E c'era chi si lamentava delle campane... E purtroppo è solo un aspetto: c'è un marea montante. Vedi indice articoli sull'argomento.
Il problema islamico è presente anche da noi
A Genova la sveglia la punta il muezzin. Nel quartiere Cornigliano l'adhān risuona cinque volte al giorno. Telenord lo ha filmato. I residenti lo subiscono. La politica finge di non sentire.
"Pregare è meglio che dormire." È la formula del fajr, la preghiera islamica dell'alba che d'estate in Italia cade prima delle quattro di mattina.
Non viene sussurrata a porte chiuse. Attraversa i muri, entra nelle camere di chi non l'ha scelta, sveglia chi l'indomani lavora.
E non proviene da moschee riconosciute, in tutta Italia se ne contano dieci, ma da garage, capannoni, ex supermercati, appartamenti, che i Comuni chiamano "centri culturali" per non doverli chiudere.
Genova non è un'eccezione. È la regola. Gli esempi si moltiplicano più velocemente della capacità di raccontarli.
A Civitella di Romagna un appartamento si è trasformato in minareto: nessun luogo di culto autorizzato nella zona, il sindaco costretto ad andare in televisione nazionale per ricordare che le regole valgono per tutti.
A Padova, via Turazza, i canti vanno avanti giorno e notte, centinaia di fedeli pregano sui marciapiedi, chi protesta viene minacciato di morte.
A Udine il muezzin ha cantato dalle tre alle quattro e mezza di notte durante il Ramadan.
A Carnate, in Brianza, la moschea funzionava in un ex supermercato sotto i portici di un condominio.
A Milano, lungo via Padova, tre centri di preghiera in poche centinaia di metri e un quarto in allestimento senza neppure il cartello lavori.
E questi sono solo i casi che hanno fatto notizia di recente.
Non è multiculturalismo. Non è libertà di culto. Non è convivenza. È islamizzazione strisciante dello spazio pubblico italiano, condotta nel disinteresse o nella complicità attiva di chi amministra.
Perché il vero scandalo non è il muezzin, anche se ci sarebbe da discuterne. È il sindaco che non lo ferma.
A Genova quel centro islamico non è nato ieri. La comunità comprò l'immobile nel 2001. Nel 2013 il sindaco Doria annunciò un "centro di cultura islamico con luogo di preghiera annesso" e si impegnò a trovare una sede migliore, più grande, più degna.
Vent'anni di radicamento con la benedizione istituzionale, in un quartiere che ha il reddito più basso della città - 19.000 euro l'anno - e che la polizia presidia con operazioni straordinarie per il degrado.
La stessa benedizione che a Venezia ha prodotto sette candidati bengalesi del PD distribuiti su tutta la terraferma come pedine su una scacchiera. Che ad Agrigento ha messo la professione di fede islamica in arabo su un manifesto elettorale.
Che a Monfalcone ha partorito una lista islamica al tre per cento con la promessa pubblica: "È solo l'inizio."
Il muezzin all'alba è il versante acustico dello stesso progetto. Non è rumore. È rivendicazione territoriale.
Chi obietta tirando in ballo le campane mente sapendo di mentire. Le campane sono un suono senza contenuto verbale, regolato da decreti diocesani conformi alla legge sull'inquinamento acustico: dalle 7 alle 22 nei feriali, dalle 8 nei festivi, durata massima tre minuti.
Un parroco di Pramaggiore è stato multato di 1.400 euro nel 2025 per volume eccessivo. La Chiesa cattolica, protetta dal Concordato, accetta limiti, si autoregola, paga le sanzioni.
L'Islam in Italia non ha firmato mezza riga con lo Stato. Il Senato lo certifica: dodici confessioni acattoliche hanno sottoscritto l'intesa prevista dall'articolo 8 della Costituzione. Dai valdesi ai buddisti.
L'Islam no. Eppure pretende che il proprio credo attraversi i muri delle case altrui. Prima dell'alba.
