venerdì 31 agosto 2018

Autocensure ecclesiastiche - don Giovanni Scalese

L'Eucaristia, «compendia tutte le verità rivelate, è l’unica sorgente della grazia, è anticipazione della beatitudine, riepilogo di tutti i prodigi dell’Onnipotenza» (Enrico Zoffoli, Eucarestia o nulla, Edizioni Segno, Udine 1994, p. 70).
Personalmente, due domeniche fa, ho notato un'altra traduzione 'moderna'. Si trattava del Salmo responsoriale. Il foglietto (che corrisponde al nuovo lezionario) così ce lo ha fatto pregare: "Il Signore è vicino a chiunque lo invoca, a quanti lo invocano con sincerità" (Sl 145,18). Ebbene mi ha colpito e ho percepito subito l'annacquamento, perché ricordavo dalla mia Bibbia di Gerusalemme: "a quanti lo invocano con cuore sincero". Capite bene che sincerità indica un atteggiamento, un comportamento,  che può anche essere momentaneo, mentre il cuore è il centro e l'essenza della persona, il luogo delle decisioni ultime e sincero significa che è stabilmente orientato nel Signore. Non pensate che in questo caso si perda qualcosa e venga preclusa l'opportunità, garantita dalla lectio corretta, di andare in profondità su una verità così importante?
Ѐ proprio l'Eucaristia, fonte e culmine della nostra fede, sotto attacco. Vedrete che don Scalese, nel testo che ho ripreso di seguito, tira in ballo anche Liturgiam authenticam. Nel punto in cui vi accenna ho inserito i link agli articoli in cui ne parlo, rispolveriamoli. Difendiamo l'Eucaristia e custodiamola come ci è stata consegnata! Ne va non solo della nostra salvezza, ma di quella di molti e del mondo intero...

Autocensure ecclesiastiche 
Non si sa se ridere o piangere: in Belgio, domenica scorsa, il Ministro della cultura, Sven Gatz, dopo essersi casualmente imbattuto in TV nella trasmissione della Santa Messa festiva e aver ascoltato la seconda lettura, che riportava il passo della lettera agli Efesini dove Paolo invita le donne a essere sottomesse ai mariti, ha pensato bene di twittare: 
Se un imam avesse detto la stessa cosa in televisione, sarebbe scoppiato un putiferio. Va bene la libertà di culto, va bene la libertà di opinione, ma un simile discorso retrogrado e sessista a spese del servizio pubblico, non va bene. 
E, come se non bastasse, ha chiesto che la Messa non sia più trasmessa dalla televisione pubblica. La rivista Tempi ironizza, giustamente, sull’accaduto: «Il Belgio scopre l’esistenza delle lettere di san Paolo. E si indigna». Questo fatterello mostra chiaramente come sia ridotto il Belgio. Ma probabilmente il discorso potrebbe essere esteso all’Europa intera.

Se Atene piange, Sparta non ride. Noi ci meravigliamo dell’Europa, ma in America, a quanto pare, le cose non vanno poi molto meglio. Anzi, direi che la situazione è ancor più preoccupante. Sì, perché per lo meno in Europa è un Ministro laico che si scandalizza delle parole di San Paolo; in America invece è la Chiesa stessa a mostrarsi imbarazzata di fronte a quelle parole. Come? — direte voi.

