giovedì 3 novembre 2016

un gesuita che loda Lutero? e dove sarebbe la novità?

Riprendo da Esistenzialmente Periferico [qui]. 
Della pseudo-liturgia catto-luterana, avevamo parlato qui - qui - qui. Inoltre, trovate qui l'indice di tutti i documenti riguardanti il problema ecclesiologico del falso ecumenismo.

Citazione:
Personalmente, è un’altra la cosa che mi ha colpito della “liturgia” che Francesco è andato a celebrare coi luterani: la sua artificialità. E’ stata, palesemente, una operazione di vertice, costruita a freddo e dall’alto – a dispetto di tutte le chiacchiere di “Francesco” sulla Chiesa che deve andare a coinvolgersi alle “periferie”.
Dietro, non aveva i fedeli cattolici, come gli altri pastori di cui ha copiato le vestimenta pseudo-liturgiche, non hanno i fedeli. La richiesta di conciliazione non è arrivata “dal basso”, dalle “masse” né luterane né cattoliche – dico meglio, dalle “basi”, parlare di masse ormai è ridicolo. La “chiesa” luterana, e massimamente quella svedese, ormai non esiste nemmeno più – se non come forma statale, elite di potere aggrappata al nulla, a qualche cattedra universitaria di “teologia evangelica”: è uno spettro.
Parimenti, Francesco, a parte i suoi soliti tre leccapiedi della gerarchia e ben noti carrieristi vaticani, e quattro giornalisti adulatori, era solo. Si è visto benissimo che quello che ha tentato è stato non un innesto, ma un'operazione di ingegneria genetica. Artefatta, innaturale, ordinata dall’alto – o da fuori. (Maurizio Blondet, Fusione artificiale a freddo sine populo)
Insomma, tutta la fanfara sull'andare nelle Periferie Esistenziali, si risolve nell'andare invece a fare la sceneggiata che piace alle Centrali del Potere.

E quindi il sottoscritto, Esistenzialmente Periferico perché attaccato alla vera Periferia Esistenziale - quella della Tradizione cattolica - non può far altro che guardare sgomento il gesuitismo gesuitante che gesuiticamente eutanasizza la Chiesa Cattolica. E pensare che qualche decennio fa c'era gente che mi rimproverava l'antipatia verso i lorsignori gesuiti (e la definizione - non mia, ma di vecchia data - di ge-suini), e perfino la mia battutaccia involontariamente profetica: "se un gesuita diventasse Papa, sarebbe la fine".
Post Scriptum: sant'Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti, prevedendo come sarebbe andata a finire proibì ai gesuiti di accettare incarichi ecclesiastici.

36 commenti:

Anonimo ha detto...



"Buon compleanno a Lutero. Ma in tono minore"

Nel celebrare in Svezia i cinquecento anni della Riforma protestante, Francesco ha schivato i punti di contrasto. Che però restano tutti. E intanto continua a condannare il "proselitismo", proprio mentre nella Chiesa crolla la spinta missionaria.


di Sandro Magister

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351402

Cesare Baronio ha detto...

Cum Jesu itis, non cum jesuitis... Il lanzichenecco - tale anche per professione di fede, oltreché per indole devastatrice - smette la mozzetta e indossa un rocchetto con stola rossa, al pari dei suoi correligionari luterani. Firma con gli eretici un documento con cui afferma di condividere le loro posizioni eterodosse in materia di giustificazione. Condanna il proselitismo dei Cattolici. E celebra - in un grottesco paradosso che dà materia di studio alla casistica psichiatrica...

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Avrei dovuto aggiungere: scusate se mi lamento sempre ma il normalismo correntemente in vigore è il nuovo politically correct che contribuisce a gettar sale sulle ferite.

La tifoseria di papafrancé-papafrancé ha accettato allegramente di dimenticare oggi quel che succedeva ieri, entrando così di fatto e di diritto nella massa degli utili idioti del modernismo, quelli che se un gangster fa una rapina con morti e feriti ma parcheggiando senza ostruire la rampa dei diversamente abili allora tutto va ben, madama la marchesa, perché non puoi guardare sempre alle cose negative trascurando quelle positive, e dopotutto è più importante ciò che ci unisce che ciò che ci divide...