L'adhān non è un rintocco. È una professione di fede: "Allah è il più grande" ripetuto quattro volte, la shahāda e all'alba quella formula chirurgica - "pregare è meglio che dormire" - che non è un invito. È un programma.
Ahmad Mansour, il maggiore esperto europeo di integrazione, smontò la favola della convivenza acustica commentando il caso di Colonia: non si tratta di diversità, si tratta di potere. La moschea vuole visibilità. Il muezzin è una dimostrazione di potere.
Perfino l'Arabia Saudita l'ha capito prima dell'Italia. Nel 2021 Riad ha imposto il limite di un terzo del volume massimo agli altoparlanti delle moschee. Le preghiere non possono più essere diffuse integralmente dagli amplificatori esterni.
La Fondazione Oasis ha spiegato il meccanismo: un volume alto è stato storicamente strumento di islamizzazione dello spazio pubblico.
Il Paese che custodisce La Mecca riduce il volume nelle proprie moschee. L'Italia lo subisce nei propri garage abusivi.
E lo subisce sempre negli stessi posti. Nelle periferie, non nei quartieri con il portiere. Dove il reddito medio è 19.000 euro, non dove ne dichiarano 50.000. Il muezzin all'alba non sveglia chi ha l'avvocato e i doppi vetri.
Sveglia chi ha le tapparelle rotte, il turno alle sei e nessun assessore a cui telefonare.
L'occupazione dello spazio pubblico - elettorale, urbanistico, acustico - sceglie sempre i quartieri che non sanno difendersi. I quartieri dove tra qualche anno la lista islamica non prenderà il tre per cento ma il quindici, perché nel frattempo gli italiani che potevano permetterselo se ne sono andati.
Non servono leggi nuove. Basta applicare la 447 del 1995, l'articolo 844 del codice civile, il 659 del codice penale. Le leggi ci sono. Mancano i sindaci disposti a farle valere, senza guardare a chi prega dentro il capannone trasformato in sala di preghiera.
Manca il coraggio di dire ciò che ogni residente sa e non può dire senza essere chiamato razzista.
Un Paese in cui il muezzin sveglia i quartieri prima dell'alba da minareti, che in Italia non sono mai stati autorizzati, e lo fa nel colpevole silenzio delle istituzioni, non è un Paese tollerante.
È un Paese che si sta arrendendo.
A Mazara del Vallo l'ex sindaco disse che il muezzin "fa parte della nostra cultura." Là la kasbah ha mille anni e i musulmani sono il venti per cento della popolazione.
A Cornigliano il centro islamico ha vent'anni e la cultura del quartiere è fatta di portuale, di acciaio, di operai liguri che alle cinque di mattina vanno a lavorare, non a pregare. Nessuna kasbah. Nessuna tradizione condivisa. Solo l'adhān prima dell'alba e un Comune che guarda altrove.
Quando un culto senza accordo con lo Stato occupa lo spazio sonoro di un quartiere da strutture abusive e le autorità non intervengono, quando chi protesta viene zittito e chi denuncia viene chiamato intollerante, non siamo di fronte a un problema di decibel.
Siamo di fronte a una resa. Non solo genovese. E le rese non sono mai finite bene per chi le ha firmate.
Autore: Roberto Riccardi

24 commenti:
A chi parla di islamofobia vorrei dire soltanto una cosa: perche' non esiste la cinesofobia ? Forse perche' i cinesi non costituiscono nessun problema sul piano esistenziale. Ecco che il termine "islamofobia" serve a stigmatizzare chi vorrebbe affrontare i problemi reali invece che subirli e basta.
"Siamo arrivati al punto che per non offendere nessuno, finiamo per offendere la nostra stessa intelligenza...
E, cosa ben più grave, i nostri valori. La realtà è diventata un paradosso, sbandierano la Costituzione come un trofeo, invece poi permettono che i suoi principi vengano calpestati in nome di un’integrazione che somiglia ad una resa!!
