venerdì 16 settembre 2016

A. Socci. L'autunno caldo di Bergoglio e la passione della Chiesa

Si annuncia un autunno caldo per papa Bergoglio. Anzitutto per la serie di sconfitte politiche che continua ad incassare, lui che è il più politico dei papi moderni: il crollo elettorale di Angela Merkel in Germania è conseguente proprio alla sua politica sull’immigrazione che è stata ossessivamente sponsorizzata da Bergoglio.
Inoltre in tutta Europa cresce l’opinione pubblica che si oppone all’“invasione” incontrollata predicata dal papa argentino (lo dimostrano la Brexit, il Muro di Calais, le elezioni in Austria e pure nella cattolica Croazia dove ha appena vinto il partito di centro-destra).
L’ultimo dei dispiaceri è – in queste ore – l’“azzoppamento” di Hillary Clinton, che di sicuro preoccupa Bergoglio dopo il suo plateale siluro contro Trump sull’immigrazione per svantaggiarlo (sebbene la Clinton sia fanaticamente laicista).
Già il papa sudamericano aveva dovuto incassare la sconfitta del suo candidato alla presidenza in Argentina dove ha vinto Mauricio Macrì, di centrodestra, da lui contrastato. A questo si aggiunga il crollo del potere dei suoi amici della Sinistra brasiliana, Lula e Dilma Roussef (destituita e sotto impeachment).
Anche il tentativo di stipulare un accordo con la Cina comunista (accordo che sarebbe uno schiaffo per i cristiani perseguitati e per i vescovi clandestini) si presenta sempre più difficile, sebbene Bergoglio abbia firmato dichiarazioni imbarazzanti di legittimazione della dittatura e dei suoi crimini e addirittura – nel prossimo incontro delle religioni ad Assisi del 20 settembre – si sia fatto dettare dal regime comunista cinese l’esclusione del Dalai Lama dal novero degli invitati.
Infine risalta il suo immobilismo – a livello diplomatico e internazionale – sulla tragedia dei cristiani perseguitati e massacrati in diverse parti del mondo.

PROFANAZIONE

Sul fronte interno vaticano – nonostante il clima di paura che Bergoglio ha instaurato – scatenerà grosse polemiche la lettera che egli ha inviato in questi giorni ai vescovi argentini, dove afferma che l’unica vera interpretazione dell’Amoris laetitia è quella ultramodernista, cioè “quella che di fatto incita all’adulterio e alla profanazione dei sacramenti” (mi dice un prelato di opposizione).
È la prima volta nella storia della Chiesa che un papa mette la sua firma su un ribaltamento della legge morale.
Ma spazzare via il millenario insegnamento della Chiesa basato sul Vangelo ha conseguenze enormi nella vita dei cristiani e indurrà addirittura a interrogarsi sull’ortodossia di Bergoglio (dubbio che Newsweek mesi fa lanciò addirittura in copertina: “Is the Pope Catholic?”).
Demolire i sacramenti – secondo il pensiero cattolico – significa demolire la Chiesa cattolica stessa. L’attuale vescovo di Roma porta avanti questa strategia in modi diversi: dalla progressiva sostituzione della gerarchia (pare abbia in progetto un nuovo Concistoro con la creazione di un plotone di cardinali bergogliani che così ipotecherebbero anche il futuro) alle picconate sui diversi pilastri della dottrina cattolica.
Sono già in cantiere – sia pure dissimulati – i colpi al sacerdozio (con l’ammissione delle donne al diaconato e l’appannamento del celibato).
Ma l’obiettivo principale riguarda ancora l’eucaristia e rientra in un progetto di “protestantizzazione” della Chiesa Cattolica che è potentemente voluto da un asse politico che va dagli Stati Uniti di Obama alla Germania e all’Europa del Nord: è probabilmente proprio il disegno a cui si è opposto Benedetto XVI e per il quale è stato “accompagnato all’uscita”.


BERGOGLIO E LUTERO

Lo strappo si dovrebbe consumare, il 31 ottobre, con la visita bergogliana in Svezia per “festeggiare” i 500 anni dello scisma di Lutero.
Già la visita in sé fa discutere, perché il Vescovo di Roma si è ostinatamente rifiutato di prendere parte al Congresso eucaristico di Genova, in settembre (primo caso, nel Dopoconcilio, di un papa che si nega a questo evento spirituale), mentre partecipa entusiasticamente ai festeggiamenti del più devastante eretico della storia della Chiesa.
In quell’occasione può avvenire “l’irreparabile” ovvero può verificarsi l’approvazione dell’intercomunione fra cattolici e luterani.
Sarebbe l’abolizione di fatto della dottrina cattolica della transustanziazione, in pratica l’abolizione dell’eucaristia: va ricordato che nella cerimonia del 28 giugno scorso, non a caso, il papa emerito Benedetto XVI aveva insistito sul termine “transustanziazione”, proprio per indicare il pericolo imminente….
L’intercomunione fra cattolici e protestanti sarebbe appunto la parificazione dell’Eucarestia al normale pane della cena luterana. Per la Chiesa sarebbe una catastrofe. Quali indizi mostrano che si va in questa direzione? [Vedi qui l'indice agli articoli sull'intercomunione con i luterani e il problema di fondo del falso ecumenismo]

