domenica 11 settembre 2016

L’ingiustificata rimozione del vescovo di Albenga

In data 1° settembre 2016 la Sala Stampa Vaticana ha comunicato che «il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Albenga-Imperia (Italia), presentata da S.E. Mons. Mario Oliveri. Gli succede S.E. Mons. Guglielmo Borghetti, finora Coadiutore della medesima diocesi».

Il Corriere della Sera dello stesso giorno, annunciando le sue dimissioni, ha scritto che «mons. Guglielmo Borghetti, “uomo di fiducia del Pontefice”, lo scorso maggio aveva già “svuotato” il seminario ligure nel quale erano stati accolti aspiranti al sacerdozio scartati dalle altre diocesi: le norme varate da Ratzinger stabiliscono infatti che non può essere sacerdote chi ha tendenze omosessuali». È noto purtroppo che non c’è seminario italiano privo di sacerdoti di tendenze omosessuali, anche perché la parola d’ordine corrente negli ambienti ecclesiastici è che l’omosessualità, a differenza della pedofilia, non è una colpa grave. La situazione della diocesi di Albenga non è certo peggiore di quella di altre diocesi, anche molto più importanti. Perché colpire proprio questo vescovo?

Peraltro, nell’annuncio dato dal Bollettino della Santa Sede non si legge il fatidico caso 401 § 2 circa la rinunzia di un vescovo diocesano, quando egli rassegni le sue dimissioni prima del compimento del settantacinquesimo anno di età, caso in cui rientra mons. Oliveri. Nel commiato che il Presule ha presentato alla sua diocesi, mons. Oliveri afferma di dimettersi per una richiesta da parte del Papa e cita un passaggio di una lettera a lui rivolta dal card. Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, in cui lo si invita – in quanto ormai vescovo emerito  – a «voler contribuire con le Sue parole e con i Suoi gesti, notoriamente ispirati dalla bontà, dalla cristiana carità e dalla saggezza pastorale, al rasserenamento degli animi, al mantenimento della pace nei cuori dei sacerdoti e dei fedeli di codesta comunità diocesana».

I motivi gravi per cui il Papa ha obbligato mons. Oliveri a lasciare la guida della sua diocesi non vengono enunciati dalla Santa Sede (non viene citato il canone del C.I.C. riguardante le questioni gravi, cosa che invece avviene in tutti i casi in questione). Un vescovo, i cui gesti sono ispirati dalla «saggezza pastorale» non è certo invitato alle dimissioni per un comportamento non idoneo.

Il motivo della dimissioni di mons. Oliveri va quindi ricercato altrove. La sua vera colpa non è quella che il Corriere della Sera gli addebita: la mancanza di severità riguardo alla condotta morale del suo clero, bensì quella che lo stesso giornale, in un altro passaggio suggerisce: di essere «fedele a Benedetto XVI nella possibilità di celebrare la messa con il vecchio rito (cosa che amava fare personalmente a differenza del Papa Emerito)».

La ragione di fondo della rimozione di mons. Oliveri va identificata nel fatto che il vescovo di Albenga ha sempre ispirato il suo ministero e la sua opera ad una visione di piena continuità con il magistero perenne della Chiesa. In occasione del XXV anniversario di Episcopato è apparso il primo volume che raccoglie le sue opere, Fides et pax (Cantagalli, Siena 2016), ove si può trovare un compendio del suo insegnamento, così dissonante da quello corrente.

La voce di un Vescovo secondo cui «la nostra  missione è di natura soprannaturale e tende essenzialmente al Regno dei Cieli, alla vita con Dio, ben consci, illuminati, dalla parola di Cristo che il suo regno non è di questo mondo”, “non è di quaggiù”» (dall’Omelia dell’Ingresso in Diocesi il 25 Novembre 1990), suonava ben diversa da quella di tanti Presuli, oggi impegnati solo ad aprire le chiese agli immigrati, disinteressandosi del loro bene spirituale. Mons. Oliveri si è distinto inoltre per la generosa accoglienza verso un altro genere di migranti: i seminaristi e i sacerdoti perseguitati dai loro vescovi per l’amore che portavano alla Tradizione della Chiesa. Molti di loro oggi si sentono orfani. E, ancora una volta, ad un’autentica figura episcopale Papa Francesco ha voluto togliere la parola.
Emanuele Barbieri - [Corrispondenza Romana]

52 commenti:

Anonimo ha detto...

http://www.benedictins-de-immaculee.com/2016/07/11-juillet-solennite-de-saint-benoit.html?lang=it

Luisa ha detto...

Avevo subito riportato l`articolo del Corsera ed ero stata sorpresa dalla mancanza di reazione sul blog, sono dunque grata che venga data visibilità all`ennesimo risultato del clima non solo dittatoriale ma orientato verso l`eliminazione di tutto ciò che non quadra con la linea bergogliana e i diktat delle lobby che tirano i fili del governo.
L`omosessualità è presente nei seminari, nelle loro direzioni e insegnanti, nella gerarchia che si autopromuove, coopta e protegge, certi scandali sono stati soffocati e silenziati e, suggerendo che ha dato rifugio a seminaristi e sacerdoti con tendenze omosessuali, si va come per caso a colpire Monsignor Oliveri, un vescovo fedele a Benedetto XVI ma sopratutto alla Dottrina, alla Tradizione, e colpevole anche di non disprezzare il Rito Antico ma di amare celebrarlo.
Bergoglio e la sua équipe hanno costretto Mons.Oliveri a dimissionare, hanno dilaniato l`Ordine dei Francescani dell`Immacolata, hanno fatto la pace con le "religiose" americane e eretiche, hanno fatto vescovi uomini perfettamente in linea con il "bergogliopensiero", vescovi e cardinali, timorati e codardi, adottano linguaggio e prassi bergoglioconformi, la gerarchia della chiesa ci sta offrendo uno spettacolo pietoso, non che prima fosse un modello di virtù ma, povera ingenua, mi aspettavo altro da certi vescovi e cardinali che oggi non solo tacciono sui problemi e la confusione create dal papa attuale ma fanno a gara per seguire il suo esempio.

Anonimo ha detto...

http://www.diocesidialbengaimperia.it/home_diocesi/in_evidenza/00000856_Lettera_al_Clero.html

Luisa. S ha detto...

Ho letto sul sito della Diocesi di Albenga-Imperia i discorsi dei due Vescovi. Il Vescovo Olivieri, pare di capire, si è dimesso su richiesta del capo massimo. I motivi dovevano essere così gravi da non poter essere enunciati? Allora tutte queste lodi del successore a lui e al buono che ha trovato nella diocesi che senso hanno. Quindi o sono ipocriti o sanno di non potersi giustificare.

Anonimo ha detto...