Il caso di Bologna è l’emblema di questo cortocircuito. Il Comune annuncia lo sportello contro l'islamofobia, con tanto di moduli in arabo. Un’iniziativa che, a sentir loro, serve a "tutelare". Ma io mi chiedo...tutelare chi? E soprattutto, da cosa?
Qui non si tratta di essere contro la libertà di culto. Ognuno è libero di credere in ciò che vuole, ma senza calpestare nessuno.
Il problema nasce quando una cultura, che nei suoi dogmi vede la donna sottomessa e non tollera chi ha "abitudini diverse", pretende di dettare legge ovunque vada.
La cosa assurda è che a spalancare le porte sono proprio quelle forze politiche progressiste che dicono di lottare per i diritti di tutti!
Com'è possibile difendere le conquiste civili e, allo stesso tempo, dare spazio a chi vorrebbe le donne succubi? Non sta in piedi!
Invece di spiegare a chi arriva che qui il rispetto per l'essere umano non è negoziabile, preferiamo aprire uno sportello. Il sostegno vero servirebbe a quelle donne che vivono segregate o a chi viene vessato perché non si piega a certi integralismi.
Invece no!!! meglio rincorrere il voto degli ultimi arrivati, mettendo in soffitta decenni di battaglie per la dignità.
Questa non è accoglienza, è puro calcolo elettorale. E a pagarne il prezzo, alla fine, siamo noi!!!"
Tony Loreti su Fb
Forse perche' i cinesi non costituiscono nessun problema sul piano esistenziale.
I cinesi costituiscono un problema diverso, piu subdolo. Acquistano spazi e potere erodendo i nostri e alla fine anche loro prevalgono senza integrarsi (vedi Prato, che "era" il fiore all'occhiello della nostra industria tessile)... Il problema è il sistema sinistrorso che non è intervenuto fin dall'inizio. Adesso, oltre ad essere tardi, manca comunque la consapevolezza.
Cit. Andrea Sandri
Allah e il nostro Nulla
L'Allah di Maometto è un'anticipazione in forma di camuffamento teologico del Nulla del nichilismo occidentale. Dopo circa quattordici secoli c'era da aspettarsi un congiungimento familiare in Europa.
SE QUALCUNO AVEVA DEI DUBBI SUL PD… E SUI COSIDDETTI PROPAL
Quelli che pensano che basti dichiararsi propal per essere dalla “parte giusta” come minimo – se sono in buona fede – mostrano di avere una visione distorta di quel che succede nel mondo. Perché non si può essere per la giusta causa della sovranità nazionale – e sottolineo sovranità – del popolo palestinese e contemporaneamente schierarsi a fianco di chi lavora per il coinvolgimento bellico europeo. Nonostante il grande agitarsi dei propagandisti in paga Ue (calendiani, picerniani, maggiani…) che vendono il conflitto in Ucraina come guerra di resistenza per la libertà, è ormai evidente l’uso cinico e spregiudicato del popolo ucraino contro l’odiata Russia, che questa Europa vuole gettare nel fango. Con una Germania che si appresta a diventare la prima potenza europea militare (non nucleare, almeno per il momento), vogliosa di riscattare l'esito dell’operazione Barbarossa... I propal hanno innalzato a questione morale la “causa palestinese” ma insistono a non considerare la centralità della questione ucraina, con addirittura molti tra questi che esplicitamente sostengono la resistenza ucraina contro gli “aggressori” russi. Il Pd mostra simpatia per la “causa palestinese”, considera questa bandiera utile sventolarla a fini elettorali, e non vive nessuna contraddizione tra una Picierno (filo-ucraina e filo-israeliana) e una Schlein (filo-ucraina e filo-palestinese, con le flottile usate come spot elettorali): entrambe le posizioni sono organiche al riarmo europeo e al pieno e solidale sostegno finanziario e militare all’Ucraina di Zelensky. Nel governo si discute sulla proposta della commissione Ue di