INDIZI

Anzitutto le sorprendenti parole pronunciate da Bergoglio il 15 novembre 2015, nella sua visita alla comunità luterana di Roma [vedi nota all'articolo da noi pubblicato qui sul problema di fondo].
Quindi l’interpretazione che di quelle parole ha dato una fonte ufficiale come “Civiltà Cattolica”.
Infine l’altro ieri Bergoglio, a Santa Marta, ha fatto un discorso che potrebbe essere il suo tipico fuoco di artiglieria preventivo che in genere scatena per preparare le sue operazioni di demolizione (ha fatto così anche per il tema della comunione ai divorziati risposati).
Infatti ha inanellato una serie sgangherata di immagini, come fa ogni volta che vuole colpire chi si oppone alla sua “rivoluzione”.
Alla fine del suo confuso discorso il succo è stato questo: impediamo al diavolo di distruggere la Chiesa con le divisioni, soprattutto con le divisioni sulla “radice propria dell’unità della Chiesa, che è il Corpo di Cristo, l’Eucarestia”.
Questo concetto in sé sarebbe normale e giusto, se non fosse usato all’inverso, perché i “divisori” contro cui Bergoglio ha già cominciato a scagliarsi potrebbero essere quei vescovi cattolici i quali sostengono che non si può assimilare l’Eucaristia (vero Corpo e Sangue di Cristo) al pane della cena luterana.
Conoscendo il modo di procedere di Bergoglio c’è da prevedere che sarà proprio questa apparente apologia dell’Eucaristia, l’argomento che adopererà per l’attacco finale all’Eucaristia stessa (ha già usato questi incredibili artifici dialettici nell’Amoris laetitia dove si arriva a esortare i conviventi all’adulterio per il bene dei figli).

LUTERO CONTRO L’EUCARISTIA

In realtà l’unica vera e devastante divisione della Chiesa sull’Eucaristia l’ha consumata, 500 anni fa, proprio Lutero che Bergoglio andrà a festeggiare.
Ecco cosa egli affermava della Santa Messa:
“Io dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassinii e gli adulteri sono meno malvagi di quell’abominazione che è la messa papista”.
E ancora:
“Quando la messa sarà distrutta, penso che avremo rovesciato con essa tutto il papismo. Il papismo infatti poggia sulla messa come su una roccia, tutto intero con i suoi monasteri, vescovadi, collegi, altari, ministeri e dottrine, in una parola con tutta la sua pancia. Tutto ciò crollerà necessariamente, quando sarà crollata la loro messa sacrilega e abominevole”.
Se dunque Bergoglio fosse coerente con quanto ha detto l’altroieri, se davvero volesse proteggere l’Eucaristia, invece di andare a legittimare Lutero e le sue dottrine, dovrebbe dire ai protestanti che non è possibile alcuna intercomunione e che l’Eucaristia è il vero Corpo e Sangue di Cristo.
Poi dovrebbe anche ritirare l’Amoris laetitia che di fatto legittima la profanazione dell’Eucarestia stessa. [Vedi qui l'indice agli articoli sull'AL]
Ma non farà nulla di tutto questo e andrà per la sua strada, che è fortemente sponsorizzata da potentati internazionali.
I quali sono i grandi sostenitori di questo pontificato e sono stati i grandi nemici di quel Benedetto XVI che è stato “dimissionato”.
Tuttavia è sempre possibile che la parte cattolica della Chiesa si ribelli (importanti intellettuali vicini ai papi precedenti hanno scritto che si è passato il segno) e sono possibili dissesti nel pontificato bergogliano se alla Casa Bianca non resterà il blocco di potere Obama-Clinton che lo sponsorizza.
Antonio Socci
Da “Libero”, 15 settembre 2016

28 commenti:

mic ha detto...

pare abbia in progetto un nuovo Concistoro con la creazione di un plotone di cardinali bergogliani che così ipotecherebbero anche il futuro.

Voci di curia arrivate anche a me, con accento sul "plotone"...

Anonimo ha detto...

E l'ultimo desiderio ce lo lasciano o no?
MD

Anonimo ha detto...

Secretummeummihi.blogspot.it.
Nel motu proprio, e sono già 17 in 3 anni, BXVI in 8 ne fece la metà, De concordia inter codices, art.9, riforma canone 1112, in cui è permesso ai vescovi, previo parere favorevole delle CE locali, e con licenza della S.Sede, di delegare laici alla con-celebrazione dei matrimoni....corrono voci che al prossimo raduno interreligioso luterancattolico, ci sarà uno scambio di comunioni, cioè uno darà l'ostia all'altro, il mio auspicio è che siano ostie luterane così si è sicuri al 100% che non vi è stata transustanziazione, centro del piccolo, ma corposo intervento di Benedetto XVI il 28 giugno, io ve la do come l'ho avuta, le riflessioni stanno a voi.no comment.

Pietro C. ha detto...

Una breve riflessione:

http://traditioliturgica.blogspot.it/2016/09/dio-di-giudizio-e-di-bonta.html

Grazie per l'attenzione.

