domenica 18 luglio 2021

Traditionis Custodes... della frammentazione

Dalle prime mosse dei vescovi, come prevedibile, viene fuori un panorama variegato, completamente estraneo all'universalità de La Catholica. Conformemente del resto alla sinodalità permanente(1) ormai consolidata, che già di per sé non si concilia, appunto, con l'unità e l'universalità della Chiesa.
Poi ci sono i più realisti del re, come a Puerto Rico, il cui vescovo, oltre a vietare la Messa, vieta anche l’uso della dalmatica e della pianeta. Ma non potrebbe farlo perché sono paramenti validi anche per la messa di Paolo VI. Per cui regna sovrana la creatività, se così vogliamo chiamare l'arbitrio... 
Diversi vescovi (il primo è stato Cordileone a S. Francisco) hanno invece confermato la Messa antica. Quindi il primo risultato del motu proprio è l'assoluta disparità tra diocesi. Tuttavia, tra le pieghe di un provvedimento evidentemente partigiano e distruttivo, resta spazio per una difesa giuridica dei diritti dei fedeli di cui, pur senza garanzie di risultati, dovrà farsi uso sapiente, sempre preceduto dalla preghiera e dall'offerta.
Consultando i commenti sui social, si delinea una grossa tendenza alla resistenza ad oltranza, soprattutto in America e in Francia. Ed è dalla resistenza e dalla fedeltà che arriveranno i migliori risultati.
Il resto lo vedremo strada facendo. Stasera vi saprò  dire di più. 
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1. A chi dissente sulla mia visione della sinodalità, rispondo che è quella cattolica per cui ogni tentativo di democratizzare la Chiesa sarebbe pericoloso poiché la Chiesa trasmette il messaggio divino e non è meramente un luogo di consenso costruito mediante processi democratici. I Padri sinodali hanno l’obbligo di agire in comunione con l’intero popolo di Dio il quale comprende i santi che si trovano in cielo. 
Di fatto non ho detto sinodalità sic et simpliciter, che di per sé non ha accezioni negative. Ma ho detto "sinodalità permanente" (che poi è anche quella degli ultimi sinodi taroccati, per intenderci) : quella distorta di conio bergogliano frutto della collegialità conciliare che prevede il "salutare decentramento del potere alle Conferenze Episcopali", dove l'esercizio del ruolo del papa non è più quello di creare concordia, unire i vescovi, confermare l’insegnamento e correggere le conclusioni ove necessario, ma permette alle ambiguità di rimanere presenti. Un discorso che ho sviluppato ampiamente in diversi articoli.
Potrebbe dirsi ancor meglio sinodismo, perché è quel comportamento ormai consolidato di processo continuamente in fieri, che attualizza posizioni eterodosse e dunque la liberalizzazione dell’insegnamento e della prassi cattolici: vedi Sinodo tedesco e conferma delle tendenze lgbt... 
Ragion per cui è bene distinguere tra il potere supplementare delle conferenze episcopali e dei loro organi (es: commissioni per gli orientamenti pastorali) e il diritto divino dei successori degli apostoli, di natura alquanto diversa, che li costituisce come dottori della fede e guardiani delle loro chiese particolari, allo stesso tempo in cui essi si prendono cura dell’intera Chiesa, in comunione col Pontefice, ma senza possibili deleghe per alcune decisioni dottrinali o disciplinari.
Una forma di sinodismo mi pare anche l'aver fatto discendere la promulgazione del documento dall'esito di un questionario (senza peraltro renderne noti i risultati)

38 commenti:

«Da mihi animas, caetera tolle» ha detto...

Sempre di cuori induriti si tratta,così come c'e' stata resistenza/opposizione aperta e velata/disubbidienza aperta e velata, nell'applicazione del S.P.
Tutta questa pastoralita' ha prodotto frutti?
Ha portato molte piu' anime a Dio?
Ha insegnato a discernere cosa e' bene e cosa e' male per l'eternita' p.v.?

Anonimo ha detto...

Scusa tanto , mic. Pur apprezzando immensamente la tua fatica quotidiana, mi permetto di dissentire riguardo alla tua visione della sinodalita'.
La sinodalita' , se correttamente interpretata, dovrebbe essere la custode dell'integralita' della dottrina. Uno solo al comando può produrre abusi se nessuno lo ferma.

Viator ha detto...

