lunedì 19 ottobre 2015

Mons. Ghizzoni, il censore del Rito Antiquior, ora apre alla FSSPX

RAVENNA – Quando era a Reggio Emilia come vescovo Ausiliare era stato il più acerrimo nemico dei gruppi di fedeli che chiedevano di celebrare messa secondo la forma straordinaria, impropriamente detta messa in latino.
Un’opposizione a volte ostica, che sembrava il più delle volte non tenere conto del Motu proprio di Benedetto XVI Summorum Pontificum che sdoganava, facendoli uscire da un ghetto, i fedeli tradizionalmente affezionati alla cosiddetta vecchia messa.
Singolare “conversione” per Lorenzo Ghizzoni, Arcivescovo reggiano di Ravenna e Cervia. Ha appena concesso per domenica prossima e per la seconda domenica di ottobre due messe in latino ad una parrocchia della sua Diocesi, Santa Maria del Torrione, che in vista della creazione di un gruppo stabile di fedeli inviterà a celebrare il reverendo don Enrico Doria. Don Doria è un sacerdote del Priorato ‘Madonna di Loreto’ della Fraternità Sacerdotale San Pio X“, la fraternità che segue il carisma del vescovo Marcel Lefebvre.
Un cambiamento non da poco. Si vede che dopo l’annuncio di Papa Francesco sulle confessioni lecite anche da parte dei sacerdoti lefebvriani, anche nell’episcopato italiano ci si affretta ad allinearsi al nuovo corso. Cosicchè quello che era impensabile fino a ieri (aprire le parrocchie di casa ai lefebvriani, quasi come fossero appestati) oggi è non solo permesso, ma quasi auspicato. Ne gioiranno i fedeli vicini alla comunità di Econe, ma ne avranno beneficio, ne siamo sicuri, anche tutti gli altri fedeli della Catholica. (Andrea Zambrano - Fonte)

20 commenti:

RR ha detto...

Dio scrive sulle righe storte...
Rr

bernardino ha detto...

@ RR : speriamo solo che la FSSPX sappia leggere bene anche sulle righe storte.
Sappiamo per certo che la Fraternità ha una sua linea dottrinale dalla quale non si discosta e non cade in tranelli bergogliani. Monsignor Lefebvre ha indicato
la strada giusta e la Fraternità la conosce molto bene; ha fatto talmente tanti sacrifici che non si vende per un piatto di lenticchie.
Prima li dichiaravano eretici, scismatici, li hanno messi alla gogna davanti alle masse cattoliche, Semeraro gridava che nessuno doveva andare presso la FSSPX che era scomunicata (Bugie, bugie, Benedetto XVI aveva parlato chiaro sulla Fraternità, e Semeraro vescovo di Albano, che ora fa parte del sinodo continuava a mettere paure verso la SPX). Tutta la Chiesa conciliare era convinta che la Messa V.O. latino-gregoriana, cioè il Messale tridentino era abrogata, solo che B.XVI con il motu proprio Summorum Pontificum et Universae Ecclesiae ha detto al mondo che quella Messa e quel Messale non era stato mai abrogato e pertanto la SPX celebrava validamente ed i sacerdoti e Vescovi erano validi e Chiesa Cattolica ecc. ecc.
Ora ci mette bocca anche un vescovo censore di quel Messale solo perchè lo vuole Bergoglio che "guarda caso ha detto per l'anno della misericordia i sacerdoti della SPX possono confessare e rimettere i peccati" - ma se i sacerdoti della SPX possono confessare cioè possono applicare uno dei Sette Sacramenti, vuol dire che sono sacerdoti regolari e possono celebrare validamente Messa, battezzare, i Vescovi Cresimare, dare l'Estrema Unzione - Sono sacerdoti che si dichiaravano tradizionali della Chiesa Bimillenaria e non vendevano la Chiesa agli errori del vat.II.
Ora il card. di Buenos Aires ha fatto i suoi passi verso la SPX, Bergoglio piano piano vuole riaprire le porte (magari tra non molto dirà che non erano ne scimatici, ne altro, e magari erano regolari e loro "i conciliari" non l'avevano capito, e comincia a mandare avanti qualche vescovo, poi più vescovi, poi fa mettere a disposizione qualche chiesa, poi più chiese.
Ma che si sono accorti che loro hanno svuotato le chiese del mondo ed i seminari e si rivogliono fare sulla SPX che è sempre più seguita dai veri cattolici?
ATTENZIONE! ATTENZIONE! ai tranelli _ Ecc.za Mons. Fellay non cadete in questi trabocchetti - inutile che ve lo dica , voi lo sapete già - la cosa va avanti da troppo tempo.

Non siamo noi che dobbiamo andare nelle fauci dei lupi - arriverà il momento che loro dovranno ritornare alla Chiesa di sempre.
Laudetur Jesus Christus - forse il demonio vuole apparire ancora sotto altre forme, ma noi non ci cadiamo.

