sabato 12 novembre 2016

Piccolo florilegio di dichiarazioni post-elettorali dal mondo cattolico USA

Può essere interessante leggere, nella nostra veloce traduzione, un florilegio di alcune reazioni post elettorali da parte del mondo cattolico in USA, selezionate principalmente da qui. E con questo, per il momento, chiudiamo l'argomento sull'evento che ha suscitato tanto scalpore e aspettative, in attesa di segnali più concreti.

L’Arcivescovo Joseph E. Kurtz di Louisville, Kentucky, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, in una dichiarazione post-elettorale del 9 novembre, ha delineato un programma ambizioso, nel quale si congratula con Trump, subito dopo che il Segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha offerto congratulazioni e preghiere per il nuovo presidente eletto. Egli ha detto: “La Conferenza episcopale auspica di lavorare con il Presidente eletto Trump per proteggere la vita umana dal suo inizio più vulnerabile sino alla sua fine naturale. Noi sosteniamo le politiche che offrono opportunità a tutte le persone, di tutte le fedi, in tutti i ceti sociali.
Noi siamo fermi nella nostra determinazione che i nostri fratelli e sorelle che sono i migranti e i rifugiati possono essere umanamente accolti,  ferma restando la massima attenzione per la sicurezza della Nazione. Desideriamo richiamare l’attenzione sulla persecuzione violenta che minaccia i nostri fratelli cristiani e persone di altre fedi in tutto il mondo, in particolare nel Medio Oriente  e chiediamo l’impegno della nuova amministrazione alla libertà religiosa nazionale, garantendo alle persone di fede cristiana la libertà di annunciare e modellare la nostra vita intorno alla verità dell’uomo e della donna  ed al loro legame unico del matrimonio che essi possono formare. 
L’Arcivescovo Kurtz, riferendosi alla necessità di colmare le divisioni create nel paese da una elezione così contrastata, ha aggiunto: “Ora è il momento di affrontare la responsabilità di governare per il bene comune di tutti i cittadini. Credo che Dio ci darà la forza di guarire e di unire”.

Il cardinale Sean P. O’Malley di Boston ha twittato : “Congratulazioni al presidente eletto Donald Trump. Che  durante la sua Presidenza Dio gli conceda buona salute, saggezza e coraggio.

In una dichiarazione del 9 novembre il vescovo Michael F. Burbidge di Raleigh, North Carolina, ha detto: “E' il momento di ricordare che la forza della nostra Repubblica sta nella nostra unità come cittadini e membri della Sacra Famiglia di Dio”. “Tali relazioni sono il fondamento della nostra società ed è nostro sacro dovere promuoverle in modo che nulla ci divida. Quando viviamo in questa armonia, si instaurerà un vero dialogo e il confronto si verificherà in maniera civile e rispettosa. ”

Il cardinale designato Blase J. Cupich di Chicago [con atteggiamento bifronte, centrato sul sociale] ha promesso preghiere per gli eletti e per coloro che ricoprono posizioni contrapposte. "Siamo tutti custodi degli ideali americani di giustizia per tutti, uguaglianza  fraternità e pace tra le nazioni. Non dobbiamo mai stancarci di vivere la nostra tradizione di servizio dei bisognosi, a chi è ai margini della società".

Il 9 novembre, il Vescovo David A. Zubik di Pittsburgh ha rilasciato una breve dichiarazione: “Come americano e come vescovo cattolico, al Presidente eletto Donald Trump  voglio assicurare le mie preghiere e quelle di tutti i cattolici fedeli nella diocesi di Pittsburgh, ora che si prepara a guidare il nostro paese, per proteggere e difendere la vita umana, la dignità, la giustizia, la pace, la libertà religiosa e il bene comune “.