Christopher Altieri sul Catholic World Report.
"Se abbastanza vescovi decidono che questa è una lotta che non vogliono, le comunità tradizionali potrebbero sopravvivere - in alcuni luoghi, almeno - con un minimo dissesto.... Il miglior scenario, ovvero, è che i vescovi ignorino il Papa."
Come del resto lo hanno ignorato ogni volta che volessero. I progressisti ignoravano Humanae Vitae. I conservatori hanno ignorato Amoris Laetitia. (Ricordate cosa hanno fatto i vescovi come Campione e Chaput? Hanno sorriso educatamente, hanno fatto alcune osservazioni anodine sulla bellezza dell'insegnamento cattolico sul matrimonio, hanno detto che nulla era cambiato e poi hanno ignorato AL.) Dom Prosper Gueranger documenta come i vescovi francesi ignorassero Roma continuamente nei secoli successivi a Trento.
Non dico che questo sia l'ideale di pace e di armonia, ma è una realtà: ... E il Papa può fare solo tanto. Sarà anche il capo, ma non ha occhi e stivali ovunque. Anche Pio X, che era autoritario e disposto a usare i muscoli, non riusciva a frenare il modernismo.
D'altra parte, quando è uscita l'Amoris Laetitia, i cattivi vescovi l'hanno colta per emanare politiche diocesane per dare la comunione ai divorziati e ai risposati. La spada taglia in entrambe le direzioni.
Sarà lo stesso con i Traditionis custodes:
I buoni vescovi diranno ai loro sacerdoti di continuare a fare il TLM ma di non fare storie per questo e non attirare l'attenzione su di loro. (Ho sentito oggi di un vescovo di un grande metropolitano che ha già detto a 27 del suo clero che potrebbero continuare a dire il TLM. )
I cattivi vescovi, invece, fletteranno ogni muscolo per sradicare il TLM dalle loro diocesi come se fosse la peste bubbonica.
L'obiettivo sarà quello di amplificare le già notevoli differenze che separano i più cattolici dalle diocesi sempre meno cattoliche: un'altra eredità di divisione dal Papa dell'unità.

Anonimo ha detto...

In sette anni dalle dichiarazioni dei redditi del 2012 - presentate nel 2013- a quelle del 2019 la CEI ha perso poco più del 26% di firme. Mica male come tracollo di fiducia.
Alessandro Mirabelli

Anonimo ha detto...

L’arcivescovo Salvatore Cordileone di San Francisco ha detto alla CNA il 16 luglio che “La Messa è un miracolo in qualsiasi forma: Cristo viene a noi nella carne sotto l’aspetto del pane e del vino. L’unità sotto Cristo è ciò che conta. Perciò la Messa tradizionale in latino continuerà ad essere disponibile qui nell’Arcidiocesi di San Francisco e fornita in risposta ai legittimi bisogni e desideri dei fedeli”.
Chiaro come sempre l’arcivescovo Cordileone!
https://www.sabinopaciolla.com/arcivescovo-cordileone-la-messa-tradizionale-in-latino-continuera-a-san-francisco/

Commento a:"I legittimi bisogni e desideri dei fedeli"

1)Hanno dato l'indulto diventato poi prassi per andare incontro ai l.b.e d.d.f.
2)Non si puo' andare incontro ai l.b.e d.d.f.che vogliono la Comunione secondo la tradizione della Chiesa Cattolica
3)Non si puo' celebrare la S.Messa secondo la tradizione della Chiesa Cattolica andando incontro ai l.b.e d.d.f.

Domanda:
1)La Messa in latino e' divisiva?
2)Il rito ambrosiano,quello bizantino,quello mozarabico no?

Mi viene in mente una favola:
La volpe e l’uva è una favola famosissima, che può dare un insegnamento molto importante: non bisogna disprezzare qualcosa solo perché non lo si può ottenere, come fanno le persone che non ammettono di non riuscire in qualcosa. Piuttosto sarebbe meglio impegnarsi di più per raggiungere l’obiettivo, con molta pazienza e umiltà.

mic ha detto...

I siti anglofoni sono in fermento
https://www.catholicworldreport.com/2021/07/16/traditionis-custodes-best-worst-and-middle-case-scanrios-in-the-short-term/

