sabato 19 novembre 2016

L'impasse del Papa. I Dubia e il gossip implicito. Un piano del 2014

Segnalo il puntuale contributo di Marco Tosatti alla comune riflessione sugli sviluppi della questione dei Dubia. Approfitto per rinviarvi qui - qui - qui - qui - qui alle mie riflessioni in diretta e a quanto lo sbocco attuale ne confermi i contenuti. Lo faccio per dare sostanza al nostro resistere (mi riprometto di farne una sintesi efficace anche alla luce di ciò che è accaduto nel frattempo) che implica anche una netta posizione di gratitudine e appoggio, con invito ai necessari approfondimenti, alla sanior pars dei nostri Pastori.
Non a caso Heiner Abbas Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, uno degli interlocutori privilegiati del papa attuale, può dire sul quotidiano dei vescovi che gli dà voce: «È come se, dopo decenni, i frutti del Concilio Vaticano II siano stati - mi sia perdonata l’espressione forte - 'scongelati' e ora si manifestino come intensi e significativi impulsi per un percorso comune di fede». Anche questo tema, che prelude al falso ecumenismo sfociato in eco-comunione, è ormai ineludibile [vedi e anche]. (M.G.)

Vi ricordate quanto il Pontefice ha tuonato periodicamente contro il gossip? Forse in questi giorni corre il rischio inconsciamente di cadere nello stesso comportamento; perché mi sembra che una forma di gossip – un gossip implicito – sia negare dignità piena di interlocutore alla persona “rigida, legalista, ecc. ecc.” che ha idee diverse dalle tue suggerendo che le sue critiche siano causate da problemi psicologici. O da una forma distorta di concepire l’esistenza o la sua fede. Invece di rispondere in concreto e nel merito alle questioni poste.

Così facendo però ci si espone al rischio che l’accusa venga capovolta: non può essere che i problemi psicologici, umorali, siano di chi si comporta in questo modo evasivo ed aggressivo, la sua reazione sia allo stesso tempo, segnale di una cattiva coscienza, dell’impossibilità uscire da un impasse, di dare una risposta netta e chiara?

Il sospetto di lesa maestà non basta. La facilità con cui si è andati a toccare nella questione dell’eucarestia ai divorziati-risposati punti centrali della vita di molti cattolici non si risolve con la denigrazione fatta in proprio o tramite gente di mano di vario genere, ahimè anche consacrata.

Si può pensare che in questo piano pensato da lontano si siano sottovalutati problemi e reazioni; e si sia preso poco in considerazione il valore centrale di ciò che si andava a toccare; cioè il rispetto dell’eucarestia, che è poi il nodo dei Dubia espressi dai cardinali.

Eppure non erano mancati i segnali di resistenza a un piano congegnato prima che il primo dei due Sinodi cominciasse.

Nel settembre del 2014, dopo aver avuto informazioni affidabili su quanto raccontava dei programmi futuri del Sinodo una persona che vi avrebbe giocato un ruolo centrale, scrivevamo su San Pietro e Dintorni:
“…. Il cardinale Kasper, che già vent’anni fa aveva una sua idea in proposito, non accettata in quei due regni, (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) ha visto con l’avvento di Bergoglio l’opportunità di riproporla. A dispetto del fatto che da Manila a Berlino, da New York all’Africa la grande maggioranza dei suoi colleghi abbiano, ancora una volta, riaffermato la Dottrina della Chiesa, basata, ahimè, sulle parole di Gesù; uno dei pochi casi in cui l’enunciazione appare netta, chiara, definitiva, e neanche messa in dubbio dai tagliuzzatori professionisti di pericopi…

Insomma, le cose per Kasper & C. non hanno l’aria di mettersi molto bene. Ma forse c’è un modo, per aiutarlo. E per cercare di impedire che le voci fastidiose lo siano troppo rumorose.

Il primo punto consiste nel chiedere che gli interventi scritti siano consegnati con largo anticipo. Il che è stato fatto. Entro l’8 settembre chi voleva intervenire al Sinodo dove far pervenire il suo temino.

Secondo: leggere attentamente tutti gli interventi, e nel caso che alcuni di essi fossero particolarmente pepati, dare la parola a un oratore che prima dell’intervento spinoso, cercasse già di rispondere, in tutto o in parte, ai problemi sollevati dall’intervento stesso.

