giovedì 30 marzo 2017

Vero diritto dell’uomo è la vittoria su se stesso

Così attuale e così ignorato dal successore regnante.

Giovanni Paolo II – Angelus – Domenica, 20 febbraio 1994

1. Siamo entrati nella Quaresima dell’anno 1994, Anno della Famiglia, voluto dall’ONU e dalla Chiesa. Tra i compiti che, durante questo Anno, occorre mettere in evidenza in campo sia ecclesiale che civile vi è il consolidamento del legame familiare e della vera identità della famiglia. Per questa ragione la Lettera alle Famiglie, che verrà pubblicata martedì prossimo, 22 febbraio, è prima di tutto un invito alla preghiera per le famiglie e con le famiglie.

Gli insidiosi attacchi contro la famiglia nella moderna civiltà edonistica, che, malgrado tutte le dichiarazioni sui diritti dell’uomo, è nella sostanza contraria al suo vero bene, non possono essere respinti se non con la preghiera, il digiuno e l’amore vicendevole. Non mancano, certo, le famiglie che pregano per se stesse e per gli altri. In questo nostro mondo, esposto a così numerose minacce di ordine morale, si sta provvidenzialmente sviluppando l’apostolato delle famiglie.

Purtroppo si devono registrare, proprio in questo Anno della Famiglia, iniziative propagandate da notevole parte dei mass media, che nella sostanza si rivelanoantifamiliari”. Sono iniziative che danno la priorità a ciò che decide della decomposizione delle famiglie e della sconfitta dell’essere umano – uomo o donna o figli. Vi si chiama, infatti, bene ciò che in realtà è male: le separazioni decise con leggerezza, le infedeltà coniugali non solo tollerate ma persino esaltate, i divorzi, il libero amore sono talora proposti come modelli da imitare. A chi serve questa propaganda? Da quali fonti essa nasce? “Ogni albero buono – osserva Gesù – produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi” (Mt 7, 17). Si tratta, dunque, di un albero cattivo che l’umanità porta dentro di sé, coltivandolo con l’aiuto di ingenti spese finanziarie ed il sostegno di potenti mass media.

2. Il pensiero va qui alla recente e ben nota risoluzione approvata dal Parlamento Europeo. In essa non si sono semplicemente prese le difese delle persone con tendenze omosessuali, rifiutando ingiuste discriminazioni nei loro confronti. Su questo anche la Chiesa è d’accordo, anzi lo approva, lo fa suo, giacché ogni persona umana è degna di rispetto. Ciò che non è moralmente ammissibile è l’approvazione giuridica della pratica omosessuale. Essere comprensivi verso chi pecca, verso chi non è in grado di liberarsi da questa tendenza, non equivale, infatti, a sminuire le esigenze della norma morale (cfr. Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, 95). Cristo ha perdonato la donna adultera salvandola dalla lapidazione (cfr. Gv 8, 1-11), ma le ha detto al tempo stesso: “Va’ e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8, 11).

Questo dico con grande tristezza, perché tutti abbiamo grande rispetto della Comunità Europea, del Parlamento Europeo; conosciamo i tanti meriti di questa istituzione. Ma si deve dire che con la risoluzione del Parlamento Europeo si è chiesto di legittimare un disordine morale. Il Parlamento ha conferito indebitamente un valore istituzionale a comportamenti devianti, non conformi al piano di Dio: ci sono le debolezze – noi lo sappiamo – ma il Parlamento facendo questo ha assecondato le debolezze dell’uomo.

Non si è riconosciuto che vero diritto dell’uomo è la vittoria su se stesso per vivere in conformità con la retta coscienza. Senza la fondamentale consapevolezza delle norme morali la vita umana e la dignità dell’uomo sono esposte alla decadenza ed alla distruzione. Dimenticando la parola di Cristo: “la verità vi farà liberi” (Gv 8, 32), si è cercato di indicare agli abitanti del nostro Continente il male morale, la deviazione, una certa schiavitù, come via di liberazione, falsificando l’essenza stessa della famiglia.