far entrare l’Ucraina. Meloni sembra ben disposta, ma con alcune riserve, così come Forza Italia, la Lega è fortemente contraria, per non parlare di Futuro nazionale di Vannacci, per il quale bisognerebbe riaprire subito i rapporti con la Russia. Ebbene, alla Lega che esprime un’assoluta contrarietà «ad ogni ipotesi di adesione dell’Ucraina all’UE» perché oltre a non avere Kiev «i requisiti necessari» questo ingresso «rappresenterebbe un danno economico sociale di enormi proporzioni» infuriato risponde il Pd. «Meloni sconfessi immediatamente i suoi alleati della Lega che continuano a perseguire un’agenda filo russa». Mentre il M5s di Conte, maestro di trasformismo camaleontico, tace in attesa di capire cosa conviene fare. La pietra angolare è quindi la questione ucraina. È più che evidente che l’Ue vuol trascinarci in guerra contro la Russia. Ma la Russia, questa volta, a differenza del 1941, non intende farsi trovare impreparata. Così, dopo i droni che utilizzano come piattaforma di lancio i paesi baltici e il vile attacco al dormitorio studentesco (che ospitava 86 giovani) nel Donbass di Lugansk, la Russia risponde con bombardamenti su strutture di comando militari ucraine, utilizzando tra gli altri gli inintercettabili missili ipersonici Oreshnick (Rivista Italiana Difesa: https://www.rid.it/shownews/8092/weekend-con-oreshnik-a-kiev). I bombardamenti russi a Kiev, tra gli altri obiettivi, hanno colpito gli studi delle emittenti pubbliche tedesca Ard e DW. Un chiaro segnale alla Germania di Merz…
Antonio Catalano
giovedì 28 maggio 2026 – ore 16.10
Ramadan e scuole chiuse? Valditara replica duramente a Schlein: “Le regole italiane non si toccano”
Scuole chiuse per Ramadan? Valditara gela la Schlein: “Siamo in Italia, basta sottomissione culturale”
https://ckm-news.com/posts/ramadan-e-scuole-chiuse-valditara-replica-duramente-schlein-le-regole-idiofjmu-simplegirl
Per chi insiste che i musulmani sono persone e devono essere rispettati come tali.
C’è differenza tra culture ed etnie. La religione, buddista, animista, asiatica, non uccide ‘’”l’infedele” ( cioè chi non fa parte della propria religione. ) Basta leggere il Corano e le relative sure. Per l’Islam politica e religione sono sullo stesso piano, anzi la religione detta il comportamento degli adepti.
Certo occorre fare discernimento: non fare di ogni erba un fascio; come in ogni popolo, qualsiasi religione professi, cresce il grano insieme alla zizzania, così potrebbe essere per i musulmani. Comunque faccio difficoltà nella buona fede, quando ascolto - atti di violenza in Italia, e in Europa da parte di persone accolte in EU ma non vogliono integrarsi, anzi accoltellano persone a loro sconosciute al solito grido: Allah è grande. Come detto, molti sono sicuramente ottime persone ; però purtroppo, figli di prima, seconda generazione escono dal coro : sono solamente "italiani” di nome NON di fatto.
La candidatura di musulmani rappresenta il salto di livello della sinistra. Non dovrà passare.
Il metodo dell’Islam è sempre lo stesso, collaudato in secoli di espansione, si costruiscono moschee, si creano società parallele separate dalla popolazione autoctona, si moltiplica la presenza demografica con alta natalità e immigrazione continua, si recita il ruolo di minoranza vittima e perseguitata per guadagnare simpatia e protezioni legali, si resiste sistematicamente alle leggi dello Stato ospitante, si sfruttano tutte le lacune del sistema democratico, si introduce gradualmente la Sharia nei quartieri e nelle famiglie, fino alla conquista progressiva del potere politico e culturale.
L’Afghanistan era buddista, il Pakistan induista, il Libano cristiano. Oggi sono tutti musulmani.
