martedì 28 agosto 2018

Una riflessione sulla testimonianza dell'arcivescovo Carlo Maria Viganò - Mons. Athanasius Schneider

Nella nostra traduzione da The Remnant. Penso sia il caso di ricordare che l'autore del documento-bomba, Carlo Maria Viganò, non è Dario Edoardo Viganò, il monsignorino di Curia  al quale si deve lo scandalo mediatico che lo ha fatto conoscere come autore di fake news per presentare il suo Capo Bergoglio come continuatore dell’opera di Benedetto XVI [qui].

Una riflessione sulla testimonianza dell'arcivescovo Carlo Maria Viganò
Scritto da Mons. Athanasius Schneider

È un fatto raro ed estremamente grave nella storia della Chiesa che un vescovo accusi pubblicamente e specificamente un Papa regnante. In un documento recentemente pubblicato (22 agosto 2018) l'arcivescovo Carlo Maria Viganò testimonia che da cinque anni papa Francesco era venuto a conoscenza di due fatti: che il cardinale Theodor McCarrick aveva commesso reati sessuali contro i seminaristi e contro suoi subordinati, e che esistono sanzioni impostegli da Papa Benedetto XVI. Inoltre, l'arcivescovo Viganò ha confermato la sua affermazione con un sacro giuramento che invoca il nome di Dio. Pertanto non c'è alcun motivo ragionevole né plausibile di dubitare sulla veridicità del contenuto del documento dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò.

I cattolici di tutto il mondo, i semplici fedeli, i "piccoli", sono profondamente scioccati e scandalizzati per casi gravi recentemente divulgati in cui le autorità ecclesiastiche hanno coperto e protetto i chierici resisi responsabili di reati sessuali contro minori e contro i loro stessi subordinati. Tale situazione storica, che la Chiesa sta vivendo ai nostri giorni, richiede una trasparenza assoluta a tutti i livelli della gerarchia della Chiesa, e in primo luogo evidentemente a nome del Papa.

È del tutto insufficiente e poco convincente che le autorità ecclesiastiche continuino a formulare appelli generali per una tolleranza zero nei casi di abusi sessuali da parte del clero e per porre fine alla copertura di casi del genere. Allo stesso modo insufficienti sono le suppliche stereotipate di richiesta di perdono da parte delle autorità della Chiesa. Tali appelli per la tolleranza zero e le richieste di perdono diventeranno credibili solo se le autorità della Curia Romana metteranno le carte sul tavolo, indicando nome e cognome di tutti gli appartenenti alla Curia Romana - indipendentemente dal loro rango e titolo - che hanno coperto i casi di abuso sessuale nei confronti di minori e di subordinati.
Dal documento dell'Arcivescovo Viganò si possono trarre le seguenti conclusioni:
  1. Che la Santa Sede e il Papa stesso debbano iniziare a ripulire senza compromessi la Curia romana e l'episcopato da vincoli e reti omosessuali.
  2. Che il Papa debba proclamare in modo inequivocabile la dottrina divina sul carattere gravemente peccaminoso degli atti omosessuali.
  3. Che debbano essere emanate norme perentorie e dettagliate, che impediscano l'ordinazione di uomini con tendenze omosessuali.
  4. Che il Papa ripristini, nell'insegnamento e nella predicazione, la purezza e la certezza (in totale assenza di ambiguità) di tutta la dottrina cattolica.
  5. Che nella Chiesa sia restaurata, mediante l'insegnamento papale ed episcopale e la relativa prassi, l'ascesi cristiana sempre valida: le pratiche del digiuno, della penitenza corporale, di sacrifici.
  6. Che nella Chiesa siano restaurati lo spirito e la prassi della riparazione e dell'espiazione per i peccati commessi.
  7. Che nella Chiesa inizi un processo di selezione sicura e garantita dei candidati all'episcopato, che siano palesemente autentici uomini di Dio; e che sarebbe preferibile lasciare le diocesi diversi anni senza un vescovo, piuttosto che nominare un candidato che non sia un vero uomo di Dio nella preghiera, nella dottrina e nella vita morale.
  8. Che inizi nella Chiesa un movimento, specialmente tra cardinali vescovi e sacerdoti, di rinuncia a qualsiasi compromesso e ad ogni vagheggiamento (flirt) con il mondo.
Non desterebbe meraviglia il fatto che i principali media internazionali dominanti, che promuovono l'omosessualità e la depravazione morale, inizino a denigrare la persona dell'arcivescovo Viganò e a insabbiare la questione cruciale del suo documento.

