mercoledì 14 ottobre 2015

Vaticano. Card. Burke: "Sì, sono un fondamentalista"

Riprendiamo l'odierno articolo del sismografo, che riporta la posizione espressa dal cardinale Raymond Leo Burke su vari temi in discussione nella realtà ecclesiale del nostro tempo, che apprezziamo per la sobria essenzialità che nulla toglie alla chiarezza di pensiero limpidezza e profondità delle sue affermazioni. La diversa stesura redazionale serve ad evidenziare le parole incisive e nette del cardinale.

(Matteo Matzzuzi) "Sono aperto al mondo, ma insisto sulle cose fondamentali. Come l'eucaristia". Parla il card. Raymond Burke:
"La Chiesa deve essere chiara sulla sua identità. Se per fondamentalista si intende qualcuno che insiste sulle cose fondamentali, sono un fondamentalista. Quale sacerdote, non insegno me stesso e non agisco per me stesso. Appartengo a Cristo. Agisco nella sua persona. Insegno solo quello che Egli insegna nella sua Chiesa, perché questo insegnamento salverà le anime". 
Il cardinale Raymond Leo Burke, canonista e da quasi un anno patrono del Sovrano militare ordine di Malta, risponde così alla domanda del Foglio se la sua nota e ripetuta opposizione a ogni mutamento della prassi pastorale in discussione in queste settimane al Sinodo sia tacciabile di "fondamentalismo". Burke dice di
lasciar perdere le etichette, il cui uso "è un modo per scontare una persona e per non considerare la verità di quello che egli insegna o fa. Io sono cattolico romano, spero sempre di esserlo, e, alla fine della mia vita terrena, di morire nelle braccia della Chiesa".
Da oggi è in libreria Divino Amore incarnato - La santa Eucaristia sacramento di Carità (Cantagalli), il suo ultimo libro tutto dedicato al sacramento della comunione. Scrive Burke che l'eucaristia
"è un mistero di fede, che edifica la Chiesa". Un libro che, spiega, "è stato ispirato dagli ultimi anni del pontificato di san Giovanni Paolo II. Negli ultimi due anni del suo ministero petrino, il santo Pontefice ha mostrato una straordinaria preoccupazione per la perdita di fede eucaristica nella Chiesa, una situazione gravissima che egli ha affrontato già dall'inizio del suo ministero petrino. È chiaro che al tramonto della sua stagione al Soglio di Pietro egli ha voluto affrontare ancora una volta e con grande forza la situazione, ispirando una nuova evangelizzazione sull'eucaristia quale fonte e più alta espressione della nostra vita in Cristo". [Si riferisce evidentemente all'enciclica Ecclesia de Eucharistia, 2003]
Di eucaristia si discute e si duella in punta di fioretto da due anni, su libri e giornali e assemblee episcopali. Darla o non darla ai divorziati risposati è il dilemma su cui s'avviluppa il confronto sinodale, con gli schieramenti contrapposti impegnati a individuare un compromesso capace d'evitare ulteriori lacerazioni.

