venerdì 9 settembre 2016

Ratzinger vede Francesco così: "È l'uomo della riforma pratica"

Non comprerò né leggerò l'ultimo libro-intervista di Joseph Ratzinger, perché non mi aspetto molto di più di quanto la stampa di regime abbia già anticipato (cfr. articolo del Corriere della Sera [qui], nonché la melassa normalizzatrice della Pravda vaticana e del suo corifeo [qui]). 
Se devo aggiungere una impressione personale, provo la stessa delusione, tipo doccia fredda, che mi attanagliò ascoltando l'ultimo discorso da Pontefice ai sacerdoti prima di lasciare il soglio [qui - qui]. E non mi aspetto più nulla. Il resto è ingravescente deriva di una rivoluzione annunciata ed ora arrivata a conseguenze francamente dolorose per chi ancora conserva un sensus fidei cattolico e cerca di custodirlo.
Il titolo del post delinea il profilo di papa Francesco tratteggiato dallo stesso Benedetto XVI ed è ripreso da un primo commento, pubblicato da Sandro Magister [qui], di Antonio Caragliu, avvocato presso il foro di Trieste, studioso di filosofia del diritto e iscritto all'Unione dei giuristi cattolici. Lo condividiamo, in attesa di poter meglio orientarci, insieme a chi ne parlerà con maggior cognizione di causa dopo aver letto il libro. A seguire, per un'informazione più completa, il maggior dettaglio pubblicato dal Corriere.


Caro Magister,
ovviamente bisognerà leggere per intero l'ultimo libro-intervista di Joseph Ratzinger. Trovo interessante però, nelle anticipazioni del medesimo pubblicate sul "Corriere della Sera", la caratterizzazione di Jorge Mario Bergoglio come papa della "riforma pratica".
Ratzinger confessa la propria mancanza di carisma decisionale ed organizzativo: "Sapevo che questo non è il mio punto di forza". E parallelamente lo riconosce invece a Bergoglio.
Come è nel suo stile, rispettoso dei ruoli, Ratzinger evita la contrapposizione col predecessore. Nello stesso momento, tuttavia, "caratterizzandolo", seppur implicitamente, lo focalizza nel ruolo di promotore di un cambiamento organizzativo, non dottrinale e forse neanche "pastorale", se non nei limiti di una presa empatica con le persone.
Il tutto mi pare in coerenza con quanto detto da Georg Gänswein nel suo controverso discorso dello scorso 20 maggio.
Sia chiaro: le considerazioni e i problemi riguardanti il papato emerito e la sua caratterizzazione, sollevati da canonisti e storici quali Geraldina Boni, Walter Brandmüller, Giuseppe Sciacca, di cui ha ospitato gli interventi, sono reali e rilevanti.
Ma Gänswein si è pronunciato su un piano non giuridico, ma teologico e spirituale. La stessa sua caratterizzazione del papato di Ratzinger come "papato d'eccezione" è espressiva dell'intenzione di non darne una lettura giuridica, ovvero una lettura che ricerchi dei principi generali ed astratti applicabili in tutti i futuri casi di papato emerito.
La funzione contemplativa che Gänswein attribuisce a Ratzinger con l'immagine di un papato "allargato" per sua stessa natura non può interferire con il potere di papa Francesco, se non per vie sovrannaturali.
Ovviamente interferenza vi può essere quando il papa emerito non si limita a contemplare in silenzio ma parla in pubblico. E Ratzinger parla eccome.
Quindi non voglio dire che i problemi di definizione di un papato emerito da un punto di vista giuridico non siano rilevanti. Ma nel considerare il rapporto tra la riflessione giuridica e quanto detto da Gänswein bisogna tener conto della pretesa di eccezionalità del papato emerito di Ratzinger (che in quanto eccezionale non può costituire un precedente vincolante) e della natura della funzione contemplativa, la quale sfugge a una considerazione giuridica.
Ritornando da Gänswein al libro, anche Ratzinger parlando di Francesco e del suo papato si concentra sul suo potere di "governo", nel suo aspetto strettamente manageriale più che "pastorale".
Dal punto di vista dogmatico, silenzio.
Un caro saluto.
Antonio Caragliu

Benedetto XVI si racconta «Nessuno mi ha ricattato»
Ratzinger si confessa nel libro intervista «Ultime conversazioni» anche in edicola con il Corriere. «Decidere non è il mio forte ma non mi sento un fallito»
Ho scritto io la rinuncia
Il testo della rinuncia l’ho scritto io. Non posso dire con precisione quando, ma al massimo due settimane prima. L’ho scritto in latino perché una cosa così importante si fa in latino. Inoltre il latino è una lingua che conosco così bene da poter scrivere in modo decoroso. Avrei potuto scriverlo anche in italiano, naturalmente, ma c’era il pericolo che facessi qualche errore.

Non ero ricattato
Non si è trattato di una ritirata sotto la pressione degli eventi o di una fuga per l’incapacità di farvi fronte. Nessuno ha cercato di ricattarmi. Non l’avrei nemmeno permesso. Se avessero provato a farlo non me ne sarei andato perché non bisogna lasciare quando si è sotto pressione. E non è nemmeno vero che ero deluso o cose simili. Anzi, grazie a Dio, ero nello stato d’animo pacifico di chi ha superato la difficoltà. Lo stato d’animo in cui si può passare tranquillamente il timone a chi viene dopo.

Felice del successore
Il mio successore non ha voluto la mozzetta rossa. La cosa non mi ha minimamente toccato. Quello che mi ha toccato, invece, è che già prima di uscire sulla loggia abbia voluto telefonarmi, ma non mi ha trovato perché eravamo appunto davanti al televisore. Il modo in cui ha pregato per me, il momento di raccoglimento, poi la cordialità con cui ha salutato le persone tanto che la scintilla è, per così dire, scoccata immediatamente. Nessuno si aspettava lui. Io lo conoscevo, naturalmente, ma non ho pensato a lui. In questo senso è stata una grossa sorpresa. Non ho pensato che fosse nel gruppo ristretto dei candidati. Quando ho sentito il nome, dapprima ero insicuro. Ma quando ho visto come parlava da una parte con Dio, dall’altra con gli uomini, sono stato davvero contento. E felice.

La Chiesa è viva
L’elezione di un cardinale latino-americano significa che la Chiesa è in movimento, è dinamica, aperta, con davanti a sé prospettive di nuovi sviluppi. Che non è congelata in schemi: accade sempre qualcosa di sorprendente, che possiede una dinamica intrinseca capace di rinnovarla costantemente. Ciò che è bello e incoraggiante è che proprio nella nostra epoca accadono cose che nessuno si aspettava e mostrano che la Chiesa è viva e trabocca di nuove possibilità.

Riforme: non sono forte
Ognuno ha il proprio carisma. Francesco è l’uomo della riforma pratica. È stato a lungo arcivescovo, conosce il mestiere, è stato superiore dei gesuiti e ha anche l’animo per mettere mano ad azioni di carattere organizzativo. Io sapevo che questo non è il mio punto di forza.