Lo scenario peggiore vedrebbe i gruppi fratturati degli incorruttibili radicali tradizionalisti unire le forze con gli irriducibili della FSSPX e superare completamente i gruppi tradizionali moderati, mentre i vescovi esercitare con entusiasmo i loro nuovi poteri inquisitoriali per punire gli incorreggibili laici che si aggrappano ai loro vecchi libri ed epurare i seminari di qualsiasi aspirante sacerdote che desse il minimo sguardo fugace alla tradizione, mentre gli uffici romani interpretano ampiamente la nuova legge per significare più di quello che dice e anche più di quello che non dice.
[...] Il fatto è che la legge promulgata venerdì da papa Francesco è molto ingombrante. Richiederà ai vescovi di dedicare tempo ed energie – a volte enormi quantità di entrambi – a un progetto ingrato che non hanno realmente chiesto, e dal quale non possono aspettarsi alcuna misura di buona volontà.
Alla maggior parte dei laici nella maggior parte delle parrocchie non importa niente, mentre i fedeli devoti alle forme di culto più antiche sono molto motivati.
Ora, hanno il pelo dritto.
I vescovi del mondo lo sanno, e mentre misurano i potenziali guadagni contro certe perdite, potrebbero decidere che una nuova Inquisizione per liberare la Chiesa dai falsi conversos non valga la pena.
Se un numero sufficiente di vescovi decide che questa è una lotta che non vogliono, le comunità tradizionali potrebbero sopravvivere, almeno in alcuni luoghi, con il minimo disturbo. I devoti delle forme tradizionali di culto possono anche decidere di seguire qualunque linea debbano per sfuggire all'epurazione, e allora il pericolo passerà prima che troppi cadano.
Lo scenario migliore, in altre parole, è che i vescovi ignorino il papa.

Mi manca l'acqua pulita (in tutti i sensi) ha detto...

Asperges Me
https://www.youtube.com/watch?v=MvFjvCn_Ka4

Asperges me, Domine, hyssopo et mundabor,
Lavabis me, et super nivem dealbabor.

Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam.
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto
Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Asperges me, Domine, hyssopo et mundabor,
Lavabis me, et super nivem dealbabor.

Ostende nobis, Domine, misericordiam tuam;
– et salutare tuum da nobis.

Domine, exaudi orationem meam;
– et clamor meus ad te veniat.

Dominus vobiscum.
– Et cum spiritu tuo.

Oremus: Exaudi nos, Domine sancte, Pater omnipotens, aeterne Deus: et mittere digneris sanctum Angelum tumm de coelis, qui custodiat, foveat, protegat, visitet, atque defendat omnes habitantes in hoc habitaculo. Per Christum Dominum nostrum.

Amen!
https://cooperatores-veritatis.org/2017/03/04/rivogliamo-asperges-me-domine-mi-aspergerai-signore/

Anonimo ha detto...

Il problema di questo nuovo motu proprio è che non basta stare zitti e nemmeno sottomettersi. Bisogna conformarsi.

Grazie Mic.Santa Domenica a tutti! ha detto...

Messe conventuelle à l'Abbaye Sainte-Madeleine du Barroux
https://www.youtube.com/watch?v=3yfdM26GAkA

Claudius ha detto...

Traditores Custodes.

mic ha detto...

Anonimo 10:15
Scusa tanto , mic. Pur apprezzando immensamente la tua fatica quotidiana, mi permetto di dissentire riguardo alla tua visione della sinodalita'.

La mia visione della sinodalità è quella cattolica per cui ogni tentativo di democratizzare la Chiesa sarebbe pericoloso poiché la Chiesa trasmette il messaggio divino e non è meramente un luogo di consenso costruito mediante processi democratici. I Padri sinodali hanno l’obbligo di agire in comunione con l’intero popolo di Dio il quale comprende i santi che si trovano in cielo.

Di fatto non ho detto sinodalità sic et simpliciter, che di per sé non ha accezioni negative. Ma ho detto "sinodalità permanente" (che poi è anche quella di tutti i sinodi taroccati, per intenderci) : quella distorta di conio bergogliano frutto della collegialità conciliare che prevede il "salutare decentramento del potere alle Conferenze Episcopali".... Un discorso che ho sviluppato ampiamente in diversi articoli.
Piuttosto che sinodalità avrei dovuto dir meglio collegialità permanente dove l'esercizio del ruolo del papa non è più quello di creare concordia, unire i vescovi, confermare l’insegnamento e correggere le conclusioni ove necessario, ma permette alle ambiguità di rimanere presenti. Ho parlato di sinodalità permanente - sarebbe meglio dire sinodismo -perché è quel comportamento ormai consolidato di processo continuamente in fieri, che attualizza posizioni eterodosse e dunque la liberalizzazione dell’insegnamento e della prassi cattolici : vedi Sinodo tedesco e conferma delle tendenze lgbt...
Una forma di sinodismo mi pare anche l'aver fatto discendere la promulgazione del documento dall'esito di un questionario (senza peraltro renderne noti i risultati)

Aloisius ha detto...

Esisteranno Vescovi buoni?
Lo scopriremo solo interpellandoli, in pochi, ma il più possibile compatti.
Se le risposte saranno negative, ci regoleremo di conseguenza.

L'importante, dopo la preghiera, è l'azione concordata affidandoci al Signore: "astuti come serpenti e puri come colombe".