Come sempre, c'è da preoccuparsi soprattutto per il suo successore che, per quanto eccellente potrà essere, finirà comunque per consolidare una rilevante percentuale dei pasticci fatti da El Jesuita. Anche perché per fare un danno basta poco, per rimediarvi occorre molto: si veda il caso di un certo Bergoglio in Argentina, per rimediare ai cui danni di un paio d'anni occorsero più di due decenni...

Anonimo ha detto...

Infatti, mi sono smepre chiesta come mai un gesuita sia stato scelto come papa. Non era proibito a loro? Di cose strane ce ne sono state davvero parecchie in questi ultimi anni, dalle dimissioni a questo strano e ambiguo personaggio....

Luisa ha detto...


Segnalo l`ultimo contributo di Padre Scalese:

http://querculanus.blogspot.ch/2016/11/revanscismi-ecclesiastici.html

Alessandro Mirabelli ha detto...

S. Ignazio volle che i suoi stessero lontani dalle cariche ecclesiastiche. Loro pronunciavano e pronunciano il quinto voto, quello di non accettare tutte le cariche ecclesiastiche. E tali sono i seguenti uffici (elencati nele norme complementari alle loro costituzioni): vicario generale, vescovo (ausiliare, residenziale, coadiutore), cardinale. Non viene menzionato il Papato perché S. Ignazio pensava di aver messo già un sufficiente sbarramento; egli si oppose alla nomina di Lainez e Borja da parte di Giulio III a cardinali. Ed infatti non furono nominati. Tempo fa avevo parlato di disonestà intellettuale da parte di qualche gesuita. Gira e rigira ci troviamo sempre nel solito punto. Perché un gesuita ha accettato codesto ufficio papale, unico nella Chiesa, quando le Costituzioni dell'Ordine al quale appartiene sono chiarissime in proposito?

Alessandro Mirabelli ha detto...

Non solo,non accettare ma neppure devono ricercare. Ancora oggi per i gesuiti sussiste l'obbligo di denuncia al Generale se qualche gesuita briga per ....

RSVP ha detto...

Sapete se il libro La Force du Silence del cardinale Robert Sarah e' stato tradotto in italiano ?

Rr ha detto...

Alessandro,
ma allora perché è stato nominato vescovo e poi cardinale? Non avrebbe dovuto rifiutare ?

irina ha detto...

Oggi pensavo alle periferie del Vescovo di Roma. Quando ero al liceo, circa cinquanta anni fa, le Suore organizzarono, per noi allieve di terza,un po' di doposcuola da fare ai ragazzi baraccati, cioè quelli che abitavano nelle baracche. Allora la periferia era quella ancora con sembianze di quartiere. Siccome la Chiesa la fissa dei poveri l'ha sempre avuta, noi ragazze liceali avemmo questo privilegio delle baracche. Le nostre baracche erano situate in fondo ad una scarpata, la larghezza di una baracca, poi una striscia di terra, poi la ferrovia. Tra una baracca e l'altra i migliori si erano coltivati un orticello, gli altri terra battuta e pozzanghere. Chi abitava nelle baracche? Non so, credo che diverse madri esercitassero il mestiere vecchio quanto il mondo ed erano portatrici delle malattie conseguenti, gli uomini ladri, alcolisti e peggio,tutti con malattie latenti dovute a malnutrizione, a vita disordinata, a ricoveri fatiscenti.Qualcuno parlando dei giovani disse qualcosa in cui comparivano queste due parole, alcuni tarati, altro non ricordo questo mi si è impresso a fuoco nella memoria. Ora le baracche non ci sono più, ci sono i quartieri dormitorio, un tetto solido lo hanno tutti. Le condizioni di vita disordinata sono però avanzate verso il centro occupando l'intera città, c'è anche ora qualcuno che nel disordine si cura del suo orticello, ma ormai i baraccati sono ovunque, nelle case di molti di noi c'è qualche baraccato, una politica culturale dello stato e una pastorale ecclesiale hanno controseminato ovunque. Allora vien da chiedere a tutti quelli che si dicono responsabili di qualsiasi governo, ma da noi chi viene a portar sollievo? Per dirla cantando, neanche un prete per chiacchierar, visto che pochi ne son rimasti e il capo se ne va chiacchierando a Lund: lasciando la missione qui e non portandola là.