Certamente la situazione della Diocesi di Albenga non è dissimile da quella di molte altre, non solo in Italia. Ma suscita quantomeno stupore che Bergoglio si dimostri così severo ed autoritario in taluni casi, e viceversa estremamente latitante in casa propria, ad esempio con un discusso personaggio che tuttora ricopre incarichi di prestigio in quel di Santa Marta. Come al solito, verso i suoi sodali egli adotta un metro ben diverso da quello che invece impiega verso quanti egli non sente vicini alle proprie idee.

Ma sarebbe sciocco non riconoscere altresì che vi siano delle situazioni di scandalo grave, cui vada posto rimedio.
Magari Bergoglio potrebbe chiedere le dimissioni anche di chi, in altre Diocesi, ha ammesso al sacerdozio dei chierici indegni che poi sono stati accolti ad Albenga. In molti casi la loro reputazione era già gravemente compromessa sin dal seminario...

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Questo del Barbieri è purtroppo solo l'espressione di una tifoseria.

Con tutti i possibili e dovuti e meritati elogi a mons. Oliveri, non bisogna dimenticare che ha lasciato in eredità al suo successore la diocesi italiana con la più forte lobby di preti gay (oh, serviva per la "Tradizione", ceeerto, ceeerto!), senza contare il resto.

I suoi demeriti nullificano purtroppo i suoi pur vasti e numerosi meriti, e a farne le spese sarà il gregge che aveva avuto affidato.

Anonimo ha detto...

E' bello vedere la "misericordia" della Nuova Chiesa bergogliana all'opera. Davvero bello. Ed è istruttivo vedere la vittima adeguatamente mostrificata, come da copione, dal Corriere cioè dalla quintessenza degli straricchi salotti del Potere fino al 2013 visceralmente anti cattolici.
Ah, dimenticavo, mi pare che Bergoglio in settimana abbia tacciato chi manifesta perplessità sul suo nuovo corso di essere "terroristi". Tanto per restare in tema di "misericordia", "apertura", "dialogo", "comprensione", "bontà".
Miles

mic ha detto...

Con tutti i possibili e dovuti e meritati elogi a mons. Oliveri, non bisogna dimenticare che ha lasciato in eredità al suo successore la diocesi italiana con la più forte lobby di preti gay (oh, serviva per la "Tradizione", ceeerto, ceeerto!), senza contare il resto.

E.P. che ci siano preti gay ad Albenga sarà anche vero. Ma non credo sia questione di percentuali o che in altre diocesi siano da meno.
Conoscendo l'indole di mons. Oliveri, avrà avuto la discrezione del pastore piuttosto che quella del giudice. Ma il "chi sono io per giudicare" è stato pronunciato e applicato ben più in alto. Poi, guarda caso, molti gerarchi illustri con un pedigree di coperture gay ancor più sospette non solo sono al loro posto, ma non vengono additati al pubblico ludibrio.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Beh, però con la "discrezione del pastore" ha accolto e ordinato emeriti froci, ha messo preti "problematici" in parrocchia mettendoli nuovamente in grado di far danni, s'è tenuto in casa come "segretario" un prete arrestato e condannato...

Se un vescovo modernista avesse fatto metà di quelle robe, come avremmo commentato?

Luisa ha detto...


"...con la più forte lobby di preti gay..."

!?!

A parte che per fare affermazioni di quel genere bisogna disporre di prove formali, perchè essenzialemnte periferico non investe un`altrettanto grande foga per denunciare i vari omosessuali con tanto di potere nelle mani, nei seminari, nelle diocesi, intra e extra muros?
E poi perchè quel disprezzo per i cattolici tradizionali? Mah!

Anonimo ha detto...

Io non credo proprio che la diocesi di Albenga abbia la più forte ed influente lobby di preti gay in Italia.Non mi risulta e credo che non sia vero.L'articolo del corrierino , semplicemente fuffa ,è la somma di mele con pere tanto per fare numero e screditare mons Oliveri e la Chiesa Cattolica.Altra cosa da chiarire :mons Borghetti non è un progressista sfegatato ma un vescovo che cercherà di far bene.Sotto questi chiari di luna il gregge è caduto in piedi e potrà consolarsi visto che in giro ci sono tanti pastori veramente pessimi.bobo

Esistenzialmente Periferico ha detto...

La signora Luisa è un perfetto esemplare di cieca tifoseria, quella che fa vedere il mondo in bianco e nero, quella per cui la notizia «vescovo ordina prete gay» è un atto di sublime carità paterna se il vescovo era etichettato come tradizionalista, ed è un'intollerabile nefandezza sodomitica se il vescovo non era etichettato come non tradizionalista.

Quanto alle "prove formali", venga a farsi un giretto per Albenga e dintorni, e ascolti con le sue orecchie preti-checche che apostrofano efebi dall'altro lato della strada (dunque a gran voce) allusioni omosessuali e sodomitiche. Entri nelle canoniche, e ascolti dalla viva voce di preti in talare sfilze di arguzie in tema "contro natura", vada sui loro facebook a contemplarne le nudità esibite in modo gratuito e pruriginoso, li ascolti in sagrestia, subito dopo la Messa, con l'alito che ancora sa di sacre specie, ridacchiare sguaiati mentre a turno distillano veleni e battutacce non proprio secondo natura, ne sia affascinata dai gai discorsi a tavola o dagli sguardi rapiti mentre osservano un seminarista piegato a raccogliere qualcosa da terra, si faccia raccontare da un proctologo qualche diagnosi fatta a qualche prete a causa di certe sue frequenti gitarelle fuoriporta...

Grandissima parte di costoro è stata accolta, protetta, promossa da Oliveri (che modernisticamente ha tentato di distinguere il «comportamento» omosessuale dall'«orientamento» omosessuale), che perciò - che se ne renda conto o no, che ci piaccia o no - ne è complice. L'esistenza di una forte "lobby di preti gay" in quella diocesi è innegabile, così come il nome del principale responsabile. Per cui non sembra affatto anomalo il tentativo di seppellire la questione facendo il meno rumore possibile: a Roma saranno pure modernisti e gayfriendly (si veda ad esempio l'ingiustificata presenza di mons.Ricca a Roma), ma non sono fessi.

Ma la tipica tifoseria tradizionalista (che non rappresenta la Tradizione, né la promuove davvero) non vuol sentirne parlare. Per costoro basta un po' di talare e di Messa del '62 con omelia-fervorino per entrare automaticamente nella categoria di viri probati virili e casti in ogni pensiero, parola, opera e omissione.

mic ha detto...

E.P. quello che dici sulle ordinazioni da parte si mons. Oliveri non mi risulta. E non capisco anche il tuo di accanimento.
Non ti conosco come tipo da tifoserie, come del resto siamo in molti qui a non esserlo, ma in questo caso non mi tornano i conti con la tua insistenza. Anche se so quanto sei stato scottato in contesti (diversi da Albenga) per questo problema purtroppo così diffuso, proprio perché non facevi parte della lobby.

murmex ha detto...