Sulla lobby gay vaticana
Effettivamente mi fu indicato un gruppo, che nel frattempo abbiamo sciolto. Era appunto segnalato nel rapporto della commissione di tre cardinali che si poteva individuare un piccolo gruppo di quattro, forse cinque persone. L’abbiamo sciolto. Se ne formeranno altri? Non lo so. Comunque il Vaticano non pullula certo di casi simili.

La Chiesa cambi
È evidente che la Chiesa sta abbandonando sempre più le vecchie strutture tradizionali della vita europea e quindi muta aspetto e in lei vivono nuove forme. È chiaro soprattutto che la scristianizzazione dell’Europa progredisce, che l’elemento cristiano scompare sempre più dal tessuto della società. Di conseguenza la Chiesa deve trovare una nuova forma di presenza, deve cambiare il suo modo di presentarsi. Sono in corso capovolgimenti epocali, ma non si sa ancora a che punto si potrà dire con esattezza che comincia uno oppure l’altro.

Non sono un fallito
Un mio punto debole è forse la poca risolutezza nel governare e prendere decisioni. Qui in realtà sono più professore, uno che riflette e medita sulle questioni spirituali. Il governo pratico non è il mio forte e questa è certo una debolezza. Ma non riesco a vedermi come un fallito. Per otto anni ho svolto il mio servizio. Ci sono stati momenti difficili, basti pensare, per esempio, allo scandalo della pedofilia e al caso Williamson o anche allo scandalo Vatileaks; ma in generale è stato anche un periodo in cui molte persone hanno trovato una nuova via alla fede e c’è stato anche un grande movimento positivo.

Mi preparo alla morte
Bisogna prepararsi alla morte. Non nel senso di compiere certi atti, ma di vivere preparandosi a superare l’ultimo esame di fronte a Dio. Ad abbandonare questo mondo e trovarsi davanti a Lui e ai santi, agli amici e ai nemici. A, diciamo, accettare la finitezza di questa vita e mettersi in cammino per giungere al cospetto di Dio. Cerco di farlo pensando sempre che la fine si avvicina. Cercando di prepararmi a quel momento e soprattutto tenendolo sempre presente. L’importante non è immaginarselo, ma vivere nella consapevolezza che tutta la vita tende a questo incontro.

59 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra tutto scritto dalla propaganda del successore. Non so più che pensare... forse a questo punto non mi interessa nemmeno più.
M

Japhet ha detto...

Quello che segue è il tenore dei commenti su Fb di ratzingeriani irriducibili:

"Il Papa ha lasciato filtrare verità inquietanti, ma molte cose gli sono state messe letteralmente in bocca. Ci sono affermazioni sconcertanti che sono patrimonio dei bergogliani e non del bagaglio teologico e culturale di Ratzinger".

Anonimo ha detto...

Sopra ho scritto quello che a me sembra, ma è dall'annuncio dell'abdicazione che in ogni intervento (e a dispetto del silenzio annunciato, sono stati diversi) sono presenti contenuti che non sembrano far parte "del bagaglio teologico e culturale di Ratzinger". Ora, se tutto sarà confermato, la misura mi pare colma, e le conseguenze, per quanto mi riguarda, vanno/andrebbero molto al di là della persona di Ratzinger.
M

gianlub ha detto...

Solo degli "sprovveduti" possono pensare che quello che si legge in quel libro sia parola di Papa BXVI, è evidente che non lo è per il semplice motivo che non è assolutamente un linguaggio che usa il Pontefice. I "carcerieri" di BXVI vogliono rattoppare un buco ma hanno prodotto uno squarcio ancora più ampio.

Mazzarino ha detto...

Vicario di se stesso. Orizzontalità, e fatalismo. Autoreferenzialità e decadenza. L'ho creduto e seguito come Papa capace di una riscossa cristiana e lo vedo compiaciuto di aver partorito un vdr. Ennesimo tradimento e vendita dei fedeli. Sembra Buttiglione..... con relative dietrologie ammortizzanti. Da bambino non riuscivo a dimenticare le immagini dei vietnamiti che cercavano di arrampicarsi sugli elicorrei americani che fuggendo stavano abbandonandoli alla rieducazione comunista, oggi ho stampato negli occhi l'immagine dell'abbandono di un Papa in elicottero che "ha deciso" di dedicarsi ad altro. Che tristezza. Ma in fondo anche me, ricatto o non ricatto, di Ratzinger non interessa più nulla. Da alcuni mesi lavoro in silenzio a "salvare un seme diverso da quello che ha prodotto il suo concilio". Un caro saluto a tutti gli amici del blog.

Silente ha detto...

Scusate se torno in argomento con un "fuori argomento": la destituzione del vescovo di Albenga S.E. Mons. Mario Olivieri, ultimo vescovo veramente "tradizionale" rimasto in Italia. L'unico che celebrava, consentiva e addirittura favoriva la Vera Messa. La notizia l'ho appresa da "Corrispondenza Romana" e da amici in Liguria. Poco o nulla sulla stampa, a parte il miserabile Corriere della Sera che scriveva che il suo successore, l'ultraprogressista, ultramodernista Borghetti (ovviamente contrario alla Vera s. Messa e che ora vuole imporre a tutta la diocesi la messa protestante conciliare), in quanto vicario "aveva già “svuotato” il seminario ligure nel quale erano stati accolti aspiranti al sacerdozio scartati dalle altre diocesi: le norme varate da Ratzinger stabiliscono infatti che non può essere sacerdote chi ha tendenze omosessuali". Ambienti liguri (ho una casa in una località a pochi chilometri da Albenga a cui appartiene come diocesi) mi fanno sapere che certe accuse, messe in giro dal vaticano, sono false, menzognere e calunniose, e il popolo cattolico locale ha sempre difeso Mons. Oliveri. E il vaticano è oscuro, opaco e non trasparente sui motivi che l'hanno indotto ad imporre a Moss. Olivieri le dimissioni. Ma noi lo sappiamo: Mons. Olivieri è stato dimissionato perché cattolico. Così cattolico da celebrare e sostenere la Vera S. Messa.
Questa è la situazione. Però mi piacerebbe che il mondo tradizionalista, quante volte l'ho già detto, sapesse reagire, protestare, farsi sentire, alzare la voce. Nulla di questo è avvenuto. Ancora una volta, dopo il caso dei FFI. Va bene: perdiamo perché vogliamo perdere, per "obbedienza", "rispetto dell'autorità e della gerarchia". Certo: alla fine vinceremo, ce l'ha promesso Qualcuno. Ma sono poi un così cattivo cattolico se voglio vincere anche qui e adesso?

Nives ha detto...

Non lo compro c'è molta confusione sui libri intervista di Benedetto xvl

mic ha detto...

Silente,
per quanto riguarda noi, avevo programmato per domani la pubblicazione dell'articolo ripreso da Corrispondenza Romana.
Per il resto, nessuno sembra dir nulla, come al solito...
Ma ormai le parole stanno a zero. Quel che dobbiamo fare e prepararci a portare avanti la nostra 'pastorale' tradizionale, ognuno come può, nei piccoli gruppi. Trovando il modo di raccordarsi periodicamente. Ci sto riflettendo insieme ai nostri sacerdoti.
Senza aspettare maggiori sinergie che, nonostante ripetuti tentativi, non quagliano. Credo che sia necessario iniziare, il seguito maturerà strada facendo Deo adiuvante.

