lunedì 10 dicembre 2018

Un sacerdote in ginocchio tra i "gilets-jaunes"

Un'immagine che non ha bisogno di commenti e rappresenta tutti i sacerdoti, i religiosi, gli uomini e le donne di buona volontà che in questi tempi tremendi continuano a pregare per l'Italia, per la Francia, per l'Europa, per il mondo...

...Ma voi, o sacerdoti, perché non correte a piangere tra il vestibolo e l’altare, invocando la sospensione dei flagelli? Perché non prendete lo scudo della fede e non andate sopra i tetti, nelle case, nelle vie, nelle piazze, in ogni luogo anche inaccessibile, a portare il seme della mia parola? Ignorate che questa è la terribile spada a due tagli che abbatte i miei nemici e che rompe l’ira di Dio e degli uomini?... (San Giovanni Bosco, da un sogno profetico del 1870)

60 commenti:

Anonimo ha detto...

Non capisco il senso di questa immagine.

mic ha detto...

Peccato. Mi spiace per lei...

Rr ha detto...

Ho visto la foto ieri su FB, e mi sono commossa. C’è ancora un prete-prete a Parigi, non tutto è perduto la’ !
Sia lodato Gesù Cristo !

irina ha detto...

Dal Catechismo della Dottrina Cristiana di SAN PIO X

122 Che cosa significa comunione dei santi?
Comunione dei santi significa che tutti i fedeli formando un solo corpo in Gesù Cristo, profittano di tutto il bene che è e che si fa nel corpo stesso, ossia nella Chiesa universale.

401 E' grande la dignità del sacerdozio?
La dignità del sacerdozio è grandissima per la sua potestà sul Corpo reale di Gesù Cristo che rende presente nell'Eucarestia, e sul corpo mistico di Lui, la Chiesa, che governa, con la missione sublime di condurre gli uomini alla santità e alla vita beata.

402 Quale fine deve avere chi entra negli Ordini?
Chi entra negli Ordini deve avere per fine soltanto la gloria di Dio e la salute delle anime.

Grazie ! ha detto...

Che immagine meravigliosa !
Commovente questo cuore che prega , una candela accesa ! Grazie Signore perche' nei momenti di smarrimento susciti sempre un'anima che ci consola . E vestito da Tuo servo , per giunta !

Anonimo ha detto...

Sembra che il contrasto di inasprisca. Dicono che tra i gilets gialli circolano inviti ad usare le armi. Si aprono scenari imprevedibili e non è da escludere che il movimento spontaneo risenta di infiltrazioni strumentali che giustificherebbero una repressione di conio totalitario.
Che vogliano imporre l'eurogendfor? Del resto i blindati presenti a Parigi sabato scorso...
Ci vorrebbe un esercito di preti e fedeli che pregano in ginocchio!

mic ha detto...

Speriamo che la repressione strumentalizzata non serva a sventare la minaccia dei risvegli sovranisti temuti in occasione delle prossime elezioni... Gli scenari sono davvero imprevedibili!

Anonimo ha detto...

Treni bloccati in tutta la Germania: i ferrovieri scioperano con indosso gilet gialli
https://www.diariodelweb.it/esteri/video/?nid=20181210-534491

Anonimo ha detto...

Francia, Belgio, Olanda, Germania. Ora è il turno della Svezia. 1000 gilet giali svedesi davanti al Parlamento a Stoccolma protestano contro l'immigrazione e la povertà crescente. In Europa c'è una rivoluzione in corso contro l'UE, ma i media italiani non la stanno mostrando.

Scenari economici ha detto...

Gilets Jaunes Le élites commettono sempre gli stessi errori.

La storia dovrebbe essere maestra di vita. E invece gli uomini commettono sempre gli stessi errori.
Nel 1789 i clubs rivoluzionari erano visti come covi sovversivi, contenitori della feccia popolare. I pessimi consiglieri di re Luigi XVI caricarono più volte le folle ingaggiando una gendarmeria mercenaria proveniente da fuori. La corona e le élites dell’epoca, Nobiltà ed Alto Clero, fecero di tutto per osteggiare anche le minime e più ragionevoli rivendicazioni del popolo e della borghesia. Luigi finse e scappò, ma poi fu scoperto e tutti sappiamo come è finita.
Sono trascorsi più di due secoli da allora ma sembra che gli insegnamenti della storia non siano serviti a nulla.
Nella Francia del globalista Macron, insediatosi all’Eliseo appena un anno e mezzo fa, una fiumana di popolo si è ribellata alle élites finanziarie che governano il Paese proprio attraverso il rampollo dei Rothschild. Le istanze dei cosiddetti gilets jaunes (gilet gialli) sono più che ragionevoli e possono riassumersi fondamentalmente sotto tre aspetti: meno tasse, più lavoro e meno Europa. In fin dei conti, le stesse richieste popolari del 1789, con la differenza che all’epoca il “meno Europa” corrispondeva all’istanza di maggiore democrazia.
La Ue rappresenta dunque la nuova aristocrazia europea. E l’Ancien Règime, uscito dalla porta, è rientrato prepotentemente dalla finestra. Ma stavolta la dittatura delle élites è più forte e maggiormente radicata nei corpi intermedi della società. Detiene la ricchezza, i mezzi di informazione e il potere politico. Non è facile da individuare e sa camuffarsi da falsa amica del popolo. Esattamente come Macron ha fatto in Francia riuscendo a farsi eleggere Presidente della Repubblica.
Ma poi, ed anche ben presto, i nodi sono venuti al pettine. Centinaia di migliaia di artigiani, piccoli imprenditori, lavoratori sottopagati, insegnanti, professionisti e disoccupati hanno compreso l’imbroglio e vogliono porvi rimedio costringendo Macron alle dimissioni. Una speranza che andrà delusa perché il Presidente della Repubblica francese, dopo il suo discorso atteso per stasera, molto probabilmente rimarrà al suo posto.
Ma la partita è solo all’inizio. Luigi rimase re anche dopo la presa della Bastiglia. Perse la testa – nel vero senso della parola – solo dopo il precipitare degli eventi a causa della ottusità e dell’ostruzionismo delle élites, che tentarono di tutto per conservare uno status quo ormai sull’orlo del declino irreversibile.
Macron è sulla buona strada. Vedere degli inermi manifestanti colpiti a manganellate o con proiettili di gomma non è proprio sinonimo di democrazia. Così come sembra davvero strano (si fa per dire!) che tutti i ben pensanti della sinistra radical chic non abbiano preso posizione contro il loro amichetto Macron di fronte alla repressione, in stile “ghetto di Varsavia“, nei confronti di decine di liceali messi spalle al muro e mani dietro la nuca.
Insomma, se a picchiare sono gli amici global, il pericolo fascista improvvisamente scompare.
Il dato di fatto è che le élites commettono sempre gli stessi errori. Stavolta, alla richiesta dei popoli di tornare alla centralità degli Stati nazionali e delle loro Costituzioni democratiche, le élites spingeranno alla cieca verso il percorso opposto. E finirà male, molto male. Anche perché le élites mondialiste dei giorni nostri sono molto più feroci della vecchia, e in alcuni casi protettiva, monarchia assoluta settecentesca. Le attuali élites sono pronte a tutto pur di conservare il potere. Per questo il popolo dovrà essere ancora più intransigente. Insomma, è iniziata la guerra del Terzo Millennio: popoli VS élites!
Giuseppe Palma