Questo posso dire : ascoltando una predica di mons Oliveri , io sono sempre rimasta altamente edificata . E questo non è scontato , ascoltando altri sono invece rimasta altamente scandalizzata .- Mi pare merito non da poco , dato il coraggio richiesto per insegnare coram populo la vera dottrina cristiana di questi tempi . quanto agli scandali ci sono sicuramente , l'ultimo di pochi mesi fa riguarda un prete di stampo non certo "tradizionalista " , ma anzi tutto l'opposto . Occorrerebbe uno studio preciso e documentato per provare che qui ci sono più scandali che altrove , poi eventualmente riparlarne . Forse , se appunto si può fare , è quello di eccessiva bontà , forse un presule dovrebbe essere dotato anche da una certa dose di giusta durezza ; ma parlo da profana , per niente addentro alle segrete cose curiali . Comunque , è andata così , vedremo se ora con il nuovo presule tutto per incanto si aggiusterà , i preti saranno quei modelli di virtù cui noi fedeli abbiamo diritto ,Mi pare comunque che ci sia un certo fermento "tradizionale " che non sarà facile far scomparire , anche se non credo goda di particolare simpatia nel nuovo corso . E questa mi pare una bella eredità , che staremo attenti a non disperdere . ecc

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Nessuno contesta il fatto che Oliveri tenga omelie edificanti, celebri degnamente la liturgia, insegni la vera dottrina cristiana, ecc. Ma in qualità di vescovo è tenuto anche a selezionare, formare, vagliare i suoi sacerdoti e, se del caso, anche prendere adeguate e tempestive misure contro quelli che possono danneggiare il gregge che Dio gli ha comandato di pascere. Per esempio: un prete che ha dato scandalo non può meritare un incarico pubblico (come quello di parroco), tanto meno con l'alibi della scarsità di preti (come a dire che in mancanza un fido cane da guardia per un certo gruppo di agnellini, si rifila loro un lupacchiotto notoriamente desideroso di smetterla con la dieta vegana).

Gli scandali preteschi avvengono ma è grave che un vescovo, di fatto, vi contribuisca: modernista o non modernista la colpa resta la stessa; il celebrare il rito antico e l'insegnare la vera fede sono ottime e necessarie virtù ma non sono attenuanti all'aver favorito lo scempio della diocesi. Con onestà dobbiamo ammettere che mons. Borghetti, qualunque idea possiamo avere di lui, ha ereditato da mons. Oliveri un clero con quell'ampia "lobby"... Come avremmo commentato l'ipotesi di un vescovo amico della Tradizione che venisse promosso a succedere ad un vescovo blandamente modernista che gli lascia in eredità un clero molto gaio e coalizzato?

Aggiungo a margine che il parlare di "tifoseria" serve a evidenziare l'atteggiamento di coloro che hanno pur buoni argomenti contro gli etichettati "modernisti", ma che minimizzano e tacciono quando si tratta di usarli contro gli etichettati "tradizionalisti".

Luisa ha detto...

EP... la signora Luisa la ringrazia perchè grazie a lei ha oggi appreso di essere un "perfetto esemplare di cieca tifoseria", se lo dice lei deve essere vero :):) come si dice da noi: meglio sentire quello piuttosto che essere sordi o, piuttosto, meglio leggere quello che essere ciechi!

Buona domenica!

mic ha detto...

Aggiungo a margine che il parlare di "tifoseria" serve a evidenziare l'atteggiamento di coloro che hanno pur buoni argomenti contro gli etichettati "modernisti", ma che minimizzano e tacciono quando si tratta di usarli contro gli etichettati "tradizionalisti".

EP condivido ciò che pensi sul fenomeno delle tifoserie. Però è un fatto che mettere il carico da undici su un tradizionalista significa sparare sulla Croce rossa.

Luisa ha detto...

Forse il senso del mio "commento" è sfuggito al focoso e ipersensibile EP, anche ammettendo che il cupo ritratto che ha disegnato della diocesi di Albenga rifletta la realtà, perchè Jorge Bergoglio non ha preteso la dimissione ad esempio del card. Vallini malgrado gli scandali a ripetizione di un clero a luci rosse, di seminaristi amanti di discoteche gay, di prostituti con libera entrata nella Curia generalizia, ecc. ecc.?
Oliveri sì, Vallini no?
Perchè gli strali vaticani sono caduti solo su Mons. Oliveri?

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Anzitutto ricordiamoci che quello "sparare sulla Croce rossa tradizionalista" stavolta non è stato del tutto gratuito.

Inoltre l'esistenza degli scandali valliniani non fa diminuire quelli oliveriani (se la polizia ti ferma per eccesso di velocità, non è che per andartene gratis ti basta dire che tutti gli altri correvano come matti).

La Chiesa, la Tradizione, la Verità, non hanno bisogno di tifoserie (che in quanto tali vivono di metodi modernisti: due pesi e due misure, vittimismo, sarcasmo autoconsolatorio, ecc.).

Luisa ha detto...

Insisto EP, perchè Oliverì e non Vallini?

mic ha detto...

EP,
sai bene che non amo né il vittimismo né il sarcasmo consolatorio sia perché mi conosci che per le decine di commenti del genere che non vengono pubblicati e che tu vedi come moderatore.
Ovvio che la tradizione non ha bisogno di tifoserie. Chi conosce e stima mons. Oliveri non parla da tifoso ma usa i toni di murmex.
Qualcosa dice anche il fatto che Oliveri fosse da tempo nell'occhio del ciclone anche per l'appoggio dato ai FI.

irina ha detto...

Di tutta questa storia so solo quello che leggo qui.
Il comportamento di questi preti e/o seminaristi denuncia il fatto che costoro sono omosessuali perchè cretini:Vieni accolto da un vescovo perchè mandato via da altrove, ti comporti male esponendo alla altrui riprovazione sia di nuovo te stesso sia chi accogliendoti si è esposto per te, per darti un tetto.Non lo capisci. Vuol dire che ti manca il bene dell'intelletto. Aveva ragione Freud affermando che il principale organo sessuale è racchiuso nella testa. La tua per lasciare posto al sesso pensiero ha perso il senno. Quindi curati. E chiedi perdono a chi ti ha dato fiducia e tu non hai avuto scrupolo di tradire.Pentiti.Pentitevi e curatevi.Presto.
Sempre più sono certa che in questi casi c'è spesso un aiuto medico che viene a mancare perchè non si vogliono guardare i fatti nelle loro implicazioni patologiche del sistema nervoso in particolare, mi sembra. Poveri figli, sono malati e nessuno li cura.

Don Francesco ha detto...

