venerdì 21 dicembre 2018

Vescovi coraggiosi, Il vescovo di Cordoba celebra il ribaltone elettorale dell'Andalusia

Il partito spagnolo di destra Vox ha ottenuto 12 seggi nelle elezioni svoltesi domenica per il parlamento locale dell’Andalusia, superando le previsioni dei sondaggi che gliene attribuivano al massimo cinque.
Il Partito Socialista Operaio Spagnolo, che da anni controllava saldamente la regione, ha ottenuto 33 seggi, certamente più di tutti gli altri partiti, ma facendo registrare una riduzione sensibile della propria rappresentanza parlamentare che ha il sapore della sconfitta netta.
E per Vox è già cominciata a la demonizzazione …

Traduzione italiana della lettera del Vescovo di Cordoba Mons. Demetrio Fernandez di commento alle elezioni [qui]

Il ribaltone elettorale in Andalusia, avvenuto lo scorso 2 dicembre con le elezioni regionali, è stato spettacolare.
Credo che abbia abbondantemente superato le aspettative e i timori degli uni e degli altri. Il cristiano non è estraneo a quanto accade in questo mondo; al contrario, cerca con i mezzi a sua disposizione di trasformare la società per realizzare un mondo nuovo, più giusto, più umano, più fraterno, più con Dio e più per l’uomo. Il cristiano ricorre soprattutto ai mezzi soprannaturali della preghiera e della fiducia in Dio, dell’amore fraterno che Gesù ci ha insegnato.
Ma nello stesso tempo lavora e si impegna nella trasformazione di questo mondo, mediante l’impegno politico concreto che ciascuno valuta nella sua coscienza.

Mi rallegro del fatto che questa società andalusa, che molti dentro e fuori disprezzano o sottovalutano, sia stata capace di un ribaltone di queste dimensioni, rompendo una inerzia quasi impossibile da superare.

In questo modo l’Andalusia si pone come pioniera di un cambiamento sociale che attendiamo nella società spagnola.
L’Andalusia ha una propria sensibilità, l’Andalusia sa ciò che chiede e dove va.
Stanca di promesse incompiute, che la tengono in coda in vari settori, chiede gridando di essere protagonista della propria storia e che non si contraddicano i suoi più nobili sentimenti.
  • Non si può continuare a contraddire la sensibilità di un popolo religioso e cristiano che chiede rispetto per le sue tradizioni religiose e che è disposto a rispettare gli altri.
  • Non si può continuare ad attaccare impunemente la libertà religiosa esigendo la proprietà pubblica della Cattedrale di Cordova (già Moschea) con sofismi che non convincono neppure quelli che li lanciano.
  • Non si può andare controcorrente cercando di costruire un mondo senza Dio, nel quale tutti hanno posto meno che il Dio che ha dato forma alla nostra storia.
  • Non si può fare a pezzi la Spagna, senza che questo abbia un prezzo politico.
  • Non si può pretendere di eliminare il diritto dei genitori a scegliere l’educazione che vogliono per i loro figli, introducendo leggi di ingegneria sociale che corrompono la persona e rovinano le coscienza.
  • Non si può eliminare la vita innocente all’inizio o alla fine della vita e per di più pretendere di essere votati. Gli andalusi sono sensibili a tutto questo e hanno voluto dire nelle urne quale è il futuro che chiedono per essi e per i loro figli.
Ora vengono le responsabilità di quelli che hanno ottenuto la fiducia degli elettori. Chiediamo a Dio e alla sua benedetta Madre che sappiano ben gestire il mandato di chi li ha votati e di tutta la società che debbono servire.
Non si tratta di una rivincita, si tratta di un rinnovamento e di una rigenerazione del nobile compito politico, liberandolo da ogni tipo di corruzione.
Non si tratta di protagonismo personale o di partito, bensì della cultura dell’incontro, del patto e del consenso per cercare il meglio a favore della società che servono.
Gli elettori dell’Andalusia hanno dimostrato di conoscere chi votano e, come oggi hanno provocato un ribaltone elettorale, così potranno ripeterlo se gli attuali eletti non sapranno gestire bene l’incarico ricevuto. Gli andalusi hanno fatto un passo storico per dire ai politici in che direzione vogliono costruire il proprio futuro e che non lo accettano come già costruito o decostruito.

Qualunque sia l’alleanza che realizzeranno i politici, incaricati dal popolo di governare, continueremo a ricordare loro la necessità di provvedere ai più poveri. Nella nostra provincia e nella nostra regione ci sono i quartieri più poveri di Spagna; tra di noi abbiamo il tasso più alto di disoccupazione, specialmente tra i giovani che devono emigrare per cercarsi un futuro dignitoso. Tra di noi si continua a eliminare la vita nel seno materno e si progetta di eliminarla nella tappa finale. Sulle coste dell’Andalusia continuano ad arrivare barche cariche di immigrati che richiedono un nuovo orientamento a livello europeo e mondiale. I genitori chiedono di essere ascoltati nella educazione dei figli, e questo non è possibile con una scuola “ unica, pubblica e laica” per tutti, come pretendevano i nostri governanti.