In mezzo alla diffusione dell'eresia di Lutero e della profonda crisi morale di una parte considerevole del clero e specialmente della Curia romana, Papa Adriano VI scrisse le seguenti parole straordinariamente sincere, indirizzate alla Dieta Imperiale di Norimberga nel 1522:
"Sappiamo che da qualche tempo nella Santa Sede si sono compiute molte abominazioni, abusi nelle cose spirituali e prevaricazioni e tutto è stato pervertito e volto al peggio. Dalla testa la corruzione è passata alle membra, dal Papa ai prelati: abbiamo mancato tutti, non c'è nessuno che faccia il bene, no, neppure uno".
Fermezza e trasparenza nel rilevare e nel confessare i mali nella vita della Chiesa contribuiranno ad avviare un efficiente processo di purificazione e rinnovamento spirituale e morale. Prima di condannare gli altri, nella Chiesa,  ogni ecclesiastico, indipendentemente dal grado e dal titolo, dovrebbe chiedersi alla presenza di Dio, se lui stesso abbia in qualche modo coperto abusi sessuali. Se dovesse scoprirsi colpevole, dovrebbe dichiararlo pubblicamente, perché la Parola di Dio lo ammonisce: "Non vergognarti di riconoscere la tua colpevolezza" (Sir 4:26). Perché, come san Pietro, il primo Papa, scrisse, "è giunto il momento in cui inizia il giudizio, a partire dalla casa di Dio (la Chiesa) " (1 Pietro 4:17).
+ Athanasius Schneider, vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Santa Maria ad Astana
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

19 commenti:

mic ha detto...

Traduco da LifeSiteNews:

"Il National Catholic Register ha confermato in modo indipendente che le accuse contro McCarrick erano certamente note a Benedetto, e il Papa Emerito ricorda di aver incaricato il cardinal Bertone di imporre misure ma non ricorda la loro esatta natura". Lo afferma un passaggio ampiamente trascurato nell'articolo originale sullo scandalo pubblicato sabato ( http://www.ncregister.com/daily-news/ex-nuncio-accuses-pope-francis-of-failing-to-act-on-mccarricks-abuse). Il Register non rivela le sue fonti per questa informazione.
[...]
La conferma di Papa Benedetto di aver dato istruzioni al Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone di penalizzare McCarrick rafforza l'affermazione sul coinvolgimento di Bertone nel caso, che Viganò sospetta sia stato causa di ritardi nella disciplina del molestatore sessuale che, secondo lui, non si è verificato prima del 2009 o 2010.

"Credo che [il ritardo] fosse dovuto al primo collaboratore del Papa all'epoca, il cardinale Tarcisio Bertone, che notoriamente favoriva la promozione degli omosessuali in posizioni di responsabilità, ed era abituato a gestire le informazioni che riteneva appropriate da trasmettere al Papa", scrive Viganò.

https://www.lifesitenews.com/news/pope-benedict-confirms-he-disciplined-mccarrick-sources-claim

Anonimo ha detto...

https://rorate-caeli.blogspot.com/2018/08/a-rorate-editorial-francis-must-go.html#more.

Alfonso Aliberti ha detto...

"Non desterebbe meraviglia il fatto che i principali media internazionali dominanti, che promuovono l'omosessualità e la depravazione morale, inizino a denigrare la persona dell'arcivescovo Viganò e a insabbiare la questione cruciale del suo documento."
Nessuno si meraviglia! Sappiamo molto bene come agisce la piovra anticristiana.
Mario Giordano nel suo articolo di oggi sulla "La Verità" descrive la "comica gara dei vaticanisti a smontare la notizia choc" e riporta virgolettati gli epiteti rivolti all'arcivescovo Viganò. Mi ha colpito in particolare la parola "omuncolo" che fa da pendant con "subumano", epiteto questo indirizzato pochi giorni or sono da un esponente del PD a tutti gli italiani patrioti e cattolici fedeli alla tradizione bimillenaria.
Constato che ormai nessuno si astiene dal linguaggio osceno, rancoroso, offensivo e minaccioso. Se tutti siamo diventati "homo homini lupus", spero che nessuno oltrepassi il turpiloquio e si faccia violento carnalmente. Se dovesse avvenire, mi adopererò a salvare la mia pellaccia.
Ammetto che nel passato ho trasceso nel linguaggio e ogni volta che l'ho fatto me ne sono fortemente pentito, impegnandomi a non farlo più. Una volta ad esempio avevo fatto rilevare che dei soggetti sbraitanti slogan "antifascisti", a me apparivano molto simili alle "scimmie urlatrici".
Giacchè dal microcosmo cattocomunista, elettrofolgorato dalle continue batoste popolari, si continua ad inveire a male parole, estendo l'epiteto di "scimmia urlatrice" a tutti i "primati" che abitano in quel mondo sulfureo, rendendoli però edotti, ammesso che abbiano la facoltà di comprendere, che i "subumani" e gli "omuncoli" sono comunque uomini e dunque di un genere di gran lunga superiore a loro che sono solo scimmie!
Per quanto riguarda l'invito di Bergoglio a leggere e farsi un giudizio personale, posso dire che ho letto e riletto le dichiarazioni, le ho ponderate e sono giunto alla conclusione che fino ad oggi sono stato troppo clemente nel giudizio sulla depravazione della cupola ecclesiastica bergogliana. Ammetto che la Medicina non può aiutare chi è già morto, per cui, cadaver delendum est!