Flavio ha detto...

Poi non la racconta giusta!!!

Anonimo ha detto...

"L'uomo della riforma pratica" non ha più nulla di spirituale, quindi non può fare altro che "deformare" tutto ciò a cui mette mano o bocca, mentre almeno, BenedettoXVI, resta in preghiera. Ora ci vorrebbe un cappuccino Doc, come Marco d'Aviano che, essendo prima di tutto uomo di Dio, poté respingere l'invasione turca, non favorirla, dopo essere stato investito, di questo incarico, da un Santo Papa, che attendiamo e imploriamo giunga presto, anche per noi:
http://blog.messainlatino.it/2016/09/un-cappuccino-vienna-la-coalizione-che.html

Un seminarista ha detto...

Si vocifera che il prossimo sinodo del 2018 sia sul ministero ordinato e che già nel 2017 ci sia un sinodo straordinario che lo prepari (come avvenuto x la famiglia). Tre obiettivi: 1) ridare ai vescovi la possibilità di vietare il summorum pontificum; 2) ripensare la formazione del presbitero e la forma tridentina del seminario e la possibilità di ordinare uomini sposati; 3) rivedere la teologia del diaconato e la possibilità di un diaconato femminile... però.. che bel programma!!

Anonimo ha detto...

http://www.catholicherald.co.uk/commentandblogs/2016/09/07/are-we-about-to-see-a-pogrom-against-christians-in-turkey/

Anonimo ha detto...

Sono assolutamente d'accordo con Japhet e Gianlub, in queste anticipazioni non riesco a scorgere nulla del vero Benedetto XVI che penso stia vivendo "prigioniero" in Vaticano la sua personale via Crucis e dubito sia al corrente di quanto gli viene inverosimilmente attribuito, senza peraltro alcuna possibilità di riscontro effettivo.

Alcune affermazioni sono francamente improbabili se non ridicole come quella sull'uso del latino in quanto adatto a "una cosa così importante", e non in quanto lingua ufficiale della Santa Chiesa Cattolica.

Può sembrare possibile che chi ha pregato con queste parole all'Angelus del 10/02/2016 (https://www.youtube.com/watch?v=MyxaZbiRQCA) il giorno successivo in tutta libertà abbia pronunciato l'atto di rinuncia da lui stesso scritto "non posso dire con precisione quando, ma al massimo due settimane prima"?

Può essere possibile che un Papa umile, come abbiamo conosciuto essere Benedetto XVI, possa avere detto: "il latino è una lingua che conosco così bene da poter scrivere in modo decoroso"?

Allo stesso tempo, come evidenziato in questo blog (https://chiesaepostconcilio.blogspot.nl/2013/02/clamorosi-errori-di-latino-nella.html) non possiamo dimenticare come la dichiarazione di rinuncia contenesse clamorosi errori di latino, impensabili in un uomo del suo livello culturale e intellettuale.

Eppure gli si fa affermare di avere evitato l'uso dell'italiano proprio per non correre il pericolo di commettere qualche errore.

Ma a chi attribuisce a Benedetto XVI queste parole non viene in mente, nella propria logica distorta, che a tal fine avrebbe potuto più semplicemente usare la lingua nativa?

Paolo

Anonimo ha detto...

Riprendo con ulteriori considerazioni:

Coloro che attribuiscono a Benedetto XVI quanto anticipato dovrebbero poi spiegare come sia possibile conciliare le seguenti parole pronuciate dall'allora Cardinal Ratzinger in occasione della Via Crucis 2005 sulla situazione nella Chiesa:

"Che cosa può dirci la terza caduta di Gesù sotto il peso della croce? Forse ci fa pensare alla caduta dell’uomo in generale, all’allontanamento di molti da Cristo, alla deriva verso un secolarismo senza Dio. Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci (cfr. Mt 8, 25)." (https://papabenedettoxvitesti.blogspot.ca/2010/02/card-ratzinger-quanta-sporcizia-ce.html)

con quelle dell'anticipazione:

"La Chiesa è viva
L’elezione di un cardinale latino-americano significa che la Chiesa è in movimento, è dinamica, aperta, con davanti a sé prospettive di nuovi sviluppi. Che non è congelata in schemi: accade sempre qualcosa di sorprendente, che possiede una dinamica intrinseca capace di rinnovarla costantemente. Ciò che è bello e incoraggiante è che proprio nella nostra epoca accadono cose che nessuno si aspettava e mostrano che la Chiesa è viva e trabocca di nuove possibilità."

Ma vi sembra possano provenire dalla stessa persona?

Del resto tutto quanto anticipato non sembra per nulla in linea con gli otto anni di Magistero di Papa Ratzinger e invece assolutamente in linea con la retorica vuota, inconsistente e maligna che oggi domina...

Preghiamo tanto per il Santo Padre Benedetto XVI, che il Signore Gesù Cristo gli dia la forza di sopportare la croce che gli è stata imposta...

Verranno presto i tempi in cui gli sarà resa giustizia e troveranno compimento le Sacre parole: "Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze." (Luca 12-2-3)

Paolo

irina ha detto...

Rimango dell'opinione che solo la foto di un cavallo Appaloosa renda l'idea della situazione.

Laura Fabbricino ha detto...

È un libro che esce dopo un pressing contro Benedetto proprio nei giorni del suo 65 anniversario. Libro bufala, costruito o estorto.
PROBABILMENTE QUELLO CHE GLI CHIEDEVA LA STAMPA CORTIGIANA MA CHE FORSE NON HA NESSUN CONTENUTO E LI DELUDE TUTTI
Chiaramente bisogna leggere il libro e non solo le anticipazioni.
Trovo grottesco che il libro esca con un giornale, intanto. Questo vuol dire che la distribuzione deve raggiungere un pubblico vasto. Il più vasto possibile.
Ed è già una prima valutazione di marketing che mi fa pensare.
Abbastanza squalificante se non proprio squallido.
Questo libro va letto. (Un ordine?) Dunque vendiamolo con un quotidiano.
Poi le anticipazioni sono prossime al nulla come contenuto.
Se non ironiche "L'elezione di Francesco? Non me lo aspettavo. Si al conclave del 2005 ....ecc.. ecc. poi però è sparito" (più o meno è questo il senso).
E questa è l' affermazione che più mi fa riflettere a parte le ovvietà che ha detto per far contenti i soliti cortigiani e tenendo il riserbo sulle cose che scottano.
"Francesco....chi?" traducendo l' ironia sottile. ."era sparito nel nulla" (da cui era arrivato).
Qui non sono d' accordo con chi crede che il complottismo sia una deformazione mentale perché se fosse tale, decine di conclave sarebbero nulli, visto che nella storia della chiesa raramente gli schieramenti sono arrivati in ginocchio e in attesa della colomba dal cielo pregando notte e dì.
Non è un mistero che l' elezione di Bergoglio sia stata organizzata.
Ma non può essere definito un complotto. È "pianificazione tra privati".( E Benedetto fa l' ironico.
" Bergoglio chi?? .quando in mezzo c'è Aparecida! La TDL! Sparito nel nulla? Io ci leggo: "Non è mai stato all' altezza di essere considerato sul serio").
Allora, per eludere la solita accusa di essere complottista, dico che si tratta di una rinuncia "pianificata tra privati".
Così va meglio?
Poi spunta Bergoglio da "Chi l' ha visto".
Poi c'è la affermazione che Francesco è uno "pratico" che sa sbrigare tante faccende.
Tecnicamente anche io sono una molto pratica che sa organizzare molte faccende: mando avanti una casa e tre figli, ma non è una notizia e nemmeno una non notizia che al Corriere può interessare o al mondo intero. Stamani dissi che Francesco è senza posa. Fa. Organizza. Embeh?
Questo libro si preannuncia come una propaganda di ciò che non serve a nessuno: né a darci chiarezza su Benedetto né a creare falsi monumenti a Francesco. (Forse si aspettava di meglio)
Non leggo entusiasmi o conferme di stima per ora. Ma una presa d' atto.
Di cosa? Di quello che già si sa e che si vede.
Un flop dal punto di vista della propaganda. Perché le eventuali frasi più luminose e sublimi su Francesco sarebbero arrivate in ante ante ante prima dai soliti noti. E non ce ne sono.
No no!
Concludo con Snoopy
Ci sono persone che fanno.
Ci sono persone che danno
E ci sono quelle che fanno danno.
Questo libro non fa e non dà
Nulla.
Secondo le anticipazioni già rivoltate come un calzino.

