venerdì 30 settembre 2016

Con viva preoccupazione: Noi accusiamo Papa Francesco/2

Riprendiamo nella nostra traduzione il Libellus di accusa - Parte II formulato nei confronti del papa in una Dichiarazione congiunta di due testate cattoliche U.S.A. [qui - qui]: The Remnant e Catholic Family News. Qui la Parte I e la Parte III.

PARTE II 

Un'assurda assoluzione dell'Islam

Assumendo il ruolo di un esegeta coranico al fine di discolpare il culto di Maometto dalla sua storica ininterrotta connessione con la conquista e la brutale persecuzione dei cristiani, lei dichiara: «di fronte a episodi di fondamentalismo violento che ci preoccupano, l'affetto per i veri credenti dell'Islam dovrebbe indurci a evitare generalizzazioni odiose, perché il vero Islam e la corretta interpretazione del Corano si oppongono a qualsiasi violenza». [Evangelii gaudium, 253] Lei ignora l'intera storia della guerra dell'Islam contro il cristianesimo che continua fino ad oggi, il barbaro codice giuridico attuale e la persecuzione dei cristiani nelle Repubbliche Islamiche del mondo, tra cui Afghanistan Iran, Malesia, Maldive, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Somalia, Sudan, Emirati Arabi Uniti e Yemen. Questi sono i regimi di oppressione intrinseca alla sharia che i musulmani credono prescritta da Dio per il mondo intero e che stanno cercando di stabilire ovunque essi diventano una percentuale significativa della popolazione. Come lei stesso ha detto, tuttavia, tutte le repubbliche musulmane non avrebbero una comprensione «autentica» del Corano!

Lei può anche tentare di ridurre al minimo tutto il terrorismo islamico in Medio Oriente, in Africa e nel cuore dell'Europa osando postulare una equivalenza morale tra fanatici musulmani armati di Jihad - ad essi propria da quando è apparso l'Islam - e il 'fondamentalismo' immaginario da parte dei cattolici praticanti che non smette mai di condannare e insultare pubblicamente. In una delle conferenze stampa durante un volo nel corso del quale così spesso mette in imbarazzo la chiesa e mina la dottrina cattolica, ha espresso questo parere infame e tipico della sua assurda insistenza che la religione fondata dal Dio incarnato e il culto perennemente violento fondato dal degenere Maometto sarebbero su una base di uguaglianza morale:  
«A me non piace parlare di violenza islamica – ha risposto a chi gli chiedeva il motivo del suo silenzio sulla matrice musulmana degli attentati -. Perché tutti i giorni quando sfoglio i giornali vedo, ad esempio qui in Italia, omicidi, di mogli e di suocere. E questi sono fatti da cattolici. Se io parlassi di violenza islamica, dovrei anche parlare di cattolici violenti. Non tutti gli islamici sono violenti. Ma una cosa è vera: credo che in quasi tutte le religioni c'è un piccolo gruppetto fondamentalista. Anche noi ne abbiamo. Quando il fondamentalismo arriva a uccidere ... ma si può uccidere con la lingua come dice l'Apostolo Giacomo, non sono io che lo dico. Si può anche uccidere con il coltello, giusto? Non credo sia giusto identificare l'Islam con la violenza ».
È una sfida per l'immaginazione il fatto che il Romano Pontefice possa dichiarare che i crimini comuni di violenza commessi dai cattolici e la loro semplice menzione, siano moralmente equivalenti alla campagna globale di atti terroristi dell'Islam radicale, omicidi di massa, torture, stupri e schiavitù in nome di Allah. Sembra che lei sia più pronto a difendere il culto ridicolo e mortale di Maometto nei confronti di una giusta opposizione che cerca di arginarlo piuttosto che a difendere l'unica vera Chiesa contro i suoi innumerevoli falsi accusatori. È lontana dalla sua mente l'affermazione della Chiesa perenne sull'Islam espressa da Papa Pio XI nel suo Atto di Consacrazione del genere umano al Sacro Cuore: «Sii Re di tutti coloro che sono tuttora nel buio dell'idolatria e dell'islamismo  e non ricusare di attirarli nella luce nel Regno di Dio».

Un 'sogno' riformista supportato da un pugno di ferro 

In generale lei appare afflitto da una mania riformista che non conosce alcun limite al di là del suo «sogno» di come la chiesa dovrebbe essere. Come ha dichiarato nel suo personale manifesto papale senza precedenti Evangelii Gaudium (nn 27, 49):  
« Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione.... 
« Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli, mentre fuori c’è una moltitudine affamata e Gesù ci ripete senza sosta: «Voi stessi date loro da mangiare» (Mc 6,37).
Incredibilmente, lei professa che le «strutture» immemorabili e «le norme» della Santa Chiesa cattolica avrebbero crudelmente inflitto inedia spirituale e morte prima del suo arrivo a Buenos Aires e ora si propone di cambiare letteralmente ogni cosa nella Chiesa per renderla misericordiosa. Forse che i fedeli non vedono questo come nient'altro che il segno di una spaventosa megalomania? E dichiara anche che l'evangelizzazione, secondo la sua comprensione, non deve esser limitata dalla paura di «autoconservazione» della Chiesa, come se le due cose fossero in qualche modo opposte!

Il suo sogno nebuloso di tutto riformare è accompagnato da un pugno di ferro che spezza ogni tentativo di ripristinare la vigna già devastata da mezzo secolo di «riforme» audaci. Come ha rivelato nel suo manifesto (Evangelii Gaudium, 94), lei è pieno di disprezzo per i cattolici che conservano lo spirito della tradizione, che temerariamente accusa di «neo-pelagianesimo autoreferenziale e prometeico» e di «sentirsi superiori agli altri, perché essi osservano alcune norme o perché sono fermamente fedeli a un solo stile cattolico proprio del passato».

Lei ridicolizza  anche una «presunta sicurezza dottrinale o disciplinare» perché pensa che «dia luogo ad un elitarismo narcisistico ed autoritario, in cui, invece di evangelizzare si analizzano e classificano gli altri» ... Ma è lei che non fa altro che costantemente classificare e analizzare gli altri con un flusso infinito di dispregiativi, caricature, insulti e condanne per i cattolici praticanti che giudica non abbastanza sensibili al «Dio delle sorprese» introdotto durante il Sinodo.

Da qui la sua brutale distruzione dei fiorenti Frati Francescani dell'Immacolata, a causa di una «deriva decisamente tradizionalista». Questa è stata seguita da un suo decreto nel senso che, d'ora in poi, ogni tentativo di introdurre un nuovo istituto diocesano di vita consacrata (ad esempio, per accogliere i membri fuoriusciti dei Frati) sarà nullo senza la preventiva «consultazione» della Santa Sede (vale a dire un permesso che può e vuole essere negato de facto a tempo indeterminato). Ciò diminuisce notevolmente l'autonomia perenne dei vescovi nelle loro diocesi, quando al contrario lei diffonde una nuova era di «collegialità» e «sinodalità».

Prendendo di mira i conventi di clausura [Costituzione Apostolica Vultum Dei quaerere, vedi], ha decretato ulteriori provvedimenti per forzare la cessione della loro autonomia a federazioni locali governate da burocrati della chiesa; rompe le abitudini dei monasteri costringendoli ad assoggettarsi a «formazione» esterna; forza i monasteri ad accogliere i laici nel chiostro per l'adorazione eucaristica; senza calcolare la scandalosa squalifica della maggioranza dei voti conventuali se si tratta di persone «anziane» e che non assolvono ad un requisito universale di nove anni di «formazione» prima dei voti finali, cosa che di certo soffoca nuove vocazioni e garantisce l'estinzione della maggior parte dei monasteri rimanenti.
Dio ci aiuti!

