domenica 11 luglio 2021

Patrioti di giornata - Marcello Veneziani

L’Italia è risorta. Alla stadio, in tv, nelle piazze, nei bar e nelle case. È risorta a cottimo, in questo luglio a volto scoperto, dopo due sfide, col Belgio e la Spagna e stasera si annuncia la gloriosa epifania a Londra, nella finale con l’Inghilterra, la perfida Albione diventata perfida Brexit, che ha lasciato l’Europa ma non molla il campionato europeo. A celebrare l’evento nella cattedrale dello Wembley ci andrà il nostro papa in borghese, sua eminenza Mattarella I, detto Serginho. Eravamo l’ultima repubblica in semifinale, in mezzo a tre monarchie. Poi, espugnati i regni di Spagna e di Danimarca, siamo rimasti noi contro la Corona Inglese, l’Impero di Sua Maestà, la Sterlina, il ciuffo biondo e la variante inglese.
È curioso questo patriottismo d’occasione e di giornata rispuntato dal nulla e dalla pandemia, quest’italianità giocosa, non dantesca, non sabauda, non garibaldina, ma calcistica, televisiva, chiellina e mancina; questo amor patrio all’ultimo stadio. Quintali di mattarellate patriottarde, sciami di bellaciao e retoriche della Resistenza ci sono scivolati addosso come noiosi ossequi al patriotticamente corretto. Poi arriva l’inno di Mameli cantato a squarciagola dalla Nazionale e l’Italia s’è desta davvero, dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa. Un paese di figli unici riscopre i Fratelli d’Italia. Brividi di irredentismo, orgoglio italiano, facce tricolori come testimonial di una passione Nazionale che ci mette la faccia. E vai con l’Italia. Sarà vera gloria? Ai posteri cioè a stasera l’ardua sentenza.

Resta comunque un mistero quella molla arcana e arcaica che resiste alle massicce dosi di globalizzazione inoculate mille volte al dì; quella passione che ci muove dentro e si esprime all’esterno, che ci fa sentire noi rispetto a loro. Un patriottismo inestirpabile, irriducibile, che ha bisogno poi di farsi abbraccio, corteo e coralità, non può esaurirsi con la Dad, da remoto. Il calcio riscopre la nostra pulsione originaria.

Ma il calcio è pure la nostra infanzia collettiva, il nostro tornar bambini, in comunità come all’asilo. Ci piacciono le guerre incruente, le guerre per finta e per procura, con delega ai nostri atleti a difendere la bandiera, la dignità e il primato della nostra Nazione. Un popolo di individualisti con tendenza all’autodenigrazione e al vituperio nazionale, una massa di single irriducibili a far squadra e sistema, po’ global un po’ chissenefrega, si lascia infiammare dalla passione per la patria quando si entra in campo. Ma il calcio è sempre stato misteriosamente un portatore insano di consenso patrio. Cominciò la Nazionale di Vittorio Pozzo, quando vinse i due mondiali, il ’34 e il ’38 del secolo scorso: e quel mitico allenatore per eccitare i calciatori faceva cantare gli inni patriottici, incluso Giovinezza, negli spogliatoi. Si dopavano così, era la loro anfetamina. Ma se è per questo l’amor patrio fu celebrato anche in altri sport, pensate alle Olimpiadi. O pensate a Primo Carnera, il gigante venuto dal povero Friuli, che riscattò in America l’onore dei nostri emigrati e il nostro orgoglio patrio, battendo fior di pugili, bianchi e neri. In tempi a noi più vicini, fu memorabile quella volta, alle Olimpiadi, che Nino Benvenuti, il pugile venuto dalle terre irredente, fece svettare il tricolore più in alto delle bandiere americane e sovietiche, che erano i padroni del mondo. Poi resta fin troppo mitica la notte patriottica in Messico, nell’estate del ’70, quell’Italia-Germania 4-3. Ricordo quella notte in cui fu permesso a noi ragazzini di guardare la tv, come un evento magico, non meno prodigioso di quello dell’estate precedente, quando l’uomo andò sulla luna. L’Italia vinse e fa niente che poi perse la finale col Brasile di Pelè. Ma non c’è partita quando gli uomini sfidano gli dei.

La vera riscoperta dell’amor patrio tramite il calcio, avvenne nel Mundial dell’82, quando l’Italia vinse in Spagna il suo titolo mondiale. Venivamo da decenni in cui il tricolore lo vedevi solo nelle piazze di Almirante, agitato dai missini; e sembrava quasi un simbolo proibito, fascista, minoritario, contro l’Italia maggiore e ufficiale. Col mundial dell’82, il Tricolore tornò nelle piazze e rappresentò una nazione e non più una fazione, si fece unanime. Venne l’Italia di Spadolini, Pertini e Craxi con cui raggiunse il suo apice a Sigonella, quando l’amor patrio per una volta uscì dalla ricreazione e dal puro gioco per farsi storia e dignità nazionale. Forse ci costò caro quell’atto d’insubordinazione agli Usa… Dopo il mundial, Giano Accame scrisse un saggio dedicato al Socialismo Tricolore che cominciava proprio dal calcio: In principio fu il Pallone; in effetti quello fu l’incipit.

Ma la passione tricolore durò forse un decennio, poi fu svenduta e travolta a colpi di privatizzazioni e di commissariamenti tecnici e giudiziari. Risorse poi nella politica con formazioni che si chiamavano Alleanza Nazionale e Forza Italia, una gran furbata di Berlusconi che riprendeva il grido calcistico e riportava in politica gli azzurri. Poi l’Italia si eclissò nelle braccia dell’Europa e sotto i piedi degli eurocrati, dei debiti e dell’euro. Ora te la rivedi uscire, a sorpresa, dal calcio, mentre l’Italia premia la Meloni come Miss Italia, almeno nei sondaggi, la più amata dagli italiani.

Che ne sarà di questa ventata tricolore dopo quel che succederà stasera? Se perdiamo riprenderemo a dividerci tra vittimismo e autodenigrazione e a imprecare. Se vinciamo, ci sentiremo eroi, patrioti e risorgimentali, almeno per 6-8 ore, come l’effetto della rinazina. Poi dell’Italia cosa resterà? Forse la scia bianco, rosso e verde che lasciano nel cielo le frecce tricolori. Perché il nostro patriottismo è così breve e giocoso, aereo e vaporoso, come si addice a un popolo di sfiduciati cronici che ogni tanto torna bambino e riscopre festoso le sue origini.
Marcello Veneziani, La Verità (10 luglio 2021)

64 commenti:

tralcio ha detto...

A proposito dell'essere o sentirci fratelli d'Italia...
Le appartenenze che risuonano di inni coinvolgenti valgono anche nell'essere figli di Dio.
Oggi stavo davanti all'altare della Madonna, in santuario, e meditavo quest'alternativa.

