giovedì 22 ottobre 2015

Ci sono già due Chiese. Una perseguitata.

Maggio 2014, visita allo Yad Vashem
Non solo Repubblica. Finalmente anche il Corriere (19 ottobre) ha “Francesco” in prima pagina. In apertura assoluta: “La Chiesa missionaria non si chiuda in sé stessa”, dice il titolo. In realtà è la prefazione a un libro del fu cardinal Martini, non un pezzo originale per il Corriere. Tralascio le lodi di “Francesco” al defunto: egli si dichiara qui apertamente l’attuatore della “eredità” del morto. Solo alcuni punti. “Uomini e donne di fedi diverse, non solo in ambito cristiano, hanno trovato e continuano a trovare consolazione e luce nelle sue riflessioni”. L’apporto preziosissimo del Martini viene identificato, correttamente, nel fatto che invece della fede, spargeva il dubbio. Nella “Cattedra dei non credenti” aveva messo in cattedra appunto i non credenti perchè insegnassero ai cristiani, a dubitare: riteneva un dovere cristiano dubitare. Il motivo, spiega “Francesco”, è che “L’iniziativa nacque dalla convinzione che tutti, credenti e non credenti, siamo alla ricerca della verità e non possiamo dare nulla per scontato”. Il morto stesso “non smise mai d’ interrogarsi”. Così dubitando “ha spinto lo sguardo oltre i confini consolidati, favorendo una Chiesa missionaria e ‘in uscita’ e non chiusa in se stessa..il dialogo è l’eredità di Martini”.

Così anche il Corriere – come tutti i media portavoci della secolarizzazione ormai trionfante – si unisce nella lode a “Francesco” che sale dal Mondo. E dalla sua parte nella battaglia propagandistica che il Bergoglio sferra contro i cardinali allarmati nel Sinodo sulla (fine della) famiglia.

La distinzione è ormai stabile: c’è una Chiesa “aperta” e missionaria contro una Chiesa “chiusa in se stessa”, nelle sue “certezze” e dogmi, perciò senza carità, minoritaria, sorpassata, che deve sparire. Il mondo vuole quella di Francesco.

Ci sono già due Chiese. Due teologie e due culti distinti.

Quella per cui è dovere cristiano, del cristiano, dubitare, e ricercare e non dar la verità per scontata, è molto seguita dai cristiani d’oggi. È una dottrina nuova. Cristo ha insegnato il contrario: “Sono Io la Via, la Verità, la Vita. Chiunque crede in me vivrà in eterno”.

Da dove viene questa dottrina? Non so se ho già citato (con la vecchiaia mi ripeto) il Rapporto UNESCO, dal titolo ‘Apprendre à etre‘ (Parigi 1972): lì si prescrive agli stati che conformino la pedagogia e l’istruzione in modo che “lo spirito non si fermi in persuasioni definitive”, ma anzi divenga “estremamente pronto a cambiare” Non solo pronto, ma “ estremamente” pronto a cambiare opinioni ha da essere l’uomo d’oggi: così impara ad ”essere”.

Dal Concilio, la gerarchia ha aderito entusiasticamente a questo dogma. Padre Arrupe, il generale dei gesuiti, come Bergoglio non voleva nell’insegnamento della fede “definizioni complete, strette, ortodosse, perché potrebbero portare a una forma aristocratica e involutiva”. L’eterodossia invece è evolutiva e democratica. Già durante la quarta sessione del Concilio, nella conferenza stampa del 23 settembre 1965, il cardinale Alfrink si rallegrava: “..Non esiste quasi nessun soggetto della Chiesa che non sia messo in discussione”. Il convegno dei teologi ad Ariccia, presieduto dal cardinal Garrone: “Nessuna proposizione può esser ritenuta assolutamente vera” (Osservatore Romano 16 gennaio 1971). Cardinal Suenens, settimana degli intellettuali cattolici, Parigi, 1966: “La morale è anzitutto viva, dinamismo di vita e soggetta a questo titolo ad una crescita interiore, ciò che scarta ogni fissità”. Nasce da qui, come si vede, la morale evolutiva per cui oggi la Chiesa vuol dare la Comunione ai divorziati risposati, apre alle “coppie omosessuali” che prima considerava peccatrici di un peccato che grida vendetta a Dio, e via progredendo. Colloqui del Centro di Teologia di Trieste, gennaio 1982: “Non esiste una ragione assoluta (…) dispiegantesi nella storia dell’umanità nel suo concreto divenire, bensì una ragione storicamente data le cui forme mutano al variare dei contesti culturali. Non si tratta di riproporre una concezione metafisica, filosofica e teologica totalizzante” questo è il più puro relativismo unito allo scetticismo (la verità è irraggiungibile), e con questa frase “è invalidata la ragione, ripudiata la Provvidenza, negata la metafisica, sorpassato Dio: la distruzione della dottrina cattolica”, commenta Romano Amerio in Iota Unum, da cui traggo queste citazioni.

Il cristiano deve dunque apparecchiarsi al “dialogo”, eventualmente “ecumenico” o con “i non credenti”, spogliandosi previamente delle sue certezze. Perché, come intimava mica Repubblica, ma l’Osservatore Romano già il 15 novembre 1965, “chi rinuncia al dialogo è un fanatico, un intollerante, che finisce sempre per essere infedele a se stesso prima che alla società di cui fa’ parte”.

È l’adesione al giudizio del mondo, quello che approva ed applaude “Francesco”: anzitutto non si deve essere fanatici, se si difendono le proprie convinzioni e la fede (il magistero) si è intolleranti, si tradisce – ecco il punto – “la società di cui si fa’ parte”.

L’altra Chiesa, minoritaria, deve sparire perché è “fanatica”.

È appena il caso di notare che il mondo invece si presenta al “dialogo” con le sue certezze dure come il ferro, non accetta che si discutano le loro conseguenze sulla salute sociale, anzi nozze gay, e adozione di bambini da parte di coppie sodomitiche, stanno diventando (come già l’aborto) obblighi legali, ossia dogmi protetti dal rigore delle leggi.  Il “dialogo” consiste nel fatto che i cattolici cedano, altrimenti sono fanatici. E i fanatici, la nostra società aperta, li emargina. Presto li perseguiterà.

