lunedì 21 maggio 2018

monsignor Gullickson, nunzio in Svizzera: «Antiquior è migliore»

Articolo di monsignor Gullickson, pubblicato il 10 dic 2017 sul suo blog Montem Myrrhae [qui]

[...] Qui in Svizzera, il 2017 mi ha offerto tre occasioni - tutte mariane - di celebrare la Messa tradizionale: a Fischingen, una solenne messa papale in occasione di un pellegrinaggio per il centenario delle apparizioni di Fatima; a Sankt Pelagiberg, una messa prelatizia per il Santissimo Nome di Maria; e in questi giorni, a Friburgo, di celebrare l'Immacolata Concezione nella Basilica di Nostra Signora. Questi tre momenti hanno avuto un impatto positivo, davvero caldo e rassicurante, nel mio cuore. Non c'è dubbio che una persona deve tenere il suo cuore pronto a riceverli in questo modo, ma, in ogni caso, la Tradizione o meglio, dovrei dire, la Beata Vergine, ha conquistato il mio cuore nel più delicato dei modi.

Pur senza avere una tale cattedra, vorrei dire ex cathedra che il Vetus Ordo è il modo in cui un vescovo deve celebrare il Santo Sacrificio della Messa. La messa tradizionale, in tutta la sua solennità, porta veramente il vescovo. L'immagine allegata lo illustra abbastanza bene: resto seduto lì al centro, con le mie vecchie ginocchia coperte, e mentre il suddiacono legge il Vangelo in francese, lo ascolto mentre aspetto di pronunciare la mia omelia. Nel Novus Ordo, in seminario, durante l'apprendimento della Messa nei corsi di omiletica, mi è stato insegnato ad essere vivace, ad essere proattivo ... Nel Vetus Ordo la liturgia - con Cristo, il Re Sacerdote, Maria, tutti gli angeli e tutti i santi - mi trasporta nella maniera più sollecita e mi permette di essere cambiato, trasformato, veramente trasformato, in Gesù Cristo. La liturgia porta via il vecchio che è in me e mi rende immagine di qualcosa di cui non sono degno e per cui, dall'inizio alla fine, ripeto il mio Domine, non sum dignus e il mio Miserere nobis  ! È così giusto e adatto alla mia età!

Mi ci è voluto molto tempo prima di lasciarmi andare e permettere agli altri di farmi vivere questa esperienza. Ovviamente, un prete che celebra la sua messa quotidiana o una messa cantata la domenica, senza ministranti, deve essere al meglio della sua ars celebrandi, per così dire. Voglio solo sottolineare che il vescovo ha la parte migliore di questo viaggio, anche se abbiamo tutto l'interesse a interiorizzarlo al massimo memorizzando buona parte della liturgia.

Vescovi, se ne siete raggiunti, favorite l'invito [a celebrare una solenne messa pontificale nel rito romano antico] e mantenete il vostro piccolo e antico ruolo perché risplenda questa grande icona che si irradia dal cuore della Chiesa di Nostro Signore!
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

21 commenti:

irina ha detto...

Semplice scoperta di un vescovo semplice.

Ianua caeli, ora pro nobis!

Non guardare i nostri peccati ma la Fede della Tua Chiesa : ha detto...

* " Però nella vita ci vuole coraggio "
Eccolo qua , potrebbe essere adottato come motto .
I Vescovi ( come sia , sia ) avevano avuto uno spiraglio ( il Summorum P. ) che sarebbe successo se ognuno di essi avesse almeno fatto proprio quel suggerimento ( lo vogliamo chiamare intuizione , soffio dello Spirito Santo ) ?
Intanto avrebbe intaccato tutto il muro eretto dopo il Vat.II ( a parer mio ).

* Altrettanto si puo' dire per tutte le leggi varate in Italia contro/avverso LA LEGGE :

http://www.lanuovabq.it/it/video-legge-194-una-strage-che-dura-da-40-anni

Ricorrono i 40 anni dall'entrata in vigore della legge 194, promulgata nel 1978 per introdurre l'aborto legale in Italia. "E' stata ed è un'autentica strage di innocenti: più di sei milioni di aborti ad oggi. La vera liberazione della donna è la liberazione dalla schiavitù dell'aborto. I tempi sono maturi: la legge 194 deve essere abolita subito". L'intervista al ginecolo milanese Leandro Aletti, che combatte dalla prima ora contro l’aborto e per la vita.