Alfonso ha detto...

"Non so più che pensare... forse a questo punto non mi interessa nemmeno più."
E' questa anche la mia inquietudine. Per non perdere la salute del corpo e dell'anima chiedo: dobbiamo proprio districarci anche su ciò che dice o scrive, o gli fanno dire o scrivere, Benedetto XVI? Non ne abbiamo discusso precedentemente. Lasciamo agli storici i giudizi su questo che è il "terzo Ratzinger" , che peraltro non avrebbe dovuto esserci per sua libera decisione (!). Che ce ne fosse anche un "quarto" post-mortem? A noi cari amici manca la possibilità di chiedere all'oracolo di Delfi quale sia quello vero. Per quanto mi riguarda confermo il mio giudizio già postato in altre discussioni : "Dopo la fatidica data delle dimissioni, quale valore si può dare a ciò che ci viene reso noto dal suo confino? " "La storia attuale della Chiesa cattolica si fa sempre più avvincente proprio per i continui colpi di scena che sconcertano e lasciano un sensazione di vuoto mentale, perchè noi umili fedeli non riusciamo a trovare una spiegazione convincente a ciò che accade. Nel dubbio perciò ogni supposizione va considerata verosimile. A me viene da aggiungere solo che spero di vivere tanto da vedere quale finale avrà questa storia straordinaria". Una previsione la faccio: sfigureranno tutti i precedenti funerali della storia dei papi.

Anonimo ha detto...

Una domanda :
Che ci azzecca Lombardi presidente della Fondazione Ratzinger ?
Anch'egli e' / e' stato uno Schüler ?

Anonimo ha detto...

Dico solo due cose, poi un'invito a non farsi ossessionare dalla questione.

Da un lato l'idea di un Ratzinger prigioniero non è supportata da fatti: Ratzinger ha ancora molti amici "ortodossi" (tanto per dire un nome che mi viene in mente è Spaemann, ma anche alcuni cardinali e vescovi) che direbbero in pubblico se Ratzinger viene segregato o se gli vengono attribuiti scritti falsi di sana pianta.

Dall'altro anche a me stona un certo stile, in particolare modo per la dote di umiltà che ha sempre caratterizzato l'uomo. Io non pensavo alla faccenda del latino, ma alla frase "non sono un fallito". Inoltre, è già stato detto, un uomo dalla evidente ricchezza di linguaggio esprime apprezzamento su Francesco per "riforme pratiche" ed evita di usare parole tecniche come "dottrina" e "pastorale". Vuol dire che non le ha volute usare. Quindi, io non so perché è così, ma come per quello che è stato detto tempo fa, anche dal segretario, si tratta di leggere tra le righe. Aspettiamo anche di avere resoconti più completi del libro, non solo le anticipazioni "casuali" del Corriere.

Ma non vado oltre. Perché alla fine la questione non è Francesco vs Benedetto, ma Francesco vs Magistero (inclusi molti contributi di Benedetto, certamente). Per trovare la bussola in questo caos non guardo a Benedetto, ma al Magistero (inclusi i citati contributi di Benedetto), sapendo che a suo fondamento c'è Cristo. Mi basta e mi sento tranquillo. Per il resto, ormai abbiamo capito da molto che tempo è questo. Maria, in una delle profezie, ha detto "quando tutto vi sembrerà perduto... allora trionferò". Ecco, tutto perduto: io lo intendo anche come perdita dei punti di riferimento terreni, che forse potrebbero sparire quasi tutti, uno ad uno, come i dieci piccoli indiani. Forse anche Ratzinger (o l'immagine di Ratzinger che ci viene presentata). Alla fine non è così importante. L'importante è continuare ad aver fede in Cristo, la Madonna e la Chiesa intesa nella sua interezza di Sposa di Cristo, non nei singoli personaggi o gruppi di potere. Mantenere la fede e la sana dottrina, pregare, convertirsi, testimoniare la Verità per quanto è possibile ad ognuno di noi e poi stare sereni.

Ancora la Madonna ci è d'esempio. Sul Golgota non ha mai dubitato (come invece ha detto Francesco in una delle sue disgraziate omelie). Non so però se sapeva già nel dettaglio cosa sarebbe successo dopo. Di sicuro non sapeva tutto all'inizio della storia, quando il Vangelo ci dice che "meditava tutte quelle cose nel suo cuore". In una catechesi Ratzinger spiegava che, nella lingua originale del testo, il senso è proprio quello di un "capire mano a mano". Il punto chiave è che Maria non ha mai dubitato in Dio; mai si è fatta scoraggiare quando certe cose non quadravano. Ora, dunque, non pretendiamo di capire tutto: capiremo mano a mano. Dotiamoci di santa pazienza.

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

"Un teologo e un Papa che si smarca dai cliché dei sedicenti «ratzingeriani», da quelli che hanno cercato di rinchiuderlo nel recinto dei conservatori o dei tradizionalisti, fino a quelli che oggi, con caratteristiche patologiche e parossistiche, lo strumentalizzano quotidianamente per screditare il suo successore Francesco."

Anonimo ha detto...

Da dove siamo partiti ?
https://gloria.tv/video/pzX6MtJp21HMLnigxJKAhidD2

Aggiornamento -
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351370

tralcio ha detto...