È significativo vedere che mentre il Corriere mette in prima “Francesco” per dargli una potente mano alla sua volontà di aprire il Sinodo (come una scatoletta) alla Comunione per i divorziati conviventi, in un piccolo periodico cattolico, La Bussola, Riccardo Cascioli pone la domanda angosciante su questa gerarchia che s’è “aperta”: “Ma la Chiesa crede ancora nella presenza reale di Cristo?”.

La domanda nasce dal raccontino, riferito durante la conferenza stampa di padre Lombardi, secondo cui un bambino durante la Prima Comunione ha dato un pezzetto della sua ostia ai genitori divorziati risposati: la storia probabilmente falsa (ultima versione dei “casi pietosi” con cui si convinse l’opinione pubblica a legalizzare l’aborto) avrebbe commosso i cardinali al Sinodo. Che non hanno eccepito quel che diceva e sapeva la Chiesa: che quella particella di ostia è il Corpo di Cristo. E chi dà a uno in peccato e non pentito questo Corpo, “mangia e beve la propria dannazione”.

Quanti vescovi credono ancora nella Presenza Reale?

È una domanda che il Corriere non potrebbe pubblicare; non la potrebbe nemmeno capire. Le masse d’oggi non sanno più di cosa parli La Bussola, sono del tutto prive di comprensione per il dramma dei cattolici minoritari.

Il punto è che per noi, un pezzo di pane e una goccia di vino consacrato con le formule dovute da un sacerdote ordinato, rendono reale la Presenza di Cristo, il suo Cuore. Che si espone a venire offeso e dissacrato, ma espone gli uomini che lo dissacrano mangiandolo indegnamente  alle pene eterne dell’inferno.

Chiamatelo “pensiero magico”, superstizione, primitivismo: non mi tocca. Questa è la fede cattolica. Se non si crede che il sacerdote porta qui il Sacro, che ha ricevuto il potere di rendere presente Dio figlio qui tra noi, non si è cattolici. Da qui discendono altre cose: il tremendo della Messa che è il sacrificio umano dell’Innocente; la sua volontaria adesione al proprio supplizio primariamente per “soddisfare la giustizia divina per l’offesa fattale dall’uomo”, e in seguito a ciò riaprire agli uomini la via della salvezza, attraverso il mangiare la Vittima: “Chi non mangia la Mia carne e beve il Mio sangue non avrà la vita eterna”; l’adorazione fatta con tremore e timore…

Tutta l’azione della gerarchia dal Concilio sembra fatta apposta per mettere tra parentesi, sminuire questo fatto scandaloso ed arcaico nel presupposto che l’uomo moderno non lo accetterà. È inutile rievocare tutto lo scadimento e banalizzazione delle Messe, il degrado del sacerdote a operatore sociale e “uno di noi”, l’abbandono della lingua liturgica  che ha rotto l’unità del  popolo cristiano, le variazioni di fantasia della “assemblea”, le mancate genuflessioni, la particola in mano (dove è profanata con facilità) invece che in bocca... mi basti citare quella per me più dolorosa: la posizione del Tabernacolo, contenente la Presenza Reale, per due millenni è stata al centro ottico ed architettonico delle chiese; poi, l’hanno messo ostentatamente “a lato” , meglio ancora in una cappella laterale fuori vista. Il tabernacolo è stato, per generazioni e generazioni, la mira delle preghiere, di adorazioni, fonte di santità; adesso è da parte. Nemmeno lo ordinò qualche documento conciliare; è stata una decisione di preti e parrocchie, condonata o incoraggiata da vescovi. Volevano sottrarlo all’adorazione? Liberarci del pensiero magico e, facendoci mettere “i piedi per terra” , obbligarci alla “carità” ossia all’”impegno nel sociale”, o alla “crescita della persona”, secondo i luoghi comuni della neolingua ideologico-clericale? Già solo l’esame delle rovine delle nostre chiese moderne, fra 500 anni, farà indovinare agli archeologi che qui avvenne una crisi religiosa enorme, simile a quella denunciata nell’Isola di Pasqua dal rovesciamento volontario dei moai.

Credere alla Presenza Reale è difficile. Non all’uomo moderno; lo era anche ai tempi di Gesù. Lo è stato nel Medio Evo, tanto che Tomaso d’Aquino ci ha insegnato, nel canto di adorazione “tantum ergo Sacramentum”, a invocare “praestet fides supplementum sensus defectui”, ossia: “la fede aggiunga quel che manca ai sensi che fanno difetto”;  quei sensi che non vedono che un pane,  mentre è il Cristo.

È facile schernire questa fede, è difficile farla rispettare dai media. Troppo facile, se un “Francesco” con la sua junta sudamericana chiama “farisei”, arcigni dottori della legge e “ufficiali di immigrazione” e “settari” quei cardinali, come l’africano Sarah e quello del Kazakhstan, che difendono “la legge divina”, e lascia chiamare “congiurati conservatori” tredici cardinali che gli hanno scritto una lettera privata per lamentare come ha imbavagliato e messo le redini al Sinodo per strapparvi la conclusione pre-costituita da lui.

Eppure la domanda giusta è quella: credete ancora alla Presenza Reale?

Perché mai questo scoppiare verminoso di sodomiti senza vergogna, e senza controllo, pieni di sfida? Carmelitani che si infrattano con gigolò? Un monsignorino che presenta il suo “compagno” alla stampa e deride, “non ho mai toccato donna”, insultando i credenti con questa esibizione? Temo che la risposta fosse già in un articolo dell’Osservatore Romano che, il 22 dicembre 1972, su una congregazione di frati che s’era riformata da sé, notava: “ha spazzato via dalle Costituzioni del Fondatore tutte le pratiche di pietà (Messa quotidiana, lettura spirituale, meditazione esame di coscienza, ritiro mensile), tutte le forme di mortificazione, e ha messo in discussione anche il voto di obbedienza, concedendo al religioso il diritto all’obiezione di coscienza per sottrarsi agli ordini dei superiori”.

Questo era nel ’72. Descritto dal giornale ufficiale del Vaticano. Che cosa fece il Papa? Cosa hanno fatto i vescovi? La carica significa, fin dall’inizio della Chiesa, che hanno l’obbligo di vigilare, disciplinare, sorvegliare l’unità. Temo che quello della congregazione descritta del ’72 sia diventato un costume travolgente: non pregano più, non fanno l’esame di coscienza, né letture spirituali, e hanno tempo e soldi per trovarsi i gigolò.

