martedì 10 aprile 2018

Grecia nella fase finale: all'asta sul web tutto ciò che si può vendere, anche le case private

Se non si riuscirà a sostituire questa classe politica indegna, sembreremmo inesorabilmente incamminati verso quanto è accaduto e sta accadendo alla Grecia, che non trova alcuno spazio sui media di regime. Una volta gli stati si invadevano con gli eserciti. Oggi con le manovre di tecnocrati strozzini. "Questa, anche se non sentite gli spari, è guerra! E miete le sue vittime nelle strade. Unione Europea, già il termine unione dovrebbe far intendere la fratellanza tra gli Stati e invece è solo un covo di avvoltoi pronti a cibarsi dei resti delle nazioni più deboli". E vogliamo permettere che Di Maio sia il nostro Tsipras?

La Grecia di Tsipras affronta l'ultima parte della svendita totale del suo patrimonio e della sua civiltà. Sul mercato finisce la stessa democrazia
ATENE - La Grecia di Alexis Tsipras è entrata nella «fase laboratorio»: vedere cosa succede ad un paese lasciato nelle mani dei creditori. Disse Milton Friedman: «Lo shock serve a far diventare politicamente inevitabile quello che socialmente è inaccettabile»: lo shock della Grecia risale all’estate del 2015 quando con la giacca gettata sul tavolo al grido di «prendetevi anche questa» il primo ministro Alexis Tsipras firmò la resa senza condizioni della sua nazione sconfitta. Umiliato di fronte al proprio paese e al mondo da Angela Merkel, volutamente. Sul tavolo, quella notte, non finì solo la Grecia, ma la stessa democrazia che l’occidente ha vissuto in quelli che il grande storico Hobsbawm ha definito «i gloriosi trent'anni». Il voto greco, consapevole, che rifiutava il commissariamento della Trojka ad ogni costo, ad ogni costo veniva tradito in cambio di un piano lacrime e sangue, ancor più punitivo perché doveva sanzionare l’ardire di un popolo intero che osava ribellarsi alla volontà suprema dell’Europa finanziaria. Che solo in quel caso e per pochi giorni gettò la maschera della finta solidarietà, dei traditi valori di Ventotene, e si manifestò nella pura essenza del terrorismo finanziario.

Senza un governo, comandano i tedeschi
Nel nuovo reame globalizzato la Grecia è il primo esperimento compiuto di «stato disciolto»: il governo della sinistra, solo pochi anni fa definito estremista, ha assunto il ruolo finale: l’assorbimento del conflitto sociale che si scatena a fronte di una colonizzazione. Il 2018 sarà l’anno dove l’esproprio della ricchezza pubblica e privata diventerà in Grecia molto più veloce, e aggredirà i rimasugli di patrimonio restanti. Gli immobili vengono messi all’asta e i compratori stranieri – banche, privati e perfino istituzioni – possono prendersi un’isola, un appartamento, una spiaggia, un'opera antica: qualsiasi cosa. Il tutto a prezzi stracciati, a meno del 5% del loro valore.

Anche le case all'asta sul web
Finiscono all’asta, sul web, come una cosa qualsiasi, perfino le prime case se superano una determinata superficie. Il tutto nel plauso della parte ricca del paese, che potrà accaparrarsi i beni della classe media, per non parlare di quella povera, a prezzi stracciati. Nella democrazia di facciata del governo Tsipras i poveri sono sempre più poveri, e i ricchi sono sempre più ricchi. Sembra di parlare degli Stati Uniti, e invece è la Grecia, un paese nobile e antico, su cui si fonda l’intera cultura occidentale, che si trova ad un passo dalle nostre coste. Per molti aspetti laddove è fondato il nostro passato si vede il nostro futuro. C’è una qualche differenza tra un comune italiano, come quello di Torino ad esempio, e lo stato greco? Entrambi sono assediati dai debiti, contratti per mitigare l’impatto della deindustrializzazione globalizzante, entrambi sono sotto il controllo delle banche che dettano i piani di governo: a suon di privatizzazioni, svendite di patrimonio e licenziamenti collettivi. La trappola del debito è una tagliola, entro la quale viene ferita la democrazia. I piani di rientro sono agende incontrovertibili, totali, spietate. Rispetto i quali ogni programma elettorale è soccombente.