Anonimo ha detto...

Come il primo commentatore, anch'io rimango perplesso di fronte all'immagine del sacerdote che s'inginocchia. Ma voi davvero credete che da un movimento "pre" o "para" rivoluzionario come quello dei "jilets jeunes", spuntato peraltro all'improvviso in un paese ateo se non anti cattolico come la Francia, un Paese di cultura intrensicamente giacobina, potrà venire qualcosa di buono, non dico per la Chiesa di Francia - quel che rimane di essa - ma per la Nazione e per l'Europa intera!?

In tutta franchezza, credo che da questo movimento, seppure portatore di istanze a prima vista condivisibili, non verrà sul medio periodo nulla di buono e/o di utile.

Pertanto mi sfugge sia l'utilità di questo articolo sia l'appoggio dato a questo movimento transalpino. Scusate se mi sono permesso, ma a volte rimango piuttosto sorpreso di certe posizioni che non mi so spiegare.

Vedo sulla piazza, anche quella mediatica, tanti "agitatori" (sarebbe più appropriato non adoperare le virgolette, perché tali si stanno dimostrando), i quali solo apparentemente si mostrano come difensori di istanze - anche cattoliche - che col solo sentimento si sarebbe portati ad abbracciare. Eppure, valutando e ponderando con più calma e raziocinio, essi si stanno rivelando, e sempre più si dimostreranno, come degli autentici bluffatori, i quali abbindoleranno purtroppo una gran massa di persone, che rischiano di farsi male inutilmente.

Detto questo, esauritosi qui il mio compito, non posso che osservare attonito ed offrire di più e meglio. Questo è davvero molto più complicato; almeno per me.

Anonimo ha detto...

"Jilets jeuenes" ho scritto di fretta. Non "giovani" ma "gialli". GILETS JAUNES.

Anonimo ha detto...

Vivo in Francia da circa 15 anni e vi dico che stampa e TV non vi raccontano come stanno esattamente le cose

Vivo in Francia da circa 15 anni e vi dico che stampa e TV non vi raccontano come stanno esattamente le cose. Si vuol far passare questo movimento di protesta come persone che non vogliono un cambiamento sulle politiche dei carburanti. Le proteste non sono solo per l'amento del prezzo del diesel ma bensì sull'attacco portato avanti dal governo sul potere d'acquisto. Il diesel è aumentato finora del 27%, un nuovo aumento ci sarà a gennaio e poi ogni sei mesi fino al 2021 ( fine del mandato di Macron ). Tra l'altro dei 15 miliardi di introiti in più, solo 3 andranno alla transizione ecologica.

Il passaggio di proprietà è aumentato del 13%, il controllo tecnico del 100% e le multe del 130%. A proposito delle multe voglio dirvi che il governo ha liberalizzato l'attività. Non ci sono solo i poliziotti e i gendarmi a fare le multe ma anche i privati ed ecco perché un aumento (in euro) del 130%. Tra l'altro queste aziende cercano personale, ti danno un auto provvista di radar e tu devi circolare, seguendo un itinerario, per 8 ore rispettando i limiti di velocità. A fine giornata la società scarica i dati e invia le multe. Stipendio 1.600€ al mese netti.
Ovviamente l'aumento dei carburanti genera un aumento dei trasporti e quindi dei prodotti. Verrà introdotta nel 2019 la eco-tax che riguarderà tutti i camion, non solo i TIR che circolano su autostrada ma tutti.

Le tasse sulle pensioni sono aumentate mentre è stato abolito il contributo di solidarietà pagato dai più ricchi. Era stato promesso il taglio dell'imposta sulla casa che poi è stato ritirato. E' aumentato il prezzo delle assicurazioni, energia, medicinali, ecc, ecc. E' stato ridotto da 1000€ a soli 100€ il contributo per cambiare gli infissi nelle case piu vecchie. Il contributo per i pannelli solari non esiste piu e la chiusura delle centrali nucleari piu vecchie posticipato al 2035.
Per farla breve, Macron sta facendo in Francia quello che Monti ha fatto in Italia cioè attaccare il potere d'acquisto per creare disoccupazione e far scendere i salari. Altro che ecologia.
https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=61277

sursum corda ha detto...

Probabilmente lei è senza FEDE

Anonimo ha detto...

Uno che sembra un prete, che se ne sta in ginocchio. Ma con le mani in tasca. Immagine che non mi piace, equivoca.

mic ha detto...

Macron dpo l'incontro con i gilets-jaunes

https://www.ilmessaggero.it/mondo/macron_gilet_gialli_salario_minimo-4163711.html

Anonimo ha detto...