Giovanni XXIII annunciò che la Chiesa ormai avrebbe usato la medicina della misericordia invece di quella della severità; nella pratica, non l’hanno adottata certi vescovi a loro favore? Non si sono concessi loro per primi le libertà, le licenze e deviazioni che prima la severità puniva? Che la medicina della misericordia sia servita ad applicarsi a se stessi la manica larga? Ci sarà un motivo se nel Sinodo, il vescovo di Astana Thomas Peta sente “l’odore di questo “fumo infernale” in alcuni passi dell’Instrumentum Laboris e anche negli interventi di alcuni padri al Sinodo di quest’anno”.

Ed identifica il fumo di satana in tre punti:
  1. La proposta di ammettere alla sacra Comunione chi è divorziato e vive in una nuova unione civile;
  2. L’affermazione che la convivenza è un’unione che può avere in se stessa alcuni valori;
  3. L’apertura all’omosessualità come qualcosa dato per normale.
Ora, come fa’ notare Socci, sono precisamente i punti che erano stati rifiutati dal precedente Sinodo, e che “Francesco” ha reinserito d’imperio.

Ci sono già due Chiese. Io credo che quella che Francesco continua a bollare di farisaica, sia prossima a subire la persecuzione. Con l’applauso di tutti i media. E naturalmente, la Chiesa perseguitata sarà bollata coma la persecutrice: senza carità, vuol negare la Comunione ai divorziati risposati, figli adottivi agli invertiti, negare i diritti dei conviventi.

In attesa del Liberatore?

È questo rovesciamento che avvicina – temo – la stravolta profezia che Léon Bloy annunciò nel suo saggio “Dagli ebrei la salvezza”. Convinto di essere un super-cattolico, Bloy volle convertire la prostituta Anne Marie Roulé, “splendida creatura dai capelli rossi”; ovviamente, finì in un rotolarsi nel letto, in una follia lussuriosa aggravata da un elemento fatale: la ‘religiosità’. Sesso e ‘mistica’, pericolosa commistione. Nella furia carnale, la loro stanza “sembrava così sensibilmente invasa dal demonio da morire di terrore”. La rossa fu miracolosamente convertita, e diede “comunicazioni sovrannaturali” all’amante esaltato. Il Regno del Figlio stava per finire, e cominciare quello dello Spirito Santo. Il Figlio non ci ha liberati, perché siamo ancora sotto la legge (specie i comandamenti, e sgradevolmente, il sesto); adesso verrà lo Spirito Santo che ci libererà. Non ci sarà più croce né comandamenti, saremo davvero ‘figli di Dio”. Come Cristo ha avuto il suo precursore, lo Spirito avrà il suo; tu, Léon Bloy, sei l’Elia atteso, designato dal cielo, annunciò la visionaria Roulè (che sarebbe finita poi in manicomio). Bloy, in quanto precursore autorizzato del Terzo Avvento, ricevette una nozione precisa sulla natura di quello Spirito  la cui venuta imminente ci stava per liberare, e che lui chiama “Il Liberatore vagabondo” …lo dice con cautela, ma alla fine sbotta: lo Spirito si rivelerà essere nient’altro che “quel LUCIFERO che fu chiamato principe delle tenebre”, talmente “identico che è quasi impossibile separarli. Chi può comprendere, comprenda”.

Di questa nera rivelazione ho parlato nel mio Adelphi della Dissoluzione. Se la rievoco, è per un preciso aggancio che la evoluzione che la Chiesa “missionaria” e aperta di “Francesco”, e l’accusa alla Chiesa della Presenza Reale, sembra consentire. Bloy dice: quando venne Gesù, gli ebrei – che erano i custodi della religione del Padre – lo odiarono, perché la legge che instaurava contrastava troppo con la Legge del Padre. Adesso, “i cristiani saranno prodighi verso il Paraclito di ciò che è al di là dell’odio”: quella “liberazione” che il Paraclito (Lucifero) porterà sarà vissuta “da questa Chiesa dei martiri e confessori” come “lo scatenamento dell’Abisso”: e tale sarà, perché sarà il Regno di Lucifero, quello che promise Voi sarete come dei, la dissoluzione di ogni ordine cristiano, di ogni morale, di ogni limite.

Bloy immaginò che la Chiesa cattolica avrebbe perseguitato ferocemente la terza persona della Trinità da lui immaginata insieme alla Roulé: Padre, Figlio e Lucifero.

Mi sembra di vedere una analogia con l’oggi. C’è una Chiesa fedele alla Presenza Reale, ed essa è bollata di farisaica da un Papa che “apre” al mondo senza limiti, fra gli applausi dei media e delle masse secolarizzate. Sarà facile far passare quella Chiesa “conservatrice” come la persecutrice, quando sarà perseguitata: ecco, si oppone al Liberatore, a quello che vuol liberarci dalla Legge….
Maurizio Bondet, 19 ottobre 2015

36 commenti:

irina ha detto...

Le analisi/sintesi di Blondet sono fulminanti. Spesso indigeste. Spessimo veritierie.
E' in atto una contaminazione, menti e cuori sono infetti e l'infezione viene mantenuta con la complicità degli infettati ormai certi che il bene sia la loro malattia e i malati siano quelli ancora sani.Sulla conclusione di questo dramma mi sento più vicina al Mastino, questa chiesa eretica cadrà con tutti i suoi sodali e quella di sempre tornerà ad essere quella che NSGC ha fondato rinnovata dal fatto che i suoi ministri saranno a LUi FEDELI e CREDENTI nel DIO UNO e TRINO e giovani perchè puri e puri perchè giovani.Senza bolle eretiche del padre o del figlio o dello spirito santo davanti ad ognuna delle quali prostrarsi secondo come tira il vento e a lorsignori conviene per alimentare il polverone, la divisione,la confusione,la perdizione delle anime.

Paolo Risso ha detto...

Il Mastino non fa altro che dire con un linguaggio originale cose che qui si dicono da anni, mentre vi infilzava anche lui tra i "tradizionalisti tristi".

tralcio ha detto...