Pietro C. ha detto...

pare abbia in progetto un nuovo Concistoro con la creazione di un plotone di cardinali bergogliani che così ipotecherebbero anche il futuro.

La cosa non mi meraviglia, visto che ogni papa ha preferito mettere i "suoi" piuttosto che altre persone appartenenti ad altre cordate.
Il punto, dunque, non è questo ma un altro: come mai, nonostante papi "conservatori" come Benedetto o piuttosto "conservatori" come Giovanni Paolo II che è durato pure qualche decennio, i cardinali scelti sono stati di basso livello (tranne qualche rara eccezione)?
La realtà à che, simpatie del papa regnante a parte, la pasta umana è quella che è ed è di una qualità che avrebbe a mala pena soddisfatto, un tempo, le caratteristiche di un mediocre sacrestano. Questo perché è l'istituzione che non è più in grado di forgiare delle autentiche personalità.
E ciò è certamente molto peggio rispetto alle simpatie che potrebbero influenzare Bergoglio a favore di Tizio, piuttosto che di Caio.
Detto diversamente: se domani dovesse arrivare il più conservatore dei papi, i suoi cardinali varranno assai poco poiché non siamo tanto davanti a "problemi personali" ma a profondi problemi istituzionali!
Bisogna leggere le cose con una maggiore profondità!!

mic ha detto...

L'istituzione, di per sé, è stata fondata dal Signore. Dunque la pecca non è nell'istituzione, ma nella mancanza di fede di coloro che dovrebbero garantirla.
Ma la Grazia è sempre operante, fino alla fine dei tempi, nella fedeltà.

Anonimo ha detto...

@Pietro C.Sulla mediocrità di gran parte del clero attuale c'è poco da dire ma questa non è una buona ragione per mettere ai posti di comando incapaci che sono pure eretici.bobo.

Pietro C. ha detto...

"L'istituzione, di per sé, è stata fondata dal Signore. Dunque la pecca non è nell'istituzione, ma nella mancanza di fede di coloro che dovrebbero garantirla".

Gentile Mic, lungi da me far polemica ma mi sembra che in questo suo appunto ci sia una sorta di "monofisismo ecclesiale".
La CHIESA è voluta da Cristo ma l'istituzione-chiesa è una realtà anche e soprattutto umana a servizio del volere di Cristo. La Chiesa ha un'anima divina, si scrive giustamente, ma è incarnata nel mondo e ha realtà umane, a volte fin troppo umane come quello che vediamo attorno a noi!
E quando la realtà umana (l'istituzione terrena, appunto) non tiene più è come un vaso rotto che disperde la grazia che le viene versata dentro.
Se, come mi sembra dal suo linguaggio, si vuole divinizzare l'istituzione tout-court, allora ogni scelta umana nella Chiesa è confusa con quanto è voluto da Dio, non con quanto è: un semplice servizio alla volontà divina, con mille e più limiti dovuti all'umanità di chi la compone, un servizio che può benissimo pure prendere degli abbagli.
Per questo ci sono istituzioni che, nel tempo, sono venute meno, altre che sono nate sul vuoto di precedenti, altre che sono crollate, ecc.
Oggi il lato istituzionale-umano è molto corroso, chi non lo può constatare?
Dunque la grazia, quando c'è, vi si versa invano perché non si riesce a contenerla in una realtà così sbrecciata. Ecco perché un tempo semplici contadini erano grandi uomini di Chiesa mentre oggi "grandi uomini di Chiesa" sono più piccoli dell'ultimo dei contadini di un tempo (rare eccezioni a parte) ... Attenzione ai "monifisismi ecclesiologici" altrimenti dal punto di vista pratico ci annebbiamo le idee, non aiutiamo e non siamo aiutati!

mic ha detto...

Pietro C.
Lei mi fa dire ciò che non ho detto. Ho ripreso il suo termine proprio perché mi sembrava riferito alla componente molto deficitaria soprattutto in questo nostro tempo della istituzione-terrena, che invera nel tempo la funzione della Chiesa. Proprio per sottolinearne la funzione divino-umana, perché divino-umana è la Persona del Suo e nostro Signore. E che è data dalla sua istituzione (nel senso di fondare, costituire) divina.

Luisa ha detto...

Come ho detto nel commento in cui riportavo l`articolo di Socci da tempo non leggo più le "meditazioni "quotidiane di Santa Marta per non mettere a rischio la mia fede più di quento già non lo sia, quella a cui si riferisce Socci è leggibile qui:

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2016/documents/papa-francesco-cotidie_20160912_alla-radice-dell-unita.html

E ripeto qui che leggendo le parole di Bergoglio che si insurge contro coloro che creano divisioni nella Chiesa mi domando fino a dove spingerà la sua furbizia, perchè non è forse lui stesso fattore di divisione?

Luisa ha detto...



Da leggere, in francese o inglese , il contributo del canonista americano Phil Lawler che commenta le implicazioni della lettera di Bergoglio ai vescovi argentini:

"Il papa è il peggior nemico del papato? "

http://benoit-et-moi.fr/2016/actualite/un-magistere-deliberement-liquide.html

http://www.catholicculture.org/commentary/otn.cfm?ID=1176

Anonimo ha detto...