Domenica scorsa ho notato una differenza fra il lezionario italiano, dove veniva riportato, come unica possibilità per la seconda lettura, il brano Ef 5:21-32, e il lezionario americano, dove invece venivano proposte due opzioni: o la forma lunga (Ef 5:21-32) o la forma breve (Ef 5:2a.25-32). Lì per lì, non ci avevo badato, dal momento che spesso, nel lezionario rinnovato, vengono proposte una forma lunga e una forma breve della medesima lettura. Ciò che ha attirato la mia attenzione è stata, nella forma breve, l’aggiunta — inusuale — di quel versetto 5:2a, assente nella forma lunga. La cosa mi ha incuriosito e mi ha spinto a fare un veloce controllo, grazie al quale ho potuto appurare che né nel testo italiano né in quello latino c’era una forma breve della seconda lettura.
Ebbene, quali versetti sono stati tralasciati nella forma breve? C’è bisogno di chiederlo? Naturalmente i vv. 21-24:
Nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, cosí come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, cosí anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.
Non basta che Paolo inviti tutti — tutti! mogli e mariti — a essere sottomessi gli uni agli altri; a quanto pare, è proprio il concetto di sottomissione che deve scomparire (tanto è vero che nella forma breve esso viene sostituito da quello, più rassicurante, di amore, ripreso dal v. 2a).
Si dirà: si tratta solo di una possibilità; la lettura intera è rimasta, e chi vuole può leggerla liberamente. Sì, è vero; ma il fatto stesso che si dia la possibilità — ovviamente per “motivi pastorali” — di censurare la parola di Dio, mi fa rabbrividire. È il segno che ormai fra criteri delle scelte pastorali c’è anche il politicamente corretto.

Se si vuole, questo caso è più grave di quello del Ministro belga. Lì si tratta, in fondo, di un uomo politico che dimostra solo la sua ignoranza; qui si tratta invece della Chiesa stessa che si autocensura, quando capisce che il suo messaggio può apparire problematico per la mentalità dominante.

Non so come ciò sia potuto accadere. È vero che il lezionario festivo americano è stato pubblicato nel 1998, quando ancora l’istruzione Liturgiam authenticam [Ms ora è a rischio. Ne parliamo qui - qui] non era stata approvata (e infatti nel lezionario feriale, uscito nel 2002, dopo la pubblicazione di quell’istruzione, nel martedí della 30ª settimana del T. O. il brano viene riportato integralmente). In ogni caso, si tratta di un fatto, a mio parere, grave. Esso costituisce una prova in più, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell’opportunità di quell’istruzione, ormai rottamata. Ecco dove porta il lasciare la liturgia (e non solo quella…) nelle mani delle conferenze episcopali.

20 commenti:

irina ha detto...

Con che cuore va alla Santa Messa un fedele qualunque, informato così così, quando ormai ha perso la fiducia integra e nelle traduzioni e nella interpretazione delle Sacre pagine! Non si può che parlare di accecamento di gran parte dei consacrati, se solo questi sapessero come hanno ridotto le anime di quelli che avrebbero solo voluto essere fedeli, piangerebbero da mane a sera. Con l'aggiunta degli scandali e le connivenze generati dai loro vizi inveterati, che hanno seminato e coltivato in ogni angolo del globo. La Chiesa invisibile è santa; la chiesa visibile è diabolica per un terzo, per un altro terzo deficiente, per un altro terzo conformista e una parte santa fin da qui, senza bisogno di canonizzazione alcuna, tanto ardua, sottile e cangiante è la battaglia dei pochissimi vocati, virtuosi sempre.

fabrizio giudici ha detto...

Autocensure ecclesiastiche, non liturgiche, ma bergogliane:

https://www.churchmilitant.com/news/article/cardinal-bergoglios-zero-transparency-in-argentina

Quando era a Buenos Aires, Bergoglio si vantava della politica di tolleranza zero contro gli abusatori e, come al solito, faceva il leone a parole. Lasciava intendere che con il suo rigore non c'erano stati casi nella sua diocesi. Ma parrebbe non essere vero. Qualche commentatore tempo fa citò a casi di questo tipo a Buenos Aires, forse si riferiva proprio a questo.

mic ha detto...

Un altro ricordo significativo:
Foglietto della Messa (nuovo lezionario e Bibbia CEI 2008): rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna;"
Ma ricordavo dalla mia Bibbia: "Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna."

