Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 5 marzo 2023

Dominica II in Quadragesima, Reminiscere

Per meglio conoscere l'Anno Liturgico e le sue gemme spirituali, oggi Dominica II in Quadragesima - Reminiscere. Vedi anche: Mattia Rossi (e il Gregoriano). La Seconda domenica di Quaresima [qui]
Seconda Domenica di Quaresima

Intróitus
Ps. 24, 6-3 et 22 - Reminíscere miseratiónum tuárum, Dómine, et misericórdiæ tuæ, quæ a século sunt: ne unquam dominéntur nobis inimíci nostri: líbera nos, Deus Israël, ex ómnibus angústiis nostris.
Ps. 24, 1-2 - Ad te, Dómine, levávi ánimam meam, Deus meus, in te confído, non erubéscam. Glória Patri… Ps. 24, 6-3 et 22 - Reminíscere miseratiónum tuárum …
Introito
Sal. 24, 6-3 e 22 - Ricòrdati, o Signore, della tua compassione e della tua misericordia, che è eterna: mai trionfino su di noi i nostri nemici: liberaci, o Dio di Israele, da tutte le nostre tribolazioni.
Sal. 24, 1-2 - A te, o Signore, ho levato l’anima mia, in Te confido, o mio Dio, ch’io non resti confuso. Gloria al Padre… Sal. 24, 6-3 e 22 - Ricordati, o Signore, della tua compassione …

La Trasfigurazione
La santa Chiesa ci propone oggi a meditare un soggetto di alta portata per il tempo in cui siamo. In questa seconda Domenica della santa Quaresima applica a noi la lezione che un giorno il Signore diede ai suoi tre Apostoli. Ma dobbiamo sforzarvi d'essere più attenti dei tre discepoli del Vangelo, che il Maestro si degnò preferire agli altri per onorarli d'un simile favore.

Accondiscendenza di Gesù.
Gesù stava per passare della Galilea nella Giudea per recarsi a Gerusalemme, dove si doveva trovare alla festa di Pasqua. Era l'ultima Pasqua, che doveva incominciare con l'immolazione dell'agnello figurativo e terminare col Sacrificio dell'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Gesù non doveva più essere sconosciuto ai suoi discepoli: le sue opere avevano reso testimonianza di lui, anche davanti agli occhi degli stranieri; la sua parola così fortemente dotata di autorità, la sua attraente bontà, la pazienza nel tollerare la grossolanità degli uomini che s'era scelti a suoi compagni: tutto doveva aver contribuito ad affezionarli a lui fino alla morte. Avevano sentito Pietro, uno di loro, dichiarare per ispirazione divina ch'egli era il Cristo, Figlio del Dio vivente (Mt 16,16); nondimeno, la prova che stavano per subire doveva essere così terribile alla loro debolezza, che Gesù, prima d'assoggettarveli, volle loro accordare un ultimo mezzo, per premunirli contro la tentazione.

sabato 4 marzo 2023

Osservazioni canonistiche sul Rescriptum del 21 febbraio

Un'altra analisi sotto l'aspetto canonistico del controverso Rescritto-Roche che va ad aggiungersi alla fiumana di reazioni e considerazioni sull'atto, la sua portata e le sue implicazioni. Può interessare consultare il precedente specifico [vedi]. Qui l'indice di tutti gli articoli su Traditionis custodes, da cui tutto è partito, e successivi ulteriori documenti restrittivi.

Osservazioni canonistiche sul
Rescriptum del 21 febbraio


Se formalmente il Rescriptum ex Audientia Ss.mi del 21 febbraio 2023 – che è un atto amministrativo col quale un capo dicastero chiede e ottiene (Rescriptum: “scritto due volte”) qualcosa dal Sommo Pontefice (Sanctissimi) al termine di una udienza (ex Audientia) – si prefigge lo scopo di “implementare” il Motu Proprio Traditionis custodes del 16 luglio 2021, da un punto di vista pratico, in realtà, lo altera nella sua struttura sostanziale.