Siamo in una tenaglia: perseguitati dal potere civile arcobaleno, da un lato, e dal potere ecclesiastico asservito al mondo, dall'altro.
Forza e coraggio!
Aloisius

Anonimo ha detto...

Ok Mic, però è paradossale che un papato che, a parole, sottolinea sinodalità, accompagnamento, ascolto, dialogo, estensione alle 'periferie esistenziali' e condanna coerentemente il “clericalismo”, abbia emanato un documento che incarna un approccio rigido al tema, per poi restringere, limitare e orientare maggiormente potere, in definitiva, a Roma.

E non mostra alcuna prova di "ascoltare" effettivamente nessuno, tranne i vescovi che sono infastiditi dai seguaci della messa tridentina e che si adattano convenientemente alla narrativa "divisiva".

Anonimo ha detto...

Il punto è capire che tipo di fedeli guadagna e soprattutto, che è la cosa più importante, come li accompagna nella vita spirituale.
Non condivido tutte le parti del nuovo Motu Proprio del Papa, sarei stato più flessibile in merito ad alcuni punti, ma a malincuore devo riconoscere che non per pochi la messa Vetus Ordo non era semplicemente un modo diverso di vivere la celebrazione eucaristica, perché più affascinati o attratti dal rito antico pur rimanendo convintamente ben disposti nei confronti del nuovo, ma un modo per ghettizzarsi alimentando, e questa è la cosa peggiore, un sentimento di più o meno manifesta ostilità verso la Chiesa "moderna". Un conto è partecipare alla messa Vetus Ordo perché la si trova più consona al proprio sentire pur non avendo alcun problema a frequentare quella Novus Ordo e non nutrendo alcun astio nei confronti del Papa, del CV2, della Chiesa, altro conto è parteciparvi con spirito di opposizione rispetto al Papa, al CV2, alla Chiesa, ritenendosi più o meno inconsapevolmente più cattolici degli altri e dunque alimentando nel proprio cuore uno spirito di superbia. Questo rischio spesso si è tramutato in realtà. Un intervento penso fosse in qualche modo necessario.

Guido Misainen ha detto...

Certo che per vietare pianete e dalmatiche bisogna proprio essere tarati mentali. A Torino diciamo "i suma bin ciapa", cioè "a posto stiamo"

Anonimo ha detto...

Vorrei spezzare una lancia a favore di quelli che "ghettizzandosi si allontanano".

Da ragazzino ero ministrante (primi anni '80) e a causa delle corbellerie parrocchialoidi (all'epoca tutto sommato alquanto più contenute rispetto ad oggi) non ebbi il coraggio di invitare i miei compagni al gruppo ministranti o almeno a Messa. Sapevo che la loro reazione sarebbe stata di derisione e disprezzo: "cos'è questa robaccia?", per dirla in maniera estremamente gentile. Per le ragazzine, invece, era la passerella dove esibirsi: letture, coro, le più rapaci anche l'esibizione con la chitarrella con quei motivetti da Orzo Bimbo bim bum bam. A quattordici anni non ne potei più e smisi di frequentare la parrocchia e i sacramenti, per molti anni.

Una dozzina d'anni fa i colleghi di lavoro mi chiesero sprezzanti come mai andassi a Messa. Risposi che era quella in latino, senza canzonette idiote, senza gesti imbecilli, senza la faccia beota del pretino, senza le prediche insignificanti, senza i cartelloni infantili, senza lo show delle ragazzine. "E ma allora, pizzi e merletti?" E perbacco, se il giudice è in toga, il chirurgo in camice, il poliziotto in divisa, permetti che il prete che celebra il sublime culto abbia paramenti con secoli di tradizione? Non è mica come nelle parrocchie, dove i paramenti sono poco più che tendaggi dozzinali in tessuto sintetico.

Non cadiamo nel solito tranello del far sembrare che la rara eccezione sia la regola. Le critiche di Bergoglio nella lettera all'episcopato sono proprio questo. Con la scusa del questionario (anch'esso iniziativa lanciata in evidente malafede con domande che ammettevano un'unica risposta) e con la scusa dell'accettazione del CV2 (manco fosse un superdogma) si è tolto non un sassolino dalla scarpa ma un macigno, accontentando i vescovi furiosi fin dal 2007... e creando il precedente per cui il prossimo Papa potrà spazzar via "con effetto immediato" questo stesso motu proprio.

Anonimo ha detto...


Je me demande si la vraie raison, pour laquelle Bergoglio déteste tant la Messe de toujours, ne tient pas au fait, finalement, qu'on ne peut pas y danser le tango (ou autre chose). Si l'on sait lire entre les lignes, c'est, me semble-t-il, ce qu'il a voulu dire, en substance, dans son motu proprio "Geôliers de la Tradition" : vous, catholiques, qui n'aimez pas le tango, eh bien, je vous interdis la Sainte Messe, nah !