La realtà è che di “sani” in senso proprio non ce ne sono, dato che il peccato originale ci fa già nascere “infetti”.
Ci sono però dei guariti, per i quali il Divin Medico ha potuto agire: la volontà di guarire e quella di venir guariti si sono congiunte. Chiaramente anche il guarito non è esente dal rischio di ricadute. La trasformazione in “sani” è possibile soltanto mediante la conversione alle “prescrizioni mediche”. Il cristianesimo è in sostanza una terapia, la più geniale (solo Dio poteva pensarla) ed efficace che esista.
In che cosa consisterebbe allora il dovere di “non chiudersi” di una Chiesa? O di essere un “ospedale da campo”? Forse nel negare la malattia diffusa, così diffusa da riguardare anche alcuni esponenti del “personale sanitario”? Forse nel non curare i malati? Non sarebbe più una Chiesa.
In realtà qui il paradosso è che “l’ospedale” auto-ridottosi a tendopoli, quasi rinunciando a ben altri mezzi che la “scienza medica” ha sviluppato sotto la guida del Medico divino, sta imparando dai malati soprattutto ad ammalarsi… Non sta più “insegnando” a guarire! Si è passati dalla TAC, il trapianto di cuore e persino il miracolo (in senso proprio!) alla distribuzione di “misericordine” e pannicelli caldi. Si sopravvive…
Ma allora perché dubitare dell’Unico Medico e della Medicina? Perché non offrirla con convinzione e umiltà a tutti, sapendosi, per ben che vada, dei “portatori sani” della medesima malattia (il peccato) che ammorba il mondo? Rileggiamo Martini in un altro modo: siamo tutti alla ricerca della guarigione, ma una sola è la cura efficace. E se chi la può dare, la tace, ascolteremo le esperienze dei malati, perfino affascinanti, ci aiuteremo nel lenirci le sofferenze, ma abbiamo rinunciato a guarire!
Allora la Chiesa cosiddetta “aperta” in realtà è una Chiesa che ha chiuso le porte alla guarigione, aprendole alla gestione della malattia. Non sfugga che è un meccanismo caro ai potentati attuali del mondo: ti ammalano per curarti (paghi il cibo che ti ammala e paghi il farmaco che ti tiene in vita, malato); allo stesso modo con i soldi, ti indebitano per farti pagare gli interessi. Vivi indebitato, ci servi così! Cosa dice invece Gesù? Rimettete il debito, risolvete il problema! Il “mondo” ha bisogno di una Chiesa che “gestisce il male”.
Oggi la seconda lettura è stata particolarmente edificante.
Fratelli, parlo un linguaggio umano a causa della vostra debolezza...
Quando infatti eravate schiavi del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia. Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Il loro traguardo infatti è la morte. Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto per la vostra santificazione e come traguardo avete la vita eterna. Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.
Per essere ancora più espliciti:
Servi della malattia (di chi ammala, il Maligno, che ti imbroglia), ci si sente “liberi” dalla giustizia (solo dosi di placebo…) e si lavora per il peccato (che ci mantiene come siamo), salariati con la morte.
Servi della guarigione (di chi guarisce, il Medico, che dice la verità), ci si sente “liberi” dal peccato (ci vuole ascesi) e si lavora per la santità (che ci trasforma), salariati con la vita (eterna).

Anonimo ha detto...


Dal quadro purtroppo veritiero delineato da Blondet si evince che la vera Chiesa cattolica e'
rimasta solo in istituzioni come la Frat. S. Pio X. I c.d. "lefebvriani" hanno conservato la vera Messa cattolica, i Sacramenti, il significato autentico del Sacerdozio.
La degenerazione attuale e' comunuqe il punto d'arrivo di un processo che dura da 50 anni e che ha coinvolto, in misura maggiore o minore, tutti i Papi, da Roncalli in poi. Si ricordano oggi le aberrazioni del card. Martini. Ma cosa fecero i Papi del tempo per fermarlo? Lo subirono guardandosi bene dall'interferire. Una cosa allucinante come la "Cattedra dei non credenti", propaganda atea istituita dall'Arccivescovo di Milano, non avrebbe dovuto esser soppressa d'autorita'? parvus

Luisa ha detto...

Articolo da incorniciare, purtroppo oserei dire, tanto è drammaticamente lucido e realista.

Come ho detto più sotto vedremo che cosa uscirà dal Sinodo, ma oramai il Sinodo sulla famiglia è diventato un SINODO PER I DIVORZIATI RISPOSATI, si parla solo di loro, e per loro non si teme di calpestare e tradire la Parola del Signore, la Sua Verità. Qualunque sia la soluzione, o le soluzioni, son convinta che non sarà una riaffermazione della Parola del Signore SENZA "se" e SENZA "ma", senza nessuna apertura o spiraglio, quelle aperture ci saranno, che sia un "percorso di penitenza"lasciato in mano a pastori locali e con il foro interno delle persone come criterio, che sia una commissione per approfondire i temi caldi, troppi sono i segnali che arrivano in quel senso da chi sta attorno a Bergoglio e ha la sua fiducia.
Lo conferma, prendendoci per degli imbecilli pronti a bersi le sue fandonie, il teologo che fa teologia in ginocchio:

"«Certo: nessuno vuole toccare la dottrina. È una cosa pastorale, disciplinare. Per l’ammissione ai sacramenti si guarda alla coscienza della persona, al “foro interno”, si indica l’autorità del vescovo. Bisogna distinguere le singole situazioni, è chiaro, nessuno vuole un soluzione generalizzata, per tutti».

Capito? Il foro interno, la parola di una persona, avranno più peso e prenderanno il sopravvento sulla Parola del Signore.
Comunque che un Sinodo sulla famiglia diventi un sinodo sui divorziati risposati è sintomatico e rivelatore dello sbando della chiesa, non che sia cominciato oggi, è solo la punta dell`iceberg che diventa sempre più visibile, resta tutto quel che è ancora sommerso, per quanto tempo ancora ?

Anonimo ha detto...

