Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 17 agosto 2026

Il video del vescovo Schneider che denuncia l'"islamizzazione dell'Europa" diventa virale nel contesto della crisi migratoria in Spagna.

Nella nostra traduzione da Sign of the Cross. L'avvertimento del vescovo Schneider sull'islamizzazione dell'Europa sta diventando virale in seguito alla recente crisi al confine di Ceuta in Spagna, che certamente non resterà circoscritta e si ripercuoterà sull'intera Europa. La notizia è integrata con le dichiarazioni del card. Sarah.

Il video del vescovo Schneider che denuncia l'"islamizzazione dell'Europa" diventa virale nel contesto della crisi migratoria in Spagna.

Il video del vescovo Schneider che denuncia l'"islamizzazione dell'Europa" diventa virale nel contesto della crisi migratoria in Spagna.

Un video del 2025 in cui il vescovo Athanasius Schneider denunciava l'"invasione" di migranti islamici in Europa, accusandoli di distruggere il patrimonio cristiano, è riemerso sui social media dopo che decine di migliaia di migranti hanno invaso la Spagna la scorsa settimana.

Nel breve filmato, facendo riferimento al massiccio afflusso di migranti musulmani in Europa, il vescovo ha sottolineato che molte di queste persone non sono rifugiati e che la "massiva islamizzazione" dell'Europa fa parte di un complotto dei "potenti" per distruggere il cristianesimo in Europa. Molti utenti di X hanno ripubblicato il filmato [qui] insieme a un video di migranti che la scorsa settimana si riversavano nel piccolo territorio spagnolo di Ceuta dal confine marocchino.

«Ora stiamo assistendo a un'invasione. Non si tratta di rifugiati, no, questa è un'invasione dell'islamizzazione di massa dell'Europa», ha affermato il vescovo nel video. «E quindi questo è un piano politico globale dei potenti del mondo: distruggere l'Europa culturalmente e religiosamente, e in definitiva distruggere il cristianesimo in Europa».

Durante l'ondata migratoria della scorsa settimana, circa 50-60.000 migranti hanno attraversato illegalmente il confine con Ceuta, rappresentando più della metà della popolazione cittadina, tra il 30 e il 31 luglio. Almeno 86 persone sono morte durante l'ondata, per lo più annegate mentre tentavano di raggiungere a nuoto le coste spagnole.

Il Daily Mail ha riportato che la situazione ha addirittura portato a disordini nelle strade, con i residenti che sono scesi in piazza per protestare e respingere gli intrusi.

"Molti sono stati visti sventolare bandiere spagnole e urlare contro di loro", ha riportato il Mail. "Mentre un gruppo di migranti veniva visto scappare, si è sentita in sottofondo una forte sirena della polizia". Il sindacato della polizia nazionale Jupol ha rilasciato una dichiarazione lamentando la "chiara mancanza di personale e risorse materiali" per gestire la situazione.

Il governo spagnolo ha infine inviato truppe venerdì per "rafforzare la Guardia Civil nell'esercizio dei suoi poteri e di qualsiasi altro potere che si renda necessario per mantenere la sicurezza nella città di Ceuta", ha dichiarato il ministero dell'Interno, aggiungendo che collaborerà con il governo marocchino per il rimpatrio dei migranti "il prima possibile".

L'ondata di migranti al confine è stata così devastante che persino il primo ministro spagnolo di sinistra, Pedro Sánchez, ha denunciato l'incidente come "una violazione dell'integrità territoriale della Spagna". Secondo le autorità, la maggior parte di questi migranti ha poi lasciato la città volontariamente.

Sebbene la dottrina sociale cattolica affermi che gli immigrati debbano essere trattati con dignità e rispetto, essa riconosce anche il diritto di ogni Paese di proteggere i propri confini. Nel documento "Dottrina sociale cattolica sull'immigrazione e la circolazione dei popoli" della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (USCCB), si afferma che i Paesi non hanno alcun obbligo di accogliere tutti coloro che desiderano entrare nel proprio territorio.