Un slancio inarrestabile di adattare l'immoralità sessuale nella chiesa  

Ma nulla supera l'arroganza e l'audacia con cui ha inesorabilmente perseguito l'imposizione alla Chiesa universale della stessa pratica del male autorizzata come Arcivescovo di Buenos Aires: l'amministrazione sacrilega del Santo Sacramento a persone che vivono in «seconde nozze» come adulteri o come conviventi senza neppure gli effetti di una cerimonia civile.

Quasi dall'inizio della sua elezione, ha promosso la «proposta Kasper» - ripetutamente respinta dal Vaticano sotto Giovanni Paolo II. Il cardinale Walter Kasper, un liberale duro e puro nella linea della gerarchia tedesca liberale aveva a lungo promosso l'ammissione alla Santa Comunione dei divorziati «risposati» in «alcuni casi» e con un «percorso penitenziale» fasullo che avrebbe consentito il sacramento mentre permanevano nelle relazioni sessuali adultere. Kasper apparteneva al «Gruppo di San Gallo», che ha favorito la sua elezione e, in seguito, lei ha ricompensato con grande generosità  la sua perseveranza nell'errore, conferendogli sulla stampa il felice appellativo di «Teologo del Papa».

Ha iniziato a preparare la strada per la sua innovazione distruttiva facendo ricorso all'uso di slogan demagogici. Come il suo manifesto (Evangelii Gaudium, 47) ha affermato nel mese di novembre 2013: «L'Eucaristia, anche se è la pienezza della vita sacramentale, non è un premio per i perfetti, ma una generoso rimedio e un alimento per i deboli. Queste convinzioni hanno anche conseguenze pastorali che siamo chiamati a considerare con cautela e audacia. Spesso ci comportiamo come controllori della grazia e non come facilitatori».

Questo flagrante appello a rendere emotivamente caricaturale la degna ricezione del Santissimo Sacramento in stato di grazia come «un premio per i perfetti», insinua in maniera sovversiva che la Chiesa per troppo tempo avrebbe privato i «deboli» del «nutrimento» Eucaristico. Secondo questa accusa demagogica, i sacri ministri della Chiesa avrebbero agito crudelmente come «controllori della grazia e non come facilitatori» negando la comunione ai «deboli» rispetto ai «perfetti», e lei dovrebbe porre rimedio a questa ingiustizia «rassicurandoli [garantendola loro]». 

Ma, naturalmente, la Santa Eucaristia non è un «alimento» o un «generoso rimedio» per vincere il peccato mortale. Al contrario, accoglierla sapendo di essere in questo stato, è una profanazione mortifera per l'anima e quindi provoca la dannazione: « Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice». (1 Cor. 11: 27-29) 

Come sa bene anche un bambino correttamente catechizzato, la Confessione è il farmaco con cui è posto rimedio al peccato mortale, mentre l'Eucaristia (insieme all'uso regolare della Confessione) è un alimento spirituale per mantenere e migliorare lo stato di grazia dopo l'assoluzione affinché non cadiamo in peccato mortale ancora una volta, ma cresciamo nella comunione con Dio. Ma sembra che lo stesso concetto di peccato mortale sia assente dal corpus dei suoi documenti ufficiali, discorsi, commenti e dichiarazioni. 

Non lasciando alcun dubbio sul suo piano, pochi mesi dopo, durante il «Concistoro straordinario sulla famiglia» ha organizzato gli eventi in maniera tale che nessun altro tranne il cardinale Kasper fosse l'unico oratore ufficiale. Durante un discorso di due ore, il 20 febbraio 2014 - discorso che lei avrebbe voluto tener segreto, ma che è stato divulgato alla stampa italiana come «segreto» e come un documento «esclusivo» - Kasper ha presentato la sua folle proposta di ammettere alla Comunione alcuni pubblici adulteri alludendo direttamente al suo slogan: « i sacramenti non sono un premio per chi si comporta bene o per una élite, escludendo coloro che ne hanno più bisogno [EG 47]». Da quel momento non ha vacillato nella sua determinazione di istituzionalizzare nella Chiesa il grave abuso dell'Eucaristia permesso a Buenos Aires.

A questo proposito, sembra che lei abbia ben poco riguardo per il matrimonio sacramentale come fatto oggettivo in opposizione a ciò che soggettivamente le persone sentono sullo stato delle relazioni immorali che la Chiesa non può mai riconoscere come matrimonio. Nelle osservazioni che, da sole, screditeranno il suo bizzarro pontificato fino alla fine dei tempi, lei ha detto che «la grande maggioranza dei nostri matrimoni sacramentali sono nulli», mentre alcune persone conviventi senza matrimonio possono avere un «vero matrimonio» per la loro «fedeltà». Forse queste osservazioni possono essere un riflesso delle situazioni di sua sorella divorziata «risposata» e di suo nipote convivente?

Questa assurda opinione - una di quelle espresse più frequentemente fin dalla sua elezione - ha provocato la protesta dei fedeli in tutto il mondo. Nel tentativo di ridurre al minimo lo scandalo, la trascrizione ufficiale del Vaticano ha cambiato le sue parole circa la «stragrande maggioranza dei nostri matrimoni sacramentali» in «parte dei nostri matrimoni sacramentali» ma ha lasciato intatta la sua vergognosa approvazione della convivenza immorale come fosse un «vero matrimonio».

Lei non sembra preoccupato per il sacrilegio che coinvolge coloro che vivono in uno status di pubblici adulteri e quelli in libera unione che ricevono il Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Cristo nella Santa Eucaristia. Come ha detto alla donna Argentina alla quale ha dato telefonicamente il «permesso» di ricevere la Comunione pur vivendo in uno stato di adulterio con un uomo divorziato: «Un po' di pane e di vino non fa male». Lei non ha mai smentito questa storia e ciò sarebbe compatibile unicamente con il suo rifiuto di inginocchiarsi alla consacrazione o davanti al Santissimo Sacramento esposto, anche se non ha difficoltà a mettersi in ginocchio a baciare i piedi dei musulmani durante la grottesca parodia del tradizionale Mandatum del Giovedì Santo che lei ha abbandonato. Ciò quadra perfettamente anche con i suoi commenti alla donna luterana nella chiesa luterana in occasione di una sua partecipazione domenicale, che il dogma della transustanziazione è una semplice «interpretazione», che «la vita è più grande delle spiegazioni e interpretazioni e  che essa dovrebbe «parlare al Signore» sull'opportunità di ricevere la comunione in una Chiesa cattolica -, consiglio che poi ha seguito dopo il suo evidente incoraggiamento. [vedi, nel blog]

In sintonia col suo disprezzo del matrimonio sacramentale, ci sono anche la sua «riforma» affrettata e segreta del processo di nullità che ha imposto alla Chiesa senza consultare alcun dicastero vaticano competente. Il suo Motu Proprio Mitis iudex Dominus Iesus erige nel mondo intero una vera e propria struttura di nullità, con una procedura «accelerata», e di nuovi indistinti motivi per un ricorso alla richiesta di dichiarazioni di nullità accelerate. In quanto responsabile della sua riforma clandestinamente artificiale lei ha manifestato successivamente l'esplicita intenzione di promuovere tra i vescovi una «conversione», un cambio di mentalità che li convinca e li sostenga nel seguire l'invito di Cristo, presente nel loro fratello, il Vescovo di Roma, nel passare da un numero ristretto di poche migliaia di nullità al [numero] incommensurabile di infelici che potrebbero beneficiare di una dichiarazione di nullità ... ».