Rr ha detto...

A proposito di "lanzichenecco": il termine deriva dal Tedesco "Landsknecht", che significa originariamente "servo della terra/ del territorio", quindi poco più che "servo della gleba". Inoltrre l'espressione "bestemmiare come un Turco", in Tedesco diventa "bestemmiare come un lanzichenecco".
Quindi, mai Baronio uso termine piu calzante.

Anonimo ha detto...

OT per rifarsi un po' la vista, consiglio di guardare le immagini provenienti da Qaraqosh appena liberato da Daesh, la chiesa è devastata dalla guerra, ma si celebra la Messa......e con che devozione..... su Asianews, immagini Reuters.....sono senza parole per la commozione. Anonymous.

Anonimo ha detto...

Che senso ha l'abbraccio di Bergoglio con la vescovessa luterana che, a parte la vescovessa, non ha la successione apostolica e quindi usurpa il titolo. I papolatri che ne dicono?

Anonimo ha detto...

È pacifico a norma di diritto canonico che il voto " di non accettare uffici ecclesiastici" fatto dai gesuiti è subordinato al voto di obbedienza che lo stesso gesuita fa al papa. Se il Papa nomina un gesuita vescovo questi gli oppone il voto, ma se il Papa persevera nella richiesta questi deve per la Santa obbedienza accettare. Da quel momento in avanti a norma del canone 705 il religioso elevato all'episcopato continua ad essere membro del suo istituto, ma in forza del voto di obbedienza è soggetto solamente al Romano Pontefice e non è vincolato da quegli obblighi che egli stesso, nella sua prudenza, giudichi incompatibili con la propria condizione.
È normale che la Santa sede cerchi per rispetto dei carismi di nominare il più possibile vescovi provenienti dal clero diocesano ed di evitare se possibile di andare contro le costituzioni degli ordini religiosi, per questo motivo sono poco frequenti i vescovi gesuiti, pur essendo la loro nomina perfettamente legittima.
Antonino

Anonimo ha detto...

E naturalmente chi ha qualche perplessità è immediatamente tacciato di essere rigido, duro di cuore di non capire le "sorpresine dello spirito" (così disse se non ricordo male). Direi che con un martellamento indottrinatore quotidiano e stereofonico di questo genere è già tanto se uno non torna ad essere pagano all'istante rifiutando, per la propria incolumità, di sentir parlare di Chiesa e di cattolicesimo cioè della sagra conformista dei dogmi laici del progressismo globalista.
Miles

Anonimo ha detto...

Da un resoconto sul terremoto, un'interessante informazione:

http://disputationes-theologicae.blogspot.it/2016/11/notizie-dalla-comunita-san-gregorio.html

Infine una breve considerazione: la basilica del Patriarca d’Europa crolla, scossa da un terremoto, nello stesso giorno in cui inizia un viaggio apostolico per onorare Lutero, per commemorare il distruttore dell’Europa cristiana, il bestemmiatore della Madonna, il profanatore della Santissima Eucaristia e il denigratore del Papato. Difficile pensare che non sia un segno di Dio agli uomini, soprattutto di Chiesa.