Ultimo sforzo, poi il deserto
I commentatori filo governativi sottolineano che il 2018 sarà l’anno «dell’ultimo sforzo» per arrivare alla fine del commissariamento da parte dei creditori. Per dare un’idea di cosa si parla: un governo di estrema sinistra, si fa per dire, ha approvato delle norme che restringono la libertà di sciopero. Di fatto in Grecia diventa illegale, perché per la proclamazione degli scioperi dovrà partecipare alle assemblee il 50% degli iscritti ai vari sindacati di categoria. E questa è solo l’ultima parte di un processo che ha già pesantemente colpito lo stato sociale, le pensioni, i salari, i beni pubblici, e il diritto del lavoro. Imbarazzante, tra l’altro, l’asse politico tra Alexis Tsipras e Emmanuel Macron: ennesima prova dello sbandamento culturale della sinistra incapace di inquadrare un orizzonte politico differente da quello dei banchieri.

Italia come la Grecia?
Ovviamente il governo greco confida che nell’agosto del 2018 la Trojka, in virtù del piano di rientro greco, vada via, e lasci il paese libero di finanziarsi sul mercato globale. Ma se anche fosse, questo non migliorerebbe la situazione della Grecia, ormai allo stremo. Il debito pubblico greco, da «vendere» sul mercato obbligatoriamente a tassi elevati, finirebbe nuovamente all’estero. E il processo si ripeterebbe esattamente uguale agli ultimi sette anni. Ovviamente vi sarà un’espansione del Pil e una ripresa dei contratti di lavoro a prezzi stracciati. Il governo, la democrazia, non servirebbe più a nulla: se non a creare un simulacro. L’esperimento greco, la palla di cristallo in cui si può vedere il futuro dell’Italia se non vi sarà una drastica inversione politica, è davanti a noi.
Maurizio Pagliassotti - Fonte

20 commenti:

Anonimo ha detto...

Attenzione che Di Maio potrebbe essere il nostro Tsipras!

Anonimo ha detto...

cit. basta prendersela con i migranti... Il minorenne che voleva fare un attentato è un italiano. si chiama Abdul Mustafa Sallham

fabriziogiudici ha detto...

Non "potrebbe": è. Non deve stupire l'apparente paradosso greco, di uno di estrema sinistra che inizia tutto bandanzoso e rivoluzionario, e poi mette il Paese a novanta gradi: questa è evidentemente una strategia ben studiata ai piani alti, che si dovrebbe rilevare ogni volta che compie una giravolta clamorosa, se la gente non fosse trinariciuta. Tsipras ha fatto la giravolta; l'M5S pure, nel momento in cui ha iniziato ad accomodarsi sull'euro; ma ieri leggevo anche dell'Ungheria, dove fortunatamente ha stravinto Orban, ma il partito di estrema destra - che in teoria dovrebbe proiettare "oltre" le istanze di Orban - ha improvvisamente preso posizioni non più anti-euro. Anche in Francia il FN dev'essere ben infiltrato, perché ci sono all'interno opinioni contrastanti. Inoltre, Macron dimostra che i padroni del vapore, dopo che un partito li ha assecondati fino a sfinirsi, come il PS di Hollande, hanno subito la carta di riserva (non solo Macron, se pensate che l'opposizione di sinistra è in mano a Melenchon, Gran Maestro e figlio e nipote di gran maestri). In Italia il PD potrebbe aver esaurito la corsa, e ora c'è il M5S. E Berlusconi è l'ennesima carta di riserva: di fatto, i padroni del vapore possono scommettere su due opzioni su tre.

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...


Per difendersi dagli strozzini l'unico modo consiste nel non andargli a
chiedere soldi in prestito.
Tradotto: dobbiamo portare il bilancio in pareggio e smettere di finanziare
il nostro debito pubblico sul mercato internazionale.
Bisogna trovare il modo più adatto per raggiungere questo obiettivo.
Cosa non facile, dal momento che occorre anche ridurre la pressione fiscale
per rilanciare l'economia.
Circa la Grecia: mi ricordo che, secondo alcuni, il deficit esponenziale ellenico
è cominciato con le enormi spese per le Olimpiadi di Atene.
H.

irina ha detto...

Nessuno osi dire che le ideologie sono finite. Nessuno osi dire, come mai i tedeschi non capirono? Davanti a questa allisciata ideologica globale, i popoli, gli esseri umani sono presi sistematicamente, quotidianamente per i fondelli e l'unica cosa che sanno fare è passare il burro ai loro violentatori. Non mi interrogo sulle politiche, sulla finanza, su chi sta dietro e chi sta davanti. Mi interrogo sull'essere umano, sulla sua consistenza, sulla sua dignità, sul suo essere che non riesce ad essere.