Un paragone azzardato anche se l'analisi è buona

Il paragone fra Luigi XVI e Macron mi sembra alquanto azzardato, dell'intervento sembra comunque valida la parte dedicata all'analisi della situazione presente.
Luigi XVI era in realtà sensibile agli ideali e alle mode umanitarie e potenzialmente democratiche del Secolo dei Lumi, detestava l'uso della forza (grave errore in tempi di rivoluzione); venne a modo suo incontro alle esigenze popolari (della borghesia avanzante) concedendo un'esiziale riforma costituzionale: il passaggio, negli Stati generali, dalla votazione per stati o ceti (clero, nobiltà, borghesia) alla votazione per testa o individuale, che avrebbe favorito i borghesi largamente maggioritari. Così cominciò il processo rivoluzionario, inizialmente fra il tripudio dell'opinione pubblica "illuminata" che vedeva via via aboliti dalla maggioranza secolari privilegi medievali, del clero e dei nobili (molti dei quali votarono per l'abolizione). Ma poi l'Assemblea si autoproclamò "assemblea costituente" per cambiare la costituzione e il regime della Francia, iniziando la rivoluzione vera e propria, insomma iniziando un processo che sfuggì di mano, in primo luogo al re e a coloro che parteggiavano per lui; un processo che provocò l'ostilità di tutta l'Europa, si orientò contro la religione, e nel cui ambito balzarono di colpo in primo piano fanatici capipopolo fin allora sconosciuti: i Danton, i Robespierre, i Saint-Just, i Marat...
L'ideologia dei rivoluzionari era stata ben forgiata nei decenni precedenti, pensiamo solo all'influenza di un Rousseau, pensatore politico (e scrittore) di notevole caratura, comunque lo si voglia giudicare. Oggi ci troviamo in una fase ancora magmatica anche perché il movimento di opposizione, che si sta faticosamente delineando in tutta Europa, agisce soprattutto per istinto, sulla spinta di una situazione divenuta (anche moralmente) intollerabile, ma sembra mancare ancora di una visione organica, di una "dottrina", anche non rigida. Fa ancora molte concessioni ideologiche all'avversario. P.e. non proclama che la c.d. "emigrazione" deve finire, punto e basta. E i figli di cui abbiamo bisogno non devono venire dall'Africa ma devono tornare a farli le donne europee. Né affronta di petto il problema dell'aborto e dei costumi. L'opposizione è ancora costretta a mezze verità ma forse lentamente verrà a chiarire quelli che devono essere i suoi veri obiettivi. A quel punto, tuttavia, il pericolo di guerre civili sarà reale.
H.

irina ha detto...

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=61318

Da Parigi a Roma: dare voce ai corpi intermedi
di Mario Bozzi Sentieri - 10/12/2018

Tra le tante chiavi di lettura della rivolta dei “gilet jaunes”, l’analisi di Toni Negri, intervistato, su “HuffPost”, da Angela Mauro, offre una prospettiva inusuale e – come vedremo – con delle ricadute immediate sulla nostra realtà nazionale. Macron – secondo Negri – perde nei consensi e rischia di portare alla disintegrazione la stessa Francia perché “ha distrutto i corpi intermedi” , ritrovandosi senza possibilità di mediazione.
L’attacco ai corpi intermedi è storia vecchia. Senza andare alle origini dello Stato borghese, frutto della Rivoluzione dell’’89 e delle sua volontà di azzerare ogni “intermediazione” tra individuo e Stato, è sufficiente considerare, lungo tutto il Novecento, lo storico confronto tra due idee di capitalismo, con da una parte il “neoamericano”, fondato sui valori individuali, sulla massimizzazione del profitto a breve termine, sul potere finanziario, e dall’altro il “renano” incardinato sull’economia sociale e di mercato, sul consenso sociale, sulle prospettive a lungo termine.
Per Margareth Thatcher, paladina del primo “modello”, “la società non esiste”. Più precisamente: "Non esiste una cosa come la società. Ci sono uomini e donne, e le famiglie". Su questa idea la Thatcher costruì il suo successo e fece proseliti. Macron forse ne è l’ultimo epigono. Matteo Renzi, il penultimo, ci aveva provato con la sua riforma costituzionale, poi sconfitta per volontà popolare, figlia dell’idea di una confusa volontà “disorganizzatrice” (nel segno dei “poteri forti”) delle istituzioni e del Corpo Sociale (con l’attacco alle autonomie locali e alle identità diffuse).
%segue

irina ha detto...

%segue:
Con queste esperienze alle spalle e con una Francia, ancora dilaniata dalla rivolta, l’idea di Matteo Salvini di riabitare l’utilità del “dialogo con i corpi intermedi”, va visto come un segnale in controtendenza, rispetto alla volontà di “disintermediazione” che ha segnato l’ultimo decennio italiano e non solo. L’incontro al Viminale tra lo stesso Salvini e le associazioni d’impresa, che, giusto una settimana fa, si erano date appuntamento contro il governo, è qualcosa di più che un atto di buona volontà tra le parti.
Lo ha detto lo stesso Salvini, ospite di Mezz'ora in più : "Ascoltare è fondamentale, io ho bisogno di incontrare i corpi intermedi, serve l'ascolto". Lo ha confermato il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, all’uscita dall’incontro, parlando di un rapporto “riallacciato”.
L’augurio è che, al di là delle buone intenzioni, si passi dalle parole ai fatti. E non solo per “concertare” possibili integrazioni alla manovra finanziaria. La questione è “strutturale”, come dimostra l’attuale rivolta dei “gilet jaunes”, frutto proprio delle debolezze, non solo genericamente politiche, del Presidente Macron, e della volontà di “disintermediare” i rapporti tra Stato e cittadini, “liberando” il cittadino dai “vincoli” tradizionali e rendendolo formalisticamente uguale al suo simile (gli stessi diritti/gli stessi doveri), ma sostanzialmente più debole, come lo sono la massa di “dimenticati”, evocata da Salvini. E poi, ancora più al fondo, c’è l’idea del laisser faire, laisser passer, con la precarietà di massa ed uno “smarrimento” spirituale e sociale dai costi esistenziali e materiali altissimi.
Ecco il senso di una buona battaglia da combattere a livello culturale e ben oltre le vecchie appartenenze (di destra e di sinistra), per provare a ricucire gli strappi di una società lacerata che chiede di “ricomporsi” e che ha perciò bisogno di ritrovare i luoghi spirituali e fisici della sua identità. Non tanto – sia chiaro - per “concertare” genericamente, come è avvenuto nel passato. Ma per costruire luoghi istituzionali in cui riannodare il confronto vivo con le forze sociali, con le categorie sociali, con l’associazionismo diffuso. E’ – in fondo la nuova dimensione populista: un invito a ritrovare fisicamente il Paese reale, le sue domande e le sue aspettative, le sue competenze e le sue speranze, per dargli piena e consapevole voce.