Monsignor Oliveri è stato rimosso per motivi ideologici: su questo non ci piove. Un vescovo che contesta l'errata idea di soprannaturale insita nella teologia moderna e modernista, che scrive documenti sugli alatri "ad oriente" e sulla comunione in ginocchio, che raccomanda la piena libertà di applicazione del Motu proprio e celebra pontificalmente nella propria cattedrale in rito tridentino, che compone le prefazioni dei libri di Gherardini (un discorso da fare) e delle ristampe di "Iota usum" di Amerio è un vescovo da eliminare.
La questione degli scandali è pretestuosa; anzitutto bisognerebbe riflettere come sia stata montata e ingigantita da stampa apertamente massonica. Ad Albenga come ovunque ci sono stati dei casi di immoralità nel clero, ma nulla giustifica l'asserzione dell'esistenza di una lobby gay; se qualcuno ritiene di poter asserire l'esistenza di tale lobby, faccia pure nomi e cognomi dei componenti... e si assuma le relative responsabilità legali. Altrimenti taccia e cessi la calunnia.

Gederson ha detto...

Il curioso è che il caso di Mons. Oliveri è troppo simile al caso di Mons. Pagotto. Nel caso del vescovo brasiliano è stato dimostrato che l'accuse sono stati un complotto della sinistra cattolica brasiliana contro il vescovo: era tutto menzogna! Anche lui era stato accusato di "aver accolto sacerdoti e seminaristi espulsi da altre diocesi per accuse di abusi" (https://it.zenit.org/articles/papa-rimuove-vescovo-brasiliano-accusato-di-relazioni-gay-e-di-insabbiamento-abusi/). Il caso degli altri diocese è che la maggioranza dei seminari sono veri femminari. Quindi, per quanto conosco della realtà cattolica brasiliana penso che gli abusi degli seminaristi accolti per Mons. Pagotto era quello di essere dei seminaristi cattolici. Nel caso di Mons. Oliveri se può credere che nell'altri diocese tutti gli seminaristi sono uomini e cattolici e che la diocese di Albenga sia il rigudio per gli omosessuali? Se può credere in questo?

Cerca la "giustizia" di Papa Francesco, l'accusasione contro quelli che hanno qualcosa di tradizionale è sufficiente per le sanzioni più severe. Non ha un processo dove se investiga se l'accuse sono veri o falsi, non se presenta un processo. Facendo un gioco di parole sembra che "I chierici di Francesco devono non solo essere onesti, ma anche sembrare onesti". Questi casi, come nel caso dei Francescani dell'Immacolata, mons. Rogelio Livieres e altri sono casi per la pubblicità, casi dove se fa una "giustizia" puramente ideologica (apparente giustizia, ingiustizia reale), la giustizia per i mass media...

Alessandra Badano ha detto...

Un vescovo di solida fede come mons. Oliveri non può agire in mala fede.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con Esistenzialmente Periferico.
Il motivo per cui è stato fatto in modo che Lui si dimettesse (di questo si è trattato!) non è solo perché Mons. Oliveri è legato alla Tradizione e stima i FI. Certo, queste sue posizioni lo hanno gravemente compromesso agli occhi di Bergoglio e del suo entourage, e ciò ha avuto il suo peso. Ma il motivo principale va cercato in altra direzione... Non posso e non voglio dire oltre, ma essendo stato per tre anni in Diocesi di Albenga-Imperia conosco abbastanza la realtà del Clero locale. C'entra l'omosessualità ma non credo la pedofilia. E tutto ciò - in ambito ecclesiastico - non riguarda solo i preti... Ottima la Dottrina proclamata e illustrata dal Vescovo. Ma questo, da solo, non copre e non può 'coprire' tutto il resto... Intelligenti pauca.

Luisa ha detto...

Ma insomma non c`è nessuno che vuole semplicemente e senza tanti giri di parole o svicolate dirmi perchè sono andati a colpire proprio mons. Oliveri quanto gli scandali legati ad un clero a luci rosse sono presenti in tante altre diocesi e in particolare a Roma?

Anonimo ha detto...

Esistenzialmente Periferico, io non so se quello che dice lei su Albenga sia vero oppure no. Se è vero, è gravissimo, e non sarò io a difendere queste cose e queste persone. Però, per piacere, non ci venga a dire che la distinzione tra comportamento e orientamento omosessuale è una cosa tipica dei modernisti: è una distinzione perfettamente tradizionale e razionale. Se un pover'uomo ha una certa tendenza e vive casto, i suoi meriti sono grandi agli occhi del Signore. In paradiso, secondo me, ne troveremo molti di santi di questo tipo; io stesso, forse, ne conosco qualcuno.

Poi, si parla sempre d'omosessualità, ma non dimentichiamo, per piacere, che c'è anche la classica lussuria eterosessuale: preti ecc. che vanno con le donne, o ci pensano, e non parlano affatto di precisi insegnamenti della Chiesa sulla contraccezione, i rapporti prematrimoniali, ecc., perché in realtà non ci credono neanche loro. Va bene che l'omosessualità è anche più grave. Ma sembra che per qualcuno, anche tradizionalista, basti che ci siano di mezzo le donne e non gli uomini per considerarla una venialità e farsi un'alzata di spalle o una risatina. Si sentono dei discorsi che fanno schifo.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Il fatto che mons. Oliveri sia stato rimosso "anche" (e sottolineo "anche") per motivi ideologici, non toglie nulla al fatto che mons. Oliveri abbia commesso errori che un vescovo non può permettersi (col risultato di lasciare la diocesi in quel penoso stato: "lobby dei preti gay" ecc.), e che per di più li abbia talvolta commessi "di proposito" (ripeto: "di proposito"), a meno di non pensare che sia completamente rincitrullito (la Alessandra evidentemente pensa così, perché scarta l'ipotesi della malafede).

Ho cambiato idea su di lui quando ho scoperto che ha voluto come segretario personale un prete che era stato arrestato e condannato. Ora, se tu hai un prete in quelle condizioni, anche se sei convinto della sua innocenza, anche se ritieni che meriti il tuo tempo e la tua presenza, la tua più pressante e ragionevole necessità è quella di tenerlo lontano dai riflettori, non quella di metterlo di nuovo al centro dell'attenzione davanti al clero, davanti al popolo e davanti alla stampa. Invece lo hai voluto lì, come segretario (insisto: lo hai "voluto"), pur conoscendone la storia (dai giornali e dai preti e dai fedeli), pur potendo facilmente immaginare gli scandali e le altre conseguenze (smentendo le anime belle che si illudevano che certo malgoverno fosse tutto giustificabile con "malconsigliato", "non sapeva", "non poteva immaginare", "si è ingenuamente fidato di quel che gli dicevano i diretti interessati", ecc.), col risultato di dare alla "Roma modernista" un appiglio in più, anzi, addirittura un motivo per agire velocemente.

Per questo dico che è stato fin troppo fortunato Oliveri a cavarsela con così poco. Amicus Plato, sed magis amica Veritas: posso esprimergli tutta la mia solidarietà (non sono cieco davanti ai suoi già noti meriti che i tifosi continuano noiosamente a rinfacciarmi), ma non posso applaudire un vescovo che lascia la diocesi in quello stato (a causa del suo malgoverno; ribadisco: "malgoverno"), situazione che non viene cambiata dall'esisteza di casi mons. Pagotto ecc.