Non ho bisogno di leggere un libro-intervista per conoscere il pensiero del Papa.
Ho letto questo articolo perchè sono rimasto sorpreso dei temi dell'anticipazione.
Tutti temi in cui al centro non c'è la fede, ma un uomo.
Ovvero non il modo di ragionare di Joseph Ratzinger.
Ho scritto in latino per essere sicuro di non fare errori (e errorini ci sono...).
Non ero ricattato: lui no, ma a inizio 2013 lo swift le casse vaticane le ricattava...
Ho visto come parlava a Dio e agli uomini e son stato contento: manco la mia vecchia zia...
La chiesa è viva: e ci mancherebbe! Ma "questa" ha bisogno di dirsi viva, che è ben altro.
Francesco un organizzatore, io no... Un tedesco che dice all'argentino organizza tu? :-)
Un gruppo di quattro-cinque persone... L'abbiamo sciolto... Il vaticano non pullula... ????
La Chiesa cambi... Cambiare per cambiare? E la verità? Dimenticata e archiviata? Sospetto...
Non sono un fallito: non è da Ratzinger esprimersi così. Se proprio deve elencare dei momentacci, strano che nei suoi dolori manchino Ratisbona, la Sapienza e la faccenda del Curato d'Ars e ci sia invece Williamson... Sembrerebbe l'elenco d'altrui sensibilità.
Mi preparo alla morte... Unica frase non stonata. Eppure col timbro d'una musica non sua.

Anonimo ha detto...

Che delusione, che confusione, che senso di abbandono da parte dei vicari di Cristo e dei loro pastori, avvolti nei silenzi assordanti.... Perché tutto questo?

Anonimo ha detto...

L'evidenza di un dato di fatto: Ratzinger e Bergoglio non sono per nulla contrapposti ma in effettiva e ricambiata continuità. Evidentemente la (ex) Chiesa Cattolica ha un problema che va ben oltre a queste due figure ma per fortuna ci sono altri duemila anni di Papi, Santi e sacerdoti a cui riferirsi.
Miles

Magno di Borbone ha detto...

L'opinione di Blondet

http://www.maurizioblondet.it/benedetto-xvi-costretto-mentire/

Luigi Rmv ha detto...

Le stranezze nelle frasi di Ratzingher, che non ripeto, sono evidenti.
Aggiungo quella di poco tempo fa, non ricordo quale celebrazione che lo riguardava, in cui disse che ringraziava Bergoglio perché 'si sentiva protetto', frase che mi ha colpito più delle altre per la sua stranezza.
Ricordo, inoltre, che nel conclave del 2005 fu proprio Bergoglio il suo antagonista, quindi BXVI non poteva essere sorpreso della sua nomina come suo successore dopo la rinuncia.

Ma condivido con tutti voi sulla necessità di non arrovellarsi su una questione sulla quale non abbiamo né possiamo avere dati certi, potendo solo limitarci alle interpretazioni di queste stranezze e a cercare di far tornare conti che non tornano.
Operazione sterile, spreco di energie.

Condivido in particolare con Fabrizio Giudici, soprattutto nella conclusione:
"Il punto chiave è che Maria non ha mai dubitato in Dio; mai si è fatta scoraggiare quando certe cose non quadravano. Ora, dunque, non pretendiamo di capire tutto: capiremo mano a mano. Dotiamoci di santa pazienza."

Questo credo che sia il punto, Maria è sempre Maestra;
oltre alle cose che non quadravano, ha subito gli stessi dolori del Figlio, assistendo come madre a quel martirio, e chissà quanti insulti a Lei e alle altre donne che hanno sfidato la folla inferocita per essergli vicino. E quando rimase incinta, chissà che 'taglia e cuci' in paese, ma Lei è andata avanti, umile e incrollabile.

Del resto il peggio deve ancora venire e dobbiamo fare i lavori per incardinare le nostre case nella roccia, con le tecniche antisismiche della sana Dottrina di Santa Romana Chiesa, ante Bergoglio & C.
E'pacifico che siamo ormai vaccinati contro il virus della super eresia modernista, ma non basta.
E'il momento della battaglia spirituale imdividuale, della fortezza, della spada che separa, del mantenimento della rotta nel mare in tempesta.
E' il momento di pregare ogni giorno San Michele Arcangelo e lo Spirito Santo, che ci aiutano sempre nelle battaglie infondendo a noi piccoli la pazienza, la temperanza e la fortezza necessarie.
E'il momento di unire le nostre piccole forze di servi inutili nelle piccole cose.

irina ha detto...

A suo modo il pratico ha detto il vero, il papato è il doppio buio.

hr ha detto...

una prima recensione

http://www.ilfoglio.it/chiesa/2016/09/10/benedetto-xvi-ortodosso-ribelle___1-v-147212-rubriche_c271.htm

Anonimo ha detto...

Ormai Benedetto è nella storia ed un giorno saranno gli storici a giudicarlo.Questo libro per me è perfettamente inutile , non lo acquisterò né lo leggerò.bobo

Luisa ha detto...

O si legge il libro o sarebbe preferibile evitare di leggere i commenti, dico questo perchè è fin troppo evidente a chi ha ancora un zesto di lucidità quanto e come i commenti riflettano innanzitutto, se non solo, le opinioni, simpatie e antipatie di chi li scrive.
Uno solo vale per tutti tanto è caricaturale nella sua pateticità, quello di Tornielli a chi interessa solo esaltare la figura del papa attuale e ridicolizzare chi non condivide la sua enfatica e acritica ammirazione, tutto e tutti devono piegarsi a questa sua missione che riempie con zelo infaticabile.
Della stessa vena il suo articolo sui simboli che i papi scelgono, qui Tornielli si serve di Santa Teresa di Calcutta per osannare Jorge Bergoglio, da torcersi dal ridere.

Non so se comprerò il libro, mi pongo tante domande, non è tanto la sempre più grande presenza di Benedetto XVI , attraverso diversi canali, che mi disturba, ci mancherebbe altro, sono piuttosto i suoi interventi personali che contrastano con il silenzio e ritiro che ci aveva annunciato, perchè lo fa?
È su domanda più o meno esplicita di chi realizza l`opposizione sempre più crescente al suo successore, un`opposizione e delle critiche che, malgrado quel che Tornielli comicamente vorrebbe far credere, non provengono solo da quegli spregevoli tradizionalisti e "ratzingeriani, o è frutto della sua sola volontà e desiderio di ripercorrere il suo lunghissimo cammino al servizio della Chiesa, alla luce di quel che vive, pensa e sente oggi?

Benedetto XVI non poteva ignorare l`uso che sarebbe fatto delle sue parole, che a secondo dei commentatori solo alcune sarebbero state riprese e altre taciute, non posso credere che abbia preso tempo e energia solo per aiutare i corifei vari nell`adulazione del suo successore, forse ha voluto lasciare una traccia che perdurerà al di là delle contingenze attuali, conoscendo la sua finezza e la sua grande intelligenza immagino che molto ci sia da leggere anche fra le righe.

Anonimo ha detto...

https://gloria.tv/language/3bcb5PVhjXuHUYPiXb3DaG8uJ/video/gTytru5XB44xMKDJ6QjS8cVM4

irina ha detto...

Letto articolo di Blondet.

Mia ipotesi notturna:Il ruolo di Peter Seewald nel riconoscere questo testo nella sua Verità ed Integrità.

Anonimo ha detto...

