giovedì 29 settembre 2016

Per i vescovi tedeschi Maria era un po' vergine. Forse. Una nuova edizione della Bibbia, obbligatoria

Marco Tosatti su Stilum Curiae. Un lettore ci chiedeva giorni fa notizie su una 'Bibbia unificata'. Mi pare che qui abbiamo la risposta che purtroppo conferma la deriva ingravescente in seno alla Chiesa.


Per la nuova Bibbia dei vescovi tedeschi Maria era un po’ vergine, forse. Lifesitenews ha un articolo di cui mi sembra interessante dare conto, per capire come sensibilità e modo di presentare dogmi e questioni di fede stiano cambiando.

La Conferenza episcopale tedesca ha presentata una nuova “traduzione unificata” (Einheitsübersetzung) della Bibbia che rappresenta una modernizzazione significativa, e diventerà il testo di riferimento dal 2017 per tutta l’area germanofona: Germania, Austria, una parte del Belgio, Svizzera, Lussemburgo e Sud Tirolo. Si chiama unificata perchè dalla prima pubblicazione, nel 1962, si pensava potesse essere una versione ecumenica, che unificasse cattolici e protestanti in Germania. Ma nel 2005 i protestanti tornarono alla traduzione di Lutero.

Il responsabile del progetto di ricerca, il vescovo emerito Joachim Wanke, ha detto che si tratta di una “revisione moderata” del testo vecchio. La nuova edizione si offre come più coraggiosa nel presentare il linguaggio biblico, ha dichiarato a kath.net.

Così, dal momento che secondo la tradizione ebraica il nome di Dio non può essere pronunciato Yahweh è sostituito con Signore. Secondo il presidente della German Bible Association, Michael Theobald, ogni paragrafo presenta qualche novità.

Quando l’apostolo Papa nomina due nuovi seguaci, non sono più uomini, Andronico e Junias; sembra, in base a nuovo ricerche che fossero un uomo e una donna. Il che ha portato a discutere se il termine “apostolo” possa essere applicato indifferentemente alle donne come agli uomini.

L’articolista di Lifesitenews si sofferma in particolare su un passaggio molto importante di Isaia (7:14), in cui si legge una profezia della venuta del Messia: “Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”. Il nuovo testo legge: “la vergine ha concepito e partorisce un figlio”. “Il cambiamento sembra suggerire che la vergine non è affatto più una vergine, dopo aver concepito, e nello stesso tempo si rimuove l’impeto profetico, cambiando i tempi dal futuro al passato”, scrive il commentatore. Questa tendenza continua, con una nota in cui si spiega che la parola ebraica “halmah” significa giovane donna , più che vergine. Questa interpretazione è oggetto di una controversia secolare fra studiosi ebraici e cristiani. Senza entrare nel dettaglio, si ricorda che la traduzione in greco della Bibbia, denominata dei Settanta, usa il termine greco parthenos, che ha solo il significato, non ambiguo, di vergine. E nell’annunciazione, come riportata da Luca 81:31) si dice “resterà incinta”, e non più che “partorirà un figlio”.

Il nuovo testo sostituirà l’edizione del 1979. Fra l’altro, si fa notare che a differenza dell’inglese, o dell’italiano, lingue in cui esistono diverse traduzioni della Bibbia, in tedesco il testo unico è quasi sempre l’unico punto di riferimento per i fedeli.

33 commenti:

Anonimo ha detto...

Sarebbe opportuno che la questa nuova traduzione fosse accompagnata da una presentazione delle due suore sposine, probabilmente ora in "luna di miele"...

irina ha detto...

Bisognerebbe mettere in guardia che questi sono stili di sovvertimento ricorrenti e se non è Maria Santissima è Santa Maria Maddalena, che San Giuseppe beh, sì,no, forse fornicò, insomma basta. Qualcuno per favore stenda un indice delle castronerie ricorrenti con obbligo di lettura per tutti i battezzati e battezzandi. Non se ne può più. E' una minestra riscaldata che viene offerta, come appena fatta, ogni 20 anni. Già visto e già ascoltato. Basta. Possibile che la Chiesa con tanti calci nel sedere, presi nella storia dai "suoi", non abbia messo a punto un sistema di immunizzazione? Possibile?! Stavo pensando proprio ieri che quasi tutti i mali della Chiesa sono nati dal suo interno sempre: tiepidezza, ignoranza, commistione con il mondo; mali che avrebbero richiesto un'appropriato rimedio all'interno e invece, no; l'interno è stato quasi sempre coperto e ci si è armati, in vario modo, verso l'esterno. E così è stato anche con il Concilio Vaticano II, occorreva avere chiara nozione dei seminari, degli istituti religiosi, delle Università e aggiustare il tiro lì dove il treno era o stava deragliando. Invece che inventarsi tutta questa tiritera dialogante. Basta. Così è, e va chiacchierando, come una vagabonda, con tizio, caio e sempronio. Basta. Meglio ritirarsi in un eremo.

lister ha detto...

