lunedì 6 marzo 2017

Nuovi colpi per i Francescani dell'Immacolata: un carìsma che 'non piace' alla nuova chiesa

Riprendiamo gli aggiornamenti, da parte del Comitato dell'Immacolata, sulla sofferta vicenda dei F.I. Qui l'indice degli articoli pubblicati.

Girano voci che a breve i Commissari pontifici dei Frati Francescani dell’Immacolata consegneranno ai Frati il testo provvisorio delle nuove Costituzioni, che saranno successivamente portate in Capitolo (a settembre?) per la discussione e approvazione da parte dei Frati e per consegnarle poi alla Congregazione dei Religiosi per l’approvazione ecclesiastica.

Sembrerebbe che l’Istituto stia seguendo un percorso ordinario e sereno. Così si vuol far credere e pare che i Commissari stessi se ne vogliano autoconvincere.

Tutt’altra, sembra, sia la realtà di confusione, smarrimento e sofferenza tra i Frati, ormai irrimediabilmente divisi dal Commissariamento, che, senza ombra di dubbio, ha creato (volontariamente?) questo gap, come ha fatto in molti altri casi della storia degli Ordini religiosi (vedi il caso dei Paolini, qualche decennio fa). Sarà perché l’istituto del Commissariamento, dal punto di vista canonico, è molto inconsistente e, quindi, potrebbe diventare uno strumento incontrollabile in mano alle autorità superiori? Lasciamo agli esperti le disquisizioni giuridiche.

Stando ai mass media, tra i frati non correrebbe buon sangue (e questo, se fosse vero, non sarebbe edificante). Probabilmente, però, c’è chi se ne approfitta, come sembra facciano i Commissari, per portare l’acqua al loro mulino. Insomma, userebbero le divisioni tra i frati per stravolgere il loro Carisma, troppo tradizionale, troppo ancorato alla dottrina cattolica, all’ascesi, alla penitenza (cose tutte vissute con grande serenità e letizia francescana, come possono attestare tutti coloro che hanno conosciuto i Frati). I Commissari parlerebbero molto spesso di unità e di carità fraterna, ma non affronterebbero seriamente i motivi per cui l’unità è infranta (sulle mancanze di carità non siamo informati, e poi: chi sono io per giudicare?). Sembrerebbe che, per loro, l’unità vada considerata al di sopra della verità, della dottrina, della morale, della giustizia. Insomma, se ciò fosse vero, nessuna meraviglia. Rispecchierebbe bene la prassi dominante nei sacri palazzi.

Da quanto risulta, il motivo della divisione, è stato inizialmente l’accoglienza favorevole del Motu Proprio Summorum Pontificum (non poteva essere altrimenti!) da parte dei Fondatori e di gran parte dell’Istituto, e il rifiuto, da parte di uno sparuto gruppetto di frati, della corretta applicazione di esso. Questo contrasto interno è stato la miccia, diciamo così, che ha dato occasione al gruppetto e agli scontenti per attaccare uno dei Fondatori su questioni personali, a quanto pare, usate come cavallo di Troia, al dire delle autorità ecclesiastiche, per un “colpo di stato” bell’e buono. Le cose però sono andate molto male, si sa, tanto che, dopo quasi quattro anni, il volto dell’Istituto è completamente sfigurato e quelli che erano stati i promotori della ribellione o hanno lasciato l’Istituto oppure pare che vivano in uno stato dei semi depressione…

I Commissari pontifici, a quanto risulta, rimangono ciechi di fronte alla realtà che hanno creato. Non solo, ma vorrebbero procedere ad una “normalizzazione” dell’Istituto, eliminando in pratica quanto lo caratterizza. Questo attraverso l’imposizione, di fatto, di nuove Costituzioni.

Le Costituzioni sono il testo giuridico e spirituale fondamentale per ogni Istituto religioso. Regolano la vita dei membri e la loro spiritualità. Per questo solo i membri dell’Istituto possono prepararle o adattarle alle mutate condizioni sociali e temporali. All’autorità della Chiesa spetta il compito di approvare, correggere, emendare questo testo normativo, in modo da dare garanzia alla Chiesa e ai membri stessi dell’Istituto di ortodossia e di ortoprassi. Le Costituzioni non vanno fatte “a tavolino”, ma devono rispecchiare tutta la ricchezza del Carisma, riconosciuto santo e utile dalla Chiesa e per la Chiesa. Dopo un’esperienza ventennale, finalmente nel 1990 gli FFI hanno avuto l’approvazione diocesana e nel 1998 quella pontificia delle Costituzioni tutt’ora vigenti, approvate ancora dalla CIVCSVA nel 2008.