Walter Kasper, teologo e cardinale tedesco cui il Pontefice ha assegnato l'onere di tenere la relazione concistoriale sulla famiglia, nel febbraio del 2014, ha ribadito di recente che non si può negare la comunione ai divorziati risposati, dal momento che l'eucaristia "è sempre per i peccatori". 
Burke ha le idee chiare:
"La posizione del cardinale Walter Kasper non è conciliabile con la dottrina della Chiesa sulla santa comunione e sull'indissolubilità del matrimonio. Certamente, il santissimo sacramento è per i peccatori - che siamo tutti noi - ma per peccatori pentiti. La persona che vive in un'unione irregolare è legata a un altro in matrimonio, e perciò vive pubblicamente nello stato di adulterio, secondo il chiaro insegnamento del Signore nel Vangelo. Finché la persona in un'unione irregolare, cioè in un contesto contrario alla verità di Cristo sul matrimonio, non corregge la propria situazione, non può accostarsi per ricevere i sacramenti, perché non ha manifestato il pentimento necessario per la riconciliazione con Dio". 
Eppure se ne discute, e non sono pochi quanti vorrebbero aprire a tale possibilità, anche in nome della misericordia divina che non lascia indietro nessuno. Dice Burke: 
"Se la Chiesa permettesse la ricezione dei sacramenti (anche in un solo caso) a una persona che si trova in un'unione irregolare, significherebbe che o il matrimonio non è indissolubile e così la persona non sta vivendo in uno stato di adulterio, o che la santa comunione non è comunione nel corpo e sangue di Cristo, che invece necessita la retta disposizione della persona, cioè il pentimento di grave peccato e la ferma risoluzione di non peccare più". "Tristemente - aggiunge il porporato - tutta la discussione che ha seguìto la presentazione della tesi di cardinale Kasper, sia prima sia dopo l'assemblea del Sinodo dei vescovi nell'ottobre del 2014, ha già creato una grande confusione tra molti fedeli. Molti preti e vescovi mi dicono che tante persone che vivono in unioni irregolari sono convinte che la Chiesa abbia cambiato il suo insegnamento e che perciò possono ricevere i sacramenti. In una grande città che ho visitato lo scorso maggio, sul portone di una chiesa parrocchiale c'è un avviso in cui si avverte che in quella chiesa i divorziati risposati hanno accesso ai sacramenti. In certi paesi, sembra che diversi vescovi abbiano semplicemente preso la decisione di ammettere ai sacramenti quanti si trovano in un' unione irregolare".
Vede confusione, Raymond Burke:
"Non c'è dubbio che la confusione sia già grande, e che la Chiesa, per il bene delle anime e per la sua fedele testimonianza a Cristo nel mondo deve affermare chiaramente il suo perenne insegnamento sull'indissolubilità del matrimonio e sulla santa comunione". Il modo per riaffermare tale insegnamento, osserva, è quello di tornare con la memo ria al 2003,quando Giovanni Paolo II scrisse "una bellissima lettera enciclica sull'eucaristia, firmata il Giovedì Santo". In quel testo, "egli ha trasmesso un'istruzione della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, in collaborazione con la Congregazione per la dottrina della fede, allo scopo di correggere i molteplici abusi nella celebrazione della Santa Messa". Ma non solo, visto che "ha anche convocato l'assemblea del Sinodo dei vescovi sull'eucaristia", evento che è stato celebrato "dopo la sua morte, sotto la presidenza di Papa Benedetto XVI. Ha anche inaugurato l'Anno dell'Eucaristia per favorire una più adeguata catechesi sulla comunione, una più viva partecipazione nel sacrificio eucaristico, e una più ardente devozione al santissimo sacramento. Papa Benedetto XVI ha proseguito su questa strada di attenzione al sacramento intrapresa dal suo predecessore, conducendo il Sinodo sull'eucaristia e scrivendo una straordinaria esortazione postsinodale, la Sacramentum Caritatis". 
Ed è proprio quest'ultima a ispirare, in secondo luogo l'opera del porporato americano. Il rischio di oggi, forse, è di svilirne il senso, quasi facendo apparire la comunione una routine e poco altro: 
"Non c'è dubbio che, per varie ragioni, il supremo bene con il quale il Signore ha dotato il suo Corpo mistico, la Chiesa, cioè il sacramento dell'eucaristia, da molti nella Chiesa non è visto nella sua realtà tremenda. Quando uno considera la verità enunciata da San Tommaso d'Aquino, secondo cui l'eucaristia contiene tutto il bene della nostra salvezza, è difficile capire come mai tanti si assentino dalla messa domenicale e tanti dichiarino di non ritenere che la sacra ostia sia il vero Corpo di Cristo". 
Ma c'è anche altro, come ad esempio, la difficile comprensione per quel 
"modo di offrire la santa messa centrato sul sacerdote e sulla congregazione anziché sulla presenza reale di Cristo, assiso alla destra del Padre in cielo, che scende sull'altare per fare presente il suo sacrificio, per offrirci di nuovo il dono di se stesso, come ha fatto per la prima volta all'Ultima Cena, anticipando la sua passione e morte per la nostra salvezza. Se uno crede veramente nel sacramento dell'eucaristia, non rinuncerà a presenziare all'assemblea eucaristica e vorrà dimostrare in modi concreti la sua fede tramite la dignità della celebrazione della santa messa e le devozioni eucaristiche, l'esposizione del Santissimo con la benedizione, le processioni eucaristiche, le visite al Santissimo Sacramento, atti di comunione spirituale durante il giorno, e così via". 
Molti anni fa, Joseph Ratzinger notava la crescente partecipazione dei fedeli alla comunione, una tendenza andatasi consolidando nel corso dei decenni. In certe realtà, come gli Stati Uniti, quasi nessuno rimane seduto al proprio posto durante il rito. Il problema, forse, sta anche nel modo in cui si insegna il Catechismo? 