Ma già l'aveva affermato Muller anni fa, con tanto di "spiegazione" ginecologica.

Josh ha detto...

roba da matti, non c'è limite al peggio.

Anonimo ha detto...

Non riesco a pensare come non si possa vedere uno scisma, che non è più solo di fatto (nei costumi, nel modo di pensare dei fedeli, nelle "strategie pastorali", eccetera), ma inizia ad essere formalizzato, pur nelle solite modalità ambigue, nel momento in cui diverse comunità cattoliche leggono Scritture diverse; e su fatti fondamentali.

E non posso non farmi presente che il ruolo del Papa è anche quello di essere garante dell'ortodossia e dell'unità della Cattolica. Senza dubbio dovrebbero essere anche altri a pronunciarsi (non so se la CDF o qualche altro organo curiale); ma se non lo fanno, qualcuno deve farlo e l'ultima istanza è proprio il Papa.

--
Fabrizio Giudici

Berni-exodus ha detto...

L'articolo richiamando colui il quale ha scritto ""Maria era un poco vergine. Forse."" Prima di tutto dovrebbe spiegarci a livello medico il significato, e la gerarchia della Chiesa si sarebbe dovuta precipitare a trasmettere a tutto il mondo cattolico, tramite tutti i media e le agenzie di stampa, cosa significa e cosa ne deduce, e soprattutto, dovrebbe dirci se quel vescovo e da ritenere cattolico o eretico. Se la S.Sedè e la gerarchia non emette un comunicato tramite tutti i mezzi d'informazione condannando l'ennesima eresia e sospende con una scomunica quello pseudo/prelato, tuti i veri cattolici dovrebbero tirare le conseguenze verso la S.Sede e quella gerarchia.
Ormai si sono superati tutti i limiti; chi va contro tutte le Leggi Divine deve stare fuori della Chiesa Cattolica, ma il mondo cattolico deve essere informato ormai di tutto.
Che siamo in piena apostasia e che la Chiesa di Cristo è invasa da decine di migliaia di eretici deve essere di pubblica opinione.
Siamo stanchi di sentire persone che si dichiarano cattoliche e contemporaneamente sono atee e non credono nel cattolicesimo, e lo fanno solo per ipocrisia davanti al mondo.
È ora che tutti sappiano e conoscano bene gli ultimi 50 anni cosa è quella che si dichiara solo a parole la chiesa cattolica.

Anonimo ha detto...

http://www.aldomariavalli.it/2016/09/28/francesco-ai-giornalisti-attenti-alle-seduzioni-del-potere/

Japhet ha detto...

Aldo Maria Valli:
....Certo, precisa Francesco, la critica è sempre legittima, così come la denuncia del male, ma la persona va sempre e comunque rispettata, specie nei suoi affetti: «Il giornalismo non può diventare “un’arma di distruzione” di persone e addirittura di popoli. Né deve alimentare la paura davanti a cambiamenti o fenomeni come le migrazioni forzate dalla guerra o dalla fame».

C'ha la fissa dei cosiddetti "migranti". Non è più tollerabile! Qualcuno glielo gridi forte!

Marco P. ha detto...

Per chi impugna la Verità rivelata (peccato contro lo Spirito Santo), pregando il Signore perché si ravveda:


•Maria fu vergine prima, durante e dopo il parto. De fide.


Il Concilio Lateranense del 649, presieduto da Papa Martino I, pone in risalto i tre momenti della verginità di Maria, insegnando che "la santa Madre di Dio sempre vergine immacolata Maria... ha concepito senza, seme per opera dello Spirito Santo e ha partorito senza corruzione, permanendo indissolubile anche dopo parto la sua verginità" (D. 256 [DS. 503]). Paolo IV dichiarò (1555): Beatissimam Virginem Mariam... pestitisse semper in virginitatis integritate, ante partum scilicet, in partu et perpetuo post partum (D. 993 [DS 1880]).
La verginità di Maria comprende la "virginitas mentis" cioè il costante proposito della verginità, la "virginitas sensus" cioè l'immunità dagli impulsi disordinati della concupiscenza sessuale, e la "virginitas corporis" cioè l'integrità fisica. Il dogma della Chiesa si riferisce in primo luogo all'integrità fisica.

1- (segue)

Marco P. ha detto...

l. Verginità prima del parto.

•Maria concepì senza cooperazione di uomo per virtù dello Spirito Santo. De fide.


Avversari della concezione verginale furono nell'antichità i giudei ed i pagani (Celso, Giuliano l'Apostata), Cerinto e gli ebioniti, nell'epoca moderna i razionalisti, i quali cercano di far derivare la fede nella verginità della concezione o dal passo di Is. 7, 14 o dalla mitologia pagana.

La fede della Chiesa nella concezione verginale (attiva) di Maria è espressa in tutti i simboli della fede. Quello apostolico professa: Qui conceptus est de Spiritu Sancto. Cfr. D. 86, 256, 993 (DS. 150, 503, 1880).