Questa è stata la nostra considerazione in comunità, pochi minuti dopo la terribile scossa di domenica quando eravamo usciti all’aperto e non appena arrivavano le dolorose immagini delle macerie di Norcia e della casa natale di San Benedetto. Alcuni sacerdoti della diocesi, di orientamento diverso dal nostro, ci hanno confidato che hanno avuto lo stesso raggelante pensiero. E forse l’hanno avuto anche in Vaticano, tant’è che sembra che le pur scandalose cerimonie in Svezia abbiamo avuto toni meno trionfalistici di quanto era in programma. Non è impossibile che anche “in altissimo loco” abbiano fatto la stessa connessione e il pensiero sia andato a quelle distruzioni di cui parla la Madonna a Fatima…se non interviene la conversione. A Roma, tra tanti ecclesiastici che hanno avvertito bene la scossa, c’è stata molta paura ed anche qualche danno a San Paolo fuori le Mura, oltre alle chiese di San Francesco di Paola e di Sant’Eustachio che sono inagibili.


Interessante quel "di orientamento diverso dal nostro": pare che si ampli la platea di chi sta facendo i conti con la realtà delle cose. Mi pare che pure Carradori abbia accennato a simili pensieri da parte di un cardinale.

Cambiando discorso, ecco un bel riassunto di come evolve collegialità e parresia:

http://www.catholicherald.co.uk/commentandblogs/2016/11/01/in-rome-personal-attacks-are-replacing-debate/

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

Procession catholic through the streets of Lund, Sweden
https://www.youtube.com/watch?v=Ndz-qif3sUU

irina ha detto...

Ormai son quasi certa che al giuramento antimodernista deve aver fatto da contraltare un giuramento modernista che si è propagato o via omosessualismo agito o via contagio spirituale, maestro discepolo.
Per smontare questa muraglia bisogna riprender in mano la Pascendi Dominici Gregis e ruminarla, in modo diffuso, tutti. Per poi applicarla sul serio, dove siamo siamo, nella nostra vita di ogni giorno. Verificandone la veridicità nei nostri pensieri, osservazioni, parole,azioni. Senza starsi a preoccupare se l'enciclica è stata pubblicata più di un secolo fa, intanto noi siamo di oggi e capiamo forse meglio di allora le verità in essa racchiuse e troviamo esempi a iosa per confermarla.

Cesare Baronio ha detto...

Nella Basilica di San Marco a Venezia, quasi nascosto ai piedi dell'ingresso della piccola cappella di Sant'Isidoro a sinistra dell'altare della Vergine Nicopeia, si vede un bassorilievo in cui è raffigurato un uomo che se ne sta sdraiato sui rami di un albero, mentre dei castori ne rosicchiano il tronco alla base. E' un'allegoria del peccatore, che crede di potersene star tranquillo mentre invece si avvicina per lui la sciagura.

In questi giorni mi pare che l'atteggiamento della Gerarchia, così insensibile ai richiami divini, assomigli molto a quel personaggio rappresentato nel bassorilievo. Il terremoto sconquassa la terra, distrugge case e chiese, si fa sentire fino alle porte dell'Alma Urbe; e nonostante questo, non una voce si leva per richiamare alla penitenza, per invocare perdono da Dio offeso - qui culpa offenderis, poenitentia placaris... - né tantomeno per scorgere nelle sciagurate iniziative ecumeniche del Lanzichenecco e nei peccati degli uomini di Chiesa la causa di questi terribili avvertimenti.

Crollerà quell'albero conciliare, inesorabilmente; il tronco su cui la setta modernista si crede al sicuro si schianterà al suolo, e con esso anche chi si crede impunito, trascurando i propri doveri verso Dio e la doverosa difesa del Suo onore conculcato. Ma lo schianto di quell'albero dai frutti immondi, ora sconquassato da lontano come ultimo richiamo paterno al pentimento, non tarderà. Deus non irridetur: il Signore non si lascia prendere in giro...

Ci pensi Bergoglio, e con lui i suoi caudatari, quando le volte delle basiliche romane, già profanate dai riti della nuova religione, crolleranno sotto la scossa dell'ira divina, privando gli empi della loro sconsiderata presunzione.

Anonimo ha detto...