"Secondo me - dice il cardinale Burke - la principale causa della perdita di fede eucaristica e di tutte le offese offerte al Signore nella sua presenza reale nel santissimo sacramento è una catechesi vacua e perfino erronea che ha pervaso la Chiesa negli Stati Uniti per almeno gli ultimi quarant'anni. Non posso pronunciarmi sulla situazione della catechesi in altri paesi. Già al tempo della mia ordinazione, nel 1975, ho scoperto che i testi di catechesi sull'eucaristia erano gravemente mancanti. Ho insegnato ai bambini, preparandoli per la prima comunione e ho dovuto - fronteggiando anche la resistenza di certi catechisti - lavorare molto per insegnare loro la dottrina essenziale sull'eucaristia e il dovuto comportamento al momento della santa comunione e davanti al santissimo sacramento. Mi ricordo che, nel primo anno, quando domandai ai candidati per la prima comunione che cosa è la sacra ostia, la risposta comune (imparata dai testi della catechesi) fu che è 'pane speciale'. Quando ho tentato di precisare che, se anche la sacra ostia ha l'apparenza di pane, non è più pane ma il corpo di Cristo, i bambini rimanevano stupefatti: era una cosa che non avevano mai sentito". Il fatto - aggiunge il porporato americano - "che alcuni, e forse molti, genitori non insegnassero a casa la verità sull'eucaristia e non assistessero regolarmente alla messa domenicale, ha aggravato sempre di più l'ignoranza della fede eucaristica. Negli Stati Uniti si dice con una certa frequenza che più del cinquanta per cento dei cattolici non crede più nella presenza reale. Ma questo è il cuore della fede cattolica. Chi non crede più nella presenza reale non è più cattolico. La situazione è grave e non può essere corretta se non attraverso una catechesi completa e ripetuta - lungo gli anni dell'infanzia e della gioventù, e anche per gli adulti con l'omelia domenicale - sulla ricchezza della dottrina sull'eucaristia, sul modo di celebrare la santa messa che evidenzia l'azione di Cristo tramite la persona del sacerdote che guida i fedeli nel sacrificio eucaristico. Una catechesi necessaria anche in riferimento alla devozione eucaristica che è stata sviluppata in modo straordinario lungo i secoli cristiani, come Papa Benedetto XVI sottolinea nell'esortazione postsinodale Sacramentum Caritatis". 
Un esempio può essere dato dall'Africa, dove la Chiesa è giovane e dinamica e i numeri delle conversioni sono straordinari se paragonati a quelli dell'occidente stanco e sempre più secolarizzato? A giudizio del cardinale Burke, 
"come già il beato Paolo VI ha insistito e come san Giovanni Paolo II ha ripetuto durante tutto il suo lungo pontificato, la Chiesa nei paesi del cosiddetto 'primo mondo' ha urgentemente bisogno di una nuova evangelizzazione, cioè di insegnare, celebrare e vivere la fede cattolica con l'entusiasmo e l'energia dei primi cristiani e dei primi missionari. La Chiesa giovane e vivace in Africa, per esempio, ci insegna tale entusiasmo e energia fondati sicuramente nell'insegnamento apostolico e nella disciplina che lo salvaguarda e promuove". 
Burke torna al Sinodo di un anno fa, dove 
"si insisteva sull'ammissione ai sacramenti per persone che vivono in un'unione irregolare e sulla necessità per la Chiesa di modificare il suo approccio riguardo le coppie che convivono - che non sono sposate ma che vivono in modo coniugale - e a persone dello stesso sesso che vivono una liaison omosessuale. Secondo me - osserva il cardinale - questa insistenza fondamentalmente sbagliata è ispirata da una falsa comprensione del rapporto tra la fede e la cultura. Se la Chiesa deve andare incontro alla cultura, andare alle periferie, come Papa Francesco ci ha frequentemen te esortato, questo incontro con la cultura può essere salutare e fruttuoso solo se la Chiesa agisce e parla con la chiarezza e limpidezza congrua alla sua identità divina e umana. Se la Chiesa non è chiara sulla propria identità e su quello che ha da offrire alla cultura, rischia di contribuire alla confusione", e questo è "l'errore che sta distruggendo la cultura in molti paesi". Invece - chiosa Burke - "il suo incontro con la cultura deve essere l'occasione per la riforma della cultura stessa. Cristo, quando ha incontrato la Samaritana al pozzo di Giacobbe, è stato sì molto accogliente ma ha parlato chiaramente a lei sul grave disordine dei suoi molteplici matrimoni e dei requisiti inerenti al culto di Dio 'in spirito e verità'". 
Il nostro interlocutore ripercorre i recenti viaggi in Africa e Asia, compreso quello recente in Sri Lanka: 
"Sono rimasto molto colpito dalle manifestazioni di fede profondamente cattolica, specialmente di fede eucaristica. Era evidente come i fedeli non avessero gli occhi oscurati o accecati dalla secolarizzazione, che non ha niente da fare con la fede perché è fondamentalmente - come ha affermato Papa Giovanni Paolo II - un modo di vivere come 'se Dio non esistesse'. Invece, la fede vissuta con chiarezza e limpidezza illumina le ombre della secolarizzazione e ispira una trasformazione". 
Qualche giorno fa, il Foglio ha ospitato un intervento del filosofo Stanislaw Grygiel, allievo e per molti anni consigliere di Giovani Paolo II. Grygiel sosteneva che al Sinodo è in gioco la natura sacramentale della Chiesa. Burke osserva che 
"quando i farisei hanno tentato di ingannare Gesù con la domanda sulla possibilità per gli sposati di divorziare, egli ha risposto insistendo che Dio dall'inizio (dalla Creazione) ha fatto uomo e donna per partecipare, tramite la loro unione fedele, duratura e procreativa, la loro una carne, al suo amore divino che è fedele, duraturo e generativo di nuova vita umana. Cristo ha reso chiaro che egli non è venuto nel mondo per cambiare la realtà matrimoniale come Dio Padre l'ha costituito dall'inizio del mondo, bensì per restituirla alla sua verità, bellezza e bontà originale. Per la sua passione, morte, risurrezione e ascensione, Cristo ha elevato il sacramento naturale, quale partecipazione dell'Amore divino, al sacramento soprannaturale, conferendo sugli sposati la grazia di vivere fedelmente, sino alla fine, la verità del loro stato matrimoniale". "Se la Chiesa cambiasse l'insegnamento sull'indissolubilità del matrimonio sacramentale", dice Burke, "significherebbe attaccare il matrimonio quale sacramento naturale; il matrimonio come Dio l'ha creato dall'inizio". 
Quanto alle critiche che spesso gli sono rivolte, di essere indisponibile a ogni apertura verso le realtà concrete che trascendono l'astratta dottrina, Raymond Burke sorride: 
"Sono del tutto aperto al mondo e sono pieno di compassione per la situazione del nostro mondo, che è confuso e in errore sulle più fondamentali verità: l'inviolabilità della vita umana, l'integrità del matrimonio e il suo frutto incomparabile, la famiglia, e la libertà religiosa quale espressione del rapporto insostituibile dell'uomo con Dio. Per questo motivo, vado incontro al mondo con la vera compassione che offre al mondo la verità nella carità. Ho scoperto, durante i quarant'anni del mio sacerdozio, che quello che l'uomo (anche secolare) attende da un prete è Cristo, la sua verità, il suo amore. Un prete che - di fronte alla situazione della cultura odierna - non annuncia con chiarezza la verità, non pratica la carità pastorale e manca nella testimonianza inerente al suo ufficio".