Non può costituire una vera famiglia il legame di due uomini o di due donne, ed ancor meno si può ad una tale unione attribuire il diritto all’adozione di figli privi di famiglia. A questi figli si reca un grave danno, poiché in questa “famiglia supplente” essi non trovano il padre e la madre, ma “due padri” oppure “due madri”.

3. Confidiamo che i Parlamenti dei Paesi d’Europa sapranno, su questo punto, prendere le distanze e, in occasione dell’Anno della Famiglia, vorranno proteggere le famiglie di antichissime società e nazioni da questo fondamentale pericolo. Non ci sono dubbi, però, che siamo in presenza di una terribile tentazione. La prima Domenica di Quaresima ci ricorda il Cristo che si è trovato faccia a faccia con l’eterno Tentatore dell’uomo e l’ha vinto: una vittoria che preannunciava il trionfo pasquale mediante la croce e la risurrezione. Cristo dice a noi – a noi cristiani, a noi abitanti dell’Europa – che questo genere di male non si vince se non con la preghiera e il digiuno. Sì, non possiamo vincere questo male, questa minaccia in altro modo. Le uniche istanze a cui possiamo appellarci sono la retta, la sana coscienza e il senso di responsabilità delle nazioni, le quali non devono permettere che si distrugga la famiglia, perché da essa dipende il futuro di ciascuno di noi.

All’inizio della Quaresima, la Chiesa riascolta la chiamata di Cristo e l’accoglie così come l’hanno accolta, un tempo, gli Apostoli. Smettiamo di essere uomini di poca fede e cerchiamo di diventare uomini di preghiera e di penitenza! ” . . . Se non vi convertite, perirete tutti” (Lc 13, 3), dice Cristo. Non sono parole pronunciate invano; hanno avuto già molte volte conferma nella storia. Non sappiamo né il giorno né l’ora (cfr. Mt 25, 13)! La Quaresima ci serva al rinnovamento della nostra alleanza con Dio in Cristo. In Lui solo è la salvezza dell’uomo. [Fonte: by Costanza Miriano]

20 commenti:

Anonimo ha detto...

.....effettivamente, questi mostri paiono non conoscere la civiltà, esserle estranei: perché lo sono. Sono quei barbari verticali, che ad ogni generazione di neonati invadono da sotto una società, e la società non ha saputo civilizzare, a cui non ha saputo trasmettere i comandamenti morali, la cultura, il senso del giusto e del bene come sia distinto dal male. Sono gli stessi mostri che erano a 4 anni; solo che adesso pesano 80 chili, hanno un apparato sessuale e testosterone da adulto che non padroneggiano (se mai li padroneggia), guidano auto, sposano donne, fanno figli, insomma allacciano relazioni umane a cui sono impreparati, assumono responsabilità verso gli altri che non riconoscono affatto – e manovrano coltelli e spranghe, come cannibali nella foresta vergine, obbedendo alle loro rabbie e invidie e seti di vendetta nutrite dentro tenacemente, lasciate crescere volontariamente senza freni. Senza dignità alcuna che li trattenga, senza vergogna di sé che li faccia esitare a fare le cose più basse. Poi, dopo aver fatto esplodere la furia, placata la sete di sangue, aspettano la polizia inebetiti: non hanno pensato al “dopo” , hanno solo dato sfogo all’istinto belluino. Bestie.

Ma qui non si tratta più solo dell’invasione verticale dei barbari, del fatto che la società moderna e progressista non li ha saputi civilizzare. Peggio: questi sono i prodotti dell’anti-pedagogia vociante da tutti gli altoparlanti pubblici: vietato vietare, sesso libero e felice, nessuna responsabilità, “i vostri diritti”, il diritto al piacere è supremo, l’avidità è buona, siate “evoluti” e quindi schernite ogni credenza religiosa, i suoi comandamenti sono per bambini di un’altra epoca. Tutta una ducazione alla “spontaneità”, a non frenare le proprie voglie; e soprattutto, che ai cari piccini siano evitate tutte le socnfitte esistenziali, siano preservati dai dolori.