Protestanti, giansenisti, massoni: si pone in compagnia di costoro chi insulta la Compagnia di Gesù cattolica fondata da Sant'Ignazio e infallibilmente approvata dalla Chiesa cattolica. Non è per nulla onesto infatti (e men che mai cattolico) confondere i santi Gesuiti fedeli alla loro vocazione (tra cui parecchi martiri) con gli eretici modernisti che ne usurpano il nome: sarebbe come accusare l'Ordine Agostiniano e sant'Agostino stesso per l'eresiarca Lutero. Tuttavia c'è ancora qualcuno che si fa passare per cattolico tradizionale che approfitta delle deviazioni moderniste per sputare odio sui veri Gesuiti e su sant'Ignazio ricorrendo al sarcasmo più becero: che schifo!

Vincenzo

Anonimo ha detto...

Gentilissima,
ci fa un post per questA mESSA?
https://www.facebook.com/events/754276914710584/
Grazie sin da ora!

berni/exodus ha detto...

Caro Baronio, il disastro è tutto in quell'albero conciliare.

Anonimo ha detto...

@Vincenzo

L'ordine gesuita di oggi non è più quello di un tempo. Se è vero che ormai gli eretici abbondano un po' dappertutto, i capisaldi di questo apocalittico disastro che stiamo vivendo si trovano prevalentemente tra i (falsi) seguaci di Sant'Ignazio. Non so cosa intenda per "infallibilmente approvato": l'ordine fu già chiuso una volta secoli addietro e GPII fu prossimo a ri-chiuderlo definitivamente, se non che fu mal consigliato da qualche cardinale, probabilmente interessato. Quanti guai ci saremmo risparmiati se il Papa fosse stato più incisivo.

È ovvio che tutti sanno che esistono ancora gesuiti ortodossi e la corruzione presente non inficia quanto di bene fecero Sant'Ignazio e altri grandi gesuiti del passato. Nessuno confonde le due cose. Ma i gesuiti del presente questo sono e la loro pessima fama è perfettamente meritata. Un cattolico sa benissimo che non contano tanto le scatole, quanto i contenuti. Per quanto mi riguarda, spero che il Papa futuro che metterà ordine in tutto questo caos, tra i vari provvedimenti che attuerà, chiuderà definitivamente questo ordine che ormai non ha più niente di buono da dire.

--
Fabrizio Giudici

Cesare Baronio ha detto...

Parafrasando, direi:

BERGOLLEUS IN CONCILIO LATET
CONCILIUM IN BERGOLLEO PATET

Alfonso ha detto...

A Vincenzo: il " che schifo" tienilo per altri destinatari! Ho scritto, detto e lo riconfermo che non c'è stato avvenimento storico che non sia stato avvelenato da qualche gesuita con qualsiasi casacca si sia presentato. L'eccezione che qualcuno volesse spudoratamente testimoniare confermerebbe la regola. Comunque, il Bergoglio ne è il frutto maturo che per quanto mi riguarda aspetto di vedere cadere e marcire! Ps: la cultura e la scienza per Grazia di Dio non è più monopolio di pochi e sopravvalutati acculturati gesuiti e dei loro replicanti massoni.

Anonimo ha detto...

Molto sommessamente vorrei dire che si può essere gesuiti,francescani o domenicani senza che per questo si possa deviare dalla retta dottrina della Chiesa.Nel caso in questione la situazione è molto più complessa ma paradossalmente anche più semplice perché attiene alla personalità di un individuo ed alle sue esperienze personali maturate nel corso degli anni.bobo

Luigi Rmv ha detto...

Gentile Baronio, lei giustamente osserva:

"Il terremoto sconquassa la terra, distrugge case e chiese, si fa sentire fino alle porte dell'Alma Urbe; e nonostante questo, non una voce si leva per richiamare alla penitenza, per invocare perdono da Dio offeso - qui culpa offenderis, poenitentia placaris... - né tantomeno per scorgere nelle sciagurate iniziative ecumeniche del Lanzichenecco e nei peccati degli uomini di Chiesa la causa di questi terribili avvertimenti..."

Attento, lassù menano randellate a chi osa fare simili osservazioni.