Diversi altri ecclesiastici cattolici hanno fatto eco alle osservazioni del vescovo Schneider sull'immigrazione. Nel 2017, il cardinale Robert Sarah, in un discorso tenuto all'Università Cardinale Stefan Wyszyński in Polonia, ha denunciato le "forze esterne" che cercano di imporsi sulla Polonia e su altre nazioni europee senza integrarsi.

«In che modo è possibile privare la nazione del diritto di distinguere tra un rifugiato politico o religioso, costretto a fuggire dalla propria patria, e il migrante economico, che desidera cambiare residenza senza adattarsi, identificarsi e accettare la cultura del paese in cui andrà a vivere?», ha chiesto il cardinale Sarah.

Il cardinale guineano ha inoltre sottolineato l'importanza di ricostruire le nazioni che hanno sofferto a causa della guerra e di altre ingiustizie, senza sradicare le popolazioni di altri paesi, e ha criticato coloro che "sfruttano la parola di Dio" per giustificare la promozione del multiculturalismo.

«Ribadisco che dobbiamo lavorare insieme per ricostruire le nazioni che sono cadute vittime di guerre, corruzione e ingiustizie, ma questo non significa incoraggiare lo sradicamento dei popoli e la distruzione delle nazioni», ha affermato. «Alcuni strumentalizzano la Parola di Dio per giustificare la promozione del multiculturalismo e si avvalgono volentieri del pretesto dell'ospitalità per giustificare l'accoglienza degli immigrati».

Parole che purtroppo non echeggiano dal trono più alto e dai suoi corifei, ideologicamente orientati, che  continuano a predicare l'assurda accoglienza indiscriminata, ignorandone totalmente le conseguenze ormai quasi irreversibili... non esercitando né il munus docendi ad intra né l'evangelizzazione confusa col proselitismo ad extra; affermando,  anzi, che "preghiamo lo stesso Dio"...

22 commenti:

Anonimo ha detto...

En France, il y a quelques années, l'abbé Guy Pagès, prêtre du diocèse de Paris, avait déjà lancé une série d'alertes sur l'islamisation du pays. Il semble que, depuis, il ait été réduit au silence.

Anonimo ha detto...

OT ma la dice lunga
Umberto Longo: un massone designato al Comitato Pontificio di Scienze Storiche

Il papa Leone XIV ha nominato membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche lo storico italiano Umberto Longo, direttore dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo e professore ordinario di Storia Medievale presso l’Università La Sapienza di Roma. Il nomina è stata annunciata ufficialmente dalla Santa Sede il 13 agosto, insieme a quelle di Francesco Cesareo e Anna Barańska, e diffusa da Vatican News.

Il dato rilevante è che l’appartenenza di Longo alla massoneria non emerge semplicemente dalla sua partecipazione a conferenze organizzate da logge. Esistono documenti pubblicati dalle stesse istituzioni massoniche italiane che lo presentano come «Fratello», gli attribuiscono gradi concreti del Rito Scozzese Antico e Accettato e lo collocano in cariche interne. La documentazione è notevolmente più solida di quanto potrebbe suggerire una semplice relazione di vicinanza con ambienti massonici.

La prima prova appare in Logos, pubblicazione dell’Ispettorato Regionale del Lazio del Rito Scozzese Antico e Accettato, relativa al 2013. Nella pagina dedicata alle «Cariche per il 2013» della Loggia di Perfezione Maestri Segreti «Giano», Oriente di Roma, figura espressamente «Fr. Oratore Umberto Longo 4°». La stessa rivista chiarisce immediatamente che i gradi indicati sono quelli posseduti da ciascun «Fratello» al momento dell’assunzione della carica.

Non siamo, quindi, di fronte al nome di un ospite esterno. «Fr.» significa Fratello; «Oratore» è la carica che Longo ricopriva all’interno di quella Loggia di Perfezione e «4°» indica il suo grado nel Rito Scozzese. Lo stesso numero di Logos pubblica inoltre diversi lavori sotto l’epigrafe «Le Tavole del Fr. Oratore Umberto Longo 4°» —nove tavole rituali incise per i lavori della Loggia durante il 2013— e uno studio sulla storia del Rito firmato nuovamente «Fr. Umberto Longo 4°». Nell’introduzione, l’Ispettore Regionale per il Lazio presenta espressamente il fascicolo come la raccolta delle tavole incise «a cura dell’Oratore Fr. Umberto Longo 4°»

Anonimo ha detto...