Jeanne Mancini, presidente della Marcia per la vita ha dichiarato: “Siamo lieti che i risultati delle elezioni di questa sera riflettono il consenso dell’America pro-life alla Camera, al Senato e alla Presidenza. Plaudiamo i candidati che hanno preso una posizione sulla questione più critica dei diritti umani di oggi, l’aborto”. Ed ha aggiunto: “Ci congratuliamo con il Presidente eletto Trump per la sua vittoria molto combattuta, ed anche col vice presidente eletto Pence, tra i nostri amici al Congresso”. “Non vediamo l’ora di lavorare insieme al presidente eletto, che promette di garantire alla Corte Suprema Giudici pro-vita , politiche pro-vita, tagliando i fondi alla catena di cliniche abortiste in USA, Planned Parenthood.”

Philippe Nassif, direttore esecutivo di “In difesa dei cristiani” ha detto in una dichiarazione del 9 novembre, esortando Trump a “dare priorità alla protezione delle antiche comunità di minoranze etniche e religiose del Medio Oriente, in una regione in cui queste comunità possano coesistere e prosperare pacificamente nelle loro terre d’origine”. “I valori cristiani della tolleranza e della convivenza, e i progressi che queste comunità hanno portato nella loro società per tanti secoli, sono essenziali per Medio Oriente stabile e sicuro;  il che è nell’interesse della sicurezza nazionale degli Stati Uniti e del mondo.”

In un comunicato del  9 novembre Kristan Hawkins, presidente di Studenti per la Vita d’America ha detto: “Donald Trump ha fatto molte promesse agli enti  pro-life nel corso della sua campagna, e la generazione pro-life si adopererà perché egli mantenga queste promesse come presidente” . “L’aborto aveva molto peso in questa elezione. La linea di principio è questa: i risultati delle elezioni di oggi ci danno lo slancio per realizzare la nostra missione di abolire l’aborto nel corso della nostra vita.”

Per ricordare al presidente eletto Trump la sua agenda antiaborto, è già in corso una petizione, per gentile concessione di LifeSiteNews.com, che sottolinea l’urgenza di firmare l’Atto di Protezione del Bambino Non Nato e di ri-emanare il Mexico City Policy che vieta il finanziamento dell’aborto all’estero da parte degli USA.

Esperti politici in tutta l’America scuotono il capo, lanciano invettive e si chiedono che cosa sia accaduto oggi; i fedeli cristiani possono solo chinare la testa in atto di profondo ringraziamento e gratitudine a Dio che è intervenuto potentemente in loro aiuto.

Padre Frank Pavone, direttore nazionale di Priests for life ha detto: “Oggi è un grande giorno per l’America e per la Chiesa, dobbiamo gratitudine a tutti coloro che hanno parlato, hanno lavorato con coraggio  e hanno votato per i candidati pro-vita, a cominciare dal nostro neo-eletto presidente Donald Trump”. “La nostra nazione ora può intraprendere un percorso per eliminare l’aborto e promuovere la libertà della Chiesa. Saremo in grado di far avanzare un simile ordine del giorno, visto che ora sia nella Camera dei Rappresentanti sia al Senato esistono maggioranze pro-vita”.
Ricordiamo che l’Associazione Sacerdoti per la Vita lavora incessantemente per arginare l’aborto e ripristinare la protezione per i bimbi nel grembo materno. Per questo, i Sacerdoti per la Vita hanno fatto fronte a molta opposizione e ostilità da parte dell’amministrazione Obama. La conferenza episcopale americana si batte fortemente ormai da anni contro una legge che va nella direzione della discriminazione dei cristiani e della marginalizzazione dell’esperienza religiosa dalla vita pubblica.

Anche oggi Trump ha ribadito che uno dei suoi obiettivi è abolire l’Obamacare, la riforma sanitaria che doveva essere ” il massimo della civiltà” e invece è stata un vero disastro, con aumento di tasse da capogiro e attentati alla libertà religiosa dei cristiani…(Obamacare:  nei piani assicurativi, obbligatori per legge, Obama ha stabilito che tutti i datori di lavoro devono pagare farmaci abortivi ai loro dipendenti; chi si oppone per obiezione di coscienza, è obbligato a pagare una multa tanto esosa da far chiudere qualunque attività…)
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

21 commenti:

Luisa ha detto...