Che Maria, fino al momento della concezione attiva, sia stata vergine è attestato da Lc. 1, 26-27: "L'angelo Gabriele fu da Dio mandato... a una vergine... e la vergine si chiamava Maria".
La concezione verginale fu già predetta nel Vecchio Testamento da Isaia nelle sue celebri profezie dell'Emmanuele (Is. 7, 14): "Ebbene il Signore stesso vi darà un segno. Ecco la vergine che concepisce e partorisce un Figlio, e gli porrà nome Emmanuele (= Dio con noi)".

Il giudaismo non ha inteso il passo in senso messianico. Il cristianesimo sin dall'inizio lo ha invece riferito a Cristo, poichè vide che il segno era compiuto. Cfr. Mt. 1, 22. Poichè l'Emmanuele, secondo quanto dice in seguito il profeta (Is. 9 ss.), è il Messia, è chiaro che per 'alma non si può intendere né la moglie del re Achaz; né quella dello stesso profeta, ma la madre del Messia. L'obbiezione mossa da parte ebraica che i Settanta avrebbero reso male 'alma con "la vergine", invece di "la ragazza, la donzella" (così Aquila, Teodozione, Simmaco), non è giustificata poiché quel termine nell'uso biblico designa la ragazza da marito, ancora vergine. Cfr. Gen. 24, 43 con Gen. 24, 16; Es. 2, 8; Sal. 67, 26; Cant. 1, 2 (M. 1, 3); 6, 7 (M. 6, 8). Inoltre il contesto parla di segno, cioè di carattere miracoloso della nascita del Messia; ma di prodigio in quest'annunzio di una concezione e nascita non ci può essere se non ch'esse, avvengono senza scapito della verginità della Madre.


2-(segue)

Marco P. ha detto...

Matteo 1, 18 ss. e Luca 1, 26 ss. narrano il compimento della profezia di Isaia. Mt. 1, 18: "La madre di lui, Maria, essendo fidanzata a Giuseppe, prima, che venissero a stare insieme, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo". Lc. 1, 34-35: "Disse Maria all'angelo: Come avverrà questo, poichè io non conosco: uomo? E l'angelo le rispose: Lo Spirito Santo verrà sopra di te, e la potenza dell'Altissimo ti ricoprirà". Poiché Maria visse in legittimo matrimonio con Giuseppe, questi era il padre legale di Gesù. Lc. 3, 23: "Il figlio, come si credeva, di Giuseppe". Cfr. Lc. 2, 23. 48.

Le obiezioni della critica razionalistica contro l'autenticità di Lc. 1, 34-35 derivano esclusivamente dal pregiudizio filosofico della impossibilità del soprannaturale. La forma del tutto isolata che la versione siriaca sinaitica ci dà di Mt. 1, 16: "Giacobbe generò Giuseppe; Giuseppe cui era fidanzata la Vergine Maria, generò Gesù", non può, per mancanza di testimonianze, esser ritenuta come primitiva. A quanto pare l'antico traduttore siriaco intese la paternità di Giuseppe nel senso legale, non naturale, poiché in seguito (I, 18 ss.) in perfetta armonia con tutte le altre testimonianze testuali, narra la concezione verginale ad opera dello Spirito Santo. La singolare versione sarebbe nata dal fatto che il traduttore notando che "generò" nella genealogia è sempre attribuita all'uomo, continuò sino alla fine la prima formulazione, stimando che l'inciso "cui era fidanzata la Vergine Maria" manifestasse abbastanza il suo pensiero. Il testo che servì traduttore conteneva la seconda forma di Mt. 1, 16 testimoniata da numerosi testi principalmente occidentali, che così risulta: "Giacobbe generò Giuseppe, cui (era) fidanzata Maria Vergine (la quale) generò Gesù detto il Cristo".

I Padri attestano in pieno accordo la concezione verginale di Maria. Cfr. IGNAZIO di ANTIOCHIA, Smirn. I, I: "Nato realmente da una vergine"; Trall. 9, 1; Ef. 7, 2; 18, 2; 19, i. Essi difendono, a cominciare da Giustino, il significato messianico di Is. 7, 14 e fanno osservare che le parole vanno intese nel senso che la Madre dell'Emmanuele concepisse e partorisse come vergine (in sensu composito, non in sensu diviso). Cfr. GIUSTINO, Dial. 43; 66-68; Apol. 1, 33; IRENEO, Adv. haer. 111, 21; ORIGENE, Contra Celsum 1, 34-35; S. th. 111, 28, 1.

3-(segue)

Marco P. ha detto...


2. Verginità durante il parto.

Maria partorì senza lesione della sua integrità verginale. De fide.

La verginità di Maria nel parto fu negata nell'antichità da TERTULLIANO (De carne Christi 23) e particolarmente da GIOVINIANO, avversario dell'ideale cristiano della verginità, e nel tempo moderno dal razionalismo. A. Harnack, ad es., ritiene che sia un'invenzione dello gnosticismo.