La sinistra è il cavallo di Troia dell’islamizzazione dell’Europa. O la si ferma con decisione e si avvia una remigrazione forzata su larga scala, o l’Europa cadrà.
Cornigliano, all'inizio del 1900 era quella periferia di Genova in cui c'era una spiaggia e si potevano fare i bagni di mare. La baia era sovrastata dal castello (ma recente, non medìoevale ) dei conti Raggio. Nel secondo dopoguerra fu fatto nel mare davanti a Cornigliano un grande riempimento, ( distrutto il castello Raggio) e fu costruita l'Italsider. Con tanto di forni a caldo. L'aria divento' cosi' irrespirabile a Cornigliano e quelli che potevano andarsene se ne andarono. La sinistra organizzo' molte rivendicazioni per la salubrita' dell'aria, e, poco alla volta l'attivita' dell'Italsider venne ridotta, quasi smantellata. Poi iniziarono i tentativi di vendita dell'Italsider (che aveva altri stabilimenti in Italia , oltre Cornigliano. Avrete sentito tutti parlare del siderurgico di Taranto. Taranto e Cornigliano sono strettamente connessi. Ma sembra che vendere questi stabilimenti (in coppia ) non sia una faccenda semplice per lo stato italiano. Non pensate a una periferia degradata. Cornigliano ha bei palazzi forse costruiti meglio della vicina Sestri Ponente dove si trova lo stabilimento (fiorente) della Fincantieri , anch'essa partecipata dallo stato italiano e che fa lavorare numerose maestranze provenienti da lontano. Ovvero , mentre Cornigliano muore Sestri vive. Gli affitti salgono (a Sestri) e fanno affari anche coloro che hanno comprato case a Cornigliano quando l'aria era irrespirabile e le case non valevano nulla.
La saldatura tra partito democratico e islamici c'e' da molti anni anche se discreta. Prima che arrivasse il muezzin a svegliare chi tutto ha visto e tutto sopportato.
Non prendiamocela solo con la sinistra! Se l'islamizzazione avanza, lo dobbiamo anche e soprattutto alla neochiesa postconciliare e sinodale!!
Nel 1958 Dino Buzzati pubblicò I topi, uno dei racconti più inquietanti e profetici della letteratura italiana del Novecento.
Apparentemente è una storia semplice: in una grande casa di campagna iniziano a comparire alcuni topi. All’inizio sembrano pochi, quasi insignificanti. Qualcuno li nota nei corridoi, altri sentono rumori nei muri. I domestici si preoccupano, ma il padrone continua a rassicurare tutti. Dice che non è nulla di grave. Dice che sono casi isolati. Dice che allarmarsi sarebbe eccessivo.
Ma i topi aumentano.
Entrano nelle stanze, occupano i magazzini, si moltiplicano ovunque. Diventano sempre più aggressivi, sempre più presenti. Eppure nessuno trova il coraggio di affrontare seriamente il problema. Tutti preferiscono fingere che la situazione sia ancora sotto controllo. Fino a quando la casa non appartiene più realmente ai suoi proprietari.
Buzzati non stava parlando soltanto di animali. Stava raccontando la dinamica con cui le civiltà decadenti reagiscono ai pericoli: prima negano, poi minimizzano, infine si arrendono lentamente alla realtà. Ed è impossibile non vedere un parallelo con ciò che sta accadendo oggi in Europa. Da decenni il continente europeo sta vivendo una trasformazione demografica, religiosa e culturale enorme, legata soprattutto all’immigrazione islamica proveniente da Africa, Medio Oriente e Asia. In molte città europee esistono ormai quartieri interamente islamizzati, dove la cultura occidentale arretra progressivamente e dove spesso si affermano valori incompatibili con quelli europei: separazione rigida tra uomini e donne, ostilità verso la laicità, rifiuto dell’integrazione, radicalizzazione religiosa. Eppure ogni volta che qualcuno prova a porre apertamente il problema, la risposta del sistema culturale europeo è sempre la stessa: negare, minimizzare, censurare moralmente. Non si può parlare di islamizzazione. Non si può parlare di sostituzione culturale. Non si può parlare del rapporto tra immigrazione incontrollata e radicalismo islamico.