Segnalo:

http://www.corrispondenzaromana.it/dopo-la-vittoria-di-trump-papa-bergoglio-leader-della-sinistra-internazionale/

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=7uhcQGezq00

mic ha detto...

Ascoltare dal link qua su è sconvolgente. Non so se ci sia una possibile tara...

Leggete ascoltando dal link sotto con i sottotitoli in italiano quel che dice Trump (visto da alcuni come una parentesi di riequilibrio e dunque come un soluzione apparente) sul Nuovo Ordine Mondiale.

https://www.youtube.com/watch?v=TOTwE5olMmw&feature=player_embedded

Ma la storia, oltre che nelle mani di certi uomini e di certi centri di potere, è innanzitutto nelle mani di Dio, che molto permette, ma non ci abbandonerà e, con il Suo aiuto, per quanto in nostro potere come piccole formiche che ammassano chicchi nei granai dello spirito, non praevalebunt!

Guido Villa su Fb ha detto...

I media di regime che oggi demonizzano Donald Trump sono gli stessi che esaltano, anzi divinizzano papa Francesco, e che un domani seppelliranno di contumelie un eventuale papa fedele al Magistero della Chiesa. Prepariamoci e preghiamo fin da ora per essere pronti a sopportare ogni sorta d'ingiurie...

mic ha detto...

Fin dalle origini, in ogni generazione, la Chiesa ha dovuto affrontare molti non serviam !
Le eresie e gli scismi son sempre nati al suo interno. La differenza, rispetto ad oggi è che non mancavano gli anticorpi per riconoscerli, condannarli, escluderli. Lo stesso processo che ci è chiesto personalmente di fare col male presente in noi e fuori di noi.
Non servono machiavellismi in risposta alla trame (vere, forse la maggior parte, o fasulle) che di volta in volta scopriamo, ma lasciar spazio agli interventi soprannaturali: il Signore si è incarnato, è morto, è risorto ed è tornato al Padre per questo! La storia, quella della Salvezza, appartiene a Lui.
A ognuno di noi è richiesto quel poco che, in Lui, è possibile nella sua situazione....

Silente ha detto...

Rimane il fatto che il 52%, quindi la maggioranza, dei cattolici americani ha votato Trump (fonte il Giornale di oggi che cita il New York Times). Un bella sconfitta per l'ultra-progressista, modernista, pauperista, filo-comunista Bergoglio (da una sua intervista a Repubblica: "I comunisti la pensano come i cristiani" e ancora (peggio): "il male del mondo sono le disuguaglianze").
La vittoria di Trump è una vittoria dei cattolici, dei cristiani in generale, dei pro-life, di una destra dei valori (Dio, Patria, Famiglia) che "la strega" (the witch) avrebbe combattuto e umiliato.

Silente ha detto...

Rosa (RR) spesso opera una apprezzabilissima forma di contro-informazione, attraverso questo sito. Sul tema Trump, voglio riproporvi alcune sue informazioni dei giorni scorsi, che considero particolarmente importanti e che mi sento di confermare anche perché validatemi da altre fonti, Eccole, in grassetto:

Non è affatto vero che Clinton abbia vinto il "voto popolare" perché i voti li stanno ancora contando. E' un'altra fola messa in giro dai soliti noti;

anche in Stati solidamente democratici come la California o il Massachusetts, ci sono molte circoscrizioni elettorali che hanno votato Trump, infatti basta guardare una mappa USA elettorale, e si vede quant' è rossa (il colore dei Repubblicani), quindi non è affatto vero che il paese sia spaccato. Altra palla dei soliti noti, che non ci stanno a perdere;

i pochi dimostranti (centinaia in città di milioni di abitanti !) sono pagati dal MoveOn. org, organizzazione facente capo a Soros. Offrono 15 dollar/ora e li portano lì coi pullman. Sono manifestanti di professione, come quelli del Black Lives Matter. Facinorosi, agit-prop, infiltarti, chiamateli come volete;

altra palla che raccontano e che ho visto ripresa anche su FB:
NON E' AFFATTO VERO che ci sia stata una ripresa economica e più posti di lavoro in USA sotto Obama presidente. I posti nuovi creati sono o pubblici o di poco valore e vanno agli immigrati, clandestini e non. Sia gli Americani bianchi sia soprattutto neri hanno perso lavori su lavori;

una chicca su Soros: pare che su di lui pesi una richiesta di estradizione in Russia per reati ivi commessi. Tutti i "trumpiani" si augurano che Trump e Putin si accordino, e lo estradino. Me too.