Il Cristo, essendosi fatto uomo, ha una mamma: la corredentrice.
S'è fatto uomo per mostrarci il Padre e per l'incarnazione ha scelto quel cuore immacolato.
L'anticristo non ha una mamma e così parla di una "madre terra".
Il suo padre la Madonna la detesta e la teme, perché sa che gli schiaccerà il capo.

Il Cristo ha un sacro cuore e un cuore eucaristico.
L'anticristo non ha cuore e detesta il sacro e la santa Eucaristia.

Il Cristo è umile, ama davvero e non è geloso del suo essere Dio. Ama anche il nemico.
L'anticristo è superbo e finge di amare, geloso del suo potere mondano, invidiando l'uomo.

Così, fratelli di Dio non lo si è automaticamente, come cosa scontata. Anche da battezzati.
C'è infatti un altro padre sulla scena, l'antitesi di quello mostratoci da Cristo.
Questa antitesi insegna che si è tutti figli anche senza bisogno del Cristo!
Infatti l'antitesi è menzognera. Si diventa fratelli un tanto al chilo, come "ius soli"...
No: esser figli è una scelta che passa da un'intimità, conoscenza, comunione e fedeltà.

I fratelli di Italia nel nome del gioco del pallone sanno di certe fraternità in nome della madre terra... Cioè di certe identità esteriori e manipolabili, organizzate ad arte, basta che non ti venga in mente di andare troppo in là con l'identità, che non devi avere.
Non devi avere un vero Padre o una madre. Basta che tu esista per l'idea, nel mainstream.

PS: a proposito di complottismo... Il complottista sente puzza di bruciato prima, non dopo.
Se questa sera vinceremo, i complottisti dell'arbitraggio casalingo saranno sbugiardati.
Se perderemo per qualche decisione opinabile del direttore di gara, saranno confermati.
Nel caso dei vaccini è differente. Non è complottismo vedere tutto il bruciaticcio che c'è.
La puzza allora è solo una conseguenza e una conferma; la prova è più di un indizio.

Beh, dopo quest'insalata di fraternità, figliolanze, arbitraggi e vaccini, buona domenica.
E' il giorno del Signore Dio, nostro Padre. Gesù ha detto di onorarlo, con la Madre.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=P3nwAaPrZEI

Addio mia bella addio

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=miq7CGrbK0E

LA LEGGENDA DEL PIAVE CON TESTO ORIGINALE

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=FsS8NkF65k0

Banda e Coro di Trieste - La Campana di San Giusto

Anonimo ha detto...

Speriamo che tutto vada bene e non fissiamoci sui dettagli, a volere essere pignoli la squadra inglese non dovrebbe neppure giocare in Europa visto che UK è ufficialmente un paese extra europeo........ciò detto, forza ragazzi, dateci una soddisfazione che c'è poco da essere allegri di 'sti tempi.....

Anonimo ha detto...

https://www.google.com/amp/s/www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/25899194/giuseppe-conte-mieli-cacciari-energia-forte-cardinale-silvestrini-mafia-san-gallo.amp

Anonimo ha detto...

@anonimo 14,44
UK è extraeuropeo??? Suggerisco qualche ripasso di geografia. Al limite sarà extra UE.

Anonimo ha detto...

Diego Fusaro:
Alcuni poco civili tifosi inglesi hanno offeso e deturpato la bandiera italiana, mentre erano avvolti con orgoglio in quella inglese. I poverini non sanno forse che la loro bandiera, con la Croce Rossa di San Giorgio, è una bandiera di Genova, a suo tempo affittata all'Inghilterra. Voi lo sapevate? Giusto per ricordare la grandezza dell'Italia e, in questo caso, soprattutto di Genova e dei genovesi.

mic ha detto...

Azzurri in ginocchio, Italia in ginocchio.

Anonimo ha detto...

A parte lo stile dei tifosi inglesi, che si conosce da sempre, stile di educazione liberal 'fai da te' per i subalterni e liberal in salita mercantile per gli scaltri capaci, a parte lo stile dunque il pareggio è il risultato giusto. Giusto per UK che si è coraggiosamente tirata fuori dalla UE restando in piedi, giusto per noi che li abbiamo fronteggiati da pari senza che la UE possa montare in ulteriore superbia sul nostro sudore. E noi ricordiamo la Grecia e sosteniamo Ungheria, Polonia, Slovenia.
Noi non siamo in ginocchio, in ginocchio sono i nostri pretesi governanti davanti agli idoli ai quali si son votati.

Fuori tema ma non troppo. ha detto...

Ascoltate l'avv. Manola Bozzelli verso Bassetti
https://gloria.tv/share/SY3h2NFPivmw2gkKcgsuxjXwh

Anonimo ha detto...

Allora abbiamo vinto! Bene, forse ora anche noi usciamo della ue.

mic ha detto...

Beh, alla fine ce l'abbiamo fatta!

Anonimo ha detto...

- italiani + italici

saluti

Gian ha detto...

Sogno un'Europa libera da questa Unione Europea.

Anonimo ha detto...

Italiani non solo il dì di festa
Quando passerà la sbornia per l’euro-vittoria speriamo che ci resti dentro un po’ di quell’amor patrio da parata esibito stanotte. Perché la cosa più difficile è restare italiani di lunedì, dopo la festa; e ogni giorno che viene.

Cives italicus sum ha detto...

Posso dirlo? Gli Inglesi ieri sera hanno perso.
Non perché sono stati sconfitti nella finale degli Europei, ma perché hanno dato prova di scarsissimo spirito sportivo.
1° - Una parte consistente del pubblico ha fischiato durante il nostro inno nazionale.
2° - Prima dell'incontro hanno calpestato e vilipeso la nostra bandiera
3° - Appena terminati i rigori, lo stadio di Wembley si è svuotato.
4° - Al momento della premiazione i giocatori inglesi si sono sfilati la medaglia d'argento appena ricevuta.
- 5° Alcuni tifosi dopo l'incontro cercavano italiani tra il pubblico per malmenarli
Comprendo la delusione per la sconfitta, ma - come ci hanno insegnato gli Spagnoli poche sere fa - il vero sport è un'altra cosa.

Per i soloni che stigmatizzano i festeggiamenti ha detto...

Il calcio è un gioco. Il calcio fiorentino è ben precedente al caso inglese. Non entra sicuramente nulla nelle tasche di nessuno, ma se declinato in maniera positiva può trasmettere qualche valore: il senso di squadra, la solidarietà, l'amicizia, etc. Ovviamente è anche una sublimazione dell'aggressività, una specie di caricatura della guerra. Se giovani e meno giovani festeggiano per la vittoria dell'Italia che male c'è? Tutti il giorno dopo ritornano alle loro vite, ai loro problemi, alle tragedie del quotidiano. Un po' di euforia sportiva non toglie nulla alla realtà. Il divertimento è appunto una sospensione dal reale. Dura poco, ma non fa male a nessuno, anzi.