Così, il Vescovo di Roma [richiede in tal modo] ai suoi confratelli vescovi un forte incremento di nullità! Un eminente giornalista cattolico ha quindi segnalato la divulgazione di un dossier di sette pagine in cui alcuni funzionari della Curia hanno giuridicamente « inficiato» il motu proprio del Papa ... hanno accusato il Santo Padre di rinunciare a un dogma importante e asseriscono che abbia introdotto de facto il «divorzio cattolico». Questi funzionari hanno deplorato ciò che il giornalista ha definito come «un 'Führerprinzip' ecclesiasticizzato» vale a dire un governare dall'alto in basso, per decreto, senza alcuna consultazione o controllo». Gli stessi funzionari sono preoccupati che « il motu proprio porterà a una marea di nullità e che da ora in poi, le coppie sarebbero in grado di lasciare semplicemente il loro matrimonio cattolico senza problemi». Questi funzionari sono « fuori di sé» e si sentono costretti a « parlare»...

Ma lei è coerente nel perseguire i suoi obiettivi. All'inizio del pontificato, nel corso di una conferenza stampa in volo [da Rio de Janeiro, luglio 2013 -ndT] durante il quale per la prima volta ha rivelato i suoi piani, lei ha detto: «Gli ortodossi seguono la teologia dell'economia [oikonomia], come la chiamano, e danno una seconda possibilità al matrimonio [sic]. Essi lo permettono. Credo che questo problema debba essere studiato». Per lei, la mancanza di una «seconda possibilità del matrimonio» nella Chiesa cattolica è un problema da studiare. Chiaramente lei ha trascorso gli ultimi tre anni e mezzo a escogitare come imporre alla Chiesa qualcosa che si avvicini alla pratica ortodossa.

Un famoso canonista, consulente presso la Segnatura Apostolica, ha informato sul conseguente esito del suo pericoloso disprezzo della realtà sacramentale del matrimonio:
Nella Chiesa ha luogo una crisi (nel senso greco del termine) sul matrimonio e si tratta di una crisi che, a mio parere, avrà ripercussioni nella disciplina matrimoniale e nella legge. ... Credo che dalla crisi del matrimonio che [Francesco] sta provocando dipenderà se l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio, che tutti pretendono di onorare, sarà praticamente ed efficacemente protetto dalla legge della Chiesa o se le categorie canoniche che si occupano di Dottrina matrimoniale diventeranno così distorte (o semplicemente ignorate) come se si relegasse essenzialmente il matrimonio e la vita coniugale al campo dell'opinione personale e della coscienza individuale.
Amoris Laetitia: il vero motivo del Sinodo fasullo

La crisi ha raggiunto il culmine dopo la conclusione del disastroso «Sinodo sulla Famiglia». Anche se ha gestito questo evento fin dall'inizio con lo scopo di ottenere il risultato desiderato - la Santa Comunione per gli adulteri pubblici in «alcuni casi» - le cui aspettative venivano meno per l'opposizione dei Padri sinodali conservatori demagogicamente denunciati come «cuori chiusi che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa, o dietro le buone intenzioni, per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite».

In un brutale abuso di retorica, ha paragonato i vescovi contrari ai farisei, che praticavano il divorzio e il «nuovo matrimonio», secondo la dispensa mosaica. Si tratta degli stessi vescovi che hanno difeso l'insegnamento di Cristo contro i farisei, e contro i suoi disegni! In realtà, sembra che lei abbia l'intenzione di far rivivere una accettazione farisaica del divorzio attraverso una «prassi neo-mosaica». Un famoso giornalista cattolico noto per il suo approccio moderato nell'analisi delle questioni ecclesiali ha protestato contro il suo cattivo comportamento: «È strano che un Papa critichi coloro che rimangono fedeli a questa tradizione e li caratterizzi come non misericordiosi identificandoli con i farisei dai cuori e dal volto indurito contro Gesù Misericordioso».

In definitiva, l'«avventura sinodale» che lei esaltava si è rivelata come nient'altro che una farsa per nascondere la conclusione in anticipo della sua spaventevole «Esortazione Apostolica» Amoris Laetitia. Una volta che i suoi redattori, soprattutto nel capitolo otto, impiegano abilmente l'ambiguità per spalancare la porta alla Santa Comunione per i pubblici adulteri riducendo la legge naturale che vieta l'adulterio ad una «norma generale» alla quale possono esserci eccezioni per le persone che «hanno un sacco di difficoltà a capire i valori nella norma» o che vivono «in una situazione concreta che non permette loro di agire in maniera diversa ... (¶¶ 2, 301, 304)» l'Amoris Laetitia è un chiaro tentativo di superare una forma attenuata di etica della situazione in questioni di morale sessuale, come se l'errore potesse essere sminuito.

La sua evidente ossessione di legittimare la Santa Comunione ai pubblici adulteri l'ha portata a sfidare l'insegnamento morale costante della Chiesa e la disciplina sacramentale intrinsecamente ad esso legata, confermata dai suoi due immediati predecessori. Questa disciplina si basa sugli insegnamenti di Nostro Signore stesso sulla indissolubilità del matrimonio e sulla dottrina di Paolo sulla punizione divina per la ricezione indegna della Santa Comunione. Per citare Giovanni Paolo II a questo riguardo:
«La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall'Eucaristia. C'è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si ammettessero queste persone all'Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio.  
La riconciliazione nel sacramento della penitenza - che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico - può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell'Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l'indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto, che quando l'uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l'educazione dei figli - non possono soddisfare l'obbligo della separazione, «assumono l'impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» [Familiaris consortio, n. 84] 
Ha ignorato le denunce di sacerdoti in tutto il mondo, di teologi e filosofi morali, di associazioni cattoliche e giornalisti, e anche di alcuni prelati coraggiosi in seno ad una gerarchia altrimenti silenziosa, di ritrattare o «chiarire» ambiguità tendenziose e puri e semplici errori in Amoris Laetitia, in particolare nel capitolo otto.

Errore morale grave ora esplicitamente approvato 

Ed ora, al di là di un uso improprio di ambiguità, lei ha esplicitamente consentito dietro le quinte ciò che aveva condonato ambiguamente in pubblico. Il suo gioco è stato evidenziato con la divulgazione della lettera «confidenziale» ai Vescovi della regione pastorale di Buenos Aires, dove, come arcivescovo, ha già autorizzato questo sacrilegio di massa nelle villas (baraccopoli)

In questa lettera, lei loda il documento dei Vescovi su «Criteri di base per l'applicazione del capitolo VIII della Amoris Laetitia» - come se ci fosse l'obbligo di «applicare» il documento in modo da produrre un cambiamento nella bimillenaria disciplina sacramentale della Chiesa. Lei scrive: «Il documento è molto buono e spiega esaurientemente il significato del capitolo VIII di Amoris Laetitia. «Non ci sono altre interpretazioni ». È una coincidenza che questo documento viene dalla stessa Arcidiocesi dove, come arcivescovo, lei ha da tempo consentito l'ammissione di pubblici adulteri e conviventi alla Santa Comunione?