Voyez d'ailleurs, ci-dessous, le genre de "célébration" qu'il affectionne, et dont il a d'autant plus la nostalgie qu'il ne peut plus guère lever la jambe (surtout depuis son opération) :

https://www.traditioninaction.org/RevolutionPhotos/A557-Tango.htm

Les Irlandais, eux, ont une alternative au tango (un peu nunuche, il est vrai), inspirée de la vieille gigue britannique, c'est pourquoi ils ne seront pas inquiétés :

https://www.traditioninaction.org/RevolutionPhotos/A928-Nun.htm

Anonimo ha detto...

Non si cambia il modo di pregare bimillenario a tavolino (peraltro in modo che oltrepassa pure il documento specifico conciliare) senza conseguenze e senza reazioni a cascata e in profondità. Le conseguenze le abbiamo viste nel crollo verticale della fede, della frequenza alla Messa e ai sacramenti che non sono solo colpa della secolarizzazione della "modernità" ma della stessa apertura della Chiesa allo spirito, al linguaggio e alla mentalità della modernità pensando di favorire il dialogo con questa.

Un abbaglio più grosso la Chiesa gerarchica (che pure era composta da clero e gerarchia formatisi sotto Pio XI e Pio XII) non poteva prenderlo perché si è voluta affrontare la "modernità" assunta nella categorie dei protestanti e dei marxisti e invece, in un battito di ciglia, chiuso il Concilio si è avuto il '68 e, se vogliamo, un balzo nella periodizzazione storica e culturale nella "postmodernità" nella quale queste figure si dissolvevano o evolvevano sfumando in altre e ben più complesse figure ostili o addirittura totalmente estranee (cioè neppure più dialettiche) ed impermeabili alla razionalità e alla spiritualità cattolica.

Del Noce lo aveva intuito, la quasi totalità dei padri conciliari, irretiti nello spirito dell' ottimismo dell'epoca rappresentato dalle immagini del "papa buono, di Kruscev e di Kennedy", poi dell'uomo nello spazio, dal boom economico e dai "diritti civili" (alcuni pure giusti) non lo hanno visto. Un Concilio pastorale che in larga misura sbaglia pastorale perché sbaglia la lettura degli sviluppi immediati del presente nel futuro e che accentua l'errore d'interpretazione (che investe tutto l'aspetto della vita di un cattolico, appunto, dalla Messa al suo modo di essere nel mondo, trasformando d'incanto i nemici con cui dialogare fraternamente e gli amici che continuano a lottare in nemici della fede) con le "riforme" postconciliari che segnano e modificano radicalmente le modalità di vita della Chiesa e lo stesso modo di percepirsi.

I cattolici, nella quasi totalità, hanno obbedito per fede e per inveterato spirito di obbedienza. Le nuove generazioni di cristiani sono state formate in un modo attraverso il quale non si sospettasse neppure che c'era anche un altro modo e un'altra forma di presenza cattolica e addirittura di culto cattolico. Si sapeva solamente che "per fortuna che c'era stato il Concilio perchè prima del Concilio..." accadevano e si insegnavano cose assurde, sbagliatissime e anacronistiche.

Come nei peggiori sistemi totalitari a chi, smarrito, chiedeva spiegazioni si intimava di non fare domande e adeguarsi perchè si deve obbedienza. Una certa continuità sul piano dell'insegnamento morale, una certa continuità nella lotta anticomunista nei pontificati soprattuto di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno mascherato ciò che avveniva nella profondità del ventre della Chiesa, cioè nei seminari, nelle facoltà teologiche, negli atenei pontifici ma anche nelle diocesi stesse, tra vescovi, preti e soprattutto quei laici che, in nome della "partecipazione alla vita della Chiesa" sono stati clericalizzati e usati per gestire quello che nella gran parte delle situazioni ha rappresentato un vero e proprio ribaltamento generale. Ma per consolidato spirito di obbedienza si è obbedito a chi costringeva, in fondo, a disobbedire a una parte non irrelevante di ciò a cui si obbediva e si credeva in passato (il che rappresenta una sorta di lezione emblematica a futura memoria sulla gestione della categoria dell'obbedienza). Si è invocata, per un verso necessariamente, l'ermeneutica della continuità che in parte c'era e in parte non c'era e che, paradossalmente il Motu proprio di Benedetto XVI, nel tentativo di favorirla, con la sua abdicazione e l'elezione di Francesco ha rivelato essere ben poco consistente.