Viator ha detto...

Il fatto è che dopo 2000 anni loro sono rimasti gli stessi barbari, ma noi siamo passati da 6mila legionari a 11 calciatori...

Anonimo ha detto...


"Ascoltate l'avv. M Bozzelli v e r s o Bassetti"

In italiano si dovrebbe dire : " c o n t r o Bassetti".
Siamo all'ennesimo calco dall'inglese che usa l'avverbio latino
v e r s u s nel senso (non classico) di "contro". Lo abbiamo imparato
dal linguaggio giudiziario (Brown v. Smith, Brown fa causa contro
Smith) e sportivo: p.e. : Arsenal vs Liverpool,
Arsenal contro Liverpool, per indicare una partita di calcio
tra queste due squadre.
Oltretutto, usare "verso" qui non rende il significato
in modo del tutto chiaro.
Perciò: "ascoltiamo l'avv. M. Bozzelli contro Bassetti".
G.

Anonimo ha detto...

HANNO PERSO.
LO SPORT PREVEDE I COMPLIMENTI A CHI VINCE E L’ONORE DELLE ARMI A CHI È SCONFITTO

È da ieri mattina che gruppi di tifosi inglesi si sono aggirati per Londra in un’orribile caccia all’italiano. Alla faccia del notorio ‘fair play’ dei seguaci della regina Elisabetta.
Neppure di fronte al trionfo azzurro si sono placati, continuando a prendere a calci e pugni i pochi tifosi italiani presenti a Wembley.
Il dovere dell’ospitalità è stato violato gravemente in una manifestazione internazionale che avrebbe dovuto garantire il diritto all’incolumità fisica di qualunque sostenitore di qualunque squadra europea.
Mi auguro che il governo inglese voglia porre le scuse ufficiali per l’accaduto e che il governo italiano le richieda subito, anche per dimostrare che gli italiani quando sono all’estero devono essere rispettati e hanno il loro Stato a coprirli le spalle.

Questi animali inglesi, per fortuna una minoranza, non conoscono le leggi dello sport che prevedono i complimenti a chi vince e l’onore delle armi agli sconfitti, se hanno sostenuto la competizione a testa alta. A giudicare dalle immagini della premiazione, neanche i calciatori inglesi sono stati granché corretti, togliendosi subito la medaglia d’argento dal collo in segno di spocchia.

Una pessima figura agli occhi del mondo.

Anonimo ha detto...

La squadra più forte d'Europa, di un popolo più (ex) grande del mondo. Governato dalla politica più distruttrice del mondo.
DIMOSTRAZIONE? Dove comanda uno con la testa sulle spalle, competente e sagli ideali chiari, tutto funziona: squadra, titolare, dirigente.
Dove ci sono molte teste di razzo, non funziona niente, e le ditte falliscono. (ogni rif. a persone o fatti, è appropriato)

riflessione uin po' lunghetta.. ha detto...

"sedicente progresso, sedicente istruzione "
https://www.maurizioblondet.it/da-homo-sapiens-a-homo-stupidus/
“Gli stupidi sono più temibili della mafia, del complesso militare-industriale o dell’Internazionale comunista. Sono un gruppo non organizzato, senza un leader o norme, ma nonostante ciò agiscono in perfetta armonia, come guidati da una mano invisibile. Si esprimeva così Carlo Cipolla, brillante docente pavese con cattedra a Berkeley nel suo testo più conosciuto, la Teoria della Stupidità, condensata in un libriccino intitolato significativamente Allegro, ma non troppo. Cipolla, economista, tratta la stupidità da un punto di vista strumentale, con leggerezza, lontano dalla seriosità accigliata dei moralisti e dei filosofi.

Anonimo ha detto...


L'atteggiamento teppistico di parte di tifosi inglesi, la tenacia italiana

A vilipendere la bandiera italiana è stato un gruppetto di fanatici.
L'atteggiamento di parte del pubblico nei nostri confronti è stato
poco educato. Va anche precisato che si trattava sicuramente
della parte più volgare. I resoconti della stampa
locale parlano di tifosi che marciavano verso lo stadio già ubriache
di birra (maschi e femmine) e sature di "sniffate", abbandonatesi
a gesti di vandalismo e teppismo già per strada (non contro gli
italiani ma contro gli autobus o i negozi, lasciandosi alle spalle
un tappeto di cocci e lattine di birra. SEmbra che l'intero paese
si fosse fermato, che attendesse questa partita come una sorta
di riscatto morale per le numerose delusioni del recente passato;
che vivesse già in un'atmosfera di celebrazione collettiva,
un tantino allucinata, certamente sproporzionata rispetto al significato
intrinseco dell'evento.

Insomma, per non generalizzare, bisogna dire che la parte maleducata
era la feccia in azione, da non confondere con la totalità dei tifosi
inglesi. Questa della componente malandrina che si scatena nelle
folle inglesi (e non solo, ovviamente) è stata una caratteristica
spesso presente, possiamo dire,
nella storia inglese. Mi ricordo di aver letto, nel resoconto
fatto dall'esule russo Herzen della famosa visita di Garibaldi in Inghilterra
(some si sa, Garibaldi era popolarissimo presso una
parte consistente dell'opinione pubblica) frasi di questo tipo:
"ogni volta che grandi folle popolari inglesi si radunano all'aperto si
assiste a scene disgustose, infestate come sono da ubriachezza e
ladruncoli" - ho riassunto a memoria.

Comunque, bisogna capirli, dobbiamo essere magnanimi nella vittoria.
Perdere proprio in casa, quando avevano finalmente una forte
squadra e la sicurezza (dicevano) di vincere, dopo decenni di
magre spaventose. E perdere dopo aver segnato a freddo, in apertura,
cosa che sembrava preludere ad una goleada da parte da loro.
Ma l'Italietta di Mancini, senza grandi assi ma un gruppo compatto
ben mescolato di veterani e giovani speranze, più un portiere sempre
presente nei momenti decisivi, ha mostrato una tenacia e uno spirito
combattivo e di gruppo veramente eccezionali.
Anche noi volevamo vincere, avevamo l'obbligo morale di riscattare la
figuraccia rimediata due anni fa, non qualificandoci ai mondiali di Russia.
Si vorrebbe che lo spirito di corpo e il "patriottismo" dimostrato dalla
Nazionale si manifestassero anche in altri campi, molto, più importanti.
A cominciare dalla discussione sull'infame decreto Zan, che si inizia domani
al Senato.
H.

Anonimo ha detto...