Temo che Socci pecchi di wishful thinking se pensa che Bergoglio avrà dei problemi. Quanto alle nomine visti i Poteri di riferimento di Bergoglio, che si comportano allo stesso modo in altri ambiti una volta arrivati al comando, c'è da stare certi che avranno una caratteristica immancabile: la fedeltà totale ai suddetti Poteri e ai loro dogmi e la determinazione a eseguire i compiti. Inoltre altra modalità sempre presente è la completa estromissione ed emarginazione di chi è anche solo minimamente non allineato. Non avrei mai e poi mai pensato che la Chiesa Cattolica potesse finire così e in così breve tempo.
Miles

Pietro C. ha detto...

E ripeto qui che leggendo le parole di Bergoglio che si insurge contro coloro che creano divisioni nella Chiesa mi domando fino a dove spingerà la sua furbizia, perchè non è forse lui stesso fattore di divisione?

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Non dimentichiamo la vecchia tattica del ladro: quella di gridare "Al ladro, al ladro!" per stornare l'attenzione malevola degli altri da sé... E ci riesce, grazie alla passività agnostica di clero e laici!

Luigi Rmv ha detto...

Eh si, cara Luisa, e' proprio Bergoglio il fattore di divisione.
Ma non è l'unico, diciamo che e' il 'Maradona'(compatriota) di quella squadra che, come un fiume sotterraneo, inquina le radici della Chiesa cattolica da tanti anni a questa parte e ora e' al potere: la Modernista f.c.

Oggi, al santuario del Divino Amore, accanto alla Cappella dello Spirito Santo, ho notato una serie di cartelloni metallici ad altezza vita, uniti tra loro a formare un solo tabellone, un lungo rettangolo, con uno schema sintetico molto bello di tutta la storia della Chiesa, con fatti storici e culturali.

Ne ha passate tante la nostra amata Chiesa! Ma il momento più complesso e pericoloso è sicuramente quello attuale.
Nei secoli passati aveva anticorpi, decisione, determinazione per condannare le eresie e scomunicare i falsi profeti, il coraggio di andare controcorrente e contro chiunque, pur afflitta da mali e corruzione di tutti i tipi.

Oggi, invece, presa da uno stolto complesso di inferiorità nei confronti della modernità - sintomo evidente di mancanza di fede - e' flaccida, imbelle, drogata, ipocita, eretica.
Come un 'blob', ambisce a incorporare tutto in un malloppo eterogeneo per accattivarsi la simpatia dei nemici.
Ma essuno dei nemici storici della Chiesa intende farsi inglobare, gioendo perché vede in quel blob l'occasione di distrugguerla per 'liquidazione' e asservimento.

Sono convinto che cio' deve avvenire, che la Chiesa deve arrivare allo stremo, al fondo, dovranno vedersi tutti gli effetti deleteri del modernismo al potere, dobbiamo versare il sangue, prendere un sacco di botte, i modernisti dai laicisti, dagli islamici e dai massoni. I tradizionalisti da tutti.

Solo allora, quando la Chiesa sarà in coma, il Signore la prenderà per mano come fece con San Pietro sulle acque, mentre affondava per mancanza di fede.


Luisa ha detto...

"Sono convinto che cio' deve avvenire, che la Chiesa deve arrivare allo stremo, al fondo, dovranno vedersi tutti gli effetti deleteri del modernismo al potere, dobbiamo versare il sangue, prendere un sacco di botte, i modernisti dai laicisti, dagli islamici e dai massoni. I tradizionalisti da tutti.

Solo allora, quando la Chiesa sarà in coma, il Signore la prenderà per mano come fece con San Pietro sulle acque, mentre affondava per mancanza di fede. "


Concordo, ma quando ti senti totalmente estranea a questa chiesa che va a braccetto e danza con il mondo, quando è il disgusto a prevalere troppo spesso, quando ti senti incompresa se non respinta anche da sacerdoti che pensi essere aperti alla riflessione perchè sedicenti "tradizionali", quando ti rendi conto che la tua fede non può dipendere dall`affetto provato per un uomo fosse anche Papa...., quando ti senti sola o isolata, e non vuoi cedere alla tentazione del "meglio quello che niente", quando ti senti anche estranea ad ogni spirito settario come quello di chi si sente migliore, sicuro di pensare e fare "tutto giusto", ti aggrappi dove?
Se non alla preghiera e alla Croce del Signore, al Suo sguardo che è comunque su di noi?
Sono stata lontana dalla pratica della fede a lungo, ho vissuto quel cammino come una ricerca personale che mai mi ha abbandonata, sono ritornata e oggi mi ritrovo di nuovo sul sagrato a contemplare il disastro che già mi aveva fatto scappare tanti anni fa, ma allora ero giovane, alla mia età, anche se non ancora canonica:), avrei potuto aspirare a vivere serena una fede "pacificata" e gioiosa, non è così ma non ho il potere di cambiare le cose all`esterno, posso solo rivolgere lo sguardo verso di Lui e lasciarLo agire in me.

Anonimo ha detto...