La dottrina di Gioviniano (Virgo concepit, sed non virgo generavit) fu respinta in un sinodo di Milano (390) presieduto da SANT'AMBROGIO (cfr. Ep. 42), in cui si fece appello al simbolo apostolico: natus ex Maria virgine. La verginità nel parto è inclusa nel titolo onorifico di "sempre vergine" è espressamente insegnata da Papa LEONE I nell'Epistola dogmatica ad Flavianum (Ep. 28, 2), dal Concilio Lateranense del 649 e da Papa Paolo IV nel 1555 (D. 256, 993 [DS. 503, 1880]). Nell'Enciclica Mystici corporis PIO XII scrive: "Lei con un parto ammirabile dette alla luce Cristo Signore" (mirando partu edidit; l. C., P. 247).

La fede generale della Chiesa risulta anche dalla liturgia. Cfr. il Prefazio delle feste della Madonna (virginitatis gloria permanente) ed i responsori della 5a lezione della festa del Natale (cuius viscera intacta permanent) e della 8a lezione della festa della Circoncisione (peperit sine dolore).
Is. 7, 14 annuncia che la vergine (come vergine) partorirà. Al parto verginale i Padri riferiscono in senso tipico anche le parole del profeta Ezechiele sulla porta chiusa (Ez. 44, 2; cfr. AMBROGIO, Ep. 42, 6; GEROLAMO, EP. 49, 21), quelle del profeta Isaia sul parto senza dolori (Is. 66, 7; cfr. IRENEO, Epid. 54; GIOVANNI DI DAMASCO, De fide orth. IV, 14) e quelle del Cantico dei Cantici sul giardino chiuso e della fonte sigillata (4, 12; cfr. GEROLAMO, Adv. Iov. 1, 31; EP. 49, 21).
IGNAZIO DI ANTIOCHIA definisce non solo la verginità di Maria ma anche il suo parto come "un mistero strepitoso" (Ef. 19, 1). La nascita verginale di Cristo è attestata con certezza da scritti apocrifi del II secolo (Odi di Salomone 19, 7 SS.; Protovangelo di Giacomo 19-2o; Ascensione di Isaia 11, 7 ss.) e da scrittori della Chiesa, come IRENEO (Epid. 54; Adv. haer. III, 21, 4-6). CLEMENTE ALESSANDRINO (Strom. VII, 16, 93), ORIGENE (In Lev. hom. 8, 2; diversamente In Luc. hom. 14). Contro Gioviniano la dottrina tradizionale della Chiesa fu difesa da S. AMBROGIO (Ep. 42, 4-7), da S. GEROLAMO (Adv. Iovinian. 1 31; Ep. 49, 21) e da S. AGOSTINO (Enchir. 34). Per illustrare il mistero i Padri, e con loro i teologi, si servono di diverse analogie: l'uscita di Cristo dal sepolcro sigillato, il suo passaggio attraverso le porte chiuse, la penetrazione dei raggi solari attraverso il vetro, la nascita del Logos dal seno del Padre, la nascita del pensiero umano dall'intelletto.

Il dogma afferma che l'integrità fisica di Maria non fu lesa all'atto dei parto. Come nel concepire, così anche nel partorire la sua integrità verginale rimase intatta. Il modo in cui partorì ebbe quindi un carattere straordinario. La spiegazione precisa, in che consista sotto l'aspetto fisiologico l'integrità verginale nel parto, non rientra nella fede della Chiesa. Tuttavia, in base alle dichiarazioni del magistero ecclesiastico ed in base alle testimonianze della tradizione si deve ritenere che la verginità nel parto è diversa dalla verginità nel concepimento, cui si aggiunge come un nuovo elemento.
La spiegazione teologica mette l'integrità fisica nel parto in rapporto con l'immunità dalla concupiscenza, la quale aveva come conseguenza un singolare dominio delle forze spirituali sugli organi e processi fisici. Ne risulta che Maria, nel partorire Gesù, si comportò in modo del tutto attivo, come indica anche la Scrittura (Lc. 2, 7). In tal modo si può spiegare la mancanza del dolore fisico e soprattutto di moti sessuali. L'integrità fisica è l'elemento materiale della verginità nel parto, mentre la mancanza di moti sessuali è l'elemento formale.

4-(Segue)

Marco P. ha detto...


3. Verginità dopo il parto.

Maria visse vergine anche dopo la nascita di Gesù. De fide.

Quest'aspetto della verginità di Maria fu negato in antico da Tertulliano (De monog. 8), Eunomio, Gioviniano, Elvidio, Bonoso di Sardica e dagli Antidicomarianiti. Al presente viene contestato dalla maggior parte dei protestanti, sia liberali sia conservatori.