38 commenti:

Annarè ha detto...

Il cardinal Kasper dovrebbe essere inquisito con molti altri per eresia, invece di essere messo in un posto rilevante in un Sinodo che non dovrebbe nemmeno tenersi, visto che la Chiesa è già stata chiara su cosa sia il matrimonio da più di 2000 anni.

Josh ha detto...

uno sprazzo di luce in un mondo perduto....

hr ha detto...

hr

http://aleteia.org/2015/10/13/cardinal-dolan-gives-details-re-controversial-13-cardinals-letter/

hr ha detto...


Chi si occupa di queste famiglie?

http://aleteia.org/2015/10/13/poor-family-dear-synod-fathers-the-faithful-sheep-are-suffering-too/

Anonimo ha detto...

Leggere Burke (e Sarah) è una grandissima consolazione.
Al sinodo in fondo noi poveri mortali non sappiamo granché cosa succeda: briefing filtrati, conferenze stampa. addomesticate e che danno voce solo ad alcuni, indipendentemente dal "peso" effettivo dei loro argomenti (spesso cripto-eretici, quando non palesemente tali). Preghiamo che chi la pensa come Burke, Sarah e compagnia cattolica (e non credo affatto che sia sparuta, la compagnia, è che non tutti i suoi membri sono coraggiosi, e per quello va invocato lo Spirito Santo ogni secondo) abbandoni ogni tiepidezza e proclami la Verità. Magari quella famosa lettera su cui abbiamo tutti riflettuto, perplessi su se abbia fatto del bene o del male, è la carica della cavalleria.
San Carlo Borromeo, prega per i cardinali e i vescovi di questo nostro tempo confuso.
humilitas

Anonimo ha detto...

Finalmente l'han tradotto... è dal 2012 che il sant'uomo lo ha pubblicato, quel tesoro di sapienza! Su corrispondenza romana c'è la locandina della presentazione odirrna: non a caso, presenta l'altro campione cattolico Sarah.
Da regalare a Natale a prevosti, parroci e coadiutori confusi.
humilitas

T. ha detto...

" Al servo e' stato affidato un grande bene , che non gli appartiene . La Chiesa non e' la Chiesa nostra , ma la Sua Chiesa , la Chiesa di Dio. Il servo deve rendere conto di come ha gestito il bene che gli e' stato affidato . Non leghiamo gli uomini a noi, non cerchiamo potere , prestigio , stima per noi stessi . Conduciamo gli uomini verso Gesu' Cristo ".

Il servo deve rendere conto di come ha gestito il bene che gli e' stato AFFIDATO .

https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2009/documents/hf_ben-xvi_hom_20090912_ord-episcopale.html

Fedele alla Pietra Angolare , Cristo . ( Fino alla fine , se Dio vorra' )

Luisa ha detto...