Nel testo greco il termine "solo" non c'è ma il contesto di Gv 6 non lascia dubbi sull'unicità di Gesù. Ma questo non favorisce il sincretismo mondialista né il falso ecumenismo che nella chiesa conciliare purtroppo è perseguito con ostinata pertinacia a partire dal capo... Espungere quel "solo" purtroppo a questo porta!

Anonimo ha detto...


I tagli al Testo Sacro vengono da lontano.

R. Amerio, Iota Unum, par. 288 Bibbia e Liturgia.

"Peraltro la prova perentoria che la Scrittura è difficile e non universalmente divulgabile, è data paradossalmente dalla presente riforma [liturgica] medesima. Essa invero ha fatto nei testi biblici quello che fu fatto per i classici latini nelle edizioni espurgate ad usum Delphini [l'erede al trono nella Monarchia francese], ma che non fu mai osato per il sacro testo. La riforma ha infatti stralciato dai Salmi cosiddetti imprecatorii i versicoli che sembravano incompatibili con le vedute ireniche del Concilio, mutilando il sacro testo e sottraendolo per così dire furtivamente alla cognizione di tutti, chierici e laici. Ha inoltre espunto interi versicoli dai testi del Vangelo nelle Messe in 22 punti che toccano il giudizio finale, la condanna del mondo, il peccato" (pp. 538-9, dell'edizione Ricciardi, Milano-Napoli, 1968.
In nota, Amerio ci informa che i 22 punti sono stati rinvenuti ed elencati da uno studio di R. Kaschewsky in "Una Voce Korrespondenz", 1982, n. 2/3.

Lo studio del prof. Kaschewski è sicuramente in tedesco. Bisognerebbe vedere se esiste anche nelle edizioni in altre lingue di "Una Voce". In ogni caso, non sarebbe opportuno riproporre questo studio, tirar fuori questi 22 punti , e magari (in un secondo tempo) anche quelli tolti dall'Antico Testamento? Pensando alla falsificazione dell'episodio biblico di Sodoma e Gomorra fatta pubblicamente da mons Galantino l'altr'anno (disse che l'intercessione di Abramo aveva salvato Sodoma) mi chiedo se non sia il caso di andare a vedere se quel terribile castigo è mai ricordato nella liturgia attuale e se lo è, in che modo lo sia).

INsomma, sarebbe utile fare un raffronto accurato fra i brani della Scrittura usati nel NO e quelli utilizzati invece nel rito Romano Antico. Un lavoro che si sarebbe dovuto fare già da tempo. In ogni caso, cominciare con il ripescare lo studio del prof. Kaschewski.
PP

Come la "ministra" , la "presidenta" , e' la nuova primavera ha detto...

Beh appena Domenica 26 Agosto nel foglietto della Messa io ho riscontrato anche questa inutile variazione perche' e' implicito che dicendo " fratelli " si ntendano anche " le sorelle ":

Da :
« Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

A :
« Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli E SORELLE , che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli E SORELLE , di pregare per me il Signore Dio nostro.

Anonimo ha detto...


OT
Maike Hickson sta diffondendo sul sito LifeSiteNews una petizione "delle donne cattoliche" a Papa Francesco. In poche ore ha raggiunto quasi 14.000 firme. La petizione, in inglese, è fatta in proprio, non è sponsorizzata da nessuno. Chiede di diffonderla. Il link che ne ho io non deve essere buono perché non riesco a leggerne il testo, mi fermo al titolo.
Forse Mic può dare un'occhiata.
H.

mic ha detto...

A proposito di tagli e del nuovo Confiteor, mancano San Michele Arcangelo san Giovanni Battista e gli Apostoli Petro e Paolo mentre, al posto del sacerdote (in persona Christi), "voi fratelli" : il centro sull'assemblea...

Per altri tagli e variazioni qui:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2018/06/il-rito-romano-antico-e-lapplicazione.html

Anonimo ha detto...

https://catholicwomensforum.org/letter-to-pope-francis/

Catholicus ha detto...