"..continuano a predicare l'assurda accoglienza indiscriminata.." evidentemente senza rendersi conto delle sue gravi conseguenze negative.
Nonsense : se ne rendono perfettamente conto, per questo continuano a predicarla. È il programma del sinistro e gayfriendly Cardinal Martini, gesuita, che auspicava un'invasione che avesse fatto tavola rasa di tutto in Occidente. UNa mente malata e depravata.
È la tattica rivoluzionaria, razionalmente irrazionale, fondata sulla malafede.
Si sconcerta il pubblico confermando la condanna della Massoneria, salvo poi mettere un massone acclarato alla testa di un'importante istituzione vaticana. Sarà anche un valido studioso ma la sua appartenenza alla Setta lo rende incompatibile con ogni carica istituzionale cattolica.
Vedi Bergoglio, che condannava aborto e transgeder e poi dava tranquillamente la comunione ai politici americani Dem come la famigerata Nancy Pelosi, sostenitrice dell'aborto e di tutte le deviazioni.
Si afferma il principio, smentendolo sistematicamente nella prassi (le nazioni hanno il diritto di difendersi, ma si tace completamente su un'invasione sempre più massiccia, che si fa finta di non vedere. E si sabotano i tentativi di efficace difesa, come quelli di Trump in America).
ar

Anonimo ha detto...

I marocchini sembrano particolarmente attivi nell'attuale invasione dell'Europa. Voglio dire, i giovani marocchini. Ma è uno stillicidio da tutto il Nordafrica.
La presenza massiccia dei marocchini fa riapparire alla mente uno dei momenti più truci della guerra di liberazione dell'Italia, nel 1943-1945. Le truppe coloniali in prevalenza marocchine (ma anche algerine e tunisine) inquadrate nel corpo di spedizione francese in Italia, nel 43-44 si resero colpevoli di impressionanti stupri di massa nell'Italia centrale appenninica. Sull'Appennino occorrevano buone truppe di montaga e i marocchini fecero alla bisogna. Si trattava in realtà in gran parte di Berberi della catena dell'Atlante, non limitata al Marocco, tribù primitive di pastori e guerrieri, famose per il valore ma anche per la ferocia e le abitudini sodomitiche e pederastiche.
SEcondo la loro atavica mentalità, il combattente aveva "il diritto di preda" sul nemico vinto, a cominciare dalle donne e dai bambini.
Grazie alla propaganda gollista, erano pieni di odio contro di noi, pur essendo dei volontari, al seguito dei loro sceicchi, ai quali l'Italia non aveva fatto niente.
I "marocchini" di oggi saranno certamente più civili. La generazione di marocchini precedente, quella dei "vu' cumprà?" ha potuto rifarsi in patria una vita con i modesti guadagni effettuati in Italia. Ma qui siamo di fronte a masse che diventano sempre più incontrollabili e violente. Sembra difficile fermarli senza ricorrere alla forza.
Nessuno vuole riattizzare l'odio tra i popoli ma certi orribili fantasmi del passato sembra si faccia di tutto per farli riapparire. Sugli stupri dei coloniali francesi Moravia scrisse un racconto dal quale, parecchi anni fa, fu tratto anche un film, con Sophia Loren.
Però la storiografia ha sepolto nell'oblio queste vicende, soprattutto in Francia, dove si irride agli italiani accusandoli di voler speculare vilmente su pochi episodi (come se noi volessimo sporcare l'onore dell'esercito francese).
Di questo oblio ha fatto giustizia lo storico militare (non accademico) Fabrizio Carloni, "Il corpo di spedizione francese in Italia.1943-1944", Mursia, 2006, pp. 245, € 19,00. Questo fondamentale studio dovrebbe esser ancora disponibile.
Historicus
Il commento è stato pubblicato sul post.

Anonimo ha detto...