Anomalo e, diremmo ancor più, grave, è quanto sta accadendo ora per i FFI. Pare che i Commissari abbiano creato proprio “a tavolino” le nuove Costituzioni, e che le consegnino prossimamente per una prima visione. Risulta che non è stato chiesto ai Frati alcun contributo ufficiale, anzi che i Commissari abbiano rifiutato di prendere in considerazione delle osservazioni fatte al loro progetto di revisione delle Costituzioni. In passato i Commissari hanno riunito due o tre volte i superiori delle case di tutto il mondo, una quarantina perché ascoltassero le proposte dei Commissari. C’è da dire che i superiori non hanno nessuna qualifica per affrontare le revisioni delle Costituzioni. Sono stati per la maggior parte sostituiti dal primo Commissario (r.i.p.) con frati allineati al gruppo ribelle. Un circolo vizioso. Ora proprio questi dovrebbero giudicare e valutare la nuova forma di vita dei frati. Tutto questo, senza chiedere alcun intervento dei Fondatori.

Due sono gli elementi fondamentali e specifici che verranno espunti o modificati: il voto mariano e la povertà comunitaria, con la Traccia mariana. Se questo fosse confermato, ciò sarebbe la dimostrazione che i Commissari stanno imponendo un testo normativo che non rispecchia anzi che stravolge il carisma specifico dei FFI, già approvato dalla Santa Sede. In pratica i Commissari non tengono in nessun conto gli “intenti dei fondatori” e “le sane tradizioni”, da custodire gelosamente, come recita uno dei principali canoni del Codice di Diritto Canonico: «L’intendimento e i progetti dei fondatori, sanciti dalla competente autorità della Chiesa, relativamente alla natura, al fine, allo spirito e all’indole dell’istituto, nonché le sue sane tradizioni, cose tutte che costituiscono il patrimonio dell’istituto, devono essere da tutti fedelmente custoditi» (c. 578).

I Commissari stanno creando di fatto, a tavolino, un nuovo Istituto. A questo punto ci si domanda (la domanda è retorica) se è lecito imporre a dei battezzati una forma di vita diversa da quella abbracciata. Sarebbe probabilmente molto più giusto lasciare la libertà, a chi vuole, di continuare a vivere con la forma di vita già approvata e sperimentata, e a chi non vuole più il voto mariano e la povertà, con la Traccia mariana, di entrare nel nuovo Istituto che i Commissari stanno creando “a tavolino”.

Com’è noto, il voto mariano della illimitata consacrazione all’Immacolata è il primo voto dei FFI ed è la loro ragion d’essere come Istituto, è il motivo per cui San Giovanni Paolo II nel 1990 volle che essi si costituissero in Istituto, separandosi dall’Ordine dei Frati Minori Conventuali. I media da mesi hanno dato la notizia che i Commissari hanno già, con grave abuso, eliminato questo voto dalla formula di Professione Religiosa, imponendone un’altra, priva di questi due elementi sostanziali, e questo senza previo dialogo e senza aver prima sentito il parere di alcuno. I FFI si sono trovati di fronte all’opzione di abbandonare forzatamente l’Istituto o di professare con una nuova formula, priva dell’elemento fondamentale, essenziale e specifico del loro Carisma. Infatti, la nuova formula imposta dai Commissari ha sostituito il voto mariano con un generico quarto voto di disponibilità ad andare in missione.

Inoltre, la nuova formula di professione elimina dal Carisma anche la povertà comunitaria, ossia l’impossibilità per l’Istituto di avere alcuna proprietà, mobile o immobile, per vivere nella più alta fiducia nella divina Provvidenza. Fino al 2013 la divina Provvidenza li ha sostenuti nelle loro ingenti opere apostoliche. Dall’inizio del Commissariamento i benefattori si sono ritirati per mancanza di chiarezza delle Autorità ecclesiastiche. In effetti, lo hanno fatto a ragione veduta, considerato il fatto che ora i Commissari stanno stravolgendo l’identità carismatica dell’Istituto, il quale, in meno di 4 anni di Commissariamento, ha già chiuso quasi venti conventi, ha chiuso tre missioni, ha perso un centinaio di vocazioni… .