Per Kissinger, nel calcio, l’esempio più eclatante in merito a compatibilità fra gioco e carattere nazionale era rappresentato dall’Italia. Voi pensate, diceva agli americani, che gli italiani siano dei gaudenti estroversi, amanti del bello e dell'effimero, ma è nel calcio che si vede come sono veramente: gente tosta, sparagnina, che non concede nulla alle apparenze e dà il suo meglio quando è in difficoltà. Per gli italiani le vittorie memorabili non sono quelle in cui dominano l'avversario con un gioco brillante e fantasioso, ma quelle in cui sono assediati per novanta minuti da un nemico soverchiante, soffrono, stringono i denti e riescono con un'unica sortita a mettere a segno il colpo decisivo."

Anonimo ha detto...

https://www.ledauphine.com/faits-divers-justice/2021/07/12/grenoble-les-supporters-italiens-envahissent-les-quais-apres-la-victoire-de-l-italie-en-finale-de-l-euro-de-football

Bernardo Guerrini ha detto...

Finchè ci mettiamo in ginocchio perchè ce lo chiede l'Unione europea massonica, il NOW, il globalismo, soros e compagni.. il mondo mussulmamo e il bergoglismo.. mi rifiuto di guardare questa Italia.... non mi rappresenta... perchè il popolo italiano non deve inginocchiarsi a nessuno fuori che a Dio Onnipotente.. nessuno è superiore a noi... oppure a me...solo Dio..... in questo modo dobbiamo accettare che siamo schiavi e non sappiamo più cos'è la libertà e la democrazia... quelle persone nel campo rappresentavano l'Italia e dunque anche me e non il mondo Komunista ateo.... non ho parole per definire chi prende ordini da quella gentaglia.... perchè alla fine si sono inginocchiati ad un mondo di melma.....

Anonimo ha detto...

Festeggiare non è peccato se a nessuno si nuoce. Un popolo da anni calpesto, deriso, tradito è giusto ed è sano che festeggi quando la squadra nazionale vince. Il grande insegnamento per l'Italia non è tanto nella vittoria ma, nell'esempio di saper fare squadra, è allora e solo allora che si vince!

Fermamente credo che se gli Italiani si decidessero a fare squadra, invece di perdersi e perdere i propri figli tra Montecchi e Capuleti, tra rossi e neri, tra venduti, traditori e corruttori, tra mafie e logge, nessuno oserebbe calpestare il nostro suolo o depredarci delle nostre ricchezze o ingiungerci di fare e/o non fare quello che torna utile a loro. Nessuno.


Liberiamoci dai corrotti, dai dissoluti, dai venduti, dai traditori interni, facciamo squadra e prepariamo le squadre di domani raccontando loro che uno solo è stato il male che ci ha piegato Corruzione e sua figlia Divisione.

mic ha detto...

Dimenticavo di dire che stanotte a fine partita il mio parroco ha suonato le campane. Ci sono emozioni sane al di là dei soloni che fanno gli schifiltosi...

Anonimo ha detto...

Ma davvero? E' piu' unico che raro.
Nella mia parrocchia le campane non ci sono mai state perche' il campanile progettato (una specie di torre per esercitazione dei pompieri ,tutta aperta con scala a chiocciola di ferro)non e' atta a sostenere due campanelle che siano due.
Anche su questo ci hanno dis-abituati:a non sentire piu' le campane perche' a qualche sindaco davano fastidio...e siamo arrivati allo stato laico .
Meglio la voce dell'imam?!?

Riflessione:
No campane
No acqua benedetta
No S.Sacrificio della Messa
No ,no,no...

Anonimo ha detto...


Dettagli della partita vinta dall'Italia, visti in televisione, in una delle sintesi che girano su internet.

I cartelloni pubblicitari posti alle spalle delle porte o di una delle porte, erano della Volskwagen, su sfondo color arcobaleno. E c'era scritto: "We drive diversity", con voluto gioco di parole. "Noi guidiamo la diversità", ove il gioco di parole è nel verbo to drive, guidare, condurre, da intendersi in senso letterale (guidare la macchina) e in senso figurato (noi guidiamo e quindi promuoviamo la diversità). Che cosa sia la "diversità" rappresentata dall'arcobaleno, lo sappiamo tutti.
Ma non basta. Il pallone del calcio d'inizio è arrivato al centro del campo incastonato per così dire su un modello teleguidato di Volkswagen giocattolo (elettrica) dipinto con i colori arcobaleno. L'arbitro l'ha preso e consegnato al giocatore che doveva battere il calcio d'inizio, italiano.
Insomma, la pubblicità "arcobaleno" era omnipresente collegata a quella ecologica del programma verde. Nella partita con la Danimarca, il capitano inglese invece della solita fascia gialla aveva una fascia arcobaleno, se non erro.
Tutta questa pubblicità pro-gay ha portato male agli inglesi., a quanto pare.
Una curiosità. Questo stadio di Wembley è il nuovo stadio di Wembley, inaugurato diversi anni fa da una amichevole tra l'Inghilterr U21 e l'Italia U21, che finì 3 a 3. Incontro amichevole, ma pur sempre ufficiale. Anche quest'incontro con gli inglesi sul campo è finito in pareggo, 1 a 1.

Anonimo ha detto...

‪I profili social del povero Saka il rigorista inglese, sono zeppi di commenti razzisti per il rigore sbagliato. La lezione dell’Italia agli anglofoni è arrivata ieri forse dall’abisso dei tempi. C’è chi l’antirazzismo lo recita con BLM, inginocchiamenti a gogo, quote nei film riservate alle diverse etnie, cancel culture, esibizioni e distorsioni varie. Poi c’è chi è antirazzista e rispettoso ontologicamente, senza dover recitare alcunché, pur schierando una Nazionale di soli bianchi.

Anonimo ha detto...

Ieri nella finale degli europei il pallone è stato portato in campo da un'automobilina radiocomandata coi colori arcobaleno: Volkswagen, sponsor ufficiale di Euro 2020, ha puntato moltissimo sulla propaganda "rainbow" e non poteva mancare l'ultimo assist a un certo genere di cultura (NB: cultura, non persone).

Ecco, passata l'euforia per il calcio, ricordiamo che domani 13 luglio al Senato va in discussione il ddlZan, nel silenzio assordante di molti che hanno il potere e il dovere di parlare.

Anonimo ha detto...

Why was there a small soccer car at the start of the Euro 2020 final?

Anonimo ha detto...

