'uomo, per la Tradizione della Chiesa, non è visto nella sua specificità sessuale o nelle sue tendenze sessuali ma sempre in speculum aeternitatis.
Ne consegue che la terra è un esercizio, pur passando attraverso tentazioni e tribolazioni, per formarsi al Paradiso in cui "Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù" (Gal 3, 28).
Parlare di un "diritto" all'omosessualità nella Chiesa, oltre a capovolgere il detto paolino ammette la cittadinanza di una passione laddove questa non ha ragione di esistere.
Il problema dei nostri tempi e di questo tipo di clero (modernista) è stabilito dal fatto che costoro assolutizzano ed "eternizzano", se così si può dire, ciò che per la visione cristiana tradizionale non è mai stato assolutizzato (semmai condannato) né "eternizzato", dal momento che san Paolo nel versetto citato è più che chiaro.

La mancanza di vita nella Grazia si evince anche dal fatto che, come il sacerdote dice, è difficile vivere la castità, quando invece la grazia stabilisce uno scudo, una protezione, pur dinnanzi ad eventuali cadute dovute solo a fragilità umana.

Ma nel consteso di questi personaggi non è mai la Grazia ad avere l'ultima parola, ammesso che abbia qualche parola, ma le proprie voglie dove il vitalismo è scambiato per vita e la passione per diritto inalienabile ad "essere se stessi".

In parole povere siamo dinnanzi ad una vera e propria AntiChiesa.

fabriziogiudici ha detto...

Il fatto che un vescovo presenzi a determinati incontri non significa automaticamente che li approvi.

Qui si manca il punto clamorosamente: questi incontri vanno condannati, senza nessun altro tipo di discorso, perché trascinano anime all'inferno; persone che vivono nel peccato mortale che, anziché essere ammonite a convertirsi, vengono convinte di essere nel giusto. Per non parlare delle blasfemie documentate. Quindi le vere alternative sono due: o un vescovo non sa di questi incontri (o preferisce ignorarne l'esistenza, se ritiene che siano tutto sommato un fenomeno nella sostanza molto al di sotto del clamore che suscitano; per me già questo è un problema, perché a far finta di niente siamo arrivati dove siamo) e allora non ne parla e non vi presenzia; oppure se ne parla o ne viene coinvolto, li deve condannare. Andarci senza condannarli fa passare il messaggio che non sono passibili di condanna.

fabriziogiudici ha detto...

Aggiungo, commentando questa notizia:

Il 29enne australiano Israeal Folau è l’estremo e stella della nazionale australiana di rugby. Sui social aveva postato un video di un predicatore cristiano, David Wilkerson, che in merito ai “matrimoni” gay aveva detto: “Viviamo in un’epoca di vizio senza precedenti, di illegalità galoppante, di perversioni sessuali indescrivibili”. Folau spiega di averlo voluto postare “per amore, nella speranza che la gente possa ascoltare e riflettere”.

Di fronte alla valanga di critiche il campione ha così risposto: “Non si tratta di giudicare, ma di evitare che le persone continuino a peccare rischiando la punizione eterna. Si chiama amore, non mi scuserò per aver ubbidito alla voce di Dio. Gesù tornerà presto e vuole che ci rivolgiamo a lui attraverso il pentimento e il battesimo nel suo nome, per favore non indurire il tuo cuore”.


È VERAMENTE TROPPO CHIEDERE CHE UN VESCOVO CATTOLICO DICA CHIARO E TONDO QUELLO CHE SA DIRE UN SEMPLICE GIOCATORE DI RUGBY DI VENTINOVE ANNI (NON CREDO NEANCHE CATTOLICO), PONENDO OLTRETUTTO PER QUESTO MOTIVO LA SUA CARRIERA IN PERICOLO?

Aloisius ha detto...

Commento assemblando due.proverbi che si addicono al caso:
Il pesce puzza dalla testa, tale papa, tale clero.

La conferma è data da un'affermazione dello stesso parroco, più protestante di alcuni protestanti, come sopra evidenziato, laddove indica i fondamenti "dottrinali" di questo "stile" in due atti papali:

"...si è sviluppata progressivamente quella realtà che è appunto il Gruppo di Cristiani Lgbt. Secondo uno stile ben preciso: mettere al centro la persona prima della dottrina. 
Noi accogliamo le persone e le ascoltiamo indistintamente: non c’interessa da dove vengano e che cosa facciano. Lo stile, insomma, indicato da Bergoglio nell’Evangelii gaudium e nell’Amoris laetitia"

Da notare che questo Bergoglio's style è basato sul capovolgimento della preghiera di Gesù nell'orto degli ulivi, in cui ci insegna l'atteggiamento essenziale per pregare il Padre.

Un capovolgimento altrettanto esistenziale per traviare i fedeli in bocca a Lucifero, forse è il fondamento di tutti gli altri capovolgimenti a cui stiamo assistendo:

"sia fatta NON LA TUA ma la MIA volontà".

Questo "insegno' " sostanzialmente Satana, questo insegnano sostanzialmente Bergoglio e il clero a lui fedele, come questo sciagurato ed eretico parroco.