Bè però sentirsi completamente estranei, provare totale distacco e non avere alcun senso di appartenenza per questa nuova Chiesa per così dire alla Emmerich credo sia liberatorio e salutare. Ci sono sempre e per sempre i duemila anni che l'hanno preceduta con i nostri Martiri, i nostri Santi, i nostri Papi, i nostri Sacerdoti e soprattutto il Gesù e la Madonna di quei duemila anni con la loro vera misericordia e la strada che hanno segnato loro una volta per tutte.
Miles

tralcio ha detto...

Cara Luisa,

comprendo bene il senso di estraneità che ti assale constatando amaramente che la Chiesa, rivoltasi al mondo per farsi compagna di strada ed indicare la via verso Dio, ha finito per seguire il mondo, pur continuando a dire di farlo in nome del Signore.
Il problema è che la croce del Signore è scandalo e stoltezza per i più... credenti inclusi.
Anche la resurrezione del Verbo incarnato consegnatosi alla crocifissione diventa "ideale" se invece di consistere nell'annuncio sconvolgente di un fatto si riduce a una prospettiva.
Tutta la realtà spirituale, dischiusa e restituita all'uomo spiritualmente morto a causa del peccato, si trasforma in un'attenzione spasmodica alla materialità e alla psiche, alla quale di fatto è ridotta la spiritualità umana.

In una fede cristiana predicata così, quel che ci accade e che noi non desidereremmo (prove, dolori, sofferenze e ingiustizie incluse) sono "croci" che non vengono collegate al peccato (il nostro e quello altrui), quindi all'espiazione, bensì semplicemente a circostanze negative dalle quali "risorgeremo", meglio ancora se uniti per farlo, solidali e solerti.

In una predicazione così, Gesù decide di andare a Gerusalemme (sapendo benissimo cosa sarebbe accaduto), poi subisce per volontà altrui la passione, risorgendo da quell'atrocità: una decisione, decisioni altrui, cose belle, cose brutte: tutto "accade", si muore e si risorge, ma senza fare i conti col peccato, stando insieme nella disgrazia per gioire insieme della grazia. Un Gesù "proprio come noi"... Da Dio, ma come noi...
Con il non trascurabile distinguo che che Gesù non pecca! Anzi, muore per redimerci dal peccato.
Risorgendo e ascendendo al cielo non ci consola psicologicamente, ma ci dischiude la vita eterna.

Gesù separa: non perchè escluda chicchessia (Egli è mezzo e prezzo pagato per tutti), ma perchè chiede di seguirlo. E se va in una certa direzione (la via) non tutte le direzioni significano seguirLo. Se Lui è la Verità, non ogni idea su Dio assicura dalla falsità. Se Lui è la Vita, andando altrove resta la morte, ineluttabile per una vita material/psichica, malgrado gli aneliti dell'idealismo e del pensiero umano.

L'essere però estranei a un credere ad altro di ciò che la Chiesa ha sempre insegnato non può renderci estranei a ciò che la Chiesa ci offre: in particolare la Santissima Eucaristia e il sacramento del perdono per potersi accostare in grazia di Dio. La comunione dei santi, per godere di esempi luminosi e intercessioni dal cielo. I mille rivoli della devozione alla Madre del Signore, Regina del cielo e degli angeli nostri custodi. Nessuna estraneità: casa!
Noi limitiamoci a un sentire secondo gli "accidenti" come spiegherebbe Aristotele, secondo le apparenze che sono carnali e psicologiche. La sostanza, per lo spirito, non cambia!

Sarà solo un resto? San Paolo tra la fine del capitolo 9 e l'inizio del capitolo 10 della lettera ai Romani spiega perchè...
"Il termine della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede".

Alfonso ha detto...

Sono pienamente cosciente di quello che qui sto per scrivere, convinto che quanto ci accade oggi di vivere nel nostro "occidente" decristianizzato vada inquadrato in una visione storica di alternanza di epoche a prevalenza materialista e di epoche a prevalenza spirituale. L'epoca attuale è dominata dall'edonismo dionisiaco (lussuria sfrenata, irrefrenabile). L'uomo occidentale cerca le soddisfazioni del corpo, qui sulla terra, e solo pochi ancora volgono lo sguardo al cielo ove risiede il Padre nostro. Prima che anche questi pochi si smarriscano, e così vada perduta la loro testimonianza spirituale, invito a considerare se non sia giunto il momento di smetterla di ingaggiare diatribe difensive , sempre perdenti, con gli ussari della travolgente armata clerico-massonica del nuovo ordine mondiale. Prima che si compia il definitivo massacro spirituale(?) dei restanti fedeli alla bimillenaria tradizione cattolica, credo che si debba riflettere sulla necessità di una ordinata ritirata generale. Stando saldi, si potrà avere "il tempo di riorganizzarsi, di rinfrancarsi, di rifarsi dal logoramento sofferto, riordinarsi" , compattarsi in gruppi coordinati e poi agire apostolicamente a tempo debito. Si passerà finalmente all'azione, o continueremo a sfinirci rincorrendo a parole le provocazioni degli apostati?

Luigi Rmv ha detto...