Ciò che prima era sottinteso ora è reso esplicito e coloro che insistevano che l'Amoris Laetitia non aveva cambiato nulla passano per imbecilli. Il documento che lei ora loda come l'unica interpretazione corretta di Amoris Laetitia mina radicalmente la dottrina e la prassi della Chiesa che i suoi predecessori hanno difeso. In primo luogo, riduce a una «opzione» l'imperativo morale per le coppie divorziate e «risposate» di «vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi». Secondo i vescovi di Buenos Aires - con la sua approvazione - è semplicemente «possibile proporre che facciano lo sforzo di vivere nella continenza. Amoris Laetitia non ignora le difficoltà di questa scelta».

Secondo quanto dichiarato definitivamente dalla Congregazione per la dottrina della fede, solo 18 anni fa, durante il regno dello stesso Papa da lei canonizzato: « Se il primo matrimonio di due fedeli divorziati risposati era valido, in alcun caso, la loro nuova unione può considerarsi legittima e quindi la ricezione dei sacramenti è intrinsecamente impossibile. La coscienza dell'individuo è legata a questa norma, senza eccezione». Tale è l'insegnamento costante della Chiesa cattolica per due millenni.

Inoltre, nessun prete e neppure un vescovo ha l'autorità di accettare nel cosiddetto «foro interno» l'affermazione di qualcuno che vive in stato di adulterio la cui «coscienza» gli dice che il suo matrimonio sacramentale sia davvero invalido perché, come la Congregazione per la dottrina della fede ha ammonito: «il matrimonio ha carattere ecclesiale pubblico fondamentale e si applica l'assioma "nemo in propria causa iudex"» (nessuno è giudice nel suo caso), i casi coniugali dovrebbero essere risolti nel foro esterno. Se fedeli divorziati risposati ritengono che il precedente matrimonio non sia valido, sono obbligati a ricorrere al tribunale matrimoniale competente in modo che la questione venga esaminata oggettivamente e secondo tutte le opzioni legali disponibili»

Dopo aver ridotto a un'opzione  una norma morale senza eccezioni radicata nella Rivelazione divina, i Vescovi di Buenos Aires, citando Amoris Laetitia come loro unica fonte di autorità in 2000 anni di insegnamento della Chiesa, ulteriormente dichiarano: «in altre circostanze, più complesse, e quando è impossibile ottenere una dichiarazione di nullità, l'opzione di cui sopra non può infatti essere possibile». Una norma morale universale è relegata alla categoria di una semplice linea guida per essere ignorata quando un sacerdote locale la ritiene «impraticabile» in alcune «circostanze complesse» indefinite. Quali sono esattamente queste «circostanze complesse» e cos'ha a che vedere la «complessità" con le norme morali, senza eccezioni, basate sulla Rivelazione?

Infine, i vescovi giungono alla conclusione di dire che lei è riuscito a imporre alla Chiesa fin dall'inizio della «avventura sinodale» ciò che afferma qui:
«Tuttavia, è anche possibile intraprendere un percorso di discernimento. Se si arriva a riconoscere il fatto che, in un caso particolare, ci sono delle limitazioni che riducono la responsabilità e il senso di colpa (cfr 301-302), in particolare quando una persona ritiene di cadere in un errore successivo facendo del male ai figli della nuova unione, Amoris Laetitia apre la possibilità di accedere ai sacramenti della riconciliazione e dell'Eucaristia (vedi note 336 e 351). Questi, a loro volta, dispongono la persona a continuare a maturare e crescere sempre di più con l'aiuto della grazia». 
Con la sua lode e approvazione, i Vescovi di Buenos Aires hanno dichiarato per la prima volta nella storia della Chiesa che una indefinita categoria di persone che vivono in stato di adulterio può essere assolta e ricevere la Santa Comunione, pur rimanendo in questo stato. Le conseguenze sono catastrofiche.
Si invita a pregare per il Santo Padre.
(Segue : Parte III - Vedi Parte I)
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

46 commenti:

Berni/exodus ha detto...

Il Cuore Immacolato di Maria Vergine trionferà - lo ha promesso a Fatima.

Anonimo ha detto...

GRAZIE a tutti coloro che stanno mostrando pubblicamente di amare la Chiesa nostra madre.

Baronio ha detto...

"Credo che in quasi tutte le religioni c'è un piccolo gruppetto fondamentalista. Anche noi ne abbiamo".

A parte la discutibile sintassi - cui siamo nostro malgrado abituati da qualche anno - e l'uso erroneo dell'indicativo al posto del congiuntivo, nel novero dei fondamentalisti si dovrebbero includere quanti hanno eretto a idolo il Concilio: sono costoro, a ben guardare, i veri integralisti del modernismo conciliare, dell'ecumenismo sincretista, della misericordia d'accatto. E lo stesso Bergoglio è l'epigono del fondamentalismo irenista di matrice massonica che ha infeudato la Gerarchia da oltre dieci lustri.

Purtroppo non si tratta di un piccolo gruppetto, ma della quasi totalità del Clero e della maggioranza del laicato, indottrinato al verbo conciliare sin dall'infanzia.

Josh ha detto...

Finalmente!

mic ha detto...

Non potevo sottolinearlo, per le ragioni di riservatezza che erano dovute nei confronti della recente dichiarazione di fedeltà (che riguarda specificamente i principi sovvertiti dall'AL) che era ancora sotto "embargo" al momento della pubblicazione della prima Parte. Questo "Noi accusiamo" dei Vaticanisti USA, oltre ad essere una denuncia vigorosa e senza mezzi termini, abbraccia uno spettro più ampio di deviazioni dall'insegnamento costante della Chiesa.
E' quell'ampio spettro che ogni lettore può ritrovare trattato consultando l'indice dei "Memoranda" sulla colonna destra del blog.
Lo ripeto ogni tanto per chi ci leggesse per la prima volta.

mic ha detto...

Domani pubblicherò la Terza parte.

Japhet ha detto...

INTEGRALISTI ?
NO, INTEGRALMENTE CRISTIANI

" Un altro esempio di menzogna che si sta diffondendo è quello di chiamare cattolici integralisti coloro che coraggiosamente si pongono al servizio della verità e in tutti i modi si adoperano per la difesa della vita, proponendo iniziative che prevengano o distolgano dall' abominevole delitto dell'aborto.
A questi uomini va tutta la mia stima, la gratitudine e la solidarietà della Chiesa.
A loro dico : Non preoccupatevi . Essere chiamati integralisti equivale ad essere chiamati cristiani "

Cardinale Giacomo Biffi

irina ha detto...

Sempre più mi convinco che se non c'è la preghiera, la fede langue, se la fede langue la ragione non riceve il giusto alimento. A mio parere la sua ragione si nutre di giornali. Propaganda, pubblicità, cronaca nera. I gesuiti sono uomini di grande volontà.Lo stesso S.Ignazio il Signore Gesù prima l'ha steso a letto con la gamba offesa,l'ha fatto leggere scaldandogli il cuore, poi l'ha mandato all'Università. Il nostro è la versione ridotta e pasticciata. Tronca. E gonfia nei punti sbagliati.

mic ha detto...

Un titolo significativo di questi giorni: pPapa Francesco ha fallito?
La particolarità è che non è di un ambiente tradizionale, ma dell'editorialista del NY Times, notoriamente progressista.

http://mobile.nytimes.com/2016/09/28/opinion/has-pope-francis-failed.html

Giorgia ha detto...