Anonimo ha detto...


"I blindasti presenti a Parigi..."

Dovevano essere le autoblinde leggere in dotazione alla polizia. Ce l'ha anche
la polizia italiana. Non erano carri armati. Macron s'era messo paura,
temeva forse una assalto in piena regola ai palazzi del potere come nel
1934, estrema destra ed estrema sinistra coalizzate volevano far la festa ai
deputati.

Anonimo ha detto...


"ritrovare fisicamente il paese reale, le sue domande le sue aspettative etc"

Giusto. Ma di quale "fisico" stiamo parlando, vista la denatalità che affligge l'Italia, una delle più basse al mondo (1,3)? Il femminismo sta facendo il deserto, come da copione del resto. A parte la battuta, il problema da noi, in Italia, non è solo quello di "mettersi in ascolto" (ricorda qualcosa, dalle parti del Vaticano?) per trovare "un percorso comune" con le realtà minori o locali o autonome che dir si voglia. O meglio, non è questo il problema principale.
Il problema principale da noi è che abbiamo uno Stato che non funziona perché vittima di una Costituzione nata vecchia e nata male in nome dell'antifascismo, che ha voluto ritornare a un parlamentarismo di tipo ottocentesco, con un esecutivo debole (vittima designata dei partiti) e favorendo in modo sbagliato le realtà locali (le regioni fotocopia istituzionale del sistema parlamentare, con tutti i suoi limiti). Una delle poche forme centralizzate di istituzione funzionante era la Protezione Civile sotto Bertolaso e l'hanno alla fine distrutta regionalizzandola, appunto.
Il problema fondamentale in Italia resta la riforma costituzionale, sempre fallita per l'opposizione dei soliti noti.
Per certi aspetti di autonomia in Italia ce n'è anche troppa. Lo dimostrano le vicende della TAV e dell'Oleodotto in Puglia, opere necessarie, bloccate dall'anafalbetismo antiindustriale dei Grillini ma grazie all'azione dei poteri locali, che possono bloccare tutto, anche imprese di lavoro strategiche per l'Italia, senza che le autorità centrali possano intervenire. Questa palla al piede le altre nazioni ce l'hanno? Qui c'è poco da "mettersi in ascolto", occorre togliere alle regioni i poteri troppo ampi di cui dispongono.

La riforma costituzionale e la riforma morale (no con la forza delle leggi alla rivoluzione sessuale in tutte le sue forme) sono problemi di fondo (dei quali mi sembra molti non si rendano conto) ai quali si sovrappongono le gravi istanze del momento, dall'invasione extracomunitaria islamica e non ai rapporti difficili con Bruxelles, grazie alle quali istanze preme su di noi la situazione mondiale, che vede un assalto indiscriminato e globale alle etnie bianche euroamericane (in abissale crisi di identità, del resto) e ai valori che esse hanno rappresentato (assalto condotto dal "Terzo Mondo" con la complicità delle élites neoilluministe, disancoratesi dalle loro etnie (dai rispettivi popoli), che vogliono consegnare agli invasori per malsana ideologia do-gooder e per mantenere il potere politico-finanziario).
Z.

viandante ha detto...

Comprendo e in parte condivido certe perplessità su questo movimento dei giubbotti gialli, ma purtroppo a volte più che sui dettagli (spesso tra loro contradditori) può essere utile, o forse si dovrebbe avere una visione generale della situazione, che in questo caso potrebbe riassumersi nel detto "a furia di tirare ad un certo punto la corda si spezza": non si possono opprimere i cittadini all'infinito senza che prima o poi ci sia una reazione, grande o piccola a dipendenza di vari fattori.
In questo senso sapere che questo regime totalitario - nonostante la propaganda lo descriva come democratico (e ce ne sono molti di questi Stati nella "democratica" Europa)- inizi ad essere energicamente combattuto, non può che suscitare anche qualche speranza. Preghiamo e speriamo piuttosto che la regia di questi movimenti sia vigorosamente assunta dalla divina Provvidenza! Altrimenti anche questa rivoluzione non sarà indolore. In questo senso apprezzo la preghiera del sacerdote.

Anonimo ha detto...

http://www.lanuovabq.it/it/gesu-e-evaporato-cosi-il-vescovo-distrugge-il-miracolo

I cattolici di Buffalo sono sbalorditi dal sapere che il loro vescovo potrebbe aver deliberatamente distrutto un'Ostia forse protagonista di un miracolo eucaristico. La particola è caduta accidentalmente durante la messa e il parroco l'ha raccolta e, dopo averla immersa nell'acqua, l'ha custodita nel tabernacolo. Dopo quache giorno l'Ostia che si stava sciogliendo era macchiata di rosso. Ma il vescovo ha dato l'ordine di cestinare il tutto perché "Gesù ormai non c'è più". E a quel punto i fedeli sono insorti.

Anonimo ha detto...

Al perplesso delle 20.43

Certo potrebbe non portare niente di buono, ma lei ha qualche ricetta invece di restare attonito a guardare? L'Europa è sull'orlo di una guerra, non so se la III GM o altro, ma il malessere è generalizzato e la gente non ne può più del PC e dell'accoglienza comunque e dovunque, ci siamo riempiti di milioni di mussulmani che sperare che si integrino nella nostra cultura, è come dire che i gilet jaunes sono di ispirazione cattolica, vero che la nostra più che sacra Costituzione andrebbe riscritta quasi in toto, ma non avete calcolato lo strapotere delle toghe rosse, dell'ANPI e di tutti gli Antifa che pullulano nel paese e poi, siamo sinceri, conta molto la nostra disonestà, la corruzione e il vizio di fregare lo stato perché ci si crede furbi, evasori fiscali seriali, menefreghisti del bene comune e poco inclini all'onestà intellettuale, finirà male : Macron ha fatto promesse che difficilmente potrà mantenere e che costerebbero allo stato tra i 13/15 mld. di euro e per come sta messa la Francia, da 10 anni con sforamenti del debito vs. Pil da far impallidire e arriverebbero allo sforo del 4%, a questo punto vorrei vedere se partirà finalmente contro di loro la procedura d'infrazione,a noi sempre minacciata per la metà 2,4% ; al momento i crucchi sono abbastanza tranquilli, ma non durerà, non resta che affidarsi alla Madonna.

Anonimo ha detto...