Terzo: se qualche intervento appare proprio problematico, dire che purtroppo non c’è il tempo necessario per dare la parola a tutti, ma comunque il testo è stato acquisito, e resta agli atti e di sicuro se ne terrà conto nell’elaborazione finale.

E in effetti non tanto il Sinodo, sarà importante, ma la sintesi che ne verrà preparata, e che porterà la firma del Papa come “Esortazione post-sinodale”. E’ molto probabile che non sarà un testo chiaro e definitivo, ma basato su un’interpretazione “fluttuante”. In modo che ciascuno leggendolo, possa tirarselo dalla parte che più gli fa comodo.

Umile osservazione di un povero cronista: ma se uno ha un piano così elaborato e astuto, perché parlarne di fronte a perfetti estranei durante una cena sontuosa?”.
Come abbiamo potuto vedere, tutto si è svolto come da copione, un copione preparato già all’inizio del 2014. Però come scrive il poeta Burns “The best laid schemes of mice and men”… spesso trovano intoppi; e questo schema ha trovato i Dubia.

Adesso il Pontefice regnante di Amoris Laetitia, Dubia e problemi collegati non vuole più sentire parlare, e chi lo fa, ci dicono, corre il rischio di subire qualche reazione stizzita, o uno scatto d’ira.

Ma temiamo che il problema non sia facilmente addormentabile; e non basta rinunciare all’incontro con i cardinali prima del Conclave per risolvere la situazione. D’altronde le prospettive sono tutte perdenti. Rispondere ai cardinali, dire che chi è in peccato mortale oggettivo (con tutte le attenuanti del mondo) può avvicinarsi all’eucarestia è rompere con tutto quello che la Chiesa ha insegnato finora, e non bastano due noticine aumm aumm, un po’ di striscio, a ribaltare tutto. E’ una furbatina, ma di gamba corta. D’altronde tornare indietro come si fa? La prospettiva più probabile è lasciare che lo stato di confusione e divisione – lo scontro fra vescovi americani ne è un segnale – si propaghi e continui. Ma sempre con la spada di Damocle che in una situazione o in un’altra i Dubia si ripresentino al cospetto del Pontefice. Una bella impasse, Santità.

24 commenti:

mic ha detto...

NOVENA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA (per noi e per la Santa Chiesa): preghiera da ripetersi nei nove giorni precedenti la ricorrenza della Medaglia del 27 novembre (esattamente dal 18 al 26 novembre)

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie scendesti dal cielo per mostrarci quanta parte prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per stornare da noi i castighi di Dio e ottenerci le Sue grazie, muoviti a pietà della presente nostra necessità; consola la nostra afflizione e concedici la grazie che ti domandiamo.
Salve Regina; O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa che quale rimedio a tanti mali materiali e spirituali che ci affliggono, ci hai portato la tua Medaglia affinché fosse difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera. Salve Regina; O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, tu hai promesso che grandi sarebbero state le grazie per i devoti della tua Medaglia che ti avessero invocata con la giaculatoria da te insegnata; ecco, o Madre, noi pieni di fiducia nella tua parola, ricorriamo a te e ti domandiamo, per la tua Immacolata Concezione, le grazie di cui abbiamo bisogno.
Salve Regina; O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!

mic ha detto...

Copio e incollo una nota ad uno degli articoli di cui ai link di richiamo.

Ho approfondito [qui], nell'esaminare il Concilio virtuale quello reale e l'ermeneutica taroccata (ovviamente lo stesso dicasi per il Sinodo, reale e virtuale, et alia), di come il confronto sia vanificato perché gli interlocutori (chi ama la tradizione e i novatori) usano griglie di lettura della realtà diverse: il concilio, cambiando il linguaggio [qui], ha cambiato anche i parametri di approccio alla realtà. E capita di parlare della stessa cosa alla quale, tuttavia, si danno significati diversi. Tra l'altro la caratteristica principale dei gerarchi attuali è l'uso di affermazioni apodittiche, senza mai prendersi la briga di dimostrarle o con affermazioni monche e sofiste. Ma di dimostrazioni non hanno neppure bisogno, perché il nuovo approccio e il nuovo linguaggio hanno sovvertito tutto ab origine. E il non dimostrato dell'anomala pastoralità priva di principi teologici definiti è proprio ciò che ci toglie la materia prima del contendere. È l'avanzata del fluido cangiante dissolutore informe, in luogo del costrutto chiaro, inequivocabile, definitorio, veritativo, Occorre l'incandescente, perenne, feconda (altro che museale!) saldezza del dogma per non affondare nei liquami e nelle sabbie mobili del neo-magistero storicista transeunte.

