mercoledì 15 agosto 2018

Regina in coelum Assumpta, ora pro nobis!

In Assumptione Beatæ Mariæ Virginis
Ap 12:1 Signum magnum appáruit in coelo: múlier amicta sole, et luna sub pédibus eius, et in cápite eius coróna stellárum duódecim
Ps 97:1 Cantáte Dómino cánticum novum: quóniam mirabília fecit.
V. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in saecula saeculórum. Amen

Buona Festa dell'Assunta!
"O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini, noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella tua Assunzione trionfale in anima e in corpo al Cielo, ove sei acclamata Regina da tutti i cori degli Angeli e da tutte le schiere dei Santi; e noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore, che ti ha esaltata sopra tutte le altre pure creature, per offrirti l’anelito della nostra devozione e del nostro amore.
Noi sappiamo che il tuo sguardo, che maternamente accarezzava l’Umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia in Cielo alla vista della Umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell’anima tua nel contemplare faccia a faccia l’adorabile Trinità fa sussultare il tuo Cuore di beatificante tenerezza. E noi, poveri peccatori, noi a cui il corpo appesantisce il volo dell’anima, ti supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinché apprendiamo, fin da quaggiù, a gustare Iddio, Iddio solo, nell’incanto delle creature.
Noi confidiamo che le tue pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre angosce, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze; che le tue labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie; che tu senta la voce di Gesù dirti di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato: «Ecco il tuo figlio»; e noi, che ti invochiamo nostra Madre, ti prendiamo, come Giovanni, per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.
Noi abbiamo la vivificante certezza che i tuoi occhi, i quali hanno pianto sulla terra irrigata dal Sangue di Gesù, si volgono ancora verso questo mondo in preda alle guerre, alle persecuzioni, all’oppressione dei giusti e dei deboli;
e noi, fra le tenebre di questa valle di lacrime, attendiamo dal tuo celeste lume e dalla tua dolce pietà sollievo alle pene dei nostri cuori, alle prove della Chiesa e della nostra patria.
Noi crediamo, infine, che nella gloria ove tu regni vestita di sole e coronata di stelle tu sei, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi; e noi, da questa terra, ove passiamo pellegrini, confortati dalla fede nella futura risurrezione, guardiamo verso di te, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza, attraici con la soavità della tua voce, per mostrarci un giorno, dopo il nostro esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria".
(Pio XII)
Salve Regina.
Immacolata, Assunta in Cielo, prega per noi.

10 commenti:

Petrus LXXVII ha detto...

O.T: penso che possa interessarvi il chiarimento di Benedetto XVI circa la "dottrina della sostituzione". Ne parla Tosatti nel suo ultimo post..

http://www.marcotosatti.com/2018/08/14/i-cristiani-gli-ebrei-e-lalleanza-conversione-sostituzione-la-bomba-di-benedetto/

Buona festa dell'Assunta a tutti!

mic ha detto...

La "bomba di Benedetto" era deflagrata da tempo. Ne abbiamo parlato in più articoli. E l'ultima esternazione l'avevo tempestivamente commentata qui

http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2018/07/benedetto-xvi-riprende-in-mano-la-penna.html

mic ha detto...

Le citazioni a suo tempo sottolineate nel dare la notizia fanno intuire che Benedetto riaffermi la sua problematica e ricorrente affermazione delle "alleanze parallele".
Invece colpisce e diventa interessante l'ultima citazione di Tosatti che mi spinge a leggere l'intero testo nella sua completezza. E a meditarlo nella sua sottile complessità. E penso che bisognerà tornarci sopra.

"E l’ultimo punto delicato riguarda il collegamento teologico fra rotture dell’Alleanza, distruzione del Tempio di Gerusalemme e dispersione degli ebrei nella Diaspora: “Ma parte della storia delle alleanze tra Dio e l’uomo è anche un fallimento umano, la violazione dell’Alleanza e le sue conseguenze interne: la distruzione del Tempio, la dispersione di Israele, la chiamata alla penitenza che abilita e prepara l’uomo di nuovo all’Alleanza. L’amore di Dio non può semplicemente ignorare il ‘no’ dell’uomo”. Infine Benedetto XVI propone di ricordare, nella discussione teologica su questo tema, una frase della Seconda Lettera a Timoteo: “Se sopportiamo, regneremo anche con lui. Se lo rinneghiamo, ci rinnegherà; se siamo senza fede, rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso”."

tralcio ha detto...

Cara Mic, buona festa dell'Assunta!

PS: Benedetto XVI non è mai semplicemente catalogabile in uno schema. Gli viene dall'umiltà.
In quest'epoca è -nomen omen- una benedizione per chi voglia sforzarsi di capire, nell'amore.
Caritas in veritate.