L'osservazione di Blondet nel suo articolo sulle due versioni contrastanti sulla faccenda dello IOR è un ottimo punto su cui riflettere. In ogni caso il Ratzinger post 2013 che vediamo sembra collaborare zelantemente con la Nuova Chiesa ed essere manifestamente a suo agio.
Miles

irina ha detto...

Non sono d'accordo nel dire , gli storici poi valuteranno.Se non si danno da fare i contemporanei, gli storici poi possono solo lavorare sui documenti rimasti e poi, vedendo lo scempio fatto dagli storici contemporanei, nel narrare la storia secondo le proprie lenti ideologiche , è meglio uniti cercare di mettere insieme le tessere che abbiamo, che ognuno vede o riesce a vedere o intravedere.
1)subito alcuni hanno rilevato che molto non è proprio del suo modo di esprimersi.
2)ricordiamo il discorso fatto in Vaticano intorno all'eucharistein, nella ricorrenza della sua ordinazione, tanto da avere tutti un confronto recente a cui far riferimento.
3)inizia l'elenco delle ipotesi. Pregherei Luisa, che ritengo un ottimo segugio, di leggersi in merito l'articolo di Blondet di oggi.
4)questo lavoro è faticoso, snervante, sembra inutile e tempo perso, però se riusciamo a disseppellire un po' di verità è un pezzo di Chiesa che togliamo all'avversario.
5)Non è mia intenzione con ciò mostrare l'innocenza di BXVI,nè mi scandalizzerò per le sue colpe provate. Importante non imbarcare ancora acqua.

Anonimo ha detto...

Nell'articolo che riporta parte del contenuto del libro intervista, BenedettoXVI, non pare proprio in linea con il riformatore. C'è chi vede ora anche il "doppio buio" e chi conserva la Fede, anche se non può esprimersi liberamente in tutto. “L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda” :
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-fede-delle-comunita-salvera-il-cristianesimobenedetto-xvi-a-tutto-campo-da-obama-a-putin-17365.htm

Ave Maria ! Preghiamo per i Sacerdoti . ha detto...

Ciao Luigi , bentornato ! Hai fatto una bella scorta di ossigeno ? Concordo con quanto hai appena detto : la Madre di Dio si aspetta da noi un aiuto concreto , fatti non parole . Siamo entrati nel Suo esercito e vogliamo rimanerci , per camminare dietro a Lei , con Lei e per Lei . Cerchiamo di pensare , parlare ed agire come avrebbe fatto Lei . Se ti fa piacere qui c'e' un altro aiutino per crescere nell'amore verso la Madre di Dio . E' farina del sacco di un giovane avvocato che ha rinunciato ad esercitare la professione per gli uomini ed ha preferito farla per Dio . Stravede per Maria ( e' proprio capoccione ! ) :
https://www.youtube.com/watch?v=ZZKlpYOpv70&feature=youtu.be
Senza strapparci i capelli , confidiamo in Dio e facciamo ognuno la nostra parte secondo le proprie competenze .
Si fa' quello che si puo' . Senti cosa mi e' capitato :
Mentre camminavo per strada tenevo in mano il santino con la preghiera di Amstedam e la recitavo sottovoce , ad un tratto mi si e' affiancata una signora che mantenendo il mio passo e ascoltando mi ha chiesto della preghiera, come era nata , chi l'aveva ideata...Le ho spiegato tutto per filo e per segno e , alla fine , ne ho approfittato per darle qualche santino con la preghiera della Signora di tutti i popoli . Come diceva mia madre , Tutto fa brodo !

SIGNORE GESÙ CRISTO,
FIGLIO DEL PADRE,
MANDA ORA IL TUO SPIRITO
SULLA TERRA.
FA’ ABITARE LO SPIRITO SANTO
NEI CUORI DI TUTTI I POPOLI,
AFFINCHÉ SIANO PRESERVATI
DALLA CORRUZIONE, DALLE CALAMITÀ
E DALLA GUERRA.
CHE LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI,
LA BEATA VERGINE MARIA,*( che una volta era Maria , nella versione originale )
SIA LA NOSTRA AVVOCATA.
AMEN.

irina ha detto...

@ Anonimo 11.48
"...la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda".

Appunto.

Luisa ha detto...

Ho letto, cara Irina, l`articolo di Blondet, non mi sorprende quel che dice di Tornielli, il turiferario da subito in missione permanente di esaltazione di Jorge Bergoglio e corrispondente spregio per chi non condivide i suoi stessi pensieri e sentimenti, ci sarebbero tanti altri paragoni da fare fra quel che scriveva ai tempi di Benedetto XVI e quel che scrive ora...
Detto questo è vero che il confronto fra i suoi due articoli mostra un evidente contrasto nelle parole di Benedetto XVI con la conclusione che, sullo IOR, o mentiva prima o mente ora, o non sapeva nulla e subì o sapeva tutto ed era all`iniziativa, come Blondet propengo per la prima versione dunque Benedetto si assume colpe e responsabilità non sue abbassandosi, il perchè lo sanno solo lui e pochi altri.
Che poi certe sue frasi, riportate e lette in articoli e non nel libro, dunque tutte da verificare, siano un copié-collé del linguaggio a cui ci ha abituato il suo successore è effettivamente bizzarro.

Magno di Borbone ha detto...

Le tante opinioni su Benedetto XVI mi fanno ripensare a questo passo delle visioni della Beata Emmerich:

"Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente. Il Santo Padre e la Chiesa sono veramente in una così grande afflizione che bisognerebbe implorare Dio giorno e notte". (10 agosto 1820)
"La scorsa notte sono stata condotta a Roma dove il Santo Padre, immerso nel suo dolore, è ancora nascosto per evitare le incombenze pericolose. Egli è molto debole ed esausto per i dolori, le preoccupazioni e le preghiere. Ora può fidarsi solo di poche persone; è principalmente per questa ragione che deve nascondersi. Ma ha ancora con sé un anziano sacerdote di grande semplicità e devozione. Egli è suo amico, e per la sua semplicità non pensavano valesse la pena toglierlo di mezzo.
Ma quest’uomo riceve molte grazie da Dio. Vede e si rende conto di molte cose che riferisce fedelmente al Santo Padre. Mi veniva chiesto di informarlo, mentre stava pregando, sui traditori e gli operatori di iniquità che facevano parte delle alte gerarchie dei servi che vivevano accanto a lui, così che egli potesse avvedersene".

mic ha detto...

Questa è la versione che il nostro cuore vorrebbe nei confronti di Benedetto XVI, nonostante la crudezza e la gravità che mostra. Purtroppo, nelle circostanze e nelle parole che conosciamo c'è posto per questo, ma anche per altro. L'ambiguità sembra contrassegnare, dal concilio V2 in poi, la realtà ecclesiale del nostro tempo.
Certe espressioni che ci sono arrivate dalle ultime conversazioni somigliano poco al linguaggio di Joseph Ratzinger che più conosciamo. Ma nei suoi momenti pubblici, a meno che non sia un buon attore manifesta sintonia col successore.
Anche in questa occasione perché non poteva aver la scelta di tacere, anziché fare il panegirico di Bergoglio e di tutto quanto rappresenta?. Alcune allusioni sottili dalle quali qualcuno ha cercato di cogliere la sua 'non libertà' possono essere indizi ma si prestano al dubbio che si cerchi sempre la dietrologia quando qualcosa della realtà non ci piace o non ci convince. E non si può andare avanti a supposizioni.
La testimonianza del suo interlocutore, Peter Seewald, che lo conosce da decenni potrebbe essere molto utile al riguardo.
Ora come ora, personalmente, non posso far altro che sospendere ogni giudizio e continuare a pregare.