I marocchini sembrano particolarmente attivi nell'attuale invasione dell'Europa. Voglio dire, i giovani marocchini. Ma è uno stillicidio da tutto il Nordafrica.
La presenza massiccia dei marocchini fa riapparire alla mente uno dei momenti più truci della guerra di liberazione dell'Italia, nel 1943-1945. Le truppe coloniali in prevalenza marocchine (ma anche algerine e tunisine) inquadrate nel corpo di spedizione francese in Italia, nel 43-44 si resero colpevoli di impressionanti stupri di massa nell'Italia centrale appenninica. Sull'Appennino occorrevano buone truppe di montaga e i marocchini fecero alla bisogna. Si trattava in realtà in gran parte di Berberi della catena dell'Atlante, non limitata al Marocco, tribù primitive di pastori e guerrieri, famose per il valore ma anche per la ferocia e le abitudini sodomitiche e pederastiche.
SEcondo la loro atavica mentalità, il combattente aveva "il diritto di preda" sul nemico vinto, a cominciare dalle donne e dai bambini.
Grazie alla propaganda gollista, erano pieni di odio contro di noi, pur essendo dei volontari, al seguito dei loro sceicchi, ai quali l'Italia non aveva fatto niente.
I "marocchini" di oggi saranno certamente più civili. La generazione di marocchini precedente, quella dei "vu' cumprà?" ha potuto rifarsi in patria una vita con i modesti guadagni effettuati in Italia. Ma qui siamo di fronte a masse che diventano sempre più incontrollabili e violente. Sembra difficile fermarli senza ricorrere alla forza.
Nessuno vuole riattizzare l'odio tra i popoli ma certi orribili fantasmi del passato sembra si faccia di tutto per farli riapparire. Sugli stupri dei coloniali francesi Moravia scrisse un racconto dal quale, parecchi anni fa, fu tratto anche un film, con Sophia Loren.
Però la storiografia ha sepolto nell'oblio queste vicende, soprattutto in Francia, dove si irride agli italiani accusandoli di voler speculare vilmente su pochi episodi (come se noi volessimo sporcare l'onore dell'esercito francese).
Di questo oblio ha fatto giustizia lo storico militare (non accademico) Fabrizio Carloni, "Il corpo di spedizione francese in Italia.1943-1944", Mursia, 2006, pp. 245, € 19,00. Questo fondamentale studio dovrebbe esser ancora disponibile.

Anonimo ha detto...

Appendice al mio commento delle 22:51.
Altro caso classico di sperimentata tattica rivoluzionaria, quello del sacerdozio femminile.
Si continua a ripetere che la dottrina bimillenaria non lo permette, che si tratta di verità appartenente all'infallibilità del magistero ordinario.
E allora perché il papa non chiude definitivamente la questione, sciogliendo i c.d. gruppi di studio che la tengono viva e sanzionando chi voglia tra il clero continuare ad agitarla?
Già, perché? Perché si continua a girarci intorno? NOn si può fare, sacerdozio no, però si può riconoscere al "genio femminile" un più ampio posto nella Gerarchia, nominando suore dall'aspetto virile alla testa di Dicasteri pontifici [!!], ampliando il ruolo delle donne nelle parrocchie, nella Messa NO etc.
Questo cosa dimostra? Nell'ambito di un disegno che mira ad effeminare la Chiesa, dimostra che si vuol arrivare in qualche modo ad un diaconato femminile, passo che poi porterebbe alla fine alle sacerdotesse del resto già invocate impunemente a gran voce
dai cardinali e vescovi tedeschi più debosciati.
Per la questione del celibato ecclesiastico la situazione è simile. Mai che si chiuda una di queste false questioni, di gravi falle.
È dal Vaticano II che ci trasciniamo in questo non-fare, in questo sgovernare lasciando che le situazioni marciscano - ma un non-fare con un metodo, con un fine, che è appunto quello di sovvertire la Gerarchia tradizionale della Chiesa e l'etica cristiana.
ar

Wisteria ha detto...

