venerdì 31 agosto 2018

Venerdì 31 agosto. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Culto interno ed esterno
(Dalla Mediator Dei, Pio XII sulla Liturgia)
[...]
Tutto il complesso del culto che la Chiesa rende a Dio deve essere interno ed esterno. È esterno perché lo richiede la natura dell'uomo composto di anima e di corpo; perché Dio ha disposto che «conoscendoLo per mezzo delle cose visibili, siamo attratti all'amore delle cose invisibili» (cfr. Missale Romanum, Prefazio della Natività); perché tutto ciò che viene dall'anima è naturalmente espresso dai sensi; di più perché il culto divino appartiene non soltanto al singolo ma anche alla collettività umana, e quindi è necessario che sia sociale, il che è impossibile, nell'ambito religioso, senza vincoli e manifestazioni esteriori; e, infine, perché è un mezzo che mette particolarmente in evidenza l'unità del Corpo Mistico, ne accresce i santi entusiasmi, ne rinsalda le forze e ne intensifica l'azione: «sebbene, infatti, le cerimonie, in se stesse, non contengano nessuna perfezione e santità, tuttavia sono atti esterni di religione, che, come segni, stimolano l'anima alla venerazione delle cose sacre, elevano la mente alle realtà soprannaturali, nutrono la pietà, fomentano la carità, accrescono la fede, irrobustiscono la devozione, istruiscono i semplici, ornano il culto di Dio, conservano la religione e distinguono i veri dai falsi cristiani e dagli eterodossi» (Card. Bona, De divina psalmodia, cap. 19, § 3.1).

Ma l'elemento essenziale del culto deve essere quello interno: è necessario, difatti, vivere sempre in Cristo, tutto a Lui dedicarsi, affinché in Lui, con Lui e per Lui si dia gloria al Padre. La sacra Liturgia richiede che questi due elementi siano intimamente congiunti; ciò che essa non si stanca mai di ripetere ogni qualvolta prescrive un atto esterno di culto. Così, per esempio, a proposito del digiuno ci esorta: «Affinché ciò che la nostra osservanza professa esternamente, si operi di fatto nel nostro interno» (cfr. Missale Romanum, Segreta della feria quinta dopo la II Domenica di Quaresima). Diversamente, la religione diventa un formalismo senza fondamento e senza contenuto. Voi sapete, Venerabili Fratelli, che il Divino Maestro stima indegni del sacro tempio ed espelle coloro i quali credono di onorare Dio soltanto col suono di ben costruite parole e con pose teatrali, e son persuasi di poter benissimo provvedere alla loro eterna salute senza sradicare dall'anima i vizi inveterati (Mc. 7, 6; Is. 29, 13). La Chiesa, pertanto, vuole che tutti fedeli si prostrino ai piedi del Redentore per professarGli il loro amore e la loro venerazione; vuole che le folle, come i fanciulli che andarono incontro a Cristo mentre entrava a Gerusalemme con gioiose acclamazioni, inneggino ed accompagnino il Re dei re e il Sommo Autore di ogni beneficio con il canto di gloria e di ringraziamento; vuole che sul loro labbro siano preghiere, ora supplici ora liete e grate, con le quali come gli apostoli presso il lago di Tiberiade, possano sperimentare l'aiuto della sua misericordia e della sua potenza; o, come Pietro sul monte Tabor, abbandonino se stessi ed ogni lor cosa a Dio nei mistici trasporti della contemplazione.

Non hanno, perciò, una esatta nozione della sacra Liturgia coloro i quali la ritengono come una parte soltanto esterna e sensibile del culto divino o come un cerimoniale decorativo; né sbagliano meno coloro, i quali la considerano come una mera somma di leggi e di precetti con i quali la Gerarchia ecclesiastica ordina il compimento dei riti.

Deve, quindi, essere ben noto a tutti che non si può degnamente onorare Dio se l'anima non si rivolge al conseguimento della perfezione della vita, e che il culto reso a Dio dalla Chiesa in unione col suo Capo divino ha la massima efficacia di santificazione.

Questa efficacia se si tratta del Sacrificio Eucaristico e dei Sacramenti, proviene prima di tutto dal valore dell'azione in se stessa (ex opere operato); se poi si considera anche l'attività propria della immacolata Sposa di Gesù Cristo con la quale essa orna di preghiere e di sacre cerimonie il Sacrificio Eucaristico ed i Sacramenti, o, se si tratta dei Sacramentali e di altri riti istituiti dalla Gerarchia ecclesiastica, allora l'efficacia deriva piuttosto dall'azione della Chiesa (ex opere operantis Ecclesiæ) in quanto essa è santa ed opera sempre in intima unione con il suo Capo.