Anonimo ha detto...

Le 10 domande imbarazzanti ma ineludibili, oggi comparse su La Verità a firma di Maurizio Belpietro.
E’ vero che di Mc Carrick, allora Arcivescovo di Washington, erano già note in Vaticano le tendenze pedofile [rectius efebofile, ndr], al punto che presso la Congregazione dei Vescovi esisterebbe un dossier sugli abusi da lui commessi nei confronti di giovani seminaristi?
Corrisponde al vero che Benedetto XVI tra il 2009 e il 2010 decise di togliere a Mc Carrick la berretta cardinalizia, ordinandogli di lasciare il seminario in cui viveva e di non avere contatti con l’esterno, intimandogli una sorta di isolamento?
E’ vero che nel 2013 fu consegnato a Francesco un dossier fatto redigere da Benedetto XVI sulla c.d. lobby gay all’interno della Chiesa? Che fine ha fatto quel dossier?
Risulta a Francesco che Viganò, nel corso degli anni, abbia segnalato le gravi accuse contro Mc Carrick a vari cardinali, tra i quali il prefetto della Congregazione della Fede, William Levada, e il Segretario di Stato, Tarcisio Bertone?
E’ vero che i Nunzi apostolici che negli Stati Uniti precedettero Viganò, ossia Montalvo e Sambi, informarono immediatamente la Santa Sede dei comportamenti “gravemente immorali” con seminaristi e sacerdoti dell’Arcivescovo Mc Carrick?
E’ vero che lo stesso Viganò parlò con Francesco, in un colloquio che avvene domenica 23 giugno 2013, del dossier in cui erano raccolte le accuse contro Mc Carrick?
Corrisponde al vero che, quello stesso giorno, Viganò disse a Francesco che Mc Carrick aveva corrotto generazioni di seminaristi e sacerdoti e il Pontefice “non mostrò sul volto alcun segno di sorpresa, come se la cosa gli fosse nota da tempo” e cambiò subito argomento?
E’ vero che invece di dare corso alle disposizioni di Benedetto XVI, che aveva deciso di destituire Mc Carrick, Bergoglio nonostante le gravi accuse non lo costrinse a lasciare l’incarico e a rinchiudersi in preghiera in un convento, ma gli rinnovò gli incarichi?
E’ vero che il 10 ottobre 2013 Viganò parlò a Bergoglio del Cardinal Wuerl e delle “deviazioni aberranti alla Georgetown University”, oltre che di un incontro organizzato dalla Arcidiocesi di Washington per aspiranti al sacerdozio e tenuto da Mc Carrick?
E’ vero che Mc Carrick ha avuto influenza sulle nomine di molti alti prelati e ha concorso anche all’elezione di Bergoglio?

Anonimo ha detto...

Scusate, La Stampa di martedì pubblica un articolo obiettivamente posato, almeno così mi pare, che senza infangare la figura di mons. Viganò,pone qualche dubbio sulla ricostruzione dell'ex nunzio. Ma soprattutto pubblica una foto che inficia le domande di Belpietro (sulla falsariga di quelle infauste di Repubblica a Berlusconi). In tale immmagine del 2012 è ritratto mons. Viganò accanto al McCarrick che festeggia qualcosa. Forse è un falso della Stampa, il quotidiano diretto da un sionista militante, ma in tal caso mons. Viganò dovrebbe subito smentire e mettere nell'angolo il giornale degli Agnelli. Oppure non so che pensare. Spero in un vostro chiarimento.

Anonimo ha detto...

http://lanuovabq.it/it/burke-inverosimile-che-farrel-non-sapesse-di-mccarrick

Anonimo ha detto...