Il Rescritto, infatti, sovverte la base sul quale si fonda proprio Traditionis custodes, le cui prime parole, eco di Lumen gentium n. 23 (la costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II sulla Chiesa) sono destinate ai Vescovi: «Custodi della tradizione – esordisce il preambolo del Motu Proprio di papa Francesco che modifica il m.p. Summorum Pontificum di Benedetto XVI – i vescovi, in comunione con il vescovo di Roma, costituiscono il visibile principio e fondamento di unità nelle loro Chiese particolari».

venerdì 3 marzo 2023

La sinodalità va di moda, tranne che per i tradizionalisti, che hanno diritto solo a soffrire in silenzio

Nella nostra traduzione da Le salon beige notiamo come la vicenda del trattamento riservato ai fedeli legati alla Tradizione trovi posto anche sugli organi di stampa. Di seguito ne abbiamo la versione da Le Figaro. Qui l'indice degli articoli sulla vexata quaestio.

La sinodalità va di moda, tranne che per i tradizionalisti,
che hanno diritto solo a soffrire in silenzio
Da Christophe Dickès in Le Figaro :

La Quaresima per i cattolici tradizionali inizia nel dolore. Il responsabile Vaticano in tema di liturgia, il cardinale Roche, che di fatto non ha mai nascosto la sua contrarietà all'operato di Benedetto XVI, ha appena pubblicato un nuovo testo convalidato da papa Francesco sulla pratica del rito antico [qui]. Il papa, in contraddizione con lo spirito stesso che intendeva dare al suo pontificato, riduce drasticamente la libertà dei vescovi e la loro autonomia in materia. Ma chi sono questi cattolici tradizionalisti? […]

Oggi, queste persone vengono individuate. Ci si potrebbe chiedere perché riempiono le loro chiese quando molte altre sono vuote. Ci si potrebbe anche chiedere se queste persone non facciano parte di quelle che Benedetto XVI ha definito minoranze creative: scuole, gruppi scout, cori, assistenza agli anziani, opere missionarie, media e soprattutto… conversioni e vocazioni. I tradizionalisti fanno fiorire il loro fico, ma ciò non sembra aver importanza.

La comunità di destino in epoca di guerra

Indice degli articoli sulla società distopica.
«Si chiamava Walker. Era l’unico generale che sistemasse il posto di comando tra il fronte e la base di artiglieria. Nella sua tenda si diventava sordi e alla sua mensa si mangiava il pane peggiore del mondo perché la decompressione d’aria causata dai cannoni impediva al pane di lievitare. Bisognava mangiare un pessimo pane per ricordarci che gli uomini non sono soldatini di piombo».

Con queste parole Oriana Fallaci nel suo libro Niente e così sia descriveva, inconsapevolmente, il concetto di comunità di destino, cogliendo come essa sia necessaria affinché una società sia propriamente tale e soprattutto affinché, nel contesto della guerra, agisca da freno alla malizia umana.

Rescritto-Roche • “Canonicamente vincolante o no?"

Nella nostra traduzione da Corpus Chisti Watershed un articolo di Jeff Ostrowski del 25 Febbraio va ad aggiungersi alla lunga serie di reazioni e considerazioni sul recente controverso Rescritto-Roche. L'interesse particolare di questa analisi (a differenza delle molte che sostanzialmente presentano sottolineature diverse degli stessi punti significativi) sta nel richiamo più specifico agli aspetti canonistici. Qui l'indice dei precedenti.

Rescritto-Roche • “Canonicamente vincolante o no?"

Il cardinale Arthur Roche (attuale prefetto della Congregazione del culto divino) afferma di aver ricevuto personalmente un nuovo provvedimento da Papa Francesco. Nello specifico, si tratta di un documento datato 20 febbraio 2023, a firma del cardinale Roche, a cui si fa riferimento come “Rescritto-Roche”. Questo documento apporta una modifica significativa a Traditionis custodes, la lettera apostolica (16 luglio 2021) che tentava di ostacolare la crescita della Forma Straordinaria del Rito romano. Traditionis custodes aveva dichiarato: «Spetta al Vescovo diocesano, come moderatore, promotore e custode di tutta la vita liturgica della Chiesa particolare a lui affidata, regolare le celebrazioni liturgiche della sua diocesi». Tuttavia, secondo la nuova legislazione, il cardinale Roche sostiene che l'autorità di consentire che la forma straordinaria sia celebrata in una chiesa parrocchiale spetta solo a Roche, e non al vescovo locale.

giovedì 2 marzo 2023

Esclusivo: Il vescovo Schneider afferma che il Sinodo sulla sinodalità propina "veleni spirituali" ai fedeli

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews il vescovo Schneider si pronuncia apertamente sul "pericoloso" Sinodo sulla sinodalità, mettendo in guardia sulla sua promozione di concetti e di uno stile di governo "contrari all'intera storia della Chiesa", usando la stessa espressione forte di Pell [vedi]. Qui l'indice dei precedenti.