Anonimo ha detto...

...segue
Per continuità ovviamente non si intende la santità della Chiesa il cui volto è il volto di Cristo, la cui essenza è la sua divina costituzione, il cui corpo è il corpo mistico di Cristo da cui passano le grazie in maniera ordinaria attraverso i sacramenti, bensì la trasmissione formale dei contenuti della fede e del modo di pregare che costituiscono l'identità esteriore (che incide anche sul piano interiore) propria di un cattolico.

Senza neppure affrontare la questione il Rito antico dice che c'è un altro modo di rapportarsi con Dio e conseguentemente anche col mondo. Il problema però è che mentre una parte di Chiesa è sollecitata in un modo, buona parte dell'altra (ma nonostante tutto non la sua totalità) tira nella direzione opposta. Ma questa parte di Chiesa ha il "manico" dalla sua e l'altra, oltre a non averlo, non capisce e non approva la direzione del "manico", ne percepisce l'ostilità e questa ostilità la ricambia in abbondanza. Da qui il "Contro Motu Proprio" di questi giorni, in una polarizzazione paradossale e fatale che vede la massima autorità della Chiesa schierare carri armati reali contro quelli di cartone del cosiddetto mondo "tradizionalista" inducendolo ulteriormente a radicalizzarsi (perché gli si toglie quasi completamente il dovuto e il necessario) e a seguire i profeti "politici" della rivolta o quelli visionari dell'apocalittica imminente e delle rivelazioni private, approvate o non qui importa poco, e arricchendolo così ulteriormente di spostati e disperati senza guide se non quelle autoproclamatesi tali.

Nel frattempo la Chiesa cattolica ufficiale perde i pezzi, è sempre più condannata all'irrilevanza, nei suoi pascoli imperversano le spazzature teologiche dei vari Grillo, Maggi e simili (veri profeti, seppur a rovescio), le celebrazioni clownesche e orizzontali e un cattolicesimo insipido che forma laici insipidi. Chi scrive non propugna nessun ritorno al passato (perché impossibile e perché quel che accade è in parte anche frutto degli errori passati) ma sembra piuttosto evidente che se c'è un luogo nel quale le rivoluzioni sono impossibili da farsi se non al prezzo di disastri difficilmente riparabili, questo è la Chiesa. Oggettivamente le hanno spacciate per riforme ma erano davvero rivoluzioni. Le riforme oggi sono necessarie più di allora, ma se all'epoca si sarebbe trattato di modificare alcuni dettagli e invece si è voluto riscrivere in modo radicalmente nuovo tutto ciò che riguardava la Chiesa oggi si tratta di fare i conti con quell'immane riscrittura dal sapore, non di rado, ideologico, per di più esasperato col passare degli anni.

Ci sarà prima o poi un pontefice che avrà la consapevolezza e il coraggio di affrontare davvero questi nodi?

Matteo ha detto...

Penso proprio che questo commento abbia centrato perfettamente la situazione. I Vescovi scopriranno che non converrà loro assolutamente iniziare una sorta di guerriglia locale. Soprattutto perché di fronte all'indifferenza che si respira nel Novus Ordo, trovare qualcuno che chiede l'Eucaristia è già un miracolo. ma se i gruppi si mettono subito sul piede di guerra, allora sarà più facile per i Vescovi reagire in malo modo

Anonimo ha detto...

No. Quale superbia? Stiamo scherzando? Non è mai stata e non è una questione di "sensibilità". E non lo sarà mai. È quello che ha tentato di far credere Ratzinger col suo motu proprio!
Le ragioni per cui la nuova messa-cena protestante va completamente rigettata le trova studiando il Breve esame critico del Novus Ordo Missae presentato a Paolo VI dai cardinali Ottaviani e Bacci.
La S. Messa di sempre è la sola cattolica e di tradizione apostolica. La messa-cena protestante non è un rito cattolico ed è stato confezionato a tavolino, dopo essere stato premeditato da decenni. Si legga il libro di uno dei più importanti autori delle riforme liturgiche, Annibale Bugnini, La riforma liturgica (sono circa 900 pagine).
Con il suo "intervento" pieno di livore, che un vero Pontefice non avrebbe mai scritto, Bergoglio ha mostrato al mondo intero chi è: una marionetta al servizio del nuovo ordine mondiale.
La S. Messa sarà sempre ed ovunque celebrata e con gli ornamenti proprii del rito, non in poncho arcobaleno!

Anonimo ha detto...

Le chiese sono sempre più deserte. la primavera attesa è un inverno sempre più rigido, ma anzichè fare esercizio di umiltà chiedendosi dove si è sbagliato e dove si può correggere si va spediti a cuore indurito nella stessa direzione.