Oggi i modernisti al potere sono andati all'arrembaggio contro chi osa vedere nel terremoto una punizione divina per i matrimoni gay et similia e hanno duramente redarguito Radio Maria per tanto "paganesimo":

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/11/04/news/terremoto_radio_maria_vaticano-151323845/?ref=HREA-1

Mons. Becciu dixit:
"Cristo ha rivelato il volto di Dio amore non di un Dio capriccioso e vendicativo. Questa - spiega - è una visione pagana, non cristiana".

"Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria - ha affermato ancora Becciu - offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto".

Poi la minaccia ad allinearsi al Dio misericordioso che non punisce mai:

"Radio Maria - aggiunge il prelato, tra i più stretti collaboratori del Papa - deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell'anno giubilare"

"Chiediamo perdono è una affermazione pagana, non cristiana. L'emittente corregga i toni del suo linguaggio e si conformi di più al Vangelo"

Quindi attenzione, caro Baronio:
Dio non punisce, Gesù non ha mai parlato di punizione divina, chi lo afferma non è in linea con il nuovo Vangelo di Francesco, zitto e Mosca, non è cristiano, non è figlio di Maria ne di Gesù.

Possiamo continuare a dormire tranquillamente sul ramo della metafora dell'opera d'arte da lei ricordata, perfettamente adeguata.

P.S.
Il Messaggero riporta una mistificazione delle parole di Padre Livio.
P.P.S.
Secondo me, conoscendo bene le Scritture, hanno anche paura.







Anonimo ha detto...

"Secondo me, conoscendo bene le Scritture, hanno anche paura. "

Luigi, sto pensando la stessa cosa. Questa storia è su tutti i giornali, ed è anche andata sul TG1, addirittura con un servizio. Eresie del Vaticano a parte, poteva finire con una noterella da poche righe; mi sembra invece ci sia una gran sproporzione di mezzi. Toccato un nervo scoperto? Proprio ieri si leggeva di molti preti delle zone terremotate che le correlazioni tra gli eventi li stanno facendo. E quindi anche i fedeli. E allora via con un "colpo preventivo" per bollare tutto come superstizione.

--
Fabrizio Giudici

Silente ha detto...

Alfonso: lei è in errore nel trasferire su tutto l'ordine dei Gesuiti, e in tutte le epoche, il biasimo dovuto agli autori della svolta progressista dell'Ordine negli ultimi decenni o alle eresie bergogliesche.
I Gesuiti sono stati tra i campioni della Controriforma, formidabili educatori di classi dirigenti, infaticabili lottatori contro le oscenità illuministe, cacciati, in epoca pre-rivoluzionaria, da monarchi massoni e in preda alle fumisterie del Lumi che genereranno poi la criminale Rivoluzione Francese. Dopo la Santa Restaurazione, i gesuiti lotteranno strenuamente contro la malvagità rivoluzionaria dei Carbonari, dei Massoni e dei fautori del cosiddetto Risorgimento. I migliori autori anti-rivoluzionari e contro-rivoluzionari di provenienza ecclesiastica furono i Gesuiti. Dalla sua fondazione, nell'800, fino agli anni '50 del '900 la loro rivista, Civiltà Cattolica, è stato un baluardo intellettuale contro il modernismo in Dottrina, la demo-plutocrazia in politica e l'influenza delle lobby, nominabili e no, nella storia dei popoli.
Poi il declino, l'adesione (maggioritaria ma non di tutti) agli errori ed orrori progressisti e poi conciliari. Corruptio optimi pessima.
Ma, come dicevo, è sbagliato scaricare su tutto l'Ordine, di ieri e di oggi, le gravissime deviazioni degli ultimi decenni. Nonostante queste deviazioni, nonostante Bergoglio, l'Ordine dei Gesuiti rimane grande per la sua storia e la sua passione intellettuale. Riconosciamolo, rispettosamente. Altrimenti il rischio è quello di cadere nel più becero anticlericalismo.
P.S. La sua frase: " la cultura e la scienza per Grazia di Dio non è più monopolio di pochi e sopravvalutati acculturati gesuiti" mi spaventa per superficialità e demagogia. La conoscenza, quella vera, non è democratica, per fortuna, ma è sempre di una élite, che piaccia o no.