Quanto al don Francesco che mi chiama calunniatore, mi viene da sorridere per la manifestazione di tifoseria (speri che anche il Signore la pensi così). Un vescovo non è responsabile dei peccati dei suoi preti... tranne quando li mette in condizione di compierli e di dare scandalo. Un vescovo è anche munus gubernandi.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Per rispondere al commento delle 10:32 devo ricordare che è stato un gesuita italiano a presentare pubblicamente quella distinzione fra "comportamento" e "orientamento" intendendo con ciò difendere le checche che popolavano il seminario di cui lui - checca a sua volta - era rettore.

In tempi non troppo lontani la Chiesa aveva una risposta per chiunque desiderasse consacrarsi, anche per chi avesse un passato torbido o incapacità varie. Invece oggi, per fare un esempio, scomparsi gli ordini "penitenziali", torna troppo comodo riciclare un prete "scandaloso" in un'altra parrocchia (dopotutto c'è scarsità di clero, e tanto i fedeli sono un branco di stupidi, bisogna urgentemente tappare i buchi per quest'anno pastorale, possiamo mica lasciar scoperta una parrocchia?).

Luisa ha detto...

Apparentemente EP continua, con una foga che rasenta la tifoseria che rimpovera ad altri, a darci le sue ragioni( perchè non fare i nomi della "famosa lobby gay" di Albenga?) ma evita con cura di rispondere alla domanda pur semplicissima: perchè mons. Oliveri ha dovuto dimettersi mentre molti dei suoi confatelli che hanno altrettanti ( ammesso e non concesso che lui li abbia) cadaveri negli armadi sono lasciati tranquilli ai loro posti?
Quante volte i giornali hanno riportato gli scandali romani che vedevano protagonisti preti, religiosi, e seminaristi, serate molto gay et molto hot, incontri privati e in luoghi pubblici, va e vieni nemmeno discreti, eppure Vallini è sempre al suo posto, i direttori dei seminari pure, e lo stesso si potrebbe dire di altre diocesi, le notizie scompaiono molto rapidamente dai media e tutto ricade coperto sotto lo spesso velo complice mediatico e gerarchico.
Ma mons. Oliveri noooo, lui no, lui DEVE dimettersi, lui è gettato in pasto ai media, gli stessi media che sanno e tacciono le informazioni calde e compromettenti da quando è cambiato il papa, e poi chi sono io per giudicare?
Salvo che si ricordano di giudicare e punire quando il "colpevole" va a controcorrente, non respira e diffonde la brezza modernista tanto in voga, non getta a mare tutto quel che esisteva prima di Bergoglio e prima del CVII, somma colpa la sua, probabilmente quella che gli è stata "fatale", se non è per quello perchè solo lui è punito e sanzionato mentre altri se ne stanno tranquilli al loro posto?

Anonimo ha detto...

Esistenzialmente Periferico, io non so chi sia il gesuita a cui lei allude. Ma il fatto che una verità sia magari usata strumentalmente, per fini cattivi, non toglie che la verità resti tale. La dimenticanza di questo principio ovvio è tipica del modo di ragionare capzioso dei modernisti, vecchi e nuovi.

Luisa ha detto...

Non so se è il geusita di cui parla EP, certo è che questo signore è Presidente della sezione italiana dell’Associazione europea di teologia cattolica e che quel che leggo nell`articolo qui sotto non mi sembra 100% cattolico, ed è dir poco:


http://www.lindicedelsinodo.it/2014/11/quale-spazio-nella-chiesa-per-gli.html

Don Francesco ha detto...

Caro Esistenzialmente Periferico,

il tenore generale della sua requisitoria si giudica dalla sicumera con la quale presenta come "certo" un dato che, in effetti, è falso. Lei afferma che Monsignor Oliveri ha "voluto come segretario personale un prete che è stato arrestato e condannato".

Questa sua affermazione è gravissima. Monsignor Oliveri, privato del suo segretario per altrui disposizione, si è giovato della collaborazione di un sacerdote che è stato coinvolto nelle indagini per furto di libri presso la Biblioteca dei Gerolamini di Napoli; tale sacerdote, noto a tutti coloro che lo conoscono come persona assolutamente pia e modesta, non è affatto condannato, anche perché il processo non è ancora finito. Chi afferma il contrario mente e calunnia.

Quanto alle false accuse di sodomia "dilagante" tra il clero ingauno - senza escludere la possibilità di qualche singolo atteggiamento di immoralità ma, come insegna Aristotele, "una rondine non fa primavera" - la invito ancora una volta a suffragarle con fatti oggettivi e pubblici. Diversamente dovremo pensare o che le sue accuse sono false o che le sue accuse siano fondate su esperienza personale... "expertus potest dicere".

Esistenzialmente Periferico ha detto...

La signora Luisa continua a contestare l'arresto del ladro "poiché oggi tutti rubano", e ad esigere una lista di proscrizione che intende verificare personalmente.

Continui pure a credere che la meritata dimissione di Oliveri ci comandi di tacere sugli scandali dei modernisti.

Continui pure a credere che la diocesi di Albenga sia il paradiso della Tradizione e della casta virilità del santo sacerdozio; Nostro Signore non riuscì a vincere i pregiudizi dei farisei, posso mica vincere io i pregiudizi della signora?

Come già detto e ribadito più volte (ma la signora non leggerà neppure stavolta), Oliveri non è responsabile dei peccati dei suoi preti e seminaristi, ma è responsabile di averli messi in condizione di dare ulteriormente scandalo. E perciò paga per i suoi errori di governo. Che poi tali errori (di cui abbiamo discusso uno ineccepibilmente deliberato) abbiano reso più facili gli obiettivi di coloro che odiano la Tradizione, non è una giustificazione ma un'aggravante sul suo conto.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Don Francesco non è al corrente dei fatti, altrimenti avrebbe ammesso che il sacerdote in questione non è stato solo "coinvolto nelle indagini" (articolo di N. Famà su Il secolo XIX del 27 maggio 2012) ma è stato arrestato (articolo di G. Bracco su Il Secolo XIX del 30 gennaio 2013) e ha scontato quasi un anno e mezzo di arresti domiciliari (redazionale sul Corriere del mezzogiorno del 24 aprile 2014).

Inoltre è stato condannato dalla Corte dei Conti - insieme al direttore della biblioteca - al risarcimento di diciannove milioni e mezzo di euro (articolo di L. Sabato su Il Mattino dell'8 ottobre 2014).

Segnalo in fine un articolo di L.Reb. su Il Secolo XIX (di fine marzo 2015): "Segretario del vescovo indagato con Dell'Utri". Oliveri non leggeva mai le notizie che lo riguardavano?