Chissà come mai, la società permissiva crede che da tutto questo nascano la cavalleria verso la donna, la nobile compassione verso i deboli, il senso civico, il “tener conto del prossimo”, la temperanza, l’onestà civile. Come se tutte queste virtù nascessero come le banane sulle palme: invece, vanno insegnate.

Un tizio in una radio insegnava, l’altro giorno, il luogo comune del momento: le religioni producono “intolleranza” quindi bisogna non credere ad alcuna verità, essere aperti e moderni e secolarizzati, deridere le credenze – un attimo dopo, lo stesso tizio invocava una legge che togliesse il diritto all’obiezione di coscienza ai medici che non vogliono procurare aborti: un esempio di intolleranza totale proveniente dalla “apertura e modernità” laicista, col desiderio di obbligare dei medici all’infanticidio. A me par di vedere la stessa pulsione omicida nel fatuo opinion maker radiofonico, come nelle bestie di Alatri: intolleranti al massimo grado, o no? Non accettano che esistano altri con una propria volontà, semplicemente.....
(Maurizio Blondet)

Japhet ha detto...

http://www.corrispondenzaromana.it/perche-non-bisogna-discreditare-la-compagnia-di-gesu/

irina ha detto...

Lo stile di vita nel quale siamo ammollo, come già scritto da tanti, non nasce come fungo nella notte. E' stato a lungo preparato da un continua corruzione dei popoli in modo divertente ed irriverente oltre che intimidatorio e violento. Quasi tutti noi ormai non abbiamo quasi più memoria di come possa essere una vita meno ipocrita, meno ipercinetica, meno sessualmente spalancata, meno dedita all'inganno e all'autoinganno.
La colpa prima è della Chiesa, la sola che avrebbe dovuto occuparsi delle anime di tutti, dei suoi tenendoli custoditi al riparo, degli altri ammonendoli con poche parole e molti buoni esempi,indiscutibili.Le macerie sono sotto i nostri occhi ogni giorno. La chiesa dialogante, aggiornata ha fallito.La chiesa dell'amore in saldo ha fallito. Se all'inizio era il Verbo, infine una chiacchiera melensa che avvolge nel fumo ogni essere umano, soffocandolo.

Matteo ha detto...

Scusatemi l'OT, questo messaggio può anche non essere pubblicato, valga come segnalazione.

Sul blog di Mil ho trovato questo nefasto evento
http://blog.messainlatino.it/2017/03/finto-vescovo-celebra-messa-in-una.html?m=1

A tal punto la nostra Chiesa è giunta da non riconoscere ciò che è Cattolico da ciò che non lo è?
Mi dico sempre di continuare a Sperare, ma qui non ci resta che piangere

Michele MAcIK Durighello ha detto...

L'Onu e compagnia briscola non vanno incensati, sono delle oligarchie traviate, ma fortunatamente a Wojtyla non mancava l'autentico senso della famiglia.

Luisa ha detto...

Povera chiesa allo sbando, qui siamo in Belgio dove un sacerdote, portavoce della Conferenza episcopale belga, reagendo alle parole di un professore dell`Università """cattolica""" di Lovanio che aveva qualificato l`aborto di "omicidio" e per questo sanzionato, ha osato dire,

"“Le parole di Stèphane Mercier mi sembrano caricaturali. La parola omicidio è troppo forte: presuppone una violenza, un atto commesso in piena coscienza, con un’intenzione, e questo non tiene conto della situazione delle persone spesso nella più grande angoscia”, “formule del genere non aiutano la Chiesa, specialmente nel quadro dell’appello alla vita lanciato dal Papa”.

Dunaue per quel sacedote ""cattolico"" l`aborto non è un atto violento, una vita non è soppressa, e chi abortisce non lo fa "in piena coscienza", i più deboli, i più indifesi, all`inizio e alla fine della vita, e chi li difende, non possono nemmeno più contare sulla Chiesa cattolica per prendere la loro difesa.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-l-aborto-un-omicidio-non-esageriamoscandalo-in-belgio-vescovi-contro-il-prof-cattolico-19400.htm

Luisa ha detto...