Ma chi siete voi per "accusare" il Papa? Se il Romano Pontefice è Regola prossima di Fede, con quale autorità lanciate anatemi contro Colui che semmai potrebbe e dovrebbe anatemizzare voi! Il Papa non può errare in materia di Fede e morale non solo nel definire solennemente ma nemmeno nell'insegnare! Ma vi rendete conto che pretendete di correggere in materia di Fede e di morale Colui che per Promessa di Cristo ha l'assistenza dello Spirito di Verità che è Dio?! Dite di farlo in nome della Tradizione ma ditemi un po' chi è il Custode, per volontà di Nostro Signore, del Sacro Deposito della Fede e della stessa Tradizione? Il Papa, non voi! Ma siete ammattiti: il vostro è atto scismatico e sommamente scandalizzante!

mic ha detto...

Carissimi,
sono esausta.
Vi prego di rispondere a Giorgia.
Avrete sicuramente riconosciuto l'infallibilismo progressista, infallibilismo cui paradossalmente si fondano anche i sedevacantisti.

Catholicus ha detto...

"nel novero dei fondamentalisti si dovrebbero includere quanti hanno eretto a idolo il Concilio" : bastano queste poche parole dell'amico Baronio per rispondere a Giorgia. Queste persone che antepongono l'obbedienza agli uomini a quella al Signore, alla Verità tutta intera, mi fanno una gran pena. Ce lo ha detto la Madonna, nel 1846 "Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'Anticristo". Non c'è di che scandalizzarsi quindi, cara Giorgia, se c'è chi mette in evidenza il fatto che oggi si stia avverando quella profezia, era intuibile fin dal 13-3-13, ma oggi è molto più chiaro (dopo il 31 ottobre lo sarà ancora di più). Memorabili poi le parole del cardinale Biffi "Essere chiamati integralisti equivale ad essere chiamati cristiani "

Anonimo ha detto...

http://www.informazione.it/c/B19BC0B0-BE3B-43B0-B0EF-0128BE0561BA/Preti-sposati-proposta-al-Papa-per-il-2018-rivedere-le-norme-sul-celibato

irina ha detto...

Cara signora Giorgia,
se Lei si concede un po' di tempo e serenamente guarda ai fatti, da sola scoprirà, lungo il cammino, delle asperità. Asperità che ha trovato anche qui leggendo, ma non approfondendo. Qui di fianco, sulla destra, troverà materiale e anche links con altri blogs.Con tranquillità legga, qui e altrove, domandi, si informi, osservi ed ascolti ma, in modo particolare, accompagni tutto con la preghiera.
Certa della sua buona fede, l'attendiamo con le sue pacate argomentazioni, siano esse di disapprovazione o partecipe approvazione.

Anonimo ha detto...

http://www.crisinellachiesa.it/articoli/autorita/resistenza_e_indefettibilta/resistenza_e_indefettibilita.htm

mic ha detto...

Catholicus,
Osservo con semplicità che il blog è pieno di argomentazioni che credo molto più convincenti, perché danno le ragioni fondate sugli insegnamenti costanti della Chiesa, rispetto a generici sbrigativi rimandi ad una rivelazione privata (con tutto il rispetto, non credo possa essere invocata nei confronti di chi è probabile ne sia prevenuto) o ad una frase ade effetto per quanto significativa.

giulia ha detto...

Giorgia ti piace giocare al "chi sono io per giudicare"?!
Bhe chi sei allora tu per giudicare chi qui scrive?! perché è quello che stai facendo anche tu.
Il giudizio su cui un cattolico è tenuto a tener bocca chiusa è solo e solamente quello che si riferisce ad destino ultimo di un anima, il resto sono solo quisquillie tra parolai.

Josh ha detto...

Marco 10, 11-12

"Ed egli disse: 11 «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; 12 se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio»."

Luca 16,18

"Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio.

nei Comandamenti, ancora validi, non c'è solo non commettere adulterio, ma anche non commettere atti impuri, e non desiderare la donna d'altri.
Se ci si cade non si può ricevere la Comunione, finchè non ci si pente e non ci si emenda da quella situazione. Questa da sempre la regola del cattolicesimo.
E che autorità può avere chi si sveglia una mattina e pretende di cambiarla su 2 piedi, contraddicendo 2000 anni di Magistero, S. Scrittura, parole stesse di Gesù Cristo e Depositum Fidei?

Il papa non può errare solo a certe condizioni, nemmeno queste encicliche con le sue proposte più funamboliche sono coperte da infallibilità; inoltre ha "potere" solo per la Verità di Cristo, non contro di essa.
Perchè se lei crede a ogni suo flatus vocis, la questione non è nemmeno solo il fatto grave della Comunione in peccato mortale, ma dovrebbe iniziare anche ad andare in moschea.

Sarebbe anche stupita di vedere proprio in alcuni Padri della Chiesa della Chiesa delle origini come quel "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa" non implica che Pietro possa avere tutte le sue lune possibili, ma è tale solo se risponde all'unica Pietra Angolare che è solo Gesù Cristo, perchè quel "e su questa pietra costruirò" era letto come inteso in senso riflessivo, cioè Gesù. Ognuno stia attento poi a come ci costruisce sopra.

Chi è il Custode, per volontà di Nostro Signore, del Sacro Deposito della Fede e della stessa Tradizione? Il Papa finchè rispetta la Tradizione;
se poi contraddice sistematicamente centinaia di volte (e non solo sulla questione Eucarestia s-data agli adulteri impenitenti e amicizia alle false religioni, idolatria al "povero" materiale e molto altro) lo stesso Gesù, lascia da pensare. Lei segue Gesù Cristo, la Trinità, i Vangeli, o un uomo che pretende, per sua ammissione, di "aggiornarli alla cultura contemporanea" distorcendoli? Chi conosce Gesù Cristo segue Lui.

GIOVANNI ENZO Basile ha detto...

Rispondere a Giorgia? È inutilè. Non capirebbe. È come pretendere di far leggere la divina commedia ad un bambino che ha appena iniziato la prima elementare. È chiaro che da come scrive la sig ra Giorgia in materia di fede ne sa quanto può sapere di Dante Alighieri un bambino iscritto alla prima elementare.

Josh ha detto...

Aggiungo ancora per Giorgia che, per quanto io approvi i contenuti pubblicati, si tratta di testi tradotti con fonte indicata bella chiara.

Non le vanno bene? contatti i redattori di quei servizi in USA.

Anonimo ha detto...

mic riguardo al tuo commento delle 13.10
l'articolo sul NYT è dell'editorialista di first things rivista di religione e politica notoriamente molto conservatrice. Al NYT piace, per dar prova di pluralismo, dar voce a persone e giornalisti di linea opposta alla propria. Quindi non è l'opinione dei progressisti, ma sempre un'opinione tradizionalista.

Mauro

irina ha detto...

Cara signora Giorgia, mi sono permessa di rileggere il suo commento, mi sembra di avervi trovato solo due abbagli, mi dica lei cosa ne pensa:1)noi tutti saremmo felici se il Papa correggesse gli errori, nero su bianco, nostri, altrui e suoi, ma non lo fa; questo crea confusione,è questo che si sta chiedendo in tutti i modi; per esempio:si deve fare così, non si deve fare così. 2)Il Signore Gesù Cristo ha comandato a San Pietro di confermare nella Fede i suoi fratelli. Noi aspettiamo che la Fede sia confermata.Certamente non piegata al mondo ed ai tempi transeunti.E il Signore Nostro Gesù Cristo, che è Via, Verità e Vita, ha detto che sarà con noi sempre, come lei giustamente riecheggia. Non ricordo dove disse che lo Spirito di Verità sarebbe stato su Pietro ininterrottamente.Qualcuno può venirmi in aiuto? Ringrazio.