@ Mic: " Tu solo hai parole di vita eterna." : lunedì scorso, riportando l'antifona alla comunione del giorno precedente, ho aperto un dibattito su Riscossa Cristiana a questo proposito, molto interessante per le diverse "botta e risposta" di blogger anche ben preparati; questo il link "https://www.riscossacristiana.it/cosi-monsignor-vigano-mi-ha-dato-il-suo-memoriale-ed-ecco-perche-ho-deciso-di-pubblicarlo-di-aldo-maria-valli/

Anonimo ha detto...

Siamo in un'Europa post-cristiana, tendenzialmente pagana e molto ipocrita.

La legge la detta lo Stato, per cui il ministro belga della cultura (...) può dire le scemenze che twitta.

I chierici a capo della neo-chiesa hanno sposato totalmente la linea: scandalizza la pedofilia, ma non l'omoeresia. Anzi: se due (senza distinzione) "si vogliono bene", che male fanno? Se sono consenziente, che male c'è? Mica esiste il peccato, "se c'è amore"...

Giustamente oggi Magister chiude il suo articolo così:

Anche questa volta Bergoglio si è astenuto dal giudicare. Ha rilanciato il gioco nel campo dei media. Dove la pedofilia non è ammessa, ma i rapporti omosessuali sì. Non importa se commessi da uomini di Chiesa che praticandoli violano in pieno l'impegno di castità che hanno assunto pubblicamente con il sacramento dell'ordine.

Verginità? Castità? Sacramento?
Bazzecole. Quisquilie. Pinzillacchere.

Piatto ricco, mi ci ficco...
E se è Ricca? Ricchissima? Lussuosa? Lussuriosa?
Tu non vivevi senza me, ahi l'amore che cos'è...
Cos’è, cos’è questa vita fatta ad esse, tu giri col calesse ed io non c’è l’ho.

Anonimo ha detto...

https://www.aldomariavalli.it/2018/08/31/quando-mccarrick-diceva-bergoglio-friend-of-mine/

Anonimo ha detto...

Tagli benedetti... almeno per me.

Qualche anno fa, quando ormai era logico pensare che il nostro anziano parroco non avrebbe avuto un successore (la parrocchia è proprio piccola e i fedeli pochi) avevo iniziato a frequentare la Messa con una certa assiduità, anche in settimana, anche per chiedere aiuto a Dio in questa tristissima circostanza.

Quando il vecchio parroco ha dovuto lasciare a la parrocchia, il successore è sì arrivato, ma si occupa di altre tre parrocchie.
Ho continuato ad andare a Messa; “percepivo” però che c'era qualcosa che non andava, ma non capivo cosa... poi mia sorella mi ha detto che quel sacerdote, nella sua precedente parrocchia, aveva abolito il “Confesso a Dio Onnipotente...” era vero! e io per mesi non me ne ero accorta!!!

A che mi era servito comprendere parola per parola la Messa se neppure mi ero accorta del “taglio”(che la mia sensibilità religiosa mi faceva però percepire come grave)?

La Provvidenza però mi aveva fatto scoprire che, relativamente vicino al mio paese, si poteva assistere alla Santa Messa in latino, alla Messa degli Apostoli... (e lì i “confiteor” sono tre; poi, pian piano, ho scoperto altre MERAVIGLIE).

Io, ora, assistendo alla S. Messa (anche se devo fare un po' di strada) la offro sempre per la mia piccola parrocchia.
Non so come e non so quando, ma so che avremo di nuovo un parroco “nostro” e secondo il Cuore di Dio.

P.S.: Ho letto la lettera delle donne cattoliche al Papa: rispettosa, tanto sentita, bellissima... c'è qualcuno che in Italia potrebbe proporre qualcosa di simile?

Alfonso Aliberti ha detto...