È sempre bello e ricordare questi terribili fatti.
Aggiungo una provocazione: mentre agli studenti in Italia e in Germania si fanno ampiamente conoscere i crimini dei regimi rispettivi, siamo quasi sicuri che gli studenti marocchini, tunisini eccetera siano tenuti all'oscuro dei crimini perpetrati dai loro nonni ai danni delle popolazioni italiane e non solo

Anonimo ha detto...

E poi, che ci fanno i musulmani nei luoghi sacri cristiani? Tutto il medio oriente sta diventando invivibile ai cristiani (quei pochi che coraggiosamente restano).

Anonimo ha detto...

Che la Chiesa cattolica sia infiltrata dalla Massoneria ormai non desta sorpresa. Forse farebbe notizia un pontefice massone, anche se neanche questa potrebbe essere una novita' assoluta, viste le notizie che circolano da parecchi anni su almeno due pontefici del passato. A dire il vero il Modernismo e' implicitamente massonico. Che poi si tratti di "fratelli" adepti o solo simpatizzanti.

mic ha detto...

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2013/12/don-guy-pages-evangelii-gaudium-e-l_30.html?m=1

Anonimo ha detto...

Se gli studenti arabi del Maghreb conoscono i crimini compiuti dai loro connazionali nel 43-45 in Italia?
Non credo sappiano nulla né che gli importi molto, trattandosi di infedeli. Quest'aspetto della II gm è stato occultato dalla storiografia, dominata dai vincitori. Solo negli ultimi anni ha potuto farsi valere una storiografia indipendente, spesso non accademica ma molto ben documentata.
Nelle guerre del XX secolo non pochi sono stati gli episodi di stupri di massa. Da noi, in Italia, indubbiamente i più feroci furono i marocchini. Anche gli italiani furono accusati di crimini di guerra ma mai di stupri collettivi. Furono accusati per aver usato i gas asfissianti in Etiopia (un'arma dai risultati modesti, demonizzata oltre il lecito) e per fucilazioni a volte numerose di partigiani come rappresaglia per le atrocità commesse da questi ultimi.
La Francia cominciò ad utilizzare nordafricani e senegalesi in modo massiccio durante la I gm.
Dal 1923 al 1930 la Renania smilitarizzata fu occupata dai francesi, dal momento che i tedeschi non volevano pagare più i danni di guerra. Scrive Carloni che le truppe francesi di colore ivi stanziate violentarono molte donne e "lasciarono nella popolazione tedesca un'animosità che il tempo ha solo parzialmente sopito" (p. 224). In queste mostruosità, il record sembra appartenere all'Armata Rossa di Stalin, che nel 1944-45, avrebbe violentato almeno due milioni di donne tedesche e forse di più (ivi).
Di fronte alle proteste delle autorità italiane, e soprattutto americane e della Chiesa, in Italia i generali francesi ogni tanto fucilavano qualche marocchino colto sul fatto (stupro e/o rapina). Per chi ancora crede si sia trattato solo di episodi isolati, ecco i dati ufficiali di un rapporto dell'epoca: dal 2 a 5 giugno 1944 in Provincia di Frosinone, truppe francesi coloniali hanno consumato 396 violenze carnali, 13 omicidi, 250 rapine, 303 furti. La popolazione diceva che erano migliori i tedeschi, i quali sequestravano animali e viveri ma rispettavano le donne e non rubavano (Carloni, p. 156 e 157),
Ceuta l'annuncio di una nuova invasione marocchina per punirci dei nostri peccati?
Bisogna appoggiare le coraggiose prese di posizione di mons. Schneider (già attaccato per queste dal segretario dell'OMS, un etiope comunista) e cominciare a mettere sotto accusa il papato attuale per le sue sconsiderate aperture totali all'invasione.
Historicus

Anonimo ha detto...