* Perche' gli italiani ancora cristiani non hanno lanciato fuoco e fiamme dalla bocca e dalle narici sapendo bene delle conseguenze che ne sarebbero derivate ? Sapendo bene quello che Dio ha COMANDATO ? E le conseguenze della disobbedienza alla Sua Legge le abbiamo tutte sotto i nostri occhi .

* Anche se non si condivide tutto , per la riflessione degli uomini e donne di buona volonta' :
LA DONNA CRISTIANA
Autore Dag Tessore
Editore il Leone Verde

./.segue

Qual'e' il ruolo assegnato all'uomo , qual'e' il ruolo assegnato alla donna ? ha detto...

./. Recensione del libro (sulla traccia dei Padri della Chiesa )

La parità di diritti tra i due sessi, la libertà della donna di lavorare fuori casa e di vestirsi come vuole sono dati ormai del tutto scontati e indiscussi, talmente radicati da escludere qualsiasi voce di dissenso. A pensarla diversamente possono essere solo gli ambienti del fondamentalismo islamico "fanatico"; oppure possono essere i Padri della Chiesa che, come si ritiene oggi, non avevano ancora sviluppato la consapevolezza della vera dignità della donna.
Ebbene, questo libro si presenta come una voce di dissenso, anzi come un totale ribaltamento di prospettiva: non più dare per scontato che l'emancipazione femminile sia una conquista della civiltà, bensì ripensare la questione, tornando ad ascoltare la voce proprio di coloro (i Padri della Chiesa) che furono i più tenaci sostenitori della concezione patriarcale: si propone cioè di capire le ragioni di chi non la pensa come noi. Si offre al lettore la possibilità di accostarsi alla presunta "misoginia" dei Padri non con i soliti schemi mentali di oggi, per i quali "sottomissione", "clausura", "velo", "obbedienza al marito" sono cose necessariamente negative, ma con uno spirito di umiltà e di rispetto, per verificare se forse esista una libertà della donna che non sia solo quella di lavorare e guadagnare soldi, e se esista una dignità che possa esprimersi anche nell'essere pudica, portare il velo e dedicarsi alla famiglia.
Utile strumento di studio per l'ampia e dettagliata documentazione che offre, basata rigorosamente sui testi biblici e patristici, questo libro offre al contempo un grande affresco di una società alternativa (dove, paradossalmente, il modello cristiano delle origini si rivela più vicino all'Islam fondamentalista odierno che all'Europa "cristiana"); diventa un itinerario spirituale per riscoprire i valori della pazienza, della libertà interiore, della povertà e dell'abbandono a Dio; diventa, infine, un'occasione per rimettere in discussione, secondo una prospettiva genuinamente cristiana, gli "assiomi" della società occidentale moderna (emancipazione femminile, benessere, diritti umani...) e volgere il nostro sguardo a vedere che esistono modi diversi di concepire la vita, modi diversi di intendere la dignità femminile.

marius ha detto...

"L'immagine allegata lo illustra abbastanza bene: resto seduto lì al centro, con le mie vecchie ginocchia coperte, e mentre il suddiacono legge il Vangelo in francese, lo ascolto mentre aspetto di pronunciare la mia omelia."

Scusate, mi limito ad osservare detta immagine.
Cosa vedo?
Un vescovo seduto dando le spalle al Santissimo Sacramento dell'Eucarestia presente nel Tabernacolo.
Esattamente né più né meno come nel Novus Ordo!!!
E allora che edificazione possiamo averne?

Oltretutto, non è forse vero che lo stare seduto ad ascoltare non è certo il segno distintivo della Messa di sempre (anche nel Novus Ordo un vescovo ascolta seduto l'epistola)? ma piuttosto lo è il senso sacrificale della Messa Cattolica! in antitesi a quello conviviale del NO. È questo segno distintivo che deve essere messo in risalto per convincere della necessità di ripartire dalla vera Messa Cattolica!