Oggettivamente l’Italia ha mostrato di essere la squadra migliore se si guarda all’intero arco del torneo. Squadra... e qui ci torna alla mente il Manzoni del ‘Marzo 1821”, in cui l’Italia viene prefigurata come “una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”. Per “l’altare”, ahimè, oggi non è più così... ma per il resto la squadra di Mancini, così compatta, decisa e piena di orgoglio patriottico (già a partire dal canto dell’inno di Mameli), ha regalato (almeno temporaneamente) a un popolo un po’ smarrito il senso di costituire una comunità. Anche a tanti, tanti giovani che, tricolore in mano, ieri notte hanno colorato (dei colori giusti) le piazze della Penisola.
Solo una macchia (ripetuta) nella prestazione azzurra: quel penosissimo, servo inginocchiarsi per solidarietà (dicono) con le squadre genuflesse davanti ai violenti del Black Lives Matter. L’auspicio è che gli azzurri – che hanno riguadagnato la stima universale – non si prestino più a strumentalizzazioni della nota e multiforme lobby (che anche ieri sera si è manifestata perfino dipingendo di arcobaleno la macchinetta elettronica porta palloni). Gli azzurri sappiano che ora sono un esempio di professionalità e passione per molti: non sporchino questa loro immagine con scelte socialmente devastanti! Quanto agli inglesi, conosciuti come maestri di fair play, ieri sera sono precipitati dal pulpito da cui concionavano... ma, inglesi, niente paura: l’Uefa è occupata a sanzionare i comportamenti dei tifosi ungheresi (minacciati dall'UE per il loro legittimo rifiuto del gender) che ad esempio a Monaco di Baviera hanno voltato le spalle durante l’esecuzione dell’inno nazionale tedesco (e sì che loro qualche buona ragione ce l’avevano!)

tralcio ha detto...

La realtà, che bellezza!

L'organizzazione fa di tutto per veicolare messaggi differenti e lei resiste, sempre.

E' tutto un parlare d'Euro e Europa, ma a squarciagola i ragazzi gridano il proprio inno, nella propria lingua. E se ne usano un'altra, anche non proprio fluently, è per canzonare.

Il pallone è arrivato su un'automobilina dai colori arcobaleno per l'ennesimo omaggio al mainstream e al gender. Ma in campo due squadre toste, maschie, per nulla frou frou.

Il celebrato calciatore inglese, qualificatosi per le olimpiadi di Tokyo nella gara di tuffi, è un osannato e inginocchiatissimo testimonial del riscatto sociale e dei diritti negati. Sul rigore si è defilato, lasciando fare a dei ragazzini... Ah, il campione...

Molti nostri giocatori hanno fatto un plateale segno della croce: forse qualcuno per scaramanzia, forse qualcuno non ha poi una vita coerentemente cristiana, ma intanto testimoniano più di mille paludati influencer della fraternità universale incapaci di un gesto vero.

Si è parlato di fair play di alcuni contrapposto alla meschina furberia altrui, salvo vedere molta spocchia e paura dove non t'aspetti e più umiltà e mestiere altrove.

In fondo ha vinto chi ha avuto meno pressione e più voglia di divertirsi, mettendocela tutta e portandosi dietro un modo di essere che resta ancora il solito e per chissà quanto lo resterà. C'è poco da resettare. Forse c'è da imparare, lasciando perdere, in tutti i sensi, i teorici di tutte queste novità che costringono i ragazzini a tirare il rigore decisivo dopo aver fatto inginocchiare l'apparenza, restando razzisti nell'anima.

tralcio ha detto...

Continuando sulla realtà...

Già dimostrato in precedenti analoghe circostanze locali, gli assembramenti festosi NON hanno comportato aumenti di contagi e affollamenti ospedalieri. Ma questa volta vedrete che non sarà così: perché c'è chi sa pilotare la realtà ai numeri che servono per la narrazione.

Ancor oggi c'è chi pensa che i morti nella bergamasca durante la primavera del 2020 siano da imputare all'Atalanta. Aspettiamoci ancora i virologi pronti a vedere la variante delta annidata in un passaggio di Di Lorenzo o nei guanti di Donnarumma.

La realtà poi farà giustizia, ma intanto vedrete che la narrazione attingerà dalle feste e le piazzate collegate alla manifestazione calcistica. Chissà a Londra, dove concorrono al contagio anche i fumi delle birre e la pioggia incessante. O forse là no. Solo da noi...

Anonimo ha detto...

Detesto il calcio. Da sempre. Non volevo scrivere nessun commento al riguardo, ma piuttosto ringraziare Mons. Viganò per la sua intervista - e lo ringrazio comunque - ma non ci sono riuscito!
Divertir pour dominer, Éditions L'Échappée, voll. 1 et 2.
Il titolo dei due interessanti volumi - Divertire per dominare - nei quali è considerato pure il calcio, dice tutto.
Il calcio è uno dei riti del Regime che profittano di più.
Sono finite le partite? Nessun timore, l'Italia "democratica e antifascista nata dalla resistenza" ha in serbo altre emozioni per gli italiani: la sbornietta azzurra sarà seguita dalla sbornietta arcobaleno.
E buone vacanze marine e arcobaleno a tutti, rigorosamente in museruola, vaccinati, entusiasti di Draghi e di Colao (sono talmente brutti che...)!

Anonimo ha detto...

Comunque è chiaro che un esercito di una qualsiasi nazione europea, di soli bianchi, ha motivazioni profonde inestirpabili che nessun rigoroso addestramento di giovani non europei può offrire e questo è stato dimostrato dall'ultima guerra mondiale e dalla penultima. Per noi il Piave è stato una delle dimostrazioni eccelse di quel che possa l'esercito minuto, seppur tradito, nell'affrontare e nel respingere il nemico. L'amor di Patria questo e ben altro può. Si potrebbe dire che l'amor di Patria è un amore forte come la morte, un amore che si vuol assopire in ogni modo, addormentare, drogare, estirpare, come l'amor di Dio, Uno e Trino, come l'amore per la propria lingua,come l'amore per la propria famiglia, per i propri amici, per il proprio lavoro, per la propria cultura, sì, questi amori vanno addormentati, drogati, dimenticati a favore della sensualità e delle sensazioni del momento, per poter essere trasportati nell'indistinto transumano da lorsignori.

mic ha detto...

A chi mi ha commentato 'magra consolazione', ho risposto:
magra, ne convengo, soprattutto pensando ai pesanti nodi al pettine su tutti i fronti... Io l'ho presa come una 'pausa lypòn'...

Anonimo ha detto...

SILVER MEDALS MATTER
Quanto è ipocrita inginocchiarsi per mostrare di essere politicamente corretti e, poi, rifiutare la medaglia d’argento o, com’è accaduto ieri, lasciare in massa lo stadio di Wembley senza attendere la premiazione dell’Italia.
Non è colpa degli Inglesi.
È colpa di coloro che vogliono il pianeta assoggettato all’ipocrisia di gesti rituali, imponendo all’Umanità una nuova religione senza Dio, costruendo l’ennesima, fallimentare Torre di Babele.
(avv. Fabio Candalice)

mic ha detto...