Papa Siricio (392) respinse la dottrina di Bonoso (D. 91). Il V Concilio ecumenico di Costantinopoli (553) attribuisce a Maria il titolo onorifico di "sempre vergine" D. 214, 218, 227 [DS 422, 427, 437]). Cfr. le dichiarazioni del Concilio Lateranense del 649 e di Paolo IV (D. 256, 993 [DS- 503, 1880]). Anche la liturgia celebra Maria "sempre vergine". Cfr. la preghiera Communicantes nel canone della Messa. La Chiesa prega: post partum, Virgo, inviolata permansisti.
La Scrittura attesta solo indirettamente la verginità di Maria dopo il parto. Il fatto che il Salvatore morente affidi sua madre alla protezione di Giovanni (Gv. 19, 26: "Donna, ecco tuo figlio"), presuppone che Maria non avesse altri figli oltre Gesù. Cfr. ORIGENE, in Ioan. 1, 4 (6), 23.
L'interpretazione tradizionale di Lc. 1, 34, dalla risposta di Maria: "Come avverrà questo, poichè io non conosco uomo?" arguisce il suo proposito di verginità perpetua, fatta per una particolare illuminazione divina. Agostino suppone, persino un voto formale di verginità. Secondo una moderna interpretazione Maria, che concepiva il matrimonio e la maternità alla luce del Vecchio Testamento, contrasse matrimonio con un'intenzione normale. Quando l'angelo le annunziò il concepimento come un fatto imminente, obiettò che ciò non era possibile, perché, prima di essere accolta in casa del marito, non aveva con esso rapporti coniugali.
Per coloro che la Scrittura chiama parecchie volte "fratelli di Gesù", mai però "figli di Maria", si devono intendere parenti prossimi di Gesù. Cfr. Mt. 13, 55 con Mt. 27, 56, Gv. 19, 25 e Gal. 1, 19. Dal passo Lc. 2, 7: "E diede alla luce il suo figlio primogenito" (cfr. Mt. 1, 25 sec. la Volgata) non si può inferire che Maria dopo Cristo abbia dato alla luce altri figli, poichè nel giudaismo anche il figlio unico e designato con il nome di primogenito. Un epitaffio giudaico scoperto ultimamente in Egitto chiama primogenito il figlio d'una donna morta al suo primo parto. Il titolo di primogenito portava con sè particolari diritti e doveri. Cfr. Ebr. 1, 6, dove l'unico figlio di Dio viene detto primogenito. I passi Mt. 1, 18: "prima che venissero a stare insieme" e Mt. 1, 25, "egli non la conobbe finchè non ebbe partorito un figlio" non significano che Giuseppe l'abbia conosciuta in seguito, ma solo che nessun rapporto coniugale intervenne tra lui Maria prima del parto. Meglio quindi tradurre Mt. 1, 25 così: " senza che egli la conoscesse, ella partorì un figlio". Cfr. Gen. 8, 7; 2 Sam. 6, 23; Mt. 28, 20.

Tra i Padri emergono come difensori della verginità Maria dopo il parto ORIGENE (In Lc. hom. 7), AMBROGIO (De inst. virg. et S. Mariae virginitate perpetua), GEROLAMO (De perpetua virginitate B. Mariae adv. Helvidium), AGOSTINO (De haeresibus 56, 84), EPIFANIO (Haer. 78; contro gli antidicomarianiti). BASILIO osserva: "Gli amici di Cristo non tollerano di udire che la madre di Dio cessò di essere vergine" (Hom. in s. Christi generationem, n. 5). Cfr. GIOVANNI DAMASCENO, De fide orth. 14. S. th. 111, 28, 3.
Dal IV secolo in poi i Padri, quali S. ZENO DI VERO (Tract. I, 5, 3; II, 8, 2), AGOSTINO (Sermo 196, 1, 1; De carud. 22, 40), PIETRO CRISOLOGO (Sermo 117) esprimono i tre momenti della verginità di Maria in formule come: Virgo concepit, virgo peperit, virgo permansit (AGOSTINO, Sermo 51, 11, 18).

(Fine)

irina ha detto...

Grazie Marco P.!

mic ha detto...

Carissimi

Vi racconto più tardi quel che mi è successo stamattina e come sono qui a parlarvene proprio, penso, per la protezione della Santa Vergine, del nostro Arcangelo Michele e Santi Arcangeli che avevo pregato prima di uscire.
Un abbraccio a tutti e un grazie di cuore a Marco P. :)

lister ha detto...

Beh mic, ora ci tieni sulle spine...

Marco P,
ti inviterei a spedire una email con questa tua lectio magistralis al "vescovo" Wanke, alla Deutsche Bischofskonferenz, alla CEI ed al Perito chimico: visto mai che erudisci un po' anche loro...

Annarè ha detto...