Da tempo per me seguire la nuova messa è fare a pugni con la mia coscienza e il mio amore per NSGC !
Non mi dilungo a spiegare perchè, dato che non so scrivere bene, ma oggi non saprei più dire ai miei figli dove possono trovare l'unico vero Dio che, va specificato, è Cattolico!

E' un dramma.

Saluti.

Mac

pinco ha detto...

L'universalità della chiesa cattolica? E' stata portata all'ammasso in quel di ginevra da quel dì.

Ma la fede in Gesù Dio e Messia non verrà mai meno. Sia fatta la Sua volomtà, ma chi crede in Lui ha il compito di non riconoscere altro messia, altro che "teonomie partecipate"!

Anonimo ha detto...

"Con la pubblicazione di Traditionis custodes abbiamo visto all’opera il Bergoglio più crudele e malvagio degli ultimi tempi; il Bergoglio che noi argentini conoscevamo benissimo come arcivescovo di Buenos Aires. Nessuno, credo, immaginava che il motu proprio avrebbe potuto contenere tanta rabbia e tanto odio. Odio verso i nemici e odio per la fede cattolica. Bergoglio non si è accontentato di una notte dei cristalli di novembre; Bergoglio ha decretato lo sterminio dei fedeli tradizionalisti. È la Soluzione Finale, poiché tutto nel documento indica che questi fedeli devono morire di fame ed essere incapaci di riprodursi. Lascia una fila di vittime; cattolici feriti e percossi, così come la Chiesa sta crollando e la maggior parte di coloro che si considerano cattolici – clero e fedeli – non sono altro che zombie, morti che si credono vivi.

Se Benedetto XVI, riferendosi ai fedeli amanti della tradizione, disse che «tutti hanno un posto nella Chiesa», Francesco [l'antipapa] ha appena detto che non lo hanno più. Non c’è più posto per noi nella chiesa bergogliana, ma c’è posto e coccole per adulteri, omosessuali ed eretici di vario genere. E questo non è un gioco di parole o un diversivo: è una realtà, e negarlo è negare l’evidenza".
(Da Duc in altum)

mic ha detto...

Invece di stracciarci le vesti dobbiamo resistere e tenere il fronte con calma, sia perché è cosa buona e giusta che per non prestare il fianco a fin troppo facili ritorsioni.

Anonimo ha detto...

There must have been close to double the usual number of people at Mass this morning. Well over a hundred, at a 7 AM Low Mass. Most of the occasional visitors came, and many new faces, and many folks who usually attend the later Novus Ordo.

Anonimo ha detto...

Per l'anonimo delle 11.58
Lei scrive cose in apparenza moderate, ma in realtà fa il processo alle intenzioni dei fedeli del rito in latino. Quando presi a seguirlo, lungi da me la ribellione, solo nutrivo riconoscenza verso Papa Benedetto, che mi consentiva di ritrovare la Messa della mia giovinezza. Se oggi mi si ghettizza,non posso evitare la polemica più acerba e risentita verso la Chiesa ufficiale. Come me, credo, molti.
Su un punto ha ragione: ora si farà chiarezza. Ci conteremo, ma attenzione.
Forse un giorno i ghettizzati sarete voi.

Anonimo ha detto...

Qualcun altro oltre al superiore generale della FSSPX ha osato dire la verità e cioè che il VO è sì una Messa divisiva, e se si vuole andare alla radice del problema, una volta per tutte, bisogna capire il perché sia divisiva? Perfino l’apologeta americano Scott Hahn, che non definirei tradizionalista, riconosce una superiorità oggettiva rispetto al NO. Così come tutti quelli che hanno frequentato con continuità il VO sanno che non è una questione di preferenza personale.
Quali vantaggi porta dire “le due forme convivono bene”, “non si sono create divisioni”? Ancora partire da una menzogna alla quale più nessuno crede? Ancora “far finta di..”? Io non capisco.

“Sia il vostro linguaggio dolce, schietto, sincero, franco, naturale e fedele. Guardatevi dalle duplicità, dagli artifici e dalle finzioni; pur non essendo bene il dire sempre ogni sorta di verità, non è però mai permesso contravvenire alla verità.” San Francesco da Sales

Pinco ha detto...

Ohhh! Bravo chi dice che il VO è divisivo e che se si vuole andare alla radice del problema bisogna capire perchè è divisiva!

Finalmente qualcuno che comicia a impostare il problema. Si ridimensionerebbe il diluvio di chiacchiere su un sacco di ismi, tipo modernismo ma temo che nessuno abbia il coraggio di nominare la vera causa.
Intanto si può dire che il VO è divisivo perchè divisivo è Gesu vero Dio e vero Uomo.
Continui chi di dovere. Ma penso che non ci sia più nessuno, se non altro per motivi anagrafici.