(Aldo Cazzullo, sul "Corriere")
"Non è forse una grandissima squadra, quella che ha conquistato il secondo campionato europeo della nostra storia e ha fatto suonare «Notti magiche» nel tempio del calcio inglese. Nulla a che vedere con la Nazionale che vinse nel 1968: Zoff, Facchetti, Mazzola, Anastasi, Rivera, Riva… Ma è senz’altro un grandissimo gruppo; che manda per primo a ricevere la medaglia Spinazzola con le stampelle. Professionisti, amici, compatrioti (bello vedere Matteo Berrettini andare a salutare in tribuna il presidente Sergio Mattarella; e sarebbe bellissimo se il primo italiano finalista a Wimbledon riportasse la residenza fiscale da Montecarlo in patria).
Non si diventa mai campioni per caso. Non senza una base tecnica e una forza morale. Il calcio non è metafora della vita e della politica; ma la Nazionale finisce sempre per assomigliare alla nazione che rappresenta. In questo mese, la Nazionale di Mancini ci ha ricordato che essere italiani non è poi così male. Anzi, qualche volta possiamo pure sentirci orgogliosi di esserlo"

E perché solo "qualche volta"? esce fuori l'anima sinistrorsa?

Catholicus originario ha detto...

@ Avv. Candalice: "imponendo all’Umanità una nuova religione senza Dio" ; ma non prevarranno, caro avvocato, stia tranquillo, non prevarranno né stavolta né mai più; anzi, questa potrebbe essere veramente "L'ultima battaglia del diavolo", come titolava quel libro del Reverendo Paul Kramer ("The last devil's battle"), se veramente, come crediamo e speriamo in molti, a breve entrerà in scena Lei, l'Immacolate Sempre Vergine Maria, Corredentrice, Mediatrice omnia gratias ed Avvocata nostra presso il Suo Divin Figlio (checché ne pensi e dica il signor Bergoglio), deputata dall'Onnipotente a schiacciare la testa del serpente infernale (Lucifero) ed a ricacciarlo nell'abisso infernale assieme a tutte le sue legioni di dèmoni e, stavolta, anche assieme a tutti i suoi collaboratori terreni, politici, intellettualoni, anchormen, laici o falsamente religiosi che siano.

Anonimo ha detto...

Il programma della UE, della signora Ursula von der Leyen e la battaglia contro l’Ungheria di Orban, la Polonia ed altri stati ex sovietici decisamente contrari alla dittatura della Commissione Europea, basata sull’agenda omosessualista-genderista, sulla sua imposizione con le buone o con le cattive (a difesa di chi? ma per favore…), a dicde lunga su csa è divenuto il sogno europeo dei padri fondatori : un incubo allucinante, una dittatura strisciante sempre più oppressiva e soffocante, una privazione continua di libertà e autonomia dei suoi membri, tanto da far impallidire gli stati satelliti dell’ex URSS ai tempi dell’impero sovietico.
Qui si trovano interessanti notizie sul quadro attuale dello scontro interno nella UE e sulla ormai palese prova di forza dell’élite massonica al comando della UE nei confronti degli stati membri più recalcitranti.
https://apostatisidiventa.blogspot.com/2021/07/la-loro-carta-moschicida.html

Anonimo ha detto...

Io non amo il calcio ma amo la nostra bellissima Italia. Amo che in una finale disegnata esattamente a misura di inglesi con 60000 scalmanati che hanno iniziato a fischiarci già dall'inno, noi non ci siamo arresi. Li abbiamo visti andare via e togliersi dal collo la medaglia d'argento appena ricevuta, in un gesto antisportivo inqualificabile. E' in quel preciso istante che gli inglesi hanno dimostrati al mondo di aver meritato la sconfitta, e non sto parlando di calcio! In uno dei momenti più difficili per il nostro paese, mentre spesso siamo bistrattati e trattati con un umorismo da barzelletta, da chi, chissà perchè, si ritiene superiore, abbiamo ancora una volta alzato la testa e con orgoglio. Perchè siamo il paese della bellezza e dell'arte praticamente inimitabile, perchè sappiamo essere solidali, perchè siamo generosi e ogni volta che si è trattato di allargare le braccia in un abbraccio l'Italia c'è sempre stata. L'Italia c'è!

Anonimo ha detto...

Mamma mia che figuraccia antisportiva e d'infantilismo!
Me l'ha raccontata mio figlio che l'ha seguita.

Anonimo ha detto...

M'arrovello, mi lambicco, spremo le meningi e ponzo.

Ma com'è che, nel moralismo diffuso che s'adonta per più di sei familiari a tavola, la caciara festaiola per i campioni d'Europa è stata non solo tollerata, ma pure suggerita?
Eh sì, perché se un pomeriggio a Roma fai girare un pullman scoperto dando la diretta TV, scomparsi i virologi a gufare minacciando sciagure... qualcuno che esce in strada c'è.
E la mascherina? Non è facile cantare con la sordina, meglio un bel sorriso che non guasta.
Addirittura, immagini in diretta, nei palazzi ci si è stretti la mano come un tempo.

E allora m'arrovello, mi lambicco, spremo le meningi e ponzo. Intelligenti pauca.

mic ha detto...

Conclusione di Veneziani
http://www.marcelloveneziani.com/articoli/la-zitella-inglese/

Anonimo ha detto...


Com'è che hanno lasciato fare alle folle plaudenti la squadra che sfilava con la Coppa
sul pullman scoperto?

Un piano diabolico? NO. Più semplicemente, hanno capito che nulla e nessuno sarebbe riuscito a trattenere le folle plaudenti. Bisognava lasciarle sfogare.
Di eventuali proibizioni, le folle calcisticamente plaudenti non avrebbero tenuto alcun conto. Avrebbero calpestato tutto.
L'entusiasmo per l'inaspettata vittoria ha poi contagiato un po' tutti, a cominciare dalle alte autorità, che ovviamente cercano di sfruttare la vittoria stessa in favore del mantenimento dell'unità nazionale, che sembra precaria per tanti e noti motivi. Cosa questa, che hanno fatto tutti i governi (lo sfruttamento politico delle vittorie calcistiche delle rispettive nazionali - un maestro in questo campo era, dicono, il defunto Cancelliere tedesco Kohl, l'artefice della riunificazione tedesca).

Ma dopotutto, si è trattato solo di una partita di calcio, no? Lo sport agonistico e in particolare il calcio ha preso un posto abnorme nelle nostre società, si può al momento solo tentare di limitarlo. Il vero sport dovrebbe essere dilettantistico, lo sappiamo. Ma tant'è. Anche nel Medio Evo c'era lo sport professionistico, c'erano i professionisti dei tornei e i tornei più popolari erano quelli con morti e feriti. Vero o no? Non possiamo liberarci dello homo ludens (Huizinga), possiamo solo cercare di disciplinarlo nel modo giusto. Magari cominciando col diminuire la partecipazione della femina ludens.