A questo proposito, Venerabili Fratelli, desideriamo che voi rivolgiate la vostra attenzione alle nuove teorie sulla «pietà oggettiva», le quali, sforzandosi di mettere in evidenza il mistero del Corpo Mistico, la realtà effettiva della grazia santificante e l'azione divina dei Sacramenti e del Sacrificio eucaristico, vorrebbero trascurare o attenuare la «pietà soggettiva» o personale.

Nelle celebrazioni liturgiche, e in particolare nell'augusto Sacrificio dell'altare, si continua senza dubbio l'opera della nostra Redenzione e se ne applicano i frutti. Cristo opera la nostra salvezza ogni giorno nei Sacramenti e nel suo Sacrificio, e, per loro mezzo, continuamente purifica e consacra a Dio il genere umano. Essi, dunque, hanno una virtù oggettiva con la quale, di fatto, fanno partecipi le nostre anime della vita divina di Gesù Cristo. Essi, dunque, hanno, non per nostra ma per divina virtù, l’efficacia di collegare la pietà delle membra con la pietà del Capo, e di renderla, in certo modo, un'azione di tutta la comunità. Da questi profondi argomenti alcuni concludono che tutta la pietà cristiana deve incentrarsi nel mistero del Corpo Mistico di Cristo, senza nessun riguardo personale e soggettivo, e perciò ritengono che si debbano trascurare le altre pratiche religiose non strettamente liturgiche e compiute al di fuori del culto pubblico.

Tutti, però, possono rendersi conto che queste conclusioni circa le due specie di pietà, sebbene i suesposti principî siano ottimi, sono del tutto false, insidiose e dannosissime.

È vero che i Sacramenti e il Sacrificio dell'altare hanno una intrinseca virtù in quanto sono azioni di Cristo stesso che comunica e diffonde la grazia del Capo divino nelle membra del Corpo Mistico, ma, per aver la debita efficacia, essi esigono le buone disposizioni dell'anima nostra. Pertanto, a proposito della Eucaristia, S. Paolo ammonisce: «Ciascuno esamini se stesso e così mangi di quel pane e beva del calice» (1 Cor. 11, 28). Perciò la Chiesa definisce brevemente e chiaramente tutti gli esercizi con i quali l'anima nostra si purifica, specialmente durante la Quaresima: «i presidi della milizia cristiana» (cfr. Missale Romanum, Feria quarta delle Ceneri, Preghiera dopo l'imposizione delle Ceneri); sono infatti l'azione delle membra che, con l'aiuto della grazia, vogliono aderire al loro Capo perché «ci sia manifesta -per ripetere le parole di S. Agostino - nel nostro Capo la fonte stessa della grazia» (De prædestinatione Sanctorum, 31). Ma è da notarsi che queste membra sono vive, fornite di ragione e volontà proprie, perciò è necessario che esse, accostando le labbra alla fonte, prendano e assimilino l'alimento vitale e rimuovano tutto ciò che può impedirne l'efficacia. Si deve dunque affermare che l'opera della redenzione, in sé indipendente dalla nostra volontà, richiede l'intimo sforzo dell'anima nostra perché possiamo conseguire l'eterna salvezza.

Se la pietà privata e interna dei singoli trascurasse l'augusto Sacrificio dell'altare e i Sacramenti e si sottraesse all'influsso salvifico che emana dal Capo nelle membra, sarebbe senza dubbio riprovevole e sterile; ma quando tutte le disposizioni interne e gli esercizi di pietà non strettamente liturgici fissano lo sguardo dell'animo sugli atti umani unicamente per indirizzarli al Padre che è nei cieli, per stimolare salutarmente gli uomini alla penitenza e al timor di Dio e, strappatili all'attrattiva del mondo e dei vizi, condurli felicemente per arduo cammino al vertice della santità, allora sono non soltanto sommamente lodevoli, ma necessari, perché scoprono i pericoli della vita spirituale, ci spronano all'acquisto delle virtù e aumentano il fervore col quale dobbiamo dedicarci tutti al servizio di Gesù Cristo. [...]

9 commenti:

irina ha detto...

"... è necessario, difatti, vivere sempre in Cristo, tutto a Lui dedicarsi, affinché in Lui, con Lui e per Lui si dia gloria al Padre..."

"...Deve, quindi, essere ben noto a tutti che non si può degnamente onorare Dio se l'anima non si rivolge al conseguimento della perfezione della vita, e che il culto reso a Dio dalla Chiesa in unione col suo Capo divino ha la massima efficacia di santificazione..."