Don Francesco, se proprio vuol lamentare "affermazioni gravissime", "sicumera" e quant'altro, si rivolga ai giornali sopra citati.
E per cortesia, adoperi i motori di ricerca: l'uso di Google è gratuito.

Luisa ha detto...

Mi dispiace che EP continui ad avere una lettura distorta dei miei commenti e a pretendere che non leggo i suoi, tant pis, i dialoghi di sordi non mi interessano, osservo solo che forse è lui a non leggere i miei visto che continua a non rispondere alla mia domanda pur semplice e diretta.
Peccato però non ero abituata su questo blog a quel tipo di stile, tono e aggressività pungente ancor meno quando è un moderatore ad usarli!

Don Francesco ha detto...

EP

Sono perfettamente al corrente dei fatti ed è per questo che ne parlo con stupore e scandalo. Ripeto che il sacerdote NON è stato condannato; ha subito un fermo cautelare in fase di indagine: conosce la differenza? Nessun giudizio è stato pronunciato. Se a lei risulta il contrario, mi citi il giorno della condanna.

Quanto alla Corte dei Conti, suo compito è stimare il danno ricevuto dalla biblioteca, non pronunciare condanne sui soggetti; quindi, al termine del processo, coloro che risulteranno colpevoli dovranno risarcire quella cifra.

Citare come fonti la stampa laica e, in particolare, il Secolo XIX è ciò che in logica si definisce "petizione di principio". Io sto precisamente contestando la sua disinformazione dovuta a fonti inquinate e lei mi cita proprio quelle come sostegno alle sue tesi? Sarebbero gli stessi organi di informazione che hanno parlato tanto bene di Padre Manelli, ad esempio?

Continui pure a documentarsi sulla grande stampa, se crede. Sappia però che così facendo, fa il gioco del demonio e contribuisce a diffondere CALUNNIA su uomini che non la meritano.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

I giornali dicono che la Corte dei Conti ha "confermato la sentenza di primo grado" (articolo di G. Barbera su Riviera24 del 10 marzo 2016) depositata il 4 febbraio 2016 (articolo di A. Gemma su Repubblica del 3 marzo 2016; testo della sentenza disponibile on-line in formato PDF) ma don Francesco - che non sembra molto ben informato - afferma che "nessun giudizio è stato pronunciato".

Per cui, dopo la figuraccia su "sicumera" e "affermazioni gravi", alza la posta e preferisce azzeccare un'altra figuraccia accusandomi nuovamente di "calunnia" e insinuando che la "stampa laica", in quanto tale, sarebbe il materiale della calunnia. Un po' misero come argomento, per cui tenta di spostare l'attenzione su altre questioni.

Ora, il difendersi da un argomento fantoccio è la specialità delle tifoserie. Le affermazioni del sottoscritto, per chi si fosse preso la briga di leggerle almeno di sfuggita, sono sintetizzabili così:

- a meno di non considerare totalmente rimbecillito Oliveri, è innegabile che abbia commesso errori nel governo della diocesi;

- quegli errori, in quanto errori, meritano adeguata punizione, indipendentemente dal rapporto che Oliveri ha con la Tradizione (l'articolo di Barbieri è perciò un lamento da tifoso);

- le tifoserie, preferendo alla verità il prestigio del proprio campione, non rendono un buon servizio alla Chiesa;

- uno degli errori sopra indicati riguarda la faccenda del "segretario", soggetto che non era il caso di tenere sotto i riflettori anche se Oliveri lo avesse considerato totalmente innocente;

- tale errore è deliberato, perché Oliveri sapeva (quantomeno dai giornali).

Chi ama tirar pietrate a un vespaio, non ha il diritto di lamentarsi di "persecuzioni" da parte delle vespe.

(alla signora Luisa devo spiegare che il "vespaio" è l'ira dei modernisti e che le "pietre" sono quegli errori nel gubernandi, e devo ricordare nuovamente che l'esistenza degli scandali valliniani non fa diminuire quelli oliveriani).

ilfocohadaardere ha detto...

Esistenzialmente periferico, dal momento che lei ha detto "arrestato e condannato", era legittimo anzi scontato inferirne che lei alludesse ad una condanna PENALE, ovvero al riconoscimento (se definitivo o meno,non era invece possibile saperlo)di responsabilità penale, dunque relativa alla commissione di reati.Poi, grazie alle precisazioni di Don Francesco,abbiamo potuto capire che si trattava di responsabilità di natura CONTABILE,che è indipendente dalla responsabilità penale (può essere a titolo di mera negligenza e "colpa",dunque un danno erariale privo di intenzione).La "sentenza" di cui parla è evidentemente sentenza di primo grado, sempre di natura contabile, dunque davvero poco interessante e per nulla probante rispetto a fatti di reato,penali, cioè di una oggettiva gravità quanto al genus ed alla species.Dunque,ha buone ragioni Don Francesco nel contestarle quanto meno imprudenza ed eccesso di zelo nel presentare quella tal posizione come grave e "probante" dal punto di vista delle responsabilità di un Vescovo per fatto altrui (culpa in vigilando o in eligendo).Piuttosto, mi stupisco che nessuno- dati i tempi- abbia anche solo ipotizzato (qualcuno, ingenuamente,parlava di "omosessuali stupidi") che "forze nemiche" infiltrino di proposito candidati deviati nel Seminario di un Vescovo SCOMODO (e considerato pericoloso, ipotizzo...) perchè diano scandalo "ad orologeria",quando richiesti?Vista la malvagità di questi tempi,e lo scatenamento anticristico in atto,per me è una legittima e plausibile ipotesi...Un mandata di "candidati" di tal fatta,e il vescovo è bello che rovinato...Credete che non si possano nascondere certe tendenze?Altrimenti,se complotto non fosse,li stessi racconti inauditi fatti da EP sarebbero poco credibili,quanto a ostentazione dei comportamenti scandalosi...sembrano invece esattamente fatti a sommo studio!

Anonimo ha detto...

Intanto il vdr ha stabilito una giornata mondiale commemorativa per le vittime di abusi sessuali dei preti pedofili.......come dire prendersi tutti i meriti davanti al mondo e tenersi fior fiore di gay in casa, complimenti......

Luisa ha detto...

"devo ricordare nuovamente che l'esistenza degli scandali valliniani non fa diminuire quelli oliveriani"

Ed io le ricordo, EP, che solo quelli "oliveriani" hanno avuto come conseguenza l`esigenza della dimissione del vescovo mentre gli altri non provocano nessuna sanzione per chi li ha tollerati, c`è chi è punito e c`è chi se ne sta tranquillo e impunito.
Due pesi due misure, realtà più che evidente per la quale lei sembra non avere, o non voler dare, nessuna spiegazione.

Don Francesco ha detto...