Ma la fede In Gesù e nel Suo Olocausto non verranno mai meno perchè "questa" è la PIETRA.

Da informazionecattolica.it ha detto...

Probabilmente sulla decisione pontificia avrà veramente influito il fatto che la partecipazione alla Messa celebrata con l’antico messale è stata brandita da certi ambienti come sorta di clava anticonciliare. Ma se è così mi chiedo, da semplice fedele: perché in tutti questi anni non si è usato lo stesso metro per riportare all’ordine il clericume progressista che in nome di un fantomatico “spirito del concilio” e secondo una palese “ermeneutica della discontinuità”, ha strumentalizzato e stravolto il Vaticano II per capovolgere in maniera surrettizia e abusiva ogni cosa appartenesse alla consolidata tradizione della Chiesa?

A cominciare proprio dalla Santa Messa, diventata ormai in tutto e per tutto, salvo che per la Consacrazione, un rito protestante, in cui il sacerdote sembra peraltro essere diventato un primus inter pares circondato com’è da laici – e laiche – che declamano dall’ambone, trafficano con le ostie consacrate nel Tabernacolo e impartiscono la Comunione al posto del prete o addirittura – come mi è capitato di assistere in una chiesa del Lazio – leggono assieme al prete passi del messale. Tutto questo in evidente ossequio al principio luterano del sacerdozio universale.

Una volta nella Chiesa, secondo il più puro spirito evangelico, i buoni e bravi pastori andavano alla ricerca della pecorella smarrita, ben sapendo che Nostro Signore, quando sarà il momento, chiederà ragione di ogni singola anima affidata alle loro cure. Oggi invece, a quanto pare, le pecore “ribelli”, quelle che non si uniformano alle mode pastorali e dottrinali, che ancora si ostinano in pratiche “vecchie” e superate, come inginocchiarsi davanti a Nostro Signore o fare la comunione nella dovuta forma, si preferisce cacciarle dal recinto o relegarle in un lazzaretto, come appestate.

Alberto ha detto...

Qui epistola e Vangelo esclusivamente in vernacolo. Il resto come le altre domeniche.

mic ha detto...

Il primate d'Ungheria Erdö, in virtù del privilegio del 1347 che gli conferisce autorità per il suo Paese, conferma l'autorizzazione alla Messa antica in tutta l'Ungheria.

mic ha detto...

Mons. Marc Aillet, vescovo di Bayonne accoglie il motu proprio Traditionis Custodes spiegando che l'applicazione del Summorum nella sua diocesi ha favorito un clima di pace e rispetto mutuo tra sacerdoti e fedeli legati al rito antico.
Testimonia che i sacerdoti che lo celebrano nella sua diocesi aderiscono pienamente al Concilio Vaticano II, riconoscono la legittimità del Messale del 1970, e participano attivamente alle manifestazioni e celebrazioni, nonché agli orientamenti pastorali e missionari della diocesi.
Rinnova la sua fiducia a sacerdoti e fedeli e conferma i tre luoghi di culto nei quali attualmente si celebra la liturgia tradizionale, e ai suoi capellani, legati alla FSSP, alla Fraternità di San Tommaso Becket e all'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote.
Da Riposte Catholique

mic ha detto...

Mi viene in mente che l'accusa formulata nei confronti dei Francescani dell'Immacolata, che pure erano biritualisti, era di criptolefevrismo

La cosa curiosa ha detto...

In continuità con quanto stabilito dsl mio predecessore abrogo quanto stabilito dal mio predecessore

Anonimo ha detto...

Mic h,9.34
Mi rallegro per i fedeli di Bayonne, che hanno un vescovo così fine diplomatico. Sospetto peraltro che il nuovissimo motu proprio si proponga di indurre i fedeli "tradizionali" a fare atto di sottomissione. Pena la perdita del rito latino. O sbaglio?

Anonimo ha detto...

Il vescovo Burbridge:
" Nella preghiera e nell'obbedienza, rifletto sul motu proprio emesso da Papa Francesco e suggerisco come attuare al meglio i cambiamenti. Come consentito dal motu proprio, intendo permettere alle Messe in forma straordinaria di proseguire nella diocesi di Arlington."

mic ha detto...

In Belgio le celebrazioni continueranno
https://www.lalibre.be/belgique/societe/2021/07/19/en-belgique-les-paroisses-traditionalistes-pourront-continuer-a-celebrer-la-messe-en-latin-JVZRZWSFYFAHRBE3YIWMDGB5PM/