Chi lo fa viene immediatamente marchiato come razzista o estremista.
Esattamente come nel racconto di Buzzati: i topi aumentano, ma il padrone continua a ripetere che va tutto bene.
Nel frattempo l’Europa ha già conosciuto decine di attentati islamisti. Parigi, Nizza, Londra, Bruxelles, Berlino, Madrid, Vienna. Auto sulla folla. Coltelli. Bombe. Civili massacrati mentre passeggiano, assistono a concerti o festeggiano il Natale. Sempre lo stesso schema. Sempre la stessa ideologia: l’islamismo radicale che considera l’Occidente una civiltà nemica da colpire e umiliare.
Ma anche davanti all’evidenza, gran parte delle élite europee continua a comportarsi come i personaggi di Buzzati. Preferiscono modificare il linguaggio piuttosto che affrontare il problema. Parlano di “disagio”, di “emarginazione”, di “follia individuale”, evitando accuratamente di riconoscere la dimensione ideologica e religiosa di molti attacchi.
La verità è che una parte dell’Europa sembra avere perso fiducia nella propria identità. Ha paura di difendere apertamente la propria civiltà perché teme di apparire intollerante. Così rinuncia lentamente a se stessa. Rinuncia alle proprie radici cristiane, alla propria cultura, ai propri valori storici, perfino al diritto di dire che esiste un problema. Ed è proprio questa debolezza che rende possibile l’avanzata dell’islamismo.
Perché nessuna conquista avviene soltanto con la forza. Le civiltà crollano soprattutto quando smettono di credere nella propria legittimità. Quando si vergognano della propria storia. Quando considerano la difesa della propria identità un gesto moralmente sospetto.
Segue
Il racconto di Buzzati diventa allora una metafora quasi perfetta dell’Europa contemporanea. I topi non vincono perché sono irresistibili. Vincono perché nessuno ha il coraggio di fermarli quando è ancora possibile farlo.
Oggi molti europei iniziano a percepire questa trasformazione con inquietudine. Vedono cambiare i quartieri, le scuole, le città. Vedono crescere tensioni religiose e culturali. Vedono l’aumento del radicalismo islamico. Ma soprattutto vedono una classe dirigente incapace perfino di nominare il problema.
E una società che non riesce più a dire la verità a se stessa è una società destinata lentamente a perdere il controllo della propria casa.
Proprio come accade nel racconto di Buzzati.
Molto bello e vero anche per la Chiesa Cattolica.
...e non solo..futuro incerto dell'Abbazia, tale e quale
a quello che si verifica in Terrasanta ad opera dei "fratellicoltelli"
ed altrove.Non c'e' niente da fare se sbiadisce una ideologìa ecco che
ne subentra un'altra peggiore.
https://lanuovabq.it/it/romania-labate-sfrattato-dagli-europeisti
I funzionari del comune di Oradea (Transilvania) hanno sfondato una parete per occupare la sacrestia della chiesa abbaziale dei premostratensi, su cui pende un ordine di sfratto. L’abate alla Bussola: «Nemmeno i comunisti si sono spinti fino a questo punto».
Stiamo discustendo del grave problema rappesentato dall'invasione islamica. Cosa c'entra la guerra russo-ucraina? Si salta di palo in frasca. E si danno anche giudizi del tutto avventati: che la Germania sta preparando una guerra alla Russia per vendicarsi di aver perso la precedente (operazione Barbarossa, iniziata nel 1941) - che Stalin si è lasciato cogliere impreparato dall'attacco nazista. "Impreparato" solo perché aveva mantenuto il suo esercito in uno schieramento offensivo, per ricattare Hitler, impegnato ad Ovest contro la Francia e la GB. Fu informato dai suoi agenti dell'operazione Barbarossa ma non ci credette. Poi dovette ricredersi.