La ringrazio di aver pubblicato il PDF. Resta così evidente ciò che fin dal principio le ho contestato: quel sacerdote non è stato penalmente condannato, ma, qualora ciò dovesse accadere al termine del processo penale, ricadrà su di lui anche la sentenza della Corte dei Conti. Ad oggi quel sacerdote è innocente.

La stampa massonica ha giocato esattamente sull'ambiguità della quale lei, spero involontariamente, si è fatto attore. Parlare di "sacerdote arrestato e condannato" senza ulteriori specificazioni relative alla qualità del reato e della sentenza fa subito immaginare che il soggetto in esame sia stato penalmente condannato.

Mi chiedo per giunta, parlando ipoteticamente, dove sarebbe lo scandalo se un vescovo scegliesse come proprio segretario un sacerdote in difficoltà... qualunque fosse la difficoltà sarebbe il modo migliore per sostenerlo e vigilare su di lui. Sarebbe veramente un errore imputabile ad un vescovo? Mi sembrerebbe invece una scelta di governo esemplare, per la tutela del sacerdote e, eventualmente, del gregge, giacché abitualmente i segretari non hanno impegni pastorali.

Don Francesco ha detto...

La domanda posta da Luisa, peraltro, resta del tutto inevasa.

Non si tratta di dire che gli scandali accaduti sotto il pontificato di un vescovo conservatore sono meno gravi di quelli accaduti sotto il pontificato di un vescovo progressista, ma di affermare esattamente il contrario e domandarsi come mai gli uni sono puniti e gli altri sono tollerati se non occultati.

Luisa cita i casi scandalosi avvenuti nella Roma valliniana, ma la stessa cosa si potrebbe dire degli scandali avvenuti nelle altre diocesi liguri, tanto per non andare troppo lontano. Mi spiacerebbe doverne fare un elenco completo e dettagliato (benché in molti casi fuorviante e inesatto) come Esistenzialmente Periferico fa sul proprio blog in relazione alla diocesi di Albenga; ma non sarebbe complesso compilare una lista altrettanto (se non più) lunga per le vicine diocesi di Savona o di Ventimiglia o ancora di Genova. Monsignor Oliveri ha retto la diocesi di Albenga per 26 anni... se si dovessero ricordare e sommare insieme tutti gli scandali che a Genova sono avvenuti sotto gli Eminentissimi Cardinali Canestri, Tettamanzi, Bertone e Bagnasco, tra preti spretati, scandali economici, scandali sessuali - alcuni notissimi - potremmo comporre un'intera Iliade.

alfonso ha detto...

Interessantissima disputa, ma alquanto prolissa ed apparentemente senza conclusione. In medio stat veritas. Permettetemi di postare queste considerazioni generali, che mi son servite ad evitare di essere sbranato dai tanti cani che ho incontrato nel mio cammino di vita, professionale e socio-politico.
"La legge si interpreta per gli amici e si applica per i nemici" : quindi nessuno si meravigli o si scandalizzi se chi ha il potere lo usa per eliminare i nemici, agendo comunque nella legalità.
"Summum ius, maxima iniuria" : la misericordia è una bella parola, ma essa abita nei cuori degli umili, mentre i potenti la utilizzano ipocritamente solo come eventuale mezzo per conquistare e mantenere il potere.
"La moglie di Cesare deve non solo essere onesta, ma anche sembrare onesta. " : chi sa di essere inviso al potente ingiusto, se vuole mantenersi libero di agire per affermare la Verità, soprattutto se aspira o già esercita un mandato pubblico, civile o religioso che sia, deve prestare la massima attenzione ad evitare qualsiasi comportamento inopportuno, anche il più banale, soprattutto se può essere interpretato come scandaloso, per quanto esso non sia penalmente rilevante.
Una condizione conosciuta di rischio che faciliti gli errori, seppure essa non è dovuta alla sua propria responsabilità, non può essere invocata a giustificazione, ma anzi è una aggravante, per chi poi operando in tale condizione, effettivamente procura con il suo errore un danno a cose e/o a persone, perché l'agire in una condizione di noto rischio impone la massima attenzione e la messa in atto di ogni possibile provvedimento di tutela, fino alla concreta rimozione del rischio.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Vorrei contestare ad Alfonso il fatto che la verità non è una sintesi degli opposti.
In medio stat non virtus, sed mediocritas.

Non avrei potuto chiedere di meglio, tranne che intitolare questa pagina: "i cori della tifoseria oliveriana".

Il fatto - e contra factum non valet argumentum - è che Oliveri ha compiuto degli errori, e che è naturale aspettarsi che debba pagarne le conseguenze.

In almeno uno di quei casi (nel senso che state limitando la discussione a quello), avrebbe dovuto evitare di porre nuovamente sotto i riflettori un prete nei guai con la giustizia (cioè avrebbe dovuto allontanarsi dal vespaio, anziché colpirlo a sassate). Anche qui contra factum non valet argumentum.

Le elucubrazioni di contorno non cambiano la sostanza. Come quelle del Foco Ha Da Ardere, intervenuto a dichiarare la propria appartenenza ultrà e a far complottismo (divertente immaginarsi queste "forze nemiche" che mandano di proposito i propri gai candidati nel seminario di un "Vescovo SCOMODO", maiuscole tutte sue, il quale - ovviamente - è così "SCOMODO" che non si accorge di un'intera "mandata di candidati", e all'improvviso a sorpresa il clero gay gli rovina la diocesi, poverino!).

Oppure come quelle del don Francesco (avrà contestato uno per uno tutti i giornali che riportavano le notizie sull'Arrestato Condannato?), che continua ad arrampicarsi sugli specchi accusandomi di aver parlato di condanna "penale", termine che il sottoscritto non ha utilizzato (un po' troppi argomenti-fantoccio, eh, don Francesco?).

L'arresto c'è stato, e non è che le forze dell'ordine arrestino così, a caso, senza motivo, per passatempo. Gli arresti domiciliari ci sono stati, e non è che uno si faccia un anno e mezzo di domiciliari per un'insignificante faccenduola contabile. E c'è stata anche la condanna della Corte de Conti: il soggetto, condannato "in primo grado", non ha presentato ricorso... dopotutto è solo una multa di 19,4 milioni di euro... per giunta da dividersi in due... oh, cielo! non c'è mica scritto "penale"! perciò dev'essere per forza innocente, ha speso un anno e mezzo innocentemente ai domiciliari, ha una multa ultra-milionaria da pagare perché è innocente...

Figurarsi le risate quando don Francesco mi accusa di ambiguità nientemeno che massoniche. Meriterebbe che gli offrissi una birra anche soltanto per avermi donato questo momento di ilarità.

Quanto alla discutibile ipotesi secondo cui un vescovo non darebbe scandalo qualora decidesse di fungere da babysitter per un "sacerdote in difficoltà", osserviamo cosa ha fatto Borghetti a ottobre 2015 al "sacerdote in difficoltà" (suggerimento: è in una delle notizie segnalate sopra). Vuol dire che Borghetti non saprebbe "sostenere" né "vigilare" e nemmeno fare scelte di governo "esemplari"?