Saldi nella dottrina ! ha detto...

Sì , questi nove giorni dedichiamoli intensamente alla Santa Madre Chiesa , alla Sposa di Cristo .

Pietro C. ha detto...

Appare sempre più chiaro che questo pontificato è estremamente mediocre, di bassissimo livello intellettuale, privo di autentica sensibilità teologica, di grande confusione morale e dottrinale. D'altronde è il frutto compiuto della "teologia" postconciliare e di scelte ecclesiastiche i cui frutti portano, prima o poi, alla negazione di ciò che la Chiesa dovrebbe essere nella sua essenzialità. Passerà senz'altro alla storia ma non nel senso che si auspicano i suoi sostenitori.

mic ha detto...

Avvenire è ripreso dall'Agenzia vaticanista SIR:
"... riguardo al passaggio relativo all’appello lanciato a Lund a lavorare insieme, cattolici e luterani a servizio dei poveri, il decano Bludau, commenta: “Il mondo ha bisogno di questo ecumenismo di carità e il mondo ha anche bisogno di vedere le Chiese lavorare insieme dando una testimonianza non solo di parole ma di fatti. Papa Francesco parla spesso dei poveri, di chi vive in situazioni difficili e spinge a dare un aiuto e un sostegno”.

Come se la Chiesa abbia cominciato adesso a parlare dei poveri e come se la carità verso i poveri (materiali e spirituali) non sia frutto della Grazia Santificante ma delle buone volontà di un 'cammino insieme'. Non ci può essere vera comunione se non, in primis, spiritualmente in Cristo e è questa che è e si esprime come carità. Il resto è umanitarismo che non è un male ma non è fecondato dalla Grazia.

Anonimo ha detto...

Mah sembrerebbe che si stia portando avanti a tappe forzate un programma vagheggiato e studiato in ogni dettaglio

http://www.lastampa.it/2016/11/19/vaticaninsider/ita/vaticano/il-papa-il-virus-della-polarizzazione-e-dellinimicizia-tra-noi-XQjFQf4SBZfW7A0MyuMXyH/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

PINCO ha detto...


Sig.ra Mic,

possibile che nessuno abbia letto " Il Concilio Vaticano II - una storia mai scritta " ?

Ora, se quanto riporta il prof. De Mattei, pagg.235-238,è veritiero, il 18 ottobre 62, alla vigilia della terza sessione, si riunirono alcuni vescovi e teologi francesi e tedeschi - TRA I QUALI RATZINGER - per discutere " una tattica per smantellare gli schemi teologici ". TATTICA CHE FU DECISA NELL'ADOTTARE IL LINGUAGGIO DISCORSIVO e " FU ESCLUSO IL METODO DELLE PROPOSIZIONI SEMPLICI, STRINGATE PER L'AFFERMAZIONE DELLE VERITA' O PER LA NETTA CONDANNA DEGLI ERRORI .

mic ha detto...

Sig. o Sig.ra Pinco,

possibile che lei non si sia presa la briga di leggere i testi di cui ai link da me inseriti nell'incipit, cui esplicitamente rinvio?

Conosco il testo di de Mattei, ma sono cose dette e ripetute anche da me (e non solo) e anche in questo Blog, che certamente lei conosce: evidentemente o non se ne ricorda o ama la polemica sterile.

pinco ha detto...


Sig.ra Mic,

Lei non fa parte del Magistero .Lei può scrivere di tutto e di più.

Come piccola, misera, vecchia fedele tradita dalla gerarchia conciliare pretenderei che,di fronte all'oscuramento della Chiesa preconciliare volutamente ottenuto attraverso 'eliminazione del dogma, si fosse più obiettivi riguardo al "papa" Ratzinger. La sua partecipazione al rigetto del dogma NON E'UN BACO! Porca miseria!
Se lui tace significa che condivide il progetto minuziosamente studiato e proposto a tappe forzate per arrivare alla gestione del mondo attraverso i comitati, le commissioni bilaterali fra la "Chiesa Cattolica" e gli ebrei.
Io, è da un pezzo che me ne sono uscita, da 'sta babele, ma ogni tanto voglio rendermi conto di come si stia a menare il can per l'aia discettando intorno alle conseguenze del cv2 e non alla sua sostanza "sostanziale", Nostra Aetate per esempio, definita INIZIO DI UN INIZIO , di cosa ? di una chiesa che si pretenderebbe continuante?

mic ha detto...

