martedì 18 dicembre 2018

Cristiani della Piana di Ninive, il futuro dopo l'Isis

Ricostruito e riconsacrato a Ninive un monastero cattolico distrutto dall'ISIS 

Il 4 settembre 2017, grazie al contributo essenziale dell'organizzazione "Fraternité en Irak" iniziavano i lavori di ricostruzione del Monastero di Mar Benham e Mar Sarah a Ninive. Costruito nel IV secolo d.C. il Monastero conservava le reliquie dei martiri a cui era intitolato. I takfiri dell'ISIS l'avevano distrutto con la dinamite nel 2015.
Oggi i cattolici irakeni hanno potuto riconsacrare la struttura, tornata agibile. E a festeggiare con loro c'erano tutti i loro compatrioti di altre fedi: sunniti, sciiti e yazidi, perché nell'Irak libero e autonomo la coesistenza e la fratellanza sono valori fondamentali.

Nell'agosto scorso nella piana di Ninive si è celebrato “il ritorno, la presenza”

Si guarda al futuro “con occhi e uno spirito nuovo”. È quanto racconta ad AsiaNews don Paolo Thabit Mekko, sacerdote e responsabile della comunità cristiana a Karamles, nella piana di Ninive (nord Iraq), nel commemorare “il quarto anniversario dall’esodo forzato” verso il Kurdistan per sfuggire alle milizie jihadiste. Centinaia di fedeli hanno partecipato alla messa e alla processione, accompagnata da candele e dalla recita dei salmi, in un’atmosfera di pace, gioia e raccoglimento.
“La celebrazione non è il ricordo di un evento brutto, perché è arrivato il momento di leggere il passato con occhi e spirito nuovo, con una vera speranza. Quello che sembrava impossibile, si è reso possibile e contiamo che altri passi siano realizzati”. La comunità cristiana di Karamles “sta andando verso il futuro” realizzando “idee e progetti nuovi, per sviluppare la zona. Le priorità sono garantire il lavoro e rafforzare le attività spirituali e sociali, per dare un nuovo sapore alla vita dopo le devastazioni dell’Isis”....
“Il ritorno dei cristiani, il loro numero e la loro presenza nel Paese resta un fattore determinante per il futuro” avverte il sacerdote, favorendo il ritorno e garantendo una maggiore autonomia e una crescente partecipazione all’interno delle istituzioni statali. In queste ore il ministero degli Esteri irakeno ha annunciato un lavoro di coordinamento con il Vaticano per limitare l’emigrazione cristiana. “Perché i cristiani possano rimanere, governo e istituzioni devono assicurare pace e tranquillità”. Inoltre, conclude il sacerdote, “ci auguriamo che sempre più parrocchie del mondo, soprattutto in Occidente, ci vengano a trovare e promuovano gemellaggi quale segno concreto di solidarietà”. 

8 commenti:

viandante ha detto...

C'è una domanda che spesso mi sorge quando sento parlare di questi cattolici medioorientali, così forti nella fede e nella loro testimonianza: quanto avevano potuto influire sulla loro e fede, sulle loro gerarchie e sul loro modo di affrontare la vita quotidiana gli aggiornamenti del CV II?
Non è che la lontananza geografica, linguistica, rituale li abbia meglio protetti dallo sfascio che noi abbiamo subito?
Saremmo in grado noi, di dimostrare la loro stessa tenacia?

Gaetano2 ha detto...

"Saremmo in grado noi...?"
No! Non lo siamo stati.
Ed abbiamo avuto quello che ci si meritava: don Ciccio, che è il sigillo alla nostra viltà.

Silente ha detto...

Concedetemi un veloce fuori argomento. Prima notizia. La maison Prada ha ceduto all'isteria degli antirazzisti e alle loro minacce e ha deciso, profondendosi in scuse, di togliere dalla vendita degli accessori dalla vaga forma di negretti. Per dimostrare il suo pentimento e la sua contrizione per questo gravissimo atto, ha annunciato di voler istituire al suo interno un "consiglio su diversità e razzismo", che sappiamo bene come funziona: limitazione della libertà di parola per i dipendenti, corsi obbligatori di rieducazione all'antirazzismo, "quote" gender e razziali nelle assunzioni e nelle promozioni.
Seconda notizia. Il cioccolato svizzero Toblerone diventa coranico e, in gran segreto, si è fatto certificare halal. Le fabbriche verranno ispezionate dagli imam per verificare la "conformità" del cioccolato alle norme islamiche.
Non sono un cliente né di Prada né di Toblerone, ma aggiungo queste due aziende a quelle da boicottare. La lista si allunga...
Silente

Elle ha detto...

Gent.mo Silente ,
per favore , vuole essere così gentile di riproporre nuovamente il link in cui e' possibile controllare le aziende " a rovescio" ? Vorrei verificare l'appartenenza di un supermercato aperto da poco sotto casa mia e denominato Deco' . La ringrazio e le auguro un Santo Natale del Signore !

Silente ha detto...

Gentile Elle

questo è il link dell'associazione "Parks - Liberi e uguali".
http://www.parksdiversity.eu/

questo è il link della parte del sito che riporta le aziende "socie".
http://www.parksdiversity.eu/cos-e-parks/i-soci/

Tenga presente che questa associazione raggruppa normalmente grandi aziende e multinazionali. Inoltre molte aziende, sui loro siti, si vantano di attuare, al loro interno, politiche di "diversity che normalmente significano provvedimenti come quelli che ho citato nel mio precedente post.

Anonimo ha detto...

Vietare Islam, non sono nostri fratelli

Elle ha detto...

Gent.mo Silente,
grazie per la introvabile informazione ne prendo immediatamente nota affinche' non l'abbia piu' a perdere e le auguro un Santo Natale del Signore !

Anonimo ha detto...

Dunque dunque, siamo però in buona compagnia, il ministro tedesco per l'integrazione Annette Widmann-Mauz, ha inviato pubblicamente questo messaggio natalizio assolutamente privo di riferimenti religiosi, solo berretti di babbonatale, che dice' Non importa in cosa credi, ti auguriamo un momento di pace e un buon inizio per il nuovo anno' alcune chiose, per Hannukkah e per il Ramadan i messaggi sono molto più calorosi, il 2019 è tale per noi 'cristiani' si fa per dire, ma non per ebrei e mussulmani che fanno calcoli diversi, poi, ciliegina sulla torta la signora è, si dice, cattolica.......annamo bbene diceva la sora Lella...