Personalmente, pur avendo avuto un percorso molto simile a Luisa, non provo smarrimento e sconforto, bensì una sicurezza, una certezza di seguire la via giusta che non ho mai avuto in vita mia. Nausea e disgusto invece si.

Come notato da Anonimo, non sono scoraggiato di essere fuori da questa Chiesa di Francesco, ma sicuro, galvanizzato, contento di far parte di quegli ometti piccoli piccoli scelti e formati da Maria per combattere questa battaglia spirituale.

La prova e'imparare a confidare solamente in Dio, uno, trino e cattolico.
E nella Donna da Lui scelta come regina del Cielo e Madre spirituale di tutti noi.
Anche se ovviamente sbaglio, soffro per i miei errori, per le incomprensioni, per le incomunicabilita' con certi familiari e amici, per le tribolazioni varie e le frequenti cadute nei miei peccati ricorrenti.

Non sono d'accordo con Alfonso, le diatribe sono una delle manifestazioni della testimonianza, poi ognuno fa quel che può e che sa fare, in piccolo, passo dopo passo.

Non importa se si vince o si perde in queste diatribe, non è quello l'obiettivo, nè quello chè Gesu' ci chiede.
Le parabole delle lampade e dell'olio, lo sgrullamento della polvere dai sandali, ci insegnano a mostrare, ad annunciare la nostra fede nei limiti delle nostre possibilita', a non arretrare e non temere, più chi meno, ma A PRESCINDERE dal risultato della conversione o comprensione altrui o,peggio ancora, dal cambiamento della Chiesa.

Con un papa modernista acclamato dalla maggioranza di clero e 'fedeli', spesso molto superficiali e religiosamente ignoranti - come lo ero io ! - non possiamo certo cambiare le cose dall'oggi al domani, ma combattere per crescere in fede, speranza, carita', foRezza e virtu' dello Spirto Snato.

Non dipende da noi se il nostro prossimo si converte o riconosce i propri errori, ma da Dio.
Quindi noi possiamo e dobbiamo solo dare una possibilità al prossimo, annunciando di essere cristiani, di essere fedeli alla dottrina e tradizikne di sempre, avvertendolo, stimolanolo, scuotendolo, agendo come meri strumentini nelle mani di Dio e di Maria, anche se in netta minoranza. Questa è la prova.

Credo che sia un grave errore cercare un risultato che non dipende da noi, per poi sentirci frustrati e scoraggiati se non lo raggiungiamo, se siamo predenti davanti agli uomini. L'importante è non espero dAvati a Dio e i suoi criteri non sono i nostri.

In passato questo obbligo di risultato è stato anche causa di crimini, quando i poteri temporali imponevano le conversioni religiose con la violenza.

Gesù non ci giudica su quante conversioni portiamo o se riusciamo o meno a cambiare la Chiesa di cui siamo parte, ma se abbiamo dato il nostro massimo per vivere il Vangelo.

Del resto ogni epoca ha avuto le sue croci, non credo che fossero meglio le persecuzioni di Diocleziano o quelle dei regimi comunisti rispetto a oggi, anche se per la Chiesa i, pericolo è maggiore adesso.

A chi molto ha ricevuto, molto sara' chiesto, questo ci deve interessare.

Forza e coraggio!

Juan Carlos Sanchez Calas ha detto...

Grazie Luisa per le tue parole che sono una testimonianza di fede. Mi sono venute gli scritti di Sta.Teresa del Bambin Gesu': seduta a tavola insieme a i senza fede. Un salutone dall'oltre oceano :)

Luisa ha detto...

Ringrazio di tutto cuore Tralcio e Luigi Rmv per la loro condivisione e per gli spunti che mi offrono sul mio cammino, conosco quella che tralcio definisce " attenzione spasmodica alla materialità e alla psiche", un terreno quest`ultimo che, diciamo, non mi è sconosciuto, ma appunto perchè scava scava nei trefondi della psiche, fatta la lunga, spesso caotica o eccitante, e mai finita, traversata verso la conoscenza di sè, ti trovi a girare en rond su te stesso, a non capire perchè malgrado l`impressione di aver capito molto se non tutto, resta la ferita, non si guarisce, si cade e ci si rialza forse più in fretta ma si continua a cadere, con maggiore coscienza nella spirale della vita e le prove che ti vengono servite sul cammino, ma si cade, ti manca quel che fa senso, che dà senso a tutta quella ricerca spesso affannata, leggermente ego-centrata o se-centrata, ti manca la Luce, la vera"con-prensione", il filo che ti fa sentire unito, "relié", piccolo e nel contempo grande perchè voluto e amato da Dio, senza quella Luce, senza quella certezza vitale, si resta pesantemente ancorato in quelle che tralcio chiama "le apparenze che sono carnali e psicologiche".
Ci sarebbe tanto da dire ma mi fermo qui, grazie ancora tralcio e Luigi.

irina ha detto...

@ Luisa
C'era un gioco da piccoli, ai giardini, si sceglieva a sorte un bambino che doveva compiere un certo percorso, da un punto ad un altro non vicinissimo, e gli altri tutt'intorno a fargli smorfie per farlo ridere o piangere; lui imperterrito, fisso alla meta, doveva procedere dicendo ad ogni passo:"Vengo da Gerusalemme senza ridere e senza piangere".
Così per noi, nella vita ed ora, il cuore alla meta senza farsi distrarre dai buffoni o dai malintenzionati.