Anonimo ha detto...

Il libro è stato visto e vidimato dalla junta del jefe, poi ottenuta l'approvazione, dato alle stampe......ciò spiega le parole 'ortodosse' nei confronti del vdr e del suo governo, date al popolino credulone, ma non ascrivibili a Ratzinger, quello che aveva da dire senza l'imprimatur, l'ha detto il 28 giugno, eucharitomene.......chi vuole capire capisca, altro non si può, leggetevi il programmone di Lund e capirete molte cose.

Marco Toti ha detto...

E Socci? Che scriverà ora?

Anonimo ha detto...

http://www.antoniosocci.com/benedetto-xvi-ultimo-papa-puo-risponde-quello-non-vi-detto-sul-libro-ratzinger/

irina ha detto...

Sì, c'è grande differenza tra discorsi e discorsi. Quello del 28 giugno direi è da manuale, scultoreo nella forma e pregnante nel contenuto. Altri come quello ai sacerdoti, del quale mic ieri o l'altro ieri ci ha dato il rimando, molto a braccio e molto allineato.Allora mi son chiesta come mai questa disparità? E l'altro grande discorso di Ratisbona, a mio parere, un'altra opera d'arte classica, forma e contenuto in equilibrio asciutto, severo?La disparità,a parte i momenti di stanchezza,di spirito ai minimi, credo risieda nell'uditorio e nella gravità del momento. Quando il momento è grave e l'uditorio ristretto ma è proprio quello che deve intendere tutto, allora impugna il fioretto, saluta l'avversario ed inizia la lieve danza, colpo su colpo. Quando deve essere come gli altri si aspettano, davanti ad un uditorio ampio che è lì per sentire la vulgata nella quale è stato allevato, lui quella gli racconta. Direi pirandelliano, sono come tu mi vuoi...fino a un certo punto e non oltre. Grazie Anonimo 19:11. Sono certa che quello è il discorso vero da capire. Ci siamo impegnati tanto, e forse abbiamo anche "discusso" animatamente.

mic ha detto...

http://www.aldomariavalli.it/2016/09/10/dimissioni-papa-emerito-francesco-la-versione-di-joseph/

irina ha detto...

Cara Luisa, grazie. Credo che Blondet abbia visto giusto. Sicuramente in quella direzione c'è parecchio da capire, anche Miles l'ha rilevato. Però il nostro non mi sembra uno del dioquattrino. Molto interessante anche l'apporto di Magno di Borbone sul passo delle visioni della Beata Emmerich. Quante tessere ancora devono trovare il loro posto, ma ho l'impressione che stiano come mettendosi in fila.

Vas spirituale,
Ora pro nobis.
Vas honorabile,
Ora pro nobis.
Vas insigne devotionis,
Ora pro nobis.

Il papa èil mio padre spirituale ha detto...

Dopo essermi abbeverata per diversi anni al magistero di Benedetto, trovo le risposte date nell'intervista estranee al suo stile e alla sua spiritualità.
Non comprerò il libro, le anticipazioni pubblicate sono state sufficienti a farmi ritenere di non perder tempo o denaro per leggerlo.

Anonimo ha detto...

http://www.riscossacristiana.it/scriptorium-recensioni-rubrica-quindicinale-di-cristina-siccardi-100916/

Ultime conversazioni di Benedetto XVI, a cura di Peter Seewald –

" Siamo di fronte a memorie, riflessioni, commenti di un professore e di un funzionario in riposo che ha lavorato nella Chiesa, più che servito la Chiesa....

Benedetto XVI offre in questo contesto un messaggio religioso cristiano incerto, svuotato, terribilmente orizzontale".


Mi hanno molto colpito i passi riportati da Aldo Maria Valli. L'impressione é di ascoltare un uomo che ha fede nella sola forza dell'intelletto e volontà umana. Se Dio c'é é solo un concetto, o anche un'entità, che però non opera nella storia, non opera nell'uomo. Non c'é in alcun modo la grazia. L'uomo emerge come il Dio di se stesso.

Anna

Luisa ha detto...

" Siamo di fronte a memorie, riflessioni, commenti di un professore e di un funzionario in riposo che ha lavorato nella Chiesa, più che servito la Chiesa."

Non penso sia utile perdere tempo a leggere e poi commentare i commenti al libro di Benedetto XVI, tutti quei recensori si servono delle parole di Benedetto per servirci la loro minestra, Siccardi ne è un esempio e la sua frase riportata qui sopra è semplicemente indegna.

Luisa ha detto...

http://www.libertaepersona.org/wordpress/2016/08/le-profezie-della-beata-e-mistica-anna-katharina-emmerick-sulla-chiesa-universale/

Anonimo ha detto...

Lunedì 12 Settembre 2016 la Chiesa Cattolica celebra il SS. Nome di Maria
" Sii indulgente e il Signore sara' indulgente con te " ( Padre Pio da Pietrelcina )

Luisa ha detto...

Se masticate un pò il francese potrebbe interessarvi la traduzione fatta per il blog di Béatrice dell`intervista data da Seewald à "Die Zeit", interessante con certe precisazioni:

http://benoit-et-moi.fr/2016/benot-xvi/peter-seewald-parle-de-benoit-xvi.html

Anonimo ha detto...

egr. Luisa,
vedo che lei si scandalizza della frase della Siccardi, ma la realtà di fatto è questa: BXVI con le dimissioni si è comportato (e tuttora lo fa con i suoi libri "strani" e distaccati dal dramma ecclesiale) come un funzionario che si è collocato (=accettato di farsi collocare, è lo stesso) a riposo. O no ?
Se poi sia preso in ostaggio da lupi a noi ignoti e il suo testo sia pilotato dai "rapitori", solo Dio lo sa. Ma potrebbe rifiutare di firmarlo, se non è degno del suo ruolo di ex-vicario e/o della sua forma mentis. O no ?

Luisa ha detto...

L`affermazione secondo la quale Benedetto XVI non ha servito la Chiesa, è indegna, menzognera, cozza contro la realtà dei fatti, ma dice molto se non tutto sui sentimenti e pensieri della signora Siccardi, è¨penoso vedere a quali argomenti una persona ricorre per "sostenere" la sua tesi, idea e lettura, la signora è disincantata, prova un dolore cocente, e approffitta del libro per fare un`arringa contro Benedetto XVI, cucita di filo bianco e apparentemente è solo la prima parte, ci sarà un seguito, supensse :):)

irina ha detto...