Io eviterei di fare riferimento ad altri bloggers, siamo signori e non ci mettiamo sullo stesso piano, di questo blog tanti hanno detto cose molto poco carine e molto poco cristiane, forse guardare in casa propria a volte è l'unica cosa da fare; avrei alcune osservazioni, il card. Mueller non ha detto affatto ciò che gli è stato messo in bocca, i 2 siti in lingua tedesca sono antitetici, KNA e Kathnet dicono 2 cose diverse, io mi attengo al secondo. La faccio corta, il vdr è stato appositamente chiamato per fare quello che farà, poi se malato o meno, cangia poco, lui ha detto papale papale, ed è l'unica volta che tale è stato, che dopo 2 o 3 anni, finito il lavoro, swisch, via, altro giro di giostra, altro vescovo, che anche se non ci fosse farebbe uguale, ragazzi e ragazze, la messa (in scena) è finita, andate in pace, il fulmine del 28 febbraio è stata la firma di una fine annunciata, a noi non resta che seriamente pregare e salvarci l'anima, altro non possiamo fare e bisogna essere anche più prudenti con certe affermazioni, intelligenti pauca. Anonymous.

berni - exodus ha detto...

@ Anonimo:
Io, ai segni premonitori ci credo, perchè a volte il Signore ci manda dei segni che dovremmo analizzare, come il fulmine sulla cupola il 28 febbr.2013; ma Gesù non disse forse, " dai segni dei tempi capirete?" quello è un segno forse materiale, poi ci sono i segni dei 50 anni conciliari e post. che in pochi vedevamo, la perdita della fede, il cambiamento che giorno dopo giorno avveniva dentro e fuori la Chiesa, lo svuotamento di chiese e seminari, l'abbraccio con religioni false o atee.
Ora dopo il concilio vat.II, tutto si rigira sui sinodi e sembra che il concilio non sia mai esistito, non se ne parla più; ma i sinodi sono i figli del concilio; la libertà religiosa, la collegialità, l'ecumenismo ecc.ecc. (il cambiamento della Santa Messa Latino/gregoriana, e quante altre cose hanno portato ai sinodi di oggi che portano alla distruzione della Uucarestia per divorziati, conviventi more/uxorio, per i diversi o gay, per tutti coloro che vogliono fare ciò che vogliono secondo le mode del tempo, e oltre questo i motu proprio e l'instrumentum di bergoglio.
SI, SI, ci sono due chiese di cui una eretica/atea ed una perseguitata.
MA DIO AVEVA ALTRI PROGETTI.

Anonimo ha detto...

anonimo delle 11.19
bisogna leggere i testi dei circoli minori, non quello che dicono i giornali. Tanto per farti un esempio oggi il national register ( è il giornale ortodosso, da non confondere con il superliberale reporter) scrive che i circoli italiani sono quelli che più fermamente hanno difeso la dottrina attuale della chiesa riguardo ai divorziati. Al che uno non può che dire, ma questi si sono bevuti il cervello? E' vero che come prologo la difendono, ma poi sono andati avanti con i picconi a distruggerla.

http://www.ncregister.com/daily-news/synod-fathers-support-church-teaching-in-communion-debate/

Laura

ER ha detto...

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/10/22/sorpresa-tra-kasper-e-ratzinger-vince-il-cardinale-muller-ratzingeriano/

hr ha detto...

Avete letto i titoli di tutti i giornali di oggi? Qualcosa non torna.
Corriere della sera, Repubblica, Avvenire, Messaggero, Sole 24ore, Fatto quotidiano,, etc.
tutti schierati, e che titoli! Temono che il sinodo abbia un esito diverso da quello da essi auspicato!

cattolica ha detto...

"I cattivi maestri di una cattiva esegesi" su Agere contra, tanto per vedere come nessuno sia perfetto ed anche Blondet ha le sue. Però ha ragione, ci sono due chiese, una che inganna ed una ingannata ma al punto di rottura perchè ormai non è più lecito ad alcuno senza colpa restar ciechi davanti a costoro che mettono ai voti il Vangelo e già di per sè ciò tutto dice.La Chiesa è UNA MONARCHIA con Gesù RE, mai stata una democrazia, quella è protestante anglicana.... I protestanti hanno bisogno di sinodi per decidere quale verità seguire essendo ognuno con verità diverse. Noi di Verità ne abbiamo una sola.
....

Anonimo ha detto...

ulteriore cosa negativa: i circoli che hanno parlato del recente mp del papa lo hanno fatto per lodarlo. E noi che aspettavamo che un cardinale, un vescovo si alzasse per denunciarlo come un attacco alla dottrina cattolica!

laura

RAOUL DE GERRX ha detto...

"I protestanti hanno bisogno di sinodi per decidere quale verità seguire essendo ognuno con verità diverse. Noi di Verità ne abbiamo una sola" (Cattolica).

On ne saurait mieux dire.

A bas tous ces synodes qui ne servent qu'à jeter la confusion dans les âmes !
A la niche, tous ces faux chiens de bergers qui n'aboient que contre les catholiques fidèles !

Maurizio ha detto...

Scusate, avrei una domanda da farvi:
Nostro Signore ha detto a Pietro: "A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli" quindi, se il Papa, a conclusione del Sinodo, decide che, sì, la comunione bisogna darla anche ai divorziati, conviventi, ecc., forse anche ai gay che vivono insieme, ecc., ecc. ... noi come dobbiamo comportarci? Seguire quanto ha detto Nostro Signore, no?

mic ha detto...

Da tutto quanto abbiamo detto e ridetto, mi pare una domanda retorica. Tu chi seguiresti?

Maurizio ha detto...

No, non è una domanda retorica. Io non sono alla vostra altezza in teologia e sto cercando di capirci qualcosa in tutta questa confusione. La mia coscienza mi dice che quanto leggo nel vostro blog è giusto ma mi faccio molte domande.
Certamente seguo quanto ha detto Nostro Signore (faccio del mio meglio) ma se il Papa ha l'autorità di legare e sciogliere quindi io devo seguire? Anche se la mia povera coscienza mi dice che ha sbagliato? :(

mic ha detto...

Ribadisco: è una domanda retorica dopo quello che abbiamo detto e ridetto sui casi un cui il papa è infallibile, senza cadere nell'infallibilismo.
Non abbiamo solo ciò che ci dice la nostra coscienza, che potrebbe essere ingannevole, ma la Sacra Scrittura insieme a 2000 anni di Magistero veicolato da una Tradizione la cui perennità è sancita dal Lerinense: ...ut id teneatur quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est.