Non pochi qui siamo i rientrati e ci troviamo con un palmo di naso. Un ambientaccio! Il Buon Dio ci ha preparato lungo una vita per questo rientro, che sarebbe da toccata e fuga, affinchè restassimo a combattere tutte le corbellerie che abbiamo imparato a riconoscere fuori già trenta, quarant'anni or sono. E allora...avanti il prossimo, a cui mostrare quali sono le lucciole e quali le lanterne.

Paolo Pasqualucci ha detto...


@ Bergoglio continua imperterrito, forte della timidezza di chi dovrebbe per dovere d'ufficio apertamente opporglisi

Continua imperterrito per la sua strada, come se niente fosse. Anche con "l'immigrazione" cioe' con l'invasione dell'Italia e dell'Europa da parte dei finti profughi, e' un martellamento coninuo. La risposta al documento dei 45, la critica teologica alla AL, l'ha data indirettamente approvando l'interpretazione ereticale o addirittura eretica dei Vescovi argentini a certi ben noti e dubbi passaggi della stessa. La cosa piu' grave, a questo punto, e'che continui a mancare una risposta da parte di cardinali o vescovi. Cioe', che nessuno tra essi si esponga e abbia il coraggio di dire apertamente al Papa che sta sbagliando e che sta conducendo la Chiesa alla rovina. Esattamente come fece S. Paolo ad Antiochia, quando disse in faccia, pubblicamente, a S. Pietro quello che doveva dire. Qui non c'e' bisogno di tanta teologia e cultura: non e' una questione di conoscenza ma di fede, di lanciarsi in avanti per render gloria a Dio, a Nostro Signore che continua a venir offeso da questa pastorale deviata, distruttrice di anime, cui si indica la falsa misericordia della "via larga", quella che porta all'Inferno.
Anche i pochi coraggiosi, come il card. Burke, sembrano sempre oltremodo turbati dalla paura di esser accusati di esser nemici del Papa, di mirare a provocare uno scisma. Sono accuse chiaramente false. Qui, nessuno mira a scismi o e' "nemico" del Papa, cosi' come non lo era - nemico - Paolo di Tarso quando rinfaccio' a Cefa il suo errore. Critichiamo l'insegnamento e la pastorale di un Papa che ha tolto dalla misericordia il comando del pentimento e della conversione (e dei Papi postconciliari precedenti, ove non conformi alla tradizione della Chiesa) perche' siamo costretti dalle circostanze, che ci mostrano non esser buoni ne' insegnamento ne' pastorale.
Ma, se per difendere il Deposito della Fede, dobbiamo esser chiamati "nemici" del Papa dai filistei di turno, quid ad nos? Passeremo attraverso queste accuse come se fossero tele di ragno. Di chi dobbiamo essere veramente"amici" e come, ce lo ha insegnato il Verbo Incarnato in persona:
"Voi sarete miei amici se farete quello che vi comando. Non vi chiamo piu' servi perche' il servo non sa quel che fa il padrone; vi ho chiamati amici perche' vi ho fatto conoscere tutto quello che ho udito dal Padre mio". (Gv 15, 14-15).

Luisa ha detto...


"Non pochi qui siamo i rientrati e ci troviamo con un palmo di naso. Un ambientaccio! Il Buon Dio ci ha preparato lungo una vita per questo rientro, che sarebbe da toccata e fuga, affinchè restassimo a combattere tutte le corbellerie che abbiamo imparato a riconoscere fuori già trenta, quarant'anni or sono. E allora...avanti il prossimo, a cui mostrare quali sono le lucciole e quali le lanterne."

Grazie Irina, quel che è spossante, e che alla fine ti fa rinunciare, è che qui dalle mie parti, ma penso che altrove la realtà è molto simile, i sedicenti "cattolici" i nuovi cattolici di un altro tipo, considerano le lucciole come lanterne, seguono i lumicini costantemente tenuti accesi dalle loro voglie, desideri, bisogni, e fuggitive emozioni e li considerano come la lanterna, la luce che farebbe senso per la loro vita, io penso, io sono, io faccio, io e ancora io, se cado, se la luce si affievolisce, se vado a sbattere contro un muro, non capisco, deve essere, è sempre, colpa di qualcun altro, della vita, e mai la mia.
Se tu cerchi di mostrare loro la Lanterna, la differenza con i lumicini, se li rinvii alla loro responsabilità, se tenti di farli uscire dal loro ruolo di vittime e solo vittime ingiustamente colpite, quei cattolici di un nuovo tipo ti guardano come minimo con diffidenza, ti deridono, sei tu a non aver capito.