Alla signora Luisa e a don Francesco occorre infine ricordare che l'esistenza degli scandali valliniani non fa diminuire quelli oliveriani. Se il controllore mi becca senza biglietto, non posso mica cavarmela dicendogli che nello stesso vagone c'è gente che da anni viaggia a sbafo. Oliveri paga i suoi errori, punto. Che poi a Roma fosse malvisto e che abbiano gradito il fatto che s'è tirato la zappa sui piedi, più il fatto che a Roma e altrove ci sono scandali da riempire un Iliade, non cambia punto l'entità dei suoi errori.

Anonimo ha detto...

Noi facciamo esattamente come i capponi di Renzo .bobo

Luisa ha detto...

Ha ragione Alfonso, discussione che non porta ad una conclusione, quel che ho chiamato dialogo di sordi, con una domanda che resta, come detto da don Francesco, inevasa anche se, volendo leggere fra le pieghe e le righe del suo commento, EP sembra concedere che Mons. Oliveri è stato punito perchè malvisto a Roma.
Resta dunque totalmente aperta la domanda che nessuna arrampicata sugli specchi può eludere:
se Mons.Oliveri è stato punito perchè malvisto a Roma tutti gli altri che si son tirati non una ma diverse e enormi mazzate sui piedi non sono puniti perchè ben visti ?
Strana concezione della giustizia!

Alfonso ha detto...

Per lo più si giunge a condividere una "verità" dopo un dialogo in cui ognuno dei partecipanti porta il suo contributo di verità. Detto ciò, non me la sento in questa occasione di fare una discussione filosofica su un aforisma, che ho citato in premessa per voler semplicemente dire poi "... paga i suoi errori, punto. Che poi ... fosse malvisto e che abbiano gradito il fatto che s'è tirato la zappa sui piedi, più il fatto che a Roma e altrove ci sono scandali da riempire un Iliade, non cambia punto l'entità dei suoi errori." Chiedo quindi scusa se mi sono espresso anodinamente, ma spero che questo detto sia meglio compreso e metta un po di pace: "video meliora proboque, sed deteriora sequor".

Silente ha detto...

Non sopporto le menzogne. Ho casa a Loano, pochi chilometri di Albenga, e parte della sua diocesi, da decenni. Vado a messa nelle chiese locali, quando non sono a Milano. Ma mai, mai, mai ho sentito le ignobili insinuazioni di tale Esistenzialmente Periferico sul vescovo locale, da parte del clero nelle chiese della diocesi.
A quanto sento, l'opinione dei locali fedeli su monsignor Oliveri è altamente positiva. Alcuni mesi fa, a Loano morì mia zia, e riuscii a fare in modo che la cerimonia funebre fosse, almeno in parte, in latino. Se gli ultraprogressisti, modernisti, quali Esistenzialmente Periferico fossero stati "al potere" sarei stato capace di fare altrettanto? Per nulla.
No, non credo per nulla, per niente, che Mons. Oliveri abbia colpe. Chi lo accusa è un modernista, e come tale non meritevole di ascolto né di ulteriori repliche. E questo basta. Ignoriamoli e, se ne abbiamo lo stomaco, disprezziamoli. E questo vale, ovviamente anche a chi li difende, anche su questo sito.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Alla signora Luisa sfugge tuttora il più elementare concetto di giustizia - e cioè "chi rompe paga".

Come già detto e ripetuto fino alla nausea, Oliveri ha sbagliato, e riguardo ad alcuni dei suoi errori le circostanze non gli lasciano neppure il più remoto alibi della distrazione o della leggerezza. Non è un vescovo capace di governare, visto il penoso stato in cui lascia la diocesi. Quindi è del tutto ovvio che abbia da pagare per i propri errori.

Inoltre Oliveri era già malvisto a Roma (l'ho ripetuto più volte, ma la signora non sa leggere), per cui i suoi errori sono stati immediatamente notati. "La moglie di Cesare non solo deve essere onesta, ma deve anche sembrare onesta": al contrario, Oliveri non solo ha compiuto errori, ma li ha compiuti in modo da farsi notare il più fastidiosamente possibile (anche dalla stampa). Ha scagliato sassi sul vespaio.

La signora Luisa, insieme al coro della sua tifoseria, parla come se un vescovo "amico della Tradizione" sia infallibile anche quando sbaglia. E perciò ha ripetuto la cantilena "Vallini qua, Vallini là, Vallini su, Vallini giù", come se ciò azzerasse o almeno diminuisse le colpe di Oliveri («Preti tatuati, esibizionisti, culturisti, corteggiatori di mogli altrui durante le processioni, sbarcati a forza dalle navi da crociera per molestie ai passeggeri, svaligiatori delle casse parrocchiali: c’è persino un sacerdote che ha patteggiato quattro anni per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile. Anche lui è stato accolto con grande misericordia»... una vera e propria corte dei miracoli).

Vorrei poi far notare che mentre il sottoscritto ha documentato le proprie affermazioni, il don Francesco si è limitato a delle sparate tranchant (cfr. in questa stessa pagina "sicumera", "gravi affermazioni", "mente e calunnia", ecc.: chissà cosa dirà agli autori dell'articolo: Ladri di libri (pubblici)) e ad agitarsi senza sosta per dichiarare "innocente" un certo sacerdote - quello finito agli arresti domiciliari per più di un anno e con multa ultramilionaria contro cui non si è appellato - che non era l'argomento principale della discussione.

mic ha detto...

Caro E.P.
Perché non ti rivolgi a Luisa chiamandola per nome e non "signora Luisa" con quel tono?
Nel blog ci sono lettori assidui, con i quali ho una dimestichezza personale di anni e ne rispetto le posizioni anche se non siamo sempre d'accordo su tutta la linea.
Sai bene che da sempre invito tutti a disputare sulle idee senza prendere di petto le persone. E vedo che quando parti per la tangente anche tu, non ci riesci.
Con te ho una dimestichezza anche maggiore, conosco la tua dedizione e il tuo impegno e apprezzo la tua chiarezza che può diventare contundente, e icasticamente efficace anche nell'ironia, ma mi piace di più quando questo aspetto è rivolto ai nostri 'avversari'.
Le gravi circostanze che qui enumeri non mi sono note e non sono in grado di verificarle. Per la stima che ti porto non mi azzardo a pensare che tu le abbia buttate lì a cuor leggero. Tuttavia avrei preferito soprassedere dall'infierire. Posso condividere una linea di principio rigorosa ma preferisco che questo infelice capitolo sia definitivamente chiuso.

Quanto a Silente, tacciare E.P. di modernismo solo perché dissente mi sembra eccessivo, così come eccessivo è il disprezzo che trasuda dal suo scritto.