Anonimo ha detto...

I pagani celebravano le Feriae Augustales o Feriae Augusti (da cui Ferragosto)

mic ha detto...

L'ultimo scritto di Benedetto XVI ha fatto molto scalpore e andrà ripreso e meditato. Se ne parla diffusamente (aspre critiche da parte ebraica) anche qui
http://m.ilgiornale.it/news/2018/08/14/benedetto-xvi-ripreso-per-nuovo-articolo-sul-dialogo-ebraico-cattolico/1564876/

Anonimo ha detto...

"O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini, noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella tua Assunzione trionfale in anima e in corpo al Cielo, ove sei acclamata Regina da tutti i cori degli Angeli e da tutte le schiere dei Santi; e noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore, che ti ha esaltata sopra tutte le altre pure creature, per offrirti l’anelito della nostra devozione e del nostro amore.
Noi sappiamo che il tuo sguardo, che maternamente accarezzava l’Umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia in Cielo alla vista della Umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell’anima tua nel contemplare faccia a faccia l’adorabile Trinità fa sussultare il tuo Cuore di beatificante tenerezza. E noi, poveri peccatori, noi a cui il corpo appesantisce il volo dell’anima, ti supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinché apprendiamo, fin da quaggiù, a gustare Iddio, Iddio solo, nell’incanto delle creature.
Noi confidiamo che le tue pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre angosce, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze; che le tue labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie; che tu senta la voce di Gesù dirti di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato: «Ecco il tuo figlio»; e noi, che ti invochiamo nostra Madre, ti prendiamo, come Giovanni, per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.
Noi abbiamo la vivificante certezza che i tuoi occhi, i quali hanno pianto sulla terra irrigata dal Sangue di Gesù, si volgono ancora verso questo mondo in preda alle guerre, alle persecuzioni, all’oppressione dei giusti e dei deboli;
e noi, fra le tenebre di questa valle di lacrime, attendiamo dal tuo celeste lume e dalla tua dolce pietà sollievo alle pene dei nostri cuori, alle prove della Chiesa e della nostra patria.
Noi crediamo, infine, che nella gloria ove tu regni vestita di sole e coronata di stelle tu sei, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi; e noi, da questa terra, ove passiamo pellegrini, confortati dalla fede nella futura risurrezione, guardiamo verso di te, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza, attraici con la soavità della tua voce, per mostrarci un giorno, dopo il nostro esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria".

(Pio XII)

Salve Regina.
Immacolata, Assunta in Cielo, prega per noi.

mic ha detto...

Le citazioni dell'articolo di Benedetto XVI da parte de Il Giornale sono clamorose. Le ho riprese con un commento, in attesa di fare un'analisi più approfondita appena avrò accesso all'intero testo.

Anonimo ha detto...

Ecce enim ex hoc beátam me dicent
omnes generatiónes,
quia fecit mihi magna, qui potens est,
et sanctum nomen eius,
et misericórdia eius in progénies et progénies
timéntibus eum.

Sacerdos quidam ha detto...

Dal secondo Notturno del Mattutino odierno:
San Giovanni Damasceno,
Discorso secondo sulla Dormizione della Beata Vergine Maria:

"Oggi l'arca santa e animata del Dio vivente, che concepì nel suo seno il Creatore, riposa nel tempio del Signore che non fu costruito da mano alcuna. E David, suo avolo, ne esulta, e con lui gli Angeli cantano inni, gli Arcangeli la celebrano, le Virtù la glorificano, i Principati esultano, le Potestà si rallegrano, le Dominazioni gioiscono, i Troni le fanno festa, i Cherubini la lodano, i Serafini predicano la sua gloria. Oggi l'Eden celeste riceve il paradiso animato del nuovo Adamo, in cui fu revocata la nostra condanna, in cui fu piantato l'albero della vita, in cui fu coperta la nostra nudità.
Oggi la Vergine immacolata, estranea a tutti gli affetti terreni e abituata ai pensieri del cielo, non è ritornata alla terra; ma, essendo un cielo vivente, è stata collocata nei celesti tabernacoli. Come mai infatti poteva conoscere la morte lei da cui n'è venuta a tutti la vera vita?
Pure soggiacque alla legge promulgata da Colui ch'ella ha generato; e, qual figlia del vecchio Adamo, subì l'antica sentenza (giacché neppure il suo Figlio, ch'è la vita per essenza, la evitò); ma siccome Madre del Dio vivente, ella giustamente è assunta fin presso di lui."

(http://www.divinumofficium.com/cgi-bin/horas/officium.pl )