Anonimo ha detto...

Siamo già stati venduti, basta vedere le banche con nomi francesi, la fine di Italo, Telecom, Mediaset, pare già ingoiata dallo squalo Murdoch, restano gli Uffizi e il Vaticano, ma viste le idee di certi preti di e da strada tutti infoiati sulla chiesa povera per i poveri, non mancheranno di s-vendere, c'è neanche bisogno delle Olimpiadi, Roma già sprofonda di suo, suggerirei un'occhiatina alla pancia del cavallo di Marco Aurelio........al resto pensano i 5 stalle.....gaudete et exsultate.

Poveri noi! ha detto...

C'è da chiedersi come mai dei nulla facenti come quelli dei 5 stelle, senza arte ne parte siano riusciti a scalare il podio. Degli emeriti sconosciuti, senza laurea, senza lavoro, con idee strampalate ed esoteriche, certamente anticattoliche, improvvisamente sono li li per governare la nostra povera Italia. Sarà un caso?
O sarà l'ennesimo castigo? Di certo non si prospetta, sul piano umano, nulla di buono.
Chi ha votato questi voltagabana non si è accorto che in questi anni hanno cambiato idea su tutto: no euro ora si euro, no vaccini, ora si vaccini, no globalismo e no potere ed ora si a tutto e specialmente grande voglia di poltrona. Si allo ius soli, si alla legge Cirinnà, no alla messa di Natale, si all'eutanasia.....però daranno i soldini facili, dunque siamo a posto. In fondo metà Italia segue il moto: tiriamo a campà!(facile e senza fatica è meglio!).

Anonimo ha detto...

LETTERA A UN GRILLINO MAI NATO

Io non ce l'ho con Di Maio. Luigi Di Maio interpreta la parte che gli è stata assegnata, una parte per lui decisamente redditizia. Di Maio è in fondo soltanto un attore profumatamente pagato (da noi cittadini, ma questa è un'altra storia).
Io ce l'ho con gli elettori, con i simpatizzanti, con i fanatici del m5s. Ma dopo aver berciato per anni contro Bruxelles, contro l'Euro, contro l'Europa; dopo aver pubblicato tutto il repertorio delle possibili iniquità contro Frau Merkel; dopo aver inveito contro il Pd e aver dato del "piddiota" a chiunque non fosse genuflesso ai vostri idoli... non vi sentite un filino spiazzati nel vederli inginocchiarsi a Bruxelles e implorare di fare un governo con il Pd? Non sentite aria di PRESA PER I FONDELLI? Non vi rendete conto che avete portato per anni l'acqua con le orecchie a chi è sempre andato segretamente a letto con il nemico?
Non vi siete ancora accorti che il m5s, come lo avete creduto finora, non è mai realmente esistito e non è mai realmente nato?
Marco Zonetti su Fb

Anonimo ha detto...

Per difendersi dagli strozzini l'unico modo consiste nel non andargli a
chiedere soldi in prestito.
Tradotto: dobbiamo RIPUDIARE IL DEBITO PERCHé è:
a) Ingiusto;
b) è impagabile;
c) è già stato abbondantemente pagato.
Per giungere a ciò, il primo passo è una moneta SOVRANA, quale neppure la £ira lo era.

Anonimo ha detto...

Salvini si dia una mossa, è un mese che si festeggia la sconfitta del Pd ma intanto sono ancora allo stallo!

Anonimo ha detto...

Il pareggio del bilancio è ingiusto ed impossibile. L'unico che c'è riuscito, si chiamava Quintino Sella (correva l'anno 1876 ed il suo nome è ancora STRAMALEDETTO) e ci riuscì al costo di una tale politica di balzelli vari (in primis la TASSA SUL MACINATO, che colpiva l'alimento base dei più poveri).
Se ci riflette, nella vita di tutti i giorni, cosa vuol dire "pareggio del bilancio"?!?
Non spendere ciò che non si ha è una buona abitudine. Nella realtà conosce delle eccezioni. Mettiamo che un figlio vi chieda una mano per aprire una attività. Non dico, poi, se vi chiede di aiutarlo a pagarsi terapie per qualche grave problema di salute. Non so voi, ma io non ci penserei su due volte, a far debiti per questi scopi.

Anonimo ha detto...