VATICANO AL SERVIZIO DALLA LOBBY GAY /1

Di ritorno da Dublino, in aereo, «Francesco ha affermato: “In quale età si manifesta questa inquietudine [attrazione omosex, ndr]? Se si manifesta da bambini, ci sono tante cosa da fare con la psichiatria, per vedere. Un’altra è se si manifesta dopo i vent’anni”.»

Ma sul sito del Vaticano, alla pagina della conferenza stampa, si legge invece: « “E’ importante. Una cosa è quando si manifesta da bambino, quando ci sono tante cose che si possono fare, per vedere come sono le cose; un’altra cosa è quando si manifesta dopo i 20 anni o cose del genere”. E la psichiatria, parola che il Pontefice pronunciava chiarissimamente? Pluf! Caduta in mare nel volo da Dublino a Roma. In picchiata. Come sta accadendo un po’ troppo spesso alla gestione della Chiesa, ci sembra.»

mic ha detto...

Così conclude l'articolo di First Things

https://www.firstthings.com/web-exclusives/2018/08/what-francis-knew

Alle domande poste da Viganò non possono non essere date risposte. Possono solo essere date risposte o essere ignorate. Rispondervi comporterà un processo doloroso, che potrebbe portare a un’epurazione della gerarchia cattolica. Ma ignorarle richiederebbe un’altra copertura. Il che potrebbe essere fatale per questo papato.

Anonimo ha detto...

Mons. Carlo Maria Viganò risponde alle accuse dei catto-fluidi.

https://www.aldomariavalli.it/2018/08/28/vigano-screditato-ecco-come-lui-stesso-risponde/

https://www.aldomariavalli.it/2018/08/28/parla-vigano-non-sono-il-corvo-e-non-agisco-per-vendetta-voglio-solo-che-la-verita-emerga

Anonimo ha detto...

VATICANO AL SERVIZIO DALLA LOBBY GAY /2

" Quanto pesi la lobby gay in Vaticano lo dimostra la cancellazione della parola psichiatria pronunciata dal Papa in relazione all'omosessualità. Questo episodio porta al cuore del problema del dossier di Viganò: una rete di potere omosessualista inarrestabile a livelli altissimi nella Chiesa. L'ex nunzio ha raccontato un piccolo tassello di un fenomeno vastissimo non circoscrivibile solo a questo pontificato, ma che non si vuole combattere: dai vescovi tedeschi omoeretici allo scandalo del gesuita Martin fino agli sdoganamenti di Avvenire e una serie impressionante di nomine sospette, gesti e decisioni che ora mostrano fin dove è arrivato questo processo."

Anonimo ha detto...

Nessun Vescovo e o Cardinale può chiedere le dimissioni di un Romano Pontefice. Ciò posto, Oremus...

Anonimo ha detto...

Bergoglio, con una decisione senza precedenti nella storia della Chiesa, ha affidato l’accertamento della veridicità della testimonianza di Viganò al giudizio e alle “indagini” dei giornalisti, non ad un’indagine canonica. Per mons. Viganò inizia così il “processo” sui media e si apre la “gogna mediatica”.

Anonimo ha detto...

Come sempre ... parlino gli altri ovvero si schierino

Anonimo ha detto...

Ma dove sono i Vescovi italiani? Nessuno si pronuncia? Oppure mi sono perso qualcosa?
Qui vengono fatti nomi e vengono citati fatti. Non è possibile rimanere in silenzio!

Roberto

Anonimo ha detto...


La foto d'archivio pubblicata da La Stampa per screditare Viganò

Deve trattarsi di una qualche cerimonia ufficiale, pubblica.
Mons. Viganò era un seplice Nunzio. Nelle circostanze ufficiali
doveva comportarsi in modo protocollare. Non era un cardinale
nè il Papa, i quali del resto in pubblico si comportano anche
loro in modo protocollare. Un nunzio non poteva mettersi in
pubblico a fare la ramanzina a un cardinale. Una cosa del
genere non la fa neanche il Papa, di solito.
La foto pertanto non dimostra assolutamente nulla contro mons. Viganò.

Sala stampa Arcidiocesi di S.Francisco ha detto...

Carissimi fedeli dell'Arcidiocesi,

la scorsa domenica abbiamo assistito a ciò che molti chiamano "bomba" nella Chiesa: la pubblicazione della "Testimonianza" dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò, basata sulla sua corruzione e copertura a tutti i livelli della Chiesa basata sulla sua lunga e vasta conoscenza personale.