Fioriscono gli articoli sui cosidetti "nemici del papa", si direbbe che i giornalisti si son passati la parola per fare di Bergoglio una vittima circondato da nemici che gli vogliono del male, se dovessimo seguire le loro elucubrazioni, e sorvolo su certi attacchi ad personma ignobili, il card. Burke e i suoi confratelli Pell, Müller, Dolan, Nepier Caffarra ecc, cioè coloro che restano saldi sull`insegnamento della Chiesa sarebbero:

-dei sovversivi,
-dei ribelli,
-la loro esasperazione è quella di una minoranza della Chiesa,
-si sentono fuori gioco e prossimi alla marginalità,
-fanno parte di una «Internazionale tradizionalista» contraria al Papa per questioni dottrinali e di potere.

Insomma la chiesa di Francesco versus la chiesa dei cospiratori.

Anonimo ha detto...

OT. La situation italienne, l'immigration de masse et le parti jésuite, par Gabriele Adinolfi :

http://www.egaliteetreconciliation.fr/Une-immigration-pas-si-clandestine-que-ca-35527.html

Luisa ha detto...

Qui le relazioni dei Circoli minori:

http://ilsismografo.blogspot.ch/2015/10/vaticano-sinodo-2015-8a-congregazione_14.html#more

Anonimo ha detto...

@ Luisa ha detto....

dopo la lettera dei tredici che qualcuno li chiama con dei termini di cui sopra, "questa chiesa di francesco versus la chiesa dei cospiratori" -- insomma lo scisma è sempre più incombente? oppure c'è ancora chi può fermare bergoglio e C. a non intaccare la Dottrina irreformabile Cattolica - il Papa non è un monarca assoluto che può fare ciò che vuole? dice B.XVI, ma deve mettere in atto ciò che Cristo gli ha imposto senza uscire dalle righe delle Sue Leggi irreformabili. Pertanto ne deduco che Se esce da quelle Leggi diventa eretico e di fatto decade da Vicario di Cristo automaticamente.

Josh ha detto...

@Luisa: siamo alla neolingua orwelliana...

chi è fedele alla dottrina adesso è un cospiratore, chi insegue il mondo benedicendo i peccati e distruggendo la Chiesa invece è "bravo".

Mazzarino ha detto...

Che sto sinodo, con leggerezza appaltato a Kasper da Bergoglio per sdebitarsi dell'appoggio, non dovesse esistere è ormai convinzione di tutti. Direi però che ultimamente è soprattutto diventata convinzione degli eretici che si sono impadroniti di Santa Romana Chiesa per ucciderla e trasformarla in una qualunque setta protestante. Giorno dopo giorno, pian pianino, tutti i docili fedeli cattolici, stanno tristemente constatando il decesso della Chiesa Cattolica in cui hanno creduto e a cui hanno affidato la loro salvezza. Non credo neppure che stiamo assistendo agli ultimi rantoli del tutti contro tutti. Il papato è morto il 13 febbraio 2013. La Chiesa Cattolica muore come istituzione, all'inizio del 2015 con l'enciclica eretica Laudato SI, dopo un'agonia tenuta nascosta di un paio d'anni. Cercando di raccapezzarmi in tutto questo disordine dottrinale e morale l'unica cosa che riesco a capire è che non sono e non sarò mai in comunione con coloro che tramano e guidano oggi la chiesa ex cattolica. Direi che ormai stiamo entrando in una fase di serenità. E' finita anche la sofferenza connessa alla constatazione del decesso ed alla vista del corpo esanime. Per quanto mi riguarda,con questa gente Comunione non c'è mai stata, è la stessa gente eretica con cui mi resi conto di non aver nulla a che fare fin da bambino di otto anni. Fine della mediazione (o della prudenza) Ratzingerian Woytiliana, si chiude. Resta solo da aspettare serenamente se esploderà Bergoglio e la sua cricca, oppure se un gruppo importante di cardinali(da 30 a 40) lo dichiarerà eretico ed eleggerà un vero Papa. Ite Catholica Ecclesia Est. Ha detto loro Bergoglio. Habemus Papam è la sola risposta possibile. Se il tutto esploderà come una supernova, si tratterà di trovare dove l'Habemus avverrà. Se Bergoglio non esplode la relazione finale probabilmente disserterà sulla vispa Teresa. Famiglia,preti finocchi o risposati, comunione ai divorziati? Possono aspettare. Tuttavia,in mondovisione il Sinodo e gli "amici" di Bergoglio hanno già provveduto all'esposizione del cadavere della Chiesa Cattolica. E questo avviene in maniera scomposta e imprevista. Allora W il Sinodo. W la Verità

tralcio ha detto...

Beh, inutile negare che le trappole siano state disseminate con acume.