Tra parentesi, per restare in ambito elvetico, ricordo che vari anni fa il cardinale Kurt Koch, forse quando non era ancora così invasato di falso ecumenismo, aveva affermato che la fede cattolica (intendendo quella conciliare) è l'unica religione al mondo nella quale si volta la schiena alla propria divinità.
Infatti in tutti le altre più disparate false religioni o rituali pagani vige la normale prassi del massimo rispetto e deferenza verso l'oggetto della propria adorazione.
Osservazione molto pertinente, n'est-ce pas? Forse che l'ecumenismo per lui ora potrebbe servire per riportare nel mondo cattolico qualche esempio di rispetto verso Dio?

Pulex ha detto...

Marius, il vescovo qui e seduto esattamente come previsto dalle rubriche di "Ceremoniale episcoporum" tradizionale. Oggi tantissimi fedeli di tradizione non hanno opportunita di assistere alla Messa pontificale solenne e quindi non sono abituati a rispettive cerimonie.

Thomas E. Gullickson ha detto...

Mi dispiace, ma per la Messa Pontificia il Tabernacolo era vuoto. Non avevo il Santissimo alle mie spalle.

don gianluigi ha detto...

Marius, non so che chiesa sia quella dell'immagine col nunzio, ma non è detto che nel tabernacolo sia conservato il SS.Sacramento. Non si vedono lampada e conopeo. Nelle cattedrali e in molte basiliche, viene conservato in un altare laterale. In questo caso, rimarrebbe certamente singolare l'osservazione del prelato, che in quella posizione in cui viene raffigurato, vede la superiorità del rito antico, trascurando la parte sacrificale, ma almeno cadrebbe l'incoerenza di voltare le spalle al SS.mo

Anonimo ha detto...

Con che cipiglio......!

https://gloria.tv/video/CekUvHguTknY1RJD92sH9irUy

Sacerdos quidam ha detto...

Un grazie a monsignor Gullickson per le sue belle riflessioni, con la speranza che la sua esortazione finale sia ascoltata da chi di dovere.

Circolo liturgico Pio VII ha detto...

Per le Messe pontificali la liturgia prevede lo spostamento del SSmo in posizione laterale (una cappella, ecc) anche solo per la praticità del Rito, già caricato degli inchini profondi al “pontifex” celebrante ogni volta che si passa davanti a lui. E anche il segno del pontefice che ascolta seduto è un aspetto qualificativo a lui proprio, ma non al Vangelo ovviamente, basti pensare ai troni di pietra delle cattedrali medievali ecc ecc
Grazie mons Gullikson per la chiarezza e il coraggio di dire ciò che dice!

Anonimo ha detto...

Dai....per la Messa pontificale è prescritto che il tabernacolo sia vuoto...si sa...si fanno polemiche per nulla

marius ha detto...

Come ho detto, mi basavo su ciò che si vede.
Ora apprendo da Sua Eccellenza in persona (che ringrazio per l'attenzione e che sono onorato di rispettosamente salutare) che il Tabernacolo era vuoto. Prendo atto, ma rimane il fatto che non solo nella foto ma anche nella realtà i fedeli che assistono alla S.Messa non lo possono certo immaginare, abituati, anzi assuefatti come sono da decenni a vedere ogni domenica scene simili nel Novus Ordo.

Se c'è il Tabernacolo si suppone logicamente che serva al suo precipuo scopo, cioè a contenere le Sacre Speci, ragion per cui al fine di evitare possibilissimi malintesi (anche se la lampada dovrebbe rivelarlo, ma spesso è poco appariscente) occorrerebbe prendere la debita precauzione di non posizionarvi davanti un sedile (episcopale o presbiterale che sia) che oltretutto in questo caso risulta non essere fisso, ma facilmente amovibile.

Rimarco che l'Altare risulta addobbato con tripla tovaglia e quindi lascia presupporre che esso sia il luogo della celebrazione.


Anonimo ha detto...

invece di dire scemenze su cose che non conoscete denigrando un Vescovo che dovreste ringraziare in ginocchio, studiatevi la liturgia. Nel pontificale il SS. Sacramento è sempre custodito in un cappella laterale.

Ave Maria ! ha detto...