E' ovvio che un 'baco' può essere altrettanto grave delle voragini che ne sono conseguenza. Dunque se la partecipazione di Ratzinger alla eliminazione del dogma è un baco o non è un baco non mi pare che cambi la realtà.
Sulla nostra aetate (e altro ancora) ho scritto abbondantemente. Vedi:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/p/modifica-della-dottrina-della.html
https://chiesaepostconcilio.blogspot.it/p/e-corretta-laffermazionedel-medesimo.html

Proprio perché non faccio parte del Magistero altro non potevo fare. O no?

Lei, invece, fa parte del Magistero? E, visto che "è uscita da questa babele", devo dedurre che è sedevacantista?

Continuo a chiedermi se i sedevacantisti siano stati morsi da scorpioni, visto che ciò che li accomuna ai modernisti, oltre all'infallibilismo è lo sprezzo tagliente verso chi la pensa diversamente. E ne sono letteralmente sommersa, per fortuna che mi scivola addosso, cestino a vado oltre... Ogni tanto, a campione, a partire da un inizio apparentemente commestibile, vien fuori un seguito come questo, che ovviamente finisce qui.

Anonimo ha detto...

Vi chiedo, dire "Il nome di Dio è Misericordia", significa che Francesco è convinto che basta la consapevolezza di essere peccatore per ottenere immediatamente il perdono da Dio a prescindere dall'esistenza del proposito di non continuare a commettere il peccato riconosciuto?

Anonimo ha detto...

Per Bergoglio esiste una "via di mezzo" che è l’accantonamento dottrinale e della Tradizione. E questa sembra essere una risposta chiara ai Dubia dei quattro cardinali, attraverso l'ennesima intervista di ieri..... nella quale afferma pure che a Gesù basta la "riconoscenza", cancellando così di fatto la "conversione"...

http://it.radiovaticana.va/news/2016/11/18/papa_ecumenismo,_%C3%A8_lo_spirito_santo_a_guidare_il_cammino/1273133

carmenFatima ha detto...

I DUBIA sono proprio quel CASINO profetizzato da Bergoglio ...

“Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati – ha riportato Mons. Forte riferendo una battuta di Papa Francesco – questi non sai che CASINO che ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fa in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io.” Dopo aver riportato questa battuta lo stesso Forte ha scherzato dicendo: “Tipico di un gesuita.”

http://sinodo2015.lanuovabq.it/mons-forte-svela-un-retroscena-questi-non-sai-che-casino-ci-combinano/

Anonimo ha detto...

La stessa Pietà non è potuta sfuggire all’azione perniciosa del Principio Naturalista; esso l’ha pervertita in “pietismo” cioè in una falsificazione della vera Pietà, come vediamo in tante persone che non ricercano nelle pratiche di pietà altro che l’emo-zione ch’esse possono originare, e questo è un puro “sensualismo” e niente di più. Così oggi constatiamo che, in molte anime, l’ascetismo cristiano, che è la purificazione del cuore mediante la repressione degli appetiti dei sensi, è interamente fiaccato e che il misticismo cristiano, che non è né l’emozione né la consolazione interiore, né alcun’altra di queste dolcezze umane, ma l’unione con DIO mediante l’assoggettamento alla sua santa volontà e all’amore soprannaturale, è completamente sconosciuto. – Per queste ragioni il cattolicesimo di un gran numero di persone, nella nostra epoca è un cattolicesimo liberale o più esattamente un cattolicesimo FALSO. Questo non è Cattolicesimo, ma un semplice Naturalismo, un naturalismo puro; cioè in una parola, se ci è permesso, Paganesimo con il linguaggio e le forme cattoliche.

Anonimo ha detto...

Per favore Mic ci dia la possibilita di poter firmare publicamente in appoggio dei quatro cardinali che hanno solicitato un chiarimento al Papa. Grazie.

mic ha detto...

E' già possibile qui. Ricordo di aver dato il link. Ma lo pubblicherò come articolo.

https://lifepetitions.com/petition/pope-francis-i-support-the-4-cardinals-letter-pleading-for-clarity-on-amoris-laetitia?utm_source=facebook

Anonimo ha detto...

E' falsa l’opinione che quanto si è fatto e insegnato dopo il CVII sia da respingere e condannare in blocco, è una strategia difensiva che rischia di diventare settaria.

mic ha detto...