Una mamma di cinque figli è stata uccisa con tre coltellate alla gola davanti agli occhi di uno dei minori dal marito tunisino, la nazionalità dell’uomo non cercatela nei titoli, non la scrivono, preferiscono usare la parola alla moda, femminicidio. Sempre un tunisino ha spinto giù da un palazzo di Tor Bella Monaca a Roma il 13 luglio la trentenne Dafne Rebaudo. Il 13 giugno era toccato a Roberto Pietro Guerrino morire ucciso in casa a Milano con il cranio sfondato da un ragazzo marocchino, un suo connazionale 17enne gli faceva da palo al portone del palazzo. Il 26 giugno a Roma una bimba di otto anni è stata fatta a pezzi davanti ai genitori a colpi di machete che hanno disperatamente provato a difenderle prima di essere uccisi anche loro da un esponente politico affiliato alla mafia del Bangladesh che domina il nostro territorio, anche lì sui giornali vi hanno raccontato la fregnaccia del delitto passionale, io ho scritto come è andata davvero e descritto la rete di complicità che ha consentito allo stragista che ha quasi ammazzato anche l’altro figlio della coppia di allontanarsi insanguinato e indisturbato, facendo perdere le proprie tracce (poi mi hanno arrestato e nessuno ha scritto più una riga sulla strage, è stata capita l’antifona). Il 1 giugno un’altra strage, ad Amendolara due pakistani uccidono quattro braccianti bruciandoli vivi, un quinto resta ferito ma si salva. È stato bruciato vivo anche il giornalista Luca Esposito il 18 luglio, dopo che un tunisino gli aveva spaccato le ossa e aperto il cranio a bastonate, i giornali si sono pure accaniti sul passato della vittima, poco o nulla ci è stato detto sull’assassino. Il 16 maggio Salim El Koudri compie la strage di Modena, una mamma muore, tra i sette feriti anche il marito ridotto su una sedia a rotelle, a una donna tedesca hanno dovuto amputare di netto tutte e due le gambe. E vogliamo dimenticarci del gambiano Lamin Saidilly che il 4 luglio ha accoltellato un mio coetaneo a Milano affondando venti volte la lama tra testa, schiena e addome dichiarando poi: “Mi sono divertito, quando esco lo rifaccio”? In tre mesi, tre stragi e diversi omicidi commessi da tunisini, marocchini, pakistani mentre la vittima del gambiano che si chiama Gerardo rimarrà segnata a vita. La cultura islamista produce delitti tremendamente efferati, negli ultimi tre mesi il bilancio dice dodici morti e dieci feriti, tra i morti cinque sono donne e due omosessuali. Troverete sulle prime pagine dei giornali di oggi accorate analisi sull’emergenza femminicidi. Neanche una parola su quella che è la vera emergenza. Per averla indicata un giudice mi ha addirittura condannato a pagare 29.478,46 euro a una ignota associazione che compie “studi giuridici sull’immigrazione” perché i miei articoli sarebbero discriminatori nei confronti dell’Islam, mentre invece sono descrittivi e fattuali. Hanno il problema di essere anche totalmente isolati e con la condanna che m’hanno rifilato (senza precedenti in Italia) articoli come questo ovviamente non li leggerete più da nessuna parte, il bilancio tragicamente pericoloso che vi ho stilato io non ve lo offrirà mai nessuno, eppure è incontestabile: è un fatto. In compenso vi sciacqueranno la uallera con l’emergenza femminicidi, ma i delitti passionali sono stati undici in otto mesi del 2026. Sempre undici di troppo, verissimo. Ma dodici morti e dieci feriti negli ultimi tre mesi, con tre stragi a medesima matrice, raccontano una marea che monta e di cui nessuno deve occuparsi, chi come me lo fa deve essere intimidito e messo a tacere. Chiedetevi sempre i perché. O capiamo o moriamo.
Fonte: Mario Adinolfi

Anonimo ha detto...

Leggete con molta attenzione quello che ha appena scritto il Financial Times: "L'Iran punta a obiettivi militari in Europa nel caso in cui Donald Trump intensifichi la guerra."

Tra le potenziali basi che potrebbero essere prese di mira ci sono quelle a stelle e strisce in Bulgaria, che hanno fornito supporto agli Usa e a Cipro.

Ora qua bisogna stare attenti, perché anche l'Italia fa parte del cerchio magico. Ricordate cosa disse tempo fa il Segretario della Nato, ovvero che dall'Italia erano partiti circa 500 voli? Qua la situazione è molto più grave rispetto a quello che stanno dicendo agli italiani!