Monte Athos: là dove si vede il Cristo Vivente
Dalla Grecia umiliata dallaTroika un video bellissimo sul Monte Athos, girato con l'ausilio di un drone dal fotografo russo Valeri Blizniouk e dal padre Andrej Blizniouk. Il Monte Athos è la penisola più orientale delle tre che compongono la Calcidica, nella Grecia settentrionale, ed è un vero e proprio Stato autonomo all’interno della sovranità greca. La “terza gamba” della penisola Calcidica ha una superficie di 335 chilometri quadrati e si tuffa nel Mar Egeo per 50 chilometri di lunghezza e per una larghezza che varia tra i 7 e i 12 chilometri. Questo lembo di terra è ritenuto sacro ed è montuoso, la vetta più alta raggiunge i 2 mila 39 metri sul livello del mare, e di una grande bellezza naturale: qui si trovano 20 monasteri ortodossi, di cui 17 greci, uno russo, uno serbo e uno bulgaro, manufatti e monumenti religiosi di immenso valore artistico spesso edificati sulla sommità di piccole colline. Solo la comunità monastica, che oggi conta poco più di un migliaio religiosi, può stabilirsi nella penisola. La storia del Monte Athos ha avuto inizio nel 963 quando Sant’Atanasio istituì il monastero di Grande Lavra, ancora oggi il più importante. Oltre ai monasteri esistono 12 piccole comunità minori di monaci e vari eremi. La penisola, raggiungibile solo in barca benché sia collegata alla terraferma, ha ripidi pendii, verdi vallate e una vegetazione rigogliosa interrotta qua e là dall’imponente architettura dei monasteri, castelli bizantini fortificati con pareti monumentali tutto intorno e un cortile.

https://gloria.tv/video/8NqXbEDHYBU74qTVeBqyHJFDR

Anonimo ha detto...


No al pareggio del bilancio?
Certo, continuiamo a far debiti, allora, e finiremo come la Grecia.
Solo questione di tempo.
Il problema è la riduzione della spesa pubblica. Non occorre
aumentare le tasse. Cominciamo ad eliminare tutti i rimborsi
fiscali, le riduzioni, gli incentivi e roba del genere, che
pesano per decine di miliari di euro sul bilancio. Questa
robusta diminuzione di spesa consentirà di ridurre il prelievo
fiscale e rilanciare l'economia, a cominciare da quella delle
piccole imprese.
E i robusti stipendi delle varie burocrazie regionali, chi li
taglia? Sono in una botte di ferro, dopo la modifica del
Titolo V della Cost.
Ci si concentra sui "vitalizi" di quattro gatti di
parlamentari (che vanno ridotti si capisce) per mera demagogia
e poi si tace sugli sprechi delle regioni (quelli dello Stato
sono già noti).
Insomma, se non si riesce a raggiungere il pareggio vero e proprio
bisogna procedere comunque a decise diminuzioni di spesa.
(Tra l'altro molti italiani non sanno che la liquidazione e la tredicesima
in molti paesi e più sviluppati di noi (USA tanto per fare un nome) non esistono.)
H.

Anonimo ha detto...

https://www.tempi.it/la-parola-chiave-per-capire-lungheria-non-e-xenofobia-ma-sovranita#.Ws27i_3OM0N

Anonimo ha detto...

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13326538/papa-francesco-disegno-sostituzione-etnica-europa-immigrazione-vaticano-alessandro-meluzzi.html

Anonimo ha detto...

Del resto quando vi fu la crisi finanziaria provocata dalle banche nel 2008, in modo particolare la Golden Sachs, banca della massoneria è stata condannata a pagare 5.000 miliardi di dollari. Invece di crollare a picco subito dopo comprò il debito greco. su

Anonimo ha detto...

Ascoltate Monti nel 2011 sulla Grecia
https://www.facebook.com/stefano.gizzi.10/posts/10214376296354460

Anonimo ha detto...

Dietro a tutte le crisi europee sta questo personaggio assieme ai burattinai che gli tirano i fili, vedi il link:
https://www.maurizioblondet.it/16892-2/

Anonimo ha detto...


è stata condannata a pagare 5000 miliardi di dollari

Ci deve essere un errore di stampa. 5000 miliardi di dollari sono cinque trilioni di dollari, una cifra superiore quasi del doppio al debito pubblico degli Stati Uniti. La cifra deve
esser stata 5 miliardi di dollari, se la cifra citata è esatta. In ogni caso, 5 miliardi è
una cifra che torna. Forse l'anonimo voleva dire 5000 milioni di dollari.
H.