Anonimo ha detto...


@ "Il Papa non può errare in materia di Fede e morale non solo nel definire solennemente ma nemmeno nell'insegnare":


Ma il principio: se A è diverso da B non può essere uguale a B vale ancora ?

Dunque il punto è unicamente questo (e solo con la ragione possiamo cogliere l’identità o la contraddizione tra due affermazioni) : A è, o non è, uguale ad B?

E se A e B fossero diversi non potrebbero essere entrambi veri. Non potrebbero esserlo, né diventarlo, nemmeno se fossero due papi ad affermarli nel loro insegnamento.

Quindi nel caso di oggettiva diversità delle verità insegnate (ad es. l’eucarestia non può mai essere data ai divorziati risposati impenitenti / l’eucarestia può in certi casi essere data ai divorziati risposati impenitenti ) può ritenersi o che un papa possa sbagliare nell’insegnare verità di fede o di morale quando non impegni l’infallibilità o che uno dei due apparenti “papi” non sia vero papa. Tertium non datur

Anna

Anonimo ha detto...

OT

sorridiamoci su

Odor eius sanctitatis
Martin Lutero. Per la stesura delle sue 95 tesi importante fu il gabinetto.

http://www.lamadredellachiesa.it/martin-lutero-per-la-stesura-delle-sue-95-tesi-importante-fu-il-gabinetto/

Anna

Luisa ha detto...

Giorgia, Giorgia, a pensar male talvolta ci si azzecca e dietro quel "Giorgia" mi sembra di riconoscere qualcuno nella forma e nel "contenuto"... probabilmente mi sbaglio e chiudo la parentesi, comunque anche se quel "accuso" può sembrare un pò troppo forte a delle candide orecchie che bevono ogni parola di Jorge Bergoglio come se fosse nettare divino investito di inerranza assoluta, tolti i paraocchi e i filtri adulatori come può reagire un cattolico la cui coscienza è stata formata dai pilastri della Fede cattolica di fronte ad un papa che sta sovvertendo in modo non esplicito, formale, dichiarato nero su bianco ma in modo "indiretto" e astuto, attraverso note a piè di pagina, lettere a vescovi argentini, interviste varie, rinvii per la sedicente retta interpretazione dell`AL a persone la cui posizione aperturista e progressista in materia di morale è conosciuta e esplicitata?

Come può reagire un cattolico fedele quando si vede accusato dal papa dei peggiori crimini ai suoi occhi, mummie da museo, cristiani a singhiozzo, doganieri senza cuore ( per la lista non completa:
http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=118691),
quando un giorno sì e l` altro pure è oggetto di caricature sprezzanti semplicemente a causa della sua fedeltà alla Dottrina cattolica, alla Parola del Signore?
Com può sentirsi un cattolico quando sente il papa paragonare la violenza di Maometto e insita nel Corano all`invio fatto dal Signore ai suoi apostoli?

Consapevoli che il famoso "effetto Francesco" tanto declamato dai vari turiferari non solo non c`è ma si è piuttosto prodotto il contrario, constatando la realtà fatta di confusione, irritazione, disorientamento, stanchezza, incomprensione, osservando quanto e come la prassi che raggira e sovverte la Dottrina si stia imponendo, ebbene se c`è chi sceglie il silenzio, c`è anche chi reagisce, ognuno a modo suo, anche questa è libertà di figli e figlie di Dio, un loro diritto, dovere e responsabilità.

Josh ha detto...

E poi francamente, e questo a titolo strettamente personale, riecheggiano nella memoria i versetti dell'inizio del libro di Nahum su Ninive, quando ci sono varie, bellissime e anche tremende definizioni dell'Eterno: "lento all'ira ma non tiene un colpevole per innocente" perchè Dio è anche Giustizia.

E invece dobbiamo sentirci dire, nel consueto spirito di inversione, che 1400 anni di violenza islamica che ha comportato sgozzamenti, scuoiamenti, taglio dell dita, delle mani e delle gambe, occhi cavati, ri-crocefissioni, sono UGUALI ai cattolici che uccidono la suocera (come fosse un'abitudine consolidata e diffusa) o i cattolici "fondamentalisti" che sarebbero uguali in frutti e pratiche ai tagliagole:
è davvero troppo, è falso, falso, FAKE, quando i cristiani sono la fede e il popolo più perseguitato del globo.

Ci vuole un pelo sullo stomaco folto come una foresta e un non guardare in faccia a n/Nessuno per mentire Urbi et Orbi con tanta caparbietà e insistenza, tanto da convincere che si abbiano altri piani e altri padroni di questo mondo da servire.

Anonimo ha detto...

Sagge parole di non credenti ad un vescovo che se le è meritate perchè pienamente inserito nel nuovo rivoluzionario corso di espansione dell'islam, della fusione delle religioni, delle moschee abusive e della consolazione dei colpevoli alla faccia delle vittime. Parole da condividere in pieno:

"...accompagnare un colpevole in un percorso di pentimento e redenzione non consiste peraltro nello scambiare Caino con Abele".

La fede è razionale e la retta ragione, dono di Dio, non è mai contro l'uomo.

Marco P. ha detto...

Giorgia:
le rispondo per due motivi:
- per carità
- perché lo ha chiesto mic a cui tutti i bloggers e frequentatori di questo spazio credo siano debitori per lo sforzo che compie quotidianamente.
Magari la mia risposta sarà insufficiente, spero la vorrà valutare senza pregiudizi.

Qui non si tratta di Fede e Morale, che secondo quanto dogmaticamente insegnato dal dogmatico Concilio Vaticano I (PRIMO) nella Pastor AEternus, sono le materie per le quali, sotto determinate condizioni, vale l'infallibilità che Nostro Signore garantì a Pietro ed ai suoi successori (una delle quali è che il Romano Pontefice sia nelle sue vesti di universale pastore e non in quella solo di Vescovo di Roma).

Lei confonde queste due materie con quella della Pastorale, la quale ai giorni nostri si vuole del tutto staccata dalle prime, non derivante dalle stesse e con il risultato finale in alcuni, troppi, casi di contraddirle.
Pastoralmente ad es. si vuole il discernimento caso per caso per trovare giustificazioni a chi agisce ingiustamente (contro la Giustizia). Si abusa del termine Pastorale e del termine discernimento, in ossequio alla perversione del linguaggio che è un fenomeno tipicamente moderno e postmoderno.

Dice il P. Calmel che: "... Piegare, poco che sia, sotto il pretesto dell'adattamento pastorale, la formula dogmatica che si cerca di spiegare, significa allontanare proprio da ciò verso cui ci si sforza di condurre."

Quindi se è vero che il Papa non può sbagliare quando definisce ed o insegna di Fede e Morale, egli è criticabile ed è doveroso farlo in altre circostanze, sempre beninteso con il rispetto dovuto alla sua figura, cito a titolo di esempio un Dottore della Chiesa (e gesuita) San Roberto Bellarmino: "«così come è lecito resistere al Pontefice che aggredisce il corpo, così pure è lecito resistere a quello che aggredisce le anime, o che perturba l’ordine civile, o, soprattutto, a quello che tentasse di distruggere la Chiesa. Dico che è lecito resistergli non facendo quello che ordina e impedendo la esecuzione della sua volontà: non è però lecito giudicarlo, punirlo e deporlo, poiché questi atti sono propri a un superiore"

lister ha detto...