Preghiera a Santa Rita da recitare oggi 22 Maggio :

O Santa Rita, Tu hai passato la vita terrena portando la tua croce dietro a Gesù, non solo nel compimento fedele dei tuoi doveri di figlia, di sposa, di madre e di suora, ma anche nell' esercizio eroico delle virtù cristiane, fino a perdonare gli assassini del tuo sposo, fino ad invocare la morte corporale dei tuoi figli piuttosto che continuassero la catena di vendette di cui era stato vittima il loro padre, fino a mettere pace fra i tuoi parenti e i parenti degli assassini, fino ad implorare dal Signore Gesù di partecipare ai dolori della Sua Passione, fino a donarti a Dio, ed al prossimo nel quotidiano sacrificio del monastero; e, dopo la prova di amore, sei entrata nella gloria del Tuo Signore che ti ha anche esaltata, per la tua umiltà, presso tutti i popoli: intercedi per tutti noi, affinché, sappiamo rispondere ogni giorno con amore all' amore del Padre nostro che è nei cieli e vivere con pienezza la vocazione cristiana, imitando Gesù nella comunione della Chiesa, perché Egli solo è la via della salvezza, Egli solo è la Verità che ci fa liberi, Egli solo è la Vita Eterna. Amen!

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

Anonimo ha detto...

Grazie anche da parte mia , e' affidata a S.Rita il La di questa campagna Pro Vita .

http://lanuovabq.it/it/sono-un-bambino-la-nuova-bq-in-campo-con-pro-vita

marius ha detto...

Nel pontificale il SS. Sacramento è sempre custodito in un cappella laterale

Non è un motivo plausibile per piazzare un trono davanti al Tabernacolo dell'Altare maggiore

Unam Sanctam ha detto...

Peccato che siano le rubriche a stabilirlo. Legga il Caeremoniale del Pontificale al faldistorio (il trono, riservato al vescovo diocesano, sta in altro luogo), poi commenti.

marius ha detto...

Pontificale al faldistorio

Non sempre, come si è visto, i prelati possono pontificare al trono: in questo caso la messa in canto avviene sempre in forma pontificale ma con minore solennità. Il vescovo residenziale fuori del proprio territorio, così il vescovo titolare, coadiutore, ausiliare (e oggi pensiamo anche emerito) celebra pontificalmente al faldistorio, l'antica sella curulis. In questo caso non può recare il pastorale [11], è ministrato dal diacono e dal suddiacono della messa, e dal sacerdote assistente in piviale. Il faldistorio trova la sua collocazione in plano al lato dell'Epistola (parte destra del presbiterio per chi guarda l'altare), il vescovo vi siede rivolto al popolo, mentre quando sta in piedi (per esempio quando deve cantare le orazioni), si rivolge all'altare. Anche nel pontificale al faldistorio il vescovo indossa tutti i paramenti e le insegne elencati per il pontificale al trono. L'unica insegna che in questo caso, di regola, non si adopera è il pastorale che può portare solo il vescovo nel proprio territorio, altrimenti per concessione dell'ordinario del luogo. Poiché, come si è detto, ormai al vescovo estraneo può essere concesso anche il trono, nella prassi si tende a mettere insieme l'uso (o il non uso) del pastorale con quello del trono stesso.

http://www.unavoce-ve.it/05-03-33.htm

Anonimo ha detto...

Vescovi, se ne siete raggiunti, favorite l'invito [a celebrare una solenne messa pontificale nel rito romano antico] e mantenete il vostro piccolo e antico ruolo perché risplenda questa grande icona che si irradia dal cuore della Chiesa di Nostro Signore!

Ecco, credo che una mente libera da pregiudizi, dovrebbe innanzitutto valorizzare queste parole.

marius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marius ha detto...

Mi ci è voluto molto tempo prima di lasciarmi andare e permettere agli altri di farmi vivere questa esperienza.

Immagine fotografica a parte con relativi annessi e connessi, mi compiaccio per questa importantissima presa di coscienza del Nunzio Apostolico Svizzero e dell'appello che Egli indirizza ai suoi confratelli nell'episcopato, appello avvalorato dalla sua altissima posizione che ne conferisce autorevolezza e ne favorisce l'auspicata visibilità.