Anonimo ha detto...

I lefebvriani (sacerdoti ordinati) stanno crescendo ad un ritmo nemmeno paragonabile a qualunque altra congregazione.

I nostri seminari ricettacolo di ogni eresia chiudono: la FSSPX negli ultimi due anni ha battuto ogni record precedente (80 sacerdoti ordinati).

Deo gratias

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Corre voce che nei prossimi mesi ci sarà finalmente il famoso Accordo con la FSSPX (lo so bene, lo so che "corre sempre voce", lo so bene che ogni volta si dice "stavolta è per certo", e che ogni volta si dicono robe tipo "stavolta monsignor Pozzo s'è sbilanciato pubblicamente", eccetera, e poi non succede mai niente).

Nulla togliendo alle possibili (e anche alle imprevedibili) ricadute positive di tale accordo (mi è necessario chiarirlo perché sto suonando il campanello di Pavlov ai soliti tifosi della FSSPX), occorre evitare di cantar vittoria troppo presto.

Finché nella FSSPX e nei suoi tifosi prevarrà l'idea di avere l'Esclusiva Mondiale della Tradizione, il famoso Accordo sarà una lama a doppio taglio - sappiamo bene che i modernisti, laddove non riescono a sopprimere, tentano almeno di rinchiudere in una "riserva indiana".

I nostri beneamati vescovi non vedono l'ora di rispondere in modo beffardo: "volete una Messa tridentina a norma del Summorum Pontificum? Ma andatevene dai lefebvriani, tanto ora sono approvati!"

E può gioire di tale battutaccia solo chi è convinto che la Tradizione consista esclusivamente nell'autoconservazione della FSSPX.

lister ha detto...

Fulminato sulla strada di Damasco?

bernardino ha detto...

Anche il ramo dei FFI e Suore stavano crescendo ad un ritmo senza paragoni, e sono stati commissariati (povero P. Manelli e confratelli) - ci sarà anche per loro l'anno ed il giubileo della misericordia con l'abolizione del commissariamento?

Eppure il Signore ha sempre altri programmi - e noi lo preghiamo.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Fulminato sulla via di Damasco?

Certe volte non si sa se ridere o se piangere. Come nel caso del malefico ex arciprete cerimoniere del Duomo di Milano, "monsignor" Manganini, nemico giurato della liturgia Vetus Ordo, accanito e zelantissimo oppositore della Tradizione.

Per decenni ha insultato in ogni modo (per esempio chiamandoli «ferrivecchi destinati all'estinzione») e ostacolato in ogni modo i tradizionalisti - ricordo quella volta che incontrò l'anziano mons. Amodeo, già molto malato (sarebbe morto di lì a un paio di mesi) che andava a celebrare una Messa Vetus Ordo privata nella cappella della residenza dei canonici... il Manganini, visto il manipolo e il velo del calice, gli urlò addosso tutte le parolacce di questo mondo (e quella Messa passò alla storia come la "Messa Sgridata").

Ebbene, costui - ormai in pensione da qualche anno - qualche mesetto fa ha accettato di celebrare personalmente una Messa Vetus Ordo per un gruppo di fedeli di Milano, spolverando tutti i paramenti più sontuosi, con tanto di ferula canonicale... addirittura felice e contento che ci fosse ancora qualcuno che gli tributasse l'onore di chiedergli una Messa.

lister ha detto...

@ EP
Beh, allora sono due i fulmini, no?
Peccato che quel fulmine su S.Pietro durante il periodo di Sede Vacante, non abbia sortito nessun effetto...

RR ha detto...

Beh, EP, le vie del Signore sono infinite...
Mai dire mai
RR

bernardino ha detto...

Sapete come mi chiamava e mi chiama Mons. Romano R. ordinario di C. quando lo assillavo nei paesi dove lo incontravo chiedendogli la Messa secondo il Rito Romano antico? ""mi chiamava Bernardino il ribelle di ....."" eppure io lo stimavo ugualmente, tanto che gli dissi che la croce pettorale non si fà col fildiferro perchè la porta Bergoglio VdR - è forse una vergogna definirsi amante della Messa Latino/Gregoriana che si è celebrata per millenni? Lui mi rispondeva che la gente deve capire, il latino è superato, ed io in Africa chi lo capisce nelle trecentomila lingue africane o asiatiche? Ora che avanza (in qualche modo la papolatria, ecco perchè qualcuno comincia a capire che Bergoglio vuole , e non si sà perchè, o lo sà solo Lui) e qualche vescovo comincia anche a malavoglia a dare disposizioni diverse da chi diceva che tutto era abrogato, come decideranno gli altri ferrei novatores se non vogliono restare indietro e magari non dare dispiacere al Kapo?
Ci credo poco o sempre meno, ma non credo finchè non vedo, oppure davvero fulminato Lui sulla via di Damasco; e tutti gli altri vescovi ai quali si accappona la pelle a dover dare certe disposizioni? e cosa faranno mai i preti, i parroci che sono annebbiati si solo novus ordo?