Eppure Giorgia ha -per certe versi- ragione quando dice:

"Il Papa non può errare in materia di Fede e morale non solo nel definire solennemente ma nemmeno nell'insegnare"
"chi è il Custode, per volontà di Nostro Signore, del Sacro Deposito della Fede e della stessa Tradizione? Il Papa"...

Il punto è:
Bergoglio è "Papa"???

Anonimo ha detto...

Questi ultimi papi hanno deciso di non usare l'infallibilità , ma se non la usano (e intanto stravolgono tutto dalla Messa al catechismo...) come può un fedele giudicare se ha l'assistenza dello Spirito Santo. L'assistenza non è relativa a fede e dottrina insegnati universalmente come pastore universale in armonia con la Rivelazione? Ora viene insegnata una diversa fede e dottrina universalmente come pastore universale ma NON in armonia... il punto sta qui. San Pietro "SI DEVE ubbidire a Dio e non a uomini"

don gianluigi ha detto...

Giorgia, hai ragione di vedere nel Papa una garanzia per la nostra fede. Hai meno ragione quando affermi che "Il Papa non può errare in materia di Fede e morale non solo nel definire solennemente ma nemmeno nell'insegnare!" Perché il primo dovere del Papa è quello di confermare la fede dei fratelli, secondo la parola di Gesù e a questo proposito permettimi di rivolgerti due domande:
1. Secondo te gli ultimi interventi magisteriali della prima sede hanno contribuito a chiarire la fede o hanno creato più confusione di quella che già c'era?
2. Può un magistero che nei suoi insegnamenti dà adito ad interpretazioni contrapposte, essere considerato infallibile?
Prova a rispondere alle due domande, considerando quanto disse Gesù: "Sia invece il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»; il di più viene dal Maligno." [Mt.5,37]

Josh ha detto...

Certi temi non sono avvertiti importanti da alcuni; e magari molte persone, nella loro considerazione, fanno rientrare (anche involontariamente) questo ambito nel famoso motto PD "non si tratta di toglier diritti a chi li ha già, ma darli a chi non ne ha"
che è un altro falso, e varrebbe pure per dare la Comunione anche a chi è in peccato mortale e intende rimanerci, come se si parlasse solo di "allargare" il diritto a un beneficio.
E' chiaro allora che in questi casi non si intende (o si nega volontariamente) il significato completo dell'Eucarestia (con Transustanziazione, e Presenza di NSGC in Corpo, Anima, Sangue e Divinità), che non si riduce certo a "un po' di pane e di vino" a cui fare promozione come prodotto tipico;
e si dimentica che Gesù si è sì immolato per redimerci, ma questo Sacrificio diventa vivo e operante per ciascuno attivamente quando singolarmente lo accettiamo, e abbandoniamo tutte le schiavitù al peccato. Non si tratta dunque solo di accedere o meno "fisicamente" a quel tratto di "festa domenicale", sentirsi come "gli altri" o meno, che fanno la fila all'altare-tavola.

Perchè allora è tema grave e non indifferente dare o non dare l'Eucarestia ad adulteri in peccato permanente? Si tratta solo di "allargare" un "diritto" a nuove categorie, o c'è altro in ballo?
Ci si è dimenticati, ed è stato facile nel perenne lavaggio del cervello dei media ma anche in dubbie uscite ecclesiastiche degli ultimi anni, che il prezzo pagato per il riscatto di ciascuno è il Sangue versato da Gesù Cristo.

Questa Passione ci insegna a morire al mondo; non ci dice che siamo perdonati a prescindere, ma che dobbiamo cambiare, abbandonare delle cose, farne altre diversamente, non resistere alla Grazia, rinascere a una vita santa.

Finchè questo non accade, la disciplina della Chiesa (ma è nelle stesse S. Scritture, s. Paolo parla parecchio dal non ricevere il Corpo di Cristo indegnamente nè inconsapevolmente, e mette in allarme del non bere e mangiare la propria condanna eterna, e avvisa di troncare col peccato) non concede(va finora) di prendere parte ad un Sacramento di Comunione con Cristo, quando la nostra vita di fatto in Comunione con Lui non è.

Josh ha detto...

noto anche che nell'epoca postconciliare, è solo con papafrancesco che vari indignati speciali si stracciano le vesti a comando appena si contraddicono i suoi consigli modernisti, liberal e mundani, e ci si appella indiscutibilmente all'infallibilità;

quando per es. parlavano di semplice etica GP II e B XVI (che pure in altri ambiti non hanno risparmiato certe "innovazioni") c'era un dare addosso al papato retrogrado a ogni ora del giorno.

Anonimo ha detto...

USA. 500 studiosi cattolici in difesa della Fede a partire dall'Humanae vitae.

http://blog.messainlatino.it/2016/09/humanae-vitae-in-difesa-della-fede.html?m=1

Anonimo ha detto...

Josh,
ho sottolineato più volte questo aspetto, nei giorni scorsi.
Si tratta di una "fedeltà" molto pelosa.
A Giorgia, senza perderci troppo in chiacchiere, consiglierei di leggersi con attenzione la definizione dogmatica sull'infallibilità presente nella già citata " Pastor AEternus":

"Perciò Noi, mantenendoci fedeli alla tradizione ricevuta dai primordi della fede cristiana, per la
gloria di Dio nostro Salvatore, per l’esaltazione della religione Cattolica e per la salvezza dei popoli cristiani,
con l’approvazione del sacro Concilio proclamiamo e definiamo dogma rivelato da Dio che il
Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di
Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la
fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato
Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire
la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili
per se stesse, e non per il consenso della Chiesa.
Se qualcuno quindi avrà la presunzione di opporsi a questa Nostra definizione, Dio non voglia!: sia
anatema."


Ci sono,dunque, delle condizioni ben precise per godere dell'infallibilità.
Alcune citazioni di grandi teologi sull'argomento:

“Pietro non ha bisogno delle nostre bugie o della nostra adulazione. Coloro che difendono ciecamente e indiscriminatamente ogni decisione del Sommo Pontefice sono quelli che più minano l’autorità della Santa Sede: distruggono, invece di rafforzare le sue fondamenta”.
Melchor Cano (1509-1560)

Il venerabile Pio Brunone Lanteri, che pure era un grande difensore del papato, diceva apertamente:
“Mi si dirà che il Santo Padre può tutto, ‘quodcumque solveris, quodcumque ligaveris etc.’ è vero, ma non può niente contro la divina costituzione della Chiesa; è vicario di Dio, ma non è Dio, né può distruggere l’opera di Dio”.

Un altro grande uomo di Chiesa, il cardinal Journet, affermava, ricordando la dottrina di sempre: “Quanto all’assioma ‘dove è il papa, lì è la Chiesa’, vale quando il papa si comporta come papa e capo della Chiesa; nel caso contrario, né la Chiesa è in lui, né lui nella Chiesa”.

Ti basta? Spero di si, altrimenti vuol dire che vuoi aggrapparti a facili slogan.
Quelli citati sono stati tutti grandi uomini di Dio, fedeli alla Chiesa e al Papa.
Antonio (Napoli)


mic ha detto...