Se sei tradizionalista per definizione non sei misericordioso.
Se sei contro questo papa per definizione non sei misericordioso.
Se sei ti azzardi a criticare un regolamento pensato da questo papa, allora sei contro il papa e dunque non sei misericordioso.
Se osi pensare che si potrebbe riportare diversamente gli interventi sei un cospiratore e quest'ermeneutica non è utile alla società e alla spiritualità, perciò non sei misericordioso...
Se il vangelo parla di scribi e farisei, certamente parla dei tradizionalisti, che non sono misericordiosi.
Se una nave di profughi naufraga, certamente è anche colpa di chi non ammira questo papa, che è davvero l'unico ad essere misericordioso.
Se fai presente che ci sarebbe anche Gesù e quello che ha detto, non sei lo stesso misericordioso, perchè quello che detto Gesù lo interpreta questo papa, per cui nemmeno Gesù era stato così misericordioso...
E tutto fuorchè misericordioso è chi osasse riprendere queste poche righe, tratte dall'articolo proposto:

"Secondo me - dice il cardinale Burke - la principale causa della perdita di fede eucaristica e di tutte le offese offerte al Signore nella sua presenza reale nel santissimo sacramento è una catechesi vacua e perfino erronea che ha pervaso la Chiesa negli Stati Uniti per almeno gli ultimi quarant'anni. Non posso pronunciarmi sulla situazione della catechesi in altri paesi. Già al tempo della mia ordinazione, nel 1975, ho scoperto che i testi di catechesi sull'eucaristia erano gravemente mancanti. Ho insegnato ai bambini, preparandoli per la prima comunione e ho dovuto - fronteggiando anche la resistenza di certi catechisti - lavorare molto per insegnare loro la dottrina essenziale sull'eucaristia e il dovuto comportamento al momento della santa comunione e davanti al santissimo sacramento. Mi ricordo che, nel primo anno, quando domandai ai candidati per la prima comunione che cosa è la sacra ostia, la risposta comune (imparata dai testi della catechesi) fu che è 'pane speciale'. Quando ho tentato di precisare che, se anche la sacra ostia ha l'apparenza di pane, non è più pane ma il corpo di Cristo, i bambini rimanevano stupefatti: era una cosa che non avevano mai sentito".

Parole, parole, parole. Non siamo un Parlamento.
Già: siamo una dittatura. Ma il caudillo è così misericordioso...

ettore ha detto...

La primissima lettura delle odierne relazioni dei circoli minori evidenzia una CRITICA quasi unanine alla formulazione dell'Instrumentum laboris, per l'ordine di sequenza, per la "povertà" dei contenuti, per gli scarsi riferimenti al Vangelo, alla Bibbia, ai Padri della Chiesa, .... C'è chi suggerisce la riscrittura di intere parti!. Altro che la lettera dei 13 cardinali!
Ogni relazione meriterebbe di essere approfondita e condivisa.
Vedremo le reazioni.


cattolica ha detto...

Grazie a mazzarino

er ha detto...

Questo è l'esordio della: Relatio – Circulus Gallicus “B”

Moderator: Card. SARAH Robert Relator: Rev.do P. DUMORTIER, S.I. François-Xavier

Je voudrais procéder en trois temps: 1) notre travail; 2) quelques considérations générales; 3) plusieurs réflexions.

1. Notre travail

L'examen de la deuxième partie de l'Instrumentum Laboris: «le discernement de la vocation familiale» a exigé de nous un travail sur le texte qui a conduit:

- à élaborer une nouvelle fois de nombreux modi: 18 ont été votés;

- à proposer une restructuration du premier chapitre;

- à décider que plusieurs numéros relevaient davantage du texte de la troisième partie et pourraient y être ultérieurement et éventuellement intégrés;

- à devoir nous confronter à la difficulté d’amender certains éléments du texte tout en respectant l'économie actuelle de l'Instrumentum Laboris.

mic ha detto...

Prego non postare spezzoni a caso, ma selezionere i punti che si ritengono significativi, comnentando.
Ci sono messaggi che non pubblico perché non farebbero altro che appesantire il tutto.

Baronio ha detto...

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. (Mt V, 11-12).

Anonimo ha detto...

card dolan sulla famosa lettera;

The cardinal, who recently hosted Pope Francis in New York, said he had forgotten about the letter and “didn’t think it was controversial at all.”

er ha detto...

ok mic, tuttavia una relazione è costituita da diverse proposizioni che seguono una logica di ragionamento,di espressione, di conclusione e le parole acquistano un senso compiuto solo nell'interezza della citazione.
Estrapolarne solo alcune frasi dal contesto può portare a volte a travisarne la forma,il significato e la forza espressiva.

Alessandro Mirabelli ha detto...

@ Annare: non è stata chiara la Chiesa. E' stato chiaro Cristo. E noi se vogliamo essere cristiani non possiamo che seguire ciò che Cristo stesso, e non la Chiesa, ha stabilito.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Eminenza Burke, sapevo della sua cultura teologica, della sua chiarezza di pensiero e del suo coraggio nel proporre, senza sconti e senza saldi, quanto Cristo ci ha indicato e comandato. Questa intervista e' solo una ulteriore conferma della sua adesione senza se e senza ma al Vangelo. Con i sensi della mia considerazione e della mia stima.

mic ha detto...