Agostino ha detto...

Non è vero, ho parlato con Don Enrico Doria (il sacerdote che ha officiato messa a Ravenna), e mi ha detto che il vescovo non ha messo bocca. E' stata un'iniziativa dei soli parrocchiani. Liberi di non credermi naturalmente.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Timeo Ghizzoni et dona ferens. Mossa chiaramente fatta ad usum proprium, cioè ai fini di carriera. Dal negare una Messa di sempre celebrata da un qualsiasi prete diocesano all'invitare addirittura un prete della FSSPX ... c'è qualcosa che non quando a. Una conversione liturgica affrettata, troppo. Una inversione a U che puzza. L'ha fatto solo per mettersi in mostra. Ricordiamoci che Bologna, Palermo, il vicariato di Roma sono già oltre i 75 anni. Alla fine del 2016 addirittura Milano. Nel 2018 Genova. Devo continuare?

Pensiamoci ha detto...

http://www.cooperatoresveritatis.net/it/gesa-non-teme-di-affrontare-la-battaglia

viandante ha detto...

Comprendo che dopo essere stati scottati dall'acqua calda si possa essere prudenti anche con quella fredda, però io ritengo che se dei fedeli hanno la possibilità di seguire delle Messe tridentine celebrate come si deve da sacerdoti della FSSPX, sicuramente se hanno ancora in cuor loro un po' di cattolicesimo non potranno che rimanere edificati da questa loro scoperta, perché per i più si potrebbe trattare della prima volta che assistono a una tale Messa. E se ne ricorderanno.
Questo è il punto: qualche anno fa se ne voleva cancellare la memoria, ora la ripropongono! Forse inavvertitamente o chissà per quale gioco, ma la ripropongono.
Comunque in una partita di calcio si accettano anche gli autogol dell'avversario!
Chiaro, anche la Messa tridentina si può svuotare dall'interno, ma non penso sia il caso di una Messa celebrata dalla Fraternità.

Anonimo ha detto...

Veramente strana, questa mossa,
Vedremo come si sviluppa.
sarebbe interessante sapere che intenzioni ha Scola... dopotutto c'è appena stata la Messa a Seregno con mons. Fellay. Sarei curiosa di vedere cosa succede adesso,
humilitas

mic ha detto...

Non è vero, ho parlato con Don Enrico Doria (il sacerdote che ha officiato messa a Ravenna), e mi ha detto che il vescovo non ha messo bocca. E' stata un'iniziativa dei soli parrocchiani. Liberi di non credermi naturalmente.

Se questo fosse vero, sarebbe comunque una notizia che non abbia vietato...

mic ha detto...

http://www.cooperatoresveritatis.net/it/gesa-non-teme-di-affrontare-la-battaglia

Beh, cooperatores veritatis, come MiL con l'analoga citazione letteraria di don Camillo, peraltro più volte ricordata da Gnocchi e Palmaro, parlano per allusioni e non contestano direttamente le distorsioni che non sono marginali.

E' arrivato il momento di parlare forte e chiaro, e anche pubblicamente: è una delle 8 tipologie di comportamento, di fronte all'inedita animala situazione, che ho individuato qui:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/09/permanere-nella-verita-di-cristo.html

Luisa ha detto...

mic, ha parlato forte e chiari Roberto di Matteo:


"Non solo il matrimonio: qui finiscono la chiesa, l' unità e la dottrina. Perché il Sinodo virtuale conta più di quello reale"

http://ilsismografo.blogspot.ch/2015/10/vaticano-non-solo-il-matrimonio-qui.html

Poi vedremo quel che uscirà dal Sinodo, quel che deciderà Bergoglio che non sarà virtuale ma effettivo, se ci sarà bisogno di leggere fra le righe, se, come molti prevedono, verrà creata una Commissione ad hoc per studiare i temi caldi, e si sa a che cosa servono le varie commissioni, ad annnegare il pesce, a ritardare il momento della decisione e nel frattempo, mentre altrove si discute, la prassi novatrice, le pastorali di rottura avranno tutto il tempo di prendere radice !

mic ha detto...

In effetti se il sinodo virtuale può contare di più di quello reale è perché, ora come allora: col concilio, ci sono i presupposti nel linguaggio approssimativo che non definisce e che chi pilota il sinodo così come chi ha pilotato il concilio dispiega tutto il suo impegno per far prevalere nonostante le provate opposizioni.

exodus ha detto...

Mic., diceva forte, quasi gridando il Card. Pappalardo ""Mentre a Roma si discute Sagunto brucia"" - (protremmo cambiarla in ""mentre a Roma (al sinodo) si discute la dottrina viene bruciata"".