In un Paese libero oggi si parlerebbe di chiudere al più presto le basi statunitensi in Italia. Perché, più che sicurezza, sono un bersaglio che abbiamo stampato in fronte grazie alle guerre sioniste!

Questo dovrebbe essere il tema del dibattito pubblico. Invece continuano a parlare del nulla!

Giuseppe Salamone

Anonimo ha detto...

Invece di pensare a chiudere le basi USA in Italia, sulla spinta della paura, bisognerebbe organizzare una spedizione internazionale contro il regime criminale di Teheran. Oltre ad aver organizzato il terrorismo su scala mondiale (ed aver sicuramente autorizzato i suoi scherani di Hama alla demenziale strage dell'ottobre 2023 contro Israele, dalla quale è partito l'attuale caos) questo regime di megalomani sta adessos ricattando tutto il mondo con la chiusura dello stretto di Holmuz. Il piratesco ricatto va ben oltre la vicenda della guerra contro USA e Israele.
miles.

mic ha detto...

Ok. Ma un allargamento del conflitto non rischia di scatenare una guerra nucleare?
E dobbiamo lasciarci coinvolgere dall'arroganza di Israele USA?
Da qualunque parte ci giriamo siamo vasi di coccio tra vasi di ferro!

Anonimo ha detto...

Non si tratta di allinearsi all'arroganza Israele-USA ma di mettere innanzitutto Teheran con le spalle al muro, smettendola di farla passare per l'innocente aggredito senza motivo. L'offensiva congiunta israelo-americana è stata un clamoroso errore, l'abbiamo sempre detto. Ma qui non si tratterebbe di riesumare quell'offensiva ma di costituire una coalizione internazionale con uno scopo preciso e limitato, che non sarebbe quello di occupare militarmente l'Iran ma quello di costringerlo a riaprire Hormuz.
Dentro la guerra ci siamo già, comunque, è inutile illludersi. È un conflitto su scala mondiale ma a scacchiera. Ed è anche civile: l'estrema sinistra filoiraniana e palestinese nelle nostre società è parte attiv a di questo conflitto.
miles .

Anonimo ha detto...

Hanno vinto loro, ha perso la Spagna, ha perso l'Europa. La debolezza del governo Sanchez, farà si che ci saranno ancora tante altre invasioni.

A Ceuta, in appena due settimane i clandestini hanno trasformato la città in una baraccopoli.

Ovunque spazzatura e feci umane. Un tanfo indescrivibile.

I servizi sanitari hanno dichiarato un’emergenza sanitaria: scabbia, tubercolosi, colera, morbillo, diarrea infettiva, impetigine contagiosa della pelle.

Già più di 10 donne stuprate, inclusa una bambina di 10 anni.

Anonimo ha detto...

Terribile certamente la situaIone in Spagna. Ma attenti al vero problema dell’Europa: non sono le feci degli sbarcati. E’ un letame diffuso in cofanetti profumati da persone molto più insidiose, per quanto educate ed eleganti. Non sono mossi dai soldi o dalla disperazione, tutt’altro. Ma godono nel metterci in difficoltà, nelle feci.

Anonimo ha detto...

Quando tutti gli infedeli saranno stati scacciati riprenderà possesso della sua casa e della sua eredità quello stesso che a proposito di essa gridò con collera nel Vangelo: Ecco, la nostra dimora sarà lasciata deserta.

S. Bernardo di Chiaravalle

Anonimo ha detto...

https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-locale/picchiata-perche-passavo-col-cane-per-lislam-non-e-gradito-la-furia-del-marocchino-sulla-donna/

Anonimo ha detto...

Maometto amava i gatti e detestava i cani. Per questo il cane non è gradito ai suoi seguaci.

Anonimo ha detto...

Ancora sino agli anni Settanta del secolo scorso, nell'Italia centrale, Roma compresa, "marocchino" era usato come insulto. Si attribuiva a persone molto rozze e con tendenza a comportamenti di tipo animaalesco, per così dire. Nonché ladri.