Estrapolarne solo alcune frasi dal contesto può portare a volte a travisarne la forma,il significato e la forza espressiva.

Sono d'accordo. Ma se si vuol dare un contributo, piuttosto che continuare a inserire spezzoni, se ne può fare una propria sintesi commentata, rimandando all'intero con un link

mic ha detto...

Aggiungo che in questo momento mi manca il tempo per commentare i circuli minores e perciò non ne parlo. Ma accolgo con gratitudine chi dice la sua a ragion veduta.

er ha detto...

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/
La "congiura dei tredici". Ecco chi l'ha raccontata per primo

mic ha detto...

Grazie hr. Lo avevo L'ho già pubblicato.

hr ha detto...

sul blog Settimo cielo, Magister svela: La "congiura dei tredici". Ecco chi l'ha raccontata per primo:incredibile, proprio il vaticanista più amico e vicino a papa Francesco che ci sia, frequente suo ospite a Santa Marta e suo intervistatore plurimo: Andrea Tornielli, coordinatore del portale "Vatican Insider".
A proposito di diavolo, pentole,coperchi, e figuracce!

Anonimo ha detto...

Beh, inutile negare che le trappole siano state disseminate con acume.

Attenzione, perché tutti leggiamo e ascoltiamo i media allineati, i quali non fanno altro che rendere il vdr una vittima di quelli che sarebbero i cospiratori, che tramerebbero alle sue spalle per difendere privilegi, se non cose ben peggiori. Oggi il vdr ha chiesto "perdono" a nome della Chiesa, per lo "scandalo" che darebbero coloro i quali "deviano" dalla retta via. Non è entrato troppo nel particolare, ma in questo marasma dove tutto è opinabile, tutto è plausibile, tutto è verosimile, a non pochi sarà entrato nel cervello che lo "scandalo" lo darebbero i dissenzienti di Bergoglio, presenti e futuri.

Non ci vuole molto per arrivare alla criminalizzazione di chi dissente; e se oggi chi non si allinea è un numero ristretto ma significativo di cardinali, domani potrebbe essere un gruppo di persone molto più consistente, se non un intero "popolo", che non vede in quest'uomo il punto di riferimento, la Guida spirituale in cui riconoscersi e alla quale, in tutta coscienza, affidarsi.

Fatti assai rilevanti e di eccezionale drammaticità si stanno concretizzando sullo scenario europeo - e non solo -, e davvero ci pare di avvertire un potere che incombe, sempre più minaccioso, sempre più determinato, che ha come obiettivo il sovvertimento o anche solo il pervertimento di quella sacra Istituzione, con tutto il tesoro inestimabile che essa custodisce, la cui sopravvivenza sta a cuore ai veri cattolici di ogni parte del mondo. E' sempre più necessario tenere i nervi ben saldi, agendo in ogni occasione con pari determinazione, proclamando e difendendo sempre la verità, ma avendo ben chiaro nel proprio animo che non potrebbero mancare occasioni di essere additati come "pervertitori dell'ordine", "disturbatori", se non di cose ben peggiori.

Quando la ragione è annichilita o anche quando essa semplicemente si assopisce, e la retta fede vacilla, è inevitabile che si scatenino i peggiori istinti, sobillati dai dominatori pro tempore di questo mondo i quali, tessendo abilmente la loro tela da decenni e ispirando stategie opache, che mirano a creare in ogni ambito uno stato di tensione, determinano nei fatti una contrapposizione che rischia di mostrasi in tutta la sua pericolosità e inevitabile drammaticità, nella quale le vere vittime sono additate come responsabili di fatti negativi dei quali sono del tutto incolpevoli.

Fare attenzione, confidando nell’aiuto del Cielo.

Baronio ha detto...

@ Alessandro Mirabelli

"E noi se vogliamo essere cristiani non possiamo che seguire ciò che Cristo stesso, e non la Chiesa, ha stabilito".

Veramente non può esservi alcuna differenza tra quanto afferma Nostro Signore e quanto insegna la Santa Chiesa. Anzi, dovremmo dire che crediamo a quanto il Salvatore ha rivelato proprio perché è la Chiesa che ce lo dice, ad iniziare dai Libri Canonici della Sacra Scrittura. Noi non ascoltiamo direttamente Dio, come nell'Antico Testamento; prestiamo altresì fede a quello che la Chiesa ci insegna a credere, per l'autorità che essa ha ricevuto da Cristo.