E qui il primo ministro del Lussemburgo ricevuto da Bergoglio insieme al suo """""marito"""", strano, gli altri responsabili politici non son venuti accompagnati, sarà stata una provocazione, il tutto con il sorriso compreso quello di un deludente Gänswein che, come lo fa notare Béatrice, avrebbe potuto invocare la clausa di coscienza.

http://benoit-et-moi.fr/2017/actualite/la-photo-de-trop.html

Luisa ha detto...

Son ben lontani i tempi dei "valori non negoziabili" di benedettiana memoria, oggi tutto è negoziabile, anche il crimine più orrendo viene ricoperto col manto di una sedicente compassione e misericordia, non si vergognano ma verrà pur il giorno in cui dovranno render conto dei loro atti davanti a Colui che non temono di tradire e strumentalizzare al servizio dei loro interessi.

Anonimo ha detto...


@ "Il diritto dell'uomo è la vittoria su se stesso per vivere in conformità con la retta coscienza"

E in questo modo, con la retta coscienza, l'uomo scopre, attua le norme morali (ivi, Angelus citato). Giusto. Anche un Kant sarebbe stato d'accordo. Dal punto di vista cattolico, mi sembra manchi qualcosa: che la vittoria nei confronti di se stessi deve avvenire nella lotta per fare ogni giorno la volontà di Dio, per osservare cioè i Comandamenti di Cristo, con l'aiuto indispensabile della sua Grazia. Viene nominata qui in modo chiaro la Grazia, che ci deve assistere in modo determinante in questa lotta? Senza queste indispensabili precisazioni il discorso non rischia di esser interpretato in chiave razionalistica?
E circa le colpe di coloro che già allora (media, politici) si davano da fare per diffondere l'ideologia omosessualista, perché non dire che essi cadevano in peccato mortale e si rednevano degni della dannazione eterna? C'è solo un timido accenno finale a Lc 13, 3 (perirete tutti come quelli sui quali è caduta la torre di Siloe, se non farete penitenza e non vi pentirete). Invece quel Papa non avrebbe dovuto fare un discorso ben più ampio, su questo importante punto?
23 anni dopo quel sermone la situazione è enormemente peggiorata e viviamo sopraffatti dal sentimento di impotenza di fronte alla catastrofe sociale, morale, religiosa che si fa ogni giorno più imponente e massiccia. Preghiere e digiuni non sono evidentemente bastati, non hanno affatto placato la giusta ira divina nei confronti del nostro mondo. Forse occorreva fare anche qualcos'altro, quel qualcosa che stiamo ancora aspettando dalla pars sanior della Gerarchia. PP

Pietro C. ha detto...

Un appunto su un particolare del discorso di Bergoglio a Monza:

http://traditioliturgica.blogspot.it/2017/03/divisione-inclusione-straniamento.html

Grazie per l'attenzione.

Anonimo ha detto...

I discorsi di Francesco I a Monza non saranno stati di particolare valore, ma il palco da cui li ha proferiti sì : 1 milione e 300 mila euro.
http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/palco-papa-critiche-diocesi-milano/

La Buona Stampante ha detto...

https://www.filedog.io/MovedBoxer

Volantino in formato A4, pronta da stampare fronte/retro, con il testo di questa splendida e attualissima catechesi pronunciata all'Angelus.

Anonimo ha detto...

Caro Pietro C., come ha ragione!
La ringrazio.

Un giorno, in confessionale, dissi -tra l'altro- di essere a disagio per la totale perdita del sacro in cui mi imbattevo in numerosissime circostanze, irritandomene. Mi fu detto che nel momento in cui Dio si è fatto uomo il sacro non c'è più. A dirlo non un sacerdote magari un po' confuso, ma un docente -vantandosene per darsi titoli di fronte a qualche mia perplessità di povera pecora semplice del gregge- alla Facoltà teologica dell'Italia settentrionale.
Bergoglio viene da lontano e non solo perché è sudamericano.

un ambrosiano

Anonimo ha detto...

Stomachevole difesa di papa bergoglio su rai 2 ...
Ormai la chiesa è inglobata al pensiero anticristico dominante, solo che pochi se ne accorgono e questi pochi anche tacciati di "nemici del papa"
Umanamente è impossibile che tutto questo finisca.