I GILET GIALLI TRA I LORO 25 PUNTI HANNO ANCHE QUESTO:
Françafrique: Cesser les pillage et les ingérence politique et militaire. Rendre l’argent des dictatures et les biens mal acquis au peuples africains. Rapatrier immédiatement tous les soldats français. Mettre fin au système du FCFA qui maintient l’afrique dans la pauvreté. Tisser des rapport d’égal à égal avec les etats africains.

Anonimo ha detto...

“La riforma costituzionale e la riforma morale (no con la forza delle leggi alla rivoluzione sessuale in tutte le sue forme) “

Se si tratta di mettere fuori legge l’aborto e i matrimoni gay e queste cose qui penso che sia fattibile. Spingersi oltre, ne dubito.

Roberto Marchesi

Rr ha detto...

Anonimo 20.43, DC di ritorno o Piddino infiltrato ?

Anonimo ha detto...

Gli occhi dell'humunculus velano la paura del tiranno

Guardando anche solo per qualche istante il volto, gli occhi, di Macron nel discorso di ieri alla Francia in rivolta, è impossibile non cogliere un misto di terrore e follia.
Il prodotto da laboratorio pensava di essere intoccabile, proprio perché "costruito" in laboratorio, un Frankenstein della politica alambiccato dai poteri che muovono il mondo oggi, come ebbi a dire nei giorni della sua elezione.
Non se lo aspettava. Del resto, nessuno se lo aspettava.
Probabilmente adesso è semplicemente un omuncolo lasciato solo: e ha paura. Perché hanno paura quelli che si sono alleati con lui. In Francia, in Europa.
E in Italia: avete fatto caso che i suoi ammiratori e alleati, sbaciucchiatori vri, sono tutti muti?
Come tutti i tiranni di carta di tutti i tempi, dinanzi alla rivolta popolare, ha promesso le noccioline.
E le ha promesse tramite la violenza di forze paramilitari di non chiara provenienza (o forse chiarissima).
Questo è un momento storico: infatti, se la rivolta rientra, vuol dire che i francesi hanno fatto tutto questo per le noccioline.
Se invece così non è... Credo che potremmo essere alla vigilia di un incendio incontenibile, che travalicherà seriamente anche i confini francesi.
Se così fosse, l'obbiettivo non sarebbe più certo l'homunculus Macron: sarebbe l'UE.
Dovremmo gioirne immensamente.
Eppure... qualcosa mi rende inquieto. Dove erano tutte queste persone che anche eroicamente stanno affrontando da giorni il freddo e le forze armate negli anni precedenti?
Cosa è veramente accaduto in Francia da giustificare tutto questo contro Macron e non contro Hollande, per esempio?
Chi muove tutto questo?
Non credo che queste mie domande, questi miei timori, siano infondati. Eppure... prego Dio che sia l'inizio di una marea montante che travolga l'homunculus e tutta l'UE e tutti i loro servi.
Anche in Italia. Anche a Roma! Anche a Roma.
Ma... per ora, la verità è che non lo possiamo sapere.
Questi giorni saranno decisivi per vedere e capire.
Se è tutta una finzione, o se siamo alla vigilia della grande Storia. (Massimo Viglione)

irina ha detto...

Anch'io ho, per un attimo, pensato ad una scena madre sul palcoscenico del mondo. Ne dubito però per un motivo, sarebbero talmente tante le variabili messe in gioco per un colpo di scena soltanto, che farlo sarebbe follia.

Anonimo ha detto...

Non è Beirut, non è Il Cairo, ma Parigi. Le immagini di sabato della manifestazione dei gilet gialli evocano moti di piazza della primavera araba o delle proteste di nazioni non considerate all’avanguardia nei diritti civili. Accade nella democratica Francia del presidente MACRON, che a ogni occasione impartisce lezioni di democrazia a tutti. Non solo all’Italia del governo M5s-Lega, ma anche agli Stati Uniti di Trump e alla Russia di Putin.
A Parigi 1700 arresti, come nei peggiori regimi
http://www.stopeuro.news/macron-fa-i-complimenti-alla-polizia-per-la-lezione-ai-gilet-gialli-1700-arresti/

Anonimo ha detto...

‪Le saviez-vous ? L’immigration engendre chaque année un déficit de 12,2 milliards pour la France. Une chance ?
Alexandre Del Valle

Anonimo ha detto...

Dopo gli annunci di Macron il governo francese stima il rapporto deficit/pil al 3,4% per il 2019. Ripeto trevirgolaquattropercento.

Spread francese immobile, Kommissari Europei muti, giornaloni ufficiali accondiscendenti.

Per l'Italia sono mesi che ci fracassano i maroni con lo zero virgola e poi arriva la Francia e di botto si permette di sforare il deficit a questi livelli?

L'Europa è proprio la novella edizione dell'Unione sovietica. E' L'UERSS: dove conta solo l'appartenenza ai circoli tecnocratici ed elitari. Se ci sei dentro tutto va bene, ma guai ad esserne fuori.

Anonimo ha detto...

Spari in un mercato di Natale a Strasburgo, in Francia. Almeno 2 morti e 11 feriti è l'ultimo provvisorio bilancio della prefettura. Secondo il municipio, si tratterebbe di un attentato. Il killer è ancora in fuga. L'area intorno al centro storico è stata blindata. Il Comune di Strasburgo invita la cittadinanza a restare chiusi dentro casa.
Attendiamo di scoprire l'identità dell'attentatore, massima incertezza.... forse buddista ?

Anonimo ha detto...

Un utile e puntuale attentato.
Un mezzo di distrazione di Massa?

Anonimo ha detto...

"Dopo l'attentato di Strasburgo, Macron avrà il pretesto per indire misure di sicurezza straordinarie e proibire le manifestazioni in piazza. Potrà fare della Francia uno Stato di polizia. Serviva un modo per uscire dall'angolo. Il sistema glielo ha fornito."

Anonimo ha detto...

CENSURATO da tutti i Tg italiani: ecco a voi l’Eurogendfor, quella che avremo in Italia tra pochi anni al posto dei Carabinieri.
Proiettili di gomma sparati indiscriminatamente ad altezza d’uomo su manifestanti pacifici. La repressione autoritaria del dissenso non sta avvenendo nella Siria di Assad o nella Russia di Putin. Sta avvenendo nella Francia di Macron nel silenzio generale dei media italiani.