Ma senza volerLa contraddire in toto, mi permetterei di fare un distinguo macroscopico sulla Chiesa - che ci è madre e maestra, e che è indefettibile in virtù della promessa del Salvatore Nostro, e quella congrega di settarj che ne ha usurpato le cattedre ed infeudato le chiese - financo la più alta, verrebbe da dire in questi ultimi anni - e che non è né madre ma matrigna, non maestra di verità ma divulgatrice di eresie. Da essa oggi prendono le distanze quanti, dal mai abbastanza deprecato conciliabolo di Roma, credevano di poter tenere insieme l'integrità della dottrina e le concessioni alla mentalità del secolo; con coloro che decenni orsono si volgevano altrove, quando vi era chi coraggiosamente denunciava nella deriva postconciliare le premesse di un'inevitabile apostasia.

Milioni di fedeli, migliaia di sacerdoti e Vescovi, centinaia di Cardinali. Tutti a fingere di non capire, o forse in buona fede persuasi che quanto via via si vedeva prima taciuto e poi negato, col tempo avrebbe trovato un autorevole chiarimento. Tutti a baciare la Sacra Pantofola di Roncalli e Montini, salutando gli orrori liturgici come un necessario compromesso per non cedere in cose più importanti. Che sarà mai un manipolo, in fin dei conti, o un semidoppio, o un Dominus vobiscum abbandonato, se alla fine continuiamo a credere le stesse cose. E non capivano che proprio l'aver osato costoro metter mano ad un semidoppio era il prodromo della legittimazione del concubinato, che chiamare Presentazione del Signore la Purificazione della Vergine era il primo passo verso la protestantizzazione della Chiesa; che sbianchettare il Te saeculorum Principem era un via libera alla laicità dello Stato ed alla estromissione della Chiesa dalla vita pubblica.

Adesso qualcuno - pochissimi, in verità, specialmente tra quanti sono insigniti della Sacra Porpora o cinti della mitria - osa levar la voce contro le abominazioni che si vanno concretizzando in seno al Sinedrio della Famiglia. E privatamente umiliano cautissime e circostanziatissime missive al Sacro Piede, salvo poi vedersi bollare come sedizioni e cospiratori dai ben noti pennivendoli accreditati presso la Sala Stampa Vaticana. E coloro che si sbrodolano con la tanto decantata parresia sono poi i primi a manovrare nell'ombra; quanti si riempion la bocca con la colelgialità sono i primi ad esercitare un autoritarismo che avrebbe fatto impallidire Bonifazio VIII o Leone X.

Ben vengano le denunce dell'attuale apostasia della setta infeudata in Roma. Ma se non si denunciano le cause, non è possibile combattere gli effetti che esse hanno indefettibilmente provocato. E che pochi lungimiranti profeti di sventura avevano già denunciato sin dai tempi di Roncalli, ahimè inascoltati, se non derisi od ostracizzati.

Lasciamo che questo Sinedrio lasci cadere la maschera a tanti lupi sinora travestiti da agnelli. E preghiamo perché i buoni Pastori mettano finalmente da parte la diplomazia e la curiale prudentia, trovando il coraggio - come l'eminentissimo Cardinal Burke - di affermare con orgoglio la propria appartenenza non già alla setta conciliare, ma alla Santa Chiesa di Cristo.

Baronio ha detto...

...usando un'espressione tipicamente romanesca a proposito di quei Prelati che oggi si svegliano dal torpore e trasecolano dinanzi alla catastrofe imminente: qui tempore postconcilii pupas depectebant. E di puparum depectores ce ne furono a josa. Alcuni si baloccano ancor oggi con le pupattole montiniane e non si accorgono di essere irrimediabilmente scaduti nel vintage.

Anonimo ha detto...

Robertus ha detto...
Quest'uomo parla chiaro...c'è poco da fare.

Luisa ha detto...

Vorrei solo ringraziare l`anonimo che ha scritto il commento delle 19:04

Anonimo ha detto...

Grazie a lei. Apprezzo anch'io il suo lavoro di ricerca di informazioni. Saluti anche a tralcio.

mic ha detto...

Avevo apprezzato anch'io il comnento dell'Anonimo 19:04, che inviterei a ulteriori suoi contributi, se può e vuole, magari con qualunque nick che lo estragga dal completo anonimato

Mah ! ha detto...

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/vaticano/2015/10/15/news/sinodo_un_vescovo_racconta_al_papa_un_bimbo_spezzo_l_ostia_per_darne_al_papa_risposato_-125136816/?ref=m%7Chome%7Capertura_extra%7Cpos_1


Se questo racconto e' vero dimostra soltanto l'ennesimo oltraggio alla S.Eucaristia e relativo compiacimento del padre del bambino e peggio che peggio del vescovo che ha avallato il tutto perdendo l'occasione di correggere e di insegnare !!
Massì continuiamo ad aggiungere spine alla corona di Nostro Signore !!
Poi dice che la Vergine piange lacrime di sangue.... !!
Cominciamo la pulizia dell'anima altro che pulizia del pianeta !

Anonimo ha detto...

magari con qualunque nick che lo estragga dal completo anonimato

Come mi devo chiamare stavolta? Suggerisca lei un nick ...

Unknown ha detto...

condivido