Molti devono il loro rientro nella Chiesa a BXVI,di questi alcuni se ne sono allontanati con dolore,altri con rabbia, altri aspettano di aver più elementi verso un maestro importante della loro storia interiore. Spesso mi sono interrogata su cosa sia stato ad afferrare tanti, con tanta forza. Sicuramente la scrittura, il pensiero;così i più l'hanno conosciuto, leggendo i suoi libri.La forma?Il contenuto? La forma essenziale, non lascia buchi lamentò anni fa Scalfari, se non ricordo male. Il contenuto, in quello che lessi, era quello del catechismo ma porto come un gioco di sfere di cristallo, stimolava la mente, qualche laico dubbio buttato là come esca, senza parere, e subito risolto nella certezza della fede. Questo bello stile ha catturato parecchi. Poi anche i parecchi hanno ridimensionato di molto questo loro maestro così appassionatamente letto. Qualcosa non quadrava più. Scoprirono discrepanze tra il dire e il fare, tra pensiero e pensiero e andarono. Poi le dimissioni. Il modo rimase muto e i suoi estimatori si accasciarono come pugnalati. Tutto ma questo, no. E cominciò un cercar ragioni infinito, molti di quelli che erano andati tornarono sui loro passi per capire, per farsi una ragione di tutto ciò che stava crollando. Così è stato che, mentre sempre più il nuovo papa si insediava tra lo scalpor delle piazze, quelli che non scalpitavano cercavano di comprendere. No, lui non è stato un funzionario, forse un apostata, ma non credo. Di Dio ha scritto durante tutta la vita e della Chiesa e di sè. Anche da queste parti siamo stati molto severi ed anche sprezzanti verso un comportamento incomprensibile e contraddittorio. A ruota qualcuno dichiarava di non volerne più sentir parlare. Se ne restasse sul monte in silenzio.Ma il desiderio di far chiarezza è stato sempre più forte delle dispute,delle condanne, delle apologie e siamo andati avanti.Prima dell'articolo di Blondet,il commento di alcuni evidenziava lo stridore di alcune frasi riportate dal Corriere con il suo modo di scrivere e parlare. E così abbiamo ripreso in mano la lente di ingrandimento ed ognuno ha cercato di fare del suo meglio per trovare la verità. Nessuno l'ha più insultato, consapevole che lui è un pezzo importante della Chiesa nella tempesta, ed essere giusti verso di lui è l'unico aiuto che possiamo dare a tutti, lui compreso.Anonimo 15:37, certo che tante altre cose potrebbe fare, se fosse solo, solo. Intorno a lui ci sono altre persone di cui lui è responsabile ancora e di noi, anche se in modo diverso.E non dimentichiamo che si trova su una strada dove nessuno è stato prima di lui, forse di tanto in tanto va anche a tentoni, cercando di non cadere. Se ha tempo, caro Anonimo, si legga i commenti di questa pagina e di altre simili, toccherà con mano come sono andati i fatti qui.

Roberto Donati ha detto...

Ee non è agevole immaginare il Papa, Benedetto XVI, prigioniero e abbandonato dai suoi amici, tuttavia mi vado ripetendo che, dove il motivo per il quale il Santo Padre ha deciso quella “renuntiatio pontificalis” fosse da riscontrare nella minaccia di un danno gravissimo alla Chiesa, come paventa M. Blondet (http://www.maurizioblondet.it/ratzinger-non-pote-ne-vender…/), e se questa minaccia, come pure quella di scisma, potessero ancora sussistere, allora la detenzione del Papa nella “Rocca del Fumone” dovrebbe essere sopportata anche dai suoi più affezionati amici e collaboratori che ne fossero a conoscenza, come lui la sopporta, confidando in Dio. Gli scritti che da li escono possono non essere “falsi di sana pianta”, come non erano "falsi" le lettere di Aldo Moro segregato dalle Brigate Rosse. Ci si muove in un passaggio strettissimo, insieme al Papa, cercando di conservare la Fede mentre attendiamo il tempo che il Signore ha riservato a sé.

Anonimo ha detto...

Irina,

io credo che ad afferrare tanti, con tanta forza, sia stata la Verità sgorgante chiarissima dalla Tradizione, rispolverata da Benedetto VI nel tentativo di superare tesi (modernismo eccessivo) e antitesi (lefrebvriani e simili) con una nuova sintesi e di salvare in questo modo il CVII, inglobando ed assorbendo ogni forma di dissenso ed attenuando la esuberanza dei frutti del CVII (magari anche in buona fede, convinto di salvare e fare crescere in questo modo la Chiesa, destinata, forse nella sua mente, a soccombere di fronte alla forza dei “lumi” dell’uomo moderno).

Credo che molti siano stati letteralmente folgorati semplicemente dalla vera dottrina cattolica, a cui hanno avuto accesso attraverso la Tradizione. E hanno creduto che Benedetto VI intendesse portare avanti, proteggere la Tradizione, e non invece assorbirla nel processo eterno del divenire. Quanto alle contraddizioni, a me sembra di vederle anche tra il dire e il dire e, prima ancora, mi sembra che il suo modo di esprimersi, filosoficamente molto moderno e raffinato, non sia mai “del tutto” chiaro e in “piena comunione” con la dottrina cattolica. C’è sempre qualche avverbio, qualche parola magari apparentemente innocua, capace di cambiare completamente un intero discorso o annebbiarlo … E comunque lo stile è sempre molto moderno, cioè dubbioso, sfuggente, sempre alla ricerca ...

Credo anche che molti di quelli che sono stati folgorati dalla Chiesa di sempre, da tanto tempo sotterrata, abbiano poi continuato il loro cammino, verso la verità e a difesa della Verità. Alcuni con dolore, e questo è comprensibile. Ma la rabbia, no. S. Paolo ce lo spiegava. Siamo di Cristo.. Non di Benedetto, non di Francesco. Non di Pio. Dio si può servire di chiunque per arrivare a noi. Ma sono mezzi. Sono solo mezzi. Mi viene in mente Caifa. Dio si servì di Caifa per profetare, quando si stracciò le vesti (ricordo bene questo commento, anche se non ricordo affatto la profezia: mi rese chiaro che la verità prescinde da chi l’afferma e che quindi va abbracciata, accolta, la verità e guardato con serenità chi ce la porge ). La rabbia è segno di avere abbracciato, non la fede in Dio, ma un idolo.

Anna

Luigi Rmv ha detto...

Brava Anna, condivido in pieno: rabbia no.
Io sono uno dei
"... molti....letteralmente folgorati semplicemente dalla vera dottrina cattolica, a cui hanno avuto accesso attraverso la Tradizione..dalla Chiesa di sempre, da tanto tempo sotterrata..." e che hanno "....poi continuato il loro cammino, verso la verità e a difesa della Verita'"

Confesso che di questi tempi l'impulso della rabbia emerge, soprattutto quando vedo la mala fede, la falsità, la voluta manipolazione di comodo del Vangelo e della storia da parte degli stessi uomini di Chiesa, quando questi si arrendono e tradiscono.
Quando si ama Dio, questi sono schiaffi e la rabbia la tentazione di restituirlo.
Ma la fede e la preghiera spengono ogni inizio di incendio.

Luigi Rmv ha detto...

Ciao 'Ave Maria preghiamo per i sacerdoti', grazie della preghiera,
soprattutto per la scelta dell'autore, che ha abbandonato la toga