Rafminimi ha detto...

a se il Papa ha l'autorità di legare e sciogliere.
Questa autorità è LEGATA al Sacramento della Confessione. Si riferisce alla remissione dei peccati ed alle indulgenze. Indulgenze che, verso i vivi, si applicano in con autorità e verso i morti in suffragio. Ogni altra lettura dello "sciogliere e legare" è una mera ipotesi.

lerinense ha detto...

Trattatele meglio le persone. Non state tutto il giorno al computer. Andate a giocare coi bambini. Lasciate perdere i poteri forti. Dio penserà a tutto: ci ha già pensato.

Maurizio ha detto...

Grazie :) ma, ripeto, non volevo essere retorico.
La mia conoscenza degli insegnamenti della Chiesa si basa quasi totalmente su quanto mi hanno insegnato i miei genitori e quanto ho imparato in USA. Non ho accesso a sacerdoti che seguono la "Tradizione" qui in Italia e come Cattolico sono totalmente autodidatta (leggo molto e navigo in Internet).
Complimenti per il suo blog.

Rr ha detto...

Il Papa ha l' autorita'...
Nell' ambito della Rivelazione annunciata da Nostro Signore. Che disse( cito a ame,oria): "Mmaschio e femmina Dio li creo'. Per questo l' uomo abbandonerà la sua casa e prenderà la donna, e si uniranno e saranno un corpo solo ed un' anima sola. E l' uomo non osi separare cio' che Dio ha unito".
Quindi il Papa, la Chiesa, può valutare se quel singolo matrimonio sia stato celebrato secondo le norme, se non ricorrano casi di nullita',e questo farlo nel modo piu rigoroso possibile " a favore del vincolo", ma se condizioni di nullita' non ce ne sono, NESSUNO, neanche il Papa, può sciogliere un mtrimonio contratto di fronte a Dio Onnipotente. Ergo, se una coppia si separa, ed uno dei due ricorre al divorzio, cioè scioglie la parte "laica, civile" del suo matrimonio, e contrae una seconda unione solo civile,impropriamente detta mat imonio, commette adulterio- come appunto dice Gesù in tutti i Vangeli, non uno solo, ma tutti - quindi viola il VI comandamento, commettendo peccato mortale. Quindi o poi si pente e smette di vivere da adultero in stato di conxubinato( perché tale è agli occhi dellaChiesa, ma soprattutto di Dio o nipotente il secondo matrimonio, o unione civile meglio detta) e quindi pentendosi, può, dopo la Confessione e l' assoluzione, fare la Comunione. Se invece non si pente, e persiste nel peccato mortale, cioè continua a restare unito civilmente, Non può ricevere l' assoluzione, e quindi non può comunicarsi.
Questa e la logica cattolica: o sei sposato validamente o il matrimonio era nullo fin dall' inizio. Ma se non era nullo, è valido ( ed in realtà i casi di nullità, anche per le unioni civili, sono pochi). Se mandi a monte un matrimonio valido, o non ti risposi, o se ti risposi, o comunque vivi con un' altra donna, sei un adultero ed un conxubino. Quindi poi o ti penti, cessando il concubinato e l' adulterio, ed allora puoi accedere alla S. Comunionw, o non lo fai e non puoi accedere. Tertium non datur.Tutte le altrechiacchiere da due anni a questa
parte sono fumo negli occhi per i gonzi, messe li non perché essi stessi ci credano, ma solo perché cosi si apre la strada alla definitiva
protestantizzazione della Chiesa cattolica.

Rr

RIC ha detto...

ECCEZIONALE intervento al Sinodo del Rappresentante del Patriarcato di Mosca. Cosi' parla un vero cristiano

http://www.iltimone.org/33784,News.html

Anonimo ha detto...

http://www.libertaepersona.org/wordpress/2015/10/le-ragioni-della-lettera-al-papa/

murmex ha detto...

E , quel che più conta , , cara mic , San Vincenzo di Lerins che di per se stesso sarebbe un dottore privato , è ultimamente sostenuto e avvalorato , esplicitamente , dal DOGMATICO Concilio Vaticano I . Dico questo perchè credo che le perplessità di Maurizio siano reali , anch'io qualche anno fa mi trovavo nella stessa situazione , poi , anche grazie a questo benemerito blog , ho potuto chiarire molte cose . Gent Maurizio , mi pare che questo , per quanto riguarda lo specifico argomento , tagli la testa al toro , no ? Le parole di Gesù ci giungono attraverso la Chiesa , non sono oggetto di esame personale : e la Chiesa così(nel senso del Lerinense ) le intende e insegna

Gederson ha detto...

Dubbio e certezza della fede

da Grammatica dell’assenso
del card. John Henry Newman

Chi ricerca non ha ancora trovato: è ancora in preda al dubbio, desidera trovare conferma o smentita alla sua professione attuale. Sarebbe assurdo che uno di noi si definisse nel contempo credente e ricercatore. Di qui deriva che alcuni parlino d’una dura situazione in cui si trova il cattolico, a cui non è lecito ricercare la verità del suo credo. Certo non lo può, o non è più un credente. Non può essere nel contempo dentro e fuori del corpo della Chiesa. Avvisarlo che se sta cercando è segno che non ha trovato è parlare in base al più piano buon senso. Posto che ricercare vuol dire dubitare e dubitare non si accorda col credere, il cattolico che si accinge ad una ricerca sulla sua fede dichiara implicitamente di non averla. L’ha già perduta. Qui del resto risiede la sua più chiara giustificazione: egli non è più cattolico, ma aspira a diventarlo. Chi gli volesse vietare la ricerca gli chiuderebbe la porta della stalla dopo che i buoi sono fuggiti. Se costui è in dubbio, che cosa può fare di meglio che ricercare? In quale altro modo potrebbe ridiventare cattolico? Nel suo caso, la rinuncia all’inchiesta sarebbe segno che egli si appaga della sua incredulità. Ma così parlando io tratto l’argomento in astratto, senza tener conto delle contraddizioni a cui sono soggetti gli uomini. Gli uomini spesso si sforzano di tenere uniti in sé elementi incompatibili. Non dubitano ma si comportano proprio come se dubitassero. Credono, ma la loro fede è debole, e prestando orecchio senza necessità alle altrui obiezioni si espongono a perderla. E ci sono spiriti per i quali ragionare d’una verità è tutt’uno col contestarla; indagine vuol dire porre sotto processo. D’altra parte vi sono credenze così preziose e delicate che, se la metafora mi è lecita, non possono essere lavate senza restringersi e senza perdere colore. Di tutto ciò tengo conto; ma qui sto ragionando di principi generali e non di casi individuali. I principi sono questi: la ricerca implica il dubbio mentre l’indagine non lo implica; chi assente ad una dottrina o ad un fatto ne può indagare la credibilità senza contraddirsi, ma a rigore non ne può mettere in dubbio la verità (Grammatica dell’Assenso, 116).