Rr ha detto...

Silente ed Alfonso: non litigate.L' Ordine dei Gesuiti, cosi glorioso in passato ed oggi famigerato, è in via di estinzione, come tutti quelli cHe si sono "aperti al mondo", diventando "del mondo". V.la scelta del loro nuovo Padre superiore, che tutto sembra, fuorche un religioso consacrato.
Sulla scienza: la vera scienza è di pochi, ma ormai purtroppo tra questi pochi sono pochissimi gli ecclesiastici che appaiono, sempre piu', compresi i Gesuiti in alto e basso loco, poco meno che analfabeti "di ritorno".

Anonimo ha detto...

La psicopolizia orwelliana nella versione lutero-vaticana accompagnata dai sodali laici ha colpito ancora. E' bastato un solo accenno giudicato fuori posto. Per fortuna l'ordine e la misericordia per il bene del popolo sono stati prontamente ristabiliti e i colpevoli pubblicamente ed esemplarmente puniti. Sembra che l'NKVD e la Gestapo fossero più tolleranti...
Miles

Alfonso ha detto...

Una amichevole, sine mendacio, puntualizzazione per Silente.
Prendo atto della difesa dell'Ordine dei Gesuiti e non intendo assolutamente litigare sulle valutazioni ed interpretazioni della storia che fortunatamente non sono mai univoche anche per avvenimenti del remoto passato. Io resto fermo nel mio giudizio nettamente negativo dell'operato (legga bene!) di "qualche gesuita con qualsiasi casacca si sia presentato" negli avvenimenti storici più significativi. Se sarà il caso nel futuro si potrà fare un elenco delle buone e cattive azioni sicuramente accertate e su queste fare un sincero esame storico del passato e presente dei gesuiti. Detto questo, non posso non rintuzzare ed "esecrare" l'opinione a riguardo della "conoscenza, quella vera, non è democratica, per fortuna, ma è sempre di una élite, che piaccia o no". Ebbene, spero che dell'élite non si abbia una concezione gnostica, per cui alla vera conoscenza sono predestinati in pochi eletti, o peggio ancora spero proprio che non si ritenga che ad essa sono destinati i pochi fortunati in possesso di prerogative di casta, di censo e quant'altro fa la differenza rispetto al volgo. Per fortuna, rispetto al passato recente l'accesso alla conoscenza è più libero e realizzabile, e quindi più democratico, e ciò ha spazzato via quello che ho definito "monopolio di pochi e sopravvalutati acculturati gesuiti" . Egregio Silente, se questo passaggio storico dell'allargamento delle possibilità di accesso allo studio non ci fosse stato, sappia che non sarei qui ora a replicare! La constatazione che ancora sono poche le menti che con passione e perseveranza raggiungono alti livelli di sapienza e scienza, ci dovrebbe spronare a rendere l'accesso alla vera conoscenza sempre più democratica e meno gesuitica!

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Qui non si criticano i gesuiti in toto, ma il gesuitismo gesuitante gesuitico dei ge-suini, che ormai compongono la pressoché totalità dell'ordine.

Invochiamo un nuovo papa Clemente a sopprimerli, affinché si realizzi il desiderio di sant'Ignazio: cosa desiderate per i gesuiti? «Persecuzioni».

Luigi Rmv ha detto...

In sostanza, leggendo l'interessante scambio di opinioni, i gesuiti sono stati indubiamente un ordine di validi e incisivi combattenti che, nella loro maggioranza, hanno semplicemente cambiato la parte a favore della quale combattere: da Gesù al nemico camuffato da cristiano, rappresentato da Bergoglio.

Japhet ha detto...

Quanti sofismi in questo articolo!

http://www.limesonline.com/perche-papa-francesco-riabilita-lutero/95119

Sconcerto ! ha detto...

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-quei-rivoluzionari-sudamericani-in-vaticano-17936.htm

Il Vaticano utilizzato come punto di riferimento per il trionfo del marxismo ?