Cosa dire? Preghiamo il Signore perché intervenga al più presto per salvare un fiore così splendido com’era l’Istituto dei FFI e delle SFI, fino al devastante intervento di alcuni ecclesiastici e di tutti coloro che, anche tra i frati stessi, si sono fatti loro collaboratori dell’opera di distruzione dell’Istituto dell’Immacolata. Confidiamo in un Suo intervento potente, perché venga sanata questa situazione, che tanto fa soffrire il Corpo mistico di Cristo e che ritarda l’avvento del Suo Regno.
Il Comitato dell’Immacolata

12 commenti:

Anonimo ha detto...

E occorre parlare anche di quegli ex ffi che sono potuti uscire perché novizi e seminaristi che si erano uniti in un'associazione approvata da un vescovo filippino appena dimissionato senza motivi. Che fine faranno questi poveretti?

Annarè ha detto...

Credo che quando si tocca l'Immacolata, chi l'offende e le mette i bastoni tra le ruote, non avrà gran successo a lungo. Quei buoni religiosi che veramente si sono messi nelle mani dell'Immacolata e non si sono insozzati con il tradimento e la persecuziuone dei propri confratelli, saranno protetti, il che non significa che non dovranno portare la croce, ma sarà un martirio spirituale che porterà frutti. Che il buon Dio li sorregga nella battaglia e dia loro il coraggio di perseverare sulla buona strada.

Anonimo ha detto...

"...l’Istituto,..., in meno di 4 anni di Commissariamento, ha già chiuso quasi venti conventi, ha chiuso tre missioni, ha perso un centinaio di vocazioni”. la responsabile è la Chiesa della (falsa) misericordia, in uscita (nel senso di far uscire i fedeli dalle chiese, i seminaristi dai seminari e i monaci dai conventi?) e del rinnovato (falsato) slancio missionario; rimarrete soli, a cantarvela e suonarvela da soli e con i vostri nuovi amici acattolici e anticattolici, e francamente, nel giudizio post-mortem, salvo pentimento che vi auguro, non vorrei essere al vostro posto...

Francesco ha detto...

Cerchiamo però di avere un pò più di fiducia, sia nella Provvidenza del Signore, sia anche, perchè no, nei tanto bistrattati commissari vaticani. A me non risulta che padre Ardito e gli altri due siano persone cattive o perfide. ...Mettiamoci un pò anche nei loro panni: magari non avranno una sensibilità tradizionale o tridentina, però immagino avranno fatto del loro meglio per mediare le diverse anime dell'istituto e arrivare a un compromesso che cerchi di fare contenti un pò tutti, magari togliendo qualcosa a ognuno per ottenere delle costituzioni decenti che traggano il meglio dalle precedenti e cerchino di limare e scremare ciò che forse era un pò eccessivo e magari non più necessario.
Eppoi, le costituzioni saranno discusse e approvate dalla plenaria di tutti i 400 frati, la maggior parte dei quali sono vicini a padre Manelli e al vecchio corso. I quali, se non sono stati consultati finora dai commissari, potranno dire la loro e dare un contributo nel capitolo generale.
Se poi il voto mariano sarà solo facoltativo e non più obbligatorio, pazienza, lo adotteranno comunque i frati manelliani, che sono la maggioranza. L'importante è che non venga vietato, questo sì sarebbe una violenza verso i frati e un sovvertimento dell'ordine come è stato concepito e istituito in origine.
Ciò che invece credo interessi maggiormente a tutti e che spero verrà pienamente ripristinata è la possibilità, per tutti i frati che lo vorranno, di celebrare liberamente la Messa Tridentina, sia in forma privata, sia in forma pubblica, così come prescrive la legislazione attualmente in vigore in tutta la Chiesa col Motu Proprio "Summorum Pontificum. Anche perchè, proibendo quelle messe, si sono violati pesantemente i diritti di tutti i fedeli che assistevano con profitto a tali celebrazioni. Stessa cosa per il breviario: i frati che lo vorranno, siano liberi di poterlo utilizzare con tranquillità e serenità.
Tutto questo vorrei dire a padre Ardito e ai suoi 2 colleghi commissari se potessero sentirmi.

mic ha detto...