Dall'intervista concessa da Rod Dreher, letta sulla "LaVerità" di oggi, riporto questa frase: "Se non hai fiducia che noi vescovi possiamo sanare la situazione, come fai a essere ancora cattolico?"
Allora, ho pensato all'asprezza del confronto attuale fra i "cattolici", ricordando affermazioni di questo tenore:
- Se non condividi l'operato del governo ecclesiastico, esci dalla Chiesa!
- La chiesa bergogliana, massonizzante ed omosessualizzata, è anti-cristica.
- Chi critica Bergoglio non è cattolico!
- Bergoglio non è cattolico, è un eretico neo luterano, è stato eletto per portare a compimento la distruzione della Chiesa cattolica, annichilendo la tradizione, manomettendo la dottrina e spegnendo la fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio, per favorire così l'avvento di un sincretismo religioso a sostegno del costituendosi Nuovo Ordine Mondiale gestito dalla cupola plutocratica clero-massonica.
Ecco in sintesi come i due fronti in "guerra religiosa" reclamano l'originalità e la prerogativa di definirsi "cattolico". Da queste considerazioni, nasce la domanda: si potrebbe fare chiarezza su una terminologia più chiara ed appropriata per definire, nell'attuale contesto storico, le opinioni teologiche, gli schieramenti, le persone e le istituzioni "cattoliche"?

Unam Sanctam ha detto...

Sulla modifica a Giovanni 6 citata da Mic qualche commento più su

Però se il testo greco non ha il "solo" (Κύριε, πρὸς τίνα ἀπελευσόμεθα; ῥήματα ζωῆς αἰωνίου ἔχεις), e nemmeno la traduzione latina della Vulgata (Domine, ad quem ibimus? Verba vitae aeternae habes), anche se chiaramente solo Cristo ha parole di vita eterna, perché si dovrebbe aggiungerlo?

Un atto arbitrario quale modificare (sia pure nella traduzione: quante traduzioni imprecise hanno veicolato veri e propri errori dottrinali!) le parole di Nostro Signore, sia pure in buona fede e con l'intento di difendere l'unicità del Cristianesimo, non è ammissibile.

Anonimo ha detto...


Ma questa "traduzione imprecisa" non è tale. Non è "imprecisa".
Semplicemente, usa l'aggettivo "solo" come rafforzativo. Per
dar maggior vigore al significato espresso nel testo, secondo
il quale solo il Signore ha parole di vita eterna.
Accettandola, come da tradizione, non si fa affatto violenza
al testo, se ne rende meglio il significato: solo la
Parola di Cristo conduce alla vita eterna.
PP

Unam Sanctam ha detto...

Quello che dice PP è sicuramente vero, ma ciò su cui mi volevo soffermare è il principio.
Non ho nulla contro il "solo", ma nemmeno toglierlo o ometterlo è grave, anzi è fedele al testo!
Ci sono così tanti errori, soppressioni e modifiche nelle traduzioni moderne, che stravolgono veramente il senso del testo, che non c'è bisogno di tirare in ballo quelle inesistenti, facendo scadere così l'intera analisi...

Aloisius ha detto...

Interessante la questione tra Unam Sanctam, Maria e prof.PP:
non sono MAI ammissibili aggiunte/soppressioni/modifiche, oppure sono ammesse SOLTANTO quelle che rafforzano e ribadiscono il significato stabilito dal Magistero infallibile della Dottrina?

Come osseevato dal prof. PP e Maria, la.seconda e' stata quella della Tradizione per cui e' la via giusta.
Non e' stata mai arbitraria, perche' e' stata sempre adottata non solo dai Concili storici anteriori al Vaticano II, ma dai Papi nell'ambito ristretto della loro infallibilità in materia di Dottrina.

La modifica rafforzativa, che tiene conto del significato generale e lo rafforza anziché stravolgerlo, e' quello ispirato non solo dal buon senso e dalla razionalità, ma dallo Spirito Santo.
Essa e' uno strumento per ribadire il Magistero infallibile, unico ambito e fine per cui e' consentita

Se ci si riflette, allargando il discorso, questo criterio vale anche per i dogmi.
In fondo anche il dogma dell'Assunzione in Cielo di Maria non è riportato nel Vangelo e negli Atti.