Lutero si trova in buona compagnia vedo!
Se c'era un'apostola, allora ecco risolto il problema del sacerdozio femminile. I tedeschi sono dei veri maghi dell'eresia. Quante offese alla Madonna in questi ultimi mesi: rito satanico in America contro l'Assunta; la medaglia dell'Immacolata che urta i nervi al Papa e che fa sparire dalle nuove consacrazioni dei FFI; senza poi parlare di come è descritta la Madonna sul Calvario, come una capricciosa fedele che vedendo il Figlio crocifisso se la prende con Dio; ed ora questo nuovo attacco proprio alle porte dei 100 anni di Fatima. Quanto ancora il buon Dio sopporterà di veder offesa sua Madre, oltretutto proprio quando ci fa intendere che l'ultimo nostro baluardo, assieme alla Santa Eucarestia è proprio Maria?

Anonimo ha detto...

"Regina degli angeli..."
Pregando con le Litanie lauretane, il popolo dei credenti onora la Madonna con una invocazione meravigliosa: Regina degli angeli. Questo titolo apre, nelle Litanie, la serie di invocazioni che contemplano Maria nel mistero della sua regalità. Nella fede, noi crediamo che Maria, «redenta in modo eminente in vista dei meriti del Figlio suo e a lui unita da uno stretto e indissolubile vincolo, è insignita del sommo ufficio e dignità di madre del Figlio di Dio, ed è perciò figlia prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo; per il quale dono di grazia eccezionale precede di gran lunga tutte le altre creature, celesti e terrestri» (LG 53).
I fedeli hanno sempre guardato a Maria nel suo splendore regale, contemplando la coronata regina del cielo e della terra al di sopra di tutti gli angeli e i santi (come ad esempio nel quinto mistero del rosario).
Il primo motivo per cui Maria è regina degli angeli è il suo ruolo di madre di Dio. Maria ha avuto con il Signore un rapporto di tale unione e intensità come nessun'altra creatura, anche angelica. Già la verginità perpetua la associa agli angeli; ma, di più, il suo corpo è diventato tempio e dimora di Dio stesso fatto uomo e il Signore stesso, nella sua vita terrena, è stato a lei soggetto come figlio. Le grazie donate a Maria per la sua altissima vocazione sono superiori assolutamente alle grazie donate agli angeli.
Inoltre, dobbiamo considerare la straordinaria e incomparabile santità della Madonna. Maria ha avuto da Dio la grazia eccelsa dell'Immacolata Concezione, per cui non è stata soggetta al peccato originale né alle sue conseguenze; nella sua vita, Maria non ha commesso nemmeno il minimo peccato, anche veniale, per cui è sempre stata ricolma di una tale pienezza di santità e di grazia da superare la santità di tutti i santi e angeli. Una santità che è il puro riflesso di quella di Dio. Lo stesso arcangelo Gabriele la saluta come «piena di grazia».
Ma c'è anche un altro motivo per cui Maria è regina universale, e quindi anche degli angeli: il suo ruolo nell'opera della redenzione; come ci insegna il venerabile Pio XII nella sua lettera enciclica Ad coeli Reginam (cap. III), Maria è stata associata in modo unico ed eccezionale all'opera della salvezza, compiuta dal Signore nella sua vita terrena, soprattutto con la sua passione e morte. Maria è stata unita in modo singolare alle sofferenze di Cristo e ora, come è logico, partecipa pienamente della vittoria e della dignità regale del Figlio risorto.
Gli antichi Padri hanno contemplato Maria come la nuova Eva, indissolubilmente associata al nuovo Adamo nel compiere l'opera della redenzione; soffrendo insieme con il Figlio, offrendolo all'eterno Padre per la nostra salvezza e offrendosi lei stessa con lui, rimanendo ferma nella sua fede intatta e incrollabile, Maria ha meritato di essere pienamente associata anche al trionfo, alla regalità e alla signoria universale di Cristo. È la Regina accanto al Re divino, Regina del paradiso, Regina della nuova e santa Gerusalemme del cielo.
San Luigi Maria Grignion, nel Trattato sulla vera devozione a Maria (Introduzione, 8), così immagina Maria regina nel paradiso: «Tutti gli angeli del cielo – come dice san Bonaventura – proclamano senza sosta: "Santa, santa, santa Maria, Vergine Madre di Dio". [...] Fino a san Michele, il quale – dice sant'Agostino – benché principe di tutta la corte celeste, è il più zelante nel renderle e farle rendere ogni sorta di omaggio, sempre in attesa di avere l'onore di andare, a un suo comando, a rendere servizio a qualcuno dei suoi servi».

mons. Guglielmo Borghetti
vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello

Anonimo ha detto...

Vi riconosceranno come miei discepoli da come vi amerete . FAI APOSTOLATO cattolico sul blog cattolico !

P. KOLBE, l'innamorato di Gesù e dell'Immacolata, ripeteva: "Bisogna affogare nei gorghi della verità ogni manifestazione di errore che ha trovato nella stampa la più potente alleata. E' necessario inondare la terra di un diluvio di stampa cristiana e mariana, e fasciare il mondo di carta scritta con parole di vita: solo così l'umanità di oggi potrà trovare la gioia di vivere e la via della salvezza".
(S. Massimiliano Kolbe)"Patrono di questo difficile secolo"

Lode lode lode amen alleluia gloria al Signore SEMPRE!!!!