Cerchiamo però di avere un pò più di fiducia, sia nella Provvidenza del Signore, sia anche, perchè no, nei tanto bistrattati commissari vaticani. A me non risulta che padre Ardito e gli altri due siano persone cattive o perfide.

Nessuno ha detto che i commissari siano persone cattive o perfide. Il problema sta nell'annacquamento della spiritualità sposato dal nuovo corso curiale, che coincide con le renitenze della fronda ribelle.
Vedi (a riprova che il problema è generale):
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/11/ora-tocca-alla-rifondazione-della-vita.html
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/05/rodriguez-carballo-ha-rotto-il-segreto.html

Il lettore Francesco fa un discorso semplicista. Che senso ha inserire voti o regole facoltative (a scelta!). Ma quando mai si è vista una cosa simile, che crea confusione e divisione e oltretutto cambia e sovverte il carìsma trasmesso dai fondatori e approvato da Giovanni Paolo II?

Anonimo ha detto...

"per ottenere delle costituzioni decenti che traggano il meglio dalle precedenti".
Non sono addentro alle cose di quest'ordine un tempo fiorente e ora, sento, in pieno declino. Ma se prima era fiorente, perchè modificarne l'essenza, cioè appunto le costituzioni ?
Il voto mariano facoltativo e pazienza.... ??? Ma stiamo scherzando ?
Questa è logica tipicamente cattomodernista che aborre ogni rigore ed ogni nettezza. Queste mollezze, questa pochezza è da fuggire e condannare senza se e senza ma.
E' significativo il fatto che "Francesco, h. 15.57" definisca "vecchio corso" quello originario.
I compromessi per "far contenti tutti" scontentano sempre tutti invece, a parte chi li desidera perchè qui non si sta facendo politica (in senso moderno e peggiore del termine) ma si decide del destino di un ordine religioso, cosa che col "compromesso" non dovrebbe aver nulla a che spartire.

Anonimo ha detto...

"Cerchiamo però di avere un pò più di fiducia, sia nella Provvidenza del Signore, sia anche, perchè no, nei tanto bistrattati commissari vaticani. A me non risulta che padre Ardito e gli altri due siano persone cattive o perfide. ."

Altro che discorso semplicista... Intanto è un discorso omissivo. Se i nuovi commissari sono a posto, perché:

1. a tutt'oggi non abbiamo notizie certe sulla vicenda, che le autorità preposte tentano di tenere nascosta?
2. continua la persecuzione giudiziaria contro padre Manelli, nonostante tutto quello che è stato messo in piedi sinora si sia rivelato una calunnia?
3. si cerca di mettere le mani sul patrimonio delle associazioni laiche che supportano l'ordine?

E poi:

arrivare a un compromesso che cerchi di fare contenti un pò tutti, magari togliendo qualcosa a ognuno per ottenere delle costituzioni decenti che traggano il meglio dalle precedenti e cerchino di limare e scremare ciò che forse era un pò eccessivo e magari non più necessario.

Il voto Mariano sarebbe tra le cose eccessive e "magari non più necessarie"? Per quale motivo? Fa accapponare la pelle solo pensarlo. E se poi la maggioranza dei frati sono "mannelliani", come lei dice, perché la minoranza si è permessa di creare questo caos invece di riconoscere che aveva evidentemente fatto una scelta sbagliata, e conseguentemente non ha pensato di spostarsi in un ordine più adatto al proprio sentire?

PS Questa scusa del fare un compromesso accettabile a tutti è stato spesso usato in passato per tentare di far passare eresie. Anche durante l'eresia ariana si voleva far passare la natura "simile al Padre" al posto della "stessa natura del Padre" con un compromesso: si diceva che dopotutto mettere per iscritto "simile" non impone a certi di continuare a pensare che sia "uguale", e fa contenti anche gli altri. Leggo, in questi giorni, che i manipolatori della formula di consacrazione stanno pure tentando un compromesso "accettabile a tutti". Queste sono cose luciferine, altro che storie.