Japhet ha detto...

Ma è vero che oggi a Strasburgo dovevano arrivare les gilets-jaunes?
L'ho letto su Fb ma manca la fonte.
Qualcuno ha notizie attendibili?

Anonimo ha detto...

“Condannato venti volte”! È chiaro che con questa “democrazia” ci annienteranno! Noi li ospitiamo, li ingrassiamo e dopo che ci uccidono gli forniamo anche il difensore d’ufficio!!! Evidentemente è una linea autolesionista e va rivista!

Anonimo ha detto...

E così faccia di bronzo Tajani può dire: "Serve una FBI europea contro il terrorismo". Ma di fermare l'invasione non se ne parla....

Anonimo ha detto...

LA FRANCIA SÌ, L’ITALIA NO!
Da Geopoliticalcenter
“Pierre Moscovici ha rilasciato ieri una intervista a Le Parisien. Se non l'avete letta, trovate il link in fondo alla pagina, tuttavia vi anticipiamo qui i contenuti salienti. Ve lo anticipiamo, l'articolo è paradossale, quanto prevedibile. A partire dal titolo.

" Pierre Moscovici et le budget de la France : «Dépasser la limite de 3% peut être envisageable»"

Avete letto bene, in merito al "nuovo" budget della Francia, il limite del 3% è superabile. Non ha detto, possiamo avvicinarci al 3%, oppure possiamo uguagliarlo. Moscovici ha detto: I francesi posso superarlo. Certo, corre immediatamente a sottolineare due cose:
1) l'importante è non superare il 3.5% su base annua;
2) no, tranquilli, se pensavate già a due pesi due misure, non agitatevi. L'Italia è tutta un'altra storia, non paragonabile alla Francia. Moscovici sottolinea << [...] Ce sont nos règles, et rien que nos règles. >>. Regole, le nostre, solo regole. E infine annuncia: l'Italia è una sorvegliata speciale DA ANNI, la Francia no. ***
L'ultimo corollario è : italiani, non importa quanto simili i vostri problemi possano essere a quelli del resto d'Europa, perché voi italiani sarete sempre un po' più diversi.”
Insomma, ci additano quali razzisti, perché vogliamo (proprio come fanno loro!) difendere le nostre frontiere e a livello europeo le vittime del razzismo siamo noi.
Quanto ancora dovremo aspettare affinché i nostri politici si decidano a togliere il cappio dal collo al Paese?

http://m.leparisien.fr/economie/pierre-moscovici-et-le-budget-de-la-france-depasser-la-limite-de-3-peut-etre-envisageable-11-12-2018-7966302.php

Scenari economici ha detto...

L’Unione europea è una barzelletta. Peccato che, invece di ridere, qui c’è da piangere.
Il governo italiano aveva presentato in ottobre alla Commissione europea una prima versione della legge di bilancio che stimava, per il 2019, una previsione del 2,4% del rapporto deficit/pil.
Apriti cielo! Il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici ci ha messi al muro e, insieme a Juncker e agli altri commissari, ci ha bocciato la manovra paventando la procedura di infrazione se non ci fossimo adeguati ai loro diktat, cioè scendere quantomeno sotto il 2%. Spread oltre i trecento punti base e tutti i media contro. Stava per ripetersi la stessa sceneggiatura da colpo di stato in stile 2011.
Ma poi il governo Conte ha iniziato ad ammorbidire i toni (inizialmente Salvini e Di Maio si erano invece detti più volte inamovibili) e lo spread è sceso. Ora il ministro dell’economia Giovanni Tria sta trattando con la Commissione un 0,2% in meno, ma Moscovici ci vuole comunque sotto il 2%.
Nel frattempo la Francia di Macron, che per il 2019 aveva previsto un rapporto deficit/pil del 2,8%, si è vista travolta dalla rabbia popolare dei gilet gialli. Dopo due settimane di proteste alla fine Macron ha ceduto ad alcune delle richieste economiche e sociali avanzate  dal suo popolo, e molto probabilmente il rapporto deficit/pil della Francia sarà – per il 2019 – ben superiore al 3% (si parla di 3,4%).
Cosa farà la Commissione europea di fronte allo sforamento francese? Assolutamente nulla. E non perché il commissario europeo agli affari economici sia francese, ma perché la Francia è il cuore politico della Ue e Macron è un prodotto di Attali e dei Rothschild. Insomma, è uno di loro. Non sentiremo mai esponenti della Commissione minacciare la Francia che “i mercati insegneranno ai francesi come votare”. Tra cani non ci si mozzica mai!
Ora, di fronte al trattamento “figli e figliastri”, l’Italia dovrebbe interrompere le trattative con gli aguzzini di Bruxelles e mantenere la linea del Piave del rapporto deficit/pil al 2,4%. La legge di bilancio è già stata approvata dalla Camera dei deputati a saldi e misure invariate (cioè prevede ancora il 2,4%), quindi eventuali accordi a ribasso con Bruxelles troverebbero ingresso nelle modifiche al Senato.
Giuseppe Palma

mic ha detto...

Figli e figliastri è un problema politico. Ma non bastano più le diplomazie....

Anonimo ha detto...

Attention : le Pacte de Marrakech incite les médias à combattre et limiter tout discours hostile à l'immigration, sous peine d'être privés de financement public.
Alexandre Del Valle

https://www.alexandredelvalle.com/single-post/figavallevoxlexandre Del Valle

irina ha detto...

Il problema, come ha detto Bagnai in una intervista a radio Padania che segnalai di seguito ad una segnalazione di mic su un'intervista a Savona, è politico, non
economico.
Credo che ci venga richiesto un atto di sudditanza, un omaggio, qualcosa del genere.
Per me possono aspettare a lungo.
Non avrai altro Dio fuori che me. Mi è chiarissimo.

Catechismo S.PioX:

35) E' utile fare il segno della Croce?
E' utilissimo fare il segno della Croce spesso e devotamente, perché è atto esterno di fede, che ravviva in noi questa virtù, vince il RISPETTO UMANO e le TENTAZIONI, e ci ottiene grazie da Dio.

Allora facciamolo i segno della Croce! In particolare quando ascoltiamo o leggiamo le stravaganze europoidi.