Mi permetto di aggiungere che se il criminale Soros venisse estradato in Russia (lo so, è impossibile), anch'io ne sarei immensamente felice.

Per il resto, grazie ancora, cara Rosa.

mic ha detto...

Purtroppo Soros è solo la punta di un iceberg....

Anonimo ha detto...

Trump:via dalla Siria l'Isis, non
Assad

11 novembre 2016 22.53
Lottare contro l'Isis, non cacciare il presidente Assad e appoggiare la cosiddetta opposizione moderata in Siria. Questa una delle massime priorità del nuovo presidente degli Usa, Trump. Trump al Wall Street Journal: "Se state combattendo contro la Siria, e la Siria sta combattendo contro l'Isis, dovete sbarazzarvi dell'Isis". Se gli Usa attaccano Assad, "finiremo col combattere contro la Russia, contro la Siria". Poi ha detto di aver ricevuto messaggi dai leader di molti Paesi, tranne la Cina. "Bellissima" la lettera di Putin.

Anonimo ha detto...

Trump ha avuto tantissimo dalla vita ed ora è giunto il momento per lui di sdebitarsi col Creatore.Non sarà facile perché i suoi nemici sono tanti ed agguerriti ma si impegni a limitare drasticamente l'aborto, in primis ,ed il resto verrà di conseguenza.Se non rispetterà gli impegni pro life sottoscritti liberamente durante la campagna elettorale finirà molto male.Allo stesso modo di tutti quelli ,ma proprio tutti,tutti, che si trovano a combattere contro Dio.bobo

mic ha detto...

Lo potete vedere qui, con i sottotitoli in italiano, ripresi di seguito.
https://www.youtube.com/watch?v=TOTwE5olMmw&feature=player_embedded

"Non c'è nulla che l'establishment politico non farà. Non c'è bugia che non diranno pur di mantenere il loro prestigio e potere a vostre spese, ed è quello che sta succedendo.
L'establishment di Washington e le corporazioni finanziarie e dei media che finanziano esistono per una sola ragione: per proteggere e arricchire se stessi.
L'establishment dispone di trilioni di dollari che ha messo in gioco in queste elezioni. Per esempio un unico accordo commerciale soltanto che vorrebbero far passare coinvolge trilioni di dollari controllati da corporazioni e lobbisti di molti paesi, per conto di chi controlla le leve del potere in Washington e per interessi speciali globali che collaborano con queste persone che non hanno il vostro bene in mente.
La nostra campagna rappresenta per loro una vera e propria minaccia esistenziale come non hanno mai visto prima.
Questa non è semplicemente un altra elezione di quattro anni. Questo è un crocevia della storia della nostra civiltà che determinerà o no che noi, il popolo, reclamiamo il controllo sul nostro governo.
L'establishment politico che sta cercando di fermarci è lo stesso gruppo responsabile per il nostro commercio disastroso per la massiccia immigrazione clandestina e per le politiche economiche ed estere che hanno portato il nostro paese a secco.
Per loro è una guerra e per loro niente ha un limite. Questa è una lotta per la sopravvivenza per la nostra nazione, credetemi, questa elezione determinerà se saremo una nazione libera o se avremo solo l'illusione di democrazia.
In realtà siamo controllati da una piccola manciata di interessi particolari globali che pervertono con il loro sistema il nostro sistema. Così è. Questa è la realtà. Voi lo sapete, loro lo sanno, e io lo so, e praticamente il mondo intero lo sa che l'establishment e i loro media consentono di controllare questa nazione attraverso mezzi che sono molto ben noti.
Chiunque sfida il loro controllo è considerato, un sessista, un razzista, uno xenofobo e moralmente depravato.
Loro vi attaccheranno, Loro vi calunnieranno, cercheranno di distruggere la vostra carriera e la vostra famiglia. Useranno ogni inganno per distruggere tutto di voi inclusa la vostra reputazione. Mentiranno, mentiranno, mentiranno e poi ancora faranno peggio di quello. Faranno tutto ciò che è necessario.
Quei Clinton sono dei criminali. Ricordatevi questo: sono dei criminali.
La nostra grande civiltà, qui in America e in tutto il mondo civile è arrivata al momento della resa dei conti. L'abbiamo visto già nel Regno Unito, dove hanno votato per liberarsi dal governo globale, dal commercio globale e dall'immigrazione globale, cose che hanno distrutto la loro sovranità e hanno distrutto molte di queste nazioni.
Ma la base centrale, del potere politico mondiale è proprio qui in America, ed è la nostra corrotta classe politica che è il più grande potere dietro gli sforzi di radicale globalizzazione e della privazione dei diritti civili delle persone che lavorano.
Le loro risorse finanziarie, sono virtualmente illimitate. Le loro risorse politiche sono illimitate. Le risorse dei loro media sono senza eguali. E, cosa più importante, la profondità della loro immoralità, è assolutamente illimitata"
Donald Trump