In Italia la passione per la Nazionale surroga l'amor di patria proibito dal politicamente corretto dominante da tanti decenni. Ma una cosa simile - il fatto sportivo come evento che assume valore patriottico, politico, etico persino, scatenando formidabili passioni collettive - l'abbiamo vista accadere in Inghilterra, proprio in questi giorni.
Adesso che la vicenda sportiva finalmente si è conclusa, ritroviamo il nostro latino equilibrio, e diciamoci: Dopotutto si è trattato solo di una partita di calcio.
E non infieriamo sulla amarissima delusione degli inglesi, poveracci, anche se è apparsa poco sportiva, in certi loro atteggiamenti.
Hanno caricato la partita di un significato quasi "palingenetico" per così dire, dimenticando che si trattava appunto solo di una partita di calcio. Tre le loro qualità hanno quella dello "sense of humour", che sembra al momento scomparsa (in verità, non da oggi).
Recuperare una dimensione razionale è però molto difficile oggi perché l'uso continuo dei media (istagram, la rete, etc) da parte di ogni membro del pubblico contribuisce a creare e mantenere un clima perenne di chiacchera incontrollata, di effervescenza, agitazione e infine vero e proprio isterismo.
Si dimostrino ora "patriottici" i nostri politici nelle questioni vitali - per la salvezza della patria boccino l'iniquo decreto Zan, sul quale comincia la discussione oggi al Senato.
PP

mic ha detto...

Bella questa testimonianza su La Bussola
https://lanuovabq.it/it/mancio-vincerai-gli-europei-la-profezia-di-suor-rosalina

Anonimo ha detto...

Ma questo dipende anche da noi che quando siamo lì diventiamo tappetini. Di pecche ne
hanno moltissime anche loro che rimangono scoperte a dispetto dei blasoni. Questa disistima degli italiani, nasce da vecchi pregiudizi di cui si fanno potatori gli italiani stessi che ambiscono entrare nel cerchio magico inglese, almeno per non apparir più italiani.

Nonostante ciò, ci amano proprio per quello che siamo, senza distanziamenti sociali autistici, ignoranti e coltissimi, straccioni elegantissimi, metodici nel disordine,
geniali senza scuole preparatorie, in perpetua lotta tra di noi e capaci di accogliere da amici i nostri nemici. Ci amavano veramente e profondamente per essere come loro non erano. Ora la melting pot sta omogeneizzando tutti e il carattere proprio e dell'altro sta sfumando in una pappetta grigiognola indigesta all'uno e all'altro. Si regredisce, loro e noi, nel tanto voluto cosmopolita senza radici, senza identità, senza dignità.

Anonimo ha detto...

Cara Mic, temo che questa fase molto festosa cederà il passo a un mefistofelico rovesciamento, assai gradito a chi le studia proprio tutte.

Ad esempio: se la campagna vaccinale arranca e anzi, potrebbero emergere incontestabili numeri a disdoro della sua efficacia... se il diffondersi delle varianti più contagiose potrebbero essere addirittura imputato alla vaccinazione stessa (e fin qui l'estate ne tiene a freno la percezione), quale miglior scusa per riaccendere l'allarmismo e costringere tutti a vaccinarsi come unica soluzione per la salvezza? E con l'esempio di fare squadra e remare tutti insieme?

E se fossero proprio i vaccini stessi a provocare le varianti?

E invece no: colpa vostra, scriteriati, che avete festeggiato troppo la nazionale.
Ma niente paura, il rimedio c'è. Però adesso non potete sottrarvi. E' stata colpa vostra.

Chiamasi cetriolone... E sono capaci persino di servirlo mescolato a dosi da cavallo di calcio, patriottismo e causa comune.

Anonimo ha detto...

@13 luglio 2021 12:05

Le persone veramente risvegliate non cederanno, il meccanismo infine è sempre lo stesso ed è riconoscibile a distanza. Ho fiducia negli Italiani.

Da Dagospia ha detto...

Ieri c’è mancato poco che saltasse la festa degli azzurri a Palazzo Chigi. Per tutta la giornata Roberto Speranza ha rimbalzato la richiesta della nazionale di noleggiare un pullman scoperto per festeggiare la vittoria agli europei. Il ministero aveva paura che un pullman scoperto favorisse nuovi assembramenti in città (come dargli torto!). Il braccio di ferro è stato così intenso che a un certo punto Chiellini ha perso le staffe: “O ci concedete il permesso, oppure non veniamo”. È dovuta arrivare la tirata d’orecchie di SuperMario al suo ministro per convincerlo ad accettare la richiesta, mentre i casi covid tornano a salire...

Anonimo ha detto...

Tranquilli, ci pensa Crisanti, a pieno regime in libro paga Pfizer, a dire che il virus durerà decenni, che bisogna costringere tutti a vaccinarsi, che chi si rifiuta verrà costretto a non uscire di casa e restare isolato dai parenti ecc. ecc. non una parola sulle migliaia di finti migranti infetti scaricati a Lampedusa a centinaia ogni giorno, arrivano pure con le valigie e gli animali al seguito, quelli non sono pericolosi per la diffusione del vairus? Sapete che ci costa 5 mln €.al dì tenerli in isolamento sulle navi crociera? Poi una volta schedati, portati sul suolo italico chi si è visto si è visto? A quando il bollino blu stampato in fronte per i vaccinati e giallo per i no vax? Agli inglesi, per concludere, sta bene come un vestito nuovo, sono altamente ipocriti e sportivi quando giocano solo a casa loro e vincono.

Da FC Internazionale ha detto...