Sono molte le cose che debbono cambiare, e tutto non può essere fatto in un giorno. I nostri governanti – chiunque saranno – sappiano che la comunità cristiana prega per loro (come ha fatto e sempre continuerà a fare) affinché possiamo vivere in pace, affinché regni tra noi la giustizia sociale, affinché si provveda ai più poveri intorno a noi, affinché possiamo vivere la nostra fede cristiana rispettando chi non la condivide, affinché la persona sempre prevalga al di sopra di qualsiasi progetto. Che il ribaltone in Andalusia serva per una conversione a Dio e verso i fratelli, in questo prezioso tempo di avvento.

Ricevete il mio affetto e la mia benedizione,
+Demetrio Fernàndez, vescovo di Cordova
6 dicembre 2018 - Fonte: TotusTuus]

6 commenti:

Anonimo ha detto...

http://www.marcotosatti.com/2018/12/21/super-ex-i-silenzi-di-benedetto-il-silenzio-della-grotta/

Anonimo ha detto...

Ce ne fossero di questi vescovi!
Purtroppo, non so in Spagna, ma da noi non ne conosco...

irina ha detto...

Ieri sfogliando un vecchio libro dell'Einaudi di Roberto S. Lopez, La nascita dell'Europa, l'occhio mi è caduto sul titolo di un capitolo: Papi ferrei per un'età ferrea. Ed ho pensato a me, con una sede vacante in pectore. Onore al vescovo di Cordoba.

Anonimo ha detto...


C'è un vescovo coraggioso anche in Irlanda

Il governo irlandese sta procedendo a tappe forzate per render operativo l'aborto di Stato e gratis già a partire dalla prima settimana di gennaio del 2019. La legge relativa è stata definitivamente approvata in tempi piuttosto brevi. Sono stati respinti tutti gli emendamenti miranti ad ottenere l'inserimento della clausola della libertà di coscienza per tutti quei medici, infermiere, levatrici che non vogliono partecipare ad operazioni abortive. Nessuna libertà di coscienza per il personale medico dell'isola. Le rispettive associazioni nazionali non hanno fiatato ma diversi medici e altro personale hanno protestato contro questo modo di fare del governo. Sembrano essere una robusta minoranza.

La Conferenza Episcopale irlandese in un suo documento ha detto che la legislazione abortista "non può essere appoggiata". Mons. Kevin Doran in un'intervista allo Irish Independent (Independent.ie) del 10 Dec scorso (il più diffuso quotidiano irlandese) ha soggiunto che i vescovi volevano in realtà dire di più. Pertanto, ha incitato apertamente il personale medico cattolico contrario a questa legge ad unirsi e a "resistere a questa legge" anche se ciò dovesse comportare un conflitto con la legge stessa.
La motivazione dell'invito alla resistenza è ineccepibile.
"Diciamo esser un presupposto fondamentale [della convivenza] che i cittadini debbano obbedire sempre a una legge giusta. Ma la presente legge è ingiusta e quindi non ha forza morale".
Ciò che è di per sé ingiusto non può evidentemente obbligare. Il coraggioso vescovo ha anche incitato tutti gli insegnanti, anche i non cattolici, "i quali credono nel modo più assoluto che il feto non è un grumo di celle ma un essere umano" ad uniformare i loro insegnamenti a questa loro convinzione. INsomma, ad insegnare la verità sull'aborto. Ha esortato anche i lavoratori nell'industria farmaceutica a non collaborare alla produzione di medicinali impiegati nelle pratiche abortive.
Difficile valutare l'impatto di questa pubblica presa di posizione di mons. Doran. Comunque, almeno un vescovo si è esposto pubblicamente, incitando i cattolici e non solo a disapplicare una normativa così ingiusta e immorale.
Alle dichiarazioni del vescovo non sembrano esserci state particolari reazioni. Attualmente, il prestigio della Chiesa in Irlanda è molto basso.
Scotus

Anonimo ha detto...


Não estou a ver qual é a relação entre o artigo publicado e a fotografia que mostra um padre a celebrar a missa de sempre. Mons. Demetrio Fernández não é um bispo tradicionalista, é um bispo conciliar conservador. Não mais do que isto. Uma espécie de Burke local. Alguns dirão que é semple melhor do que nada…

mic ha detto...

Il Padre che calebra la Messa Antica è mons. Fernandez e nella sua diocesi le celebrazioni non mancano... essere troppo critci a volte stroppia.