Silente ha detto...

Non esistono "ribelli moderati" in Siria. Esistono le truppe regolari di un legittimo regime laico, come quello di Assad, regolarmente eletto da democraticissime elezioni, che ha sempre difeso le minoranze religiose, comprese ovviamente quelle cristiane (le cui milizie infatti combattono per Assad), e poi esistono le truppe ribelli islamiste, che sono tutte, tutte collegate con l'Isis. Gli armamenti americani forniti ai "moderati" sono regolarmente finiti in mano all'Isis e ai salafiti.
Il cosiddetto "Osservatorio siriano sui diritti umani", che opera da Londra, finanziato dalla CIA e da altri servizi occidentali, è uno strumento dell'Isis. Gli unici ad avere una posizione parzialmente autonoma sono i curdi.
Contro la Siria di Assad sono schierati gli USA, Israele, gli stati del golfo, la Turchia, la Nato. Tutti a favore, direttamente o indirettamente, nascostamente o no, dell'Isis. Anche se sembrano combatterlo.

Putin ha fatto saltare il tavolo. Finalmente c'è qualcuno, la Russia, che combatte seriamente l'Isis. E' anche per questo, ma ovviamente non solo, che gli USA stanno attuando una strategia di provocazione contro la Russia: in Ucraina, nei paesi baltici, nell'est europeo.

Anonimo ha detto...

Alla Miami University, il Women’s Center annesso alla Facoltà di Studi Internazionali offre “spazio di sostegno condiviso” a tutti coloro che “vivono nella paura e nel dolore” dopo la vittoria di Trump. Perché “la campagna di Trump ha alzato le possibilità dell’oppressione delle comunità vulnerabili e sistematicamente emarginate. Molti studenti oggi non si sentono sicuri oggi”.

Il preside di un college (New School) comunica ai suoi studenti ai quali l ‘esposizione alla “islamofobia, misoginia, razzismo, xenofobia, e un’ondata di altri discorso d’odio” ha creato “insicurezza sostanziale” che si posso servire del “safe space” fornito dall’istituto, dove potranno “elaborare le loro emozioni”: Similmente la university of California Merced comunica che è stato allestito nel campus “uno spazio di riunione” dove coloro che soccombono alla “crisi emotiva dovuta alle elezioni” potranno trovare counseling”, anche “di gruppo”.