Se l'Inghilterra è stata la grande sconfitta di questi europei, e non solo calcisticamente, molti possono ritenersi vincitori per quanto mostrato nel corso della manifestazione. Ha vinto sicuramente la piccola Danimarca, per il miracolo calcistico che, dopo una qualificazione ottenuta all'ultimo istante, l'ha portata a sfiorare addirittura la finale. Ma ancor più che per questo, ha vinto quando Eriksen è tornato alla vita, e l'ennesima tragedia sportiva è stata scongiurata. È stata la vittoria degli uomini del pronto intervento, ed è stata la vittoria di un grande uomo e capitano: Kjaer, che a suo dire, non ha fatto nulla di speciale e forse ha ragione lui: ma è stato uomo e umano e i suoi gesti hanno colpito e commosso il mondo. Chapeau! Anche la Spagna ha vinto: sissignori, attraverso la classe e l'eleganza del suo allenatore. Luis Enrique, con le dichiarazioni rilasciate nel dopogara, ha ossigenato il mondo pallonaro di puro, purissimo fair-play. Su ciascuna delle sue parole si potrebbero tenere lezioni di civiltà nelle scuole. Applausi! Anche l'amicizia, quella vera, ha vinto e lo si è visto nel calore di certi abbracci. Vialli e Mancini, i figli prediletti del grande presidente Mantovani, erano amici sul campo e fuori di esso. Scelte di vita differenti li hanno divisi, ma la loro amicizia non si è mai affievolita. Toccanti i loro abbracci, le loro lacrime: a distanza di tempo, l'Europa ha reso loro quel trionfo che un fatale golden goal negò nei loro anni blucerchiati. Altro vincitore di questo europeo è stato l'arbitro della finale, insieme ai suoi assistenti. Diciamolo chiaramente: nessuno avrebbe potuto escludere il rischio di un arbitraggio filoinglese in quello stadio, con quel pubblico, con quella squadra che avrebbe dovuto finalmente riportare "il calcio" nel suo paese natale. Invece, la direzione di gara è stata impeccabile. Troppe volte abbiamo assistito a incontri decisi da episodi o da decisioni arbitrali discutibili. Ieri no. A lui un sincero ringraziamento per aver garantito un corretto svolgimento della gara. Bravo! Infine vorrei citare altri due nomi in questo piccolo e probabilmente parziale elenco dei vincitori. Il primo è quello di Spinazzola: un destino amaro ha decretato la fine anticipata del suo europeo, e nelle sue lacrime, in barella, la consapevolezza di un sogno meraviglioso che di colpo si interrompeva. Era stato uno dei migliori il nostro Spina, forse il migliore, ma i suoi compagni hanno lottato e vinto anche per lui. E vederlo con quelle stampelle, la maglia azzurra addosso, e il sorriso a illuminare di gioia il volto è stato qualcosa di emotivamente unico. Il secondo nome che vorrei citare è quello di Sirigu. Secondo portiere si, ma secondo a nessuno per la passione e il calore con cui, in ben due occasioni, ha stretto tra le sue mani il volto giovane del collega titolare, preparandolo alle tensioni dei rigori. Se fosse chiesto di rappresentare attraverso un fotogramma il significato della parola "gruppo" niente potrebbe esprimerlo meglio. Ora che tutto è finito, torneremo alle nostre faziose abitudini, dimenticando l'azzurro che per circa un mese ci ha uniti, riappropriandoci ciascuno dei propri beniamini. È stato bello, ma ora bisognerà prepararsi alla nuova stagione. Con la speranza di nuove gioie.... Un salutone a tutti

Fuori tema ma non troppo ha detto...

PROF. GIUSEPPE DI BELLA. QUALE MEDICINA? DALLA MEDICINA AL SERVIZIO DELL’UOMO, ALLA MEDICINA DEL POST UMANO
https://www.facebook.com/associazionetriarii/videos/337038998099115/

Anonimo ha detto...

E...mi è venuto un dubbio sulla vittoria italiana che ha fatto 'volare' Wall St., che c'azzecca? o c'azzecca? c'azzecca!!!

Anonimo ha detto...

"Ok: i veri eroi sono altri, le grandi cause ideali sono altre, i problemi seri sono altri. Ma così come un bambino impara imitando per gioco ciò che vede fare ai grandi, lasciamo che il popolo italiano reimpari il patriottismo. Se per farlo deve scimmiottare i proverbiali “undici uomini in mutande che corrono dietro a un pallone”, ce ne faremo una ragione"

mic ha detto...

L’Economist Scandalizzato! La nazionale italiana composta solo da italiani!!

https://scenarieconomici.it/leconomist-scandalizzato-la-nazionale-italiana-composta-solo-da-italiani/

Anonimo ha detto...

La diversità sta nel loro Commonwealth...che noi non abbiamo, per Grazia di Dio. Loro hanno un compito diverso, più rude e fine ad un tempo. Senza venir meno ai doveri che hanno verso i cittadini d'oltremare, si ricordino dei tanti inglesi poveri, poveri in tutti sensi sul serio.

Anonimo ha detto...


Gli inglesi hanno perso, forse, perché hanno perso il loro un tempo tradizionale sense of humour, che ne temperava le spinte aggressive e predatorie, ne attenuava la superbia, creava capolavori letterari.

Hanno sbagliato completamente l'approccio alla partita, facendone un affare nazionale, una sorta di evento palingenetico, l'immancabile vittoria (contro gli straccioni italiani) che avrebbe rappresentato un dovuto (?) riconoscimento alla patria del calcio moderno.
Dopotutto si trattava solo di una partita di pallone, no? Ricorrrendo al loro sense of humour, se ancora l'avessero avuto, avrebbero posto l'evento in una prospettiva più distaccata, ironica e sprattutto auto-ironica, affrontandolo quindi con maggior freddezza e meno paura di sbagliare.
Un pizzico di auto-ironia sarebbe stato necessario, secondo le leggi della scaramanzia (concetto ignoto fuori d'Italia), anche per contrastare la notoria reputazione di allenatore fortunato di cui gode Mancini, confermata dai fatti (l'Inghilterra era in vantaggio ai rigori, ma ha cominciato a perderlo quando un suo calciatore ha tirato il rigore contro il palo, con Donnarumma che volava dall'altra parte).
INvece, all'inizio degli Europei, il loro coach, mr. Southgate, ha inviato una lettera "patriottica" ai suoi giocatori, includendo tra gli scopi del loro impegno per la vittoria anche le esigenze dell'ideologia dominante (antirazzismo,inclusività etc) - mescolando, in tal modo, calcio e politica, un mix improprio e deleterio, fatto già con toni più sentimentali dall'allenatore it. Prandelli, agli Europei di 8 anni fa, punito dagli dèi del pallone con una tremenda sconfitta finale contro la Spagna.
Qualsiasi cosa pensi Mancini dei diritti umani o delle donne o dei diversi, non mi sembra abbia cercato di insufflarla nelle partite della Nazionale.
I Media e tifosi inglesi hanno fatto lo stesso errore dei tedeschi nel 2006, quando persero a Berlino per 2 a 0 contro di noi la semifinale mondiale: l'avevano fatta precedere da una interminabile campagna antiitaliana, tirando fuori di tutto, e avevano anche fischiato il nostro inno (cosa che comunque in passato facevano anche i nostri tifosi, speriamo abbiano smesso nel frattempo).
Gli italiani in genere rendono al meglio quando sono sottovalutati e persino disprezzati. Allora gli scatta dentro all'improvviso la molla dell'orgoglio.
Z.

Anonimo ha detto...

Mi allaccio a questo "scandalo"per dire quanto quel poco di televisione che vediamo (solo qualche giallo)ci inculca in pubblicita': tra i vari baci omosex la varia umanita' proposta e'invariabilmente di razza bianca e di razza negra.Qualunque prodotto si pubblicizzi sono rappresentate le due etnie come a farci abituare che deve essere così altrimenti si e' retrogradi.

mic ha detto...

The Economist sgancia la bomba contro l'Italia: "L'aspetto più sorprendente della squadra azzurra è che è l'unica tra le concorrenti che non include un solo giocatore di colore"
E ancora "La grande notte del calcio europeo non è stata un grande momento per il multiculturalismo"
Per questo motivo la vittoria dell'Italia non sarebbe considerata valida, in quanto non rappresenta l'Europa.
Speriamo che queste assurdità, gravi di per sé perché danno per scontata oltre che acquisita la multietnicità, siano figlie solo del rosicamento!

Di fatto purtroppo l'Italia identitaria sembra resistere solo nel calcio!