Ho conosciuto bene l'arcivescovo Viganò durante gli anni in cui ha prestato servizio come nunzio apostolico qui negli Stati Uniti. Posso attestare che è un uomo che ha servito la sua missione con dedizione altruistica, che ha realizzato bene la missione petrina affidatagli dal Santo Padre per "rafforzare i suoi fratelli nella fede" e che lo farebbe con grande sacrificio personale e con assolutamente nessuna considerazione data a promuovere la sua "carriera" - tutto ciò che parla della sua integrità e sincero amore per la Chiesa. Inoltre, pur non avendo informazioni privilegiate sulla situazione dell'arcivescovo McCarrick, dall'informazione che ho su pochissime altre dichiarazioni rilasciate dall'arcivescovo Viganò, posso confermare che sono vere. Le sue dichiarazioni, quindi, devono essere prese sul serio. Abbandonarli leggermente avrebbe continuato una cultura di negazione e offuscamento. Ovviamente, per convalidare le sue dichiarazioni in dettaglio dovrà essere condotta un'indagine formale, che sia completa e obiettiva. Sono pertanto grato al Cardinale DiNardo per aver riconosciuto il merito di trovare risposte "conclusive e basate su prove", e unisco la mia voce a quella di altri vescovi nel richiedere un'indagine di questo tipo e nell'adottare eventuali azioni correttive che potrebbero essere necessarie alla luce dei suoi risultati.
./. segue

Sala stampa Arcidiocesi di S.Francisco ha detto...

Sono stato nominato vescovo il 5 luglio 2002, tre settimane dopo l'incontro dell'USCCB a Dallas, che ha approvato la Carta per la protezione dei bambini e dei giovani, e ancora all'apice del dramma delle rivelazioni sull'abuso sessuale dei minori da parte del clero.

A quel tempo, mi fu chiesto di svolgere un servizio di preghiera al termine di una conferenza sulla vita familiare ospitata dalla diocesi che attirava partecipanti da tutto il mondo. Ho incontrato lì un prete australiano con cui ho conosciuto durante i nostri anni di studio a Roma, e si è congratulato con me per il mio appuntamento. Ho risposto, "Grazie, ma non è un buon momento per diventare vescovo." Non dimenticherò mai la sua risposta a me: "Ma è un buon momento per essere un grande vescovo".

Ciò che mi ha detto allora può essere detto a tutti i cattolici in questo momento. La Chiesa ha bisogno di purificazione. La purificazione è sempre dolorosa. Mie care vittime: lo sapete più di chiunque altro; per favore, sappi delle nostre preghiere e dell'amore per te, e che continuiamo a essere qui per te, per sostenerti e aiutarti a guarire con le risorse che abbiamo a disposizione.

Credo che Dio stia cominciando questo doloroso processo di purificazione per noi ora, ma affinché funzioni, dobbiamo cooperare. Dio ha sempre suscitato grandi santi in tempi simili di tumulto nella Chiesa. Invito tutti noi a dedicarci di nuovo alla preghiera, alla penitenza e all'adorazione del Santissimo Sacramento, affinché Dio ci benedica con questa grazia.
./. segue

Sala stampa Arcidiocesi di S.Francisco ha detto...

Per favore, sappi della mia gratitudine a tutti voi: a voi i nostri sacerdoti, che restano vicini al vostro popolo, prestando loro sostegno e cura pastorale in questo momento di crisi; a voi i nostri diaconi, che assistono i sacerdoti in questa responsabilità e portano il Vangelo a coloro per i quali sarebbe altrimenti inaccessibile; a voi i nostri coordinatori di assistenza alle vittime e a tutti coloro che sostengono le vittime sul sentiero doloroso verso la guarigione; alla facoltà e all'amministrazione del Seminario di San Patrizio per il vostro duro lavoro nel fornire una formazione profonda e sana per i nostri futuri sacerdoti per il rinnovamento della Chiesa nel nostro angolo della vigna del Signore, e ai nostri seminaristi per il vostro fervore e generosità nel rispondere a la chiamata del Signore al servizio sacerdotale; e, ultimo ma non meno importante, a te, al nostro popolo, alla tua preghiera, al tuo amore e alla tua sollecitudine per la Chiesa,
Possa Dio concederci tutta la grazia di essere gli agenti del cambiamento e della purificazione che Egli ci sta chiamando ad essere in questo momento.

Cordiali saluti in nostro Signore, Mons Salvatore J. Cordileone,
Arcivescovo di San Francisco
https://www.sfarch.org/newsroom

Anonimo ha detto...



"Si è congratulato con me per il mio appuntamento...".

Piccola precisazione. L'originale doveva avere il termine "appointment", che qui vuol dire: "nomina". Il presule vuol dire che l'interlocutore si congratulava con lui per la sua nomina a vescovo, per la sua consacrazione.
G.