Un articolo di propaganda, che non vede, tra l'altro, un aspetto importante della questione: l'incapacità dimostrata dai russi di vincere questa guerra, nonostante il divario di forze, iniziata da loro in modo molto superficiale, come se dovesse vittoriosamente concludersi in breve tempo. Sono passati quattro anni e rotti ma non se ne vede ancora la fine.
Forse quest'estate ci sarà la grande offensiva russa che dovrebbe travolgere gli ucraini e mettere tutti a posto? Ai posteri l'ardua sentenza...
Historicus
L'Islam non ci invaderebbe impunemente se non trovasse ampie complicità, politiche e religiose. VAle a dire: è la nostra decadenza che favorisce e persino provoca l'invasione.
Per fortunna l'ondata islamica organizzata dai postcomunisti traditori dell'Italia alle recenti elezioni amministrative si è rivelata un flop gigantesco. Dai numeri, si vede che parecchi musulmani non hanno votato per la sinistra filoislamica. Un buon segno e nello stesso tempo un campanello d'allarme che non bisogna sottovalutare: questa aperta alleanza tra estrema sinistra e islamismo è un fenomeno europeo estremamente grave. Per lo meno il nemico dell'Italia si delinea in modo netto, in questa alleanza.
Ma non basta una difesa più agguerrita sul piano amministrativo, economico, poliziesco, culturale. Bisogna che cambi la mentalità occidentale a cominciare dalle donne. E come si fa?
La cosa più difficile è cambiar mentalità.
Concretamente: bisogna rimettere in discussione il "diritto al libero aborto", un diritto che non può esistere, che va abrogato, assieme a tutto il circo degli anticoncezionali a disposizione del nostro corrotto edonismo. Si torni a concepire seguendo la natura, nel matrimonio.
La denatalità che ci affligge è provocata anche dall'abortismo e dai costumi decadenti, non solo dal sistema economico ostile alla vita di famiglia. Bisogna cambiare o no, se si vuole che il popolo italiano sopravviva?
Ha detto recentmente Tajani che bisogna fare più figli per resistere all'invasione dei "migranti". Bene. Il governo faccia la sua parte e cominci a abrogare il diritto ad abortire, una cosa che non sta né in cielo né in terra. Di sicuro gli aborti non fanno aumentare le nascite.
Sarebbe comunque una svolta, bisogna pur cominciare da qualche parte.
POliticus
Lecco, muezzin islamico sostituisce le campane: è lui a svegliare i cittadini (1)
https://gloria.tv/post/bW42i8dooJ2e3dKzKorWAqTdb
Le campane davano fastidio alle orecchiucce e furono abolite, infatti
e' raro sentire il suono delle campane in una grande citta' come Roma.
Nella mia Parrocchia c'e' un similcampanile che non ha mai
ospitato le campane ma ospitera' sicuramente il futuro muezzin.
Se uno si ritira altri prenderanno il suo posto,
occuperanno
la sua poltrona.
Leone XIV nomina un vescovo canadese: "Il cattolicesimo non è superiore alle altre religioni".
Oggi, Leone XIV ha nominato Padre Kenneth Thorson, O.M.I., nuovo Vescovo di Prince Albert, Canada.
Nato a Saskatoon il 19 settembre 1966, è diventato membro dei Missionari Oblati di Maria Immacolata ed è stato ordinato sacerdote nel 1999. Di solito indossa abiti civili.
https://gloria.tv/share/dAoJm8Ej2zRS3TvnukFPAZShB
C'e' chi si porta avanti..
A questo mondo scellerato, stirpe di satana, dobbiamo contrapporre la generazione dei Santi, stirpe di Dio.
Noi che abbiamo la sorte di appartenere alla Chiesa Cattolica, non possiamo mescolarci al mondo; dobbiamo abbracciare la nostra Croce, vessillo glorioso che porta la vita, e dobbiamo dare a Dio tutte le nostre attività. In mezzo al mondo che non apprezza Dio, siamo noi il cantico vivo di amore che lo glorifica; in mezzo al mondo che diffida di Dio, siamo noi i figli dello spirito che confidano in Lui solo.