E chi ha mai detto che il Concilio sia da rigettare in blocco? Da rigettare sono tutti i punti controversi già ben individuati e illustrati con dispiego di argomenti fondati sul Magistero perenne. Lo affermano anche mons. Schneider e mons. Gherardini. Va da sé che occorrerà correggerne le nefaste applicazioni...
Questo può farlo solo un Papa. E speriamo che avverrà nonostante.... perché la storia e la Chiesa è nelle mani del Signore.

marius ha detto...

Mic, senti questa:

quali sono quelle due cose che
ciò che han portato di nuovo non è affatto buono
e ciò che hanno di buono non è affatto nuovo?

marius ha detto...

L'islam e il CVII

mic ha detto...

Non c'è dubbio che il concilio è stato una iattura. Del resto stiamo assaporando i frutti, amari, delle riforme applicate dai solerti novatori.
E tuttavia torno a ripetere, in sintonia con i miei maestri, che è possibile, da parte di un'autorità consapevole, sfrondarlo dei punti controversi e procedere nella continuità.
Più difficile restaurare il malfatto che ormai ha deformato due generazioni di credenti... Di questo possiamo solo soffrire e continuare a pregare e resistere.
C'è ora l'incognita di come la sanior pars dei nostri pastori potrà far sentire la sua voce. Preghiera....

marius ha detto...

Mic, anche mons. Schneider ad un certo momento, dopo le sue visite canoniche alla FSSPX, si rivolgeva alla medesima sostenendo che è ora di smetterla di continuare ad insistere sul CVII, perché tanto è soltanto pastorale, tale va considerato, e, proprio come figlio del suo tempo in quanto tale va accantonato, ... perché in un certo senso lascia il tempo che trova.

Era un benevolo rimprovero alla FSSPX. Dimentico forse che essa mica si diverte ad insistere sul CVII quasi fosse una suo irrinunciabile "pallino", ma il motivo della sua coriacea resistenza al riguardo è piuttosto determinato dalla situazione in cui è costretta dall'alto, quando la si vuole (a fasi alterne) obbligarla ad accettarlo nella sua globalità con tutti quei punti inaccettabili che ben conosciamo.

D'altronde tu pensi sia davvero possibile separare i funghetti velenosi mortali dalla salsa legata in cui sono inseriti? Il piatto è ormai servito.
Se mi si dicesse che mi basta accettare il CVII per quello che è, cioè per una semplice opinione teologica dogmaticamente non vincolante, e che per il resto si va avanti sulla base dei dogmi di sempre, allora sarei probabilmente d'accordo di "accettare" il CVII.

Supponendo che, per uscire dall'impasse, tramite un'operazione più di opportunità politica tipo ermeneutica della continuità, si possa e si voglia epurare quella marea di documenti dagli elementi velenosi ivi contenuti, inserirvi delle note postume per raddrizzare le interpretazioni ambigue che è qua e là è sempre possibile fare, sia a livello dogmatico che liturgico (riforma della riforma con ibridazione del VO?), tu pensi che poi alla fine avremmo un documento di chiaro e trasparente riferimento?

Non mi rimane che tornare alla battuta di cui sopra: quel che contiene di buono non è affatto nuovo, e quel che ha portato di nuovo non è affatto buono.
Certo, io non sono un teologo. Non aspetto altro che chi è professionalmente acculturato al riguardo riesca a convincermi del contrario...

Anonimo ha detto...


@ Separare il buone dal cattivo nei testi del Vaticano II?

In teoria e' l'atteggiamento piu' giusto. Ma in pratica? E quali sarebbero le cose buone da salvare? Si fanno mai esempi?
Il fatto e' che i testi del Concilio sono intessuti di melassa neomodernista, per non dire infarciti, quasi ad ogni paragrafo uno si vede servita la pappa del cuore di una ambigua religiosita' sentimentale che non e' certamente cattolica. O, se si preferisce: tutto e' reso alla fine torbido, in quel Concilio, da uno spirito perverso, da un "contro-Spirito" (mons. Gherardini), espressione dello "spirito del Mondo".

Parafrasando una frase famosa, ho assunto per me questa divisa spirituale:

Ceterum censeo conciliabulum deuterovaticanum delendum esse.

A. R.

Anonimo ha detto...

http://www.marcotosatti.com/2016/11/22/il-papa-laborto-e-lo-stuolo-dei-lecca-calzini/