È anche per questo che sono totalmente allergica ai discorsi di Jorge Bergoglio farciti di psicologismi, colpevolizzanti per gli uni (sempre gl stessi) e decolpevolizzanti e deresponsabilizzanti per gli altri (sempre gli stessi), parole che fanno di quest`ultimi, i suoi prediletti, delle vittime a prescindre innocenti e senza responsabilità, fragili e disarmate vittime della durezza della vita, della cattiveria, delle chiacchiere(...), dei padroni, dei ricchi, dei dottori della legge, dei rigidi doganieri, dei senza cuore, ecc.
Siccome non hanno nessuna colpa e responsabilità, siccome hanno agito secondo quel che la loro coscienza diceva loro fosse bene, non hanno bisogno di pentirsi, di domandare perdono, di impeganarsi a non più ricadere, sono innocenti vittime a prescindere e continueranno a prendere i loro lumicini per lanterne, tanto il Signore, secondo i messaggi che arrivano dalla "somma cattedra", accoglie sempre, perdona sempre, non giudica mai e nulla esige.

irina ha detto...

Guardare la parte non redenta è difficilissimo, senza Nostro Signore Gesù Cristo. Per quello che ho capito,alla nostra età, molti hanno raccontato a se stessi la storia per loro più sopportabile, fin nei particolari, che fungono da pezze di appoggio, attenuanti, giustificazioni. Guardare la realtà è dolore. Dolore che nell'opinione corrente è inutile, sterile, non porta frutti. E tutto intorno ci dice e è così, l'ultima eutanasia in Belgio è l'esempio fresco...di bara. Una società in cui le persone vengono sollevate anche dalla fatica di pensare,infatti vengono loro riversati addosso mille pensieri da scegliere in apparente libertà, in cui nascere e morire ha da essere soft, il pane gratuito, il sesso a piacere,in cui famiglia e doveri sono messi all'angolo perchè ti pongono davanti ai tuoi limiti quindi meglio di no, il lavoro anche ben circoscritto,rampante se possibile, la scuola senza traumi col sesso in mano da una parte e dall'altra una canna.E la chiesa nelle braccia del mondo. Capisci che già la figura di NSGC stona in questo preteso paradiso terrestre, il sacrificio, la croce, soffrire per gli altri (???) sono proprio fuori tempo e fuori luogo, in ogni luogo del nostro tempo, sono concetti ed esempi che non sono trasmessi. Le persone, moltissime, sono sedate da mille trappole del nemico,che si presenta naturalmente come bene presente, qui e ora. Siamo soli, tanto soli che a volte ci si chiede se forse quelli strani non siamo proprio noi. In questi momenti mi tornano in mente quelle persone, sacerdoti e non, che in prigione hanno vissuto in isolamento, per decine di anni,senza perdere nè il senno nè la fede. Quella cella trasformata da cella di tortura a luogo della presenza del Signore. Non ricordo se sia stato Bernanos a mettere in evidenza il fatto che sia le carcerate sia le suore di clausura vivono in celle, dalle prime celle escono grida e imprecazioni, dalle altre preghiere e canti.

Anonimo ha detto...

Purtroppo non è facile per un uomo di chiesa,fosse anche un vescovo o un cardinale, mettersi contro questo papa senza uscirne con le ossa rotte. Una volta poi che si viene messi in ...castigo chi viene mandato al posto di colui che ha avuto il coraggio di esporsi? Secondo me è questo il motivo per cui quasi nessuno ,apertamente ,osa muovere critiche a questo nuovo corso ed anzi a parole tutti ne sembrano entusiasti .Capisco che è deprimente sentire questo discorso però non bisogna mai dimenticare che :Bel tempo e cattivo tempo non durano tutto il tempo.....

Alfonso ha detto...

Questa dell'anonimo del 18 settembre 2016 23:19 è una giusta considerazione che va interiorizzata : "Capisco che è deprimente sentire questo discorso però non bisogna mai dimenticare che: Bel tempo e cattivo tempo non durano tutto il tempo..." .
"Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne… Sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. (Galati 5, 16.19-25).
Siamo in una epoca "cattiva" e non sappiamo quando essa finirà e soprattutto non possiamo prevedere quali rovine lascerà. Con tristezza, constatiamo che i "molti" vivono storditi, nell'illusione che l'ars bene vivendi si concretizza nel soddisfare, qui ed ora, ogni piacere del corpo, abbandonandosi senza ritegno alle opere della carne, al sensualismo, particolarmente quello erotico, che si vuole vivere ardentemente, liberi da ogni freno morale. Siamo al contrario in "pochi" a persistere nel cammino secondo lo Spirito, non ignorando però di dare le dovute attenzioni alle esigenze corporali. Quindi, cosa fare prima che si compia il definitivo massacro spirituale dei restanti fedeli alla bimillenaria tradizione cattolica? Come riorganizzarsi, rinfrancarsi, rifarsi dal logoramento sofferto, compattarsi? Da chi dobbiamo attenderci risposte?

mic ha detto...

Alfonso,
non ci resta che custodire quanto, per grazia abbiamo ricevuto, aggrappandoci ai sacerdoti secondo il cuore del Signore che troviamo nel nostro contesto.
Chi non ne trovasse, perché forse siamo allo stremo ma penso sia da verificare, può regolarsi secondo quanto suggerito da don Elia qui
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/03/operazione-muro-di-fuoco.html

non dimenticando di consultare anche questo
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/02/don-elia-operazione-muro-di-fuoco.html