Anonimo ha detto...

http://l.leparisien.fr/RDq-1

Attaque de Strasbourg : ces intox et théories du complot qui pullulent chez les Gilets jaunes

Japhet ha detto...

«Mi rifiuto di pensare che Bruxelles apra un fronte italiano per uno zero virgola, il giorno dopo l'annuncio del presidente pro tempore Macron di spendere miliardi e miliardi per placare le proteste di piazza. Sarebbe inaccettabile un atteggiamento diverso per Parigi e per Roma. Non voglio pensare a due occhi chiusi a favore di Macron e a sanzioni incredibili e impensabili nei confronti dell'Italia. È un'ipotesi che non prendo nemmeno in considerazione». Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, in una conferenza stampa in Israele.

Anonimo ha detto...

Se impoverisci le classi medie e le fai precipitare nella povertà questo è quello che succede. Gli inglesi hanno fatto un referendum, gli italiani hanno cambiato linea politica, i francesi sono scesi in piazza a spaccare tutto. Ogni popolo si è espresso in linea con le sue tradizioni. Come diceva Guglielmo di Occam gli enti non sono da moltiplicare senza necessità: la situazione attuale si spiega molto bene senza ricorrere a complotti.

mic ha detto...

Anonimo illustra la situazione dalla parte del popolo... ora resta da vedere cosa s'inventeranno le élites tecnocratiche!

Anonimo ha detto...


Le concessioni a Macron dovrebbero avvantaggiarci nel senso di render possibile l'acccordo con la CE sulle riduzioni di spesa proposte dal governo italiano.

Sul Sole 24 Ore si spiega che la Francia ha un debito pubblico inferiore al nostro e un maggiore tasso di sviluppo nonché una stabilità politica (repubblica presidenziale) che noi non abbiamo. Sono tutti argomenti che hanno un riscontro oggettivo anche se possono essere usati pretestuosamente a nostro svantaggio. Ad ogni modo, secondo il giornale, Tria sta trattando avendo portato il rapporto PiL/Deficit al 2%, scendendo cioè di O,4 punti, in pratica tagliando alcuni miliardi. Sarebbe buona cosa se si raggiungesse l'accordo con la CE su queste cifre (non dimetichiamoci dei mercati). Concedendo lo "sforamento" a Macron, Bruxelles avrebbe meno alibi a mantenere la pristina durezza nei nostri confronti. Il 2% dovrebbe andarle bene.
A parte la CE più o meno prevenuta nei nostri confronti, le riforme messe in cantiere dal presente governo ce l'hanno una copertura finanziaria decente?
Non mi dimenico che, prima delle elezioni, il c.d. reddito di cittadinanza (che ora sembra diventato la nuova linea del Piave contro la burbanza di Bruxelles)prima delle elezioni venne ampiamente sberteggiato su questo blog quale ennesima trovata della sgangherata politica italiana di "riforme" basate sull'assistenzialismo creatore di parassitismo sociale invece che di effettivo sviluppo delle forze produttive.
Z.

Anonimo ha detto...

Alors que Castaner fait arrêter préventivement des gilets jaunes pacifiques, il laisse en liberté des islamistes "fichés S" qui tuent et sèment la terreur.

Anonimo ha detto...

L'attentato di Parigi riapre il dibattito sul fronte Sicurezza. La ferocia con cui ha colpito Cherif C. ha fatto nuovamente piombare l'Europa nel terrore. Ancora una volta la polizia e i servizi di intelligence francesi hanno mostrato falle nella gestione della sicurezza interna. Il terrorista che ha colpito aveva alle spalle già almeno 20 condanne alle spalle. Era anche radicalizzato e tenuto d'occhio dai servizi di intelligence. Ma non è bastato "monitorare": l'uomo ha colpito. E così anche in Italia sale nuovamente l'attenzione sul fronte terrorismo. Il ministro degli Interni, Matteo Salvini è stato molto chiaro: "Per quel che riguarda l’Italia - la mia testa e il mio cuore da ministro è lì - questa mattina si riunisce d’urgenza il comitato di analisi e strategia: c’è situazione di massima attenzione da Nord a Sud per tutti i radicalizzati e i terroristi estremisti di ritorno perchè son stanco solo di pregare".

Poi il titolare del Viminale ha anche parlato del tema dell'immigrazione legato anche al terrorismo che spesso sfrutta i flussi in entrata per mimetizzare i jihadisti: "Rifletta in Europa chi parla di porte aperte e porti aperti: casa mia e il mondo sono aperti alle persone per bene; chi porta violenza e distruzione non deve avere nessun tipo di compassione e ospitalità". Infine tende la mano ai francesi: "Siamo a disposizione delle forze francesi per qualunque scambio di informazioni e intervento possibile".

http://m.ilgiornale.it/news/2018/12/12/salvini-dopo-la-strage-rifletta-chi-vuole-le-porte-aperte/1615230/

Anonimo ha detto...

C’È DEBITO E DEBITO
Italia? No, è la Francia il Paese più indebitato dell’area euro
- di Vito Lops31 agosto 2017

Nella classifica del debito pubblico in rapporto al Pil (che in Italia fa 130%, in Francia e Usa 100%, e nella media dell’Eurozona 90%) l’Italia ne esce, da tempo, come tra le economie più “a leva” del pianeta. Ma se si amplia lo sguardo al debito aggregato, ovvero ai livelli di indebitamento di tutti gli attori economici (Stato, imprese, banche e famiglie) l’Italia si rivela d'emblée un Paese nella media, senza grossi problemi di debito.
Sempre seguendo questa classifica - che però al momento non fa parte delle griglie con cui l’Unione europea giudica l’operato dei suoi membri - si scopre che è la Francia il Paese più esposto finanziariamente; il Paese che ricorrendo al debito sta vivendo l’oggi più di tutti con i mezzi del domani. È vero, il debito pubblico in rapporto al Pil è più contenuto rispetto all’Italia ma se si somma l’esposizione delle società (circa 160% del Pil), delle banche (90% ) e delle famiglie (60%) vien fuori che il sistemaFrancia viaggia con una leva enorme, che supera il 400% del Pil, pari a 9mila miliardi di debiti cumulati. L’Italia, sommando tutti gli attori economici, supera di poco il 350% a fronte del 270% della Germania.