--
Fabrizio Giudici

ave Maria! ha detto...

Due pesi e due misure....
E che dire di frati che sono fuggiti dall'istituto perché la vita resa impossibile dal nuovo corso e dallo stravolgimento di tutto l'ideale francescano-kolbiano?
Se ne chieda conto al "superbissimo" di santa Maria Maggiore, come lo chiamò Margheriti Mastino, che prima tra i ribelli sollecitó il colpo di stato, poi é fuggito anche lui.
Mah!

Ave Maria ! E' mio il copyright ! ha detto...

Concordo con l'intervento di Mic delle ore 16:46 .
Caro Francesco certo che abbiamo fiducia nelle Provvidenza , ci mancherebbe !
Mentre i Benedettini riscoprono e vivono la Regola di S. Benedetto iscriviamo i FFII al college liberale ?
Allora perche' non iscriverli alla CGIL così potranno fare un regolare contratto individuale .
Ma.. e S.Francesco ..., e frate asino...tutto da dimenticare ?
Per i non romani, "Anticaja e Petrella" ?
I commissari non devono far contenti un po' tutti , devono far contento Dio che vuole Operai forti nella Fede per la Sua messe e non impiegati del catasto .
Aiutiamo la Madre di Dio con penitenze e suppliche affinche' liberi dalle squame gli occhi dei disubbidienti al carìsma dei fondatori .

Enrico Medi , semplice laico cristiano , era divorato dal fuoco della Fede :
“Sacerdoti, io non sono un prete e non sono mai stato degno di poterlo diventare. Come fate a vivere dopo aver celebrato la Messa? Ogni giorno avete il Figlio di Dio nelle vostre mani. Ogni giorno avete una potenza, che l’arcangelo Michele non ha. Con la vostra bocca voi trasformate la sostanza del pane in quella del Corpo di Cristo; voi obbligate il Figlio di Dio a scendere sull’altare. Siete grandi. I più potenti che possono esistere. Sacerdoti ve ne scongiuriamo, siate santi! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, siamo perduti…”. Prof. Enrico Medi

S.Filippo gridava : Paradiso ! Paradiso !
- Bisogna desiderare di far cose grandi per servizio di Dio, e non accontentarsi di una
bontà mediocre, ma aver desiderio (se fosse possibile) di passare in santità ed in
amore anche S. Pietro e S. Paolo: la qual cosa, benché l'uomo non sia per conseguire,
si deve con tutto ciò desiderare, per fare almeno col desiderio quello che non possiamo colle opere.

Omonimo delle 21:04 , raccomandi alla Madonna colui che definisce il superbissimo e ringraziamo Dio sempre e comunque .

Anonimo ha detto...

I commissari non saranno né cattivi né perfidi, ma devono ubbidire al loro grande capo, colui che vestito di bianco, ma con le scarpe nere, abbraccia eretici e scismatici, loda atei ed assassini, ... e colpisce a morte i veri cattolici.
So di disposizioni categoriche di eliminare i F.I., nonostante i commissari non abbiano trovato alcunché di rilevante.
Modificando così drasticamente la costituzione, eliminano il carisma originale: normalizzata quindi la loro vita religiosa, non vi sarà più ostacolo alcuno ad una fusione con gli altri istituti francescani: ecco finalmente eliminati i F.F.I., senza colpe né condanne, senza scalpore, semplicemente cambiandone l'essenza.
Bergoglio è tanto astuto quanto privo di misericordia: pur di raggiungere il fine non bada ai mezzi e li impone ai suoi sottoposti, ricalcitanti o meno, questo non è dato a sapere, comunque consenzienti.
Ave Maria ! Pensaci tu !
Silvano

Anonimo ha detto...

Chissa' , forse ai Commissari sarebbe bastato chiedere : " Chi intende seguire il carìsma originario si disponga alla mia sinistra ,chi ha qualcosa da eccepire si disponga ad uscire , sara' collocato altrove .
Fine

irina ha detto...

Difficile intendere questi accanimenti. Non riesco a trovare il filo del pensiero. I motivi. Il fine. Certo, ancora un poco e la Chiesa sarà proprio un' altra. Ed anche la faccia degli accaniti.