Il vescovo Schneider afferma che il Sinodo sulla sinodalità
propina "veleni spirituali" ai fedeli


In un recente intervento a Roma, il vescovo ausiliare di Astana, in Kazakistan, ha parlato di “conversione ecologica” ed ecumenismo, ma anche dei pericoli presentati dal Sinodo sulla sinodalità ed ha affermato che esso propina "veleni spirituali" ai fedeli.

Il vescovo Athanasius Schneider ha messo in guardia sulle tendenze attuali nella Chiesa cattolica, in particolare in ordine al Sinodo sulla sinodalità, in quanto “pericolose” per la fede cattolica e veri e propri “veleni spirituali”.

Il Sinodo sulla sinodalità presenta 'veleni spirituali'

"Non posso obbedire": la lettera di un sacerdote al suo vescovo

Nella nostra traduzione da The Remnant, la toccante lettera al suo vescovo di un sacerdote costretto a disobbedire a un ordine ingiusto. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e successivi.

Nota dell'editore: Quanto segue potrebbe fungere anche da lettera formale per quei sacerdoti che saranno costretti a disobbedire a un ordine ingiusto in un futuro molto prossimo. Sarà ordinato loro di smettere di offrire la Messa tradizionale in latino e molti di loro disobbediranno. Ma questo non deve essere un atto di sfida contro i loro vescovi. Il cattivo qui è papa Francesco. È lui che ha emanato ordini che hanno messo in difficoltà i vescovi. E nemmeno questa disobbedienza dovrebbe essere vista come permanente. La situazione sotto Francesco è del tutto insostenibile e, al momento opportuno di Dio, la Messa in latino sarà ripristinata, proprio come fu dopo gli anni '70, quando la Messa in latino fu "abrogata", "messa al bando" e "non tornerà mai più". Nessuna forza al mondo può distruggere la Messa in latino, nemmeno un bulldozer gesuita come Francesco. Per favore, condividete questa lettera con i vostri sacerdoti in modo che tutti insieme possiamo prepararci all'inevitabile. E, ricordate, tutto questo è già successo. Dio è al comando. MJM 
* * *
Eccellenza: 
Sia lode a Gesù Cristo ora e per sempre. Come uno dei vostri sacerdoti più leali – che ha sempre cercato di onorare la sua Chiesa, obbedire al suo vescovo e adorare il suo Dio – non ho mai previsto di dover fare quello che sto per fare, e sono veramente dispiaciuto per la delusione che potrebbe causarle.

Dopo molta preghiera, studio e considerazione, mi trovo obbligato in coscienza a dichiarare la mia intenzione di disobbedire al suo ordine di smettere di celebrare la Messa antica.

Mi rendo conto che Sua Eccellenza si trova in una posizione difficile, e che anche lei sta seguendo i dettami della sua coscienza per quanto riguarda il motu proprio Traditionis Custodes del Santo Padre. Ma ho soppesato il mio dovere davanti a Dio rispetto alla mia promessa di obbedire, e Dio ha vinto. Per come la vedo io, obbedire a un ordine così ingiusto potrebbe benissimo essere un affronto allo stesso Dio Onnipotente.

mercoledì 1 marzo 2023

Non c'era posto per loro...

Precedenti qui - qui - qui - quiqui - qui. Qui l'indice degli articoli sull'attuale  persecuzione della Liturgia dei secoli.

Mentre coloro che hanno avuto familiarità con l'usus antiquior durante l'età d'oro del Summorum Pontificum potrebbero non esserne pienamente consapevoli, Non è affatto una novità che ci siano dei cattolici gettati da parte e in mezzo alla strada per l'"offesa" di essere legati al loro patrimonio liturgico. I francesi in particolare lo sanno bene e hanno anche dimostrato la forza di spirito di non arrendersi di fronte a tanta ingiusta e per nulla caritatevole emarginazione e persecuzione. 
Ecco, ad esempio, un video (da cui è tratta l'immagine) che documenta come numerosi cattolici francesi che, legati al rito romano dei secoli ma non graditi dai loro pastori all'interno delle loro parrocchie (molte dei quali, badate bene, vuote), sono stati costretti a venerare in strada (cosa che continua in alcuni luoghi fino ad oggi). Prendete coraggio a iosa e magari prendete una lezione o due dalla figlia maggiore della Chiesa. Piuttosto che arrendersi, siate creativo nello spirito delle catacombe cristiane di un tempo. Con tutto il rispetto, non ce ne andremo, né tracorreremo la notte in silenzio.