Questi numeri devono far riflettere, in particolare i tecnocrati europei che elaborano le soglie che stabiliscono se un Paese è virtuoso o no. Ignorare - o non pesare come probabilmente meriterebbe - il debito privato è un doppio errore. Sia perché c’è una stretta correlazione storica tra debito pubblico e debito privato (è dimostrato che laddove i Paesi sono chiamati a ridurre il debito pubblico con forme di austerità, sono quasi costretti ad andare a “pescare” la crescita attraverso l’aumento della leva privata). E sia perché, se con l’introduzione del bail-in (che stabilisce che i privati partecipano con i propri risparmi ai salvataggi delle banche) passa il principio che il risparmio privato è un “asset istituzionale”, allora forse sarebbe più logico considerare tale anche il debito privato.
https://mobile.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-08-31/italia-no-e-la-francia-il-paese-piu-indebitato-dellarea-euro/AE2nIVKC

Anonimo ha detto...

http://www.affaritaliani.it/politica/manovra-premiata-l-abilita-di-conte-placa-bruxelles-senza-dietrofront-577303.html

Da Corrispondenza romana ha detto...

Il primo bersaglio della protesta è stato l’arrogante presidente francese che nel suo discorso alla nazione del 10 dicembre ha dovuto ammettere il fallimento della sua politica. Ma Macron è la personificazione del potere tecnocratico europeo e il suo fallimento è anche quello della gabbia economica e sociale imposta alla Francia dagli eurocrati. I vincitori politici del braccio di ferro sono per ora i partiti politici sconfitti alle elezioni presidenziali del 2016.

Il Rassemblement National di Marine Le Pen e La France insoumise di Jean-Luc Mélenchon, che avevano ottenuto al primo turno il 47 % dei voti contro il 24 di Macron, ed erano stati sconfitti al secondo turno, prendono ora la loro rivincita. La parola d’ordine di questi partiti, come ha ricordato Eric Zemmour era “sovranità”: «Souveraineté de la nation et souveraineté du peuple. Souveraineté de la nation contre l’oligarchie européenne. Souveraineté du peuple contre les élites françaises qui l’ont bradée» (Le souverainisme à deux visages, in Le Figaro, 6 maggio 2016).

Oggi, secondo i sondaggi, il richiamo alla sovranità è condiviso da oltre il 60 per cento dei francesi, come accade in Italia, dove una percentuale di elettori altrettanto forte sostiene il governo del premier Giuseppe Conte. Molti osservatori hanno sottolineato le analogie tra le rivendicazioni dei gilets jaunes e l’accordo di governo Lega-Cinque Stelle. I primi sono all’opposizione e i secondi al governo, ma le elezioni europee sono alle porte e potrebbero modificare l’orizzonte politico, proprio a cominciare dalla Francia.

Da Corrispondenza romana/2 ha detto...

.....
Yves Mamou, su Le Figaro del 4 dicembre, afferma che i gilets jaunes non sono una Rivoluzione, ma un movimento di “Restaurazione nazionale” contro la Rivoluzione imposta negli ultimi 30 anni dalle élites politiche, economiche, amministrative. L’analisi è giusta se riferita ad un’anima della protesta, che però di anime né ha almeno due: una destra e una sinistra. La prima incarna la Francia reale, la Francia dei contadini, degli artigiani, dei commercianti, dei professionisti, dei militari; la Francia della ricchezza reale, che è innanzitutto una ricchezza morale, perché fondata sul sacrificio e su un patrimonio di valori comuni.

La seconda è la Francia dell’odio sociale, che discende direttamente dalla Rivoluzione Francese. Il sogno è quello della democrazia diretta dei giacobini, degli anarchici e dei trotzkisti che cerca la sua rivincita, dopo il fallimento dello Stato burocratico marx-leninista. Due anime che confluiscono in una piazza “sovranista” e “populista”, di fronte a cui però un’altra piazza affila le sue armi nell’ombra.

Gli immigrati di prima, seconda e terza generazione sono rimasti assenti da una rivolta che ha tra i suoi obiettivi anche il rifiuto dell’immigrazione, ma non rimarranno a lungo silenziosi. In futuro lo scenario che vede protagonisti i gilets jaunes sembra destinato a sovrapporsi a quello evocato da Laurent Obertone nel suo romanzo visionario Guerilla: Le jour où tout s’embrasa (tr. it. Signs Publishing 2017).

Mentre la Quinta Repubblica mostra la sua vulnerabilità, le piazze pronte ad esplodere in Francia sono ormai due: quella multiculturale e quella sovrano-populista. E se esplode la Francia esplode l’Europa. (Roberto de Mattei)

Anonimo ha detto...

Non c'è bisogno di essere un genio per capire che la Francia è sull'orlo di una guerra civile che sarà sanguinosissima, roba da far sembrare quella spagnola una scarrozzata........e la Germania dorme......

Anonimo ha detto...

I vescovi francesi si mettono il gilet giallo.

Ci sono ancora Vescovi Veri. Mentre la Conferenza episcopale italiana si preoccupa del Global compact e dell'accoglienza, la Chiesa d'oltralpe dimostra di aver compreso le ragioni della protesta: «Bisogna essere ciechi per non vedere la miseria che ha generato questa rabbia».

Anonimo ha detto...

I gilet gialli (che non sono i polli Rossi Italiani) nonostante le aperture di Macron e l’attentato di Strasburgo annunciano che oggi saranno regolarmente a protestare nelle piazze Francesi.

Perplesso ha detto...

LIQUIDATO
Avevate dubbi?
Dalle parti di Parigi tutti gli attentatori terroristi (senza eccezione) sono accomunati da alcune caratteristiche:

a) molto puntuali;
b) erano noti, pluriarrestati, sotto controllo.
Infine
c) vengono liquidati subito dopo.
Così gli si evita il disturbo di parlare.
d) vengono identificati in tempo reale da Rita Katz, figlia di una spia del Mossad.
e) di solito si trovano a casa loro.
f) In questo caso hanno pure detto che è fuggito prendendo un taxi in una zona interdetta ad ogni mezzo.

Anonimo ha detto...

Il comunicato dei gilet gialli:"noi non dimentichiamo il trattato di Lisbona adottato dopo che è stato bocciato nel 2005, noi non dimentichiamo i 13 anni senza referendum." Il popolo francese ha dichiarato guerra alla dittatura UE. É la lotta per l'indipendenza della Francia.