Josh ha detto...

sottoscrivo Gederson! (anche riguardo all'argomento dell'altro giorno, in cui eravamo arrivati alle stesse conclusioni circa "il popolo in cammino" sempre in cerca, che in quanto eterno cercatore, pare non possedere ancora Cristo, proprio per il fatto di cercare sempre altro e oltre...)

Anonimo ha detto...

'Qui è in gioco la sacralità del matrimonio e la credibilità della chiesa e tutto il suo magistero, non è questione di comunione sì o no, è questione di COSA vuole diventare la chiesa, se permanere nella bimillenaria dottrina morale o crearne un' altra ex novo' Cacciari dixit , io sottoscrivo. .Anonymous.

Anonimo ha detto...

Kasper intanto lascia interviste dove smentisce che il Papa stia male, che a dire queste cose sono alcuni che vogliono destabilizzare il Sinodo. Poi accosta la notizia a quella sulla lettera dei 13 cardinali lasciando intendere che la lettera quasi non esiste e che i colpevoli di questa destabilizzazione del Sinodo sono gli stessi. Dice che nonostante il loro ostacolo il Sinodo andrà avanti.
Giuseppe M.

Rr ha detto...


Cioè, persino Cacciari, quello che voleva che il katechon si levasse di torno, si è accorto del casino, e ha detto basta: o cosi, come per 2000 anni, o cosa', ma se cosa', allora non è più Chiesa. E' altro.

Noto che un teologo protestante ha trattato la lettera dei 13 con righteousness, ed ha invitato pero' anche lui a decidersi: o vi aggiornate, ed allora siete protestanti perché la Riforma altro non e' che il Vangelo adattato al mondo che muta, o restate cattolic( punta di disprezzo). Incece il rappresentante di Kirill, ortodossi di Russia, ha ricordato al dotrina bimillenaria, che loro non cambiano, ed ha invitato la Chiesa a permanere nella verita' di Cristo, cosi sarà anche più facile un riavvicinamento tra Roma e l' ortodossia.
Ancora una volta come al Concilio: si parte per avvicinarsi agli ortodossi (l' oikonomia), e ci si ritrova invece vicini, sempre più vicini ai protestanti. Come mai ?
Rr

Gederson ha detto...

Josh,

Tutto gira intorno alla legge della libertà religiosa. Un altro cattolico del novecento, un grande teologo, Padre Matteo Liberatore, ha scritto una confutazione di una diffesa della libertà religiosa dal titolo "Della libertà di religione e di culto", dove dice:

"Il Cassani colla sua ricerca della verità religiosa, stabilita come dovere d'ogni uomo, acciocchè l'atto suo sia meritorio, induce il cattolico a peccato d'infedeltà: in quanto lo induce a far gettito, almeno a tempo, della vera fede, per riacquistarla poi se piace a Dio, mediante il discorso della ragione. Non si cerca, se non quello che si sente di non possedere o almen se ne dubita. Il cattolico adunque per mettersi alla ricerca della verità religiosa, dovrebbe almen dubitare di quella che ha, vale a dire dovrebbe costituirsi in istato di temporanea apostasia. La qual cosa è sì turpe, che lo stesso Cartesio la escluse dal suo dubbio metodico, benchè proposto da lui come universale. E però dopo aver detto che in virtù di quel dubbio egli non intendeva sciogliersi dalle regole della morale, soggiunge: Postquam vero me his regulis instruxissem, illasque simul cum rebus Fidei, quae semper apud me potissimae fuerunt, reservassem; quantum ad reliqua, quibus olim fueram imbutus, non dubitavi quia mihi liceret omnia ex animo meo delere [8]. [«Dopo essermi formate tali regole (morali), le ho mantenute, insieme con le cose che riguardano la Fede, che per me sono sempre state le principali; quanto al rimanente (della mia istruzione) di cui un tempo ero imbevuto, non ho dubitato che mi fosse lecito rimuoverlo dalla mia mente per intero.» N.d.R.]

Gederson ha detto...

Il cattolico, come insegna il Concilio Vaticano, a differenza di quelli che aderirono a una falsa religione, non può aver mai giusta ragione di dubitare della sua fede. Minime par est conditio eorum, qui per caeleste Fidei donum catholicae veritati adhaeserunt, atque eorum, qui ducti opinionibus humanis falsam religionem sectantur; illi enim, qui fidem sub Ecclesiae magisterio susceperunt, nullam unquam habere possunt iustam causam mutandi aut in dubium fidem eandem revocandi [9]. [«Ondechè non è pari la condizione di coloro, i quali pel celeste dono della fede aderirono alla verità cattolica, e di coloro i quali, condotti da opinioni umane, seguono una falsa religione: attesochè quelli, i quali sotto il magistero della Chiesa ricevettero la fede, non possono avere nessuna giusta cagione di mutare o di revocare in dubbio essa fede.» Concilio Vaticano, Costit. dogm. Dei Filius, capo III. N.d.R.] E la ragione si è, perchè il benignissimo Iddio come eccita gli erranti e gli aiuta colla sua grazia, affinchè possano venire alla conoscenza della verità; così coloro, che già trasferì dalle tenebre nella sua mirabile luce, conferma colla grazia medesima, acciocchè in essa luce perseverino, non abbandonando egli nessuno se non è abbandonato. Benignissimus Dominus et errantes gratia sua excitat atque adiuvat, ut ad agnitionem veritatis venire possint; et eos, quos de tenebris transtulit in admirabile lumen suum, in hoc eodem lumine ut perseverent gratia sua confirmat; non deserens nisi deseratur. Così il sacrosanto Concilio Vaticano [10]. Ed oltre a ciò, come lo stesso Concilio c'insegna, il cattolico oltre gli interni aiuti dello Spirito Santo è confortato nella sua fede dagli esterni argomenti, che comprovano la rivelazione, quali sono i fatti divini e precipuamente i miracoli e le profezie, e che sono accomodati all'intelligenza di tutti; acciocchè l'ossequio della nostra fede sia consentaneo alla ragione. Ut nihilominus fidei nostrae obsequium sit rationi consentaneum, voluit Deus cum internis Spiritus Sancti auxiliis externa iungi revelationis suae argumenta, facta scilicet divina, atque imprimis miracula et prophetias, quae cum Dei omnipotentiam et infinitam scientiam luculenter commonstrant, divinae revelationis signa sunt certissima et omnium intelligentiae accommodata [11]. Onde il cattolico non può neppure per un istante dubitar della verità della sua fede, senza ribellarsi alla ragione insieme ed a Dio; benchè possa lodevolmente, restando fermo nella credenza, cercare per via di riflessione una conoscenza scientifica della medesima, come appunto fanno i teologi: Fides quaerens intellectum, secondo la bellissima frase di sant'Anselmo. http://progettobarruel.comlu.com/novita/14/Liberatore_Liberta_religione_culto.html