Mercoledì delle Quattro Tempora di Quaresima

Ripropongo per sempre meglio conoscere l'Anno Liturgico e le sue gemme spirituali. Pratiche abbandonate con il Novus Ordo; ma tuttora vive in chi custodisce la Tradizione.
Nel calendario liturgico del Rito Romano, le Quattro Tempora sono quattro distinti periodi di tre giorni - mercoledì, venerdì e sabato - di una stessa settimana approssimativamente equidistanti nel ciclo dell'anno, destinati al digiuno e alla preghiera. Giorni che cadono fra la terza e la quarta domenica di Avvento, fra la prima e la seconda domenica di Quaresima, fra Pentecoste e la festa della Santissima Trinità e generalmente la settimana seguente l'Esaltazione della Santa Croce, (14 settembre). La Chiesa Cattolica prescriveva il digiuno in tutti i giorni delle Quattro Tempora e l'astinenza in ogni venerdì, e i fedeli sono invitati a confessarsi. Questa regola è tutt'ora seguita dai fedeli Cattolici che lo desiderano, ed in particolare per coloro che osservano il calendario liturgico del 1962. Vedi anche le Quattro Tempora di Avvento [qui] e di Pentecoste [qui].

1 marzo 2023: Mercoledì delle Quattro Tempora di Quaresima
 
Al digiuno quaresimale viene ad aggiungersi oggi quello delle Quattro Tempora. Parimenti Venerdì e Sabato avremo un doppio motivo di praticare la penitenza. Dobbiamo consacrare a Dio la stagione della Primavera, offrendogli le primizie nel digiuno e nella preghiera; dobbiamo invocare dall'alto la benedizione del Signore sulle ordinazioni dei Sacerdoti e dei sacri Ministri. Abbiamo dunque il massimo rispetto di questi tre giorni.
Fino all'XI secolo il digiuno delle Quattro Tempora di Primavera fu collocato nella prima settimana di marzo, e quello delle Quattro Tempora d'estate nella seconda settimana di giugno. Ma un decreto di san Gregorio VII le fissò nei periodi che noi attualmente li celebriamo: le Quattro Tempora di Primavera nella prima settimana di Quaresima e quelle dell'Estate nella prima settimana di Pentecoste. La Stazione odierna è a S. Maria Maggiore. Onoriamo la Madre di Dio, rifugio dei peccatori, e preghiamola che offra lei al Giudice divino l'umile tributo delle nostre soddisfazioni.
La Chiesa, che nei Mercoledì delle Quattro Tempora ci presenta sempre due letture della sacra Scrittura, in luogo dell'Epistola della Messa, oggi riunisce i due grandi tipi della Quaresima dell'Antico Testamento, Mosè ed Elia, per far risaltare alla nostra mente la dignità del digiuno quaresimale, al quale Gesù Cristo stesso è venuto a dare un carattere ancora più sacro, realizzando nella sua persona ciò che la Legge ed i Profeti avevano solo espresso in figura.

Lettera da Roma: il rescritto di Roche arriva con tutto lo zelo di Saulo il fariseo

Fioccano le reazioni e le analisi sul Rescriptum-Roche. Nella nostra traduzione da Catholic Herald, l'ennesima analisi circostanziata, con le note di un canonista, sulla sofferta vicenda riguardante il Rito Romano antico in relazione ai reiterati giri di vite vaticani e, in particolare, sul recente rescritto el 21 febbraio. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e successsivi.

CITTÀ DEL VATICANO Continuando a soffiare minacce contro l'antica liturgia della Chiesa in un modo non dissimile dalla persecuzione di Saulo in Atti 9:1, il cardinale Arthur Roche ha ora iniziato a rafforzare le armi dei vescovi per "garantire la corretta applicazione" della lettera apostolica di Papa Francesco del 2021 che limita la Messa latina tradizionale, Traditionis Custodes.

L'ultimo giro di vite del prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti è giunto con un rescritto che limita fortemente la libertà dei vescovi sulla Messa tradizionale e la loro autonomia nelle loro diocesi (can. 835 §1) come “direttori, promotori e custodi dell'intera vita liturgica”.