Che importa che la nostra fiducia non è scevra di ansietà? Se confidando nel Signore avessimo l'assoluta sicurezza, finirebbe la Fede, e confideremmo più nella nostra sicurezza che in Dio. È proprio l'ansietà nelle prove della vita, è l'oscurità nelle aspirazioni dell'anima che ci fa abbandonare a Dio come figli, e ci fa credere in Lui, aspettando in pace la rivelazione del suo amore dopo la vita presente. Non ci turbino le nostre miserie, non ci angustino le nostre pene, non c'illudano le nostre passioni.
Il mondo è come Caino, segnato dalla maledizione, profugo sulla terra, agitato nelle voci del sangue e della carne; noi siamo come Set, pacifica generazione, vivificata dal Redentore, vivente in Lui, calma nell'aspettazione dell'immortale speranza.
(Don Dolindo Ruotolo dal commento al libro della Genesi)
In Svizzera, il solito svizzero, urlando Allāhu Akbar, grido tipicamente elvetico,
ha appena accoltellato quattro persone.
Schieriamoci dalla nostra parte.
Se il PD vuole islamizzare il partito è un problema del PD...
Ma se il PD intende islamizzare l'Italia allora il problema è di tutti noi...e il cdx non lo deve permettere
Il mio amico professore mi ha detto che, finite le scuole (le sue, le Medie, il 30/6), a scrivere il raccontino sulla restaurazione dei regni crociati ci prova. Lo fa ucronico ma anche fantapolitico: lo ambienta finita la II guerra mondiale, invece dei famosi "due stati", la Chiesa riesce ad imporsi (indovinate chi era il Papa, anche nella nostra timeline...) e sono invece restaurati quei regni, con strani giochi di casate dato che quelle medievali oggi dirette non ci sono più. Forse più che un racconto lungo, può uscirne un romanzo breve, deve stare attento a non farlo troppo pesante.
Invece su come affrontare le moschee e i loro frequentatori, ricorda di aver letto su un blog già una decina d'anni fa un racconto di una sollevazione pure militare contro una vera e propria invasione islamica: in uno dei post di questo blogger (non ricorda se sia ancora online), al momento in cui il muezzin intona il suo ululato... gli "autoctoni" rispondono a cannonate! Entrambi, tanto io quanto il mio amico professore, non vorremmo essere profeti...
Sentivo ieri in radio dell’ultima trovata dei soliti progressisti, l’apertura di uno SPORTELLO ANTI ISLAMOFOBIA, a Bologna (e come ti sbagli?!)… Mi chiedo sinceramente se sono più DISPERATI o RITARDATI da non capire a cosa andranno incontro calando le mutande fino alle caviglie per fare cassetto elettorale. Bene ha fatto chi ha creato il neologismo SINISLAM.
Il PD, in nome dei diritti umani, favorisce l'immigrazione incontrollata. Ma le moschee e i muezzin prosperano dove maggiore e' il radicamento del PD sul teŕitorio.
Cornigliano ne e' l'esempio lampante. Prima del 1950 a Cornigliano c'era il mare , si potevano fare i bagni e l'aria era buona. Poi arrivo' l'industria siderurgica , si fece un grande riempimento sul mare per costruire il grande stabilimento siderurgico. Proprietario le partecipazioni statali.
L'aria divenne irrespirabile e gli antenati del PD furono in prima fila per tutelare il diritto alla salute degli abitanti.
Le abitazioni , piu' che dignitose vennero svendute e Cornigliano divenne un quartiere ghetto.
Molti gli stranieri. E oggi abbiamo anche il mueźin.
Nel frattempo la grande fabbrica non inquina piu' perche' non ha piu' gli altiforni e lavora poco.
Grazie PD !
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