Gederson ha detto...

Le parole del P. Liberatore sono perffetamente applicabile alla situazione attuale. Infatti, la confessione “L’iniziativa nacque dalla convinzione che tutti, credenti e non credenti, siamo alla ricerca della verità e non possiamo dare nulla per scontato” è una confessione di apostasia, non solo della fede tradizionale, ma anche della "fede" conciliare, perché la "Dignitatis humanae" dice:

"Il sacro Concilio professa pure che questi doveri attingono e vincolano la coscienza degli uomini, e che la verità non si impone che per la forza della verità stessa, la quale si diffonde nelle menti soavemente e insieme con vigore. E poiché la libertà religiosa, che gli esseri umani esigono nell'adempiere il dovere di onorare Iddio, riguarda l'immunità dalla coercizione nella società civile, essa lascia intatta la dottrina tradizionale cattolica sul dovere morale dei singoli e delle società verso la vera religione e l'unica Chiesa di Cristo. "

Se lascia intatta, come spiegare un Papa alla ricerca della verità? È impossibile essere credente e ricercare la verità: come se può credere in una verità che ancora se ricerca? Se il Papa confessa essere alla ricerca della verità, come può compiere i doveri verso la vera religione? Come può compiere la sua missione nella Chiesa?

Anonimo ha detto...

Eh, già cara Rosa l'autore di ben 2 libri sul kathecon, che peraltro era individuabilissimo, nonostante le precauzioni (li ho letti a scrocco entrambi in pdf) ora afferma che ci si trova drammaticamente davanti ad un bivio, bolla il tumore e la monsignorina come caxxate ininfluenti e diversivi idioti e si concentra sulla chiesa elemento fondante della nostra civiltà usando parole che si dovrebbero trovare sulla bocca dei nostri cari Abbondi, non su quelle di un filosofo heideggeriano fino al midollo, agnostico, ma intelligente, la povera BB su rai3 non sapeva più cosa dire......stiamo proprio conciati male, se anche l'elefantino esce dal suo neghittoso silenzio snob e ti spiattella un articolone sul falso complotto, ma mi facci il piacere, pallonari e cazzari, invece di snellire i metodi di comunicazione li incasinano sempre di più, sarà il metodo argie, intanto Nuzzolino nostro ha pronto un altro libro 'bomba' sullo IOR,uscirà a novembre.......Ratzinger intanto, uscito quasi illeso, si fa per dire, dalle fogne, rifiorisce......to be continued. Anonymous.

Rr ha detto...

Anonymous,
o questi, pur dicendosi atei o agnostici, in realtà non possono non dirsi cristiani, a' la B. Croce, oppure riflettono che, se non c'è più la Chiesa, con chi se la prendono? Con l' Islam, rischiando minimo il carcere, massimo la testa. Con l' ebraismo? Ddio guardi ! il buddismo, ecc? Ma chi mai li leggerebbe più?
Invece tu stesso hai letto i libri sul katechon. Su Budda difficilmente lo faresti.
Comunque che siano in buona o mala fede, colpisce. Come colpisce il discorso del patriarca russo.
In sintesi, discorsi cattolici sentiti nelle ultime due setimane al Sinodo: da un medico rumeno ed un patriarca russo. No further comments!
Rr

Anonimo ha detto...

Commissariate le Suore Francescane dell'Immacolata???
Mastino scrive:
Manco hanno fatto in tempo a finire il sinodo della "tenerezza", manco hanno fatto in tempo a inaugurare il giubileo della "misericordia" e dal Vaticano è partito l'ordine di commissariare anche le Suore Francescane dell'Immacolata. E per andare sul sicuro, siccome ogni tanto i kommissari muoiono in corso d'opera, ne hanno nominate in numero di 3. Nonostante la precedente visitatrice non avesse trovano "niente". A ciel sereno, alle spalle sono state colpite.

Josh ha detto...

@anonimo 23 ottobre 2015 21:40

letta la notizia sul profilo FB di Mastino.

https://www.facebook.com/margheritimastino?fref=nf

Se la notizia è vera, le Suore FI faranno appena in tempo a cantare a una delle celebrazioni Summorum Pontificum, poi via di commissariamento.
La trovo un'iniziativa davvero di una brutalità senza pari. 3 Commissarie addirittura!

"Nel frattempo il commissario gesuitico del ramo maschile ha fatto sapere che "qua bisogna cambiare, perché c'è una nuova chiesa"
(...) quella nuova chiesa che si vede in giro si fatica pure a chiamarla chiesa....

riporto anche un commento di una lettrice:
"Sembra che vogliano eliminare ad una ad una le congregazioni religiose....creare una nuova chiesa...e farvi convogliare tutti....protestanti...ortodossi...sette di vario tipo....che chiesa potrà mai essere? Un ordine mondiale religioso uguale per tutti? E Gesù a quale ruolo verrà relegato? Semplice comparsa?"
Dalle torto.....