Rr ha detto...

Quel sacerdote, Luisa, non ha mai assistito ad un aborto. Se lo avesse fatto, e soprattutto se si fosse trattato di un " late abortion" ( aborto nel II e III trimestre di vita fetale, concesso in molti Stati americani), si sarebbe accorto di quanto è' violento, anche se fatto in ospedale e da un esperto ostetrico. Certo la donna non sente al momento ( dopo si) dolore, non grida, non piange, e il suono della pompa aspirante è meno fastidioso di quello di una sega circolare che apra il cranio, o seghi un osso, ma il sangue, i pezzi d'organo, l'odore ( per quanto asettici si possa essere), sono quanto di più simile all'ammazzamento di un agnello o capretto ci sia. Ah, la donna poi spesso comtinua a sanguinare.

Oggi il vicepresidente Pence, che NON è cattolico, ha votato a favore della proposta di decidere in aula il blocco e la revoca degli aiuti statali ( non federali) alla Planned Parenthood. Come scrivevo l'altro giorno, non c'e' bisogno di un riforma sanitaria per levare l'ossigeno a certe realtà aborticide, che sono null'altro che una macchina per far soldi sulla pelle dei bambini e delle donne, specie se povere, negre o immigrate.

Anonimo ha detto...

OT
Don Minutella allontanato dalla parrocchia per disposizione del Vescovo:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1871430949768824&id=1736683333243587&__tn__=%2As

Luisa ha detto...

Hai ragione Rosa, quelle donne che gridano "faccio quel che voglio con il mio corpo", "il mio corpo mi appartiene", che pretendono essere proprietarie di una vita, di disporne a piacimento, mentre la verità inaccettabile e insopportabile è che quella vita NON è loro proprietà ma un essere distinto che dal primo istante, e senza interruzioni, cresce fino alla sua nascita , quelle donne prima di urlare con i loro cartelloni dovrebbero visionare i video strazianti di aborti, di quei pezzetti di organi gettati o venduti, di quel carnaggio sanguinolento, di quel crimine orrendo dove si arriva a uccidere il feto in utero con un`iniezione ben mirata.
In Francia chi offre un`informazione sull`aborto che non sia quella del pensiero unico, anche senza mostrare i video, è punito, i siti sono oscurati, così vanno le cose nella nostra società malata e così ci troviamo in una chiesa che danza con il mondo con un sacerdote, portavoce di una conferenza episcopale, che afferma che nell`aborto non c`è violenza.

Luisa ha detto...

Su qualche incoerenza nel viaggio papale a Milano e sulle
OSSERVAZIONI E RACCOMANDAZIONI DEL COMITATO ONU DEI DIRITTI UMANI ALL’INDIRIZZO DELL’ITALIA:
 
http://www.rossoporpora.org/rubriche/vaticano/684-sulla-visita-del-papa-a-milano-l-onu-tradisce-i-diritti-umani.html

Anonimo ha detto...

Non solo ha perso il rispetto di se' ma anche il senno , come Ofelia .

http://muniatintrantes.blogspot.it/2017/03/la-donna-e-merce.html

http://www.iltimone.org/35920,News.html

Pietro C. ha detto...

Gentile Ambrosiano,

sembra e, ripeto, sembra che Bergoglio parli a volta a "vanvera" ma in realtà le sue espressioni obbediscono tutte ad una logica lontana dal "sacro".
E che il "sacro" oramai non sia considerato e sia letteralmente negato indica chiaramente un orientamento aperto al "profano" con la scusa che Cristo si è fatto uomo. Ma se un tempo le grandi personalità della Chiesa avessero sentito questo si sarebbero accese di grande indignazione. Vede, evacuando il "sacro" non è solo la liturgia a rimetterci le penne ma pure la vita monastica che in non pochi ambiti oramai agonizza e non è un caso che, sotto Bergoglio, ci siano state migliaia di dispense di frati, suore e monaci! Sembra veramente tutto architettato per distruggere quanto rimane...