Sacerdos quidam ha detto...

Gli attuali vescovi e cardinali tedeschi sono tutti stati nominati dai Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Così come quasi tutti gli altri che infestano le altre nazioni dell'orbe terracqueo.
Meditate, gente, meditate.

Anonimo ha detto...

Saluto alla Beata Vergine Maria

Ave, Signora, Santa Regina,
Santa Madre di Dio, Maria
che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal Santissimo Padre celeste,
che ti ha consacrata
insieme col Santissimo Suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
Tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia
e ogni bene.
Ave, Suo palazzo,
ave, Suo tabernacolo,
ave, Sua casa.
Ave, Suo vestimento,
ave, Sua ancella,
ave, Sua Madre.
E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo
venite infuse nei cuori dei fedeli,
perché da infedeli
fedeli a Dio li rendiate.

Francesco da Assisi , Santo .

Luisa ha detto...

C`è stato un "effetto Francesco", positivo si intende...? Sembrerebbe di no, al contrario :

http://www.marcotosatti.com/2016/09/29/papa-francesco-ha-fallito-se-lo-chiede-il-new-york-times/

Anonimo ha detto...

Per Sacerdos quidam
Ho più volte sottolineato il problema di ordinazioni episcopali, creazioni di cardinali e nomine varie, compiute da questi papi, ma molti da queste orecchie non sentono e, ancor meno, meditano. Nemmeno in ambito detto tradizionale.
Mi ripeto: Bergoglio non nasce dal nulla!
Antonio (Napoli)

P.S. Ringrazio vivamente Marco P. per il suo accurato intervento.

Che sofferenza .... ha detto...

Il buon samaritano ?!?
Questo continuo additare il/i colpevoli e' sfibrante , sfiancante , logorante

Luigi Rmv ha detto...

Mi unisco ai ringraziamenti a Marco P. e a mons. Borghetti, anonimo 16,38.
Ricordare e spiegare la sana dottrina dei padri della Chiesa in modo così approfondito e la spiegazione di Maria Regina degli angeli cosi' appassionata e dotta, hanno avuto in me l'effetto di una medicina sulla ferita dolente.
Una nuova coltellata alle spalle di Maria e di tutti noi che a Lei ci affidiamo come Madre spirituale, tanto buona e umile quanto forte e imbattibile contro il demonio e potente mediatrice di grazie celesti.

La definizione "un po' vergine, forse" è veramente un tripudio di falsità, malafede e vigliaccheria; non hano avuto nemmeno il coraggio di una posizione, insinuano, cOme tutti i vili. Meglio i protestanti, allora.

Affermazione che, inoltre, è anche oggettivamente idiota e ridicola:
mi ricorda la nota scena di Troisi in "ricomincio da tre", quando durante i suoi tentativi di spostare gli oggetti col pensiero, dice a Lello :
" C'è 'o Miracolo!!! ''O Miracolo!!! e...'o miracolo'"
Maria è degradata a ...un miracoletto a metà.

Evidentemente in Germania, Satana e i suoi scagnozzi trovano terreno fertile:
da Lutero, ai nazisti, ai banchieri, ai membri del clero cattolico, tanto spregiudicati quanto traditori della Chiesa cattolica che rappresentano.

Il primo sintomo da cui capire se un laico o un Sacerdote sono fedeli o meno a Gesù, è l'atteggiamento nei confronti di Maria Santissima: diffidare subito di chi Le è ostile.

E il papa in tutto ciò?
Penserà solo all'aspetto pratico di Politi a ecclesiastica riformista, cioè non inimicarsi il clero nazionale dei suoi ispiratori Kasper e Marx, o difenderà la Madre di Dio a cui si dichiara devoto?

Carissima Maria Guarini, invece, ci racconti cosa ti è capitato? Sono preoccupato...



mic ha detto...

Ve lo racconto subito. Ieri ho avuto una giornata piena di impegni e non sono riuscita a fermarmi molto al PC.

Dunque, ieri mattina ero in giro e, mentre mi accingevo ad attraversare la strada, sono scesa dal marciapiede (sulle strisce pedonali) per sporgermi a vedere le macchine in arrivo e regolarmi. Ovviamente guardavo quelle provenienti da sinistra, nella direzione di marcia. Non faccio in tempo a fare un ulteriore passo per avere tutta la visuale del viale, che mi trovo improvvisamente travolta (è il termine giusto anche se poi lo sono stata solo di striscio) da una macchina che criminalmente era lanciata a marcia indietro non so per quale ragione.
Sarebbe bastato un secondo perché mi travolgesse e non so come sono rimasta in piedi (appoggiata tra le portiere) dopo essere stata strisciata sul fianco destro: il braccio, sotto il gomito, è la parte che si è trovata più direttamente esposta all'urto.
Che dirvi, se non che ieri era San Michele Arcangelo e che prima di uscire lo avevo pregato insieme agli altri Arcangeli. E che negli ultimi tempi mi capita più spesso di rivolgermi a lui?