Decisamente, se l’Europa è afflitta dalla Erasmus Generation (che unisce “studio e divertimento” mentre viene indottrinata all’ideologia della Commissione), l’America ha un problema con la Snowflakes Generation. Cinquant’anni fa dai campus di Berkeley e Harvard, un’altra generazione di studenti innescò la protesta contro il Vietnam, la rivoluzione sessuale, il movimento Hippy – e la rivoluzione culturale , il “vietato vietare” che poi dilagò nel’68 in Europa , ora c’è il rischio che arrivi da noi anche la Snowflake Revolution? C’è tra tremare al pensiero....
Maurizio Blondet

Anonimo ha detto...

Ormai quello che doveva arrivare da noi è arrivato ed ha fatto danni pressoché irreversibili.Adesso il giochino è diventato molto più scoperto ed è complicato da ripetere .Quelle ideuzze bambinesche ,da noi adesso vanno per la maggiore solo fra i preti ,i comici ed i magistrati.bobo

Luisa ha detto...

Segnalo a chi è interessato:

http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2016/11/13/232581/

RR ha detto...

Grazie, Silente.
Ma ognuno può farsi la sua controinformazione, se sa leggere, sa far di conto, conosce almeno una lingua straniera, e NON è di sinistra (cioè non è fuori di testa- sempre più convinta che si è di sinistra perché si ha qualche grosso problema psicologico. Eccetto quelli in amla fede, naturalmente).
Ed ovviamente ha internet. Che infatti, un giorno si ed uno no, i soliti noti vogliono censurare.
La "snowflake generation" da noi c'è già. Basta stare un po' su FB. Sono i figli ed i nipoti del '68, figlio di Berkeley e della Scuola di Francoforte. Ormai le università ed i colleges americani sono una farsa, in termini scientifici ed accademici, ecc. le facoltà STEM.

RR ha detto...

Esempio di saper legger e far di conto:
ma se gli USA non c'entrassero nulla con l'ISIS, quanto ci avrebbero messo, all'inizio, a far un bel "carpet bombing" ed incenerirli tutti, in una area desertica e facilmente bombardabile dall'alto, anche senza usare bombe intelligenti " ? Un pseudoesercito senza aviazione, senza razzi terra-aria, senza carri armati ? LA PIU' GRANDE POTENZA MILITARE DEL MONDO CONTRO 4 TAGLIAGOLE ? L'ISIS non è mica la Wehrmacht !
E perché quei fanatici islamici NON hanno MAI attaccato neanche il più estremo avanposto d'Israele ?
Basta rispondere a queste due semplici domande, e non c'è bisogno di leggere Blondet o le sue fonti. E tantomeno ascoltare Putin.

Rr ha detto...

Voti alla fine: Trump 69.000.000 e rotti voti popolari, Clinton 62.000.000 voti popolari. Quindi, in una qualsiasi Repubblica "liberal-democratica" , che sia presidenziale con voto maggioritario puro, semi presidenziale con maggioritario e ballottaggio al secondo turno, parlamentare proporzionale puro, con correttivo, con sbarramento, ecc. avrebbe vinto TRUMP !!!
Ennesima palla sinistra smentita !

Anonimo ha detto...

Obama, pulizie di fine stagione. Uccide i capi di Al Nusra, molla Kiev…
http://www.maurizioblondet.it/obama-pulizie-fine-stagione-uccide-capi-al-nusra-molla-kiev/

Anonimo ha detto...

Paradossi intollerabili.
Soldi per i corsi musicali pre parto per le immigrate e niente per i disoccupati italiani
http://www.ilgiornale.it/news/politica/soldi-i-corsi-pre-parto-musicali-riservati-donne-immigrate-e-1331849.html

mic ha detto...

http://www.lastampa.it/2016/11/15/vaticaninsider/ita/nel-mondo/usa-i-vescovi-cattolici-eleggono-leader-il-cardinale-dinardo-uui0UHg9HqCBtpd6rLmkiJ/pagina.html

Usa, i vescovi cattolici eleggono leader il cardinale DiNardo
Difensore delle cause pro-life, l’arcivescovo di Galveston-Houston è stato eletto presidente della Conferenza Episcopale statunitense. Dovrà gestire le relazioni tra i vertici della Chiesa e l’amministrazione Trump