"...Nelle celebrazioni liturgiche, e in particolare nell'augusto Sacrificio dell'altare, si continua senza dubbio l'opera della nostra Redenzione e se ne applicano i frutti. Cristo opera la nostra salvezza ogni giorno nei Sacramenti e nel suo Sacrificio, e, per loro mezzo, continuamente purifica e consacra a Dio il genere umano..."

"...È vero che i Sacramenti e il Sacrificio dell'altare hanno una intrinseca virtù in quanto sono azioni di Cristo stesso che comunica e diffonde la grazia del Capo divino nelle membra del Corpo Mistico, ma, per aver la debita efficacia, essi esigono le buone disposizioni dell'anima nostra..."

"... Perciò la Chiesa definisce brevemente e chiaramente tutti gli esercizi con i quali l'anima nostra si purifica, specialmente durante la Quaresima: «i presidi della milizia cristiana»..."

I presidi della milizia cristiana. Prima volta che so di questa definizione, la trovo bellissima.
Evidentemente nessuno di coloro, di cui ci stiamo occupando in questi giorni, li ha mai più frequentati. Cerchiamo noi di frequentarli con sempre maggiore amore ed attenzione.

Da Fb ha detto...

Credo che Papa Benedetto, con le sue "dimissioni" abbia voluto "togliere" la dimensione Katechonica della Chiesa (Katechon in greco significa trattenere, frenare - potere che trattiene) mantenendo però su di sè la dimensione religiosa della Chiesa, infatti le Sue parole sono state "continuerò a essere sulla croce".
Essendo che il simbolo della Chiesa era ed è, assieme, Croce e Katechon, forse spettava proprio a Lui il gravoso compito di scoperchiare e far venire alla luce il "mistero di iniquità" dell'età anticristica che (è) sarà un'età priva una legge teologica, che il katéchon da sempre proteggeva, conservava e dettava.
Scrive infatti San Paolo: «il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene» ( seconda lettera ai Tessalinicesi)
L'età anticristica sarà un'età priva di NOMOS, dove per "nomos" non si intende la legge intrinseca al funzionamento materiale, meccanicistico delle cose del mondo, (che è sempre assoggetato a Dio)
ma una legge morale, una legge che è naturalmente teologica, discende dall'alto e mira in alto, è un valore trascendente che il KATECHON ha sempre protetto e dettato.
Cosa accade quando il katéchon viene rimosso?
Da qui il manifestarsi dell'ANOMOS, il figlio della perdizione che siederà nel tempio di Dio, spacciandosi per Dio stesso.
Ciò però NON SIGNIFICA CHE UN PAPA "DEBBA ESSERE L'ANTICRISTO", bensì è l'ETÀ ANTICRISTICA che si svela al mondo e già sta accadendo...

Anonimo ha detto...

Prete ortodosso ripulisce città dopo marcia gay.

Don Oleg Mokryak, a capo del dipartimento missionario della diocesi ortodossa di Odessa, lo scorso sabato ha ripulito la zona di Odessa (Ucraina) in cui poco prima era passata una marcia gay.
Secondo orthochristian.com (20 agosto), Mokryak ha dispensato acqua santa alle persone, alle strade e ai monumenti vicino ai quali era passata la marcia, spiegando agli osservatori quanto faceva.
L'ideologia omosessuale in Ucraina è disapprovata. Nondimeno, leggi che promuovono l'ideologia gay sono state introdotte immediatamente dal regime oligarchico che ha preso il potere dopo il colpo di stato sostenuto dall'Occidente nel 2014.

Un commento :
Bravo don Oleg Mokryak : la sua è una buona iniziativa che andrebbe seguita da altri preti. Anzi, che passino per quelle strade con idranti di acqua benedetta!
https://gloria.tv/article/h6wEwQEyZYov2uKcPA2ony8xr

Anonimo ha detto...

L'inqualificabile Bergoglio, che in teoria sarebbe il Vicario di Cristo, ciancia di immaginari "bambini gay" (nemmeno omosessuali, 'gay') e di psichiatri che dovrebbero aiutarli. Follia totale cui danno seguito, in una surreale gara dell'assurdo, le dichiarazioni delle associazioni dei pederasti politicizzati, scandalizzate dalle parole - ritenute 'omofobe' - dell'uomo venuto "dalla fine del mondo".

Mai un Papa (ammesso e non concesso che Bergoglio lo sia davvero..) aveva prima parlato di psichiatri e psichiatria, mai aveva sdoganato il termine 'gay', mai (ovviamente) lo aveva associato a dei bambini.