Inoltre, proprio ieri mattina avevo trovato, nelle mie carte, il testo originale dell'esorcismo composto da Leone XIII, che mi ripromettevo di scansionare per inserirlo nell'articolo dedicato agli Arcangeli e che nei prossimi giorni inserirò invece in un altro articolo per dargli maggiore visibilità.

Insomma, alla fine, passato lo spavento iniziale e ripreso il corso della giornata, non ci sono state conseguenze. E di questo non posso che ringraziare il Signore e la Vergine Immacolata insieme ai nostri Angeli. Rendendomi conto di quanto una semplice frazione di secondo possa fare la differenza su certi accadimenti...

irina ha detto...

Maria, grazie per la condivisione. Cento occhi non bastano, si diceva in casa. Ed è vero. Per Grazia di Dio non siamo soli. Buona giornata.

Anonimo ha detto...

O GLORIOSO ARCANGELO SAN GABRIELE, che per quell'insolito gaudio che ti inondò nel preconizzare Maria come la piena di Grazia e l'unica eletta tra tutte le donne a divenire Madre del Verbo, ottienimi, ti prego, che amando ad imitazione della Santissima Vergine il ritiro e la preghiera, meriti di ricevere particolari benedizioni divine. Amen.
O GLORIOSO ARCANGELO SAN RAFFAELE, che, dopo aver custodito gelosamente il figlio di Tobia nel suo fortunoso viaggio, lo rendeste finalmente ai suoi cari genitori salvo e incolume, unito a una sposa degna di lui, siate guida fedele anche a noi: superate le tempeste e gli scogli di questo mare procelloso del mondo, tutti i vostri devoti possano raggiungere felicemente il porto della beata eternità. Amen.
O GLORIOSO ARCANGELO SAN MICHELE, difendici nella lotta; sii nostro aiuto contro la cattiveria e le insidie del demonio. Gli comandi Iddio, supplichevoli ti preghiamo: tu, che sei il Principe della milizia celeste, con la forza divina rinchiudi nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni che girano il mondo per portare le anime alla dannazione. Amen.

Anonimo ha detto...

https://www.lifesitenews.com/news/is-mary-not-a-virgin-new-german-bible-includes-some-unorthodox-translations?

Marco P. ha detto...

Grazie a tutti.
Tenete conto che io ho solo postato, dopo averlo letto ed assaporato un sunto circa la perpetua Verginità di Maria trovato sul portale Totus Tuus, sezione Teologia fondmentale, per poterlo diffondere e condividere tra tutti i devoti a Maria Santissima, nostra celeste Madre.
Questo per rendere giustizia a chi quel pezzo lo ha redatto.

Berni/exodus ha detto...

Scusate se metto a nudo un mio pensiero, e ripeto mio pensiero, che non potrà mai trovare conferma: c'è qualcuno che può credere che un qualsiasi vescovo del mondo appartenente aqualsiasi conferenza episcopale, potrebbe affermareo dire una cosa come questo vescovo tedesco, se non in pieno accordo con il suo capo di Roma e con la conferenza episcopale? Come minimo se è un ordinario diocesano abbiamo precedenti illustri, viene gettato alle ortiche; se è vescovo emerito, non può più accostarsi neanche ad un oratorio, sarebbe definito infetto.
Casi precedenti: chi non è in piena armonia con Bergoglio è la sua cricca mafia san gallo (Kasper docet) visto Mons. Oliveri, Card. Burke, ecc.ecc.
Oggi si deve far parte del pensiero unico, come una volta con Mao in Cina e con Stalin in Russia oltre alla Corea del Nord o del Vietnam, ecc.ecc. chi si distingue si autodistrugge. Questa è la S.Sede di Bergoglio ed i vescovi ed i preti in genere ormai lo sanno. Tutti gli altri fanno i tiepidi. Sono passati i Mons. Colombo da Priverno del film Il Papa Re, siamo ritornati allo stato pontificio di stile bergogliano.

Rr ha detto...

O Maria,
meno male non ti è successo nulla di grave. Spero che l'investirore venga adeguatamente punito, anche se, conoscendo forze dell'ordine e magistratura italiana, ne dubito.

Sandra Fei ha detto...

A me stringe il cuore, perché la Mamma ci chiede sempre di aiutarla a combattere il male, a portare a lei e a Gesù il mondo di persone che non la conoscono e questi la distruggono. Questi sono gli ultimi colpi di coda del serpente malvagio che sa di avere già la testa schiacciata proprio sotto i piedi della Madonna Beata Vergina Immacolata!
Mi riempie di tristezza un Papà che non reagisce a queste fandonie, pericolose eresie! Anche perché così fanno vacillare troppi fedeli... Perdere anime è davvero la peggior cosa per chiunque, ancor più per un sacerdote!