Schönborn (nel paese delle meraviglie) : non comprende come mai c'è resistenza contro Papa Francesco

(Vienna Kath . Net / KAP ) il cardinale Christoph Schönborn ha espresso grande stupore per la resistenza da parte di ambienti ecclesiali contro Papa Francesco: "Mi fa male che egli affronti tanta ostilità - all'interno della Chiesa. Egli è il successore di Pietro! E' il papa! " ha detto l'arcivescovo di Vienna Martedì nella sua omelia durante la preghiera della pace di Medjugorie, in cattedrale, "Messaggio per te". Molte persone nel mondo sono grate per la testimonianza di Papa Francesco. "Per la sua gentilezza e il suo amore per i poveri e chi cade. Ce lo insegna il Vangelo", ha detto Schönborn. Sapere che il Papa sta ricevendo "tanta resistenza" dalle sue stesse fila, è per lui completamente incomprensibile.

http://eponymousflower.blogspot.it/2016/09/schonborn-no-understanding-of.html

Alfonso ha detto...


Il punto è:
Bergoglio è "Papa"???

Che lo si consideri Papa o non Papa, il dato di fatto che occorre purtroppo metabolizzare è che da soggetti alla "Giorgia" , vera o fittizia che sia, il Bergoglio è considerato "misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono, e di quelle che non sono in quanto non sono » (Protagora, fr.1, in Platone, Teeteto, 152a).
Continueremo le discussioni e le polemiche per tutta la vita, ripetendo sempre le stesse asserzioni a chi non è in grado o non vuole intendere?
La realtà è che le menti incantate dal pifferaio non sono recuperabili alla vera fede e alla sana ragione, finchè lo "Spirito di Verità che è Dio" gli darà il fiato per suonare, e la facilità massmediatica di diffondere, la sua musica anestetizzante.

Anonimo ha detto...

Lasciamo la sig.a Giorgia seguire fino in fondo il suo idolo (anche se nostro dovere sarebbe pregare intensamente per lei), se ne pentirà da sola.
Vorrei solo sapere se si esprimeva con tale veemenza anche quando il Pontefice regnante era Ratzinger.

irina ha detto...

Il padre di famiglia e il seduttore.
Credo che queste due immagini possano far capire la questione: VdR. I figli cercano il padre, non il seduttore che lusinga questa e quella: il padre di famiglia, non il farfallone amoroso. Ognuno può capir da solo;tranne i seduttori, da se stessi sedotti prima ancora che seduttori di altri.

Rr ha detto...

Schoenborn è sempre più pietoso. Proprio vero, pio invecchiano, più si incappottano.

Su "Georgia": sec. me è un troll, inviato dall' " hasbara" vaticana. Noi le rispondiamo, loro controllano meglio, lei fa vedere che ha suscitato traffico, che può essere monitorato.
Su questo sito arriva chi ha quanto meno dubbi su cosa mai stia succedendo nella Chiesa ogg. Gli altri, i felici e contenti che tutto va ben, Madama la Marchesa, e che il papa è infallibile sempre e comunque - questo papa, perché i predecessori da Paolo VI a BXVI venivano fatti a beffe un giorno si ed un altro pure dai sinceri democratici, liberali e progressisti -non ci vengono proprio, non cercano altre voci all'infuori di (sol dell' ) Avvenire e Fanghiglia cristiana.
Non è la prima volta, ne' sarà l' ultima: gettano il sasso, e vedono come, chi, quanti, rispondono. Quando penseranno che si è superato il segno, scatterà la censura. O le intimidazioni a Mic..

.

Rr ha detto...

E una mia impressione, ma "con viva preoccupazione" riecheggia il "Mit brennenden Sorge" di PIo XI-Pacelli ?

Anonimo ha detto...

La traduzione sembra fatta con un traduttore automatico.... ma il senso è chiaro comunque. C'è solo da pregare.
http://blog.messainlatino.it/2016/09/amoris-laetitia-la-repressione-del.html?m=1

Cate

Anonimo ha detto...

È evidente che la traduzione di Messa in Latino è fatta con traduttore automatico, ma la notizia colpisce perchè non c'è da stare allegri con l'integralismo dei rivoluzionari.

Luigi Rmv ha detto...

Complimenti a quasi tutti per le risposte a Giorgia, approfondite, senza polemiche né attacchi personali.

IL punto centrale è quello esposto da Josh, il 'semplice' Vangelo e le Sacre scritture.
In particolare, trovo il nocciolo della discordia in questo punto ben evidenziato da Josh:
"...Questa Passione ci insegna a morire al mondo; non ci dice che siamo perdonati a prescindere, ma che dobbiamo cambiare, abbandonare delle cose, farne altre diversamente, non resistere alla Grazia, rinascere a una vita santa..."
In questo consiste il rinnegare se stessi, prendere la croce personale e seguire la via stretta.

In buona sintesi, è questo che ha sempre separato la Chiesa cattolica dai protestanti ed è questo il punto SCOMODO E DOLOROSO che porta i modernisti ad annacquarlo, edulcorarlo, manipolarlo, scaricando sulla dottrina e la tradizione della Chiesa la responsabilità di un insegnamento troppo duro che coPre un Vangelo di solà misericordia.

Ed ecco che il sociale (aiuto dei poveri e degli immigrati) diventa l'unica via per arrivare a Dio e l'Eucaristia uno strumento, un mezzo per eliminare il peccato mortale. Una via più facile, anche se comporta sacrificio, perché consente di non sforzarsi ala purificazione spirituale. ,
Aiuto i poveri e gli immigrati e questo basta.
Il Vangelo è tutto lì, nel sociale.
Il mondo applaude, perché lo sente più vicino, ma se ne frega di Gesù perché non crede nella sua divinità, e tutti vissero felici e contenti.

Precludere l'Eucaristia diventa un'ingiustizia, un atto di emarginazione che la nostra società bacata non tollera.

Non è più un dono immenso, un sacrificio, un mistero di Amore di cui avere rispetto e devozione, piegando le ginocchia e la nostra anima davanti ad Esso.
No, è solo un rito, un mezzo, un oggetto di cui servirsi.
Chi lo adora profondamente e non lomriceve quando non se ne sente degno, e' uno che si sente superiore agli altri.

Ed ecco che i cattolici fedeli a Gesù e alla dottrina sono nemici della Chiesa e del popolo, contro cui NON ci deve essere misericordia:
- "neo-pelagianesimo autoreferenziale e prometeico»
- «... si sentono superiori agli altri, perché essi osservano alcune norme o perché sono fermamente fedeli a un solo stile cattolico proprio del passato».
- una «presunta sicurezza dottrinale o disciplinare»
- «dia luogo ad un elitarismo narcisistico ed autoritario, in cui, invece di evangelizzare si analizzano e classificano gli altri".

Un trionfo di misericordia.
MAI (mi verrebbe usare la triplice negazione di Silente) nessun papa nella storia, nemmeno quelli che hanno dato scandalo per condotte libertine, ha mai osato insultare in questo modo clero e fedeli devoti all'insegnamento della Chiesa.

Japhet ha detto...

Il tarlo conciliare ha lavorato in profondità...

Anonimo ha detto...

Ed e' per questo che sono piu' che mai benedetti questi blog cattolici ! Perche' invitando alla riflessione , confutano cio' che agli occhi non ben preparati appare come buono .

L'illusione della fede :
https://www.youtube.com/watch?v=6LJvYZi2pmI&app=desktop