Chi non si è ancora svegliato si faccia due conti ADESSO, perché il tempo stringe e tra poco dovrà decidere se seguire la chiesa di Bergoglio o quella di Cristo.

http://m.ilgiornale.it/news/2018/08/27/per-i-bimbi-gay-tante-cose-da-fare-con-la-psichiatria-bufera-sul-papa/1568624/

Anonimo ha detto...

Siamo al di là di qualsiasi immaginazione...

Dal 5 al 7 ottobre 2018, nella Casa di Accoglienza San Girolamo Emiliani dei Padri Somaschi di Albano Laziale, si terrà il Il 5° Forum Italiano dei cristiani LGBT. Interverrà il gesuita americano padre James Martin, autore di “Un ponte da costruire. Una relazione nuova tra Chiesa e persone Lgbt”. L'obiettivo dell'evento è - affermano gli organizzatori - "riscoprire 'quali segni e prodigi Dio ha compiuto per mezzo di loro' (Atti, 15, 12) e per contribuire a costruire nelle nostre comunità cristiane ponti di accoglienza, ascolto e riconciliazione“.

Prima che sia troppo tardi, chiedo umilmente ai cardinali, ai vescovi e ai sacerdoti ancora fedeli a Cristo: DIFENDETE PUBBLICAMENTE LA FEDE. Gridate dai tetti la verità. Non abbiate paura.


Incontriamoci al 5° Forum italiano dei cristiani LGBT (5-7 ottobre 2018)
https://www.gionata.org/incontriamoci-al-forum-2018/

Anonimo ha detto...

P.S. Se questo e' il 5° forum gli altri 4 quando sono andati in onda ? Nessuno se n'e' accorto ?
Se hanno questo nutrito programma e Martin e' sulla cresta dell'onda vuol dire che stanno accelerando i tempi perche' si realizzi il loro programma di chiesa prima che sia troppo tardi..

Anonimo ha detto...

http://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=33034
Cardenal Sarah aclara a sacerdote jesuita cómo evangelizar a homosexuales

El Cardenal Sarah indicó que «el P. Martin está en lo correcto al argumentar que no debe haber ningún doble rasero con respecto a la virtud de la castidad, que, por más desafiante que sea, es parte de las buenas nuevas de Jesucristo para todos los cristianos».

(ACI) La pastoral con personas homosexuales debe basarse en la verdad del Evangelio, sobre todo «de parte de los clérigos que hablan en nombre de la Iglesia», señaló el Cardenal Robert Sarah, Prefecto de la Congregación para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos, en respuesta al P. James Martin, sacerdote que aprueba las relaciones entre personas del mismo sexo.

Anonimo ha detto...

Cosa significa " praticare la Verita' nella Carita'" ( San Paolo 4, 9 - 16)?
Come si possono accostare due realta' tra loro opposte. La Carita' unisce, la Verita' ( Cristo) divide.
E' molto semplice. La Verita' nello stesso momento in cui separa il cristiano dal mondo diviene motivo di unita' nella comunita' ecclesiale. La Chiesa e' unita' di membri che si sacrificano ( si fanno sacri) per la Verita', dividendosi dal mondo. La Verita', da cui sgorga la giustizia, genera unita'. Da un lato divisione, che implica testimonianza e martirio, dall'altro unione che indica giustizia ed amore. Negare , nascondere la lampada sotto il moggio, la Verita', non e' solo tradire Cristo, ma contemporaneamente distruggere la Chiesa facendone una realta' profana schiava del mondo e non ancella di Dio. Chi nega la Verita'? Chi non risponde alle domande concernenti la verita'? Fate voi?
Matteo Della Noce

Anonimo ha detto...

Semeraro, segretario del C9 ospita un grande convegno pro gay
http://blog.messainlatino.it/2018/09/semeraro-segretario-del-c9-ospita-un.html#more
Ci piacerebbe sapere l'opinione del Vescovo di Albano, nonchè segretario del C9 istituito dal S. Padre, Marcello Semeraro sul 5° Forum italiano dei cristiani LGBT (5-7 ottobre 2018) che si terrà ad Albano nella Casa dei Padri Somaschi (QUI).
Parteciperà tra gli altri il solito Padre Martin (QUI e QUI).
Il Vescovo sembra essere il grande sostenitore di questo Forum (QUI e QUI).
Qui sotto un assaggio del programma.
I poveri fedeli cattolici avrebbero qualche domanda da fare.....
Quos Deus perdere vult, dementat prius.
L

Mi sembrava così mite questo Vescovo dallo sguardo strano , forse strabismo di Venere ?