Se si seguisse lo stretto criterio di limitarsi al significato letterale, precludendo la modifica/aggiunta rafforzativa, verrebbe a cadere anche infallibilità del Papa in materia dottrinale e i dogmi che in base ad essa sono stati proclamati.
L'Assunzione di Maria sarebbe una clamorosa aggiunta al Vangelo non consentita.

Quindi va ribadito in modo esplicito il potere della Chiesa e dei Papi di apportare, nelle traduzioni delle Scritture, in modo prudentissimo e parsimonioso, aggiunte rafforzative del Magistero bimillenario. e il suo correlativo potere di condannare le modifiche arbitrarie in contrasto con esso, che porta inquinamento dottrinale all'eresia.

La "interpretazione letterale" e' infatti un grimaldello usato dagli eretici modernisti per 'scoprire il vero significato delle Scritture e tornare alla Chiesa delle origini', cavallo di battaglia della loro rivoluzione, portata a compimento grazie alle diaboliche modifiche introdotte ad arte con il CVII, diventa il 'nuovo vangelo' degli eretici modernisti al potere.

P.S.
Tra le modifiche, non dimentichiamo quella al Padre Nostro, 'non indurci' - 'non abbandonarci' -

fabrizio giudici ha detto...

Se ci si riflette, allargando il discorso, questo criterio vale anche per i dogmi.
In fondo anche il dogma dell'Assunzione in Cielo di Maria non è riportato nel Vangelo e negli Atti.

Se si seguisse lo stretto criterio di limitarsi al significato letterale,


Permettetemi, come fedele, di avere fortissimi dubbi. Intanto non tiriamo fuori i dogmi: quello è Magistero, che viene scritto nei documenti pertinenti, che non sono le Scritture. Io credo che le Scritture debbano rimanere alla traduzione letterale, sempre e comunque. Se si vogliono enfatizzare certi significati, come il "solo" che stiamo discutendo, ci sono le note a piè pagina, che possono chiarire tutto in poche parole, però ben distinte dalla Scrittura originale.

Io sono molto perplesso anche quando vedo le traduzioni delle unità di misura (sicli, passi, miglia) in quelle contemporanee. Chi ci dice che, in certi casi, il numero citato (che ovviamente si trasforma in un altro numero nella conversione) non abbia un significato? Ovviamente è giusto far comprendere al lettore a quali quantità si riferiscano, ma può farlo benissimo una nota a piè pagina. Che può fare anche molto di più di quanto non sia possibile fare per limiti oggettivi: p.es. quando si parla di "un talento" d'argento o d'oro, poco serve tradurlo nella quantità letterale di tot grammi di metallo prezioso, se non so poi come commisurarla alla valuta odierna. La nota può p.es. confrontarla allo stipendio di un operaio contemporaneo.

Aloisius ha detto...

"...quello è Magistero, che viene scritto nei documenti pertinenti, che non sono le Scritture"

Preciso meglio, non intendevo un'aggiunta del Papa alle Scritture, ma la proclamazione di un fatto, l'Ascensione di Maria, come dogma di fede, non previsto nelle Scritture.

Nel senso che l'Ascensione di Gesu' viene riportata nei Vangeli come fatto, l'Ascensione di Maria no.
Non sono fatti identici e perfettamente assimilabili, ma di certo sono entrambi soprannaturali e molto simili, solo che uno e' narrato nelle Scritture e l'altro e' desunto infallibilmente nell'esercizio del Magistero da un grande Papa, come dogma di fede.

Ho allargato troppo il discorso rispetto a quello di partenza, ma e' uno spunto utile per avere alcuni chiarimenti teologici, soprattutto dai Sacerdoti del blog.

Anonimo ha detto...

Bisogna studiare
https://querculanus.blogspot.com/2018/09/pari-opportunita.html